
nigra amede
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Avvocato, giornalista, ufficiale di complemento degli Alpini, paracadutista
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Occorre Papa santo e manager. Papa Bergoglio, dicono, era il santo dei poveri. Ottimo. Ora pero’, oltre a questa missione ( che, a dire il vero, la Chiesa attua da 2000 anni e, addirittura, rappresenta all'ONU molti stati poveri, che diversamente non avrebbero una tutela ) alla Cristianità serve un santo dei manager, che acquisti, giornali, televisioni, social, per realizzare il comando evangelico andate e predicate, per riempire i seminari, per fare ogni genere di bene , senza dipendere e senza essere filtrati dai media laici, come accade oggi.
nigra amede334,445 次观看 • 1 年前

Le cose a dir poco strane nate dalla stessa svolta hippy sono ancora molte e noi le viviamo ogni giorno come se fossero la cosa più normale del mondo. L’influenza hippy è così. È illogica. Ma è vissuta come normale. Ad esempio, avete presente il vestito che avete comprato l'anno scorso oppure il mobile che è a casa vostra e che avete acquistato cinque anni fa? Bene, quelle cose, per la svolta hippy, ormai divenuta cultura generale, non esistono. Sono “un consumo”. Quindi, non ci sono. La parola acquisto (ossia la parola giusta) non si deve più usare. Dunque, sta in piedi questa rappresentazione? È logica? Assolutamente no, è ovvio. Il consumo, infatti, è un’attività che fa “sparire” le cose, mentre l’acquisto è invece un’attività che trasferisce le stesse cose da una persona ad un’altra e che poi le fa rimanere per anni. Però, nonostante questa evidente differenza, per la svolta hippy l’acquisto si chiama consumo. La realtà e i nomi veri e normali passano in secondo piano. Poi, sempre secondo questo modo di vedere le cose “hippy”, gli stessi ipotetici consumi sarebbero un fatto negativo, perché darebbero vita appunto alla cosiddetta “società dei consumi” e sarebbero un fatto svantaggioso per l’umanità. Dunque, queste teorie sono giuste? Non tanto, perché, di fatto, ci hanno portato e ci portano a frenare un po’ tutto e – in particolare – ci hanno portato alla scelta, spesso attuata in modo inconsapevole, “del no alle opere”,” del no ai prodotti”, “del no alla produzione”, e ad avere così un’Italia che produce meno e che sta meno bene, mentre il resto del mondo aumenta il proprio Pil e gli stipendi. In pratica, questa stessa “scoperta” della suddetta società dei consumi ci ha dato una svolta attraente, ma rovinosa. Noi – purtroppo, ecco il problema –siamo senza difese e subiamo passivamente tanti guai, perché la tendenza hippy (che qui stiamo criticando) si presentava e si presenta, anche oggi, come un vantaggio e come una conquista. E quindi appariva ed appare come un bene desiderabile. Con quelle teorie, infatti, veniva (e viene tuttora) proposto il sogno di poter fare tutto ed anche di poter comandare sugli esperti, una attrazione bella, ma anche impossibile, ovviamente. Però, di fronte a quella prospettiva affascinante, come si poteva resistere? Impossibile. E, di fatto, non abbiamo resistito e, come si nota appunto dal fatto di avere tanti inesperti al comando, noi siamo stati conquistati. Certo, al giorno d’oggi, continuare così, con le idee di Keruak e di tanti altri, sarebbe ancora fantastico. Ma con tutta probabilità (e fatta salva la libertà di chi vuole continuare a rimanere hippy), sarebbe meglio che la nostra collettività riuscisse a ritrovare il normale buon senso e a dimenticare questo bellissimo, ma “poco utile”, modo di viaggiare, di agire e di fare “senza scopo” che purtroppo ci viene dalla nostra stessa svolta hippy. Definiamo consumo (bontà nostra) anche le cose che non si consumano dal libro La commedia delle parole
Amedeo Nigra212,728 次观看 • 1 年前

Ci lamentiamo per la nomina di tante persone impreparate ai vertici di importanti enti? E ci rammarichiamo per gli abusi edilizi sparsi in tutta Italia e per tante scelte economiche disastrose del presente e del passato? Abbiamo ragione. Ma la colpa è nostra, che abbiamo accolto inconsapevolmente, come una liberazione, negli anni ‘60, la svolta hippy, con i suoi canti, con i suoi fiori, con la sua “Isola di White”, con il mito della trasgressione, del non rispettare i professori, del non osservare le regole, dell’accusare di autoritarismo la normale autorità, del cosiddetto “fare ciò che ci pare” (oggi diffusissimo e considerato come una grande conquista e come un vantaggio sociale), imboccando così una svolta apparentemente bella, ma sfortunata nella sostanza, nella forma e nei risultati. In seguito a quella svolta, poi (ecco il punto), nacquero ovviamente tanti comportamenti trasgressivi, un po’ ovunque e, tra l'altro, nacquero anche i noti abusi edilizi, sparsi in tutta Italia e sorti proprio solo da quegli anni e prima del tutto sconosciuti. Quell’eredità vive tuttora ed è una grande “risorsa trabocchetto”, perché ci fa considerare belle tante attività del tutto asociali, inconcludenti e spesso addirittura dannose. Ancor oggi, infatti (tra tante cose, a dir poco, “strane”), noi osserviamo come una conquista e come un mito stupendo l’opera di Keruac, “On the road”, in cui l’autore di sé dice ( tra l’altro ) ''Non avevo niente da offrire a nessuno, eccetto la mia confusione’’ e descrive il suo viaggio senza meta, fatto solo per meditare e far meditare – durato mesi – in tante città e paesi degli USA. Tutti noi, così, essendo conquistati da quella idea del medesimo viaggio “per meditare” (un’immagine certamente affascinante, non lo si può negare), temiamo poi di lodare quei giovani che si danno da fare per realizzare loro stessi con il lavoro, e così temiamo di lodare ciò che, in realtà, sarebbe invece da promozionare e che – in pratica – servirebbe realmente all’intera collettività. Ovviamente, con questi ideali, il merito, le opere ed i risultati sociali, subiscono un rallentamento generale. Quindi, con queste premesse, non bisognerebbe meravigliarsi dell’esistenza di tante stranezze cui assistiamo oggi, con l’aumento della povertà e con una politica che diventa sempre più impopolare (un sondaggio degli anni ‘90, non più ripetuto, diceva che solo il 2% si riconosceva nel Parlamento), ma piuttosto bisognerebbe ritornare ad usare le parole e le idee normali, messe in fuorigioco dalla svolta hippy. Così iniziarono le nostre “conquiste” : dal libro La commedia delle parole
Amedeo Nigra160,187 次观看 • 1 年前
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