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#Galimberti: “E guardate che l'impero romano, sapete perché è crollato? Perché nel 1° secolo d.C. nessuno più lavorava a Roma. Tutti quanti andavano a vedere le manifestazioni, le lotte con gli animali o con gli uomini nel circo, oppure nei postriboli, eccetera. Dopo un secolo hanno dovuto importare barbari...

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Hakim El Karoui, saggista francese che ha insegnato anche in Tunisia ed Egitto: “Prima della questione palestinese, erano gli Stati arabi coalizzati, nel 1948, per fare la guerra a Israele. Era diventata una questione dei nazionalisti arabi. E poi è arrivata la guerra del '67, hanno perso. Da quella data, gli Arabi non hanno più fatto nulla. Gli Egiziani hanno firmato un accordo nel 1978, 1979. E poi dopo, c'è stata la destabilizzazione del Libano. Prima, c'era stata la destabilizzazione della Giordania e degli Stati della regione, per loro, è molto semplice. I Palestinesi sono un problema. Sono un problema, sono un rischio maggiore che ha quasi distrutto il Libano, che ha distrutto in parte, che ha quasi distrutto la Giordania. Gli Egiziani hanno sempre detto: mai da noi. Dopo, c'è stato a lungo il sostegno dei paesi del Golfo. Si sono ritirati poco a poco. Prima perché hanno avuto la sensazione di essere traditi dai Palestinesi nel 1991, al momento della guerra in Iraq, quando Yasser Arafat aveva preso le parti di Saddam Hussein contro il Kuwait. Dopo, faranno ciò che ci si aspetta da loro, cioè pagheranno la ricostruzione. Sarà più o meno business friendly, la Riviera di Trump o qualcosa di un po' più tradizionale. I diplomatici arabi detestano i Palestinesi perché, per loro, hanno creato solo problemi. Considerano che siano dei bambini viziati, perché si è fatto enormemente per loro. E in effetti, la guerra a Gaza, è molto impressionante, non ha cambiato nulla. Non c'è uno Stato arabo che ha richiamato il suo ambasciatore. Tutti sono in stand-by, tutti guardano e c'è il boss della regione, è Netanyahu. Invece, ciò che è veramente nuovo e molto importante, è che hanno capito che colui che poteva destabilizzare la regione, non era l'Iran. Adesso, è Israele”.

Leonardo Panetta

21,191 views • 10 months ago

Quando io e Lorenzo Biagiarelli abbiamo dovuto selezionare la categoria di Spotify in cui inserire il podcast “Respirano ancora” ci siamo trovati in difficoltà. Era crime? Beh, vengono uccisi 1513 animali, sarebbe un crime, però non è un crime. È una storia? Beh, è un po’ di più, perché parla del nuovo mondo che stiamo designando. È narrativa? No. È politica? Un po’, anche. È ambiente? Sì, ma non solo. Insomma, non sapevamo dove metterlo. Perché “Respirano ancora” è la storia di una famiglia che amava i suoi 1513 animali rari e meravigliosi. Il piccolo Federico adorava allevare gli emù, la dolce Gaia era affezionata a un polletto speciale, Paola era la guru dei pappagalli, Paolo aveva un debole per i colombi viaggiatori perché in qualche modo erano legati a suo fratello, morto giovane in un incidente. Tutto questo, un giorno, viene raso al suolo. Nel piccolo Eden un’anatrina con una positività nel sangue a un virus segna il destino di tutti. Ma lo segna, soprattutto, una spietata funzionaria per cui l’unica soluzione è la morte di 1513 animali, senza possibilità di difesa. La famiglia Fenati muore un po’ con i suoi volatili. Ma cos’è l’aviaria? Cosa sta succedendo a questo mondo in cui gli animali fuori dai capannoni industriali devono morire per salvare quelli ammassati nei capannoni, destinati a morire in pochi giorni o mesi? E poi, dopo la fine dell’Eden, arriva l’alluvione in Emilia Romagna, e questa storia assume i contorni di una vicenda biblica in cui arriva l’acqua e pochi animali si salveranno. In cui la natura parla in tutte le lingue possibili per metterci in guardia e dirci che è ora di pensare alla nostra sopravvivenza. Tutto sembra perduto, finché un giorno un immenso personaggio di questa storia, l’avvocato degli animali, dà una incredibile notizia alla famiglia Fenati. “Respirano ancora” è tutto questo. E non serve essere vegetariani o vegani o amare gli animali per appassionarsi a questa storia, perché quello che è accaduto il 4 aprile del 2022 a Lavezzola, nel piccolo Eden della famiglia Fenati, ci riguarda tutti. Perché il nostro rapporto con gli animali non sta scrivendo il futuro. Sta scrivendo il presente. Le 4 puntate di “Respirano ancora” sono qui.

