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Leanettacoco

62,046 просмотров • 1 год назад •via X (Twitter)

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Riprendere #Kursk per la Russia sarà molto più difficile del previsto. Il perché è presto detto. . La dottrina militare sovietica non è mai cambiata, nemmeno sotto #PutinWarCriminal, e si fonda su tre colonne portanti: l'uso smodato dell'artiglieria, l'invio al fronte di ondate infinite di soldati (incuranti del numero dei morti) ma soprattutto la distruzione completa di città e strutture civili. . Quando l'esercito sovietico si ritira, sia da sconfitto (già perché in passato, checché ne dicano i filorussi, Mosca più di una volta ha dovuto abbandonare le proprie aspirazioni territoriali) sia da vincitore, ciò che colpisce di più sono proprio le lande sterminate di palazzi demoliti, com'è già successo ad Aleppo in Siria, a Grozny in Cecenia, oppure ultimamente per Mariupol e altre decine di città ucraine. Ma la strategia del terrore di Mosca, purtroppo per Putin, non può essere replicata anche a Kursk, perché per la prima volta nella storia i civili in questo caso sono russi. . Questo "piccolo particolare" non è affatto trascurabile, perché bombardare il proprio territorio sarebbe qualcosa che nemmeno Putin potrebbe mai giustificare, sia davanti all'opinione pubblica internazionale che davanti al suo popolo, che dal leader maximo si aspetta sempre e solo protezione. . E se evacuasse tutti i civili, ci si chiede, potrebbe poi avere la libertà di usare le bombe? Difficile, anche perché molti civili non ne vogliono proprio sapere di abbandonare le loro case, visto che gli ucraini si stanno dimostrando molto più civili dei russi, tant'è vero che i cittadini della regione di Kursk sono increduli del fatto che gli invasori non entrano nelle loro case, non stuprano e non portano nemmeno via le lavatrici! . Ecco quindi che Putin si ritrova con un doppio problema: da una parte l'avanzata ucraina, che proseguendo continua a coprirlo di ridicolo ogni giorno di più, e dall'altra l'impossibilità del suo esercito di agire come sanno fare e come hanno sempre fatto, ovvero portando morte a distruzione ovunque. . E forse è proprio questo il motivo che l'ha spinto a considerare l'incursione di Kursk come un'azione terroristica, e a prendere le relative misure, che al momento come era inevitabile immaginare si stanno dimostrando a dir poco inadeguate...

Quintus Poppaedius Silo

53,630 просмотров • 1 год назад

Italia Viva, Ivan Scalfarotto 🇮🇹🇪🇺🇺🇦, Azione di Carlo Calenda e Sinistra per Israele, entità politiche che si descrivono come moderate e contro tutti gli estremismi, sdegnose verso ogni virgola sbagliata pronunciata nelle piazze pacifiste, scelgono di partecipare a un evento romano esplicitamente a favore di Trump e Netanyahu. Con il tiktoker napoletano Ciro Principe tra gli ospiti: «Signori, Bibi ci ha ascoltato. Grazie Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Vedete, popolo iraniano, c'è un'altra storia bellissima. 2500 anni fa il popolo ebraico viveva sotto la dominazione e la sottomissione babilonese e c'è stato un grande uomo, Ciro il Grande, che ha liberato il popolo ebraico e ha permesso agli ebrei di ritornare in Gerusalemme. Oggi, dopo 2.500 anni, Israele ha ricambiato il favore! Vi ha ucciso Alí Khamenei! Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! (Dal pubblico: "Bibi! Bibi! Bibi!" Bibi!, ndr) Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Bibi! Non lo so perché, è successo qualcosa. Mi sono innamorato del popolo ebraico! il popolo ebraico che da anni, da millenni hanno voluto distruggere. Ci hanno provato i babilonesi, ci hanno provato gli assiri, ci hanno provato i romani, ci ha provato Hitler, ci hanno provato i palestinesi e hanno fatto tutti una brutta fine. Signori, il messaggio è uno. Non rompete più il cazzo agli ebrei! Ed è arrivato il momento per l'Iran di passare dalla scia islamica allo Shah di Persia! Javid Shah! Javid Shah! A voi! Signori, vi lascio con una frase che voglio che ripetiate tutti. Al mio tre. Am Israel Chai. Uno, due, tre. Ham Israel Chai».

Paolo Mossetti

33,052 просмотров • 3 месяцев назад

Gentile Ministro Guido Crosetto, Le scrivo dopo lo spiacevole episodio avvenuto nel corso di un convegno organizzato ieri presso l’Università Federico II a Napoli. L’evento ha visto protagonisti anche diversi militanti dell’ANPI, i quali, come si evince dai video girati dai partecipanti, hanno aggredito verbalmente e fisicamente alcuni attivisti pro-Ucraina con l’intento di impedire loro di porre alcune domande ai relatori in merito alle attività di propaganda svolte in favore della Russia. Mi corre l’obbligo di farle notare che anche quest’anno l’ANPI ha ottenuto dal suo Ministero un contributo pari ad euro 95.400 per attività tra le quali figurano quelle legate alla valorizzazione della memoria della resistenza. Non credo di essere l’unico a chiedersi se sia il caso di continuare ad appaltare il ruolo di principale custode della memoria dell’antifascismo ad un’associazione che non è nemmeno in grado di condannare i suoi stessi militanti, mentre compiono azioni che hanno il chiaro l’obiettivo di limitare la libertà di espressione ed il diritto di contestazione di chi la pensa diversamente. Così come forse sarebbe opportuno che il suo Ministero chieda al presidente di ANPI Nazionale come sia possibile che un'associazione partigiana partecipi all’organizzazione di innumerevoli eventi nei quali si esibiscono personaggi come Angelo D’Orsi. Il professore emerito dell’Università di Torino, come saprà, ha infatti partecipato come INVITATO, a due distinti eventi promossi dal canale russo RT, sanzionato a livello europeo, svoltisi a Minsk e Mosca. Entrambi i festival, insieme alle dittature che li hanno ospitati, sono stati poi elogiati con grande passione e convinzione dal professore, sebbene, come è noto, si tratti di regimi totalitari, che sopprimono sistematicamente la libertà di opinione e condannano oppositori e dissidenti, nella migliore delle ipotesi, a marcire nelle patrie galere. Le basterà dare un’occhiata ai post, ai video e a ogni altra uscita pubblica del Prof D’Orsi per rilevare lo stabile sostegno offerto alla dittatura fascista di Putin e le innumerevoli plateali menzogne riportate e ripetute per vilipendere l’eroica resistenza ucraina. Personalmente ritengo che i numerosi appelli lanciati in queste settimane dal Presidente della Repubblica, affinché si affrontino alla radice i rischi collegati alla guerra ibrida, siano tanto più validi e attuali quando l’invasione dello spazio informativo da parte di chi sostiene la propaganda di uno stato criminale, seppur indirettamente, avviene addirittura con il sostegno di importanti realtà che operano attraverso fondi pubblici, le quali hanno quindi la possibilità di accreditarsi così come soggetti “istituzionali”. Certo che saprà chiedere ed ottenere dall’ANPI la necessaria chiarezza, le rinnovo la mia stima.

Marco Setaccioli

31,819 просмотров • 6 месяцев назад