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🎥 #Cairo: "Malagò e Maldini devono accelerare nei prossimi 100 giorni, non possiamo prenderci 8-10 anni… Nuovo Ct? La scelta di Tavecchio su #Conte nel 2014 cambiò l’abbrivio della sua presidenza". Sul #Torino: "Abate mi dà buone sensazioni" 📲 calciomercato.it

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💥 BOMBA DI BARGIGGIA ❗️Noi di Quotidiano Bianconero ve lo avevamo spiegato nel dettaglio. 📢 Ed ecco la denuncia, questo è il sistema da distruggere. 🖋 Scappano dalla barca che affonda, adesso anche lui prende le distanze dalla ⚫️🔵 BELVA NERAZZURRA. ❗️ECCO COSA NON VI HANNO VOLUTO DIRE 🔥 Altro che “scelte tecniche”: ▪️ dietro il caos della Nazionale c’è un’operazione chirurgica di potere per affossare Maldini, Leonardo e Pirlo. ▪️Un sistema marcio che ha tremato davanti all’idea di perdere privilegi, soldi e controllo. 💣 IL PROGETTO CHE DAVA FASTIDIO A TUTTI 💥 Il piano Maldini‑Leonardo avrebbe scosso le fondamenta del calcio italiano: ▪️convocazioni, raduni, gestione dei giovani, flussi economici. 🧨Risultato? Rivolta dei poteri forti: ▪️De Laurentiis ▪️Marotta ▪️Cairo ▪️Lega Serie A ▪️AssoCalciatori 📢 Tutti uniti da un’unica paura: perdere il controllo della Nazionale. 🧨 COME HANNO DISTRUTTO PIRLO PER COLPIRE MALDINI 💣 Appena esce il nome di Pirlo, parte la macchina del fango: ▪️Corriere e Gazzetta — entrambi di #Cairo — lo massacrano sul curriculum. 🧨Poi arriva la storia della pubblicità russa: trasformata in un caso morale per far saltare tutto. 🎯 Obiettivo vero: far scappare Maldini e Leonardo. Missione compiuta. ⚠️ MALAGÒ OSTAGGIO DEI SUOI ELETTORI ▪️Malagò prova a salvare il progetto aprendo a Thiago Motta, seconda scelta del duo. ❗️Ma l’aria è “impestata”: Maldini e Leonardo mollano tutto. E il calcio italiano perde l’unica occasione di cambiare. 🔥 LA BOMBA FINALE: IL CT SARÀ MANCINI ▪️Secondo Bargiggia, il nome più probabile è Roberto Mancini: ❗️❗️un atto di ribellione contro la Serie A, che invece spinge per Conte per paura che torni alla Juve. 💣 LA STAMPA DI REGIME SPINGE CHIELLINI ▪️Ora vogliono Chiellini al posto di Maldini. 🧨Ma la sua gestione alla Juve — dice Bargiggia — è stata un disastro totale. Prima affossano il nuovo, poi ripropongono il vecchio. 🔥 In un sistema dove vi raccontano le favole, c’è ancora chi prova a dire come stanno le cose. E questa ricostruzione fa tremare più di un palazzo.

Quotidiano Bianconero

34,883 просмотров • 11 дней назад

Avveniva esattamente 10 anni fa a Kyiv. Il 21 Novembre 2013, un centinaio di studenti inizia a protestare in Piazza Maidan contro Yanukovich. Sognavano l'Europa e sognavano di vivere in un paese migliore. Non esisteva la Nato che abbaiava (c'erano solo bandiere Ucraine e dell'Europa); non esistevano i Russofobi e Russofoni (questi giovani parlavano indistintamente Ucraino e Russo senza problemi); Non esistevano i separatisti (la maggioranza delle persone anche nel Donbas era contro Yanukovich e favorevoli ad Euromaidan); Non c'era la CIA; i Nazisti; i satanisti; i biolab e tutte le altre scemenze create dalla propaganda Russa e ripetute in Italiano dai vari Travaglio, Orsini, ed il resto dei putinisti Italiani. 10 giorni dopo (il 1° Dicembre 2013) a sfilare per Kyiv furono in migliaia. La maggioranza degli Ucraini scelse l'Europa. Questa scelta europea dell'Ucraina è sempre stata il più grande incubo di Putin. Come affermava lo stesso Nemtov nel 2014: "...La scelta europea dell'Ucraina è sempre stata il più grande pericolo per il regime Putinista, per il suo potere, perché la scelta europea significa democrazia, significa elezioni dirette, cambio di potere, stato di diritto.. ecc... E tutto ciò contraddice il vettore del potere individuale, repressione, illegalità, arbitrarietà e corruzione su cui è basato il regime di Putin. Pertanto, il successo dell'Ucraina sul percorso Europeo sarebbe una catastrofe per Putin e soprattutto spingerebbe la Russia a liberarsi e ripetere il percorso ucraino." Sono passati esattamente 10 anni da quel giorno. Gli Ucraini stanno ancora combattendo per quel sogno. Decine di migliaia di Ucraini hanno dato la vita per quel sogno. Nemtsov e molti altri oppositori di Putin sono stati assassinati. Al contrario di quello che dicono Conte e gli altri pacifinti Italiani, gli Ucraini sanno molto bene che negoziare con Putin è inutile. Putin non si fermerà in Crimea, Donbas, Zaporizhia, Kherson o Odesa. Putin si fermerà solo, quando l'ultima bandiera Europea verrà cancellata dal suolo Ucraino. Fermare gli aiuti militari a Kyiv, non porterà la pace, servirà solo a far sparire migliaia di bandiere europee e con loro le migliaia di persone che le tengono in mano.

Francesco

25,471 просмотров • 2 лет назад

100 assolti su 169: il flop di Gratteri rischia di costare 5 milioni per ingiuste detenzioni. Intervenendo a diMartedì su La7, nella solita totale assenza di contraddittorio, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha accusato Il Foglio di aver “riportato dati totalmente falsi” sul record di indennizzi per ingiusta detenzione versati in Calabria dal 2018 al 2024 (78 milioni di euro su 220 milioni, il 35% del totale), aggiungendo che “a Catanzaro le ingiuste detenzioni sono al di sotto della media nazionale” e che “non c’è una sola ingiusta detenzione attribuibile a Nicola Gratteri”. Tre bufale in una per il pm che dal 2016 al 2023 ha guidato la procura di Catanzaro: i dati sono stati estratti da una relazione pubblica predisposta dal ministero della Giustizia, che consegna alla Calabria il triste record di indennizzi per ingiusta detenzione negli ultimi sette anni; la spesa nel distretto di Catanzaro è di gran lunga al di sopra della media nazionale (addirittura il quadruplo: 4.274.784 euro nel 2024, contro la media di 927 mila euro); tra i risarciti ci sono anche le vittime dei frequenti maxi arresti compiuti da Gratteri nel corso degli anni. È emblematica la storia di Francesco Zito, imprenditore vinicolo calabrese, coinvolto nella maxi operazione “Stige” condotta nel 2018 da Gratteri, all’epoca capo della procura di Catanzaro. “L’8 gennaio 2018, alle 3 di notte - racconta Zito al Foglio - i carabinieri del Ros si presentarono a casa mia con il passamontagna addosso per arrestarmi. Venni trasferito nel carcere di Paola, dove trascorsi 26 giorni. Poi altri 152 giorni ai domiciliari, con le accuse infamanti di essere colluso con la ‘ndrangheta. Accuse dalle quali sono stato assolto, ma per una persona onesta è devastante ritrovarsi in una situazione del genere”. Lo scorso ottobre Zito è stato indennizzato per l’ingiusta detenzione con 47 mila euro, a conferma di quanto scritto dal Foglio sul fatto che le somme spese dallo Stato per indennizzare le ingiuste detenzioni nel distretto di Catanzaro riguardano anche le maxi operazioni portate avanti da Gratteri. Zito venne arrestato nell’ambito della maxi operazione “Stige”, che portò a un totale di 169 arresti. Gratteri definì l’indagine “la più grande operazione fatta negli ultimi 23 anni”. A distanza di 7 anni, circa 100 imputati su 169 sono stati assolti. “Visto che a Zito sono stati riconosciuti 47 mila euro, c’è il rischio che lo stato paghi agli assolti quasi 5 milioni di euro”, nota l’avvocato Verri. Più della cifra pagata dalla Corte d’appello di Catanzaro nel solo 2024. Tutti i dettagli sul Foglio di oggi

Ermes Antonucci

120,878 просмотров • 1 год назад

Nel video, #fabriziocorona commenta l'autosospensione da #mediaset di #alfonsosignorini. ---------------------------- Alfonso #Signorini nella lettera di autosospensione fa dire ai suoi potentissimi legali di sentirsi “calunniato” e ovviamente minaccia ritorsioni su chiunque riverberi anche sui social le accuse di Fabrizio #Corona. Insomma, una intimidazione che in qualità di giornalista professionista respingo al mittente e se esistesse un Ordine dei Giornalisti non prono ai potenti meriterebbe un immediato e vigoroso suo intervento. In questo video vi faccio notare alcuni dettagli che raccontano una guerra strisciante in atto tra i fratelli Berlusconi, approfondirò questi temi nei prossimi giorni. Oggi celebro semplicemente, il goal che Fabrizio Corona ha segnato: finalmente il caso #SIGNORINIGATE è in prima pagina su Repubblica e sul Corriere della Sera, ma con articoli che insistono sul tema del Signorini “calunniato”. Invece il #MeToo gay italiano parte da dati di fatto incontestabili, da denunce circostanziate e ricordo quindi all’autoproclamato cattolico Signorini che dire falsa testimonianza è un’ulteriore sua violazione dei comandamenti che “grida vendetta” al cospetto di Dio. Ma poiché credo che di Dio Signorini in realtà se ne fotta bellamente, l’avvertimento più importante deve arrivare ai suoi potenti protettori: come cittadini non molleremo su questa storia perché l’intreccio tra potere, sesso e violazione dei diritti basilari della persona è troppo grave ed evidente, come giornalista non mollerò io perché l’intimidazione nei confronti dell’informazione non asservita operata dai suoi legali è irricevibile. Noi vogliamo solo la verità e capire perché Mediaset dalla tv per famiglie di Mike Bongiorno, Corrado, Raimondo Vianello, Iva Zanicchi, Daria Bignardi si è trasformata nel 2024 nella tv i cui due principali programmi erano guidati da Signorini e Luxuria, con Cecchi Paone a pomiciare in diretta col ragazzino sull’Isola. Il metoo stavolta è lgbt e non può essere messo a tacere, se a Mediaset domina la cosca arcobaleno ora è tempo di debellare la cosca e le sue diramazioni che intimidiscono l’intero sistema dell’informazione italiana. Le ricadute poi sono ovviamente anche politiche e di questo vi racconterò presto. - Mario Adinolfi 👇👇👇

Sabrina F.

