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1 SETTEMBRE

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Attendevamo il big event finale che avevamo predetto : ‼️CLAMOROSO : INDAGINI CHIUSE X ATTACCHI FLOTILLA TOOL FORENSI AUDIO/VIDEO METADATI , TUTTE LE PROVE DOPO L'ANALiSI OSINT LE MANIPOLAZIONI : 🔻 NEL VIDEO I Pixel che Tradiscono – Editing Pro dietro gli attacchi fake 🇮🇱 della Flottiglia . 1/15 TUTTA LA Verità 💥 il video manipolato 20 settembre 2025 – Nei primi video della Global Sumud Flotilla, caricati il 9 settembre su X e Instagram da account vicini alla coalizione, un bagliore arancione illumina il porto tunisino di Sidi Bou Said. "La nave è stata bombardata da droni israeliani", recita il testo overlay, ripetuto ossessivamente nei frame. Ma i metadati – timestamp saltellanti, export Adobe non cancellati – e le anomalie visive – bloom magenta innaturale, loop audio desincronizzati – rivelano un copione editato da professionisti. Prendete il clip di Global Sumud Flotilla: un export CapCut residuo tradisce il mobile edit frettoloso, ma il testo "Right now the ship..." loopa 4 volte con sync off, come un keyframe mal posizionato in After Effects. Frames interleaved mostrano flare con halo magenta (non il bianco reale di un drone strike), particelle uniformi da particle system pro. Simile per Drop Site: Premiere CC 2025 nel header, shake ciclico 2Hz da plugin CineShake – non il caos handheld di un attacco live, ma un effetto scripted per drama. 🎥Questi non sono errori amatoriali, certe Anomalie come il rewind glitch (frame duplicati per allungare 20s in 49s) e transient audio repeat ("drone!" dubbed 0.8s pre-flash) puntano a un team: catena MEE Suite per compositing,Adobe Audition per sirene da una library(Si trovato anche il sample stock database ) . 🇹🇳Le autorità tunisine confermano incendi interni, sia la guardia costiera che l'intelligence Militare (compresa la bufala degli Awacs 🇮🇱 a 800/900 km di distanza ) , i pixel urlano psyop ben organizzata ma nonostante la faraonica protezione media internazionale tra le più estese e ramificate Oriente Occidente , la realizzazione amatoriale fisica con almeno 85 macro errori che dimostrano lo Staging ( tutti evidenziati nell'indagine che esporremo un report Osint Mil forense 1 per Alma e 1 per Family ) sono proprio le analisi tecniche forensi audio-video e sopratutto dei Metadati che hanno permesso di chiudere il cerchio ⭕️ confermando al 100% i risultati delle analisi Osint empiriche . Le prove delle Staging definitive sono sempre state lì e sono state fornite paradossalmente dai realizzatori un velo di VFX per una narrativa intoccabile. L'inchiesta con fonti replicabili 1/15 🔻#Flotillahoax #FlotillaFake #FalseFlag

Italia e il Mondo

59,271 просмотров • 10 месяцев назад

PER MEMORIA -VIKTOR ORBAN: "Mi ricordo che GEORGE SOROS ha pubblicato il suo Piano in inglese, in una pubblicazione Project Syndicate, il 26 settembre 2015. Ha pubblicato un Piano! Cito 2/3 punti: "Ecco i 6 componenti del mio PIANO GLOBALE! L'Unione Europea deve accettare minimo 1 MILIONE di IMMIGRATI all'anno. Ha dichiarato che un FINANZIAMENTO adeguato è CRUCIALE! Ha proposto di emettere degli Euro Bond a lungo termine per FINANZIARE la crisi migratoria e la PRESA IN CARICO SOCIALE dei MIGRANTI al loro ARRIVO nell'Unione Europea. Delle VIE sicure devono essere create per gli immigrati, iniziando a farli passare dalla GRECIA e DALL'ITALIA, verso il loro Paese di DESTINAZIONE. Questo significa che bisogna portarli in Grecia, in Ungheria ed aiutarli a raggiungere l'Austria." Non dimenticate che quello di cui parliamo non è una storia casuale, si tratta di un PIANO! Che continua! È stato scritto e pubblicato, è conosciuto! Ci battiamo contro una banda organizzata, chiamata L'IMPERO DI GEORGE SOROS! Le ONG (organizzazioni non governative) sostengono tutti quelli che trasgrediscono il nostro sistema giuridico ed i nostri regolamenti e finanziano delle attività illegali contro la nostra Nazione. È per questo che questa storia non riguarda solamente l'immigrazione, ma anche il funzionamento dell'Unione Europea ed il modo in cui GEORGE SOROS ha potuto ACCAPARRARSI dei PRINCIPALI POSTI di numerose ISTITUZIONI dell'Unione Europea, comprando dei DEPUTATI ed altri DIRIGENTI. E al fine di eseguire il PIANO CHE HA SCRITTO e che è CONTRO tutte le forze politiche cristiane e nazionali. GEORGE SOROS è contro di noi. Si tratta dunque di CAMBIARE L'EUROPA ed eliminare ed allontanare gli organi di decisioni europee, tutti i dirigenti politici ed elettori cristiani conservatori e nazionali. Dunque, ecco il motivo dell'immigrazione! Non è unicamente la questione dell'immigrazione! Mi dispiace! 👇🏻👇🏻👇🏻

Sabrina F.

