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Esche mobili: 🚨 MASTERCLASS RUSSA: 88 DRONI COME ESCA PER ISKANDER! Invece di un semplice attacco di droni, la Russia ha usato esche economiche per localizzare, saturare la difesa aerea ucraina e poi colpirli con missili Iskander ad alta precisione. Il re sta scendendo in campo

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Sono sufficientemente amico dell’Ucraina per non rischiare di essere frainteso quando scrivo di essere tra i tanti che non concordano con la rimozione di Mykhailo Fedorov dal Ministero della difesa. Ho profondo rispetto per le dinamiche politiche interne di un paese sovrano, ma ritengo che questa mossa, compiuta nell’ambito di un rimpasto probabilmente necessario, rischi di causare più problemi di quanti ne risolva e di risultare incomprensibile al popolo, che, infatti, si sta già mobilitando. Si sa che all’origine dell’avvicendamento c’è lo scontro tra lo stesso Fedorov ed il Comandante in capo Oleksandr Syrsky e che gran parte delle questioni ruotano attorno alle commesse della Difesa, a loro volta collegate a due diverse concezioni della guerra. Facendo tesoro della sua esperienza da Ministro per l’Innovazione tecnologica, Fedorov ha premuto per un approccio asimmetrico e digitale. La sua filosofia parte dalla constatazione che con il costo di un singolo proiettile d'artiglieria tradizionale si possono acquistare 10 droni FPV ad alta precisione. Ha quindi spinto massicciamente per deviare fondi verso la produzione domestica di droni, guerra elettronica (EW) e software di tracciamento dati. Ha anche creato un "marketplace" digitale (DOT-Chain) dove le brigate al fronte possono ordinare direttamente i droni di cui hanno bisogno in base all'efficacia reale registrata sul campo (attraverso piattaforme di tracciamento dati come DELTA). Questo elimina la burocrazia centrale e premia i produttori ucraini più innovativi, un sistema che ha stimolato lo sviluppo tecnologico, fatto nascere centinaia di start-up e assicurato all’Ucraina un primato assoluto nel settore. Syrsky e lo Stato Maggiore ritengono che, per quanto utili, i droni non possano sostituire la potenza di fuoco pesante e la tenuta della linea di fronte che solo l'artiglieria convenzionale e i sistemi missilistici pesanti possono garantire. Va da sé che Fedorov, centralizzando presso il Ministero gli acquisti, ha sottratto ricchi appalti ad imprese storicamente vicine all’apparato militare, ma ha anche puntato tutto sulla trasparenza dei conti e sulla tracciabilità dei flussi, sbloccando fondi per 60 miliardi di grivne e diventando per questo estremamente popolare sia in patria che tra gli alleati. Fedorov era la migliore garanzia sia per i governi nazionali sia per l’UE del corretto impiego dei fondi per la difesa. Come ho scritto in un recente post, pubblicando questa stessa foto, Fedorov ha riscritto le regole della guerra. E aggiungo che è diventato anche per questo uno dei volti internazionali di un’Ucraina che vuole guardare avanti, al futuro, all’innovazione, alla trasparenza e al merito. Ha semmai commesso l’errore di sottovalutare il peso ineludibile che in un paese in guerra hanno le forze armate. Qualcosa si sta muovendo. Già ieri sera sparuti gruppi di manifestanti sono scesi in strada per contestare la scelta di Zelensky, come in una democrazia sana è giusto che accada e personalmente mi auguro di rivedere le piazze piene di gente con cartelli in mano che ricordino sempre a chi governa che il potere appartiene al popolo e che nell’interesse del popolo ogni decisione deve essere presa. Chiudo questo post con WE WILL WIN. Non perché sia necessariamente in tema, ma perché è quello che, come si vede da questo breve video, Fedorov ha scritto sulla mia bandiera. #SlavaUkraïni

