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giorgio bianchi

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Fotoreporter, documentary photographer, videographer

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Attacco alle infrastrutture energetiche iraniane. Tenete bene a mente queste immagini, soprattutto quando quest'estate, vi martelleranno i cosiddetti per il caldo, cercando di colpevolizzarvi per le emissioni della vostra autovettura (che vi ostinate a non buttare) o per le scorregge delle vacche in alpeggio. Quando la massa, sballottata tra una narrazione delirante e l'altra, deciderà di ritornare sul pianeta terra, sarà sempre troppo tardi.

Attacco alle infrastrutture energetiche iraniane. Tenete bene a mente queste immagini, soprattutto quando quest'estate, vi martelleranno i cosiddetti per il caldo, cercando di colpevolizzarvi per le emissioni della vostra autovettura (che vi ostinate a non buttare) o per le scorregge delle vacche in alpeggio. Quando la massa, sballottata tra una narrazione delirante e l'altra, deciderà di ritornare sul pianeta terra, sarà sempre troppo tardi.

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Donald Trump ha proposto all'esercito iraniano di arrendersi o morire. L'Iran lancia attacchi contro le basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Qatar e in Bahrein. Gli Emirati Arabi Uniti chiudono il loro spazio aereo. I missili balistici iraniani hanno colpito la base aerea di Al-Dhafra (Emirati Arabi Uniti) e una base ad Abu Dhabi. Gli Houthi hanno annunciato di unirsi alla campagna contro Israele. I negoziati con l'Iran erano una manovra diversiva. La decisione di un attacco statunitense e israeliano all'Iran è stata presa settimane fa, durante la visita del leader israeliano Netanyahu a Washington, secondo quanto riferito dal canale israeliano N12. Tramite Giubbe Rosse

Donald Trump ha proposto all'esercito iraniano di arrendersi o morire. L'Iran lancia attacchi contro le basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Qatar e in Bahrein. Gli Emirati Arabi Uniti chiudono il loro spazio aereo. I missili balistici iraniani hanno colpito la base aerea di Al-Dhafra (Emirati Arabi Uniti) e una base ad Abu Dhabi. Gli Houthi hanno annunciato di unirsi alla campagna contro Israele. I negoziati con l'Iran erano una manovra diversiva. La decisione di un attacco statunitense e israeliano all'Iran è stata presa settimane fa, durante la visita del leader israeliano Netanyahu a Washington, secondo quanto riferito dal canale israeliano N12. Tramite Giubbe Rosse

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Adagio adagio, lo si estende, e la gente si convince. Con la paura... la paura... la paura... Il green pass segue la passione della gente. Visibilmente compiaciuto e con una mimica particolarmente efficace per esprimere il concetto, il tiraciocche Romano Prodi esemplifica il meccanismo della rana bollita attraverso cui le pubbliche opinioni si lasciano fagocitare in operazioni che se effettuate d'immediato avrebbero rigettato con forza. Fiorangela Altamura

Adagio adagio, lo si estende, e la gente si convince. Con la paura... la paura... la paura... Il green pass segue la passione della gente. Visibilmente compiaciuto e con una mimica particolarmente efficace per esprimere il concetto, il tiraciocche Romano Prodi esemplifica il meccanismo della rana bollita attraverso cui le pubbliche opinioni si lasciano fagocitare in operazioni che se effettuate d'immediato avrebbero rigettato con forza. Fiorangela Altamura

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Clamoroso fuorionda su Rai2. Prima che il telecronista delle Olimpiadi introducesse la gara di Bob a quattro, si è sentita una voce dire: "Evitiamo l'equipaggio numero 21, che è quello dell'israeliano". È subito intervenuto il responsabile di Rai Sport Lollobrigida: "A nome della Direzione, esprimo sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori. Sono state avviate immediate verifiche interne per accertare responsabilità. Lo sport deve unire e non dividere". L'ad della Rai Rossi ha dichiarato che è stata avviata un'istruttoria per procedimento disciplinare. Così, nel corso della seconda manche, il telecronista Di Gennaro ha aperto il collegamento con parole di scuse verso telespettatori, atleti e delegazione israeliana, ammettendo che "l'espressione sia stata inappropriata e che non rispecchi in nessun modo i valori dello sport e del rispetto che devono guidare il servizio pubblico e in particolare il nostro lavoro". Politica fuori dai giochi a targhe alterne. Fiorangela Altamura

