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Fondatore di @CodBianconero Non cerco consenso, cerco verità. Nato per dissentire, cresciuto per difendere.

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Follia pura durante #SassuoloJuve. Su un calcio d’angolo l’arbitro se ne esce con: “Giocare a uomo, con gente che va è pericoloso, guardate il pallone”. Ma da quando l’arbitro dà indicazioni tattiche? Lei dovrebbe far rispettare il regolamento, non allenare le squadre. Siamo allo sbando totale 🤦 #Juventus

Follia pura durante #SassuoloJuve. Su un calcio d’angolo l’arbitro se ne esce con: “Giocare a uomo, con gente che va è pericoloso, guardate il pallone”. Ma da quando l’arbitro dà indicazioni tattiche? Lei dovrebbe far rispettare il regolamento, non allenare le squadre. Siamo allo sbando totale 🤦 #Juventus

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Da juventino, provo vergogna. Durante il derby contro il Torino, un “tifoso” juventino ha mimato l’aereo che si schiantò a Superga, offendendo la memoria del Grande Torino e mancando di rispetto a una tragedia che ha segnato la storia del calcio italiano. Questo gesto non ha nulla a che vedere con il tifo. È ignoranza, è crudeltà, è una vergognosa mancanza di umanità. Il derby è rivalità, passione, competizione. Ma mai, mai, deve trasformarsi in disprezzo per la vita e per la storia. Chi oltraggia la memoria non è un tifoso: è solo rumore che il tempo cancellerà. La Juventus è storia, non vergogna. #JuventusTorino

Da juventino, provo vergogna. Durante il derby contro il Torino, un “tifoso” juventino ha mimato l’aereo che si schiantò a Superga, offendendo la memoria del Grande Torino e mancando di rispetto a una tragedia che ha segnato la storia del calcio italiano. Questo gesto non ha nulla a che vedere con il tifo. È ignoranza, è crudeltà, è una vergognosa mancanza di umanità. Il derby è rivalità, passione, competizione. Ma mai, mai, deve trasformarsi in disprezzo per la vita e per la storia. Chi oltraggia la memoria non è un tifoso: è solo rumore che il tempo cancellerà. La Juventus è storia, non vergogna. #JuventusTorino

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Ho tutti i difetti ma non sono dell’Inter 🤍🖤

Ho tutti i difetti ma non sono dell’Inter 🤍🖤

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🎬 La Vittima Perfetta Nel 2006 l’#Inter scoprì il ruolo della vita: la parte lesa. Un ruolo così comodo, così potente, da diventare identità. Da allora, ogni rivelazione ignorata, ogni privilegio ricevuto, ogni vantaggio taciuto non ha fatto che alimentare la leggenda. Più la storia mostrava crepe, più la recita diventava intensa. Più arrivavano successi, più cresceva il lamento. E oggi, dopo scudetti, potere, protezione mediatica, l’Inter continua a muoversi sul palcoscenico come se il mondo intero fosse contro di lei. È il capolavoro definitivo: trasformare ogni favore in un torto, ogni critica in un complotto, ogni vittoria in un martirio. Perché sì: nessuno sa fare la vittima meglio di chi, nella storia, ha contribuito a scrivere il caos da cui pretende di essere salvato. #MilanInter #Milan #Juventus

🎬 La Vittima Perfetta Nel 2006 l’#Inter scoprì il ruolo della vita: la parte lesa. Un ruolo così comodo, così potente, da diventare identità. Da allora, ogni rivelazione ignorata, ogni privilegio ricevuto, ogni vantaggio taciuto non ha fatto che alimentare la leggenda. Più la storia mostrava crepe, più la recita diventava intensa. Più arrivavano successi, più cresceva il lamento. E oggi, dopo scudetti, potere, protezione mediatica, l’Inter continua a muoversi sul palcoscenico come se il mondo intero fosse contro di lei. È il capolavoro definitivo: trasformare ogni favore in un torto, ogni critica in un complotto, ogni vittoria in un martirio. Perché sì: nessuno sa fare la vittima meglio di chi, nella storia, ha contribuito a scrivere il caos da cui pretende di essere salvato. #MilanInter #Milan #Juventus

