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Fabio Lazza

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Il dolore è il prezzo che paghiamo per l’amore. Non lo superi, non lo attraversi; ci cammini assieme.

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Sarebbe interessante sapere dal direttore di Limesonline , Caracciolo, da dove prende questi suoi documenti segretissimi, tanto da non esserne a conoscenza nemmeno alla Difesa USA. Vediamo: Nel video, Caracciolo afferma che: “Le armi che abbiamo dato agli ucraini, in parte gli ucraini se le sono rivendute. Questo lo dicono gli stessi servizi americani.” Quindi fa due affermazioni forti: Una parte significativa delle armi occidentali sarebbe stata rivenduta dagli ucraini. Questo sarebbe scritto/ammesso dai servizi americani. Per una cosa del genere servono riferimenti precisi: nome del rapporto, data, pagina, frase. Cosa dicono davvero USA & “servizi” occidentali L’unico documento pubblico davvero rilevante è il fact sheet del Dipartimento di Stato USA: “U.S. Plan to Counter Illicit Diversion of Certain Advanced Conventional Weapons in Eastern Europe” (27 ottobre 2022) Lì si legge (riassumo): Finora, l’altissima domanda interna al fronte da parte delle forze ucraine impedisce la proliferazione sul mercato nero di armi tipo MANPADS e missili anticarro. Cioè esattamente il contrario di “se le sono rivendute”: gli americani dicono che per ora le armi servono così tanto al fronte che non stanno alimentando un mercato nero significativo. In più, lo stesso piano USA e gli accordi successivi (es. l’accordo di sicurezza USA–Ucraina del 13 giugno 2024) insistono su: tracciabilità, end-use monitoring, ispezioni, inventari, accesso ai depositi da parte di personale USA, ecc. Nessun documento pubblico di “servizi americani” afferma che “gli ucraini si rivendono le armi”. Cosa dicono gli studi indipendenti su traffico d’armi Global Initiative Against Transnational Organized Crime, rapporto 2024 “Smoke on the horizon – trends in arms trafficking from the conflict in Ukraine”: conclusione chiave: la profusione di armi illegali è per ora limitata all’interno dell’Ucraina; nessun episodio verificato di traffico organizzato di armi dall’Ucraina verso Paesi UE fino a inizio 2024. PDF: Ukrainian Center of Legal Studies, studio “Illicit Trafficking of Weapons during Russia’s War against Ukraine”: non trova prove di traffico internazionale su larga scala nel 2022–2023; cita esplicitamente il fact sheet USA che parla di domanda interna che ostacola il mercato nero; nota che UE (dichiarazione al Working Group on Firearms, Vienna 2023) non osserva traffico illecito su larga scala; conclude: “al momento non ci sono prove di commercio di armi letali occidentali da parte ucraina”. Testo: OCINDEX / Global Organized Crime Index 2025: ribadisce che, nonostante i timori, non c’è finora evidenza di traffico diffuso verso l’UE. Testo: Europol, Interpol & co.: allarme rischio, non “prova” di rivendita Interpol – Jürgen Stock (giugno 2022) ha lanciato un allarme di principio: come in ogni guerra, quando i combattimenti finiranno, una parte delle armi rischia di finire in mano criminale. Articolo del Guardian (riassunto) + altre testate: Ma Stock parla di rischio futuro e necessità di tracciamento, NON dice: “gli ucraini vendono le armi che gli diamo”. Europol coopera con l’Ucraina per mitigare i rischi di traffico d’armi e, dopo alcune dichiarazioni mal interpretate, ha precisato di non avere prove di un grande flusso di armi occidentali dal fronte ucraino verso l’UE nel 2022. Magari il dott. Andrea Salerno che vorrebbe una tv meno “falsa” potrebbe chiederglielo, visto che dalle sue trasmissioni, Otto e Mezzo , partono spesso affermazioni del genere.