20,978 просмотров • 9 месяцев назад

Questo è il testo della Circolare 27648 dell'8 settembre 2023 del Ministero della Sanità riguardante limitazioni ed accertamenti necessari per l'accesso alla Sanità L'intero comparto medico-sanitario, ad esclusione di pochissime eccezioni, è un immondo e ributtante verminaio Dopo aver perduto ogni credibilità, continuano a vessare l'intera popolazione La pratica è quella di demandare al singolo Direttore Sanitario, la decisione su quale tipo di "accertamento" debba essere fatto (in aggiunta a quelli previsti nella Circolare) nel caso malaugurato di dover avere a che fare con il comparto sanitario. Il Direttore Sanitario, per evitare "grane", è molto probabile, che imporrà ovviamente le più stringenti disposizioni, non c'è dubbio. E nel caso il dubbio lo abbiate voi lettori che il Direttore Sanitario non si comporterà come ho detto sopra, pensate anche a come vengono nominati questi Direttori Sanitari... da chi... e quanto sia remunerato questo incarico...) Li potremmo denunciare in massa (e lo farò se necessario) ma l'esempio dell'inerzia ed inefficacia della Giustizia, lascia poche speranze di successo alle vie giudiziarie In pratica hanno distrutto non solo la credibilità della Sanità ma anche della Giustizia... in un colpo solo! disintegrando anche la gerarchia delle fonti del diritto OGGETTO: Indicazioni per l’effettuazione dei test diagnostici per SARS-CoV-2 per l’accesso e il ricovero nelle strutture sanitarie, residenziali sanitarie e socio-sanitarie Esaminato l’attuale andamento clinico-epidemiologico e considerate le indicazioni contenute nei documenti nazionali e internazionali citati nell’allegato 1, anche al fine di rendere omogenea la pratica dell’effettuazione dei test a livello nazionale, si forniscono raccomandazioni in merito ai casi nei quali è opportuno procedere all’approfondimento diagnostico per SARS-CoV-2. In ogni caso, resta ferma la responsabilità e la possibilità da parte del direttore sanitario della struttura o del clinico che ne ravvisi la necessità, di definire ulteriori indicazioni per l’effettuazione dei test e misure di prevenzione e protezione aggiuntive rispetto a quelle di seguito riportate. 1. Accesso in Pronto Soccorso e accesso per ricovero nelle strutture sanitarie: • Per i pazienti che non presentano sintomi compatibili con COVID-19 al triage effettuato all’accesso al Pronto Soccorso non è indicata l’esecuzione del test per SARS-CoV-2. • Per i pazienti che presentano sintomi con quadro clinico compatibile con COVID-19 è indicata l’effettuazione di test diagnostici per SARS-CoV-2. Laddove possibile, è opportuno attivare/mantenere un percorso più ampio di sorveglianza epidemiologica con la ricerca di altri virus, quali ad esempio: virus influenzali A e B, VRS, Adenovirus, Bocavirus, Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, Metapneumovirus, virus Parainfluenzali, Rhinovirus, Enterovirus. • Per i pazienti che all’anamnesi dichiarano di aver avuto contatti stretti con un caso confermato COVID-19, con esposizione negli ultimi 5 giorni, è indicata l’effettuazione di test diagnostici per SARS-CoV-2. • Per i pazienti, pur asintomatici, che devono effettuare ricovero o un trasferimento (sia programmato che in emergenza) in setting assistenziali ad alto rischio (es. reparti nei quali sono presenti pazienti immunocompromessi e fragili, strutture protette, RSA, etc.) è indicata l’effettuazione di test diagnostici per SARS-CoV-2. 2. Accesso alle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie: Agli ospiti che devono accedere (es. nuovi ingressi, trasferimenti) alle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie, in cui siano presenti persone fragili a rischio per età o patologie concomitanti, è indicata l’effettuazione di test diagnostici per SARS-CoV-2 al momento dell’accesso presso la struttura. 