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Insomma, creme solari sì o no? La dermatologa Adele Sparavigna, intervistata per In Salute fa chiarezza. E spiega perché i filtri solari sono pericolosi, perché la Ue ha rimosso dalle creme 1400 sostanze e come proteggersi davvero. Un’intervista-verità, autorevole, sincera e scomoda.

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#IlariaSalis: “Allora, sento bussare: "Ilaria Salis, polizia, apra". Mi alzo, vado ad aprire la porta, mi chiedono di fornirgli i documenti. Gli faccio presendo... i documenti... gli faccio presente che eee sono appunto una eurodeputata eeee quindi gli chiedo perché, uhmmm... insomma, sta succedendo, perché questo controllo...” #Gramellini: “E loro a quel punto cambiano atteggiamento oppure no?” #IlariaSalis: “No, no, loro hanno detto che erano lì per accertamenti e questi att... accertamenti sono durati ee praticamente un'ora. Sono durati un'ora. Mi hanno ancheeee rivolto delle domande. Alcune domande riguardavano eee il mio arrivo a Roma. Quindi quando, come eeee perché... insomma, io comunque gli ho detto che ero arrivata Giovedì sera, uhm... che ero avevo lavorato qui durante il Venerdì e che eeee insomma per la giornata avevo in programma di andare alla manifestazione e mi rivolgono un sacco di domande relative alla manifestazione. Appunto se avevo intenzione di andarci, addirittura mi hanno chiesto se avevo con me degli oggetti pericolosi per la manifestazione. Gli ho detto, so... io ho dei libri, non so se i libri possono considerarsi oggetti pericolosi. Eee mi hanno chiesto appunto se avevo partecipato ad altre manifestazioni in passato eeee insomma, comunque questo questi accertamenti sono proseguiti per... per più di un'ora, insomma, quando sono andati via.” #Gramellini: “Non hanno fatto perquisizione, cioè...” #IlariaSalis: “Non hanno fatto perquisizioni...” #Gramellini: “... non hanno girato per la stanza aperta, niente.” #IlariaSalis: “No, no, no però sono stati sulla porta, con la porta aperta e questi accertamenti appunto sono terminati eeee insomma che erano le 9.20, per cui si è trattato di un'ora diii controlli.” #inaltreparole #nokings

𝚁𝚒𝚌𝚌𝚊𝚛𝚍𝚘 𝙳𝚎𝚒𝚊𝚜

270,516 Aufrufe • vor 5 Monaten

Julian Assange, con quella faccia da hacker stanco e lo sguardo di chi ha visto più menzogne di quante una mente sana possa sopportare, non ha detto una cosa: ha detto la verità. La verità che i salotti televisivi non vogliono, che i telegiornali servili nascondono dietro titoli in maiuscolo, che i giornalisti con lo stipendio pagato dal governo travestono da “inchieste”. La verità è che la guerra non comincia coi fucili, ma con le penne. E da almeno cinquant’anni, se non da sempre, le redazioni sono i veri centri di comando. Ogni bomba sganciata in Iraq, ogni drone su Gaza, ogni “missione di pace” in Afghanistan, ha avuto il via libera morale prima sui media servi di regime, poi al Pentagono. Perché la gente, povera illusa, va in guerra solo quando la convinci che c’è un nemico. E i nemici si creano a tavolino, con un buon titolo, una foto strappalacrime, e un esperto in studio che finge imparzialità. Assange ci ha mostrato tutto questo, e lo hanno rinchiuso. Non per ciò che ha fatto, ma per ciò che ha svelato. Perché in un mondo di menzogne, dire la verità è l’unico vero crimine. E l'informazione? Peggio delle armi. Perché le armi uccidono i corpi, ma i media uccidono la coscienza. Hanno convinto intere generazioni che la NATO è pace, che l’Unione Europea è progresso, che Zelensky è Churchill e Draghi è Dio. E invece sono burattini con la lacca, servi del potere che si nutrono di consenso manipolato. Sì, ci sono giornalisti coraggiosi. Ma sono la minoranza silenziosa in un esercito di prostituti dell’informazione, che si vendono ogni giorno al miglior padrone. E la domanda di Assange – se il mondo non sarebbe migliore senza i media – è scomoda, radicale, urgente. Perché la vera guerra non è in Ucraina o in Medio Oriente. È sotto casa tua, nel cervello di chi accende la TV e spegne il cervello. E finché non spegniamo quella TV, continueremo a votare guerre pensando di votare la pace. ©Sabrina F. 👇👇👇

Sabrina F.

12,979 Aufrufe • vor 1 Jahr