41,288 просмотров • 7 месяцев назад

🚨🇺🇸 Nella notte italiana, Joe #Biden ha convocato la stampa alla Casa Bianca per commentare la storica decisione della Corte Suprema di sancire per Donald #Trump l'immunità penale in relazione agli atti commessi nelle ultime ore della sua presidenza. Si è trattato di dichiarazioni molto forti e ben portate anche dal punto di vista comunicativo. Ho tradotto per voi il suo intervento: "Buonasera. La presidenza è la carica più potente del mondo. È una carica che non solo mette alla prova il tuo giudizio, ma forse, cosa ancora più importante, è una carica che può mettere alla prova il tuo carattere, perché non solo affronterai momenti in cui dovrai avere il coraggio di esercitare tutto il potere della presidenza, ma anche momenti in cui dovrai avere la saggezza di rispettare i limiti del potere della presidenza. Questa nazione è stata fondata sul principio che in America non ci sono Re. Ognuno di noi è uguale davanti alla legge. Nessuno, nessuno, è al di sopra della legge, nemmeno il Presidente degli Stati Uniti. Con la decisione odierna della Corte Suprema sull'immunità presidenziale, le cose sono cambiate radicalmente. Per tutti, per tutti gli scopi pratici, la decisione di oggi significa quasi certamente che non ci sono praticamente limiti a ciò che un Presidente può fare. Questo è un principio fondamentalmente nuovo ed è un precedente pericoloso perché il potere della carica non sarà più limitato dalla legge, compresa la Corte Suprema degli Stati Uniti. Gli unici limiti saranno autoimposti dal solo Presidente. La decisione odierna ha proseguito l'attacco della Corte negli ultimi anni a un'ampia gamma di principi legali consolidati da tempo nella nostra nazione, dall'eliminazione delle percentuali di voto e dei diritti civili all'eliminazione del diritto di scelta delle donne, fino alla decisione odierna che mina lo stato di diritto di questa nazione. Quasi quattro anni fa, il mio predecessore ha inviato una folla violenta al Campidoglio degli Stati Uniti per impedire il trasferimento pacifico dei poteri. L'abbiamo visto tutti con i nostri occhi, eravamo seduti lì e abbiamo assistito a ciò che è accaduto quel giorno. Attacco alla polizia, saccheggio del Campidoglio, una folla che dava letteralmente la caccia alla Presidente della Camera Nancy Pelosi. Una forca eretta per impiccare il Vicepresidente Mike Pence. Credo sia giusto dire che si tratta di uno dei giorni più bui nella storia dell'America. Ora, l'uomo che ha mandato quella folla al Campidoglio rischia una potenziale condanna penale per quanto accaduto quel giorno. E il popolo americano merita di avere una risposta in tribunale prima delle prossime elezioni. Il popolo ha il diritto di sapere cosa è successo il 6 gennaio prima che gli venga chiesto di votare di nuovo quest'anno. Ora, a causa della decisione di oggi, questo è altamente, altamente improbabile, ed è un terribile disservizio per la gente di questa nazione. Quindi ora il popolo americano deve fare quello che i tribunali avrebbero dovuto fare ma non hanno fatto: il popolo americano deve esprimere un giudizio sul comportamento di Donald Trump. Il popolo americano deve decidere se l'assalto di Donald Trump alla nostra democrazia, avvenuto il 6 gennaio, lo rende inadatto a ricoprire la carica più alta del Paese. Il popolo americano deve decidere se la violenza abrasiva di Trump per preservare il suo potere è accettabile. E, cosa forse più importante, il popolo americano deve decidere se vuole affidare ancora una volta la presidenza a Donald Trump, sapendo che ora sarà ancora più incoraggiato a fare quello che vuole quando vuole. All'inizio della nostra nazione, fu il carattere di George Washington, il nostro primo Presidente, a definire la presidenza. Lui credeva che il potere fosse limitato, non assoluto, e che il potere risiedesse sempre nel popolo, sempre. Ora, più di 200 anni dopo, con la decisione odierna della Corte Suprema, ancora una volta dipenderà dal carattere degli uomini e delle donne che detengono la presidenza definire i limiti del potere della presidenza, perché la legge non lo farà più. So che rispetterò i limiti dei poteri presidenziali che ho avuto per tre anni e mezzo. Ma qualsiasi Presidente, compreso Donald Trump, sarà ora libero di ignorare la legge. Concordo con il dissenso del giudice Sotomayor oggi. Lei, ecco cosa ha detto, ha detto: "In ogni uso del potere ufficiale, il Presidente è ora un re al di sopra della legge. Temendo per la nostra democrazia, dissento". Fine della citazione. Anche il popolo americano dovrebbe dissentire. Io dissento. Che Dio vi benedica tutti e vi aiuti a preservare la nostra democrazia. Grazie e che Dio protegga le nostre truppe. --------------------------------------------------------- Se apprezzi il mio lavoro, ti chiedo di sostenerlo con l'iscrizione al Blog: è il solo modo per far sì che questo spazio di informazione resti sempre aperto, libero, indipendente. Ti ringrazio.👇

