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#ChiaraFerragni non si scuserà. Col favore mediatico, è passata x “sbadata”, un errore di comunicazione capita. Ma quella beneficenza “opaca” era verso reparto oncologico pediatrico. E ha intaccato la credibilità di chiunque voglia aiutare davvero #Belve

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Oggi sul Fatto analizzo altri tre casi che riguardano la beneficenza e Ferragni. Il primo. La settimana scorsa si era parlato della bambola Trudi con le fattezze di Chiara Ferragni il cui ricavato doveva andare in beneficenza a un’associazione contro il bullismo. L’associazione dice di non aver ricevuto nulla, la TBS di Chiara Ferragni ha diffuso un comunicato in cui dice che hanno invece effettuato la donazione e che, come da loro correttamente comunicato ai tempi, SOLO il ricavato delle vendite sull’e-commerce di Ferragni andava in beneficenza, non il ricavato delle vendite nei negozi e su Amazon. È facile capire che il tutto è di partenza discutibile, perché noi non sappiamo quante bambole fossero in vendita sul sito di Ferragni. Potevano essere 10 o 1 milione e da quelle dipendeva la somma da dare in beneficenza. Considerato poi che sono andate esaurite in 5 ore o ne hanno vendute tantissime in poco tempo o forse erano pochine. Come mai nel comunicato di TBS non specificano l’entità della donazione, visto che ora vogliono essere trasparenti e sono -dicono- in buona fede? Seconda cosa ancora più importante. Nel comunicato stampa di TBS si dice che nel 2019 la comunicazione è avvenuta correttamente. Non è vero. Sul sito Blonde salad in effetti è corretta, ma come al solito diventa fumosa su altri canali, soprattutto quelli diretti di Ferragni. Nel video che allego e diffuso da lei online ad esempio l’influencer informa i follower che si assocerà a questa organizzazione (?), IL RICAVATO della vendita delle bambole (non specifica “solo sul suo sito”) andrà in beneficenza e suggerisce di acquistarle anche sul sito di Trudi e da altri rivenditori. Il risultato come sempre è una comunicazione fuorviante, ripresa dai più grandi giornali in modo altrettanto fuorviante per il consumatore. (il corriere per esempio, parla di ricavato della vendita in beneficenza, genericamente) Insomma, da anni lo schema in varie operazioni era simile: operazione commerciale da cui lei guadagna un sacco di soldi. Beneficenza che in proporzione sono briciole. Comunicazione confusa che induce il consumatore a pensare che comprando un prodotto la somma da donare aumenti. Reputazione smaltata. Altro che errore di comunicazione. Era tutto pensato molto bene.

Selvaggia Lucarelli

723,765 просмотров • 2 лет назад

La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. Non è un imprevisto, era previsto: da mesi si sono esercitati anche per questo. Perché non sono esagitati, non sono avventurieri in gita: sono donne e uomini che rappresentano la parte migliore di questo mondo, quella che crede nel valore delle missioni civili e della non violenza. La Global Sumud Flotilla aveva due obiettivi dichiarati. Il primo: aprire gli occhi del mondo su Gaza, sottolineando la complicità dei governi che da anni tollerano e sostengono il blocco mentre si consuma un genocidio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Oggi nessuno può più dire di non sapere, nessuno può più nascondersi dietro il silenzio. Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo. Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano. È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita. La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque. #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

16,946 просмотров • 11 месяцев назад