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Ana Sayfaya Dön

Da un’ idea di Enzo B. Moretti, sotto lauta compensa, mi è stato commissionato questo video. Querele ne abbiamo? Avv. Fabrizio Gallo Quarto Grado #QuartoGrado #Garlasco

19,376 görüntüleme • 7 ay önce •via X (Twitter)

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Benzer Videolar

«La Banca Centrale Europea non potrebbe né andare in bancarotta né rimanere senza soldi anche se dovesse subire perdite per quanto riguarda la montagna di obbligazioni da molti miliardi di euro che ha acquistato nell'ambito dei suoi programmi di stimolo. In qualità di unico emittente dell'euro, l'Eurosistema sarà sempre in grado di generare liquidità aggiuntiva se necessario. Quindi, per definizione, la BCE non può fallire né rimanere senza soldi». A dirlo è stata la presidente della BCE, Christine Lagarde. I milioni di poveri, di disoccupati, di inattivi, la carenza di posti letto negli ospedali, di medici, di infermieri, il crollo dei ponti per la mancata manutenzione da parte dei privati ai quali è stato svenduto un monopolio naturale, i tetti delle scuole che cadono a pezzi, i mancati interventi davanti all'esplosione dei costi energetici non sono colpa del destino cinico e baro. Sono frutto di deliberate scelte politiche. Quando ci dicono che mancano i soldi, semplicemente mentono. Una Banca Centrale sotto il controllo del Tesoro può fare tecnicamente qualsiasi cosa: può essere un prestatore di ultima istanza per tenere sotto controllo i tassi di interesse sui Titoli di Stato di un Paese. Può accettare una perpetuità, cioè un titolo di Stato irredimibile e a tasso zero. Può cancellare i titoli di Stato che ha in pancia. Può accreditare la valuta emessa direttamente sul conto della tesoreria di Stato senza richiedere a fronte di tale accredito l’emissione di altro debito. Si tratta esclusivamente di volontà politica. L’Italia, a differenza di altri Paesi come la Germania, non ha mai fatto default sul proprio debito. L’Italia ha pagato dal divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro quasi 3.000 miliardi di interessi passivi sul debito. L’Italia ha fatto 26 anni di avanzi primari dal 1992 (circa 1.000 miliardi di euro). L’Italia è da sempre contribuente netta della UE (cica 120 miliardi di euro negli ultimi 20 anni) e continua a esserlo anche col Recovery Fund (un MES non riformato che ce l'ha fatta). Il problema non è la mancanza di soldi, ma la cessione della sovranità, non solo monetaria, ma anche politica e fiscale, attraverso il vincolo esterno. A farlo è stata la peggior classe politica della storia d'Italia. Quella degli ultimi 40 anni. Per questo è necessario lavorare passo dopo passo affinché l’Italia riacquisti la propria sovranità rompendo le catene del vincolo esterno.

Gilberto Trombetta

72,009 görüntüleme • 2 yıl önce

Ieri sera, con incredibile candore, e senza alcuna reazione da parte di chi l'ascoltava, #Prodi ha confessato: ha espresso chiaramente la sua idea di #Europa o, meglio, la sua idea di #UE. Testualmente: «bisogna partire dall'accordo fra la #Francia e la #Germania con DIETRO l'#Italia: questa era l'europa quando funzionava. Se non è questo, è chiaro che non si riesca ad andare avanti». Fossi stato io a dialogarci, gli avrei domandato: - cosa intende con "dietro"? - cosa intende con "funzionare"? - cosa inende con "avanti"? Perché la questione è tutta qui: esiste una classe dirigente (di cui #RomanoProdi è espressione, ma non da solo: pensate a #Draghi che ieri sera Romano chiamava familiarmente e affettuosamente "Mario") che ritiene opportuno che il nostro Paese stia dietro ad alcuni altri. Tale posizionamento è utile al conseguimento di determinati obiettivi, a specifici "funzionamenti", che mandino "avanti" qualcuno che non siamo noi (noi restiamo, appunto, dietro). È un preciso approccio culturale prima che politico: a volerlo pensare in buonafede (e ce ne vuole, a mio avviso) quantomeno nutre una visione diffidente nei confronti del suo stesso Paese, non ci crede. A voler essere malfidati, invece, basterebbe ricordare (ancora una volta!) quello che ci promise: «Con l’#euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più». Di cosa abbiamo veramente bisogno? di chi? Dobbiamo affidarci agli uomini che rappresentano questa Europa in Italia? mi riferisco ai Prodi, ai #MarioDraghi, ai #Monti? o sperare finalmente di sganciarci da un apparato istituzionale, che fino a oggi ci ha asfissiato, sperando ti tornare a respirare aria fresca? Io non avrei alcun dubbio. Intanto, complimenti ancora a #Formigli per l'intervista a schiena dritta: l'ha messo veramente alle corte, un dialogo severo e spietato. Da un momento all'altro mi aspettavo gli domandasse qualcosa tipo: «Presidente, ha mai pensato di rimettersi in gioco, di scendere nuovamente in campo? avremmo tanto tanto bisogno di lei...».

Savino Balzano

90,481 görüntüleme • 1 yıl önce

🚨🪖🇺🇸🇮🇷 "HELP IS ON THE WAY" Facciamo una cosa. Senza impegno, fra una notizia e l'altra, pubblicherò gli aggiornamenti più interessanti dei trasferimenti di asset verso il Medio Oriente. Iniziamo da questo: gli Stati Uniti stanno dispiegando 6 E-3 AWACS in Europa come fase di transito prima di un probabile trasferimento in Medio Oriente. Non ho mai amato gli OSINT che parlano un linguaggio troppo tecnico, incomprensibile ai più. Allora tenterò di spiegare la situazione nella maniera più semplice possibile. In questo caso abbiamo un grande aereo capace di fare da occhi e cervello nel cielo. Questo aereo può vedere altri velivoli, droni o missili a più di 320 km di distanza. Al suo interno, operatori specializzati agiscono come fossero una torre di controllo volante: monitorano lo spazio aereo, avvisano se arriva un pericolo, dicono ai caccia dov’è meglio andare. L’E-3 è insomma una sorta di direttore d’orchestra. Senza di lui la musica della guerra può risultare caotica, andare fuori tempo. Ora, la domanda che i lettori del Blog conoscono bene: perché è importante? Perché dispiegare ben 6 esemplari di questi aerei in Iran invia un messaggio potente. Ricordiamo: l’Iran non è Gaza, non è il Libano. È un Paese vastissimo. Secondo la dottrina NATO, soltanto per coprire la costa meridionale e il confine occidentale, gli Stati Uniti hanno bisogno di dispiegare almeno quattro velivoli E-3 AWACS. Qui ne abbiamo potenzialmente 6. Capite bene che un movimento del genere suggerisce la preparazione a una campagna imponente. Vi terrò aggiornati in risposta a questo primo post. Il nome per questa rubrica improvvisata è scontato: "HELP IS ON THE WAY". Ps: chi apprezza il mio impegno, può sostenerlo in tre modi. 1) Iscrivendosi al Blog: 2) Scaricando l'app iPhone (soluzione consigliata nel caso dovessimo trovarci nella condizione di aprire una diretta): 3) Per chi è già a bordo, attraverso una donazione: E grazie a tutti, come sempre.

Dario D'Angelo

54,629 görüntüleme • 6 ay önce