Clamoroso fuorionda su Rai2. Prima che il telecronista delle Olimpiadi introducesse la gara di Bob a quattro, si è sentita una voce dire: "Evitiamo l'equipaggio numero 21, che è quello dell'israeliano". È subito intervenuto il responsabile di Rai Sport Lollobrigida: "A nome della Direzione, esprimo sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori. Sono state avviate immediate verifiche interne per accertare responsabilità. Lo sport deve unire e non dividere". L'ad della Rai Rossi ha dichiarato che è stata avviata un'istruttoria per procedimento disciplinare. Così, nel corso della seconda manche, il telecronista Di Gennaro ha aperto il collegamento con parole di scuse verso telespettatori, atleti e delegazione israeliana, ammettendo che "l'espressione sia stata inappropriata e che non rispecchi in nessun modo i valori dello sport e del rispetto che devono guidare il servizio pubblico e in particolare il nostro lavoro". Politica fuori dai giochi a targhe alterne. Fiorangela Altamura

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SOSTIENE "FREE PALESTINE" MENTRE LAVORA: IMPIEGATO LICENZIATO DALLO STORE UFFICIALE DEL VILLAGGIO OLIMPICO Ali Mohamed Hassan, dipendente dello store ufficiale delle Olimpiadi, durante il suo turno di lavoro si è trovato davanti a un gruppo di tifosi con la bandiera israeliana. In quel momento ha pronunciato le parole “Palestina libera”; incalzato da una tifosa, ha poi ripetuto la frase. Rimosso immediatamente dal turno di lavoro, è stato licenziato con le seguenti motivazioni: l’uso della posizione lavorativa per fare dichiarazioni politiche viola il regolamento e il dovere di neutralità, generando tensioni tra pubblico e tifosi incompatibili con il ruolo svolto. Dunque, esprimere l'anelito alla libertà di un popolo è atto politico? Anche la parola "pace" lo diventerà? Fiorangela Altamura

SOSTIENE "FREE PALESTINE" MENTRE LAVORA: IMPIEGATO LICENZIATO DALLO STORE UFFICIALE DEL VILLAGGIO OLIMPICO Ali Mohamed Hassan, dipendente dello store ufficiale delle Olimpiadi, durante il suo turno di lavoro si è trovato davanti a un gruppo di tifosi con la bandiera israeliana. In quel momento ha pronunciato le parole “Palestina libera”; incalzato da una tifosa, ha poi ripetuto la frase. Rimosso immediatamente dal turno di lavoro, è stato licenziato con le seguenti motivazioni: l’uso della posizione lavorativa per fare dichiarazioni politiche viola il regolamento e il dovere di neutralità, generando tensioni tra pubblico e tifosi incompatibili con il ruolo svolto. Dunque, esprimere l'anelito alla libertà di un popolo è atto politico? Anche la parola "pace" lo diventerà? Fiorangela Altamura

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Mentre continua a salire la tensione tra Stati Uniti e Venezuela, con il quinto attacco aereo USA nel Mar dei Caraibi contro presunti trafficanti di droga, la vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025, María Corina Machado, ha rilasciato alcune dichiarazioni dirompenti in un’intervista esclusiva concessa a Donald Trump Jr., figlio del presidente Usa. La leader dell’opposizione venezuelana ha delineato un piano ambizioso per un “cambio di regime”, promettendo la privatizzazione totale dell’industria nazionale e garantendo “guadagni enormi” per le aziende americane. “Privatizzeremo tutta la nostra industria. Le aziende statunitensi guadagneranno un sacco di soldi”, ha dichiarato sulla piattaforma Rumble intervistata da Donald Trump Jr. Da InsideOver Il Nobel apre le porte alla candidatura. In caso di vittoria promette di svendere il Paese. Serve anche un disegnino?

