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ora capisco perché lollo è arrivato ultimo in quella classifica merdosa fatta dai compagni perché hanno votato coi piedi preferendo i cani rispetto a chi ha davvero talento ma tappati quella fogna angie per carità

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Vi descrivo la scena, perché qui siamo davvero al paradosso. Milano. Una signora bionda viene insultata e chiamata con disprezzo “trumpiana”. Viene accusata di essere razzista e redarguita sui social network. Perché? Perché ha fatto rispettare una regola. La regola è semplicissima: per prendere il taxi si fa la fila. Non si salta davanti in mezzo alla strada per salire a bordo perché ci si stufa di attendere il proprio turno, scavalcando così chi è in testa alla fila. Non si passa davanti agli altri. Si aspetta il proprio turno. E questa regola vale per chiunque, a prescindere da nazionalità, sesso, colore della pelle, religione, stato sociale. Semplice, no? Quella signora definita “trumpiana” non veniva dalla coda. Veniva dalla testa della fila. E ha semplicemente preso il taxi che spettava a lei. Come avrebbe fatto chiunque di noi. Voi vi fareste scavalcare, magari da qualcuno perché turista? Io no. Da nessuno. Le tre signore straniere, invece, arrivavano dalla coda. Eppure oggi funziona così: chi rispetta le regole viene insultato e accusato di razzismo, chi le calpesta passa per vittima. È sempre lo stesso schema, fateci caso. E lo denuncio da anni. Pretendere il rispetto delle regole non è razzismo. È civiltà. Il vero razzismo, semmai, è etichettare e insultare una persona per questo. Siamo arrivati a questo punto: la normalità, il rispetto delle regole, il senso civico vengono criminalizzati; mentre l’arbitrio, la cattiva educazione, il disprezzo verso gli altri, il menefreghismo vengono giustificati, addirittura difesi. E no, non funziona così. In Italia, come ovunque dovrebbe essere, le regole valgono per tutti. Turisti, residenti, chiunque. E chi è ospite si adegua. Se questo vi risulta essere “razzismo”, state a casa vostra.

Azzurra Barbuto

63,219 views • 3 months ago

Quello che sta accadendo oggi in Russia – la persecuzione di Diana Loginova e degli altri musicisti di strada per aver osato cantare canzoni pacifiste, e il fatto che ora in Russia si possa incarcerare i minori dai 14 anni fino all’ergastolo – ha una radice comune. Il punto è uno: il regime putiniano odia la gioventù russa. Putin sta facendo la guerra al futuro. Cerca di fermare il tempo. Il regime odia i giovani perché loro lo sopravvivranno. Perché non riesce più a parlare con loro. Perché i giovani sono più liberi. Perché ridono, cantano, sperano e hanno meno paura. Perché non sono stati cresciuti dalla propaganda sovietica. Perché non corrono a morire nella guerra di Putin “per entusiasmo” e gratis. Perché non guardano Solov’ëv, ma leggono le notizie su internet. Perché hanno tempo davanti a loro. E loro vedranno il giorno in cui i cigni balleranno. Vedranno una Russia libera. Immaginatevelo: nella Russia del 2025 un ragazzino di 14 anni può essere condannato all’ergastolo perché in un videogioco ha costruito una bomba di pixel. O per aver attaccato un adesivo “No alla guerra” su un palo. O per essere stato ingannato da un truffatore e aver dato fuoco alla porta di un ufficio militare. Ergastolo. Per un gioco. Per un adesivo. Per una stupidità da ragazzino. È possibile che un adolescente venga condannato a vita per un reato che non è nemmeno in grado di comprendere fino in fondo. In Russia oggi sì. Le accuse suonano terribili: “sabotaggio”, “terrorismo”, “attentato”. Ma questo è così solo per chi guarda da paesi democratici. In Russia sono semplici strumenti di repressione politica. Chi è considerato “terrorista” oggi in Russia? Ad esempio gli scrittori Boris Akunin e Dmitrij Bykov — la loro “colpa” è essere contro la guerra. Che cosa può essere definito “terrorismo”? Per esempio, versare del verde brillante su un’urna elettorale durante le “elezioni” del 2024. Nessun ferito. Solo una macchia su una scatola di plastica. E “incitamento al sabotaggio”? Basta una chat privata su Telegram dove qualcuno insulta Putin. Nel 2022, a Kansk (Siberia), tre ragazzi di 14 anni hanno costruito una finta bomba in Minecraft e hanno “fatto esplodere” un edificio virtuale dell’FSB. Era uno scherzo in un mondo digitale. Lo Stato l’ha definito “preparazione di un attentato”. E “diversione”? Un adesivo “No alla guerra” davanti a un ufficio militare. Un SMS ai coscritti: “non andate a farvi uccidere”. Un commento in chat con un infiltrato dell’FSB. E la “diversione”? Anche i bambini possono facilmente diventare vittime di truffatori, come succede spesso anche agli adulti. Ci sono già diversi casi in cui dei truffatori hanno convinto dei minorenni a dare fuoco a una sede della leva militare o a un bancomat. Sapete cosa hanno risposto alla Duma russa? Che ora, sapendo che rischiano pene detentive fino all’ergastolo, i bambini ci penseranno due volte prima di ascoltare i truffatori. Non sto scherzando. I tribunali russi mandano in prigione gli adolescenti anti-guerra. Secondo gli ultimi dati, almeno 78 bambini sono già stati condannati dal 2022. Prima mesi di detenzione preventiva, poi colonie minorili, poi carceri per adulti. Questo non ha nulla a che vedere con la giustizia. È il meccanismo nudo della repressione politica. Ma il tempo — è dalla parte dei giovani. Loro sopravvivranno. Loro canteranno. Loro vedranno i cigni danzare. E quando questo sistema crollerà, Diana Loginova suonerà di nuovo, in una piazza libera. Akunin presenterà un nuovo libro. Noize MC terrà un concerto al Cremlino. La gioventù russa vedrà il giorno del Lago dei cigni.

