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Ana Sayfaya Dön

Immagino non sia stato semplice per francesca mannocchi rendere pubblica l'intollerabile ingiustizia con la quale si è trovata a dover fare i conti cercando di prenotare un esame per lei fondamentale, mentre cercava di veder garantito il suo diritto a essere curata dal sistema sanitario nazionale. Mi vergogno da...

29,993 görüntüleme • 1 yıl önce •via X (Twitter)

10 Yorum

Andrea Valerio 🇪🇺 🇮🇹 🇪🇺 🐧🎗️ profil fotoğrafı
Andrea Valerio 🇪🇺 🇮🇹 🇪🇺 🐧🎗️1 yıl önce

@mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent Bravissimo Luciano!

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The Liberation Project1 yıl önce

𝐀 𝐇𝐞𝐚𝐥𝐭𝐡 𝐈𝐧𝐬𝐮𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐂𝐄𝐎 𝐢𝐬 𝐍𝐨𝐭 𝐓𝐡𝐞 ‘𝑾𝒐𝒓𝒌𝒊𝒏𝒈 𝑪𝒍𝒂𝒔𝒔 𝑯𝒆𝒓𝒐’ Americans of all political affiliation suddenly woke up realize they agree that their healthcare system is inherently cruel and produces unnecessary misery. ★ NEW ARTICLE ⬇️

Nerina Garofalo Ph profil fotoğrafı
Nerina Garofalo Ph1 yıl önce

@mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent eccellente intervento, @lucianonobili

giovanna bordoni profil fotoğrafı
giovanna bordoni1 yıl önce

@mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent Fa star male quanto accaduto alla giornalista F. Mannocchi ,affetta da sclerosi multipla e nn puoi fare un’esame importante con il SSPubblico, per i tempi lunghi Francesca Mannocchi ha voluto denunciare il mal funzionamento della Sanità pubblica . Grazie a Francesca

Peppe profil fotoğrafı
Peppe1 yıl önce

@mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent Buonasera, cortesemente qualcuno mi può ricordare, quanti ospedali ha chiuso, nella Regione Lazio, l'onorevole zingaretti durante il suo mandato.

IpseDixit profil fotoğrafı
IpseDixit1 yıl önce

@mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent Come prevenzione consiglierei il dimagrimento.

Scorrettezza🧱🇷🇺 profil fotoğrafı
Scorrettezza🧱🇷🇺1 yıl önce

@mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent Tutta questa manfrina anche condivisibile per arrivare alla solita cagata del #MES, per mettercelo in culo ancora più vigorosamente... Facevo bene a non fidarmi, lurido pagliaccio ciccione paonazzo e leccaculo 🖕🖕🖕

Luigia Del Gaudio profil fotoğrafı
Luigia Del Gaudio1 yıl önce

@mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent

SilCri 🎯RenewItalia ©️🎗️🇪🇺🇮🇹🇺🇦🇮🇱🇬🇪 profil fotoğrafı
SilCri 🎯RenewItalia ©️🎗️🇪🇺🇮🇹🇺🇦🇮🇱🇬🇪1 yıl önce

@VincenzoPuro @mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent ❤️bravissimo

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Cleo1 yıl önce

@mannocchia @ItaliaViva @ItaliaVivaRoma1 @FrancescoBonif1 @meb @matteorenzi @EnricoBorghi1 @davidefaraone @TeresaBellanova @raffaellapaita @SilviaFregolent Sistema sanitario che avete contribuito a distruggere. 🤡

