
DR. CINISMO
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Diagnosi sentimentali gratuite. Il cinismo, invece, si paga. Medico dell’amore, chirurgo dell’autostima. Prescrivo verità amare in 280 caratteri
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Gianfranco Fini. Il monumento all’occasione mancata. L’uomo che, partito da Almirante, è finito a braccetto con Monti. Una traiettoria politica che fa impallidire persino Icaro: lui almeno volava prima di cadere, Fini invece è evaporato in volo radente. Trent’anni in Parlamento per poi autodistruggersi sull’altare della rispettabilità televisiva, nella speranza di essere accettato dal salotto buono. E che ha ottenuto? Il nulla. Un cognome dimenticato, un partito dissolto, una carriera finita peggio di una fiction di Rai Uno. Non c’è gusto a infierire. È già la caricatura di se stesso. Ma ogni tanto ricordare i tradimenti della storia serve: per non ripeterli. Fini è la prova vivente che svendersi per un applauso dei radical chic non paga. E ora, eccolo lì: a elencare “cosa ha fatto”. Come i vecchi nei bar che raccontano di quando giocavano in terza categoria.
DR. CINISMO146,103 views • 11 months ago

Celentano 1972 – Il Rap che venne prima del Rap 1972. Adriano Celentano, microfono in mano, inventa un linguaggio che non esiste. Non italiano. Non inglese. Un suono che sembra l’America, ma è puro Adriano. Accanto a lui, una Raffaella Carrà inarrestabile, regina del cubo, sorridente come solo chi sa di stare facendo storia. Il tema? L’incomunicabilità. La consapevolezza che possiamo parlare per ore… senza dire nulla. Era rap prima che il rap diventasse moda. Era il primo flow globale in una lingua inesistente. I rapper americani non l’avevano ancora sognato. Celentano l’aveva già fatto. Non è nostalgia. È archeologia musicale. E chi non lo vede… non sa ascoltare.
DR. CINISMO109,077 views • 9 months ago

“Di Tognazzi ce n’era uno, di Pippi ce n’è sempre troppi” Pippo Baudo non mi è mai stato simpatico. Uomo del sistema, impeccabile nel sorriso, rassicurante come un soprammobile in salotto. Mi dispiace per la sua morte, certo, ma non l’ho mai stimato come presentatore. In una vecchia clip con il grande Tognazzi, si vede la differenza tra chi vive per compiacere e chi vive per smascherare. Baudo in evidente imbarazzo, spaesato di fronte a domande scomode: liberalizzazione della marijuana, censura, Toni Negri… temi che per il sistema televisivo erano veleno. E lui, fedele al copione, balbettava. Tognazzi, invece, affondava il coltello. Ironico, libero, capace di mettere a nudo le ipocrisie davanti alle telecamere. Lì stava la grandezza: uno che parlava al popolo senza chiedere permesso. Oggi gli “addetti allo spettacolo” sono tutti dei Pippo Baudo: sorrisi a comando, allineati e coperti, perfetti esecutori della noia di Stato. Tognazzi era uno. Di Baudo ce ne sono sempre troppi.
DR. CINISMO102,456 views • 9 months ago

C’è un video che gira. Duomo di Milano. Folla compatta. Mani al cielo. “Bella ciao” cantata come fosse un inno religioso. E poi ti chiedi perché questo Paese arranca. Non è la canzone. È il riflesso condizionato. È la psicologia da gregge: più sono, più si sentono nel giusto. Bias di conferma servito caldo: cantano tra simili, quindi “abbiamo ragione noi”. Effetto carrozzone: se lo fanno tutti, sali anche tu. Senza pensare. Senza capire. Senza dubitare. E questi votano. Non studiano la storia: la mimano. Non cercano verità: cercano appartenenza. Non costruiscono futuro: riciclano slogan. Il punto non è che cantano. Il punto è che credono che cantare sia pensare. E mentre loro fanno il karaoke ideologico sotto il Duomo, qualcuno più sveglio decide per loro. Sempre. La democrazia è un’arma. In mano a chi non sa usarla, diventa un boomerang. E poi vi stupite se vincono sempre gli stessi giochi. — © Dr. Cinismo ⚔️
DR. CINISMO28,176 views • 2 months ago