Daria Kryukova

11,674 views • 9 months ago

“Le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi conferma l’urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare. La settimana prossima sarà quella in cui discuteremo e lavoreremo per proporre nuove norme anche per questo. Sarà anche l’occasione per vedere chi sta veramente dalla parte dello Stato e di chi lo rappresenta. Con i fatti e non solo a chiacchiere. Intanto lavoreremo perché questa vile aggressione non resti impunita ed abbia la risposta che merita da parte dallo Stato. La Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo. Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta”. Lo dichiara il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

Il Viminale

17,396 views • 6 months ago

C’è qualcosa di profondamente stonato in questa storia. Non tanto l’avidità, quella è antica quanto il mondo, ma la sua eleganza. La sua precisione. La sua puntualità quasi scientifica. I mercati si muovono prima delle decisioni. Qualcuno compra, qualcuno vende, qualcuno scommette miliardi con un tempismo che non è intuito, è conoscenza. Poi, qualche minuto dopo, arriva l’annuncio. E tutto diventa logico, spiegabile, inevitabile. Ma solo dopo. Prima no. Prima è un privilegio. Come funziona? In modo semplice, quasi banale. Se io so, davvero lo so, non lo immagino, che tra dieci minuti verrà annunciata una pausa in un attacco militare, posso scommettere sul fatto che i mercati saliranno. Compro futures sugli indici, cioè contratti che guadagnano se la Borsa sale. Oppure vendo petrolio prima che il prezzo scenda. Quando la notizia diventa pubblica, i mercati si muovono davvero. E io incasso. Non perché sono stato bravo, ma perché sono arrivato prima. È qui che nasce il sospetto: perché questi movimenti avvengono sistematicamente pochi minuti prima degli annunci di Donald Trump. Non ore prima, non giorni prima. Minuti. Un anticipo così preciso non è fiuto. È informazione. Si dirà: non ci sono prove. Ed è vero. Ma ci sono coincidenze che, sommate, smettono di essere casuali e diventano quantomeno imbarazzanti. E soprattutto c’è un contesto: controlli ridotti, uffici che indagavano su frodi finanziarie ridimensionati, meno occhi a guardare dove passano i soldi. Quando si spegne la luce, non è mai per caso. Fin qui, l’America. Poi c’è l’Italia, che non gioca ma paga. Perché quando qualcuno scommette sul petrolio e il prezzo si muove, quel movimento arriva fino al distributore sotto casa. Quando la finanza anticipa una crisi o una tregua, i prezzi dell’energia oscillano subito. E l’energia entra in tutto: trasporti, cibo, bollette. Così una scommessa fatta a New York diventa uno scontrino più caro a Palermo o a Milano. E mentre qualcuno guadagna sull’anticipo delle notizie, milioni di famiglie italiane vivono sull’anticipo dello stipendio che non basta. Loro giocano sui futures. Noi sui centesimi. In questo quadro, colpisce la disinvoltura con cui Giorgia Meloni continua a considerare Trump un alleato solido, quasi un modello di riferimento. È legittimo, naturalmente. Ma resta una domanda sospesa: alleato di chi? Perché se il modello è un sistema in cui pochi sembrano sapere tutto prima, e molti scoprono tutto dopo, al distributore, alla cassa, nella rata del mutuo, allora il problema non è solo politico. È morale. E alla fine la distanza è tutta qui: tra chi compra il futuro e chi prova semplicemente ad arrivarci.