Benzer Videolar

"Ho pensato, in questi giorni, alle cose che ha detto l'onorevole Meloni. Ha aspettato quattro mesi per la sua vendetta: ho provato a immaginare quanta sofferenza abbia dovuto vivere la Meloni, quattro mesi di rosicamento per preparare quella grande performance di Caivano. Per riparare l'episodio francamente penoso di Caivano, si inventa che ha subito un attacco sessista. Si è presentata come lady di ferro facendosi chiamare IL presidente, ha preso in giro per anni, per decenni, le battaglie femministe e ora si inventa vittima di sessismo? Dopo 4 mesi, la donna dura si sveglia e diventa la povera vittima di sessismo. Se c'è una persona che non può parlare di tutela e di dignità delle donne, questa persona è proprio Meloni. Per quello che non ha fatto e per quello che ha fatto, che è peggio del nulla: ha piazzato i Pro-Vita nei consultori, che offendono la dignità e la sensibilità delle donne; non ha speso una parola per le 15.000-20.000 donne eliminate a G*za; per quelle bruciate vive a Rafah. Lei, Meloni, con l'universo femminile non c'entra niente. Con i diritti delle donne non c'entra niente. La donna Meloni non c'entra nulla con le mie parole. Ho espresso la mia critica per la incapacità di governo della Meloni e del suo Governo e per la inadeguatezza manifesta nelle sue funzioni di presidente del Consiglio. Ho criticato e critico l'onorevole Meloni per il fatto che i fondi sviluppo e coesione sono bloccati da un anno e da un anno non si aprono i cantieri perché stanno affondando in una palude burocratica. Critico Meloni per la Zes unica meridionale, che dopo sei mesi non ha mosso una foglia, una vergogna. Critico per questo benedetto piano Pnrr per il quale ci propongono ogni settimana primati e i cantieri non si vedono. Critico Meloni per aver prosciugato il fondo di perequazione infrastrutturale per il riequilibrio delle infrastrutture per il Sud. Critico perché non fanno nulla per la sanità pubblica. Ma per tranquillità del presidente del Consiglio, da oggi in po, ridurrò la mia comunicazione a una sola domanda: quando firmi l'accordo di coesione con la Regione Campania?".

OSNM - R.I.A. "Operatori Sanitari nel Mondo"

16,432 görüntüleme • 2 yıl önce

Caro Matteo, arrivati a questo punto, dopo il tuo ultimo intervento pubblico, anche io penso che sia arrivato il momento di dire le cose con grande franchezza. Da quando ho fatto la scelta di lasciare Italia Viva i miei social sono costantemente invasi di insulti volgari, violenti e sessisti dei tuoi sostenitori e finora nei tuoi discorsi non ti ho sentito spendere una sola parola di presa di distanza da questo odio social. In questo clima hai preferito invece parlare dei tuoi ex colleghi come persone “nate comparse”. L’idea che siano tutti comparse tranne te è il problema grande che ha la comunità di Italia Viva con la libertà di pensiero. Se c’è qualcosa che proprio tutti hanno capito in questo mese è il problema di IV col dissenso: chi dissente e se ne va viene insultato e regolarmente attaccato a mezzo social, chi dissente e prova a rimanere lo espelli con una conferenza stampa. Ma anche restando nel tuo modo di vedere il mondo, osservo che c’è un po’ troppo nervosismo per delle semplici comparse che se ne vanno. Dici che siamo andati via per paura di un congresso democratico. Un congresso senza lo spazio per dissentire e sopravvivere come minoranza non ha nulla di democratico. È per le mie idee che mi sono dimessa da ministra e sono tornata a casa. Io ho avuto questo coraggio e non accetto lezioni sulla paura da te. Ho detto e ridetto i motivi per cui ho lasciato IV. Le nostre strade si sono separate quando IV ha smesso di essere un partito riformista e antipopulista e ha iniziato a fare del bullismo e del linguaggio populista la sua cifra quotidiana. Le strade si sono separate sulle idee e sul metodo. Sulle idee, di’ cosa vuoi fare. Ma il metodo lo si vede chiaramente sui miei social.

Elena Bonetti

515,700 görüntüleme • 2 yıl önce

💥 Luciano Nobili, Italia Viva: «Sono qui per testimoniare non solo la solidarietà per la vergogna di Amsterdam, la città di Anna Frank...non solo questo e non solo il diritto all'esistenza dello Stato di Israele, ma il diritto di Israele di difendersi e il diritto di Israele di neutralizzare i suoi nemici... è anche un lavoro di totale quotidiano contrasto dai fake news, a partire di quelle del presunto inesistente Ministero della Sanità... Quel Ministero della Sanità che diffonde quei dati andrebbe detto quel numero di vittime va messo in conto a Hamas, va messo in conto a Hezbollah... Perché questa non è questione di stare da una parte questa è l'unica parte possibile in cui un cittadino europeo e democratico può stare. Perché qui non c'è un confronto tra due entità che si contrastano e si combattono qui non c'è chi vuole due popoli e due stati: c'è chi vuole due popoli e due stati contro chi dice from the river to the sea! C'è un esercito regolare che combatte contro dei regimi. Ci sono militari che combattono contro scudi umani. Ci sono missili che piovono ogni giorno partendo da ospedali e da scuole... Quella pace sarà possibile soltanto quando saranno sconfitti i signori del terrore sarà sconfitta la barbarie di chi dice che il 7 ottobre è l'inizio di una battaglia di resistenza, e questo potrà essere fatto solo... e quindi è dentro la nostra vita la battaglia per la sua sopravvivenza... e la verità è che noi dobbiamo estirpare questo male... e finché questo male non sarà estirpato tutte le cose positive e sacrosante che vogliamo non si potranno realizzare negli interessi dei cittadini di Israele, degli ebrei di tutta Europa e di tutto il mondo e anche dei cittadini palestinesi che sono vittime anche loro di questi signori delle barbarie e della morte!». #centroradicalizzato