Non provateci nemmeno a pensare che invidio chi è dentro l’auto. La mia invidia è tutta per lui. Sì, il poliziotto in moto. Casco lucido, giacca d’ordinanza, sirena che fende il traffico come Mosè col Mar Rosso. Se c’è un sogno mancato, da bambino, era quello: fare il poliziotto motociclista. Come i CHiPs. Non per il potere, non per la divisa. Ma per la libertà di sfrecciare tra le corsie come un giustiziere elegante, invisibile, irraggiungibile. Mica come oggi, imbottigliati nel traffico e nella mediocrità. Altro che scorta. Io volevo la moto, la strada, e la legge nella fondina. Ma poi è arrivata la vita. E ha messo la sirena ai sogni.
DR. CINISMO89,603 views • 10 months ago

“Lo chiamavano Trinità, ma era il nome dell’infanzia che abbiamo seppellito” Ogni volta che Lo chiamavano Trinità torna in TV, l’Italia si ferma. Non per la trama, che conosciamo a memoria. Non per gli schiaffi, che ci fanno ancora ridere. Ma per quella stretta al cuore che arriva puntuale, come un proiettile in slow motion. Perché Trinità non è un film. È un rifugio. È la domenica con il nonno, il profumo del ragù, il divano buono, il tempo che non aveva fretta. È il ricordo di quando il bene e il male erano chiari, e il giusto aveva la faccia di Terence Hill e la mano pesante di Bud Spencer. Era tutto lì: l’ironia che insegnava più della morale, la giustizia che arrivava a suon di ceffoni, e quell’amicizia virile, ruvida, leale, che oggi non sapremmo più riconoscere neanche col GPS. Lo chiamavano Trinità fa ancora share perché parla a chi non ha più vent’anni, ma li ricorda con nitidezza chirurgica. Perché ogni volta che parte quella musica, si riapre una finestra: e dietro, ci siamo noi, bambini, felici, vivi. Terence e Bud non erano attori. Erano padri putativi. Fratelli maggiori. Santi laici di un’Italia che rideva senza bisogno di ridere degli altri. Ecco perché quel film non invecchia. Perché l’infanzia non muore: si mette solo a dormire. E Lo chiamavano Trinità è la sveglia. Adesso ditemi che non vi è venuta la pelle d’oca. O mentite. Ma mentite male.
DR. CINISMO87,701 views • 10 months ago

VASCO, LA TUA VOCE È LEGGENDA… MA QUANDO PARLI, DELUDI. Vasco, le tue canzoni sono poesia, emozione pura. Le canto ancora a squarciagola, fanno vibrare l’anima. Sei stato simbolo di ribellione, di libertà, di vita spericolata. Ma oggi sul palco, tra un riff e l’altro, parli di guerra… e sembri solo l’eco stanco della narrazione dominante. Quella stessa narrazione che ti ha visto paladino delle mascherine doppie, testimonial dei vaccini, giudice sprezzante contro chi aveva dubbi, chi chiedeva verità, chi non si inginocchiava. Il ribelle che urlava “voglio una vita spericolata” oggi si accoda, si allinea, diventa l’ennesimo portavoce del politicamente corretto. La tua trasgressione suona vuota, scolorita, assoggettata ai dogmi di una certa sinistra benpensante. Hai fatto sognare intere generazioni, non trasformarti in un guitto del mainstream. La leggenda vive quando canta, muore quando predica. Io continuerò ad amare le tue canzoni. Ma quando parli, preferisco il silenzio.
DR. CINISMO81,073 views • 11 months ago

