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L’Italia è un Paese fascista? Come giustamente diceva Michele Boldrin, assolutamente sì. Non manganello e olio di ricino, ma: · Il mito dell’essere il paese più bello al mondo · Il corporativismo (tassisti, notai, giornalisti, balneari, farmacisti etc.) · Il dirigismo (il 50% del PIL italiano è spesa pubblica,...

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Le 4 TASSE più assurde d’Italia: il paese dove pure l’ombra paga il pizzo. Di ©Sabrina F. Benvenuti in Italia, il Paese dove tutto è tassato, tranne il buonsenso. Ecco le 4 perle del fisco italico, roba che nemmeno Kafka sotto acido avrebbe partorito. - 1. Tassa RAI – Il pizzo di Stato sull’aria fritta Non hai la TV? Non guardi Sanremo, né le fiction con attori presi a caso da un bar di Ostia? Non importa. Paghi lo stesso. Perché “potresti” usufruire del servizio. È come pagare una cena al ristorante perché “potresti avere fame”. - 2. Tassa sull’Ombra (Occupazione Suolo Pubblico) Hai un’insegna che proietta ombra sul marciapiede? Lo Stato ti bussa alla porta e ti presenta il conto. Paghi per il sole. Letteralmente. Newton si rivolta nella tomba, e pure Archimede lo querela. - 3. Tassa sul Rilascio del Passaporto – La tassa per essere liberi Vuoi viaggiare? Vuoi scappare da questo manicomio fiscale? Allora paghi. Non per il libretto in sé, ma per la possibilità di andare via. È il paradosso italiano: ti tassano per respirare un’aria diversa. - 4. Tassa sui Decessi – Neanche da morti vi lasciano in pace Crepate? Bene, pagate. O meglio: fate pagare chi resta. Lo Stato ci saluta con un sorriso e una mano in tasca. Il funerale lo piange la famiglia, ma lo incassa l’Agenzia delle Entrate. Morale? In Italia non nasci libero, non vivi libero e non muori gratis. Lo Stato è come l’amante gelosa: ti controlla, ti soffoca, e quando te ne vai… ti svuota il conto. Ma tranquilli: è tutto per il “bene comune”. Che poi non si capisce mai di chi sia, ’sto bene.

Sabrina F.

33,848 次观看 • 1 年前

GROSSO IMBARAZZO PER IL NO. Il presidente del Comitato del No dell’Anm, Enrico Grosso, è stato beccato in un fuorionda di un incontro sul referendum mentre discute con il presidente del Tribunale di Aosta, Giuseppe Marra, di una causa ancora da decidere e in cui è coinvolto. Si tratta di un caso molto delicato che tra poco più di un mese, il 22 aprile, arriverà sulla scrivania del Tribunale e che potrebbe portare addirittura alla decadenza dell’attuale presidente della regione, Renzo Testolin, e di tutta la sua giunta. Peccato che Grosso abbia scritto un parere pro-vertiate proprio sulla candidabilità del governatore (e del suo vice). Marra accenna alla vicenda giudiziaria: c’è “un contenzioso”, dice, spiegando di aver letto l’atto introduttivo del ricorso. Poi aggiunge una frase che scatena immediatamente la polemica: “Si è rivolto a te quindi, sono contento, cioè sono fiducioso perché obiettivamente è una causa molto…”. Grosso replica: “Secondo me ci sono dubbi sulla giurisdizione”. Il presidente del tribunale prosegue raccontando che la questione è stata già esaminata con la giudice relatrice, facendo riferimento alla differenza tra decadenza e diritto soggettivo. Il costituzionalista torinese osserva che proprio la decadenza è il cuore della domanda giudiziaria e aggiunge che la Regione sarà difesa da un collega “abbastanza noto, bravo”, che avrebbe intenzione di sollevare proprio quella questione. “Ce la studiamo, certo”, conclude Marra. Il dialogo dura pochi minuti, ma basta per accendere la miccia. Il video, inizialmente disponibile sul canale YouTube dell’università, già in serata non è più visibile. A sollevare pubblicamente il caso è Chiara Minelli, capogruppo di Avs nel Consiglio regionale valdostano e tra i promotori del ricorso contro l’elezione di Testolin. “Sono rimasta letteralmente basita nel sentire il dialogo che c’è stato al tavolo della conferenza”, attacca. “Si parlava di una materia che non c’entrava nulla con il referendum sulla magistratura. È inaccettabile e molto grave che ci sia stato un confronto su una questione così delicata in cui il presidente del tribunale dovrebbe avere un atteggiamento di totale imparzialità”. E poi la stoccata sulla sparizione del filmato: “Oggi sul sito dell’università il video della conferenza – casualmente? – non è più disponibile”. Sia per Marra che per Grosso si pone un evidente problema di opportunità.

