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Non capisco chi ripete ossessivamente che “Alberto è l’assassino perché condannato in Cassazione”, ignorando che oggi sono emersi numerosi errori giudiziari documentati. A partire dall’alibi cancellato, passando per il DNA che già nel 2014 escludeva Stasi, ma che fu omesso, lasciando spazio a un “dubbio” costruito ad arte, come...

19,519 次观看 • 7 个月前 •via X (Twitter)

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Toh… #Garlasco “Se così è dobbiamo chiedere scusa ad Alberto Stasi… in primis chi l’ha giudicato colpevole”. Resta davvero difficile interpretare gli spasmi incontrollati di chi continua a negare evidenze ormai cristallizzate a proposito del DNA sulle unghie di Chiara Poggi. Persino una criminologa di fama come Roberta Bruzzone (che di certo non si può attualmente definire, per così dire, vicina alle posizioni della difesa di Alberto Stasi) già il 12 marzo scorso a proposito della perizia che la genetista Denise Albani si apprestava ad effettuare in vista dell’incidente probatorio nell’inchiesta su Andrea Sempio si esprimeva così: Roberta Bruzzone: «Sono indubbiamente delle tracce interessanti, lo erano anche all'epoca. Tant'è vero che non è la prima volta che il nome di Sempio, come ben sappiamo, salta fuori, no? Ci fu proprio un tentativo, anche abbastanza robusto, con la consulenza di Linarello – se non ricordo male, insomma, qualche anno fa – in cui effettivamente si puntava su di lui, ma la cosa venne liquidata senza operare questo confronto. Proprio perché si diede, diciamo, retta alla valutazione che fece il genetista del processo di Appello Bis: ossia che non fosse possibile comparare quel tipo di traccia. Oggi apprendiamo, anche in virtù probabilmente di una serie di migliorie sotto il profilo tecnologico e scientifico, che indubbiamente possono sicuramente aver contribuito a cambiare la possibilità di effettuare questa valutazione... e siamo davanti a una valutazione che sarà dirimente. Perché qui non è... non c'è troppo da discutere: se veramente quel DNA è il suo... e non mi pare possibile, plausibile un... diciamo... in quella sede un DNA possa arrivarci se non in virtù di un evento abbastanza diretto con il soggetto in questione...» Milo Infante: «Ma no, certo. Sotto le unghie, sulle dita...» Roberta Bruzzone: «Esatto. E allora c'è poco da fare. Se così è, se così è, dobbiamo chiedere scusa ad Alberto Stasi. Perché evidentemente... in primis chi l'ha giudicato colpevole...».

𝙶𝚒𝚞𝚜𝚎𝚙𝚙𝚎 𝙱𝚛𝚒𝚗𝚍𝚒𝚜𝚒

44,082 次观看 • 7 个月前

La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. Non è un imprevisto, era previsto: da mesi si sono esercitati anche per questo. Perché non sono esagitati, non sono avventurieri in gita: sono donne e uomini che rappresentano la parte migliore di questo mondo, quella che crede nel valore delle missioni civili e della non violenza. La Global Sumud Flotilla aveva due obiettivi dichiarati. Il primo: aprire gli occhi del mondo su Gaza, sottolineando la complicità dei governi che da anni tollerano e sostengono il blocco mentre si consuma un genocidio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Oggi nessuno può più dire di non sapere, nessuno può più nascondersi dietro il silenzio. Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo. Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano. È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita. La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque. #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