Dario D'Angelo

65,299 просмотров • 2 лет назад

🇺🇸 A lungo invocata, evocata, attesa, Michelle #Obama è infine tornata a parlare di politica americana. Quella stessa politica americana che anche in questo ciclo presidenziale l'ha corteggiata, lusingata, adulata, senza mai riuscire a sedurla, senza mai farle cambiare idea (nonostante in Italia leggessimo ogni giorno il contrario, ma questa è un'altra storia). Michelle Obama non correrà mai per la Presidenza degli Stati Uniti. Ma potrebbe aver dato il suo contributo per vincerla. Il suo appello a mobilitarsi contro Donald #Trump è uno dei più incisivi registrati in questa campagna per la Casa Bianca. Ho tradotto il suo intervento per voi. Buona lettura. --------------------------------------------------- "Ciao Chicago! C'è qualcosa di meravigliosamente magico nell'aria, non è vero? Non solo qui in quest'arena, ma in tutto il Paese che amiamo; una sensazione familiare che è stata sepolta troppo a lungo. Sapete di cosa sto parlando. È il potere contagioso della speranza! L'attesa, l'energia e l'euforia di essere ancora una volta sulla soglia di un giorno più luminoso. La possibilità di sconfiggere i demoni della paura, della divisione e dell'odio che ci hanno consumato e di continuare a perseguire la promessa incompiuta di questa grande nazione - il sogno per cui i nostri genitori e i nostri nonni hanno combattuto, sono morti e si sono sacrificati. America, la speranza sta tornando! Ad essere sincero, mi sto rendendo conto che fino a poco tempo fa piangevo l'affievolirsi di questa speranza. Forse anche voi avete provato le stesse sensazioni: un profondo vuoto nel mio stomaco, un senso palpabile di terrore per il futuro. E per me questo dolore si è mescolato con il mio personale lutto. L'ultima volta che sono stata a Chicago è stato per commemorare mia madre, la donna che mi ha mostrato il significato del duro lavoro, dell'umiltà e della decenza - che ha tenuto alta la mia bussola morale e mi ha mostrato il potere della mia voce. Sento ancora profondamente la sua perdita. Non ero nemmeno sicura di essere abbastanza stabile per stare davanti a voi stasera. Ma il mio cuore mi ha spinto a essere qui per il senso di dovere che sento nel rendere onore alla sua memoria e per ricordare a tutti noi di non sprecare i sacrifici che i nostri vecchi hanno fatto per darci un futuro migliore. Vedete, mia madre, nel suo modo costante e tranquillo, ha vissuto quel senso di speranza ogni giorno della sua vita. Credeva che tutti i bambini, tutte le persone, avessero un valore e che chiunque potesse avere successo se gliene fosse data l'opportunità. Lei e mio padre non aspiravano ad essere ricchi. Anzi, erano sospettosi nei confronti di chi prendeva più del necessario. Capivano che non era sufficiente per i loro figli prosperare se tutti gli altri intorno a noi stavano sprofondando. Così mia madre faceva volontariato nella scuola locale. Si è sempre presa cura degli altri bambini del nostro quartiere. Era contenta di fare quel lavoro ingrato e poco glamour che per generazioni ha rafforzato il tessuto di questa nazione. La convinzione che se fai del bene agli altri, che se ami il tuo prossimo, se lavori e ti sbatti e ti sacrifichi, questo ti ripagherà - se non per te, forse per i tuoi figli o per i tuoi nipoti - questi valori sono stati trasmessi attraverso le fattorie a conduzione familiare e le città industriali, attraverso sobborghi alberati e caseggiati affollati, attraverso i gruppi di preghiera, le unità della Guardia Nazionale e le classi di studi sociali. Questi sono stati i valori che mia madre mi ha trasmesso fino al suo ultimo respiro. Io e Kamala Harris abbiamo costruito le nostre vite su quegli stessi valori fondamentali. Anche se le nostre madri sono cresciute a un oceano di distanza, hanno condiviso la stessa fede nella promessa di questo Paese. È per questo che sua madre si è trasferita qui dall'India a 19 anni. È per questo che ha insegnato a Kamala la giustizia, il nostro obbligo di sollevare gli altri e la nostra responsabilità di dare più di quanto prendiamo. Spesso diceva a sua figlia: “Non stare seduta a lamentarti, fai qualcosa!”. Così, con questa voce in testa, Kamala è andata a scuola e ha lavorato sodo, laureandosi in una Historically Black College or University, conseguendo la laurea in legge in una scuola statale e poi ha iniziato a lavorare per le persone. Ha lottato per far sì che i violatori della legge fossero ritenuti responsabili e per rafforzare lo Stato di diritto, ha lottato per ottenere per i cittadini salari migliori, farmaci da prescrizione meno costosi, una buona istruzione, un'assistenza sanitaria dignitosa, l'assistenza all'infanzia e agli anziani. Da una famiglia della classe media, si è fatta strada fino a diventare vicepresidente degli Stati Uniti d'America. Kamala Harris è più che pronta per questo momento. È una delle persone più qualificate che abbiano mai cercato di ottenere la presidenza. Ed è una delle persone più dignitose - un omaggio a sua madre, a mia madre e probabilmente anche a vostra madre, l'incarnazione delle storie che ci raccontiamo su questo Paese. La sua storia è la vostra storia. È la mia storia. È la storia della stragrande maggioranza degli americani che cercano di costruirsi una vita migliore. Kamala sa, come noi, che a prescindere dalla provenienza, dall'aspetto, dalla persona amata, dal culto o dal conto in banca, tutti noi meritiamo l'opportunità di costruire una vita dignitosa. Tutti i nostri contributi meritano di essere accettati e valorizzati. Perché nessuno ha il monopolio di ciò che significa essere americano. Nessuno! Kamala ha dimostrato la sua fedeltà a questa nazione non sputando rabbia e amarezza, ma vivendo una vita di servizio e spingendo sempre le porte dell'opportunità per gli altri. Capisce che alla maggior parte di noi non sarà mai concessa la fortuna di fallire. Non potremo mai beneficiare dell'azione positiva della ricchezza generazionale. Se facciamo fallire un'azienda o soffochiamo in una crisi, non avremo una seconda, terza o quarta possibilità. Se le cose non vanno come vorremmo, non possiamo permetterci il lusso di lamentarci o di imbrogliare gli altri per andare avanti, non possiamo cambiare le regole per vincere sempre. Se vediamo una montagna davanti a noi, non ci aspettiamo che ci sia una scala mobile che ci porti in cima. No, abbassiamo la testa. Ci mettiamo al lavoro. In America, facciamo qualcosa. E per tutta la sua vita, questo è esattamente ciò che abbiamo visto da Kamala Harris: l'acciaio della sua spina dorsale, la solidità della sua educazione, l'onestà del suo esempio e sì, la gioia della sua risata e della sua luce. Non potrebbe essere più ovvio. Dei due principali candidati in lizza, solo Kamala Harris comprende veramente il lavoro invisibile e l'impegno incrollabile che ha sempre reso grande l'America. Purtroppo, sappiamo cosa succederà. Sappiamo che la gente farà di tutto per distorcere la sua verità. Mio marito e io, purtroppo, ne sappiamo qualcosa. Per anni, Donald Trump ha fatto di tutto per cercare di far sì che la gente avesse paura di noi. La sua visione limitata e ristretta del mondo lo ha fatto sentire minacciato dall'esistenza di due persone che lavorano sodo, hanno un'istruzione elevata e hanno avuto successo, ma che sono anche nere. Chi gli dirà che il lavoro che sta cercando potrebbe essere uno di quei “lavori neri”? È la solita truffa: raddoppiare le bugie brutte, misogine e razziste come alternativa ad idee e soluzioni reali che miglioreranno effettivamente la vita delle persone. Vedete, eliminare la nostra assistenza sanitaria, toglierci la libertà di controllare il nostro corpo, la libertà di diventare madre attraverso la fecondazione in vitro, come ho fatto io, queste cose non miglioreranno i risultati in termini di salute delle nostre mogli, madri e figlie. Chiudere il Dipartimento dell'Istruzione, bandire i nostri libri - niente di tutto ciò preparerà i nostri figli per il futuro. Demonizzare i nostri figli perché sono quello che sono e amano quello che amano non migliora la vita di nessuno. Al contrario, ci rende solo piccoli. E lasciatemi dire che diventare piccoli non è mai la risposta. Diventare piccoli è l'opposto di ciò che insegniamo ai nostri figli. Diventare piccoli è meschino. È malsano. E, francamente, non è presidenziale. Perché dovremmo accettare una cosa del genere da parte di chi ambisce alla nostra massima carica? Perché dovremmo normalizzare questo tipo di leadership arretrata? Fare questo non fa altro che sminuire e sminuire la nostra politica. Serve solo a scoraggiare ulteriormente le persone buone e di buon cuore dal volersi impegnare. America, i nostri genitori ci hanno insegnato a fare meglio di così e noi meritiamo molto di più. Ecco perché dobbiamo fare tutto il possibile per eleggere due di quelle persone buone e di gran cuore. Non c'è altra scelta che Kamala Harris e Tim Walz! Ma mentre abbracciamo questo rinnovato senso di speranza, non dimentichiamo la disperazione che abbiamo provato. Non dimentichiamo a cosa stiamo andando incontro. Sì, Kamala e Tim stanno andando alla grande in questo momento. Stanno riempiendo le arene di tutto il Paese e la gente è piena di energia. Ci sentiamo bene. Ma ci sono ancora tante persone che desiderano disperatamente un risultato diverso, che sono pronte a mettere in discussione e a criticare ogni mossa di Kamala, che non vedono l'ora di diffondere quelle bugie, che non vogliono votare per una donna, che continueranno a dare priorità alla costruzione della loro ricchezza piuttosto che garantire che tutti abbiano abbastanza. Non importa quanto ci sentiamo bene stasera, domani o dopodomani, questa sarà comunque una battaglia in salita. Quindi non possiamo essere i nostri peggiori nemici. No, nel momento in cui qualcosa va storto, nel momento in cui una menzogna prende piede, non possiamo iniziare a torcerci le mani. Non possiamo farci venire il complesso di Riccioli d'oro per sapere se tutto va bene. Non possiamo abbandonarci all'ansia di sapere se questo Paese eleggerà una persona come Kamala, invece di fare tutto il possibile per far eleggere una persona come Kamala. Kamala e Tim hanno vissuto vite straordinarie. Sono sicura che guideranno con compassione, inclusione e grazia. Ma sono ancora solo esseri umani. Non sono perfetti. E come tutti noi, faranno degli errori. Ma per fortuna, questo non dipende solo da loro. No, spetta a noi - a tutti noi - essere la soluzione che cerchiamo. Spetta a tutti noi essere l'antidoto a tutte le tenebre e alle divisioni. Non mi interessa come vi identificate politicamente, se siete democratici, repubblicani, indipendenti o nessuno di questi. Questo è il momento di difendere ciò che sappiamo essere giusto nei nostri cuori. Per difendere non solo le nostre libertà fondamentali, ma anche la decenza e l'umanità, il rispetto, la dignità e l'empatia, i valori che sono alla base di questa democrazia. Sta a noi ricordare ciò che le disse la madre di Kamala: Non stare seduta a lamentarti, fa' qualcosa! Quindi, se mentono su di lei, e lo faranno, dobbiamo fare qualcosa! Se vediamo un brutto sondaggio, e lo vedremo, dobbiamo mettere giù il telefono e fare qualcosa! Se cominciamo a sentirci stanchi, se cominciamo a sentire il terrore che si insinua di nuovo, dobbiamo rialzarci, gettarci dell'acqua in faccia e fare qualcosa! Abbiamo solo due mesi e mezzo per farlo; solo 11 settimane per assicurarci che ogni persona che conosciamo sia registrata e abbia un programma di voto. Non possiamo quindi permetterci che qualcuno se ne stia con le mani in mano e aspetti di essere chiamato in causa. Non lamentatevi se nessuno della campagna vi ha specificamente raggiunti per chiedere il vostro sostegno. Non c'è tempo per queste sciocchezze. Sapete cosa dobbiamo fare. Quindi considerate questo come un invito ufficiale: Michelle Obama vi chiede di fare qualcosa! Perché la partita sarà molto serrata. In alcuni Stati, solo una manciata di voti in ogni distretto potrebbe decidere il vincitore. Quindi dobbiamo votare in numero tale da cancellare ogni dubbio. Dobbiamo sopraffare qualsiasi tentativo di soppressione. Il nostro destino è nelle nostre mani. In 77 giorni, abbiamo il potere di allontanare il nostro Paese dalla paura, dalla divisione e dalla piccolezza del passato. Abbiamo il potere di coniugare la nostra speranza con l'azione. Abbiamo il potere di ripagare l'amore, il sudore e il sacrificio delle nostre madri e dei nostri padri e di tutti coloro che ci hanno preceduto. Lo abbiamo fatto prima e possiamo farlo di nuovo. Lavoriamo come se le nostre vite dipendessero da questo. Continuiamo a far progredire il nostro Paese e andiamo più in alto - sì, più in alto - di quanto abbiamo mai fatto prima, mentre eleggiamo la prossima presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris e Tim Walz!". ------------------------------------------------- Se hai apprezzato questo articolo, se ritieni che il mio lavoro sia importante, non darlo per scontato: iscriviti al Blog, sostieni questo spazio indipendente. Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

