
Frenkie Woody
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Osservo l’attualità in controluce. 🌓 L’ironia, quanto serve.
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Quando Battiato spiegò “La Cura” a un giovane Valerio Mastandrea
Frenkie Woody442,779 views • 6 months ago

Matteo Berrettini si unisce a Peggy Gou e Solomun al Pacha…
Frenkie Woody168,021 views • 2 months ago

Nadia Battocletti Oro 🥇10000 metri. Europei di Atletica 2026. 🔝
Frenkie Woody23,394 views • 1 month ago

È il 1971. Lucio Battisti è già una stella della musica italiana, ma ancora lontano dall’aura mitica che avrebbe assunto negli anni successivi. Quell’anno, invitato alla Rai per esibirsi, prese una decisione che oggi sarebbe impensabile: salì sul palco con una chitarra appena comprata alla stazione di Roma Termini. Ne uscì, secondo molti, la versione più intensa di Eppur mi son scordato di te. Il brano, scritto insieme a Mogol, era stato inciso originariamente dai Formula 3, band di cui Battisti era produttore. La canzone racconta una storia d’amore consumata dalla passione e dall’inevitabile distacco, con una tensione emotiva che si presta a interpretazioni cariche di sentimento. Si racconta che Battisti fosse arrivato a Roma senza il suo strumento. Poco prima dell’esibizione, fece tappa alla stazione Termini e acquistò una chitarra folk economica in un negozio vicino ai binari. Non c’era tempo per rodaggi: salì sul palco e la suonò così com’era, senza amplificazione sofisticata né preparazioni particolari. La performance, trasmessa in bianco e nero, è rimasta nella memoria collettiva per la sua essenzialità: voce e chitarra, senza fronzoli. Il timbro un po’ ruvido dello strumento nuovo, unito alla voce intensa di Battisti, diedero alla canzone una dimensione quasi confessionale. Molti fan considerano quella la versione definitiva, più viva e sincera di quella in studio. In un’epoca in cui la musica italiana cominciava a inseguire la perfezione tecnica, Battisti dimostrò che un’emozione autentica può nascere anche da un imprevisto. O forse soprattutto da un imprevisto.
Frenkie Woody107,470 views • 1 year ago

Quel silenzio che vale più di mille parole 🎬 Quella scena finale in autobus non è un lieto fine. È il suono esatto delle illusioni che si sgretolano. Loro due, scappati dal matrimonio, salgono su quel bus. All'inizio ridono, euforici, ribelli. Poi, la musica di Simon & Garfunkel sfuma. E resta solo quello sguardo. A poco a poco, i sorrisi si spengono. Si guardano e capiscono: e adesso? Hanno bruciato tutto per fuggire dalle aspettative soffocanti della borghesia americana, ma si ritrovano in mano il vuoto più totale. Non sanno dove vanno, non sanno chi sono senza quel copione già scritto. Quel silenzio finale è di una crudeltà disarmante. È il momento in cui la ribellione giovanile finisce e comincia la realtà. Una regia magistrale. Una colonna sonora immortale. Un finale perfetto perché ti lascia con l'amaro in bocca.
Frenkie Woody14,486 views • 1 month ago

On June 8, 1986, Diego Armando Maradona scored his first goal of the Mexico ’86 World Cup. At the time, nobody could have imagined what would happen in the weeks that followed. That tournament would go on to deliver one of the greatest individual performances ever seen on a football pitch. Forty years later, Maradona’s World Cup remains the benchmark against which all others are measured. What’s the first memory that comes to mind when you hear the name “Maradona”? 👇⚽🇦🇷
Frenkie Woody27,556 views • 4 months ago

Giorgio Gaber È stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale. È considerato uno dei padri del genere "Teatro Canzone", un formato di spettacolo in cui canzoni e monologhi si fondono per affrontare temi sociali, politici ed esistenziali con acutezza e ironia. Abbandonò la televisione all'apice della popolarità nei primi anni '70 per dedicarsi esclusivamente al teatro, creando il personaggio del Signor G, che usava come alter ego per mettere in scena le sue riflessioni, i suoi dubbi e le sue contraddizioni.
Frenkie Woody41,352 views • 10 months ago