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Svegliatevi. Calciopoli non è stata la favola morale che qualcuno continua a raccontarsi: tutte le società coinvolte hanno agito per i propri interessi — Juventus, Milan, Fiorentina, Roma, Lazio e via dicendo. Tutte. Tranne una, che non solo è uscita immacolata, ma è stata addirittura premiata con uno scudetto a tavolino mentre manovrava il sistema da dietro le quinte. La Juventus ha sbagliato, e infatti ha pagato. Il punto non è negare gli errori: il punto è la disparità di trattamento. Se chi commetteva le stesse identiche pratiche viene premiato invece che punito, allora non si parla più di giustizia sportiva, ma di una farsa. Ed è esattamente questo che gli juventini reclamano: non il ruolo di vittime, ma la fine di una narrazione ipocrita. Calciopoli è stata l’occasione perfetta per eliminare dal campo la squadra più forte — insieme al Milan — e spianare la strada a chi, nonostante miliardi di lire spesi ogni anno, collezionava figuracce contro le neopromosse. L’Inter dell’epoca non perdeva per colpa della Juventus: perdeva perché non era all’altezza. Punto. Ora basta favole. È tempo di guardare in faccia ciò che è realmente accaduto. #MilanParma #AtalantaNapoli #JuveComo #InterJuventus

Svegliatevi. Calciopoli non è stata la favola morale che qualcuno continua a raccontarsi: tutte le società coinvolte hanno agito per i propri interessi — Juventus, Milan, Fiorentina, Roma, Lazio e via dicendo. Tutte. Tranne una, che non solo è uscita immacolata, ma è stata addirittura premiata con uno scudetto a tavolino mentre manovrava il sistema da dietro le quinte. La Juventus ha sbagliato, e infatti ha pagato. Il punto non è negare gli errori: il punto è la disparità di trattamento. Se chi commetteva le stesse identiche pratiche viene premiato invece che punito, allora non si parla più di giustizia sportiva, ma di una farsa. Ed è esattamente questo che gli juventini reclamano: non il ruolo di vittime, ma la fine di una narrazione ipocrita. Calciopoli è stata l’occasione perfetta per eliminare dal campo la squadra più forte — insieme al Milan — e spianare la strada a chi, nonostante miliardi di lire spesi ogni anno, collezionava figuracce contro le neopromosse. L’Inter dell’epoca non perdeva per colpa della Juventus: perdeva perché non era all’altezza. Punto. Ora basta favole. È tempo di guardare in faccia ciò che è realmente accaduto. #MilanParma #AtalantaNapoli #JuveComo #InterJuventus

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‼️ #Gasperini oggi ha detto una cosa che, in un Paese normale, aprirebbe un’inchiesta immediata. Non un’allusione. Non un sospetto. Una frase precisa: “Ci sono squadre che hanno preso persone dal mondo arbitrale per insegnare ai giocatori come rimanere a terra, come aspettare, come simulare.” Ora, fermiamoci. Per anni ci hanno bombardato con la favola della “sudditanza psicologica”, dei “poteri forti”, della #Juventus che “condiziona il sistema”. E invece, quando finalmente qualcuno parla chiaro, cosa emerge? Che esiste un calcio parallelo, dove si assumono ex arbitri non per spiegare il regolamento… ma per insegnare a ingannarlo. E la reazione qual è? Silenzio. Nessun titolo a nove colonne. Nessun talk show d’emergenza. Nessun procuratore federale che chiede chiarimenti. Per molto meno hanno costruito processi mediatici, retrocessioni morali, indignazioni a comando. Qui invece niente. Perché questa verità fa paura. Perché ribalta anni di narrazioni tossiche. Perché mostra che il problema non è chi vince: il problema è chi trucca la percezione del gioco. Gasperini parla di: • simulazioni insegnate; • giocatori addestrati a restare a terra; • panchine che inscenano teatrini per condizionare; • un calcio che non riconosce più neanche chi lo allena da trent’anni. E allora la domanda è inevitabile: Chi sono questi ex arbitri? Chi li paga? Quali club li hanno ingaggiati? E perché nessuno chiede trasparenza? Se un allenatore di Serie A denuncia pubblicamente una pratica del genere, ci sono solo due possibilità: 1️⃣ Dice la verità → e allora serve un’indagine immediata. 2️⃣ Dice una falsità gravissima → e allora deve risponderne. La terza via — quella del “facciamo finta di niente” — è la più indecente di tutte. Il calcio italiano non può continuare a vivere di moralismi selettivi. O vale la lealtà per tutti, o non vale per nessuno. #SerieA #Inter #Parma #Lazio Juventibus Jdentità Bianconera #InterJuve