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Il DNA sotto le unghie "resta per settimane"? Cosa dicono davvero gli studi. #Garlasco #QuartoGrado Si ripete che il DNA trovato sotto le unghie della vittima possa essere "DNA di fondo", depositato per contatto casuale anche giorni o settimane prima. La ricerca dice una cosa più precisa. Su unghia naturale, il DNA estraneo dura ore, non giorni. Le mani si lavano, sfregano, toccano: è l'ambiente peggiore per conservare DNA altrui. Negli esperimenti con decorso temporale: dopo un graffio, a ~6 ore il DNA estraneo resta solo nel 7% dei casi (Matte, FSI Genetics 2011); su DNA maschile sotto unghie femminili via Y-STR, lo stesso tipo di traccia del caso Poggi, a 5 ore si perdono tre profili su quattro (Iuvaro, Int J Legal Med 2018); la saliva liquida si trasferisce, ma a 24 ore è calata di centinaia di volte e un solo lavaggio la rimuove (Matte, Sci Justice 2023). Quando invece il DNA estraneo si trova su unghie naturali, viene da contatto ripetuto e ravvicinato: nelle coppie conviventi l'incidenza cresce con il tempo passato insieme (Malsom, FSI Genetics 2008). È rifornimento continuo, non un singolo deposito che "dura". L'unica eccezione che arriva a settimane: le unghie in gel. Incapsulato nello smalto cosmetico, il DNA è protetto da lavaggi e abrasione: dopo 14 giorni era ancora recuperabile in 6 mani su 8 (de Boer, FSI 2020). È l'unico studio che documenta persistenza "a settimane" sotto le unghie, ed è specifico per le unghie trattate. Ed ecco il caso Melania Rea. Sotto l'unghia della vittima fu trovato il DNA della sua estetista, dalla quale si era recata pochi giorni prima. Non è la prova che "il fondo dura settimane": è esattamente il meccanismo del gel. Una seduta estetica è manipolazione diretta e prolungata della zona ungueale, con deposito massiccio di materiale e, se si applicano gel o ricostruzioni, incapsulamento. È un evento cosmetico specifico, non DNA ambientale generico. Perché l'analogia con Chiara Poggi regge a una sola condizione: che la vittima avesse subìto poco prima un trattamento ungueale simile (gel, ricostruzione). Su unghie naturali e non trattate l'analogia salta. La prima domanda non è sul DNA, ma sul substrato dell'unghia. Due differenze che spesso si dimenticano: nel caso Rea era un profilo autosomico femminile completo, riconducibile a una persona e a un contatto recente documentato; sotto le unghie di Chiara è un aplotipo Y misto e parziale, marcatore di linea paterna condiviso da tutti i parenti maschi e da una quota di popolazione, non un'identificazione; sulle sessioni Y del 2014, quelle da cui provengono gli aplotipi confrontati, non fu eseguita la quantificazione del DNA: non si può "analizzare la quantità" di un dato mai prodotto. In sintesi: "il DNA sotto le unghie dura settimane" è vero solo per le unghie in gel; sulle unghie naturali il DNA estraneo da contatto casuale svanisce in ore. E in nessun caso la quantità consente di datare il deposito. La frase corretta non è "è di settimane fa" né "è del delitto", ma: non è databile, con l'aggiunta che su un'unghia naturale il DNA estraneo vecchio, semplicemente, tende a non esserci più. Fonti: Matte 2011 e 2023; Iuvaro 2018; Malsom 2008; de Boer 2020. Caso Rea: cronaca giornalistica.

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Ieri Marco Travaglio ha raggiunto l’apice a Otto e Mezzo con una serie di invenzioni senza nessuna base fattuale. Il contrario del giornalismo. Travaglio usa opinioni per piegare la realtà e scatenare odio verso difesa Ucraina e normalizzare tirannia russa. In un paese normale un giornalista che inventa fatti ( trovate ogni prova sotto) andrebbe sanzionato Ma siamo in italia e Ordine Nazionale dei Giornalisti non esiste. Facciamo un po’ fact checking: Trump dice in maniera sgarbata quello che gli USA fanno da 30 anni, ci hanno trascinati nello scontro con la Russia”. No: la guerra nasce da Mosca. 2014 Crimea e Donbass, 2022 invasione su larga scala. Gli USA reagiscono, non la iniziano. Dire che “ci hanno trascinati nello scontro” cancella un fatto di base: per 20 anni i governi UE hanno fatto di tutto per NON litigare con Mosca. Hanno aumentato commercio e dipendenza dal gas russo, convinti che “più affari = più pace”. È il contrario. Gas russo: nel 2010 era circa il 30% delle importazioni UE, prima della guerra è salito intorno al 45%. Se Washington “ci trascina allo scontro”, perché Europa e Italia hanno costruito la propria sicurezza energetica proprio su Gazprom? Nord Stream 1 portava 55 miliardi di m³ l’anno verso la Germania. Nord Stream 2 avrebbe raddoppiato. Li hanno voluti Berlino e grandi utility tedesche, contro i richiami di Polonia, Baltici e anche USA. Altro che piano americano per litigare con Mosca. Dopo il 24 febbraio 2022 l’UE fa la brusca sterzata: taglia la quota di gas russo, aumenta rigassificatori e forniture alternative, oggi discute il phase-out completo da gas e GNL di Mosca. Non è “voglia di guerra”: è la corsa tardiva a uscire da una dipendenza folle. L’Italia è uno dei Paesi più gas-dipendenti d’Europa. I governi di ogni colore hanno firmato per anni contratti con Gazprom proprio per avere energia a basso costo e non litigare con Putin. Oggi paghiamo il conto di quella miopia, non di un complotto USA. Stesso schema con la Cina. Nel 2019 il governo Conte firma l’adesione italiana alla via della seta: unico Paese del G7. Non ce lo impone Washington, è una scelta nostra, inseguendo promesse di investimenti facili e porti “strategici” sotto influenza cinese. Tra 2023 e 2024 usciamo dalla via della seta. Non perché vogliamo “la guerra con la Cina”, ma perché il memorandum non porta i vantaggi sperati e aumenta squilibri e vulnerabilità. Intanto l’UE parla di de-risking: meno dipendenza, non rottura totale. Dentro questo quadro Travaglio santifica Trump: sarebbe solo “più sgarbato” ma direbbe la verità. In realtà Trump ha messo in discussione l’articolo 5 della NATO, ha detto che “incoraggerebbe” la Russia ad attaccare i Paesi alleati che non spendono abbastanza. Oggi il suo piano per l’Ucraina è semplice: Kyiv rinuncia alla NATO e cede territori occupati in cambio di una tregua. È esattamente ciò che vuole il Cremlino: congelare il fronte, tenersi le conquiste e ripartire quando conviene. Nel racconto di Travaglio gli ucraini spariscono: tutto è sempre “USA vs Russia”, come se Kyiv fosse un burattino. Invece è un popolo che dal 2014 resiste a un’aggressione, e che rifiuta una pace scritta a Washington o Mosca sopra la sua testa. Putin nel 2021 pubblica un saggio sull’“unità storica di russi e ucraini” in cui nega di fatto la piena legittimità dell’Ucraina come Stato sovrano. Il contesto della guerra non è la NATO: è un progetto di restaurazione imperiale nello spazio post-sovietico. Morale: non sono gli USA ad averci trascinato allo scontro con la Russia. È la Russia che ha invaso. E sono stati i governi europei a costruire da soli le proprie trappole di dipendenza energetica e commerciale, illudendosi che l’autocrazia portasse stabilità. Dire che “da 30 anni gli USA ci trascinano nello scontro con la Russia” significa assolvere l’unico Paese che ha annesso territori in Europa e infantilizzare l’Europa stessa, come se non avesse mai responsabilità proprie. Non è analisi: è una favola per il pubblico di casa.

Fabio Lazza

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Travaglio sul caso #FabrizioCorona #falsissimo #signorini #Mediaset #GrandeFratello -------------------------- - Avv. Andrea Perillo: A me #Corona inizia a starmi simpatico e sinceramente i suoi trascorsi giudiziari non mi fanno ne caldo ne freddo ... ma la mia sarà deformazione professionale, non faccio testo. Però, è un fatto che ha scontato la sua pena a differenza di tanti altri che ci fanno la morale tutti i giorni, seduti nelle poltrone delle TV che Corona accusa e addirittura alcuni siedono in Parlamento, pluricondannati senza aver fatto un giorno di carcere. Adesso il sig. Corona sta semplicemente facendo quello che faceva prima, scoop giornalistici, con la differenza che invece di rivendere i servizi li pubblica, quindi si è ravveduto, potremmo dire che il carcere ha recuperato il detenuto. Quello che è interessante è vedere come si muove la censura del sistema... perche se è vero che ci sono programmi TV dove per accedere i concorrenti devono subire violenze, ricatti, estorsioni e chi più ne ha più ne metta, allora quello che diciamo da tempo sull'informazione è vero... ancora ricordiamo cosa hanno fatto la stampa e le TV di regime nell'era della pandemenza, come hanno messo a tacere chi la pensava diversamente e come hanno fatto propaganda su ordine dei governi. E ancora lo fanno, adesso, in questo momento. La verità è che tutto è così, nel paese del clientelismo e della raccomandazione... non poteva essere che così anche nell'intrattenimento televisivo, dove girano montagne di soldi. Quindi cento di questi Corona, magari ce ne fossero altri ... utili a spazzare via il marciume della nazione... questa è una guerra sporca e come tale va combattuta. 👇👇👇

Sabrina F.