3. Contenimento dei contagi, misure di igiene e di protezione personale Fermo restando il rispetto delle misure di igiene e protezione personale, utili alla riduzione del rischio di trasmissione dei virus respiratori, come previsto dall’Ordinanza del Ministro della Salute del 28/04/20231 e dalla Circolare n. 25613 dell’11 agosto 20232 , si precisa quanto segue: • i visitatori/accompagnatori che presentano sintomi compatibili con COVID-19 devono evitare di accedere alle succitate strutture; • gli operatori addetti all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria che presentano sintomi compatibili con COVID-19 devono evitare di accedere in setting assistenziali, sia di degenza che ambulatoriali, dove sono presenti pazienti immunocompromessi e fragili, secondo le modalità e le procedure adottate dalle direzioni delle strutture. Il Direttore dell’Ufficio 5 Francesco Maraglino Referente/responsabile Monica Sane Schepisi Anna Caraglia IL DIRETTORE GENERALE Francesco VAIA Allegato 1 Indicazioni a livello nazionale e internazionale Le attuali indicazioni nazionali sono disposte dall’Ordinanza 28 aprile 20233 “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'epidemia da COVID-19 concernenti l'utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie” (23A02592) (GU Serie Generale n.100 del 29-04-2023). Le principali indicazioni internazionali sono state fornite da: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) 4 5 6 , Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) 7 , Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie di Atlanta (CDC) 8 . Nell’ambito della letteratura scientifica la linea guida della Società Europea di microbiologia clinica e malattie infettive ESCMID -European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases- ha affrontato il tema delle indicazioni per l’effettuazione del test per la diagnosi di SARS-CoV-2 nelle strutture assistenziali9 . ( Prepariamoci quindi a dover assistere a nuove coreografie e balletti

Luperco

63,137 просмотров • 2 лет назад

1/2 🚨🇮🇱🇺🇳 Un Bibi Netanyahu letteralmente scatenato quello che ha parlato oggi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Spiegata l'inusuale decisione di circondare la Striscia di Gaza con potenti altoparlanti: il primo ministro israeliano si è infatti rivolto direttamente agli ostaggi e ai leader di Hamas. Il tutto mentre l'esercito israeliano prendeva il controllo dei telefoni dei palestinesi nella Striscia, trasmettendo in diretta il suo intervento in diretta. Parole durissime per i leader occidentali accusati di aver ceduto alle pressioni della propaganda nemica, lasciando lo Stato ebraico da solo nel condurre una battaglia comune - ed esistenziale - contro il terrorismo islamico. Quello di Netanyahu è senza dubbio il discorso più forte tra i tanti pronunciati a New York in questi giorni. Se ne discuterà moltissimo. Per questo motivo, anziché riportare questo o quell'altro passaggio, l'ho tradotto integralmente per voi. È molto lungo. Su X non basta un solo post, ne occorrono due. Ma credo che ne valga la pena. Mi farete sapere. Buona lettura. "Signore e signori, lo scorso anno mi sono presentato a questo podio e ho mostrato questa mappa. Questa mappa mostra la maledizione dell’asse del terrore iraniano. Questo asse minacciava la pace dell’intero mondo. Minacciava la stabilità della nostra regione e la stessa esistenza del mio Paese, Israele. L’Iran stava sviluppando rapidamente un massiccio programma di armi nucleari e un massiccio programma di missili balistici. Questi non erano destinati soltanto a distruggere Israele. Erano destinati a minacciare anche gli Stati Uniti e a ricattare le nazioni ovunque. Da Gaza, Yahya Sinwar ha inviato ondate di terroristi di Hamas. Il 7 ottobre hanno fatto irruzione in Israele e hanno commesso atti di indicibile barbarie. Dal Libano, Hezbollah ha lanciato migliaia di missili e razzi contro le nostre città, terrorizzando i nostri cittadini. In Siria, il dittatore assassino Assad ha ospitato le forze iraniane, stringendo un cappio di morte intorno alle nostre gole. In Yemen, gli Houthi hanno lanciato missili balistici contro Israele mentre soffocavano il commercio mondiale allo sbocco del Mar Rosso. E allora, che cosa è accaduto nell’ultimo anno? Abbiamo colpito duramente gli Houthi, compreso ieri. Abbiamo schiacciato gran parte della macchina del terrore di Hamas. Abbiamo eliminato la maggior parte dei suoi leader e gran parte del suo arsenale. Vi ricordate quei cercapersone, i “beeper”? Abbiamo “mandato un messaggio” a Hezbollah. E credetemi, hanno ricevuto il messaggio! E migliaia di terroristi, migliaia di terroristi, sono caduti al suolo. Abbiamo distrutto gli armamenti di Assad in Siria. Abbiamo dissuaso le milizie sciite iraniane in Iraq. E soprattutto, più di qualsiasi altra cosa che potrei dirvi, più di qualsiasi altra cosa che abbiamo fatto quest’anno o in quest’ultimo decennio, abbiamo