Marco Setaccioli

22,160 次观看 • 1 个月前

Nottata intensissima in Crimea. Secondo i canali di monitoraggio gli allarmi hanno cominciato a risuonare poco dopo le 23, orario in cui il transito sul ponte di Kerch è stato bloccato. Alle 23:50 i residenti del nodo ferroviario di Džankoj hanno segnalato raffiche di armi da fuoco e forti esplosioni. I satelliti confermano un incendio vicino al villaggio di Izumrudne, nei pressi del ponte che attraversa il Canale della Crimea Settentrionale. Tra l’1:43 e l’1:57 l'attenzione si è concentrata sulla punta orientale della penisola, nella zona di Kerch. Un'esplosione violentissima ha scosso la zona del monte Mitridat. Poco dopo, si è sentito il ronzio dei droni e i residenti hanno filmato il tracciato delle contraeree e l'azione frenetica dei "gruppi mobili di fuoco" che sparavano verso il cielo nel tentativo di intercettare i vettori. Tra le 2 e le tre sono stati colpiti il distretto di Sovetskij (dove è saltata la corrente elettrica per circa 15 minuti e dove si registra un incendio alla sottostazione elettrica "NS-2", vitale per il funzionamento delle pompe idriche), Feodosia (dove dei droni hanno attaccato diversi punti intorno alla città) e di nuovo Kerch (con un ulteriore impatto sul terminal petrolifero TES-Terminal-1, che in realtà stava ancora bruciando a causa di un precedente attacco). Poco dopo, nel vicino villaggio di Glazovka, la contraerea russa ha abbattuto un drone che è precipitato in una zona residenziale. Poco prima delle 5 sono state avvertite forti esplosioni quasi simultaneamente ai due lati opposti della penisola, svegliando gli abitanti di Ščelkino (vicino a una centrale nucleare mai completata) e Krasnoperekopsk, nel nord. Sotto tiro anche l’altra sponda dello stretto di Kerch, il terminal di Kavkaz, dove sono stati colpiti diversi traghetti. Fiamme si sono registrate pure alla stazione ferroviaria "Južnaja", sempre a Kerch, snodo cruciale per la movimentazione dei convogli militari russi. Colpiti inoltre i costosissimi sistemi di difesa S-300 ed S-400 dispiegati nella zona. Gli ucraini hanno potuto osservare anche come l’imbuto di traffico civile creatosi nella zona abbia paralizzato di fatto i mezzi militari. Pochi minuti fa è arrivata anche la conferma del danneggiamento della centrale termoelettrica di Kerch, dove un serbatoio ha preso fuoco causando una scia di fumo lunga 47 km. Più a nord, ad Arabat e Henichesk, altri incendi hanno colpito diverse aree di concentrazione delle truppe russe dislocate lungo la striscia di terra che collega la Crimea alla terraferma. Altri droni hanno attaccato la costa occidentale, puntando a saturare le difese e mappare frequenze radar. Tutto lascia presagire che gli assalti continueranno a crescere per numero ed intensità col chiaro scopo di trasformare la celebre riviera dell’impero putiniano, l’Eden illecitamente occupato 12 anni fa, in un inferno in terra. Una gigantesca, inospitale e spopolata base militare sotto costante assedio.