Paolo Mossetti

178,258 görüntüleme • 1 yıl önce

🚨🚨🚨🇻🇪🇵🇦 Importante. María Corina Machado sfida il regime venezuelano: sono a Panama, pronta a tornare. Ho tradotto il suo messaggio ai venezuelani per voi: “Miei cari venezuelani, sono nella città di Panama, da dove avevo previsto di partire per il Venezuela. Il regime ha chiuso lo spazio aereo del nostro Paese per cercare di impedirlo. Voglio tornare in Venezuela per essere al vostro fianco in queste ore strazianti. Voglio che le mie mani si uniscano alle vostre nella ricerca, nel conforto e nell’abbraccio. Il 24 giugno il mio ritorno in Venezuela è diventato improrogabile, per affrontare insieme questa catastrofe come fa una famiglia, unita, quando uno dei suoi membri soffre. Il regime vuole bloccare il mio ritorno in Venezuela, così come quello di molti compatrioti che vogliono tornare per prestare aiuto. Come ha cercato di bloccare il generoso lavoro di migliaia di cittadini che distribuiscono cibo e medicine, come ha bloccato il viaggio delle squadre di soccorritori internazionali rimaste ferme negli aeroporti, come pretende di bloccare il lavoro dei giornalisti che cercano la verità. Bloccare l’informazione e manipolarla, in situazioni come queste, produce ancora più vittime. Vogliono seppellire la verità, mentre noi venezuelani vogliamo seppellire i nostri morti con dignità. Sarò in Venezuela per aiutare a coordinare e a incoraggiare gli sforzi dei cittadini nell’emergenza e nella ricostruzione. Sarò in Venezuela per piangere insieme le nostre perdite. Per pregare insieme, per abbracciarci, per organizzarci; perché anche da questa ci rialzeremo. Il regime è arrivato al punto estremo di chiudere lo spazio aereo commerciale del Venezuela per impedire il mio ingresso. Cancellare i voli di tutte le compagnie aeree in un momento di emergenza è qualcosa di assolutamente inconcepibile. Hanno dovuto fare marcia indietro, ma hanno minacciato chi vuole facilitare il mio ritorno. Non si tratta di me; siamo migliaia e migliaia a voler andare. È un Paese intero in lutto che ha bisogno di consolarsi unito. In questo momento sono disposta a fare tutto ciò che sarà necessario, a parlare con chiunque sarà necessario, per coordinare e servire la nostra gente. Sono pronta, e sono vicina al Venezuela. E farò tutto ciò che sarà necessario per incontrarci là”. Scarica l’app del Blog per restare aggiornato: Iscriviti ora:

Dario D'Angelo

11,842 görüntüleme • 1 ay önce

🇺🇸 Ho impiegato un po', perché 35 minuti di discorso sono pur sempre 35 minuti di discorso. Ma ecco il risultato: il miglior oratore della politica americana degli ultimi decenni? Il miglior oratore della politica americana degli ultimi decenni. Barack #Obama. Buona lettura, buona visione. --------------------------------------------------------- "Ciao, Chicago! È bello essere a casa. Non so voi, ma io mi sento carico! Mi sento pronto a partire, anche se sono l'unica persona abbastanza stupida da parlare subito dopo Michelle Obama... Mi sento fiducioso perché questa convention è sempre stata piuttosto buona con i ragazzi dai nomi buffi che credono in un Paese in cui tutto è possibile. Perché abbiamo la possibilità di eleggere una persona che ha passato tutta la vita a cercare di dare alle persone le stesse possibilità che l'America ha dato a lei. Qualcuno che vi vede e vi ascolta e che si alzerà ogni singolo giorno e combatterà per voi: il prossimo Presidente degli Stati Uniti d'America, Kamala Harris. Sono passati sedici anni da quando ho avuto l'onore di accettare la candidatura di questo partito alla presidenza. So che è difficile da credere, visto che non sono invecchiato per niente, ma è così. E guardando indietro, posso dire senza dubbio che la mia prima grande decisione come candidato si è rivelata una delle migliori: quella di chiedere a Joe #Biden di essere al mio fianco come Vicepresidente. A parte un po' di sangue irlandese in comune, Joe e io proveniamo da ambienti diversi. Ma siamo diventati fratelli. Lavorando insieme per otto anni, ciò che ho ammirato di più di Joe non è stata solo la sua intelligenza e la sua esperienza, ma anche la sua empatia e la sua decenza; la sua resilienza guadagnata con fatica e la sua incrollabile convinzione che tutti in questo Paese meritino una giusta opportunità. Negli ultimi quattro anni, questi sono i valori di cui l'America ha avuto più bisogno. In un momento in cui milioni di nostri concittadini erano malati e stavano morendo, avevamo bisogno di un leader con il carattere necessario per mettere da parte la politica e fare ciò che era giusto. In un momento in cui la nostra economia stava vacillando, avevamo bisogno di un leader con la determinazione per guidare quella che è diventata la ripresa più forte del mondo, con 15 milioni di posti di lavoro, salari più alti e costi sanitari più bassi. E in un momento in cui l'altro partito si era trasformato in un culto della personalità, avevamo bisogno di un leader che fosse stabile, che unisse le persone e che fosse abbastanza altruista da fare la cosa più rara che ci sia in politica: mettere da parte le proprie ambizioni per il bene del Paese. La storia ricorderà Joe Biden come un presidente che ha difeso la democrazia in un momento di grande pericolo. Sono orgoglioso di chiamarlo il mio presidente, ma sono ancora più orgoglioso di chiamarlo mio amico. Ora il testimone è stato passato. Ora tocca a tutti noi lottare per l'America in cui crediamo. E non vi sbagliate: sarà una battaglia. Per tutta l'incredibile energia che siamo stati in grado di generare nelle ultime settimane, questa sarà ancora una corsa serrata in un Paese fortemente diviso, un Paese in cui troppi americani sono ancora in difficoltà e non credono che il governo possa aiutarli. E mentre ci riuniamo qui stasera, le persone che decideranno queste elezioni si pongono una domanda molto semplice: Chi si batterà per me? Chi penserà al mio futuro, al futuro dei miei figli, al nostro futuro insieme? Una cosa è certa: Donald Trump non sta perdendo il sonno per queste domande. Questo è un miliardario di 78 anni che non ha mai smesso di lamentarsi dei suoi problemi da quando è sceso dalla sua scala mobile dorata nove anni fa. È stato un flusso costante di lamentele e rimostranze che è peggiorato ora che teme di perdere contro Kamala. I soprannomi infantili, le folli teorie cospiratorie e la strana ossessione per le dimensioni della folla. Non si ferma mai. L'altro giorno ho sentito qualcuno paragonare Trump al vicino che continua ad azionare il suo soffiatore di foglie fuori dalla tua finestra ogni minuto di ogni giorno. Per un vicino è estenuante. Per un presidente, è semplicemente pericoloso. La verità è che per Donald Trump il potere non è altro che un mezzo per raggiungere i suoi scopi. Vuole che la classe media paghi il prezzo di un altro enorme taglio delle tasse che aiuterebbe soprattutto lui e i suoi amici ricchi. Ha ucciso un accordo bipartisan sull'immigrazione che avrebbe contribuito a rendere sicuro il nostro confine meridionale perché pensava che cercare di risolvere davvero il problema avrebbe danneggiato la sua campagna elettorale. Sembra che non gli importi se un numero maggiore di donne perderà la libertà riproduttiva, dal momento che questo non influirà sulla sua vita. Soprattutto, Donald Trump vuole farci credere che questo Paese è irrimediabilmente diviso tra noi e loro, tra i veri americani che lo sostengono e gli outsider