Sarebbe interessante sapere dal direttore di Limesonline , Caracciolo, da dove prende questi suoi documenti segretissimi, tanto da non esserne a conoscenza nemmeno alla Difesa USA. Vediamo: Nel video, Caracciolo afferma che: “Le armi che abbiamo dato agli ucraini, in parte gli ucraini se le sono rivendute. Questo lo dicono gli stessi servizi americani.” Quindi fa due affermazioni forti: Una parte significativa delle armi occidentali sarebbe stata rivenduta dagli ucraini. Questo sarebbe scritto/ammesso dai servizi americani. Per una cosa del genere servono riferimenti precisi: nome del rapporto, data, pagina, frase. Cosa dicono davvero USA & “servizi” occidentali L’unico documento pubblico davvero rilevante è il fact sheet del Dipartimento di Stato USA: “U.S. Plan to Counter Illicit Diversion of Certain Advanced Conventional Weapons in Eastern Europe” (27 ottobre 2022) Lì si legge (riassumo): Finora, l’altissima domanda interna al fronte da parte delle forze ucraine impedisce la proliferazione sul mercato nero di armi tipo MANPADS e missili anticarro. Cioè esattamente il contrario di “se le sono rivendute”: gli americani dicono che per ora le armi servono così tanto al fronte che non stanno alimentando un mercato nero significativo. In più, lo stesso piano USA e gli accordi successivi (es. l’accordo di sicurezza USA–Ucraina del 13 giugno 2024) insistono su: tracciabilità, end-use monitoring, ispezioni, inventari, accesso ai depositi da parte di personale USA, ecc. Nessun documento pubblico di “servizi americani” afferma che “gli ucraini si rivendono le armi”. Cosa dicono gli studi indipendenti su traffico d’armi Global Initiative Against Transnational Organized Crime, rapporto 2024 “Smoke on the horizon – trends in arms trafficking from the conflict in Ukraine”: conclusione chiave: la profusione di armi illegali è per ora limitata all’interno dell’Ucraina; nessun episodio verificato di traffico organizzato di armi dall’Ucraina verso Paesi UE fino a inizio 2024. PDF: Ukrainian Center of Legal Studies, studio “Illicit Trafficking of Weapons during Russia’s War against Ukraine”: non trova prove di traffico internazionale su larga scala nel 2022–2023; cita esplicitamente il fact sheet USA che parla di domanda interna che ostacola il mercato nero; nota che UE (dichiarazione al Working Group on Firearms, Vienna 2023) non osserva traffico illecito su larga scala; conclude: “al momento non ci sono prove di commercio di armi letali occidentali da parte ucraina”. Testo: OCINDEX / Global Organized Crime Index 2025: ribadisce che, nonostante i timori, non c’è finora evidenza di traffico diffuso verso l’UE. Testo: Europol, Interpol & co.: allarme rischio, non “prova” di rivendita Interpol – Jürgen Stock (giugno 2022) ha lanciato un allarme di principio: come in ogni guerra, quando i combattimenti finiranno, una parte delle armi rischia di finire in mano criminale. Articolo del Guardian (riassunto) + altre testate: Ma Stock parla di rischio futuro e necessità di tracciamento, NON dice: “gli ucraini vendono le armi che gli diamo”. Europol coopera con l’Ucraina per mitigare i rischi di traffico d’armi e, dopo alcune dichiarazioni mal interpretate, ha precisato di non avere prove di un grande flusso di armi occidentali dal fronte ucraino verso l’UE nel 2022. Magari il dott. Andrea Salerno che vorrebbe una tv meno “falsa” potrebbe chiederglielo, visto che dalle sue trasmissioni, Otto e Mezzo , partono spesso affermazioni del genere.

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Mosca è stata colpita da un massiccio attacco di droni ucraini. La Russia sostiene di averne abbattuti oltre 500; nella regione di Mosca risultano almeno 3 morti e decine di feriti. Zelensky ha giustamente (tardivamente purtroppo) rivendicato la logica della risposta: se Mosca bombarda Kyiv, Kharkiv, Dnipro e le città ucraine, la guerra prima o poi arriva anche a casa di chi l’ha iniziata. La propaganda russa vorrebbe una guerra a senso unico: missili russi sull’Ucraina, ma cielo russo intoccabile. Non funziona così. Ora avanti cosi colpire colpire colpire

Mosca è stata colpita da un massiccio attacco di droni ucraini. La Russia sostiene di averne abbattuti oltre 500; nella regione di Mosca risultano almeno 3 morti e decine di feriti. Zelensky ha giustamente (tardivamente purtroppo) rivendicato la logica della risposta: se Mosca bombarda Kyiv, Kharkiv, Dnipro e le città ucraine, la guerra prima o poi arriva anche a casa di chi l’ha iniziata. La propaganda russa vorrebbe una guerra a senso unico: missili russi sull’Ucraina, ma cielo russo intoccabile. Non funziona così. Ora avanti cosi colpire colpire colpire

