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Angelo Mangiante

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Journalist Conduttore Sky Sport 24 Inviato e telecronista Sky Sport Atp Player n.708 Autore libro Le Leggende del Tennis: https://t.co/mjwbsrSVXE

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Il tennis a volte è brutale con condizioni estreme sotto il profilo fisico e mentale. Se qualcuno ora parlerà di un #Sinner "fisicamente fragile" o se tirerà fuori dal cassetto "le volte in cui si è ritirato", diffidate con cura. Significa non aver mai preso in mano una racchetta

Il tennis a volte è brutale con condizioni estreme sotto il profilo fisico e mentale. Se qualcuno ora parlerà di un #Sinner "fisicamente fragile" o se tirerà fuori dal cassetto "le volte in cui si è ritirato", diffidate con cura. Significa non aver mai preso in mano una racchetta

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Sorteggio Wimbledon per #Sinner: 1t Nardi 🇮🇹 2t Tseng 3t Shapovalov 4t Paul/Dimitrov Possibili Quarti di finale; Sinner 🇮🇹 vs Musetti 🇮🇹 Draper 🇬🇧 vs Djokovic 🇷🇸 Zverev 🇩🇪 vs Fritz 🇺🇲 Rune 🇩🇰 vs Alcaraz 🇪🇦 #Wimbledon skysport 💪

Sorteggio Wimbledon per #Sinner: 1t Nardi 🇮🇹 2t Tseng 3t Shapovalov 4t Paul/Dimitrov Possibili Quarti di finale; Sinner 🇮🇹 vs Musetti 🇮🇹 Draper 🇬🇧 vs Djokovic 🇷🇸 Zverev 🇩🇪 vs Fritz 🇺🇲 Rune 🇩🇰 vs Alcaraz 🇪🇦 #Wimbledon skysport 💪

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Miami 🇺🇸 ✍️ Appunti di viaggio È questa la grandezza di Sinner. Piove, il campo è bagnato, non è possibile giocare. È pericoloso. Rischi di farti male. Una domenica bestiale. Per gli umani, non per Jannik. Perché lui decide che vuole allenarsi per 40' sul centrale prima della finale del doppio femminile. Non importa se piove. Perché vuole toccare la palla verso la sua finale di oggi. Si infila allora tra gli spazzoloni e decide lui che vale la pena provare a giocare. Lehecka invece non prova il campo, non divide lo slot, resta negli spogliatoi. Cahill e Vagnozzi si mettono d'impegno al volo nel ruolo di sparring partner di lusso riempiendo in due il campo. "Vagno" è leggero e non sbaglia una palla come al solito. Cahill pensa dentro di sè durante il palleggio sotto la pioggia a quanto sia matto a 60 anni a fare tutto quello che gli chiede Jannik, compreso il no al suo prepensionamento che pensava di meritare dopo aver girato il mondo più di Marco Polo dopo 4 numeri uno al mondo allenati. Ma il mondo oggi lo comanda Jannik. Il campo è bagnato per gli altri, non per lui. "Pay attention, the court is slippery" gli ricordano gli addetti. Ma non sanno con chi hanno a che fare, of course. Non sanno che se Jannik vuole una cosa ci riesce sempre a farla. Anche a camminare sull'acqua, come accaduto in passato a qualcuno prima di lui. 40' divini, da San Candido a Miami. Perché è dalla rifinitura che parte tutto. È da questi dettagli che si vede il giocatore. È da questi particolari che nascono i record di Jannik. È da questa volontà mostruosa che si diventa Sinner. Partito dalle montagne per scalare l'Everest. A un passo ora dal Paradiso. ✍️ Angelo

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119,371 görüntüleme • 2 ay önce

