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💥«Israele è un presidio di legalità», ha detto Matteo Salvini ricevendo il Premio Italia-Israele. È stato assegnato dalle organizzazioni Istituto Milton Friedman, Unione delle Associazioni Italia-Israele, Maccabi World Union, Israel’s Defend & Security Forum (lobby accreditata anche al Parlamento Ue di cui abbiamo parlato, come ricorderete, mesi fa) e Alleanza per Israele. A conferire la prestigiosa targa è stato l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, che ha elogiato in Salvini, peraltro storico persecutore politico di George Soros e alleato di un partito post-fascista, il «coraggio di assumere pubblicamente delle posizioni coraggiose e spesso di rottura. Oggi più che che mai ce n’è particolarmente bisogno». Un altra frase ascoltata: «Siamo convinti fosse giusto istituire un riconoscimento per chi più di altri si è speso e continua a farlo per questo sacro obiettivo comune, onorare l'amicizia tra i nostri popoli. E non è facile, anche i momenti in cui ovviamente c'è una pressione mediatica, verbale e non solo nei confronti di Israele e di chi di chi la sostiene... [Salvini] è una persona che ha compreso profondamente che stare con Israele significa stare con chi difende la vita contro il male». La premiazione è avvenuta nel corso di un evento tenutosi questa mattina alla Camera dei Deputati. Tutto questo mentre decine di civili vengono ammazzati alle file del pane e il governo Netanyahu è impegnato in una destabilizzazione regionale che lascia perplessi anche funzionari dell'amministrazione Trump. «È chiaro che il nemico comune è l'estremismo islamico, è il terrorismo islamico, è il fanatismo islamico che purtroppo ha tanti complici», ha detto Salvini. La causa israeliana doveva essere recuperata tenendo a mente il sionismo socialista, ha ripetuto per mesi la corrente riformista PD: è finita invece tra le missioni irrinunciabili del sovranismo etnonazionalista e antieuropeista (Orban docet). Teniamolo a mente, quando si parla di propaganda tollerata dalle nostre istituzioni, e di cancellazioni culturali.

Paolo Mossetti

110,177 Aufrufe • vor 10 Monaten

QUESTO È GRAVISSIMO! Per favore, se avete voglia e potete, condividete questo post ovunque sui vostri canali social, TUTTI DEVONO ESSERE MESSI AL CORRENTE. Grazie a chi lo farà 🌹 Ecco cosa ci hanno preprarato, questi luridi criminali. Leggete, leggete ⤵️ LA CASSAZIONE RISCRIVE IL REATO DI EPIDEMIA: basta violare la quarantena o non fare un tampone Le Sezioni Unite della Cassazione penale introducono il reato di epidemia colposa in forma omissiva. I rischi connessi alla recente sentenza delle S.U. di cui nessuno parla. Qui la sentenza⤵️ La sentenza ha una portata gravemente dirompente, in quanto ripudia l’assunto (finora ritenuto valido) che la “diffusione di germi patogeni” si potesse verificare solo per effetto di un loro spargimento ad opera del soggetto agente e che, quindi, non potesse costituire un reato l'epidemia causata dal contagio di altre persone ad opera di un soggetto che fosse egli stesso fisicamente portatore dell'agente patogeno, in quanto contagiato. Tra le argomentazioni utilizzate per sostenere questo stravolgimento di prospettiva, le Sezioni Unite hanno invocato il legislatore dell’emergenza Covid-19, avendo questi contemplato la possibile configurabilità del reato di epidemia in riferimento all’ipotesi di condotta di colui che, risultato positivo al virus, violava l’obbligo di confinamento nella propria abitazione (in particolare il richiamo è alla clausola di riserva contenuta nell'art. 2 comma 3 DL n.33/2020 “salvo che il fatto costituisca reato punibile ai sensi dell’art. 452 cp o comunque più grave reato”). Oltre a questo, l'estensione applicativa del reato di epidemia colposa alla forma omissiva spalanca le porte ad ogni sorta di autoritarismo da parte del futuro legislatore, il quale, in caso di asserita emergenza sanitaria, potrà imporre qualsiasi tipo di obbligazione, forte della sanzione penale d'ora in avanti applicabile in caso di inosservanza da parte dei cittadini rappresentata dalla massima misura afflittiva possibile, ovvero l'arresto e finanche l'ergastolo. In altre parole, la condotta dissenziente di un cittadino che violi il lockdown o la quarantena imposti dal legislatore, che rifiuti di indossare la mascherina o che rifiuti di ottemperare ad una qualsiasi imposizione sanitaria, potrà essere qualificata come reato, sulla base di una indimostrabile o quanto meno incerta diffusione di un contagio astrattamente in grado di causare una presunta epidemia. E' evidente che questa sentenza si spinge laddove neanche il legislatore dell’emergenza aveva osato negli ultimi anni, gettando, di fatto, le basi per un possibile futuro totalitarismo sanitario da parte del potere politico e per la conseguente definitiva distruzione di qualsiasi libertà e diritto costituzionalmente tutelato dei cittadini. Avv. Olga Milanese Via Christian No Vax su FB 👇🏻👇🏻👇🏻

Sabrina F.

121,093 Aufrufe • vor 9 Monaten