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Il nostro punto di …SVISTA Grande Fratello: Tra Ego, Sovrastima e il Naufragio della Professionalità La casa del Grande Fratello, teatro di intrighi, alleanze e tradimenti, sembra aver raggiunto un nuovo picco di grottesco. Sul web sta girando in modo virale il video dei sette “auto-proclamati protagonisti” – Ilaria, Tommaso, Lorenzo, Shaila, Jessica, Chiara e Maria Vittoria – intenti a discutere della loro strategia contro Helena. Un siparietto che lascia perplessi non tanto per il contenuto – un ricatto aperto nei confronti del pubblico e della produzione – quanto per il tono con cui si pongono, come se fossero i pilastri del programma. Un’autoinvestitura che stride con la realtà, dove il loro peso è tutt’altro che significativo. La frase emblematica arriva da Shaila: “Mi vergogno di stare qua, noi siamo professionisti, non carne da macello.” Ma su quale base si definiscono tali?.Il loro atteggiamento è l’ennesima dimostrazione di come il palcoscenico del Grande Fratello, che dovrebbe mettere alla prova caratteri e relazioni, sia diventato terreno fertile per coltivare ego smisurati e percezioni distorte della realtà. E allora viene da chiedersi: cosa ha dato loro la forza di ergersi a giudici supremi del programma, come se fossero i detentori morali delle sue sorti? La risposta sembra essere un gioco lasciato alla deriva, dove gli autori non solo hanno perso il controllo, ma sembrano complici di un circo che sconfina nel ridicolo. Il cuore del video è una minaccia esplicita: se Helena non viene eliminata, loro se ne andranno. Un teatrino che non è altro che un ricatto nei confronti di chi vota e di chi produce il programma. Ma ciò che rende tutto ancor più grave è la consapevolezza con cui queste dichiarazioni vengono fatte davanti alle telecamere, segno che non si tratta di uno sfogo spontaneo, ma di una mossa calcolata per attirare attenzione. Helena, bersaglio designato di questo branco, non è certo immune da errori, ma a differenza di chi la accusa non ha mai cercato di manipolare il gioco con ricatti o alleanze forzate. L’idea di chiedere in blocco la sua squalifica è la prova di quanto poco il gruppo abbia da offrire se non la distruzione di chi percepiscono come una minaccia. Gli autori sono complici di questo caos, sperando che alimenti l’audience, o hanno perso completamente il controllo? In entrambi i casi, il risultato è disastroso. Consentire che si crei un clima del genere nella casa non è solo un errore gestionale, ma un tradimento dello spirito del programma. Il Grande Fratello vive di interazione tra concorrenti e pubblico, non deliri di onnipotenza tra i partecipanti è un insulto al pubblico stesso. Questi nuovi “mostri” di egocentrismo si comportano come se il loro passaggio nel programma fosse una concessione al pubblico, e non il contrario. Ma la realtà è ben diversa: non hanno dato nulla alla televisione, né in termini di contenuti né di spessore umano. Il loro atteggiamento non è solo privo di professionalità – concetto che si arrogano senza alcun fondamento – ma rappresenta il punto più basso di una narrazione televisiva che dovrebbe essere fondata su autenticità e dinamiche credibili. Un programma che si rispetti dovrebbe essere in grado di contenere le derive narcisistiche dei suoi partecipanti. Il Grande Fratello, con il suo lungo passato televisivo, ha il dovere di mantenere la sua integrità, non di piegarsi ai capricci di chi crede di essere il centro dell’universo. Il pubblico premia autenticità, coerenza e un senso del gioco onesto. Helena merita di restare, non perché sia priva di colpe, ma perché non ha mai tentato di manipolare il sistema con ricatti o teatrini mal costruiti. Il quartetto (anzi, settetto) farebbe bene a rivedere il proprio copione. Grande Fratello Endemol Shine Italy #GrandeFratello #Heleners #zelena Alessandra_Ebbasta Alessandra Berta Striscia la notizia Il Messaggero Vanity Fair Italia Repubblica Corriere della Sera @MediasetTgcom2 Codacons #fuorigliautori #fuoriilpresentatore #fuorileopinioniste

Fuxia Magazine

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Dal 29 novembre 2026 entrerà in vigore lo standard Euro 7 per tutti i nuovi modelli di auto e furgoni, con l’obbligo di conformità per ottenere l’omologazione europea. Dal novembre 2027 l’obbligo sarà esteso a tutti i veicoli in vendita, inclusi quelli immessi sul mercato prima dell’entrata in vigore della norma. Per i veicoli pesanti le regole saranno diverse e le tempistiche successive, e ne parlerò in un prossimo video. Con l’obiettivo dichiarato di migliorare la qualità dell’aria e contrastare il cambiamento climatico, Euro 7 introduce limiti non solo alle emissioni di scarico, ma anche a quelle non di scarico. Pur lasciando invariati i limiti Euro 6 per i gas di scarico, per la prima volta vengono fissati limiti sul particolato prodotto da freni e pneumatici, dando vita al primo standard globale su questi aspetti, valido anche per i veicoli elettrici. La durata della conformità viene raddoppiata, fino a 10 anni o 200.000 km. Vengono inoltre rafforzati i requisiti sulle batterie di auto elettriche e ibride plug-in, che dovranno mantenere l’80% della capacità dopo 5 anni o 96.000 km e il 72% dopo 8 anni o 160.000 km. Saranno introdotti sistemi per impedire modifiche non autorizzate che aumentano le emissioni. Elemento centrale è l’introduzione del sistema OBM, un monitoraggio obbligatorio che combina sensori fisici e modelli di calcolo per stimare le emissioni anche in assenza di dati reali. Se le emissioni superano 2,5 volte i limiti di legge, o in caso di malfunzionamento, si attivano meccanismi automatici che possono comportare limitazioni delle prestazioni, obbligo di intervento o immobilizzazione del veicolo. I dati OBM saranno trasmessi via etere, in forma anonima, a produttori e autorità. In sintesi, Euro 7 introduce un controllo continuo e in tempo reale del veicolo per tutta la sua vita utile. In pratica, come avere un vigile seduto accanto in auto 24 ore su 24. Vi sembra normale? E soprattutto: è tollerabile in una democrazia? Nel prossimo video spiegherò cosa è previsto per i veicoli pesanti. Se trovi questo contenuto utile, segui la pagina, metti un like e condividi.

