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In tutte le città italiane gli iraniani sono scesi in piazza a festeggiare. Nel video, Bologna piazza Galvani.

In tutte le città italiane gli iraniani sono scesi in piazza a festeggiare. Nel video, Bologna piazza Galvani.

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Nell’intervista a La Repubblica, David Grossmann non ha mai detto che c’è un genocidio, ma esattamente il contrario. C’è un limite che un giornale serio non dovrebbe superare: attribuire a un autore parole che non ha mai pronunciato.

Nell’intervista a La Repubblica, David Grossmann non ha mai detto che c’è un genocidio, ma esattamente il contrario. C’è un limite che un giornale serio non dovrebbe superare: attribuire a un autore parole che non ha mai pronunciato.

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📷 FAME A GAZA? UNA FALSA EMERGENZA 📷 Da mesi esperti indipendenti criticavano i report sempre più allarmistici dell'IPC sulla presunta carestia imminente a Gaza. Anche Free4Future aveva già mostrato con chiarezza i dati degli afflussi massicci di viveri, superiori persino ai livelli pre-guerra, e come i prezzi nei mercati di Gaza fossero precipitati, prova evidente dell'assenza di scarsità alimentare. 📷 ARRIVA LA GRANDE SMENTITA: Lo stesso Famine Review Committee dell'IPC ammette chiaramente che non è plausibile l'analisi catastrofica che aveva lanciato l'allarme carestia a Gaza. Secondo l'IPC stesso, infatti, non ci sono prove sufficienti per confermare lo scenario di carestia. 📷 GLI ERRORI DI IPC: 📷 Non sono stati conteggiati correttamente tutti i camion in ingresso, escludendo incredibilmente le massicce consegne del settore privato. 📷 IPC ha così sottostimato gli aiuti a Gaza tra il 25% e il 40%, come lo stesso comitato ammette ora ufficialmente. 📷 LA REALTÀ DEI NUMERI: Secondo le nuove stime ufficiali, il fabbisogno alimentare dei cittadini di Gaza è coperto tra il 109% e il 157%. Non solo sufficiente, ma addirittura superiore alle necessità. 📷 Leggi qui il rapporto completo dell'IPC: 📷 Conclusione: A Gaza non c’è carestia. Non c'è fame né oggi né prevista per il futuro. Continuiamo, certo, a sostenere con aiuti abbondanti la popolazione civile, come fatto finora. Ma oggi più che mai ricordiamo che a Gaza l'unica fame è quella di verità. #Free4Future #VeritàSuGaza #NessunaCarestia #InformazioneResponsabile Seguici e condividi, non c’è pace senza verità.

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21,938 görüntüleme • 1 yıl önce

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Perché il Media è Hamas – parla il testimone L’Associated Press, una delle più grandi agenzie di stampa mondiali, ha applicato una forma di censura diretta di Hamas fin dal 2008. Matti Friedman, ex giornalista dell’Associated Press (AP) tra il 2006 e il 2011, ha rotto il silenzio su una realtà che pochi media occidentali osano ammettere: l’AP, una delle più grandi agenzie di stampa mondiali, ha applicato una forma di censura diretta di Hamas fin dal 2008, contribuendo a plasmare una narrazione distorta e parziale sul conflitto israelo-palestinese. Friedman, testimone diretto, racconta come tutto sia iniziato: “Per quanto ne so, sono stato il primo membro dello staff a cancellare informazioni dall’articolo perché eravamo stati minacciati da Hamas, cosa che accadde proprio alla fine del 2008.” Il dettaglio incriminato? Il fatto che i combattenti di Hamas si travestissero da civili, finendo per essere conteggiati tra le vittime civili nei bilanci ufficiali. “Il giornalista mi ha chiamato poche ore dopo. Era chiaro che qualcuno gli aveva parlato. Mi ha detto: ‘Matti, devi eliminare quel dettaglio dall’articolo.’ Era chiaro che qualcuno lo aveva minacciato. Ho eliminato il dettaglio dall’articolo.” Ma la censura non si è fermata qui: Friedman chiese di segnalare pubblicamente questa censura, ma la richiesta fu respinta. Da quel momento, racconta Friedman, “l’AP, come tutte le sue organizzazioni affiliate, collabora con la censura di Hamas a Gaza. Cosa significa? Vedrete molti civili morti e non vedrete militanti morti. Non avrete un’idea chiara di quale sia la strategia militare di Hamas.” La narrazione si riduce così a numeri forniti dal Ministero della Salute di Gaza, che è sotto controllo di Hamas. “I numeri raccontano la loro storia. È un modo per sistemare la storia con qualcosa che sembra una statistica concreta. La statistica ci viene fornita da una delle parti in conflitto. Poiché i giornalisti simpatizzano con quella parte, sono felici di assecondarla.” Dal 2014, con l’ennesima guerra a Gaza, denuncia Friedman, “la stampa non ha più parlato di Gaza. La stampa è stata essenzialmente un amplificatore per una delle ideologie più velenose del mondo.” E aggiunge un’altra verità scomoda: “Non ci sono giornalisti occidentali a Gaza. Tutti i giornalisti a Gaza sono palestinesi. Alcuni si identificano con Hamas, altri sono intimiditi, e altri ancora appartengono effettivamente ad Hamas. È da lì che provengono le informazioni.” Chi si fida di questa narrazione, ammonisce Friedman, ottiene inevitabilmente una storia distorta, che fa sembrare Israele il colpevole senza contrappeso. Questo è il volto nascosto di un’informazione che diventa strumento di propaganda, un media che non è più media, ma la mano armata di Hamas sul fronte globale dell’informazione.

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14,656 görüntüleme • 10 ay önce

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