Ermes Antonucci

232,146 次观看 • 4 个月前

Grillo, il Signoraggio e la più grande rapina della storia moderna. Di ©Sabrina F. Anni ‘90. Beppe Grillo sul palco, con l’aria di uno che ha appena scoperto che Babbo Natale è Rothschild travestito. Urla: “I soldi sono dello Stato. Lo Stato siamo noi. Allora perché ce li prestano?” Una domanda semplice, che dovrebbe far crollare mezzo sistema finanziario. Invece ci hanno riso sopra. Poi lo hanno fatto diventare il clown di Stato. E ora ci ridiamo noi. Il punto è questo: Sulle vecchie 100.000 lire c’era scritto: “Banca d’Italia”. Non “Stato italiano”. Non “Popolo sovrano”. Ma una banca. Che di “Italia” ha solo il nome. La Banca d’Italia è una S.p.A. Tradotto: è privata. Partecipata da banche, assicurazioni e gruppi industriali. Lo Stato ha una quota simbolica, ma il controllo è nelle mani dei soliti noti con il doppiopetto e il doppio conto a Ginevra. Ecco la truffa: 1. La banca centrale crea moneta dal nulla. 2. La “presta” allo Stato, che siamo noi. 3. Lo Stato la ripaga con interessi. 4. Gli interessi li mettiamo noi. Con le tasse. 5. E quando non bastano? Debito pubblico. Una catena di Sant’Antonio legittimata dalla costituzione economica del crimine. Grillo aveva ragione. Poi si è venduto. Ha portato la rabbia in Parlamento e l’ha trasformata in reddito di cittadinanza. Ma quella domanda resta lì, come una mina antiuomo sotto il tavolo di Bruxelles: Perché lo Stato, che ha la sovranità, si fa prestare i soldi da privati che stampano carta? Perché non è più uno Stato. È una colonia a sovranità limitata. E noi, gli affittuari del nostro stesso portafoglio. 👇👇👇

Sabrina F.

12,022 次观看 • 1 年前

💥 Vincenzo De Luca, governatore campano, nel suo ultimo videomessaggio non solo rigetta la richiesta di Pina Picierno di cancellare il concerto del russo Gergiev, ma rilancia duramente, riassumendo quelle che secondo lui sono le vere ragioni dell'invasione. Come si possa conciliare il suo populismo cattolico con Filippo Sensi che promuove i libri della professoressa Sofia Ventura o col cattolico ultra-atlantista Lorenzo Guerini, dio solo lo sa. Il PD è davvero un partito di moltitudini. «Non ci voleva molto per capire che estendendo la NATO lungo tutto il confine della Russia prima o poi qualche reazione ci sarebbe stata... la Russia è colpevole perché ha invaso l'Ucraina, ma l'Occidente non è innocente perché ha creato le condizioni per questa invasione. Oggi non c'è più niente da fare, il territorio occupato dalla Russia resterà occupato... non lo lasceranno mai più... C'è stato uno che l'aveva capito e aveva avuto il coraggio anche di dirlo quando è scoppiata la guerra in Ucraina ed era Papa Francesco, il quale disse subito dopo, ma se voi della NATO andate ad abbaiare davanti alla porta di casa della Russia, cosa vi aspettate? Quella dichiarazione poi non è stata più ripetuta per ragioni di opportunità diplomatica, ma aveva detto semplicemente la verità, questo è il quadro del mondo attuale. E c'è ancora chi parla di riarmo, il riarmo. Non si capisce dov'è il nemico e non si capisce chi ha creato condizioni di non sicurezza per gli altri. la NATO si è estesa lungo tutto il confine occidentale della Russia... Il pericolo lo determiniamo noi come NATO... È tutta una grande manfrina per alimentare l'industria bellica in Occidente, acquistare miliardi di euro di armi prodotte solo dagli Stati Uniti d'America e con un unico risultato drammaticamente preoccupante. L'unico paese d'Europa che ha le risorse per armarsi sul serio è la Germania. Non so se è chiaro, la Germania investe 900 miliardi di euro per armamenti e, come ha dichiarato il nuovo Cancelliere tedesco Merz, la Germania sarà una grande potenza militare. Complimenti ai grandi statisti dell'Occidente».

Paolo Mossetti

53,394 次观看 • 1 年前