Gianfranco Fini: l’ammonizione vivente di cosa succede a chi tradisce il Re. Non è stato semplicemente dimenticato: è stato inghiottito dall’oblio, come uno che bestemmia in chiesa e pretende pure l’ostia. Aveva un impero a portata di mano: un’eredità politica, un elettorato fedele, un alleato invincibile. E cosa fa il nostro Azzeccagarbugli della destra? Si mette contro l’uomo che lo aveva fatto Ministro, Presidente della Camera, uomo di Stato. Berlusconi. Silvio. Il Capo. Colui che trasforma i camerieri in ministri e i geometri in statisti. Fini ha scambiato la fedeltà con l’ambizione. Un Napoleone da discount che voleva il trono senza meritarselo. Ha pugnalato Berlusconi pensando di diventare statista, e invece è diventato un meme politico. Anzi, peggio: un silenzio. Nessuno lo rimpiange, nessuno lo cita, nessuno lo vuole. Berlusconi, invece? È morto da imperatore. Con le donne, i soldi, le barzellette, l’elicottero che decolla da Arcore. Gli avversari lo odiano, ma lo invidiano. Gli amici lo piangono, ma con il sorriso. Perché chi è stato con lui, ha assaggiato la grandezza. Chi lo ha tradito, come Fini, si è condannato all’irrilevanza. In politica si può sbagliare tutto, tranne una cosa: non si tradisce l’uomo che ti ha creato. E Silvio, caro mio, non era un uomo. Era l’ultimo dio italico. E tu, Fini, sei solo un Giuda senza Vangelo.
DR. CINISMO77,459 views • 11 months ago

🚨 Aereo in rotta circolare, scie bianche nel cielo E il cretino medio cosa dice? “È condensa.” Certo, come no. E io sono Babbo Natale con la laurea in ingegneria aerospaziale. Da quando gli aerei di linea fanno la danza della pioggia sopra le città? Da quando le rotte commerciali sono diventate il remake di Tron? Sveglia, che il cielo parla più chiaro dei telegiornali: ci stanno irrorando come le zanzare d’estate. Ma voi, contenti. Col naso all’insù a fotografare le nuvole velenose, mentre vi fanno l’aerosol del gregge. E poi a sera, Netflix e tachipirina. Avete lo spirito critico di una spugna e il coraggio di un pesce rosso. Continuate pure a chiamarla “scia di condensazione”. Io la chiamo: cecità programmata. ⸻ Firmato: Dr. Cinismo – l’unico a non avere il paraocchi in dotazione NATO.
DR. CINISMO70,617 views • 1 year ago

🔥 CATALUNYA 2009 – L’ULTIMA CURVA CHE HA RISCRITTO LA STORIA 🔥 Ultimo giro. Ultima curva. Lorenzo davanti, il giovane leone pronto a sbranare il vecchio re. ⚡ Ma il re… non abdica. ⚡ Valentino Rossi aspetta l’attimo in cui il mondo trattiene il fiato. Frena quando la ragione dice “impossibile”. Si infila dove nessuno si infilerebbe. Un sorpasso chirurgico. Letale. Immortale. 🏆 Non ha battuto Lorenzo. Ha battuto la paura. Ha umiliato la logica. Quel giorno ha messo la sua firma a fuoco sulla storia della MotoGP. Catalunya, 14 giugno 2009: “La MotoGP è casa mia. Qui comando io.” 💛 #ValentinoRossi #Catalunya2009 #MotoGP #GOAT #Leggenda #VR46 #Sorpasso #Epico #NeverGiveUp #UltimaCurva #Motorsport #Icona #Campione #Legend
DR. CINISMO46,807 views • 10 months ago

🟡 “Quando il Re si inchinò all’Imperatore: la corsa che nessuno dimenticherà” 🟡 📸 Silverstone, 1991. L’asfalto fuma, il pubblico urla, i motori cantano l’inno della velocità. Senna resta a secco. Ma non si ferma la leggenda. Si trasforma. Nigel Mansell, l’eroe di casa, ha appena vinto. Potrebbe esultare, potrebbe godersi il trionfo. E invece si ferma. Fa un gesto che oggi nessuno avrebbe il coraggio – né il cuore – di fare: si ferma, fa salire Ayrton Senna sul suo bolide, e lo porta con sé fino ai box. Due gladiatori su un solo cavallo, con il mondo intero che trattiene il fiato. 💥 Quel fotogramma è entrato nella storia non perché doveva. Ma perché non poteva accadere. Eppure accadde. 📲 Morale? Nel mondo iper-regolamentato di oggi, dove ogni gesto è calcolato, quel momento è un colpo al cuore della burocrazia, del politicamente corretto, della paura. 👉 Se anche tu credi che l’onore venga prima del protocollo, che la grandezza non si misura in punti ma in gesti, allora segui questa pagina. Perché qui, ogni post è una corsa tra eroi. E ogni like, è un modo per dire: “Io c’ero. E ci credo ancora.” 🔁 Condividi. 📌 Salva. ❤️ Fai vivere la leggenda. O resta in griglia a guardare gli altri scrivere la storia.
DR. CINISMO39,553 views • 10 months ago