devastato i programmi nucleari e missilistici dell’Iran. Ecco dunque qual è la situazione oggi: Metà della leadership in Yemen: eliminata. Yahya Sinwar a Gaza: eliminato. Hassan Nasrallah in Libano: eliminato. Il regime di Assad in Siria: eliminato. Quelle milizie in Iraq sono ancora dissuase. E i loro leader, se attaccheranno Israele, verranno eliminati anch’essi. E i comandanti militari di vertice dell’Iran, i suoi principali scienziati della bomba atomica: eliminati pure loro. La guerra dei 12 giorni di Israele con l’Iran, che io ho ribattezzato Operazione Leone Nascente – un nome tratto dalla Bibbia – entrerà negli annali della storia militare. I nostri coraggiosi piloti hanno neutralizzato le difese missilistiche dell’Iran e preso il controllo dei cieli sopra Teheran. E lo avete visto: i piloti da caccia israeliani e i piloti americani dei B-2 hanno bombardato i siti di arricchimento nucleare iraniani. Voglio ringraziare il Presidente Trump per la sua azione coraggiosa e decisiva. Il Presidente Trump ed io avevamo promesso di impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari. E abbiamo mantenuto quella promessa. Abbiamo rimosso una minaccia esistenziale per Israele e una minaccia mortale per il mondo civile. Abbiamo dissipato una nube oscura che avrebbe potuto reclamare milioni e milioni di vite. Ma, signore e signori, dobbiamo restare vigili. Dobbiamo restare assolutamente lucidi e vigili. Non dobbiamo permettere che l’Iran ricostruisca le sue capacità nucleari militari. Le sue scorte di uranio arricchito devono essere eliminate. E già domani, le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro l’Iran devono essere reintrodotte. Grazie alla determinazione del nostro popolo, al coraggio dei nostri soldati e alle decisioni coraggiose che abbiamo preso, Israele è risorto dal suo giorno più oscuro per compiere uno dei ritorni militari più sorprendenti della storia. Ma non abbiamo ancora finito. Gli ultimi elementi, le ultime roccaforti di Hamas si trovano a Gaza City. Lì promettono di ripetere le atrocità del 7 ottobre ancora, e ancora, e ancora, nonostante le loro forze siano state decimate. Ecco perché Israele deve portare a termine il lavoro. Ecco perché vogliamo farlo il più rapidamente possibile. Signore e signori, gran parte del mondo non ricorda più il 7 ottobre. Ma noi ricordiamo! Israele ricorda il 7 ottobre! In quel giorno...vi dirò: potete ricordarlo anche voi. Vedete questa grande spilla qui? È un codice QR. Vi chiedo di alzare i vostri telefoni, inquadrarlo, e anche voi vedrete perché combattiamo e perché dobbiamo vincere! È tutto qui dentro. Il 7 ottobre Hamas ha compiuto il peggior attacco contro gli ebrei dai tempi dell’Olocausto. Hanno massacrato 1.200 persone innocenti, inclusi oltre 40 americani e cittadini stranieri provenienti da decine di Paesi rappresentati in quest’aula. Hanno decapitato uomini. Hanno stuprato donne. Hanno bruciato vivi dei neonati. Hanno bruciato vivi neonati davanti ai loro genitori! Che mostri. E questi mostri hanno preso in ostaggio più di 250 persone. E fra loro c’erano sopravvissuti all’Olocausto, nonne, nonne con i loro nipoti. Chi prende in ostaggio nonne e nipoti? Hamas lo fa. Finora abbiamo riportato a casa 207 di questi ostaggi, ma 48 rimangono nelle segrete di Gaza. Venti di loro sono vivi, affamati, torturati, privati della luce del sole, privati di umanità. Questi sono i nomi dei 20 ostaggi ancora vivi: Matan Angrest, Gali e Ziv Berman, i fratelli Elkana Bohbot, Rom Braslavski, Nimrod Cohen, Ariel e David Kuno, un’altra coppia di fratelli, Guy Gilboa-Dalal, Evyatar David. Avete visto la foto di Evyatar David: scheletrico, costretto a scavarsi la propria fossa. Maxim Herkin, Eitan Horn, Segev Kalfon, Bar Kuperstein, Omri Miran, Eitan Mor, Yosef Ohana, Alon Ohel, Avinathan Or e Matan Zangauker. Ora, signore e signori, voglio fare qualcosa che non ho mai fatto prima. Voglio parlare direttamente da questo podio a quegli ostaggi attraverso altoparlanti. Ho circondato Gaza con giganteschi altoparlanti collegati a questo microfono, nella speranza che i nostri cari ostaggi ascoltino il mio messaggio. Lo dirò prima in ebraico e poi in inglese. Cari eroi coraggiosi, qui parla il Primo Ministro Netanyahu, in diretta dalle Nazioni Unite. Non vi abbiamo dimenticati, neanche per un secondo. Il popolo di Israele è con voi. Non vacilleremo e non ci fermeremo finché