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Ana Sayfaya Dön

17,671 görüntüleme • 1 yıl önce •via X (Twitter)

4 Yorum

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RexBigShot1 yıl önce

Women write meee🥵🥵35 norway.I’m leaking and edging for the next 5 houers. High as fuck. Flushed my ass good with anal shower. Ready to fuck my bitch hole with my dildo. dress up in some spaced out cloths a girl left. Total degradation and intimacy. I can show you my paintings.

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Armin Van Ruuben1 yıl önce

💗🤭😅

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Ruben Dario Ochoa1 yıl önce

Hola

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thebestyeah1 yıl önce

De qué te ríes?

Benzer Videolar

Il ricercatore italiano Giovanni Trambusti ha analizzato i dati sulla mortalità in eccesso nel centro e nel sud Italia, e ciò che ha scoperto nei numeri mina direttamente una delle affermazioni centrali del racconto pandemico. Le morti in eccesso in quelle regioni sono state più alte nel 2022 rispetto al 2021, e più alte che nel 2020, in un periodo in cui i decessi per COVID erano in calo. Quando gli è stato chiesto se i dati supportino l'affermazione che i vaccini COVID abbiano salvato milioni di vite, la sua risposta è stata inequivocabile: Non può essere vero. I numeri dicono il contrario. Ma la scoperta più significativa riguarda il modo in cui i decessi sono stati classificati. In Italia, chiunque morisse entro 14 giorni dal ricevimento di un vaccino veniva contato come non vaccinato. Ogni morte in quella finestra temporale è stata collocata nella categoria sbagliata. Quella singola decisione contabile, sostiene il ricercatore, è ciò che ha creato la base statistica per il racconto di una "pandemia dei non vaccinati". Mentre l'Italia distribuiva i vaccini a specifici gruppi di età in sequenza, i decessi in quegli stessi gruppi di età schizzavano tra le persone classificate come non vaccinate, in coincidenza diretta con la distribuzione dei vaccini per quella coorte. Lo stesso schema si è ripetuto attraverso ogni gruppo di età man mano che la distribuzione li raggiungeva. Quelle morti non stavano avvenendo tra persone non vaccinate. Stavano avvenendo tra i neo-vaccinati, e la regola di classificazione dei 14 giorni le stava spostando nella colonna sbagliata. Sub. Ita 🇮🇹 👇🏻👇🏻👇🏻

Sabrina F.

57,861 görüntüleme • 1 gün önce

🧵Un micidiale virus ha colpito la Mostra del Cinema di Venezia. È un virus subdolo, che colpisce all'improvviso provocando gravi attacchi di panico. Il virus è stato portato a Venezia da alcuni giornalisti e si manifesta sotto forma di domanda: "Cosa ne pensi di quanto sta accadendo a Gaza?" Ecco. Il virus ha colpito. Il povero attore/attrice/regista smette improvvisamente di pavoneggiarsi, inizia a balbettare, il sudore scorre copioso, la voce diventa flebile, gli occhi implorano aiuto, vorrebbe sparire dalla faccia della terra e riapparire su Plutone ma il virus è lì e attende una risposta. Allora l'attore/attrice/regista muove faticosamente le labbra dalle quali fuoriescono parole in libertà, scollegate dal mondo reale. Il nulla cosmico. Il giornalista fa un'altra domanda sul film, l'attore/attrice/regista riprende colore in volto, la voce è sicura, un sorriso radioso ci avvisa che il virus è alle spalle. La paura è passata, può tornare a pavoneggiarsi. Purtroppo, su alcuni, gli effetti del virus sono stati devastanti. Un anziano regista e attore della borghesia romana, da alcuni giorni è sotto sedativi e non smette di urlare: "Io nun volevo firmaaa! Mi ci hanno messo in mezzo, 'sti quattro infami". Discorso serio. Si discute se le celebrità abbiano "l'obbligo di parlare di Gaza". La mia opinione è questa: nessuno è obbligato, ma se sei una celebrità e hai tanta influenza sul pubblico e puoi usarla anche attraverso il tuo lavoro e scegli di non usarla di fronte a un genocidio la tua non è neutralità. È una scelta politica deliberata. Sei già schierato con gli sterminatori e in tempi di genocidio dovrebbe essere la tua coscienza a obbligarti a parlare e stare senza indugi con gli sterminati. In tempi di genocidio, ci si schiera, ci si conta, uno a uno, e gli ignavi, quelli che dicono "non me ne intendo" "non sono del mestiere" vengono conteggiati con i carnefici. In tempi di genocidio non bisogna intendersene o essere del mestiere, basta vedere. Le scelte che facciamo sono il mezzo più efficace per capire la coscienza delle persone. "Cosa ne pensi di quanto sta accadendo a Gaza?" Fate questa domanda al vostro partner, a un amico, al collega di lavoro, a quelli che vi circondano e otterrete in pochi minuti informazioni essenziali che normalmente otterreste in mesi o addirittura in anni di conversazioni. Gaza è un eccellente metro di misura per valutare la povertà morale.

Gianluca Martino

109,543 görüntüleme • 9 ay önce