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Miami 🇺🇸 Appunti di viaggio ✍️ Due settimane a Miami a tutto Jannik. Viaggia veloce lui. Non perde tempo. Non cerca scorciatoie. Non si aggrappa agli alibi. Al caldo, al vento, al sole contro. Le risorse, infinite, le ha dentro. Quando a Doha, Sinnerino ed io, ci eravamo intristiti un po' per la sua sconfitta nei quarti con Mensik, lui a caldo (proprio tanto caldo) era stato chiaro: "Sono tranquillo, non sono preoccupato. Sto lavorando bene". Avevamo la coda tra le gambe, noi, ma lui ci ha tranquillizzati. In effetti, tra Indian Wells e Miami ha riscritto i libri di storia dell'Atp. Mandando tre o quattro ristampe del Media Guide dell'Atp 2026 già in tipografia da stanotte per dovere di cronaca. Nessuno aveva mai vinto il Sunshine Double senza perdere un set. Nessuno aveva mai vinto due Masters 1000 di fila senza perdere un set e lui ne ha infilati tre di fila. Nessuno aveva mai vinto 17 partite e 34 set di fila nei 1000. Mi fermo qui, per 1000 motivi. Prrché dei record non interessa nulla a Jannik. Sono quasi riduttivi per lui. Sicuramente lo sono in rapporto al suo vero valore umano. Lo spessore. L'educazione. I modi gentili. L'umanità che trasmette. Per questo impazziscono coloro che vivono di invidie. Coloro che non ammettono mai e poi mai la superiorità altrui, d'animo in primis. La sensibilità invece lo rende unico. L'unicità di chi ti ringrazia ancora dopo un'intervista. L'eccezione che ti fa pensare che esistono ancora certi valori. E che vale la pena, in un torneo dagli orari massacranti e tanta pioggia, aver dormito una media di 4-5 ore a notte per essere qui. A intervistare dopo il trionfo chi si merita tutto quello che ha saputo conquistarsi. Da vero fenomeno mondiale. ✍️ Angelo

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35,473 görüntüleme • 2 ay önce

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✍️ Appunti di viaggio Indian Wells e Miami un doppio trionfo. Prossimi giorni la terra a Montecarlo. Per Jannik un turno avanti nel tabellone del Principato. Nel potenziale cammino al 2° turno ci sarà Humbert, poi Cerundolo, quarti con Ruud, semi con Zverev, finale Alcaraz. Una cosa è certa e va subito chiarita. Sinner andrà sempre maneggiato con cura. Servirà sensibilità. Non è per tutti Jannik. È un'opera d'arte, visibile a tutti ma non per tutti. Non va banalizzato, va spiegato e raccontato con attenzione. A partire dagli allenamenti, il suo laboratorio tecnico da cui nascono i capolavori. Si entra in silenzio, si assiste in silenzio. Una narrazione olio su tela per spiegare perché vince lì le partite. Perché è formazione tecnica sempre in evoluzione. Perché è metamorfosi e studio nel cambio di suerficie. Tutto il contrario dei contenuti legati all'approssimazione dei giorni del caos e del flop mondiale dell'Italia del calcio. Jannik è il rifugio più felice che possa esserci. Non si può fare a meno di lui. Genera dipendenza e, per fortuna, è una dipendenza capace di migliorarti. Lo stato d'animo, l'umore, le emozioni che suscita vederlo giocare e allenarsi. Un potere taumaturgico che lo scorso ci hanno scippato per tre mesi. 90 giorni durissimi per Jannik. Non lo dimenticheremo mai. Non c'era lo scorso anno Jannik a Montecarlo. Non c'era neppure a Miami e Indian Wells. Non c'era in questo periodo della stagione. Era stato tolto per tre mesi. Da innocente. La più ingiusta sospensione. Ritrovandosi addosso un macigno in grado di schiacciare chiunque. A tal punto che lui stesso ha rivelato di aver passato il primo mese di sospensione con una crisi di rigetto. Senza più avere la forza di prendere in mano la racchetta. Umiliato a tal punto da non potersi allenare i primi tempi neppure in un circolo affiliato e contro avversari tesserati. Non riusciva neppure, come lui stesso ha detto, a guardare il tennis in tv. Lo hanno portato a non sopportare la cosa che amava di più. Fino al pensiero, da lui stesso ammesso, di voler lasciar perdere con il tennis. Il periodo più difficile. Il momento più duro, delicato e complicato della carriera. Darren Cahill e Simone Vagnozzi a sorreggerlo in mezzo a tsnte nuvole grigie. Quando avverti fino in fondo chi è davvero tuo amico e chi lo è per mero opportunismo. Quanti il tour ti appare diverso, non più rose e fiori. Spine pronte a ferirti. I vari Kyrgios, piccoli piccoli, pronti a infierire. Tre mesi d'inferno ingiusto. Altro che Sunshine Double. Senza tornei dagli Open d'Australia fino a Roma. Tornando poi a rigiocare due finali di fila al Foro e a Parigi solo perché nessuno potrà mai spezzare il sogno a chi è più duro dell'acciaio. Una resilienza infinita. È passato un anno da quel buco nero. Dodici mesi dopo si è ripreso tutto con gli interessi. Darren e Simone sono sempre lì, accanto. Amici veri. Sinceri. Puri. Come Jannik. Un patto stretto nel momento peggiore. Riprendersi tutto era la speranza. Un'onda emotiva che ora sta travolgendo tutti. C'è più gusto adesso a vincere dopo averti fermato in quel modo assurdo. Sarà bellissimo stavolta vederlo dall'inizio anche sul rosso che gli era stato negato, a partire da Montecarlo. Potersi riprendere il primo posto è solo un dettaglio per lui. Lo è già stato per 66 settimane consecutive. Il trofeo più emozionante dopo tanta sofferenza è rivederlo libero di giocare anche sula terra. Libero di mostrare la sua forza di volare. Fuori stavolta dall'angusto e ingiusto tunnel che avrebbe tarpato le ali a chiunque. Non a lui. Non ci perderemo un match, da qualsiasi del mondo. La dipendenza da Jannik è questa. Più lo conosci, più lo stimi e più non ne puoi fare a meno. Il diamante da ammirare. Tra i più preziosi che lo sport italiano abbia mai avuto la fortuna di possedere nella storia. Incastonato con la sua luce unica nella roccia bianca del Country Club Montecarlo. ✍️ Angelo