non vi riporteremo tutti a casa! Signore e signori, grazie a sforzi speciali dell’intelligence israeliana, le mie parole ora vengono trasmesse anche ai cellulari dei gazawi. Quindi, ai leader superstiti di Hamas e ai carcerieri dei nostri ostaggi, dico ora: deponete le armi! Lasciate andare la mia gente! Liberate gli ostaggi! Tutti. Tutti e 48. Liberateli ora! Se lo farete, vivrete. Se non lo farete, Israele vi darà la caccia! Signore e signori, se Hamas accetta le nostre richieste, la guerra potrebbe finire subito. Gaza verrebbe smilitarizzata. Israele manterrebbe un controllo di supervisione della sicurezza e un’autorità civile pacifica verrebbe stabilita da gazawi e altri impegnati nella pace con Israele. E naturalmente comprendete che la guerra a Gaza ha colpito ogni israeliano, ma sono certo che ci sono persone a New York, a Londra, a Melbourne e altrove che pensano: “Che cosa c’entra tutto questo con me?” E la risposta è: tutto. Perché i nostri nemici sono i vostri nemici. E così facciamo qualcosa. Per la prima volta all’ONU, facciamo un quiz. Alzate la mano se sapete la risposta. Prima domanda: chi grida “morte all’America”? È: A) l’Iran; B) Hamas; C) Hezbollah; D)gli Houthi; oppure E) tutti i precedenti? Risposta corretta: tutti i precedenti. Seconda domanda: chi ha assassinato americani ed europei a sangue freddo? È: A) al-Qaeda; B) Hamas; C) Hezbollah; D) Iran; oppure E) tutti i precedenti? Risposta corretta, ancora una volta: tutti i precedenti. Ecco il punto che volevo sollevare. I nostri nemici odiano tutti noi, con uguale veleno. Vogliono trascinare il mondo moderno indietro al passato, a un’epoca oscura di violenza, fanatismo e terrore. E penso che molti di voi stiano già percependo, nelle vostre società, l’ondata islamista radicale. Lo sapete. Lo sentite. Sapete, nel profondo, che Israele sta combattendo anche per voi. E voglio svelarvi un segreto. A porte chiuse, molti leader che pubblicamente ci condannano, privatamente ci ringraziano. Mi dicono quanto apprezzano i servizi di intelligence israeliani, che hanno ripetutamente impedito attentati terroristici nelle loro capitali. Salvando di continuo innumerevoli vite. Il generale George Keegan, ex capo dell’intelligence dell’Aeronautica statunitense, disse una volta: “Se gli Stati Uniti dovessero raccogliere da soli l’intelligence che Israele fornisce, dovrebbero istituire cinque CIA”. Cinque CIA. Lo scorso giugno, quando Israele ha colpito le strutture nucleari iraniane, il cancelliere tedesco Merz ha ammesso la verità. Ha detto: “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi”. Il Presidente Trump lo comprende meglio di qualsiasi altro leader: Israele e America affrontano una minaccia comune. Lo ha mostrato al mondo quando l’Iran e i suoi proxy hanno assassinato americani, preso ostaggi americani, gridato “morte all’America”, bruciato bandiere americane e tentato di assassinare il Presidente degli Stati Uniti. Non una, ma due volte. E lui ha mostrato loro che c’è un prezzo da pagare. Ma purtroppo molti leader rappresentati in quest’aula hanno mandato un messaggio molto diverso. Certo, nei giorni immediatamente successivi al 7 ottobre, molti di loro hanno sostenuto Israele. Ma quel sostegno è svanito rapidamente quando Israele ha fatto ciò che qualsiasi nazione rispettabile avrebbe fatto a seguito di un attacco così selvaggio: ha reagito. Ora, immaginate per un momento un attacco agli Stati Uniti proporzionato all’attacco contro Israele il 7 ottobre. Immaginate un regime terrorista che invia migliaia di terroristi a invadere gli Stati Uniti. Massacrano 40.000 americani. Prendono 10.000 americani in ostaggio. Cosa pensate che farebbe l’America? Pensate che l’America lascerebbe quel regime in piedi? No, in nessun modo. Gli Stati Uniti annienterebbero quel regime terrorista e si assicurerebbero che tale barbarie non minacci mai più l’America. Questo è esattamente ciò che Israele sta facendo a Gaza! Stiamo annientando il regime terrorista di Hamas e ci assicuriamo che tale barbarie non minacci mai più Israele! Questo stiamo facendo! Questo farebbe qualsiasi governo rispettabile! Eppure, ed è un “eppure” che mi dispiace dover pronunciare qui, col passare del tempo molti leader mondiali hanno ceduto. Hanno ceduto alla pressione dei media faziosi, delle corporazioni islamiste radicali e delle folle antisemite. C’è un vecchio