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L’abbraccio speciale tra Giuseppe Commisso e Giancarlo Antognoni 🫂 💜⚜️

37,667 views • 20 days ago •via X (Twitter)

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Ciao Milano Cortina 2026, come ogni Olimpiade sei stata un gigantesco e meraviglioso pandemonio. Il lavoro dietro le quinte, quello che all’esterno non si vede, tra corse, studi Live, collegamenti, interviste, chat, notifiche, riunioni, scalette preparate e mandate in malora, poco sonno e occhiaie a go-go, cibo quando capita. Grata di averla vissuta Milano con Eurosport IT, discovery+ Italia, HBO Max Italia UNA squadra Unita e UNICA. A dispetto della lontananza, tra Cortina, Livigno, Bormio, Milano…Ovunque. Ognuno di voi sa quanto ha contribuito (tantissimo) ❤️ Grazie Matteo Pacor. Dalla tua telefonata dello scorso aprile (Lia, ti va di darci una mano?) fino alla fine di questo viaggio. Ho scoperto un grande capitano, a cui nulla sfugge H24. Inestimabile, tu. Grazie Antonio Raimondi che anni fa mi hai insegnato l'importanza del racconto attraverso le immagini in tv. Instancabile e indispensabile nel coordinare tutti. Grazie Silvia Stobbione e Alfredo Mordino. Professionisti pazzeschi (non credo esista nessuno che lavori più di Silvia!) dal valore umano enorme. Perché alcuni gesti di cura valgono più di tutto. Tu, Tina Maze. Regina delle nevi, con la personalità per commentare ogni cosa e con una sensibilità speciale. Grazie di esserti fidata di me. Grazie Kristian Ghedina. Ti definisci uno fuori di testa. E lo sei. Ma hai anche un cuore enorme. Sempre collaborativo, con una voglia matta di imparare cose nuove. Ehi Massimiliano Ambesi, tu che sei lo storyteller numero 1 degli sport invernali. Grazie del tempo che mi hai dedicato, nel chiarire i miei dubbi o nell’indicare un chicca nel racconto a cinque cerchi. Grazie Carlotta Manzi e Caterina Carpanè preziose compagne di viaggio (con Yassen Genadiev in regia!). Andare a braccio è il mio lavoro ma ho potuto farlo sapendo che c’eravate voi a guardarmi le spalle. (“Lia, contrattiamo?”) GRAZIE Davvero A tutti ❤️

