#pechino

Mamma mia, che provincialismo in Italia. Massimo D'Alema partecipa alla parata del 3 settembre a #Pechino per commemorare l'80° anniversario della vittoria cinese contro l'aggressione giapponese nella Seconda Guerra Mondiale, e subito scatta la macchina del fango. L'evento non è una "parata antioccidentale" come alcuni vorrebbero dipingerla, ma una celebrazione storica della vittoria alleata, in cui la #Cina fu un alleato cruciale contro l'imperialismo giapponese, contribuendo alla sconfitta dell'Asse. D'Alema lo ha sottolineato chiaramente: "La lotta eroica del popolo cinese fu fondamentale non solo per la Cina, ma per la vittoria globale contro nazismo e fascismo". Si tratta di un riconoscimento storico. Le critiche, come quelle di Carlo Calenda o di Fratelli d'Italia, tradiscono una mentalità miope e manichea, figlia di una lettura della storia ancora incagliata nella Guerra Fredda. Questa visione, che divide il mondo in "Occidente buono" contro "altri cattivi", è non solo superata, ma anche dannosa. In un mondo in rapida evoluzione, serve dialogo, non demonizzazioni. E a Calenda e agli altri critici va ricordato: sminuire la memoria della Seconda Guerra Mondiale, come troppo spesso accade in Italia, contribuisce a rendere il nostro Paese smarrito, privo di una solida identità storica. La Cina ha pagato un prezzo immenso nella lotta antifascista contro l'imperialismo giapponese, con oltre 35 milioni di vittime, tra morti e feriti. La commemorazione non è solo un omaggio a quel sacrificio, ma un atto per consolidare l'unità nazionale e il terreno comune su cui una nazione rafforza la propria identità e coesione. Continuare a vedere il mondo attraverso i paraocchi di un "fronte occidentale" inventato per esigenze geopolitiche passate ci rende ciechi di fronte a un pianeta che cambia. È ora di superare questa mentalità primitiva e abbracciare una prospettiva globale, aperta e realista, che non tema il dialogo con chi ha una storia e un presente diversi dal nostro.
Salvio Calamera 乔善晨70,621 просмотров • 10 месяцев назад

Se a volare a #Pechino al posto di D’Alema ci fosse stato un ex di #FratellidItalia o della Lega, avreste gridato al collaborazionismo coi regimi del sangue e del terrore. Ma visto che ci va un ex leader della #sinistra tutti zitti, #Schlein muta e guai a chi fiata! #DAlema #Cina #Putin #4settembre
Giorgio La Porta19,904 просмотров • 10 месяцев назад
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