detto: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Ma per molti Paesi qui rappresentati, quando il gioco si è fatto duro, avete ceduto! Ed ecco il risultato vergognoso di quel cedimento. Per gran parte degli ultimi due anni Israele ha dovuto combattere una guerra su sette fronti contro la barbarie, con molte delle vostre nazioni che ci si opponevano. Incredibilmente, mentre combattiamo i terroristi che hanno ucciso molti dei vostri cittadini, voi combattete noi! Ci condannate. Ci imponete embarghi. E conducete guerra politica e legale - quella che chiamano “lawfare” - contro di noi. E io dico ai rappresentanti di quelle nazioni: questo non è un atto di accusa contro Israele. È un atto di accusa contro di voi! Contro leader pavidi che preferiscono blandire il male anziché sostenere una nazione i cui coraggiosi soldati vi proteggono dai barbari alle porte. E quei barbari stanno già penetrando le vostre porte. Quando imparerete? Non potete placare la jihad. Non potete sfuggire alla tempesta islamista sacrificando Israele. Per superare quella tempesta dovete stare con Israele! Ma non è ciò che state facendo. Come predissero i profeti d’Israele nella Bibbia, avete trasformato il bene in male e il male in bene. Ora, voglio approfondire. Prendete la falsa accusa di genocidio. Israele viene accusato di prendere di mira deliberatamente i civili. Signore e signori, la verità è l’opposto. Il capo di Urban Warfare Studies, il colonnello John Spencer, forse il più grande esperto mondiale di guerra urbana, afferma che Israele sta applicando più misure per minimizzare le vittime civili di qualsiasi esercito nella storia. E proprio per questo il rapporto fra vittime civili e combattenti a Gaza è inferiore a 2:1. È un rapporto sorprendentemente basso, inferiore a quello delle guerre NATO in Afghanistan e in Iraq. Specialmente se si considera che Gaza è una delle aree urbane più densamente popolate della Terra. Con centinaia di chilometri di tunnel terroristici sotterranei e innumerevoli torri terroristiche sopra terra, e migliaia di terroristi nascosti in quei tunnel e in quelle torri, in aree civili. Se volete vedere quali misure Israele adotta per evitare vittime civili, basta guardare cosa stiamo facendo ora a Gaza City, l’ultima roccaforte di Hamas. Per tre settimane Israele ha sganciato milioni di volantini, inviato milioni di messaggi di testo e fatto innumerevoli telefonate esortando i civili a lasciare Gaza City prima che il nostro esercito avanzasse. Nello stesso tempo Hamas si piazza in moschee, scuole, ospedali, palazzi residenziali, e cerca di costringere quei civili a non andarsene, a restare sotto tiro. Spesso li minaccia con le armi se tentano di fuggire. Per Israele, ogni vittima civile è una tragedia. Per Hamas è una strategia. Hamas usa i civili come scudi umani e come comparse nella sua malata guerra di propaganda contro Israele. Una guerra di propaganda che i media occidentali bevono in pieno. Eppure, nonostante le minacce di Hamas, circa 700.000 gazawi, quasi tre quarti di milione, hanno già accolto i nostri appelli e si sono spostati nelle zone sicure. Ora vi pongo una semplice domanda logica: un Paese che commette genocidio implorerebbe la popolazione civile che dice di voler sterminare di mettersi al riparo? Chiederebbe loro di andarsene se volesse davvero commettere genocidio? Noi cerchiamo di portarli via, Hamas cerca di tenerli dentro! E questa accusa è così infondata. Il paragone col genocidio, lo sterminio di intere popolazioni...i nazisti chiesero forse agli ebrei di andarsene gentilmente? I genocidi della storia hanno mai fatto questo? Naturalmente no. La verità è stata rovesciata. Hamas, un’organizzazione terroristica genocida, il cui statuto invoca l’uccisione di tutti gli ebrei del pianeta, viene giustificata. Quasi non viene menzionata. Mentre Israele, che fa di tutto per tenere i civili fuori dal fuoco, Israele viene messo sul banco degli imputati. Che barzelletta! Volete sentirne un’altra? Israele è accusato di affamare deliberatamente il popolo di Gaza, quando Israele invece lo sta nutrendo deliberatamente. Dall’inizio della guerra Israele ha fatto entrare a Gaza oltre 2 milioni di tonnellate di cibo e aiuti. È una tonnellata di aiuti per ogni uomo, donna e bambino di Gaza. Quasi 3.000 calorie a persona al giorno. Bella politica di fame! Se ci sono gazawi senza cibo a sufficienza, è perché Hamas lo ruba. Hamas