Mentre continua a salire la tensione tra Stati Uniti e Venezuela, con il quinto attacco aereo USA nel Mar dei Caraibi contro presunti trafficanti di droga, la vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025, María Corina Machado, ha rilasciato alcune dichiarazioni dirompenti in un’intervista esclusiva concessa a Donald Trump Jr., figlio del presidente Usa. La leader dell’opposizione venezuelana ha delineato un piano ambizioso per un “cambio di regime”, promettendo la privatizzazione totale dell’industria nazionale e garantendo “guadagni enormi” per le aziende americane. “Privatizzeremo tutta la nostra industria. Le aziende statunitensi guadagneranno un sacco di soldi”, ha dichiarato sulla piattaforma Rumble intervistata da Donald Trump Jr. Da InsideOver Il Nobel apre le porte alla candidatura. In caso di vittoria promette di svendere il Paese. Serve anche un disegnino?

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Mercoledì 14 gennaio, durante la puntata delle 8:00 di Agorà su Rai 3, si è consumato l’ennesimo siparietto che racconta molto più della gaffe in sé ma parla di un modo di fare informazione in cui la propaganda prevale sulla verifica. Parlando delle proteste in Iran, il conduttore ha cercato di “mostrare” al pubblico un Paese libero, moderno e democratico prima della rivoluzione del 1979, affidandosi a una carrellata di post recuperati su X. Nello scatto si vede una famiglia sorridente, rilassata, apparentemente “normale”: il tipo di immagine perfetta per sostenere la narrazione di un Paese sereno e occidentale, improvvisamente oscurato poi dall’avvento della Repubblica islamica. Peccato che quella foto non sia affatto la testimonianza privata di una famiglia iraniana. Si tratta invece di un fotogramma del film “Quei bravi ragazzi” (“The Goodfellas”), del 1990, e tra i quattro personaggi ritratti c’è Robert De Niro. A completamento aspettiamo una foto di Al Pacino in chador. #iran #goodfellas #rai

Mercoledì 14 gennaio, durante la puntata delle 8:00 di Agorà su Rai 3, si è consumato l’ennesimo siparietto che racconta molto più della gaffe in sé ma parla di un modo di fare informazione in cui la propaganda prevale sulla verifica. Parlando delle proteste in Iran, il conduttore ha cercato di “mostrare” al pubblico un Paese libero, moderno e democratico prima della rivoluzione del 1979, affidandosi a una carrellata di post recuperati su X. Nello scatto si vede una famiglia sorridente, rilassata, apparentemente “normale”: il tipo di immagine perfetta per sostenere la narrazione di un Paese sereno e occidentale, improvvisamente oscurato poi dall’avvento della Repubblica islamica. Peccato che quella foto non sia affatto la testimonianza privata di una famiglia iraniana. Si tratta invece di un fotogramma del film “Quei bravi ragazzi” (“The Goodfellas”), del 1990, e tra i quattro personaggi ritratti c’è Robert De Niro. A completamento aspettiamo una foto di Al Pacino in chador. #iran #goodfellas #rai

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Un veterano e invalido della Royal Air Force è stato arrestato dalla polizia di Londra dopo aver srotolato un cartello con la scritta «Sono contro il genocidio» in sostegno all'organizzazione «Palestine Action». L'arresto è avvenuto durante una manifestazione contro il divieto imposto dal governo britannico all'attività del gruppo di attivisti. Le proteste fanno parte di un'ondata più ampia di raduni che condannano il divieto come un attacco alle libertà civili. I sostenitori di «Palestine Action» affermano che questa misura mira a sopprimere il dissenso che critica il coinvolgimento del Regno Unito nell'armamento di Israele. Da Giubbe Rosse

Un veterano e invalido della Royal Air Force è stato arrestato dalla polizia di Londra dopo aver srotolato un cartello con la scritta «Sono contro il genocidio» in sostegno all'organizzazione «Palestine Action». L'arresto è avvenuto durante una manifestazione contro il divieto imposto dal governo britannico all'attività del gruppo di attivisti. Le proteste fanno parte di un'ondata più ampia di raduni che condannano il divieto come un attacco alle libertà civili. I sostenitori di «Palestine Action» affermano che questa misura mira a sopprimere il dissenso che critica il coinvolgimento del Regno Unito nell'armamento di Israele. Da Giubbe Rosse