che non lo sostengono. E vuole farvi credere che sarete più ricchi e più sicuri se gli darete il potere di rimettere gli “altri” al loro posto. È uno dei trucchi più vecchi della politica, da parte di un uomo la cui recita è diventata piuttosto stantia. Non abbiamo bisogno di altri quattro anni di spacconate e caos. Abbiamo già visto quel film e sappiamo tutti che il sequel di solito è peggiore. L'America è pronta per un nuovo capitolo. L'America è pronta per una storia migliore. Siamo pronti per una Presidente Kamala Harris. E Kamala Harris è pronta per questo lavoro. Questa è una persona che ha passato la vita a lottare per conto delle persone che hanno bisogno di una voce e di un campione. Come avete sentito da Michelle, Kamala non è nata in un ambiente privilegiato. Ha dovuto lavorare per ottenere ciò che ha, e si preoccupa davvero di ciò che gli altri stanno passando. Non è la vicina che usa il soffiatore di foglie, è la vicina che si precipita ad aiutare quando si ha bisogno di una mano. Come pubblico ministero, Kamala ha difeso i bambini vittime di abusi sessuali. Come procuratore generale dello Stato più popoloso del Paese, ha combattuto le grandi banche e le università a scopo di lucro, assicurando miliardi di dollari alle persone truffate. Dopo la crisi dei mutui per la casa, ha fatto pressione su di me e sulla mia amministrazione per assicurarsi che i proprietari di casa ottenessero un accordo equo. Non importava che io fossi un democratico o che lei avesse bussato alle porte per la mia campagna in Iowa: si sarebbe battuta per ottenere il maggior numero possibile di aiuti per le famiglie che li meritavano. Come vicepresidente, ha contribuito a sfidare le case farmaceutiche per limitare il costo dell'insulina, abbassare il costo dell'assistenza sanitaria e dare alle famiglie con bambini una riduzione delle tasse. E si candida alla presidenza con piani concreti per ridurre ancora di più i costi, proteggere Medicare e la Social Security e firmare una legge che garantisca a ogni donna il diritto di prendere le proprie decisioni in materia di assistenza sanitaria. Kamala Harris non si concentrerà sui suoi problemi, ma sui vostri. Come presidente, non si limiterà a soddisfare i suoi elettori e a punire coloro che si rifiutano di piegarsi. Lavorerà per conto di tutti gli americani. Kamala è così. E alla Casa Bianca avrà un partner eccezionale nel governatore Tim Walz. Adoro quest'uomo. Tim è il tipo di persona che dovrebbe fare politica: è nato in una piccola città, ha servito il suo Paese, ha insegnato ai bambini, ha fatto l'allenatore di football e si è preso cura dei suoi vicini. Sa chi è e cosa è importante. Si può dire che le camicie di flanella che indossa non provengono da qualche consulente politico, ma dal suo armadio, e ne hanno passate di tutti i colori. Insieme, Kamala e Tim hanno mantenuto fede alla storia centrale dell'America: una storia che dice che siamo tutti creati uguali, che tutti meritano una possibilità e che, anche quando non siamo d'accordo gli uni con gli altri, possiamo trovare un modo per convivere. Questa è la visione di Kamala. È la visione di Tim. È la visione del Partito Democratico. E il nostro compito nelle prossime undici settimane è quello di convincere il maggior numero possibile di persone a votare per questa visione. Non sarà facile. L'altra parte sa che è più facile fare leva sulle paure e sul cinismo della gente. Vi diranno che il governo è corrotto, che il sacrificio e la generosità sono per i fessi e che, poiché il gioco è truccato, è giusto prendere ciò che si vuole e badare a se stessi. Questa è la strada più facile. Il nostro compito è diverso. Il nostro compito è quello di convincere la gente che la democrazia può davvero dare risultati. E non possiamo limitarci a ricordare ciò che abbiamo già realizzato o a fare affidamento solo sulle idee del passato. Dobbiamo tracciare una nuova strada per affrontare le sfide di oggi. Kamala lo sa bene. Sa, ad esempio, che se vogliamo che un maggior numero di giovani possa acquistare una casa, dobbiamo costruire più unità abitative ed eliminare alcune delle leggi e dei regolamenti obsoleti che hanno reso più difficile la costruzione di case per i lavoratori di questo Paese. E lei ha presentato un nuovo e coraggioso piano per fare proprio questo. Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, dovremmo essere tutti orgogliosi degli enormi progressi compiuti con l'Affordable Care Act, che ha permesso a milioni di persone di accedere a una copertura economica e ha protetto altri milioni di persone da pratiche assicurative senza scrupoli. Ma Kamala sa che non possiamo fermarci qui, ed è per questo che continuerà a lavorare per limitare le spese vive. Kamala sa che se vogliamo aiutare le persone a fare carriera, dobbiamo mettere una laurea alla portata di più americani. Ma l'università non dovrebbe essere l'unico biglietto per la classe media. Dobbiamo seguire l'esempio di governatori come Tim Walz che hanno detto che se si hanno le capacità e la grinta, non dovrebbe essere necessaria una laurea per lavorare nel governo statale. E in questa nuova economia, abbiamo bisogno di un presidente che si preoccupi davvero dei milioni di persone che in tutto il Paese si svegliano ogni giorno per svolgere il lavoro essenziale, spesso ingrato, di curare i nostri malati, pulire le nostre strade e consegnare i nostri pacchi - e che si batta per il loro diritto a contrattare per ottenere salari e condizioni di lavoro migliori. Kamala sarà quel presidente. Un'amministrazione Harris-Walz può aiutarci a superare alcuni dei vecchi e stanchi dibattiti che continuano a soffocare il progresso, perché in fondo Kamala e Tim capiscono che quando tutti hanno un'opportunità equa, stiamo tutti meglio. Capiscono che quando ogni bambino riceve una buona istruzione, l'intera economia si rafforza; che quando le donne sono pagate allo stesso modo degli uomini, tutte le famiglie ne beneficiano. Possiamo proteggere il nostro confine senza strappare i bambini ai loro genitori, così come possiamo mantenere le nostre strade sicure costruendo al contempo la fiducia tra le forze dell'ordine e le comunità che servono. Donald Trump e i suoi benestanti donatori non vedono il mondo in questo modo. Per loro, il guadagno di un gruppo è la perdita di un altro gruppo. Per loro, libertà significa che i potenti possono fare ciò che vogliono, che si tratti di licenziare i lavoratori che cercano di organizzare un sindacato o di avvelenare i nostri fiumi o di evitare di pagare le tasse come tutti gli altri. Noi abbiamo un'idea più ampia di libertà. Crediamo nella libertà di provvedere alla propria famiglia se si è disposti a lavorare; nella libertà di respirare aria pulita e bere acqua pulita e di mandare i propri figli a scuola preoccuparsi se torneranno a casa. Crediamo che la vera libertà dia a ciascuno di noi il diritto di prendere decisioni sulla propria vita: come praticare la fede, che tipo di famiglia avere, quanti figli, chi sposare. E crediamo che la libertà ci imponga di riconoscere che altre persone hanno la libertà di fare scelte diverse dalle nostre. Questa è l'America in cui credono Kamala Harris e Tim Walz. Un'America in cui “We the People” include tutti. Perché solo così l'esperimento americano funziona. E nonostante ciò che la nostra politica potrebbe suggerire, credo che la maggior parte degli americani lo capisca. La democrazia non è solo un insieme di principi astratti e leggi polverose. È il modo in cui viviamo, i valori e il modo in cui trattiamo gli altri, compresi quelli che non hanno il nostro stesso aspetto, non pregano come noi e non vedono il mondo esattamente come noi. Questo senso di rispetto reciproco deve essere parte del nostro messaggio. La nostra politica è diventata così polarizzata in questi giorni che tutti noi, in tutto lo spettro politico, sembriamo pronti a dare il peggio agli altri, a meno che non siano d'accordo con noi su ogni singola questione. Iniziamo a pensare che l'unico modo per vincere sia quello di rimproverare, svergognare e sgridare l'altra parte. E dopo un po', la gente comune si disinteressa, o non si preoccupa affatto di votare. Questo approccio può funzionare per i politici che vogliono solo attenzione e prosperano sulla divisione. Ma non funzionerà per noi. Per fare progressi sulle cose che ci stanno a cuore, quelle che incidono davvero sulla vita delle persone, dobbiamo ricordarci che tutti abbiamo i nostri punti ciechi, le nostre contraddizioni e i nostri pregiudizi; e che se vogliamo conquistare coloro che non sono ancora pronti a sostenere il nostro candidato, dobbiamo ascoltare le loro preoccupazioni - e magari imparare qualcosa nel frattempo. Dopotutto, se un genitore o un nonno dicono occasionalmente qualcosa che ci fa rabbrividire, non pensiamo automaticamente che siano persone cattive. Riconosciamo che il mondo si muove velocemente e che hanno bisogno di tempo e forse di un po' di incoraggiamento per mettersi al passo. I nostri concittadini meritano la stessa grazia che ci auguriamo venga estesa a noi. È così che possiamo costruire una vera maggioranza democratica. E comunque, questo non importa solo ai cittadini di questo Paese. Il resto del mondo sta guardando per vedere se riusciremo a farcela. Nessuna nazione, nessuna società ha mai tentato di costruire una democrazia così grande e diversificata come la nostra, dove le nostre alleanze e la nostra comunità non sono definite dalla razza o dal sangue, ma da un credo comune. Ecco perché quando sosteniamo i nostri valori, il mondo è un po' più luminoso. Quando non lo facciamo, il mondo è un po' meno luminoso, i dittatori e gli autocrati si sentono più forti e con il tempo diventiamo meno sicuri. Non dovremmo essere il poliziotto del mondo e non possiamo sradicare ogni crudeltà e ingiustizia nel mondo. Ma l'America può e deve essere una forza per il bene: scoraggiare i conflitti, combattere le malattie, promuovere i diritti umani, proteggere il pianeta dai cambiamenti climatici, difendere la libertà. Questo è ciò che