Davide Faraone

10,286 views • 4 months ago

Sta crollando tutto e credono di tenere insieme il muro che viene giù rafforzandolo con la melassa. Senza manco capire che oramai la melassa genera disgusto, vomito. A quel giullare del potere che è Benigni bisogna ricordare che la UE, quella reale e non quella dei suoi deliri, ha significato: 1) compressione salariale (ammesso dallo stesso Draghi) 2) smantellamento dello stato sociale, dei diritti alla salute, del lavoro. 3) soppressione della sovranità popolare, dato che la UE è servita a spostare le decisioni importanti verso centri sottratti al controllo democratico 4) svuotamento della democrazia, dato che tutte le decisioni erano prese altrove, e qualsiasi governo eletto si doveva muovere entro quelle coordinate (vi ricordate quei vermi cge giustificavano tutto con "ce lo chiede l'Europa"?) 5) crimini contro l'umanità in Grecia, perché tre lire non si potevano tirare fuori, mentre ora scopriamo che fare un baratro di debiti per favorire l'industria delle armi e salvare l'industria tedesca di può fare Ora ve ne venite fuori con quel guitto, o con discussioni su Ventotene. Ma lo avete letto? Un insieme di chiacchiere che mai nessuno ha preso sul serio, dato che la UE, nei suoi trattati fondativi, delinea una direzione opposta. Idee confuse, buone per fare propaganda, ma che si disfano non appena devi fare i conti con la realtà, con le differenze di cultura, di interessi, di tradizioni. Un manifesto che ignora del tutto la discussione sull'Europa che già all'epoca era ricca, sul rapporto tra culture nazionali e identità europea, sugli strati che compongono la storia dell'Europa. Si potrebbe parlare di quel manifesto, non con coloro che ne fanno un feticcio, quelli gne gne, oddio contessa, critica Spinelli. E chi è Spinelli? Mose? Perché lo hanno imbalsamato e trasformato in Mose', solo che le acque non si aprono e manna dal cielo non ne è venuta. Si potrebbe discutere, lo si faccia senza le regole celebrative, salottiere, da perditempo e da signora la contessa. Ma in fondo sarebbe del tutto inutile, è tempo perso, perché mai nessuno ha preso sul serio Spinelli. Spinelli e' sempre stato e sempre sarà un'arma di distrazione di massa. Serve a parlare del sesso degli angeli per non parlare della realtà. Qualcuno crede che Ursula bomber leyen lo abbia letto? Forse neanche sentito mai nominare. Il manifesto di Ventotene è un nulla che serve solo come foglia di fico per non parlare delle politiche antidemocratiche e antipopolari che hanno caratterizzato trent'anni di UE. Destra e sinistra ci costringono a parlare del nulla per non parlare della realtà, di un'Europa al servizio delle banche, vi ricordate Draghi? Spinelli serve alla Meloni come serve a Fornaro: un'evasione nel mondo delle ideologie, per coprire quello che sta accadendo. Parliamo di un manifesto di cent'anni fa per non parlare delle sfide attuali. Il guitto Benigni serve a questo: a nascondere la realtà sotto una massa di retorica. Il potere sta perdendo la testa, capisce che sta crollando tutto, e allora ha scatenato una guerra di propaganda che manco le SS. Tutto inutile, perché, signori, siamo al capolinea e tra poco si scende. Il castello sta crollando perché i costruttori erano pessimi, perché l'edificio è senza fondamenta. Perché la UE nasce come tentativo di cancellare l'Europa, i suoi strati, le sue radici, le sue differenze, la sua ricchezze, per annullare la tradizione Europea. E noi, eredi dell'Europa e della sua cultura, difendiamo l'Europa contro quella macchina per fare il vuoto che è la UE. - Vincenzo Costa

Sabrina F.

19,523 views • 1 year ago

Caso “ramy”, 2 anni e 8 mesi a Fares Bouzidi, che guidava, per resistenza a Pubblico Ufficiale. 2000€ di risarcimento ai sei Carabinieri per danni morali. Ricordiamo qualche “fantastico” pensiero: - Marta Collot (Potere al Popolo): “I carabinieri hanno ucciso Ramy. Questo è un omicidio. Lo Stato e il suo apparato repressivo sono responsabili della sua morte.” - Franco Gabrielli (ex capo della Polizia, consulente del sindaco di Milano Beppe Sala) “È ovvio che quella non è la modalità corretta con cui si conduce un inseguimento perché se il tema è fermare una persona che sta scappando, non posso metterla in una condizione di pericolo”. - Beppe Sala (PD) Sindaco di Milano: “Hanno sbagliato… hanno fatto un inseguimento notturno di venti minuti (…) e le parole di quel video sono inaccettabili”. - Elly Schlein (segretaria PD): “La destra non strumentalizzi queste violenze (…) piena verità e giustizia per Ramy”. - Ilaria Cucchi (Alleanza Verdi e Sinistra): “Chi ha ricostruito i fatti in modo così diverso dalla realtà … non merita più di indossare la vostra onoratissima divisa (…) chiedo la sospensione e conseguente destituzione dei carabinieri che hanno messo negli atti ufficiali una ricostruzione dell’accaduto che mi pare proprio incompatibile con quanto documentato dalle immagini.” - Tomaso Montanari (rettore università per stranieri di Siena): “A mio figlio non sarebbe successo perché bianco”. - Corrado Formigli (Giornalista La7): “Non lo mettiamo nelle condizioni [intende di scappare e farsi male] c’è la targa sappiamo chi sono”.

Francesco 🇮🇹

52,366 views • 1 year ago