
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz
@ladoria1 • 22,094 subscribers
Pandemente di livello, campionessa di altalena, portatrice sana di coda di cavallo, cameriera e maestra di vita ma non so contare.
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La Maltagliati a Quarto Grado ci spiega che Marco Poggi si sarebbe "contraddetto" sul video intimo di Chiara visto nel computer di famiglia, durante l'interrogatorio del 20 maggio scorso. Bene. E perché avrebbe detto di non ricordarlo? Perché, sostiene lei, non si era preparato rileggendo le vecchie dichiarazioni, in cui dichiarava cose diverse, proprio per evitare di "inquinare" la testimonianza ed essere il più corretto possibile. E allora la mia domanda è questa: Che cosa ci è andato a fare Marco a Roma il 19 maggio, il giorno prima dell'interrogatorio, nello studio dell'avvocato Compagna, come riportano i carabinieri nell'informativa? Forse una visita di cortesia, visto che poi è rientrato a Mestre in serata. E se davvero non aveva riletto nulla per scelta "etica", per non contaminarsi la memoria, allora quella trasferta lampo a cosa serviva? Misteri. #Garlasco
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz25,394 просмотров • 1 месяц назад

La rabbia scomposta e tossica. Dr. Simone Borrile, criminologo. #Garlasco
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz19,280 просмотров • 25 дней назад

"Perché farsi pagare per il proprio lavoro è un delitto cit." #Garlasco
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz77,116 просмотров • 4 месяцев назад

“A Chiara, che qualcuno ha voluto togliermi troppo presto”. 27 marzo 2008 C'è un punto, spesso ignorato perché troppo semplice, che torna con ostinazione ogni volta che si osserva questa storia senza la lente deformante del sospetto: l'amore. Un amore noto, visibile, riconosciuto da chi li frequentava. Inizialmente anche dalla mamma di Chiara. L'avvocato Lovati ha sempre detto con una chiarezza quasi disarmante che Chiara e Alberto si amavano. Non c'era il rumore di fondo di una relazione in frantumi, non c'erano crepe segrete. Nessun dubbio serio, nessuna ombra concreta di conflitti insanabili. Nulla. Lo sentite il peso di questa parola? E' una parola che non dialoga, che non descrive un'assenza, la produce. E' un avverbio di negazione assoluta. Non c'era un problema fra Alberto e Chiara. Erano due ragazzi che stavano insieme da anni e che avevano imparato a muoversi l'uno nello spazio dell'altra con naturalezza. E poi c'è quella sera. L'ultima. Non la sera di una scoperta oscena, non la miccia di una furia improvvisa. La ricostruzione paziente di Porta e Occhetti toglie di mezzo, con la forza dei fatti, l'ennesima narrazione tossica: Chiara non aveva visto file pornografici, non aveva affrontato Alberto in una lite feroce, non aveva scavato in una vergogna capace di trasformarsi in morte il giorno dopo. Aveva fatto qualcosa di infinitamente più intimo. Aveva letto la sua tesi. L'aveva controllata, corretta, migliorata. Aveva prestato attenzione alle parole di lui, alla struttura dei pensieri, come si fa quando si desidera che l'altro riesca, perché il successo dell'altro, quando ci si ama, non è una minaccia ma un'estensione di sé. Questo è amore, nella sua forma più silenziosa, è cura e complicità senza bisogno di dichiarazioni. Un sentimento che guarda avanti, che immagina una vita insieme, che si costruisce nei dettagli, nelle correzioni a margine, nelle frasi riscritte, nel tempo regalato in un agosto passato a casa insieme, invece di andare in vacanza con la famiglia. Raccontare questo non significa edulcorare, né assolvere per principio. Significa restituire verità a Chiara. Per anni è stata descritta come una donna lucida e forte che avrebbe scelto, inspiegabilmente, di restare accanto a un uomo dipinto come instabile, opaco, problematico. Ma una donna intelligente, curiosa, viva, una donna che non subiva, che non taceva, non avrebbe accettato per quattro anni una relazione fatta di paura o squilibrio. Restituire l'ultima giornata per ciò che probabilmente fu, simile a tante altre, cambia tutto. Non due figure intrappolate in un dramma annunciato, ma due persone immerse in un sentimento delicato, forse persino invidiabile. Un amore che, proprio perché quieto e autentico, poteva generare fastidio, rancore, perfino odio in chi, in quel momento, felice non era. Forse è da qui che si deve ripartire. Per restituire. Perché rendere giustizia a Chiara significa anche non tradire ciò che era, non violentare il suo sentimento per adattarlo a una storia che ha bisogno di un colpevole più che di verità. #Garlasco #zonabianca #Garlascopoli #ore14
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz54,520 просмотров • 5 месяцев назад