crede Kamala Harris - e così la maggior parte degli americani. So che queste idee possono sembrare piuttosto ingenue in questo momento. Viviamo in un'epoca di tale confusione e rancore, con una cultura che dà importanza a cose che non durano - soldi, fama, status, like. Inseguiamo l'approvazione di sconosciuti sui nostri telefoni; costruiamo ogni sorta di muro e di recinzione intorno a noi stessi e poi ci chiediamo perché ci sentiamo così soli. Non ci fidiamo tanto l'uno dell'altro perché non ci prendiamo il tempo di conoscerci - e in quello spazio tra di noi, politici e algoritmi ci insegnano a fare la caricatura dell'altro, a trollare l'altro e a temere l'altro. Ma ecco la buona notizia. In tutta l'America, nelle grandi città e nei piccoli centri, lontano da tutto il rumore, i legami che ci uniscono sono ancora presenti. Alleniamo ancora la Little League e ci prendiamo cura dei nostri vicini più anziani. Diamo ancora da mangiare agli affamati, nelle chiese, nelle moschee e nelle sinagoghe, e condividiamo lo stesso orgoglio quando i nostri atleti olimpici gareggiano per l'oro. Perché la stragrande maggioranza di noi non vuole vivere in un Paese amaro e diviso. Vogliamo qualcosa di meglio. Vogliamo essere migliori. E la gioia e l'entusiasmo che stiamo vedendo intorno a questa campagna ci dicono che non siamo soli. Ho passato molto tempo a pensare a questo negli ultimi mesi perché, come ha detto Michelle, quest'estate abbiamo perso sua madre. Non so se qualcuno abbia mai amato la propria suocera più di quanto abbia amato la mia. Soprattutto perché era divertente, saggia e forse la persona meno pretenziosa che conoscessi. E poi mi ha sempre difeso con Michelle quando combinavo qualche guaio. Ma credo anche che uno dei motivi per cui siamo diventati così amici sia che mi ricordava mia nonna, la donna che mi ha cresciuto da bambino. All'apparenza, le due non avevano molto in comune: una era una donna nera di Chicago, l'altra una donna bianca nata in una piccola città chiamata Peru, nel Kansas. Eppure, condividevano una visione di base della vita: donne forti, intelligenti, piene di risorse e di buon senso che, a prescindere dalle barriere che incontravano, portavano avanti i loro affari senza problemi o lamentele e fornivano una base incrollabile di amore per i loro figli e nipoti. In questo senso, entrambe hanno rappresentato un'intera generazione di lavoratori che, attraverso la guerra e la depressione, la discriminazione e le opportunità limitate, hanno contribuito a costruire questo Paese. Molti di loro hanno faticato ogni giorno in lavori spesso troppo piccoli per loro e sono stati disposti a fare a meno di tutto pur di dare ai loro figli qualcosa di meglio. Ma sapevano cosa era vero e cosa contava. Cose come l'onestà e l'integrità, la gentilezza e il duro lavoro. Non si lasciavano impressionare dai millantatori o dai prepotenti e non passavano molto tempo a preoccuparsi di ciò che non avevano. Trovavano invece piacere nelle cose semplici: una partita a carte con gli amici, un buon pasto e le risate intorno al tavolo della cucina, aiutare gli altri e vedere i propri figli fare cose e andare in posti che non avrebbero mai immaginato per loro stessi. Che siate democratici, repubblicani o una via di mezzo, tutti noi abbiamo avuto persone così nella nostra vita. Persone come i genitori di Kamala, che hanno attraversato gli oceani perché credevano nella promessa dell'America. Persone come i genitori di Tim, che gli hanno insegnato l'importanza di servire. Persone buone e laboriose che non erano famose o potenti, ma che sono riuscite, in innumerevoli modi, a lasciare questo Paese un po' migliore di come l'hanno trovato. Credo che, al di là di qualsiasi politica o programma, sia questo ciò a cui aspiriamo: il ritorno a un'America in cui si lavora insieme e ci si prende cura l'uno dell'altro. Un ripristino di quelli che Lincoln definì, alla vigilia della guerra civile, “i nostri legami di affetto”. Un'America che sfrutti quelli che lui chiamava “gli angeli migliori della nostra natura”. Questo è l'obiettivo di queste elezioni. E credo che sia per questo che, se ognuno di noi farà la sua parte nei prossimi 77 giorni - se busseremo alle porte e faremo telefonate e parleremo con i nostri amici e ascolteremo i nostri vicini - se lavoreremo come non abbiamo mai lavorato prima, eleggeremo Kamala Harris come prossimo Presidente degli Stati Uniti e Tim Walz come prossimo Vicepresidente degli Stati Uniti. Eleggeremo leader a tutti i livelli che si batteranno per l'America speranzosa e lungimirante in cui crediamo. E insieme costruiremo un Paese più sicuro e più giusto, più equo e più libero. Quindi mettiamoci al lavoro. Dio vi benedica e Dio benedica gli Stati Uniti d'America". --------------------------------------------------- Se ritieni che questo lavoro sia prezioso, che questo spazio di informazione vada salvaguardato, iscriviti al Blog: è l'unico modo per garantire la sua continuità nel tempo. Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