Selvaggia Lucarelli

24,167 views • 1 year ago

La sua ultima canzone, con la sua voce, senza playback é stata questa. Le carte giudiziarie ci raccontano che quella notte il suo medico personale gli iniettò una dose eccessiva di Propofol, perché Michael non dormiva senza quel farmaco e per dormire era disposto a tutto, anche a farselo prescrivere con uno dei suoi nomi falsi. Quelle carte ci raccontano anche che il suo medico gli fece un massaggio cardiaco su un materasso e non su una superficie rigida come in realtà andrebbe fatto. Eppure, solo qualche ora prima, Michael chiamò un amico per dirgli che volevano ucciderlo e che aveva paura per i suoi figli. Michael non é morto per cause naturali é stato ucciso. E sul banco degli imputati per omicidio ci sarebbe dovuta essere la Sony che per anni ha fatto di tutto, persino boicottare il suo ultimo album da vivo nel 2001, la Aeg che lo ha "costretto" a quelle 50 date che lui non voleva fare, il padre di Jordan Chandler che lo accusò di molestie sul figlio, stesso figlio che solo dopo la morte di Michael dichiarò che non c'era mai stata nessuna violenza, i mass media TUTTI perché hanno inventato storie come lo sbiancamento della pelle (era malato di vitiligine). Eppure, nonostante gli innumerevoli sforzi, tutte queste figure non sono riuscite ad ucciderlo perché Michael vive, nei testi delle sue canzoni che per quanto sono attuali sembrano scritte ieri sera, perché le sue fondazioni a scopo benefico raccolgono ancora soldi per i bambini, perché la sua musica conta ancora il fandom più grande del mondo e perché, dopo il Papa, Michael Jackson é ancora l'uomo più conosciuto al mondo. Michael amava la storia dei Faraoni, avrebbe voluto essere eterno come loro, e credo che questa sia la sua più grande rivincita, essere diventato eterno. Long live the King. 👑 #MichaelJackson #25jun2009 #MJInnocent #mjforever

Μήδεια 

59,202 views • 1 year ago

«Qual é la la vera ragione per cui Mamdani ha vinto, di cui nessuno parla? Non si tratta solo di economia o di convenienza. Mamdani in realtà ha perso con gli elettori che guadagnano meno di 30.000 dollari l'anno, e ha ottenuto i migliori risultati con gli elettori che guadagnano tra i 100.000 e i 200.000 dollari l'anno. E vediamo questa tendenza anche nelle elezioni nazionali. Oggi le persone della classe operaia sono più inclini a votare per i repubblicani, mentre la persona più propensa a votare per un politico socialista di estrema sinistra è un impiegato della classe medio-alta, con un'istruzione post-laurea, non sposato, sotto i 40 anni e donna. Più ti avvicini a quella descrizione, più è probabile che tu sia un sostenitore di Mamdani. E quindi la domanda è, perché? Perché i socialisti hanno così tanto successo con quella fascia demografica? E la risposta è il risentimento. E lo capisco, davvero. Mamdani e molti dei suoi sostenitori appartengono alla mia generazione. E ci è stato detto che devi andare all'università, accumulare debiti per gli studi, poi ottenere un lavoro da 100.000 dollari, divertirti, trovare compagnia, e alla fine andrà tutto bene. Tranne che non è andata così per molte persone, specialmente per molte giovani donne istruite e professioniste. Per loro è come se avessero ottenuto il lavoro a sei cifre, ma riescono a malapena a permettersi l'affitto o un mutuo. (E si dicono)Sono bloccati con questi prestiti studenteschi in cui il governo mi ha spinto. La mia carriera non è così divertente o appagante come pensavo. E ora sono nei miei 30 o 40 anni e tutti i ragazzi del mio status sono o accoppiati o escono con ragazze più giovani. E dicono, ho fatto tutto quello che le femministe boomer mi hanno detto di fare. Certo che saranno risentite. E sì, vogliono distruggere tutto. E quale modo migliore di farlo se non votare per un socialista jihadista che vive sul divano per prendere il controllo e governare la città più importante d'America? »

Leonardo Panetta

21,827 views • 9 months ago

Miami 🇺🇸 ✍️ Appunti di viaggio È questa la grandezza di Sinner. Piove, il campo è bagnato, non è possibile giocare. È pericoloso. Rischi di farti male. Una domenica bestiale. Per gli umani, non per Jannik. Perché lui decide che vuole allenarsi per 40' sul centrale prima della finale del doppio femminile. Non importa se piove. Perché vuole toccare la palla verso la sua finale di oggi. Si infila allora tra gli spazzoloni e decide lui che vale la pena provare a giocare. Lehecka invece non prova il campo, non divide lo slot, resta negli spogliatoi. Cahill e Vagnozzi si mettono d'impegno al volo nel ruolo di sparring partner di lusso riempiendo in due il campo. "Vagno" è leggero e non sbaglia una palla come al solito. Cahill pensa dentro di sè durante il palleggio sotto la pioggia a quanto sia matto a 60 anni a fare tutto quello che gli chiede Jannik, compreso il no al suo prepensionamento che pensava di meritare dopo aver girato il mondo più di Marco Polo dopo 4 numeri uno al mondo allenati. Ma il mondo oggi lo comanda Jannik. Il campo è bagnato per gli altri, non per lui. "Pay attention, the court is slippery" gli ricordano gli addetti. Ma non sanno con chi hanno a che fare, of course. Non sanno che se Jannik vuole una cosa ci riesce sempre a farla. Anche a camminare sull'acqua, come accaduto in passato a qualcuno prima di lui. 40' divini, da San Candido a Miami. Perché è dalla rifinitura che parte tutto. È da questi dettagli che si vede il giocatore. È da questi particolari che nascono i record di Jannik. È da questa volontà mostruosa che si diventa Sinner. Partito dalle montagne per scalare l'Everest. A un passo ora dal Paradiso. ✍️ Angelo

Angelo Mangiante

119,613 views • 4 months ago