L’Epicureo

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13.09.2025 ✍️

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🤬“LA VERITÀ CHE NON SI PUÒ DIRE” Funziona sempre così. Nel calcio italiano c’è una legge non scritta, ma scolpita nella pietra: se osi metterti contro l’Inter, paghi. Anche quando dici la verità. Soprattutto quando dici la verità. Lo abbiamo visto ancora una volta: chi denuncia un’ingiustizia viene punito, chi la commette viene protetto, chi chiede trasparenza viene zittito, chi crea il problema viene assolto dal silenzio generale. È un copione vecchio, logoro, ma ancora perfettamente funzionante. Un copione dove la Juventus paga sempre, anche quando ha ragione, anche quando subisce, anche quando si limita a dire ciò che tutti hanno visto. L’Inter, invece, attraversa le tempeste senza bagnarsi: prescrizioni che diventano assoluzioni, inchieste che evaporano, episodi che spariscono, responsabilità che non arrivano mai. E allora sì, tutto questo fa schifo. Fa schifo perché non è sport. Fa schifo perché non è giustizia. Fa schifo perché non è nemmeno più ipocrisia: è semplicemente la normalità di un sistema che non ha mai avuto il coraggio di guardarsi allo specchio. La verità è che i tempi non sono cambiati. Sono cambiati solo i pretesti. La regola, quella vera, è sempre la stessa: la Juventus paga. L’Inter no. E finché sarà così, non chiamatelo calcio. Chiamatelo per quello che è: un teatro dove chi prova a dire la verità viene punito per disturbo alla sceneggiatura. #InterJuventus #Inter #Juventus #Comolli #Chiellini

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💬 Calciopoli – Ultimo atto: il potere dietro il pallone C’è un dettaglio spesso dimenticato quando si parla di #Calciopoli: l’inchiesta che ha sconvolto il calcio italiano nasce nel 2004, lo stesso anno in cui muore Umberto #Agnelli. Un passaggio di potere silenzioso, ma decisivo, che cambia gli equilibri non solo in casa Juventus, ma nell’intero sistema di potere legato alla famiglia più influente d’Italia. Con la scomparsa di Umberto e, un anno prima, di Gianni Agnelli, si chiude un’epoca. John #Elkann è ancora troppo giovane per guidare il gruppo, e così il controllo passa a Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti. È in questo nuovo scenario che nasce lo scontro con Antonio #Giraudo, amministratore delegato della #Juventus, accusato di eccessiva autonomia e di aver emarginato lo stesso Gabetti. Secondo Fabio Ravezzani , autore del documentario “Calciopoli – Ultimo atto”, questo conflitto non è un dettaglio marginale, ma la chiave per comprendere il contesto politico e familiare in cui maturò l’inchiesta. Proprio nel 2004, mentre cambia la leadership del gruppo Agnelli, prende forma l’indagine che due anni dopo avrebbe travolto la Juventus e riscritto la storia del calcio italiano. Per alcuni osservatori, non fu una coincidenza: colpire Giraudo e Moggi significava anche ridimensionare un potere interno ritenuto troppo indipendente. Nel documentario di Ravezzani intervengono Franco Ordine, Esercito di Cruciani e Valentin Pauluzzi de L’Équipe, offrendo prospettive diverse su uno stesso enigma. Ordine parla di giochi di potere interni, di una Juventus divisa e di una vendetta silenziosa. Cruciani analizza le ambiguità dei media, accusati di aver alimentato un clima di caccia al colpevole più che di ricerca della verità. Pauluzzi, con sguardo internazionale, descrive Calciopoli come un affare più grande dei suoi protagonisti, dove si intrecciano interessi economici, rivalità e strategie di potere. Per Ravezzani, Calciopoli non fu solo uno scandalo sportivo, ma il punto di svolta di un equilibrio politico ed economico. Dietro le intercettazioni e le sentenze, si nascondeva un’altra partita: quella per il controllo del simbolo più potente del calcio italiano. A quasi vent’anni di distanza, le ferite restano aperte. Le verità giudiziarie non bastano a spiegare tutto, e la sensazione è che Calciopoli sia nata non sul campo, ma nei salotti dove si decideva chi dovesse davvero comandare. #CodiceBianconero Santo Jj Viglianesi #SerieA

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