Francesca Donato

61,045 просмотров • 7 месяцев назад

🇺🇸 Guardate, Joe #Biden resterà in carica per altri 6 mesi, giorno più, giorno meno. Ma stanotte ha salutato l’America. Ho visto tanti discorsi di presidenti americani. E sarà forse l’aria rarefatta delle di notte, la nostalgia del futuro che sempre accompagna un addio. Ma davvero fatico a ricordarne uno simile. Sapete che c'é? Biden alla fine non ha neanche spiegato in dettaglio perché se ne va. Non ha citato i sondaggi negativi. Non ha parlato dei dubbi sulla sua salute. Non ha neanche mai fatto il nome di Donald Trump. Perché? Perché questo discorso non era pensato soltanto per noi, stanotte davanti ad uno schermo. È stato scritto pensando a chi dovrà rileggerlo fra trenta, quaranta, cinquant’anni. A chi dovrà rispondere alla domanda: chi è stato Joe Biden nella storia americana? Ecco, è stato un testamento. O in maniera più romantica: l’ultimo ballo da Presidente. Si è mosso bene, il "ragazzino balbuziente venuto da Scranton". È stato un lungo viaggio. Ne è valsa la pena, Joe, ne è valsa la pena. ------------------------------------------------------ "Cari concittadini, stasera vi parlo da dietro la Resolute Desk nello Studio Ovale. In questo spazio sacro, sono circondato dai ritratti di straordinari presidenti americani. Thomas Jefferson scrisse le parole immortali che guidano questa nazione. George Washington ci ha mostrato che i presidenti non sono re. Abraham Lincoln ci implorò di rifiutare l'animosità. Franklin Roosevelt ci ha ispirato a rifiutare la paura. Ho venerazione per questa carica, ma di più amo il mio Paese. È stato l'onore della mia vita servire come vostro Presidente. Ma la difesa della democrazia, che è in gioco, credo sia più importante di qualsiasi titolo. Traggo forza e trovo gioia nel lavorare per il popolo americano. Ma questo sacro compito di perfezionare la nostra unione non riguarda me, riguarda voi. Le vostre famiglie, il vostro futuro. Riguarda "We, the people". E non possiamo mai dimenticarlo. E io non l'ho mai fatto. Ho detto chiaramente che credo che l'America sia a un punto di svolta. In quei rari momenti della storia in cui le decisioni che prendiamo ora determinano il destino della nostra nazione e del mondo per i decenni a venire, l'America dovrà scegliere tra andare avanti o tornare indietro, tra speranza e odio, tra unità e divisione. Dobbiamo decidere: crediamo ancora nell'onestà, nella decenza, nel rispetto, nella libertà, nella giustizia e nella democrazia? In questo momento, possiamo vedere coloro con cui non siamo d'accordo non come nemici ma come, voglio dire, concittadini: possiamo farlo? Il comportamento nella vita pubblica è ancora importante? Credo che sappiate la risposta a queste domande perché conosco voi, il popolo americano, e so questo: siamo una grande nazione perché siamo un buon popolo. Quando mi avete eletto a questa carica, ho promesso di essere sempre onesto con voi, di dirvi la verità. E la verità, la sacra causa di questo Paese, è più grande di ognuno di noi. Quelli di noi che hanno a cuore questa causa la amano molto. La causa della stessa democrazia americana. Dobbiamo unirci per proteggerla. Nelle ultime settimane mi è apparso chiaro che devo unire il mio partito in questo impegno critico. Credo che i miei risultati come Presidente, la mia leadership nel mondo, la mia visione del futuro dell'America meritassero un secondo mandato. Ma niente, niente, può ostacolare la salvezza della nostra democrazia. Inclusa la personale ambizione. Ho quindi deciso che il modo migliore per andare avanti è passare il testimone a una nuova generazione. È il modo migliore per unire la nostra nazione. So che c'è stato un tempo e un luogo per i lunghi anni di esperienza nella vita pubblica. Ma c'è anche un tempo e un luogo per nuove voci, voci fresche, sì, voci giovani. E quel tempo e quel luogo sono adesso. Nei prossimi sei mesi mi concentrerò sul mio lavoro di presidente. Ciò significa che continuerò a ridurre i costi per le famiglie che lavorano duramente e a far crescere la nostra economia. Continuerò a difendere le nostre libertà personali e i nostri diritti civili, dal diritto di voto al diritto di scelta. Continuerò a denunciare l'odio e l'estremismo, chiarendo che in America non c'è posto, non c'è posto, per la violenza politica o per qualsiasi altra violenza. Punto. Continuerò a parlare per proteggere i nostri figli dalla violenza delle armi, il nostro pianeta dalla crisi climatica come minaccia esistenziale. Continuerò a lottare per il mio Cancer Moonshot, per porre fine al cancro come lo conosciamo, perché possiamo farlo. Chiederò la riforma della Corte Suprema perché è fondamentale per la nostra democrazia, la riforma della Corte Suprema. Continuerò a lavorare per garantire che l'America rimanga forte, sicura e leader del mondo libero. Sono il primo Presidente di questo secolo a dichiarare al popolo americano che gli Stati Uniti non sono in guerra in nessuna parte del mondo. Continueremo a radunare una coalizione di nazioni orgogliose per impedire a Putin di conquistare l'Ucraina e fare altri danni. Continueremo a rafforzare la NATO e la renderò più potente e più unita che mai nella nostra storia. Continuerò a fare lo stesso per i nostri alleati nel Pacifico. Sapete, quando ho assunto l'incarico, la saggezza convenzionale era che la Cina avrebbe inevitabilmente superato gli Stati Uniti. Non è più questo il caso. E continuerò a lavorare per porre fine alla guerra a Gaza, riportare a casa tutti gli ostaggi e portare pace e sicurezza in Medio Oriente e porre fine a questa guerra. Stiamo anche lavorando 24 ore su 24 per riportare a casa gli americani ingiustamente detenuti in tutto il mondo. Abbiamo fatto tanta strada dal mio insediamento. Quel giorno, mentre ero in piedi in quell'inverno, vi ho detto che siamo in un inverno di pericoli e in un inverno di possibilità. Pericolo e possibilità. Eravamo nel mezzo della peggiore pandemia del secolo. La peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione. Il peggior attacco alla nostra democrazia dai tempi della Guerra Civile. Ci siamo uniti come americani. L′abbiamo superata. Ne siamo usciti più forti, più prosperi e più sicuri. Oggi abbiamo l'economia più forte del mondo, che ha creato quasi 16 milioni di nuovi posti di lavoro - un record. I salari sono aumentati, l'inflazione continua a scendere, il divario di ricchezza razziale è il più basso degli ultimi 20 anni. Stiamo letteralmente ricostruendo l'intera nazione, le comunità urbane, suburbane, rurali e tribali. L'industria manifatturiera è tornata in America. Stiamo di nuovo guidando il mondo in termini di chip, scienza e innovazione. Abbiamo finalmente battuto Big Pharma dopo tutti questi anni per abbassare il costo dei farmaci da banco per gli anziani. E continuerò a lottare per far sì che i costi si abbassino per tutti, non solo per gli anziani. Oggi in America ci sono più persone che hanno l'assistenza sanitaria che mai. Ho firmato una delle leggi più significative per aiutare milioni di veterani e le loro famiglie che sono stati esposti a sostanze tossiche. La legge sul clima più significativa di sempre nella storia del mondo. La prima importante legge sulla sicurezza delle armi in 30 anni. E oggi, il tasso di criminalità violenta è ai minimi degli ultimi 50 anni. Stiamo anche mettendo in sicurezza il nostro confine. Gli attraversamenti della frontiera sono più bassi oggi rispetto a quando la precedente amministrazione ha lasciato l'incarico. Ho mantenuto l'impegno di nominare la prima donna di colore alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America. Ho anche mantenuto l'impegno di avere un'amministrazione che assomigli all'America e di essere un presidente per tutti gli americani. Questo è ciò che ho fatto. Mi sono candidato alla presidenza quattro anni fa perché credevo e credo tuttora che fosse in gioco l'anima dell'America. Era in gioco la natura stessa di ciò che siamo. È ancora così. L'America è un'idea. Un'idea più forte di qualsiasi esercito, più grande di qualsiasi oceano, più potente di qualsiasi dittatore o tiranno. È l'idea più potente della storia del mondo. L'idea è che queste verità sono per noi inconfutabili. Siamo tutti creati uguali, dotati dal nostro creatore di alcuni diritti inalienabili: vita, libertà, ricerca della felicità. Non siamo mai stati pienamente all'altezza di questa idea sacra, ma nemmeno l'abbiamo abbandonata. E non credo che il popolo americano se ne allontanerà ora. Tra pochi mesi, il popolo americano sceglierà il corso del futuro dell'America. Io ho fatto la mia scelta. Ho reso note le mie opinioni. Vorrei ringraziare la nostra grande vicepresidente, Kamala Harris. Ha esperienza, è tenace, è capace. È stata un'incredibile partner per me e una leader per il nostro Paese. Ora la scelta spetta a voi, popolo americano. Quando farete questa scelta, ricordate le parole di Benjamin Franklin appese alla mia parete qui nello Studio Ovale, accanto ai busti del Dr. King, di Rosa Parks e di Cesar Chavez. Quando a Ben Franklin fu chiesto, uscendo dalla convention in corso, se i fondatori avessero dato all'America una monarchia o una repubblica, la risposta di Franklin fu: “Una repubblica, se riuscite a mantenerla”. Una repubblica, se riuscite a mantenerla. Se riusciremo a mantenere la nostra repubblica è ora nelle vostre mani. Cari concittadini, è stato il privilegio della mia vita servire questa nazione per oltre 50 anni. In nessun altro luogo al mondo un ragazzino balbuziente di umili origini proveniente da Scranton, Pennsylvania, e Claymont, Delaware, avrebbe potuto sedere un giorno dietro la Resolute Desk nello Studio Ovale come Presidente degli Stati Uniti. Ma eccomi qui. Ecco cosa c'è di così speciale nell'America. Siamo una nazione di promesse e di possibilità. Di sognatori e di persone che fanno. Di americani comuni che compiono cose straordinarie. Ho dato il mio cuore e la mia anima alla nostra nazione, come molti altri. E in cambio sono stato benedetto un milione di volte dall'amore e dal sostegno del popolo americano. Spero che abbiate un'idea di quanto io sia grato a tutti voi. Il bello dell'America è: qui non governano re e dittatori, il popolo lo fa. La storia è nelle vostre mani. Il potere è nelle vostre mani. L'idea dell'America è nelle vostre mani. Dovete solo mantenere la fede - mantenere la fede - e ricordare chi siamo. Siamo gli Stati Uniti d'America e non c'è niente, niente, che superi le nostre capacità quando lo facciamo insieme. Quindi agiamo insieme, preserviamo la nostra democrazia. Dio vi benedica tutti e possa Dio proteggere le nostre truppe. Grazie". ---------------------------------------------------- Se hai apprezzato il mio lavoro, ti chiedo di sostenerlo tramite iscrizione al Blog: Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