Visto che ho scoperto nell’ultimo mio post su #andreapucci, che sta sul cazzo ai sinistroidi, ai convinti, agli intellettuali ,che ti offendono nelle risposte e poi vigliacchi ti bloccano pure, non perderò occasione di postare un altro suo video. Avanti dai accorrete che facciamo pulizia di Agosto. #nopd #nosinistra #intellettualidisinistra
DR. CINISMO36,223 views • 9 months ago

Ma cosa vuoi parlare, sei scappato come un coniglio ora siete nella merda perché vi stanno letteralmente facendo il culo, chiedete aiuto agli USA che intervengano per salvarvi il culo. Fa una bella cosa ascolta Tajani agisci con moderazione! Good luck coniglio!
DR. CINISMO36,450 views • 11 months ago

IL GENIO STONATO DI RINO GAETANO ⸻ 🎤 Chi vive in baracca, chi suda il salario, chi ama l’amore, chi sogna i milioni… Una nenia ubriaca, un elenco delirante. Eppure “Il cielo è sempre più blu” è la radiografia dell’Italia. Di ieri, di oggi, e purtroppo – Dio ci salvi – anche di domani. Nel 1975, mentre tutti facevano i cantautori impegnati con l’aria da profeti stanchi, Rino Gaetano entra in scena come un ubriaco al funerale: fuori tono, fuori tempo, ma dannatamente vero. La sua voce graffia, le sue parole sembrano nonsense, e invece sono più chirurgiche di un editoriale di Montanelli con l’acido al posto dell’inchiostro. ⸻ “Chi tira la bomba, chi nasconde la mano…” Lo senti? È il rumore di oggi. Chi si indigna sui social, chi si fa le foto con gli africani per i like, chi si fa le leggi per fottere meglio il popolo. Chi piange per Gaza ma se ne frega del vicino che muore solo. Rino li vedeva tutti. Li nominava uno a uno. Era la voce del giullare che dice la verità mentre i re ridono – cretini – ignari che li sta smascherando. ⸻ 🎸 E la musica? Tre accordi. Tre. Una progressione da osteria. Ma la ripete come un mantra ipnotico, ossessivo. Un rito tribale. Come la vita: monotona, ripetitiva, alienante. Un ritmo che ti entra nel sangue e ti fotte il cervello. Non c’è ritornello. Perché la realtà non ha ritornello: è tutta una strofa di disillusione. ⸻ Genio? No. Profeta. Altro che influencer, altro che rapper di periferia con l’ansia di sembrare povero. Lui raccontava il marcio con l’ironia di chi sapeva che non avrebbe cambiato nulla. Ma almeno ti sbatteva la faccia contro lo specchio. Senza trucco. Senza like. Senza cazzi. ⸻ E oggi? Oggi “Il cielo è sempre più blu” è il sottofondo perfetto del nostro Truman Show collettivo: 📲 Chi fa lo psicanalista su TikTok, 💉 chi ha la quarta dose, 📉 chi fallisce con l’Iva, 👑 chi ancora crede alla democrazia. E il cielo? Sempre più blu. Per chi può permetterselo. ⸻ “Chi vive in baracca, chi suda il salario…” Se non ti sei riconosciuto in almeno una riga, sei parte del problema. #RinoGaetano #IlCieloÈSemprePiùBlu #Genio #VeritàScomode #MusicaCheSpacca #CantautoreContro #PostCheFaMale #LikeSeTiSentiPresoADita #IlCieloPerChi #ItaliaSenzaRitornello
DR. CINISMO31,525 views • 10 months ago