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Visto che Marco Travaglio non va a scuola la scuola va da Travaglio. Smentiamo fattualmente le baggianate dette a Otto e Mezzo e che beppe severgnini non ha saputo contrastare. E questo anche per Corrado Formigli , visto che c’è, dopo la figuraccia con Carlo Calenda Nel 2010 l’Ucraina ha scelto la neutralità. La Rada approvò la legge n. 2411-VI: “L’Ucraina persegue una politica di non allineamento e non aderisce a nessuna alleanza militare.” Nel 2014 l’Ucraina era neutrale, senza basi NATO né richiesta d’adesione. Eppure Putin invase Crimea e Donbass. La neutralità non fermò l’aggressione. ONU condannò l’annessione della Crimea: Il summit NATO di Bucarest (2008) non promise nulla di concreto. Solo una formula generica: “L’Ucraina e la Georgia diventeranno membri in futuro.” Comunicato integrale NATO: La guerra del 2014 non fu causata dalla NATO, ma dal tentativo di Mosca di riportare Kiev nella propria sfera d’influenza dopo Maidan. Russia attaccò un Paese neutrale, non un “satellite americano”. Analisi CSIS: Solo dopo l’invasione la Rada revocò la neutralità (dicembre 2014). Kiev scelse di cercare protezione nella NATO perché Mosca aveva violato la neutralità. Legge 35-VIII (revoca neutralità): Il ruolo russo a Maidan Durante Maidan (2013-2014) Mosca fece pressioni su Kiev perché abbandonasse l’accordo UE. Agenti FSB e GRU furono segnalati a Kiev nei giorni cruciali. Foreign Policy: Documenti e testimonianze mostrano l’influenza russa su Maidan: sostegno politico e operazioni d’intelligence a favore di Yanukovych. Analisi Svidomi: L’OSCE ha ricordato che le indagini su Maidan e Odessa si collocano “nel contesto dell’aggressione russa contro l’Ucraina.” Documento OSCE: Violazioni russe degli Accordi di Minsk Gli Accordi (2014-2015) prevedevano cessate il fuoco e ritiro di armi e milizie straniere. Mosca li firmò ma non ritirò mai né truppe né mezzi dal Donbass. Testo ufficiale OSCE: ONU, OSCE e UE confermano violazioni russe sistematiche: sostegno militare a Donetsk e Luhansk, armi e personale inviati. Rapporto ONU (A/HRC/49/71): Storia crisi (Consiglio UE):

Fabio Lazza

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Siamo in piena eversione negli USA e tutto tacciono. Durante un incontro alla Casa Bianca (21 ottobre 2025), Trump ha detto: “Non possiamo permettere che ciò che è successo nelle elezioni del 2020 si ripeta. So che Kash ci sta lavorando. Anche Tulsi ci sta lavorando. Non possiamo lasciare che accada di nuovo al nostro Paese.” Video sotto e fonte 👉 Sembra una frase qualunque. In realtà è una delle più pericolose pronunciate da #Trump dopo il 6 gennaio 2021. Dietro quelle parole c’è un messaggio politico preciso: delegittimare il voto popolare e preannunciare un apparato “fedele” pronto a intervenire. Trump cita due figure chiave del suo “governo ombra”: Kash Patel, ex Pentagono, oggi indicato da lui come futuro capo dell’FBI. Tulsi Gabbard, ex deputata democratica, che Trump vuole a capo della CIA. Quando il leader del paese piú potente del mondo dice: “So che FBI e CIA ci stanno lavorando per non far accadere di nuovo ciò che è successo nel 2020”, sta insinuando che le agenzie federali possano agire politicamente per “proteggere” il risultato elettorale. È un linguaggio da regime, non da democrazia. Politicamente significa: riaffermare che il 2020 è stato “rubato”; promettere che nel 2026 non accadrà più, anche se dovesse voler dire forzare le regole; preparare la base a non accettare una nuova sconfitta. Non è solo propaganda. È un modo per normalizzare l’idea che le forze federali rispondano al leader, non alla Costituzione. Una frase così detta nell’Oval Office mina direttamente la fiducia nel sistema elettorale americano.

Fabio Lazza

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Ho recuperato le parole della dottsa Francesca Albanese, UN Special Rapporteur oPt in risposta alle coerenti parole del sindaco di Massari. Ci sono varie cose discutibili. La prima: La citazione di Terzani è corretta, lo disse, ma Lei, se lo ha mai letto, tradisce lo spirito dei suoi scritti. Terzani aborriva questi terrorismi, ma cercava di dire che queste organizzazioni arrivano laddove manca una società e una politica. Secondo la ricostruzione della Dottoressa dovremmo capire la mafia quando organizza attentati in quanto sono voce di una società in crisi? Non ha senso. Vanno date risposte dure contro chi delinque e una risposta politica alle mancanze che sfruttano questi delinquenti. Parte: il benaltrismo. Sempre peloso. Si vero Israele ha migliaia di arrestati tra cui donne e bambini nelle proprie carceri. Confonderli con ostaggi nei tunnel di un gruppo terroristico che ha stuprato e ucciso è quanto meno una distorsione anche del diritto che lei cita. Un carcere non è un tunnel e una forza di polizia non è una organizzazione terroristica. Possiamo però dire che Israele dovrebbe esser molto più trasparente in questi arresti quasi tutti senza accuse precise e rilasciare almeno donne e bambini Ma questo NON esclude affatto che se rapisci brutalmente 251 persone e ne hai altre 50 queste non debbano essere incluse in un accordo di pace. Ultimo: NO non si da voce ad un disagio con la morte e il terrorismo. È un messaggio violento e di odio che stona con le citazioni di un pacifista come Terzani. Insomma dottoressa intervento molto discutibile