Angelo Mangiante

30,996 görüntüleme • 2 ay önce

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✍️ Appunti di viaggio Miami 🇺🇸 Seguire l'allenamento di Sinner da pochi metri è un privilegio. C'è l'anatomia di un campione. C'è il suo mondo. Il luogo che lo rende speciale. Cerchi di fare piano. Di non muoverti. In punta di piedi per non disturbare. Non vola una mosca in campo. Non esistono telefonini. Il selfie, per far vedere che ci si allena, il team Sinner lo lascia agli altri. Qui non ci sono influencer. Non c'è nulla di social o di fake. C'è il silenzio solo interrotto dal rumore di una fucilata, quando colpisce la palla. Riparte sempre da zero Jannik. Studia gli avversari e prepara il piano gara. Sembra Socrate, sa di non sapere. Vaga per il campo alla ricerca della verità che già conosce. Per questo non sbanda. Un coach, Simone, un supercoach, Darren, un fisioterapista, Alejandro, e un preparatore atletico, Umberto. Una sinfonia di squadra intesa come metafora potente del team building. Ognuno porta il suo sapere. La condivisione è armonia per creare un risultato unico. Jannik si sente sicuro con loro. Avvolto da un respiro complice. Respirano insieme in campo. Si soffre insieme, senza farlo vedere. Si gioisce insieme, senza umiliare gli avversari. Oggi il dream team di Jannik è un'orchestra. Si valorizza l'ascolto in campo. Le sinergie trasformano le competenze individuali in un lavoro collettivo. Li ha scelti Jannik in persona. Uno a uno. Tra di loro c'è fiducia. Non c'è l'io. C'è il "noi". È diverso. Solo con questa sinergia puoi farcela a continuare. Solo con la compattezza puoi portare avanti una formazione tecnica ai massimi livelli. Una vera divulgazione scientifica che Sinner rende accessibile al grande pubblico. Materiale e nozioni didattiche mostrate a cielo aperto. Nulla da nascondere. Nessun allenamento blindato e strachiuso come in altri sport rimasti tristemente indietro rispetto all'evoluzione Sinneriana. Jannik è avanti anni luce. Trasferisce conoscenza, dà visibilità al lavoro, si avvicina alla gente. Lo fa con rigore. Disciplina. Studia i dettagli tecnici. Li mette in campo. Alimenta la crescita. Di fronte a questo laboratorio scientifico così ricco di idee, ogni volta-per rispetto ed è il minimo- chiediamo il permesso di entrare in campo per poter raccontare in diretta a Sky l'allenamento. Ogni volta la risposta è "sì". Ogni volta percepiamo la grandezza di Jannik. La sua unicità. La sua educazione, il rispetto per gli altri. Un gigante che ti fa sentire, lì sul campo, piccolo piccolo. ✍️ Angelo

Angelo Mangiante

28,757 görüntüleme • 2 ay önce