16,938 次观看 • 9 个月前

Per leggermi ci metterete più di ventuno secondi, ma ne varrà la pena (spero). Almeno non vi sporcherà la coscienza. Li riconosco anche quando non dicono una parola. Li vedo camminare per strada, con quell’aria tranquilla, come se niente potesse toccarli. Sorridono, chiacchierano, fingono di essere ciò che vorrebbero, ma basta osservarli con la giusta attenzione per capire che quella calma è finta, tenuta insieme da un filo sottile, pronto a spezzarsi da un momento all’altro. Quel filo è il male. C’è sempre, in ognuno di loro. Non sempre fa rumore, non sempre si mostra. A volte è solo una scelta non fatta, una verità taciuta, una bugia detta per convenienza. Chi ci ha avuto a che fare, in qualunque modo, non se n’è più liberato. Il male resta, si deposita come polvere, e a poco a poco diventa parte di te. Ti tiene fermo, ti congela in un presente che non passa mai. Così provano a scappare. C’è chi si nasconde dietro una toga, chi dietro un abito talare, chi dietro un sorriso pulito. Tutti cercano di cancellare l’odore del sangue, di coprire la colpa con un filtro emotivo. Ma il tempo non pulisce niente, e quel giorno - quello in cui tutto è cominciato - non è mai davvero finito. Continua a tornare, come un rumore di passi alle tue spalle che non smette di seguirti. Oggi quei ragazzi hanno quarant’anni, ma sembrano ancora ragazzini spaventati, rannicchiati dietro le madri. Forse perché anche le madri sanno. Forse perché anche loro hanno scelto di tacere. #Garlasco non è solo un paese. È un ritratto del male, un quadro dipinto col sangue e la vanità umana. C’è l’artista che confonde la bellezza femminile con la depravazione, e il carabiniere che ha venduto l’anima e l'onore in una stanza d’albergo. E in fondo non importa come andrà a finire: la condanna è già scritta. Si sono giudicati da soli, molto prima che qualcuno potesse farlo per loro. E allora capisci che la libertà è un’illusione. Perché non servono sbarre per essere prigionieri. Le celle più strette sono quelle costruite nella propria coscienza. E l’ergastolo più lungo è vivere sapendo di aver guardato il male - e di non aver fatto nulla per fermarlo. Ci sono persone che hanno un talento naturale per il male. Non lo imparano, non lo cercano: lo hanno nel sangue. Per loro il male non è un errore, ma una forma di coerenza. Non sempre si divertono a far soffrire, non è quello il punto. È più come un impulso, qualcosa che scatta quando la luce diventa troppo forte, e loro devono spegnerla. È allora che mostrano chi sono davvero. E non c’è pentimento che tenga, perché il male, per loro, è un linguaggio. Lo parlano con disinvoltura, come se fosse l’unico modo che conoscono per comunicare col mondo. Possono nasconderlo dietro una facciata rispettabile, una famiglia, una carriera. Ma alla fine riaffiora sempre. E non serve nemmeno agire per farlo. A volte basta stare fermi. Lasciare che un’ingiustizia accada, che un innocente paghi, che una verità resti sepolta. È una forma di male più silenziosa, più accettabile - ma non meno letale. Il male di cui parlo non grida. Sussurra. Si infila nei gesti quotidiani, nelle omissioni, nelle mezze verità. È quel male che ti fa credere di aver scelto bene, quando in realtà hai scelto solo te stesso.

John Doe

37,587 次观看 • 9 个月前

La dottoressa Bruzzone, cinque mesi fa, ha sostenuto che il movente dell'omicidio potesse essere questo: Chiara avrebbe visionato la cartella con il materiale pornografico "estremo" sul computer di Alberto e avrebbe minacciato di raccontarlo ai genitori. Secondo questa ipotesi, per paura di perdere la reputazione, Alberto l'avrebbe uccisa. Ieri, però, a Ore 14, Milo Infante ha ricordato ciò che è pacifico nella storia processuale: esiste una perizia informatica che certifica che Chiara quella cartella non l'ha mai aperta. Quel movente, infatti, era stato escluso molti anni fa. Non è presente in sentenza perché, ricordo sommessamente, che il movente è rimasto sconosciuto. A quel punto la stessa Bruzzone ha ammesso che si trattava di un movente "pensato all'inizio". E allora il punto è semplice ed è questo che voglio sottolineare: Ogni volta che si parla di Alberto Stasi, la narrazione televisiva ripropone ipotesi smentite, superate, processualmente inesistenti, come se fossero ancora attuali. Non per informare, ma per alimentare una storia: una storia che ha bisogno di un colpevole "coerente" con l'immaginario creato in questi anni. Questa operazione, ripescare moventi già esclusi dalla perizia e dalla logica, per poi farli scivolare sullo sfondo quando vengono smentiti è esattamente il modo con cui, da diciotto anni, si manipolano i fatti per piegarli a una narrazione prefabbricata su Stasi. Non è più accettabile. #Garlasco #Stasi