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🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇺🇸🇪🇺 Attenzione. Messaggio alla nazione di Volodymyr Zelensky. Un intervento drammatico del presidente ucraino. Ennesima prova di orgoglio e di straordinario coraggio del leader di Kyiv. E, cosa più importante, richiesta di compattezza alla società ucraina dinanzi a uno dei momenti più difficili della storia della nazione. Ho tradotto il suo discorso integralmente per voi. Merita davvero. Buona lettura a tutti. "Ucraini! Ucraine! Nella vita di ogni nazione arriva un momento in cui tutti devono parlare. Onestamente. Tranquillamente. Senza invenzioni, dicerie, pettegolezzi, senza nulla di superfluo. Così come è. Così come cerco sempre di parlare con voi. Adesso è uno dei momenti più difficili della nostra storia. Ora la pressione sull’Ucraina è una delle più pesanti. Ora l’Ucraina può trovarsi davanti a una scelta molto difficile. O la perdita della dignità, o il rischio di perdere un partner chiave. O 28 punti difficili, oppure un inverno estremamente duro - il più duro - e ulteriori rischi. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. E perché dovremmo credere a chi ci ha già attaccato due volte. Ci si aspetterà da noi una risposta. Anche se in realtà io l’ho già data. Il 20 maggio 2019, quando, giurando fedeltà all’Ucraina, in particolare ho detto: “Io, Volodymyr Zelensky, eletto dalla volontà del popolo Presidente dell’Ucraina, mi impegno con tutte le mie azioni a difendere la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, a sostenere i diritti e le libertà dei cittadini, ad attenermi alla Costituzione e alle leggi dell’Ucraina, a svolgere i miei doveri nell’interesse di tutti i concittadini, ad accrescere l’autorità dell’Ucraina nel mondo”. Per me non è una formalità protocollare per forma - è un giuramento. E ogni giorno rimango fedele a ciascuna delle sue parole. E non lo tradirò mai. L’interesse nazionale ucraino deve essere preso in considerazione. Non faremo dichiarazioni roboanti, lavoreremo tranquillamente con l’America e con tutti i partner. Ci sarà una ricerca costruttiva di soluzioni con il nostro principale partner. Presenterò argomenti, convincerò, proporrò alternative, ma di certo non daremo al nemico motivi per dire che è l’Ucraina a non volere la pace, che è lei a sabotare il processo e che è l’Ucraina a non essere pronta alla diplomazia. Questo non accadrà. L’Ucraina lavorerà rapidamente. Oggi, sabato e domenica, per tutta la settimana prossima e per tutto il tempo che sarà necessario. Per 24 ore al giorno, sette giorni su sette, mi batterò affinché tra tutti i punti del piano non vengano tralasciati almeno due - la dignità e la libertà degli ucraini. Perché proprio su questo si basa tutto il resto - la nostra sovranità, la nostra indipendenza, la nostra terra, la nostra gente. E il futuro ucraino. Faremo e dobbiamo fare tutto affinché il risultato sia la fine della guerra e non la fine dell’Ucraina, non la fine dell’Europa e del mondo globale. Poco fa ho parlato con gli europei. Contiamo sugli amici europei, che certamente capiscono che la Russia non è lontana, che è proprio accanto ai confini dell’UE, che l’Ucraina ora è l’unico scudo che separa la vita europea confortevole dai piani di Putin. Ricordiamo: l’Europa è stata con noi. Crediamo: l’Europa sarà con noi. L’Ucraina non deve rivivere il déjà-vu del 24 febbraio, quando si aveva la sensazione di essere soli. Quando nessuno poteva fermare la Russia, tranne la nostra gente eroica, che come un muro si oppose all’esercito di Putin. E ovviamente ci faceva molto piacere quando il mondo diceva: gli ucraini sono incredibili; Dio, come sono gli ucraini, come combattono, come lottano; che titani che sono! Ed è vero. Assolutamente. Ma l'Europa e il mondo intero devono capire anche un’altra verità: che gli ucraini sono prima di tutto persone, e da quasi quattro anni dall’invasione su larga scala resistiamo a uno dei più grandi eserciti del mondo, e teniamo una linea del fronte di migliaia di chilometri, e il nostro popolo ogni notte subisce bombardamenti, attacchi missilistici, colpi balistici e attacchi degli Shahed. E la nostra gente ogni giorno perde qualcuno dei propri cari, e il nostro popolo vuole moltissimo che la guerra finisca. Noi, ovviamente, siamo di acciaio. Ma qualsiasi metallo, anche il più resistente, può non reggere. Non dimenticatelo, siate con l’Ucraina, siate con la nostra gente, e quindi siate con la dignità e la libertà! Cari ucraini, ricordate quel primo giorno della guerra. La maggior parte di noi fece una scelta. Una scelta a favore dell’Ucraina. Ricordate i nostri sentimenti allora. Com’era? Buio, rumoroso, difficile, doloroso, per molti - spaventoso, ma il nemico non vide le nostre schiene che fuggivano. Vide i nostri occhi, pieni della volontà di combattere per ciò che è nostro. Questa è la dignità. Questa è la libertà. Ed è davvero la cosa più spaventosa che possa esistere per la Russia - vedere l’unità degli ucraini. Allora la nostra unità era diretta a proteggere la nostra casa dal nemico. E ora l’unità ci serve come mai prima, affinché nella nostra casa ci sia una pace dignitosa. Mi rivolgo ora a tutti gli ucraini. La nostra gente, i cittadini, i politici - tutti. Bisogna raccogliersi. Riprendere lucidità. Smettere il litigio. Smettere i giochi politici. Lo Stato deve lavorare. Il Parlamento di un Paese in guerra deve lavorare unito. Il governo di un Paese in guerra deve lavorare efficacemente. E tutti noi insieme dobbiamo non dimenticare e non confondere chi oggi è il nemico dell’Ucraina. Ricordo come nel primo giorno della guerra vari emissari mi portavano diversi piani, punti, c’erano ultimatum riguardo alla fine della guerra. Dicevano: o così, o niente. O firmate questo, oppure vi elimineranno semplicemente e al vostro posto lo firmerà “il facente funzione di Presidente dell’Ucraina”. Com’è finita è noto. Molti di questi emissari sono diventati parte del fondo scambi e sono stati mandati insieme alle loro proposte e ai loro punti “a casa, nel porto natio”. Io non ho tradito l’Ucraina allora, sentivo chiaramente alle mie spalle il sostegno di ognuno. Di ognuno di voi. Di ogni ucraino, ucraina, di ogni soldato, ogni volontario, ogni medico, diplomatico, giornalista, di tutto il nostro popolo. Non abbiamo tradito l’Ucraina allora, non lo faremo ora. E so con certezza che in questo momento, davvero uno dei più difficili della nostra storia, non sono solo. Che gli ucraini credono nel loro Stato, che siamo uniti. E in tutti i formati dei futuri incontri, discussioni, negoziati con i partner mi sarà molto, molto più facile ottenere una pace dignitosa per noi e convincerli, sapendo al cento per cento questo: che dietro di me c’è il popolo dell’Ucraina. Milioni dei nostri cittadini che hanno dignità, che lottano per la libertà e che hanno meritato la pace. Tutti i nostri eroi caduti, che hanno dato la loro vita per l’Ucraina, che ora sono in cielo e che hanno meritato di vedere da lassù che i loro figli e nipoti vivranno in una pace dignitosa. E questa pace ci sarà. Dignitosa, efficiente, duratura. Cari ucraini, la prossima settimana sarà molto difficile, ricca di eventi. Voi siete un popolo adulto, intelligente, consapevole, che lo ha dimostrato più volte. E che capisce che in questo periodo ci sarà molta pressione - pressione politica, informativa, di ogni tipo. Per indebolirci. Per dividerci. Il nemico non dorme e farà tutto affinché noi non ce la facciamo. Glielo permetteremo? Non ne abbiamo il diritto. E ce la faremo. Perché chi vuole distruggerci ci conosce male. Non capisce chi siamo davvero, cosa siamo, per cosa lottiamo, che persone siamo. Non a caso celebriamo a livello di festa nazionale il Giorno della Dignità e della Libertà. Questo dice chi siamo. Quali sono i nostri valori. Lavoreremo sul campo diplomatico per la nostra pace. Dobbiamo lavorare uniti dentro il Paese per la nostra pace. Per la nostra dignità. Per la nostra libertà. E credo, e so, di non essere solo. Con me ci sono il nostro popolo, la società, i soldati, i partner, gli alleati, tutti i nostri cittadini. Degni. Liberi. Uniti. Buon Giorno della Dignità e della Libertà! Gloria all’Ucraina!" Se hai apprezzato questa traduzione, se pensi che difficilmente avresti potuto trovarla altrove, ti chiedo di premiare il mio impegno: Iscriviti al Blog: E se sei già a bordo, valuta una piccola donazione. Può fare davvero la differenza. Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