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“In 20 anni di guerre, non ho mai visto tanto uso della violenza su civili inermi e disarmati”. Parla così un ex veterano di guerra statunitense ed ex contractor della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), organizzazione sostenuta da Usa e Israele, che ha deciso di raccontare le atrocità di cui è stato testimone e a cui ha contribuito. L'ex soldato, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha rilasciato un’intervista all’emittente israeliana Channel 12, rivelando quanto era già evidente dai numerosi video circolati online ma nettamente in contrasto con la versione ufficiale della GHF e dell'esercito israeliano. L'ex contractor racconta come lui e i suoi colleghi fossero armati per "proteggere" il cibo e che aprivano il fuoco contro persone affamate, spesso inermi, che si avvicinavano ai camion per cercare di raccogliere sacchi di riso, farina, qualsiasi cosa potesse sfamare loro e le loro famiglie. Da InsideOver

“In 20 anni di guerre, non ho mai visto tanto uso della violenza su civili inermi e disarmati”. Parla così un ex veterano di guerra statunitense ed ex contractor della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), organizzazione sostenuta da Usa e Israele, che ha deciso di raccontare le atrocità di cui è stato testimone e a cui ha contribuito. L'ex soldato, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha rilasciato un’intervista all’emittente israeliana Channel 12, rivelando quanto era già evidente dai numerosi video circolati online ma nettamente in contrasto con la versione ufficiale della GHF e dell'esercito israeliano. L'ex contractor racconta come lui e i suoi colleghi fossero armati per "proteggere" il cibo e che aprivano il fuoco contro persone affamate, spesso inermi, che si avvicinavano ai camion per cercare di raccogliere sacchi di riso, farina, qualsiasi cosa potesse sfamare loro e le loro famiglie. Da InsideOver

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Hanno messo la marmocchietta sulla giostrina. Difficile anche solo ipotizzare uno spettacolo più grottesco e desolante di questo.

Hanno messo la marmocchietta sulla giostrina. Difficile anche solo ipotizzare uno spettacolo più grottesco e desolante di questo.

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“Mi dissero… c’è qualcuno che ti vuole parlare. E spuntò un uomo da dietro l’angolo. Era il capo del Mossad all’epoca, Yossi Cohen. Mi disse: ‘Aiutaci con le indagini in Palestina. Non vorrai finire in faccende che compromettano la tua sicurezza o quella della tua famiglia’”. In un’intervista con AlJazeera, l’ex procuratrice capo della Corte Penale Internazionale, Fatou Bensouda, ha rivelato che l’ex direttore dei servizi segreti israeliani Yossi Cohen, la minacciò di fermare le indagini sulla Palestina per non subire ritorsioni sulla sua famiglia. Bensouda ha spiegato che Israele cercò di bloccare l’inchiesta aperta dalla procuratrice della CPI contro Israele per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità nei Territori Palestinesi Occupati, un procedimento avviato ufficialmente nel 2021, molto prima del 7 ottobre 2023. Secondo quanto raccontato dalla Procuratrice, il capo del Mossad Cohen la incontrò due volte, a Monaco di Baviera e a New York, chiedendole esplicitamente di interrompere l’indagine, in quello che lei ha definito un tentativo diretto di interferire con il suo lavoro. Le pressioni aumentarono fino a includere minacce indirette ai familiari: il marito della procuratrice fu seguito e vennero raccolte informazioni personali per cercare di condizionarla. Secondo un’inchiesta del giornale britannico The Guardian del 2024, Cohen — allora capo del Mossad e stretto alleato di Benjamin Netanyahu — guidò personalmente un’operazione segreta contro la Corte Penale Internazionale nel tentativo di sabotare le indagini sui crimini commessi nei Territori Palestinesi Occupati. L’indagine aperta nel 2021 è poi culminata nella richiesta di mandati di arresto avanzata emessi a novembre 2024 dal successore di Bensouda, Karim Khan, contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi contro i palestinesi. Credits video-intervista in copertina Al Jazeera PR. #palestine #mossad #icc #israel

giorgio bianchi

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Nulla da aggiungere.

giorgio bianchi

24,706 views • 1 month ago