Marco Setaccioli

21,673 次观看 • 1 个月前

“Secondo Zelensky l'Occidente ha permesso la guerra, è in atto uno scontro tra Russia e Occidente, quindi deve essere l’Occidente a dover pagare” L’attacco russo sferrato ieri verso la periferia di Kiev che ha colpito un deposito di munizioni stoccate nei pressi di un quartiere abitato, innescando una catena incontrollata di detonazioni secondarie che ha costretto centinaia di persone a lasciare le loro case, ha fatto esplodere anche accese polemiche. Il presidente ucraino, che non ha parlato apertamente di attacco al sito militare, ha ordinato ai servizi di sicurezza di indagare sull’accaduto e sulle “esplosioni secondarie” che hanno distrutto un intero quartiere. Secondo il primo ministro ucraino Sviridenko a Vyshnevoe sono stati danneggiati edifici residenziali in un’area di circa 13 ettari, un’estensione record per il conflitto. Alexey Arestovych, ex consigliere di Zelensky, ha confermato indirettamente che la Russia a Vishneve ha colpito depositi militari. Secondo lui ciò è potuto accadere per via di una fuga di informazioni dovuta al fatto che "in Ucraina tutti parlano troppo", e quindi l'intelligence russa "non ha particolari problemi a ottenere e valutare accuratamente le informazioni e preparare gli attacchi". Secondo Arestovych il governo ucraino non è esente da colpe per via degli scarsi investimenti nella costruzione di infrastrutture militari sicure, consentendo lo stoccaggio di munizioni in luoghi che rappresentano una minaccia per i civili. Secondo lui Zelensky persegue una politica chiara, ossia spendere il meno denaro ucraino possibile per la guerra perché egli crede che "l'Occidente ha permesso la guerra e che sia in atto uno scontro tra Russia e Occidente, e per tanto deve essere l'Occidente a sostenere i costi". Di conseguenza la maggior parte dei lavori che dovrebbero essere realizzati durante la guerra non vengono effettuati. Arestovich ha affermato che "il posizionamento di installazioni militari, rifornimenti e altro materiale tra i civili può generalmente costituire un crimine di guerra ed è vietato dalle Convenzioni di Ginevra” e che a Kiev questo problema potrebbe essere risolto facilmente allestendo depositi di munizioni e armi nei profondi tunnel della metropolitana. Vittorio Rangeloni

giorgio bianchi

13,399 次观看 • 1 个月前

Continua il lavoro degli ucraini per isolare Kherson e la Crimea. Nelle ultime 24 ore si è infatti registrato un secondo colpo al ponte di Chongar, che collega le due regioni, il quale ha costretto le autorità ad interrompere del tutto il transito di mezzi. Attraverso il ponte transitavano dai 70 ai 120 camion giornalieri per il rifornimento del raggruppamento Dnepr, che occupa attualmente parte dell’oblast’ di Kherson pari al 60-70% delle forniture su gomma. L’intero traffico deve essere ora dirottato su Armiansk e Perekop, con conseguente allungamento di almeno 120-150 km di percorso, attraverso strade più strette ed in parte inadatte. Questo comporta un raddoppio dei tempi di trasporto (e dunque un dimezzamento delle capacità di movimentazione totale per ciascun mezzo), l’appesantimento della già grave crisi di carburante e pericolosi incolonnamenti ai checkpoint, che espongono i convogli ai colpi dei droni ucraini. Resta per ora l’alternativa ferroviaria interna che da Rostov, passando per il "corridoio terrestre" occupato (Mariupol-Berdiansk-Melitopol), alimenta le retrovie del fronte. Tuttavia, i treni portano i materiali solo fino ai grandi depositi nodali. Da lì, il trasporto "dell'ultimo miglio" verso la linea di contatto deve avvenire comunque su gomma. Inoltre, la rete ferroviaria nel sud dell'Ucraina è ormai costantemente bersagliata dai droni, che hanno reso anche quella via non più sicura. Il soffocamento logistico delle forze di occupazione di Kherson sta dunque subendo una brusca accelerazione, esponendo la stessa Crimea, annessa illegalmente dal 2014 e nel cui territorio sono in corso attacchi sistematici contro i costosissimi sistemi di difesa, al pericolo di incursioni di sabotatori o di piccole pattuglie di militari, pronti ad azioni fulminee e spettacolari dall’alto valore propagandistico che finirebbero per ridicolizzare l’immagine dell’imbattibilità della Russia, già fortemente compromessa. Comunque la si veda, questa guerra, al di là dell’immensa tragedia che rappresenta per i popoli che sono coinvolti, è destinata a finire nei manuali di strategia militare, sui quali si racconterà come una superpotenza militare sia stata umiliata da una nazione con un quarto della sua popolazione e un decimo del suo PIL grazie a inventiva, resilienza e determinazione.

Marco Setaccioli

109,241 次观看 • 2 个月前