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Se qualcuno poteva illudersi che l’ultima “fatica” di Marco Travaglio sulla guerra in Ucraina potesse in qualche modo deragliare dai binari della becera propaganda filorussa sulla quale l’intero team del Il Fatto Quotidiano si è mosso finora, dalla sguaiata apparizione di ieri sera su La7 del Direttore, ospite di Massimo Gramellini, avrà capito che aprendo il volumetto in uscita domani, non troverà altro che la consueta infinita sequela di menzogne, oltre ai soliti ribaltamenti della realtà. Commentare mezz’ora di veleno e idiozie è in realtà inutile e poco salutare per chi lo fa. Ma per dare un’idea del livello di deriva intellettiva, di delirio allucinogeno raggiunto dal nostro, ho voluto riportare i primi 5 minuti di intervista, i quali ben riassumono quanto lontano Travaglio sia dai principi di etica, deontologia ed onestà intellettuale. La prima chicca la apprendiamo già dopo un minuto, nel momento in cui spiega che la guerra dura in realtà dal 2014, periodo durante il quale “gli aggressori e gli aggrediti si sono invertiti”. Ebbene no: gli aggressori del 2014 sono gli stessi del 2022 e la vittima è in entrambi i casi quell’Ucraina i cui territori sono stati invasi. Quella del 2014 fu una vera e propria prima invasione russa, avvenuta (subito dopo la presa della Crimea) in una prima fase con 50.000 miliziani che hanno trasformato proteste pacifiche in una guerra e poi con l’ingresso in ucraina delle truppe regolari russe senza insegne. Gli stessi occupanti dell’epoca lo hanno confermato, rilasciando interviste e scrivendo libri. D’altra parte anche i vertici delle autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk erano praticamente tutti russi e non ucraini, ed avevano contatti diretti con il Cremlino, dal quale prendevano ordini, come confermato dalla sentenza sull’abbattimento del volo Malaysia Airlines MH17. Inoltre lo stesso Putin ha ammesso nel 2016 l’intervento dei militari di Mosca nel Donbass. L’idea che quella delle regioni dell’est fosse una guerra civile e che fossero gli ucraini a bombardare (comunque senza mai aggredire la Russia) è una tesi che nemmeno gli alleati di Putin sostengono. Tranne il più fedele tra loro, Marco Travaglio, appunto. Altra squallida mistificazione è quella relativa agli accordi di pace che Russia e Ucraina sarebbero stati sul punto di firmare in Turchia, ma che sarebbero stati sabotati dall’Occidente. A smentirlo c’è, carte alla mano, il New York Times, che le bozze di accordo delle quali Travaglio parla le ha pubblicate, rivelando un non proprio trascurabile dettaglio che il direttore omette. A far saltare l’accordo non furono i leader europei, Boris Johnson in testa. Ma la clausola inserita all’ultimo dalla delegazione russa con la quale, incredibilmente, si attribuiva proprio alla Russia il diritto di veto su un possibile intervento internazionale a sostegno dell’Ucraina in caso di invasione. Ma magari per Travaglio è normale che l’aggressore possa anche decidere se l’aggredito abbia il diritto di difendersi o no. Fa ridere anche l’affermazione secondo cui le “provocazioni” stiano non già in 10 anni di occupazione russa, ma nei tentativi dell’Ucraina di riprendersi i suoi territori. Anche da parte di quei nazionalisti ucraini che, secondo Travaglio, hanno avuto anche un ruolo determinante nel far naufragare gli accordi di Minsk. Giusto per rinfrescare la memoria di Travaglio, l’Ucraina cercò subito di dare seguito a Minsk 1 (2014), adottando già pochi giorni dopo la sottoscrizione una legge che di fatto ottemperava a diversi punti tra quelli previsti, soprattutto su autonomia, amnistia e includendo anche la tutela della lingua russa, ottenendo in risposta delle elezioni farsa convocate dalle regioni separatiste (controllate da Mosca), che contribuirono a far saltare il cessate il fuoco. Dopo Minsk II (2015) l’Ucraina approva la legge sui distretti delle regioni orientali alle quali applicare la riforma sulla decentralizzazione e approva con un primo passaggio parlamentare la riforma costituzionale sull’autonomia. Gli accordi però si arenano nuovamente, quando i separatisti rinviano le elezioni al 2018. Elezioni che poi si svolgeranno nuovamente in violazione delle regole OSCE. La Russia inoltre non ha mai tenuto fede alla sua parte degli accordi, ripristinando il controllo ucraino sui confini del Donbass. Chi abbia fato saltare Minsk mi pare piuttosto chiaro e non sono stati gli ucraini. E poi via a parlare delle milizie filonaziste di Kyiv “con le svastiche”, dimenticando che quelle milizie, al di là del simbolismo che adotta qualche suo membro (una nettissima minoranza) nei fatti difendono il loro paese, mentre quelle di Mosca, che alle svastiche, alternano una Z, si comportano anche da veri nazisti. Cosa della quale Travaglio stranamente non parla mai. Da notare la battuta nella quale il direttore, parlando del futuro di Zelensky, dice che a decidere sarà il popolo. “Ci hanno detto che l’Ucraina è una democrazia”, ironizza viscidamente. Che poi forse è proprio quella la ragione di tanto disprezzo.

Marco Setaccioli

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ECCO COME E' INIZIATA LA GUERRA IN UCRAINA E NON E' STATA COLPA DELLA RUSSI ..parla #JeffreySachs Come sapete, Viktor Yanukovich fu eletto nel 2010 con una piattaforma basata sulla neutralità. La Russia non aveva alcun interesse territoriale nè alcun piano su un'occupazione dell'Ucraina. lo so perché ero lì in quegli anni.Quello che la Russia stava negoziando era semplicemente il rinnovo di un contratto di locazione di 25 anni fino al 2042 per la base Navale di Sebastopoli, tutto qui, nessuna rivendicazione sulla Crimea, nessun piano per il Donbass. Nulla di tutto questo. L'idea che Putin stesse cercando di ricostruire l'impero Russo è pura propaganda infantile… Scusatemi, ma chiunque conosca la storia giorno per giorno, anno per anno sa che questa è una sciocchezza assoluta. Eppure la propaganda infantile sembra funzionare meglio delle analisi serie. La realtà e gli Stati Uniti decisero che Yanukovich doveva essere rovesciato, e queste si chiamano "operazioni di regime change". Gli Stati Uniti ne hanno condotto circa un centinaio in giro per il mondo, molte nei vostri paesi, molte in altre parti del pianeta . Questo è il lavoro della CIA, è ciò che fa per vivere. Per favore, sappiatelo: è un tipo di politica estera molto particolare. Negli Stati Uniti se non ti piace l'altra parte, non negozi con loro,cerchi di rovesciarli. Preferibilmente con operazioni sotto copertura, e se non funziona sotto copertura, lo fai apertamente. E ovviamente dici sempre che non è colpa tua, loro sono gli aggressori, loro sono il nemico, sono Hitler. E quest'etichetta viene tirata fuori ogni due o tre anni. Prima era Saddam Hussein, poi Assad, poi Putin, è un sistema molto conveniente… Questa è l'unica spiegazione di politica estera che viene data al popolo americano, sempre la stessa storia. Siamo di fronte a Monaco 1938, ogni volta è Monaco 1938. Non si può parlare con l'altra parte perché sono nemici implacabili e malvagi, questo è l'unico modello di politica estera che sentiamo ripetere dai nostri mass media. E i mass media lo ripetono interamente, perché sono completamente asserviti al governo degli Stati Uniti. Nel 2014 gli Stati Uniti hanno lavorato attivamente per rovesciare Yanukovich, tutti conoscono la telefonata intercettata della mia collega della Columbia University Victoria Nuland e dell’ambasciatore statunitense Peter Piatt. Non esiste prova migliore di questa, i russi intercettarono la chiamata e la pubblicarono su internet, ascoltatela, è affascinante. E per inciso conosco tutte queste persone, e indovinate? Dopo quella telefonata tutti loro sono stati promossi nell’amministrazione Biden. ora il sistema funziona così. Quando scoppiò Maidan fui contattato immediatamente: "professor Sachs, il nuovo primo ministro ucraino vorrebbe incontrarla per discutere della crisi economica". Dopotutto sono piuttosto esperto in materia. Quindi presi un volo per Kiev, mi portarono in giro per Maidan, e mi dissero apertamente che gli Stati Uniti avevano finanziato tutto. Quella che c'è stata venduta come la "spontanea rivoluzione della dignità"... Signore e signori, per favore... Da dove vengono tutti quei media improvvisamente operativi? Da dove arriva tutta quell'organizzazione? Da dove sbucano sbucano tutti quegli autobus pieni di manifestanti? Da dove arrivano tutte quelle persone moblilitate? Scherziamo? Questo è stato un progetto organizzato. E non è affatto un segreto, tranne che per i cittadini d'Europa e degli Stati Uniti. Tutti gli altri lo capiscono perfettamente. GRAZIE Kasper Reloaded Ω 🇷🇺🇵🇸🇮🇷🇸🇾

Ortigia-PR

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Una Cerimonia di Apertura caotica, a tratti molto dispersiva. Una Senna protagonista, una gran dose di grandeur (toh, che strano). Un pizzico di eleganza poi scemata nel trash. La sfilata sui battelli un po' troppo caciara da gita scolastica. Mattarella stoico, tutto bagnato, applaude l'Italia. Quanto gli si vuol bene al Presidente. Tamberi che perde la fede in acqua, con voto 10 allo sfottò simil incoraggiamento degli altri azzurri per Gimbo: "Perso un oro ne trovi un altro". A fare da architrave allo show del direttore artistico Thomas Jolly due messaggi: Parigi aperta al mondo e il voler vivere insieme. Bravo, ma forse troppo ambizioso (e non faccio la rima con noioso!). La pioggia, tanta. Si dirà: che sfiga. No, è una probabilità, non calcolarla vuol dire scadere nella presunzione. Atleti un po' troppo in secondo piano, i portabandiera quasi snobbati, alcuni nemmeno inquadrati (!). Poco rispetto per loro che sono i protagonisti? Sperando nei prossimi giorni non ci sia una epidemia di tosse, raffreddore &Co. Per i due tedofori CVD, come volevasi dimostrare, la scelta giustissima dei 2 supercampioni Marie-Josè Perec (atletica) e Teddy Riner (judo). Ma il gran finale è la botta emotiva, un vero cazzotto allo stomaco. Riabilita quasi tutta la Cerimonia e la consegna alla memoria storica dei sentimenti a cinque cerchi. Mon Dieu. Celine Dion è sulla Tour Eiffel e canta l'Inno all'Amore di Edith Piaf. Ai Giochi di Atlanta 1996 si era esibita nell'inno ufficiale The Power Of Dream. Confesserà poi che stava già male, debilitata. Anni dopo le avrebbero diagnosticato la sindrome neurologica "della persona rigida". Costretta ad allontanarsi dai riflettori. Non cantava in pubblico da 4 anni. Una esibizione da BRIVIDI. Lei che canta proprio quella canzone* di Edith Piaf. Ah, Paris! * Romanticismo&sport. La canzone Inno all'Amore ha un legame (tragico) con lo sport. Scritta da Edith Piaf dopo la morte del suo grande amore Marcel Cerdan, leggendario pugile francese #OpeningCeremony #Paris2024 #Parigi2024

Lia Capizzi

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