lo ruba, lo accumula e lo rivende a prezzi esorbitanti per alimentare la sua macchina da guerra. Il mese scorso persino le Nazioni Unite, non esattamente un sostenitore di Israele - qui dovreste ridere - il mese scorso persino l’ONU ha ammesso che Hamas e altri gruppi armati hanno saccheggiato l’85% dei camion. Ecco perché c’è privazione. Coloro che diffondono le menzogne di genocidio e carestia contro Israele non sono migliori di coloro che diffondevano le menzogne di sangue contro gli ebrei nel Medioevo, accusandoci falsamente di avvelenare i pozzi, diffondere la peste e usare il sangue dei bambini per fare il pane azzimo di Pasqua. L’antisemitismo muore a fatica. In realtà non muore mai. Torna sempre, con le sue bugie ripulite e riciclate all’infinito. E voglio dirvi un’altra cosa. Queste menzogne antisemite hanno conseguenze. Negli ultimi mesi, ebrei sono stati aggrediti in Canada, in Australia, in Gran Bretagna, in Francia, nei Paesi Bassi e altrove. Qui in America, un anziano sopravvissuto all’Olocausto è stato bruciato vivo in Colorado. E una giovane coppia dell’ambasciata israeliana a Washington è stata brutalmente crivellata di colpi proprio davanti al Museo dell’Olocausto. Fortunatamente l’amministrazione Trump sta combattendo con forza questa piaga dell’antisemitismo, e ogni governo qui presente dovrebbe seguire il suo esempio. Invece, molti fanno l’opposto. Premiano addirittura i peggiori antisemiti sulla Terra. Questa settimana i leader di Francia, Gran Bretagna, Australia, Canada e altri Paesi hanno riconosciuto incondizionatamente uno Stato palestinese. L’hanno fatto dopo gli orrori commessi da Hamas il 7 ottobre. Orrori elogiati in quel giorno da quasi il 90% della popolazione palestinese. Lasciatemi ripetere: quasi il 90% dei palestinesi ha sostenuto l’attacco del 7 ottobre. Non lo hanno solo sostenuto, l’hanno celebrato. Hanno ballato sui tetti. Hanno distribuito caramelle. E questo sia a Gaza che in Giudea e Samaria, la Cisgiordania come la chiamate voi. Proprio come hanno celebrato un altro orrore, l’11 settembre. Ballavano sui tetti, esultavano, distribuivano caramelle. Sapete quale messaggio hanno inviato i leader che questa settimana hanno riconosciuto lo Stato palestinese? È un messaggio molto chiaro: uccidere ebrei paga. Bene, io ho un messaggio per questi leader: quando i terroristi più feroci della Terra lodano con entusiasmo la vostra decisione, non avete fatto qualcosa di giusto. Avete fatto qualcosa di sbagliato, di terribilmente sbagliato. La vostra decisione vergognosa incoraggerà il terrorismo contro gli ebrei e contro innocenti ovunque. Sarà un marchio di infamia su tutti voi. “Ma aspetta”, mi dicono i primi ministri: “Aspetta un attimo. Noi crediamo nella soluzione dei due Stati, dove lo Stato ebraico di Israele vivrà fianco a fianco in pace con lo Stato palestinese”. C’è solo un problema con questa soluzione: i palestinesi non ci hanno mai creduto. Non l’hanno mai voluta. Non vogliono uno Stato accanto a Israele. Vogliono uno Stato palestinese al posto di Israele. Ecco perché ogni volta che è stato offerto loro uno Stato palestinese, a condizione che ponessero fine al conflitto e riconoscessero lo Stato ebraico, ogni volta per decenni lo hanno rifiutato. Ed ecco perché ogni volta che hanno ricevuto territori, li hanno usati per attaccarci. Di fatto hanno avuto uno Stato palestinese a Gaza. E cosa ne hanno fatto? Pace, convivenza? No. Ci hanno attaccato ancora e ancora, senza provocazione. Hanno lanciato razzi sulle nostre città. Hanno assassinato i nostri bambini. Hanno trasformato Gaza in una base terroristica dalla quale hanno compiuto il massacro del 7 ottobre. Ecco quindi la verità scomoda: il persistente rifiuto palestinese di accettare uno Stato ebraico in qualsiasi confine è ciò che alimenta questo conflitto da oltre un secolo. Lo alimenta ancora. Non è l’assenza di uno Stato palestinese. È la presenza e l’esistenza di uno Stato ebraico! E trovo incredibile che cancellerie, ministeri e leader che pontificano su questo non riescano a vedere questa verità basilare, ripetuta ancora e ancora all’infinito. E voglio aggiungere altro: questo rifiuto di uno Stato ebraico non riguarda solo Hamas, riguarda anche la cosiddetta Autorità Palestinese “moderata”. Dovete sapere che l’Autorità Palestinese paga i terroristi perché uccidano ebrei. Più ebrei uccidono, più l’Autorità Palestinese