Fabio Lazza

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Ieri Marco Travaglio ha raggiunto l’apice a Otto e Mezzo con una serie di invenzioni senza nessuna base fattuale. Il contrario del giornalismo. Travaglio usa opinioni per piegare la realtà e scatenare odio verso difesa Ucraina e normalizzare tirannia russa. In un paese normale un giornalista che inventa fatti ( trovate ogni prova sotto) andrebbe sanzionato Ma siamo in italia e Ordine Nazionale dei Giornalisti non esiste. Facciamo un po’ fact checking: Trump dice in maniera sgarbata quello che gli USA fanno da 30 anni, ci hanno trascinati nello scontro con la Russia”. No: la guerra nasce da Mosca. 2014 Crimea e Donbass, 2022 invasione su larga scala. Gli USA reagiscono, non la iniziano. Dire che “ci hanno trascinati nello scontro” cancella un fatto di base: per 20 anni i governi UE hanno fatto di tutto per NON litigare con Mosca. Hanno aumentato commercio e dipendenza dal gas russo, convinti che “più affari = più pace”. È il contrario. Gas russo: nel 2010 era circa il 30% delle importazioni UE, prima della guerra è salito intorno al 45%. Se Washington “ci trascina allo scontro”, perché Europa e Italia hanno costruito la propria sicurezza energetica proprio su Gazprom? Nord Stream 1 portava 55 miliardi di m³ l’anno verso la Germania. Nord Stream 2 avrebbe raddoppiato. Li hanno voluti Berlino e grandi utility tedesche, contro i richiami di Polonia, Baltici e anche USA. Altro che piano americano per litigare con Mosca. Dopo il 24 febbraio 2022 l’UE fa la brusca sterzata: taglia la quota di gas russo, aumenta rigassificatori e forniture alternative, oggi discute il phase-out completo da gas e GNL di Mosca. Non è “voglia di guerra”: è la corsa tardiva a uscire da una dipendenza folle. L’Italia è uno dei Paesi più gas-dipendenti d’Europa. I governi di ogni colore hanno firmato per anni contratti con Gazprom proprio per avere energia a basso costo e non litigare con Putin. Oggi paghiamo il conto di quella miopia, non di un complotto USA. Stesso schema con la Cina. Nel 2019 il governo Conte firma l’adesione italiana alla via della seta: unico Paese del G7. Non ce lo impone Washington, è una scelta nostra, inseguendo promesse di investimenti facili e porti “strategici” sotto influenza cinese. Tra 2023 e 2024 usciamo dalla via della seta. Non perché vogliamo “la guerra con la Cina”, ma perché il memorandum non porta i vantaggi sperati e aumenta squilibri e vulnerabilità. Intanto l’UE parla di de-risking: meno dipendenza, non rottura totale. Dentro questo quadro Travaglio santifica Trump: sarebbe solo “più sgarbato” ma direbbe la verità. In realtà Trump ha messo in discussione l’articolo 5 della NATO, ha detto che “incoraggerebbe” la Russia ad attaccare i Paesi alleati che non spendono abbastanza. Oggi il suo piano per l’Ucraina è semplice: Kyiv rinuncia alla NATO e cede territori occupati in cambio di una tregua. È esattamente ciò che vuole il Cremlino: congelare il fronte, tenersi le conquiste e ripartire quando conviene. Nel racconto di Travaglio gli ucraini spariscono: tutto è sempre “USA vs Russia”, come se Kyiv fosse un burattino. Invece è un popolo che dal 2014 resiste a un’aggressione, e che rifiuta una pace scritta a Washington o Mosca sopra la sua testa. Putin nel 2021 pubblica un saggio sull’“unità storica di russi e ucraini” in cui nega di fatto la piena legittimità dell’Ucraina come Stato sovrano. Il contesto della guerra non è la NATO: è un progetto di restaurazione imperiale nello spazio post-sovietico. Morale: non sono gli USA ad averci trascinato allo scontro con la Russia. È la Russia che ha invaso. E sono stati i governi europei a costruire da soli le proprie trappole di dipendenza energetica e commerciale, illudendosi che l’autocrazia portasse stabilità. Dire che “da 30 anni gli USA ci trascinano nello scontro con la Russia” significa assolvere l’unico Paese che ha annesso territori in Europa e infantilizzare l’Europa stessa, come se non avesse mai responsabilità proprie. Non è analisi: è una favola per il pubblico di casa.

Fabio Lazza

12,658 views • 7 months ago