153,767 görüntüleme • 1 yıl önce

È stato un Salone Libro Torino strepitoso, l’ultimo di Nicola Lagioia. Pieno di persone, di lettori, di storie. La contestazione della Ministra della famiglia #Roccella, avvenuta nello spazio della Regione Piemonte, è quanto di più sano possa avvenire in una democrazia. Una ministra della Repubblica viene contestata per le sue affermazioni (“purtroppo esiste il diritto all’aborto” ha più volte affermato) e per la sua appartenenza a un governo fortemente criticato per i continui tentativi di sabotare non solo il diritto delle donne all’autodeterminazione, ma anche per voler di fatto cancellare, con le sue direttive, le famiglie arcobaleno. La ministra Roccella, a differenza di scrittrici e scrittori, a differenza di intellettuali o attivisti, ha un ruolo delicato e un potere immenso. Il potere deve cercare e stimolare il dialogo prima di imporre provvedimenti che hanno un effetto immediato e devastante sulle vite delle persone. Dopo non può che arrivare la contestazione. Sui commenti irricevibili (“vergognati! Con tutti i soldi che prendi”) della sottosegretaria di Fratelli d’Italia #Montaruli, rivolti al direttore del #Salone Nicola #Lagioia, non varrebbe la pena nemmeno di soffermarsi, perché rientrano nella classica dialettica violenta di questo governo populista. Per Montaruli (che ricordiamo per il saluto romano a Predappio e per una condanna per peculato, reato che, di per sé, avrebbe consigliato un’esclusione dalla compagine di governo), evidentemente, se una persona viene pagata per il lavoro che svolge poi deve accettare continue ingerenze politiche autoritarie. Questo governo, questa destra xenofoba e la sua propaganda, vanno sabotati con tutti gli strumenti (non violenti) che la democrazia mette a disposizione. La destra italiana, infine, dimostra di non aver per nulla compreso la lezione americana. Il tentativo di restringere il diritto all'aborto ha scatenato una reazione politica dal basso, diffusa e trasversale, che ha contribuito alla sconfitta di Trump. Non se ne rendono conto, ma per questa via si avviano a costruire la loro stessa sconfitta.

Roberto Saviano

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La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. Non è un imprevisto, era previsto: da mesi si sono esercitati anche per questo. Perché non sono esagitati, non sono avventurieri in gita: sono donne e uomini che rappresentano la parte migliore di questo mondo, quella che crede nel valore delle missioni civili e della non violenza. La Global Sumud Flotilla aveva due obiettivi dichiarati. Il primo: aprire gli occhi del mondo su Gaza, sottolineando la complicità dei governi che da anni tollerano e sostengono il blocco mentre si consuma un genocidio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Oggi nessuno può più dire di non sapere, nessuno può più nascondersi dietro il silenzio. Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo. Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano. È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita. La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque. #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

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