l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz

23,073 次观看 • 8 个月前

#Garlasco le puntate di ieri di #ore14sera e di oggi di #ore14 potrebbero rappresentare la pietra tombale sulla credibilità e sulla carriera della #Bruzzone...e mi auguro anche su quelle di altri, quali ad esempio #Colaprico (da oggi #Colappicco), #Garofano (da sempre #Crisantemo) , #Tizzoni (da oggi #Ardentemaqualedente) e #PaoloReale. sono quasi 20 anni che siamo stati fatti oggetto di quella che la brava #Bocellari chiama "narrazione tossica" su #Stasi... è ora che qualcuno PAGHI e io spero che a più di qualcuno dei summenzionati venga presentato il conto. tanto più che su quella narrazione tossica qualcuno ci ha scritto libri e chi ci si è comprato delle case nel centro di Roma...e chi ha lasciato ruoli pubblici (con laute pensioni) per mettere in piedi lucrose attività di consulenza...etc...etc... e mi auguro che sia un conto possibilmente SALATISSIMO, visto che quella narrazione ha contribuito a mandare in galera per 11 anni una persona PERSEGUITA, SOSTANZIALMENTE SOLO E PROPRIO SULLA BASE DELLA TOSSICITA' DI QUELLA NARRAZIONE. contestualmente mi auguro che un giorno la nostra giurisprudenza arrivi a prevedere delle forme di risarcimento anche da parte di quei magistrati e giudici che hanno AVALLATO SCIENTEMENTE tesi infondate e basate unicamente su elementi come "chi se non il fidanzato?" o, peggio ancora, "il biondino dagli occhi di ghiaccio" o il tono di una telefonata al 118, passando per una richiesta del tipo "datemi qualcosa per incastrare quello stronxo" a cui segue un (presunto) DNA guarda caso nella stessa concentrazione di 2,78 nanogrammi per microlitro sia su un cucchiaino da cucina usato per mangiare un fruttolo, sia su un pedale di bicicletta. roba, quest'ultima in particolare, da far pensare male anche su altri casi che hanno portato a condanna all'ergastolo solo sulla base di un DNA esaminato dal RIS, come per esempio quello di #Bossetti. a questo punto, visto che siamo venuti a conoscenza grazie a questo caso di una serie infinita di "ERRORI" degli inquirenti si potrà dire che la credibilità delle nostre "eccellenze investigative, vanto dell'Italia a livello galattico", è scesa un tantinello dopo #Garlasco...ma giusto un tantinello eh...?

Dave Pollak ᓚᘏᗢ 🇧🇹

38,483 次观看 • 4 个月前

I disordini e gli attacchi alle Forze di polizia che negli ultimi due giorni si sono verificati in varie città italiane ancora una volta dimostrano l’esistenza e la pericolosità di soggetti organizzati che strumentalizzano ogni tema, fatto o episodio, perfino una dolorosa tragedia come quella del giovane Ramy, soltanto per seminare violenza. Queste aggressioni devono essere condannate da tutti, senza indecisioni o speciosi distinguo, anche per sostenere un clima di fiducia nei confronti delle nostre Forze di polizia che sono tra le migliori del mondo, che offrono standard altissimi di professionalità, che si stanno prodigando con passione e impegno e che certamente non possono essere sottoposte a giudizi sommari o aggressioni in piazza. In un Paese maturo e avanzato come il nostro dovrebbe essere parte di una cultura condivisa la consapevolezza che non fermarsi ad un alt delle Forze dell’ordine, o cercare il confronto violento con chi rappresenta lo Stato, non è solo una grave violazione della legge ma è anche un comportamento pericoloso per sé e per gli altri che mina la sicurezza dei cittadini e la convivenza civile. Chi non parte da queste considerazioni rischia irresponsabilmente di alimentare l’idea che tali condotte siano talvolta giustificabili e che possano essere messe sullo stesso piano dell’impegno di poliziotti o carabinieri spesso costretti ad operare in momenti e situazioni difficili e concitate , anche a rischio della loro stessa incolumità. Né il diritto di manifestare può mai essere usato come scusa per atti di violenza, intimidazione o per sfidare l’autorità dello Stato. A fronte di questi comportamenti ignobili e pericolosi, come Ministro dell’Interno esprimo piena solidarietà e totale sostegno alle donne e agli uomini delle Forze di polizia, sottolineando che chi si macchia di queste azioni vergognose, a partire da quelle poste in essere nelle ultime occasioni, sarà perseguito con la massima determinazione.

Matteo Piantedosi

89,178 次观看 • 1 年前