li paga. L’Autorità Palestinese intitola edifici governativi, piazze pubbliche, scuole ai massacratori di ebrei, che glorifica come martiri. Pagano e glorificano non solo gli assassini di ebrei, ma anche gli assassini di cristiani. Cristiani come Taylor Force, un veterano americano brutalmente assassinato in Israele da terroristi palestinesi. Eppure sento dai leader occidentali: “L’Autorità Palestinese ci ha promesso che si riformerà. Questa volta sarà diverso”. Sì, certo. Queste promesse le sentiamo da decenni. Promettono sempre. Non mantengono mai. Perché l’Autorità Palestinese è corrotta fino al midollo. Non tiene elezioni da 20 anni. Usa gli stessi libri di testo di Hamas, esattamente gli stessi. Insegna ai suoi bambini a odiare gli ebrei e a distruggere lo Stato ebraico. E i cristiani non se la passano meglio. Quando Betlemme, la città natale di Gesù, era sotto controllo israeliano, l’80% dei residenti erano cristiani. Da quando l’Autorità Palestinese ne ha preso il controllo, quella percentuale è scesa sotto il 20%. A queste persone volete dare uno Stato? State dando la ricompensa suprema a fanatici intolleranti che hanno perpetrato e sostenuto il massacro del 7 ottobre. Dare ai palestinesi uno Stato a un miglio da Gerusalemme dopo il 7 ottobre è come dare ad al-Qaeda uno Stato a un miglio da New York dopo l’11 settembre. È pura follia! È follia, e non lo faremo! Dunque, ecco un altro messaggio a quei leader occidentali: Israele non permetterà che ci imponiate uno Stato terrorista in gola. Non commetteremo suicidio nazionale solo perché voi non avete il coraggio di affrontare un media ostile e folle antisemite che chiedono il sangue di Israele. E voglio che comprendiate un’altra cosa, anch’essa distorta dai media. Non lo dico solo a nome mio o del mio governo, ma a nome dell’intero popolo di Israele. Lo scorso anno c’è stata una votazione alla Knesset, il nostro parlamento, per decidere se opporsi o meno all’imposizione di uno Stato palestinese. Indovinate il risultato? Su 120 membri, 99 hanno votato contro e solo 9 a favore. Oltre il 90%. Non è un gruppetto marginale. Non è il primo ministro da solo o tenuto in ostaggio da partiti estremi alla sua destra. È oltre il 90% degli israeliani. La mia opposizione a uno Stato palestinese non è solo la mia politica o la politica del mio governo. È la politica dello Stato e del popolo di Israele! I leader occidentali possono anche aver ceduto sotto pressione. Ma vi garantisco una cosa: Israele non lo farà. Le vittorie di Israele sull’asse del terrore iraniano hanno aperto possibilità di pace impensabili due anni fa. Prendete la Siria. Per decenni, l’idea stessa di una pace fra Israele e Siria sembrava inimmaginabile. Ora non più. Oggi abbiamo avviato negoziati seri con il nuovo governo siriano. Credo che si possa raggiungere un accordo che rispetti la sovranità della Siria e protegga al tempo stesso la sicurezza di Israele e delle minoranze della regione, inclusa la minoranza drusa. Dalla fondazione di Israele, ebrei e drusi sono stati fratelli in armi. Abbiamo combattuto insieme. Abbiamo sanguinato insieme. Abbiamo costruito insieme le nostre vite. Quando ero un giovane comandante nelle forze speciali israeliane, la mia stessa vita fu salvata dal prezioso consiglio di un grande amico, Salim Shufi, un eroico veterano druso dell’IDF. Ed è per questo che non potevo restare a guardare, né Israele poteva restare a guardare, mentre i drusi venivano massacrati dai jihadisti. Ho dato ordine alle nostre forze di fermare quel massacro, e lo hanno fatto. La pace fra Israele e Libano è possibile anch’essa. Invito il governo libanese ad avviare negoziati diretti con Israele. Lo elogio per il suo dichiarato obiettivo di disarmare Hezbollah. Ma servono fatti, non parole. Se il Libano intraprenderà azioni concrete e durature per disarmare Hezbollah, sono certo che potremo raggiungere una pace sostenibile. Naturalmente, finché ciò non avverrà, prenderemo tutte le misure necessarie per difenderci e mantenere le condizioni del cessate il fuoco stabilito in Libano. Il nostro obiettivo non è semplicemente monitorare le azioni, ma impedire che violino il cessate il fuoco e ci attacchino. Ma sono sicuro che se il governo libanese insisterà nel suo obiettivo di disarmo, la pace arriverà molto rapidamente e molto facilmente.

Dario D'Angelo

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