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Emilia Urso Anfuso - Giornalista investigativa

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Ho fondato e dirigo dal 2006 la testata giornalistica https://t.co/j6yHxnG4HM - Libero, Visto, Il Tempo -Conduttrice - Sociologa - I miei libri su Amazon

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Dedico il reel di oggi alla dottoressa del PS dell'ospedale #Gemelli che lo scorso anno, mentre ero ancora ricoverata al Pronto soccorso in cui fui costretta a restare per TRE LUNGHISSIMI GIORNI su una lettiga, senza una coperta, senza un cuscino (si, eravamo tutti trattati così, in una situazione di promiscuità assurda e con poche e disattente cure), con una gamba distrutta da una frattura grave (decretato dal primario di ortopedia che mi ha poi operata per sei ore e mezza per ricostruire il danno e che poi intervistai per il settimanale Visto) ed ero in attesa di essere trasportata in reparto per subire un intervento che appunto, duró 6,5 ore, mi disse: "Sa, lei resterà SICURAMENTE con un difetto fisico, di deambulazione"... Con quella frase commise parecchi errori gravissimi: - mise in dubbio la mia capacità mentale e fisica di ripresa (la poveretta non mi conosce...) - mise in dubbio, più che altro, le GRANDI capacità tecniche e chirurgiche del primario di ortopedia, dottor Giulio Maccauro, (che tempo dopo intervistai per il settimanale Visto) che fece un lavoro evidentemente incredibile sul mio femore distrutto da una frattura spiroide periprotesica disassata - tentó di spaventare una persona che aveva appena subito un gravissimo incidente e che si trovava ancora in uno dei peggiori PS d'Italia (lo diciamo tutti noi che ci siamo finiti ricoverati) Lo fece con uno scopo, ci stavamo lamentando TUTTI, MA CON EDUCAZIONE, delle terribili condizioni del Pronto Soccorso, tra sporcizia, mancanza di umanità e cure (lasciare i pazienti pure senza mangiare, ma è solo una delle "cosette" che si vivono in quel PS...) e tutto il resto... Io le stavo parlando pacatamente della Carta dei Diritti del malato, lei con un sorrisetto mi disse: "Si...si...lei è una di quelle che SVENTOLANO LA CARTA DEI DIRITTI DEL MALATO"... Le feci osservare che non doveva sorridere in maniera sfottente, come fece, ma evidentemente è una di quelle persone avvezze a ridere con e dei pazienti ricoverati Io quindisventolo, secondo la gentile dottoressa... La poveretta, però, non sapeva a chi stesse dicendo questa cattiveria: se l'avesse detta a una persona fragile l'avrebbe uccisa, avrebbe creato un problema psicologico, avrebbe spaventato a morte una persona Invece...eccomi qua. Con alcuni amici delle FF.OO. e delle associazioni militari di cui faccio parte, abbiamo deciso tempo fa di andare a trovarla per farle vedere che si sbagliava e che certe frasi NON DEVE A DIRLE, A NESSUNO. Non si fa, semplicemente. Non si devono dire certe cattiverie alle persone che sono ricoverate in PS, con fratture gravi, in attesa di poter finalmente salire in reparto e subire, come nel mio caso, un delicatissimo intervento del primario, durato SEI ORE E MEZZO. Provate a pensare se avesse detto una cosa simile a una persona FRAGILE: non si sarebbe più alzata da una sedia a roelle...

Dedico il reel di oggi alla dottoressa del PS dell'ospedale #Gemelli che lo scorso anno, mentre ero ancora ricoverata al Pronto soccorso in cui fui costretta a restare per TRE LUNGHISSIMI GIORNI su una lettiga, senza una coperta, senza un cuscino (si, eravamo tutti trattati così, in una situazione di promiscuità assurda e con poche e disattente cure), con una gamba distrutta da una frattura grave (decretato dal primario di ortopedia che mi ha poi operata per sei ore e mezza per ricostruire il danno e che poi intervistai per il settimanale Visto) ed ero in attesa di essere trasportata in reparto per subire un intervento che appunto, duró 6,5 ore, mi disse: "Sa, lei resterà SICURAMENTE con un difetto fisico, di deambulazione"... Con quella frase commise parecchi errori gravissimi: - mise in dubbio la mia capacità mentale e fisica di ripresa (la poveretta non mi conosce...) - mise in dubbio, più che altro, le GRANDI capacità tecniche e chirurgiche del primario di ortopedia, dottor Giulio Maccauro, (che tempo dopo intervistai per il settimanale Visto) che fece un lavoro evidentemente incredibile sul mio femore distrutto da una frattura spiroide periprotesica disassata - tentó di spaventare una persona che aveva appena subito un gravissimo incidente e che si trovava ancora in uno dei peggiori PS d'Italia (lo diciamo tutti noi che ci siamo finiti ricoverati) Lo fece con uno scopo, ci stavamo lamentando TUTTI, MA CON EDUCAZIONE, delle terribili condizioni del Pronto Soccorso, tra sporcizia, mancanza di umanità e cure (lasciare i pazienti pure senza mangiare, ma è solo una delle "cosette" che si vivono in quel PS...) e tutto il resto... Io le stavo parlando pacatamente della Carta dei Diritti del malato, lei con un sorrisetto mi disse: "Si...si...lei è una di quelle che SVENTOLANO LA CARTA DEI DIRITTI DEL MALATO"... Le feci osservare che non doveva sorridere in maniera sfottente, come fece, ma evidentemente è una di quelle persone avvezze a ridere con e dei pazienti ricoverati Io quindisventolo, secondo la gentile dottoressa... La poveretta, però, non sapeva a chi stesse dicendo questa cattiveria: se l'avesse detta a una persona fragile l'avrebbe uccisa, avrebbe creato un problema psicologico, avrebbe spaventato a morte una persona Invece...eccomi qua. Con alcuni amici delle FF.OO. e delle associazioni militari di cui faccio parte, abbiamo deciso tempo fa di andare a trovarla per farle vedere che si sbagliava e che certe frasi NON DEVE A DIRLE, A NESSUNO. Non si fa, semplicemente. Non si devono dire certe cattiverie alle persone che sono ricoverate in PS, con fratture gravi, in attesa di poter finalmente salire in reparto e subire, come nel mio caso, un delicatissimo intervento del primario, durato SEI ORE E MEZZO. Provate a pensare se avesse detto una cosa simile a una persona FRAGILE: non si sarebbe più alzata da una sedia a roelle...

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