Parliamo del vuoto dei giovani, dei segnali che non riusciamo a cogliere, dell'indifferenza e poi arriva il ministro che parla dell'amante frignando in diretta sul Tg1, regalando ai giovani (e a noi) uno dei momenti più avvilenti, imbarazzanti e malinconici della storia d'Italia.
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz166,084 просмотров • 1 год назад

Sono distesa nel mio confortevole letto e ascolto con una certa distrazione gli interventi dell'avvocato Angela Taccia. Nel frattempo penso all'avvocato Catacomba, e me lo immagino a casa davanti alla televisione mentre si maledice per aver assunto questo incarico. Ma questa è un'altra storia. Dov'ero rimasta? Ah sì. A un certo punto, la mia distratta attenzione viene riaccesa da un'affermazione della Taccia: Andrea nel 2018 si sarebbe sentito davvero male durante l'interrogatorio, tanto che fu chiamata un'ambulanza; ambulanza di cui, dice, esiste perfino il certificato, mentre Cassese non ne avrebbe fatto menzione a verbale. Dunque, conclude, il verbale di Cassese è falso. Fermi tutti. A parte il fatto che di Cassese abbiamo ormai capito il talento singolare nel redigere verbali creativi, la mia memoria, senza neppure consultare fascicoli, si mette improvvisamente sull'attenti e mi restituisce con precisione un'altra dichiarazione della stessa Angela Taccia: quella in cui l'ambulanza semplicemente non esisteva, perché Andrea non si era sentito male. E noi eravamo kattivi. E allora, da spettatrice che guarda da casa, senza avere il fascicolo ma conservando ancora un minimo di istinto logico, mi viene una domanda molto semplice: come fa una cosa prima a non esistere e poi a diventare prova? Proverbio del giorno:"Quando una cosa prima non esiste e poi diventa prova, il dubbio non riguarda l'ambulanza ma il racconto". Paurina eh. #Garlasco #Lostatodellecose #Sempio
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz32,494 просмотров • 3 месяцев назад

Ora sappiamo che cosa stanno cercando, con tanto impegno, nei vecchi computer sequestrati dalle case degli amici di Sempio: gli inquirenti stanno cercando la memoria delle vecchie chat di Messenger; perché anche se vengono cancellate, lasciano comunque traccia nel computer, e c'è la possibilità di recuperare i file delle conversazioni. Perciò, prima di dire che il "soggetto A" non conoscesse e non parlasse con il "soggetto..." (scegliete pure la lettera dell’alfabeto che preferite, io ne ho già una in mente), aspettiamo. Brava Buga! #Garlasco
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz40,114 просмотров • 6 месяцев назад

mantenere unito il fronte ma la difesa di Andrea Sempio, com’è ovvio e legittimo, comincia a giocare una partita che non è più quella della Famiglia. Il tempo della sovrapposizione emotiva è finito. E ognuno gioca per sé. #Garlasco #quartodegrado
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz50,535 просмотров • 10 месяцев назад

E non è intelligenza artificiale. #Garlasco
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz13,870 просмотров • 2 месяцев назад

La dottoressa Bruzzone, cinque mesi fa, ha sostenuto che il movente dell'omicidio potesse essere questo: Chiara avrebbe visionato la cartella con il materiale pornografico "estremo" sul computer di Alberto e avrebbe minacciato di raccontarlo ai genitori. Secondo questa ipotesi, per paura di perdere la reputazione, Alberto l'avrebbe uccisa. Ieri, però, a Ore 14, Milo Infante ha ricordato ciò che è pacifico nella storia processuale: esiste una perizia informatica che certifica che Chiara quella cartella non l'ha mai aperta. Quel movente, infatti, era stato escluso molti anni fa. Non è presente in sentenza perché, ricordo sommessamente, che il movente è rimasto sconosciuto. A quel punto la stessa Bruzzone ha ammesso che si trattava di un movente "pensato all'inizio". E allora il punto è semplice ed è questo che voglio sottolineare: Ogni volta che si parla di Alberto Stasi, la narrazione televisiva ripropone ipotesi smentite, superate, processualmente inesistenti, come se fossero ancora attuali. Non per informare, ma per alimentare una storia: una storia che ha bisogno di un colpevole "coerente" con l'immaginario creato in questi anni. Questa operazione, ripescare moventi già esclusi dalla perizia e dalla logica, per poi farli scivolare sullo sfondo quando vengono smentiti è esattamente il modo con cui, da diciotto anni, si manipolano i fatti per piegarli a una narrazione prefabbricata su Stasi. Non è più accettabile. #Garlasco #Stasi
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz23,073 просмотров • 6 месяцев назад

Il truce salmone a Pomeriggio Cinque.
l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz26,906 просмотров • 10 месяцев назад
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