Lia Capizzi

16,452 views • 7 months ago

L’operazione speciale procede spedita. Di questo passo infatti la Russia completerà la conquista del Donbas nel marzo del 2040 al modico costo di 6.574.000 perdite tra morti e feriti. Trovo sempre interessante leggere dai commenti e dai post dei vari fan del regime fascista russo (dicevano i latini che de gustibus non disputandum est) tanto trionfalismo per la conquista, peraltro non vera, di Kostiantynivka, come se l’umanità intera dovesse trarre un vantaggio collettivo dal fatto che una dittatura assassina causi milioni di morti e commetta crimini indicibili pur di sottrarre illegalmente territorio ad uno stato sovrano. Le dissonanze cognitive ed i traumi psicologici di questa frustrata porzione della società non sono il mio campo. Lo è invece capire cosa non sia chiaro di quello che sta realmente avvenendo in Ucraina. Il Cremlino ha infatti diffuso un video senza data e senza luogo di un briefing tra un Putin dall’espressione torva ed evidentemente preoccupato ed i vertici militari. Un incontro spacciato per una visita al fronte, ma che a giudicare dall’allestimento impeccabile, dalle luci cinematografiche, l’audio pulito e la strumentazione utilizzata si è svolto in uno dei vari teatri di posa che, secondo varie inchieste giornalistiche, sono stati allestiti nelle residenze dello zar o alla periferia di Mosca proprio per queste scenette. Il capo di Stato maggiore Gerasimov durante il briefing mostra le mappe del “progressi” delle truppe russe, illustrando una linea del fronte irrealistica e derisa dagli stessi Z-blogger russi. Le differenze rispetto alla linea reale sono macroscopiche, discostandosi talvolta anche di decine di km (alcune immagini le ho prese da un post di Parabellum (Mirko Campochiari)), ma tracciate utilizzando la tecnica degli sbandieratori, fotografando cioè dei poveracci spediti di nascosto dietro la linea del fronte a sventolare una bandiera russa per far credere che il tale villaggio sia stato preso, salvo poi essere eliminati o catturati dagli ucraini. A Kostiantynivka le battaglie sono in realtà ancora in corso e secondo i milblogger russi continueranno per settimane. Perché da un lato il Cremlino ha bisogno di una vittoria anche di Pirro che provi l’inarrestabile avanzata del secondo esercito più forte in Ucraina. Dall’altro l’esigenza di Kyiv non è quella di difendere macerie ma di dissanguare l’avversario, facendo pagare a caro prezzo ogni passo. Prova ne è il fatto che la conquista di Kostiantynivka sia in realtà un ripiego rispetto ai progetti originali. Sebbene ora venga spacciata come obiettivo, doveva essere semplicemente la tappa intermedia di una cavalcata. Nelle direttive strategiche dello Stato Maggiore russo, la città doveva essere presa di slancio attraverso una massiccia manovra a tenaglia da nord, con una spinta che doveva arrivare da Izjum e Lyman, scendendo verso Sloviansk e Kramatorsk. Da sud l'avanzata doveva risalire da Avdiivka e Marinka per tagliare le linee di rifornimento ucraine. Puntare tutto su Kostiantynivka è la prova del fallimento di questi piani e non di una vittoria. Il fronte in quella zona peraltro avanza di 50 metri al giorno. Nell’area di Pokrovsk si arriva a 70. Nel mese di giugno il guadagno reale è stato, secondo i calcoli di ISW di 30,42 km quadrati, facendo quindi salire a 1.298 le perdite per ogni km quadrato occupato. Per completare la presa del Donetsk ne mancano ancora 5.065. A conti fatti, con questo ritmo ci vorranno 14 anni e il sacrificio di un terzo dell’intera popolazione russa compresa tra i 18 e i 40 anni. E parliamo, lo ribadisco, del costo di ciò che resta da conquistare di una sola regione. Sempre ammesso, ovviamente, che la situazione non peggiori. Perché la tecnologia dei droni ucraini corre assai più velocemente di quella russa, le catene logistiche compromesse ed enormemente allungate per non esporre depositi di munizioni e carburanti stanno causando un drammatico rallentamento della capacità offensiva delle forze di Mosca. Inoltre dopo Kostiantynivka ci sono le alture fortificate che proteggono l'agglomerato urbano di Kramatorsk e Sloviansk. Senza il controllo delle grandi arterie stradali che scendono da nord, una linea di rifornimento russa allungata fino a Kostiantynivka rimarrebbe costantemente esposta al fuoco dell'artiglieria e ai droni ucraini posizionati sulle colline circostanti. Continuare a mostrare ossessivamente piccole vittorie tattiche da parte dei soliti noti serve solo a nascondere un sempre più clamoroso fallimento strategico, che si aggiunge a quello economico, di credibilità internazionale e politico. Un fallimento che nemmeno le espressioni facciali di un bugiardo seriale come Putin possono più nascondere.

Marco Setaccioli

20,156 views • 2 months ago

La Georgetown University cancella la relatrice Francesca Albanese dall'elenco degli studiosi dell'Ateneo. Dopo la foto con Hannoun e le polemiche sulla cittadinanza onoraria a Bologna, l'università americana prende le distanze dalla diplomatica. "Quello che Israele fa da quando si è costituito è esistere come Stato militare. Con quella militarizzazione Israele ha creato un'industria". Con queste parole lo scorso 5 luglio Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi, parlava sul Lago di Como, a Lenno, durante un evento pro-Palestina. In quell'occasione ebbe modo di conoscere proprio lui, Mohamed Hannoun, adesso accusato di essere il capo della cellula di Hamas in Italia. Fin da subito, con qualche imbarazzo, la diplomatica corse ai ripari: "Alla gente che mi chiede di fare una foto non chiedo il pedigree o se sono incensurati", dichiarò ai giornalisti. Ora, però, tocca a lei incassare una nuova presa di distanza, questa volta direttamente da Washington. L'Università di Georgetown, la più antica degli Stati Uniti, ha scelto di cancellarla dall'elenco ufficiale degli studiosi affiliati. Una decisione arrivata in seguito al rapporto di Hillel Neuer, direttore dell'organizzazione che monitora l'Onu: "Le università non devono diventare rifugi sicuri per chi abusa della propria piattaforma per diffondere odio", ha detto. Insomma, Francesca Albanese continua a incassare prese di distanza. Prima dalla sinistra, spaccata sulla sua cittadinanza onoraria a Bologna e imbarazzata per le parole con cui definì l'aggressione squadrista alla redazione della Stampa. Ora anche dal mondo accademico. Tra chi la candida al premio Nobel e chi le toglierebbe l'incarico alle Nazioni Unite, comincia a esserci anche chi preferisce far finta di non conoscerla.

🖤 🇮🇹 𝘨𝘪𝘨𝘪 𝘱𝘰𝘥𝘥𝘢 👣🐾 🇮🇹 🖤

14,308 views • 9 months ago