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Ana Sayfaya Dön

Per un #venerdipesce che si rispetti,la seconda parte di una bella inculata... 💦 #inculata #cazzointiro #cazzoinculo #cazzo @PROMOFREEITALY Liberamente Areole MilfHunter_Photo @italianclubita2 IL CLUB DELLE CURVE 𝕀𝕃 ℂ𝕃𝕌𝔹 𝔻𝔼𝕃𝕃𝔼 𝕋ℝ𝕆𝕀𝔼 NUOVO SelfieTuoi Madame Eva Made in Italy girl Il Lato Oscuro del Sesso 🔥( o ) ( o )🔥

19,957 görüntüleme • 1 yıl önce •via X (Twitter)

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Benzer Videolar

I disordini e gli attacchi alle Forze di polizia che negli ultimi due giorni si sono verificati in varie città italiane ancora una volta dimostrano l’esistenza e la pericolosità di soggetti organizzati che strumentalizzano ogni tema, fatto o episodio, perfino una dolorosa tragedia come quella del giovane Ramy, soltanto per seminare violenza. Queste aggressioni devono essere condannate da tutti, senza indecisioni o speciosi distinguo, anche per sostenere un clima di fiducia nei confronti delle nostre Forze di polizia che sono tra le migliori del mondo, che offrono standard altissimi di professionalità, che si stanno prodigando con passione e impegno e che certamente non possono essere sottoposte a giudizi sommari o aggressioni in piazza. In un Paese maturo e avanzato come il nostro dovrebbe essere parte di una cultura condivisa la consapevolezza che non fermarsi ad un alt delle Forze dell’ordine, o cercare il confronto violento con chi rappresenta lo Stato, non è solo una grave violazione della legge ma è anche un comportamento pericoloso per sé e per gli altri che mina la sicurezza dei cittadini e la convivenza civile. Chi non parte da queste considerazioni rischia irresponsabilmente di alimentare l’idea che tali condotte siano talvolta giustificabili e che possano essere messe sullo stesso piano dell’impegno di poliziotti o carabinieri spesso costretti ad operare in momenti e situazioni difficili e concitate , anche a rischio della loro stessa incolumità. Né il diritto di manifestare può mai essere usato come scusa per atti di violenza, intimidazione o per sfidare l’autorità dello Stato. A fronte di questi comportamenti ignobili e pericolosi, come Ministro dell’Interno esprimo piena solidarietà e totale sostegno alle donne e agli uomini delle Forze di polizia, sottolineando che chi si macchia di queste azioni vergognose, a partire da quelle poste in essere nelle ultime occasioni, sarà perseguito con la massima determinazione.

Matteo Piantedosi

89,178 görüntüleme • 1 yıl önce

SOPHIE CUNNINGHAM, LA GIOCATRICE CHE HA SCELTO DI REAGIRE ALLA VIOLENZA DELLE NERE IN CAMPO Stanca di subire violenze da parte delle giocatrici nere e di vedere la sua compagna di squadra bersaglio di falli duri e botte, Sophie Cunningham, giocatrice delle Indiana Fever, ha deciso di intervenire in difesa dell’amica durante una partita. Sophie ha reagito e, quando l’avversaria nera le ha ordinato di non indicarla con il dito, lei le ha puntato il dito per venti secondi, per fare capire a lei e a chiunque che certi comportamenti violenti da parte dei neri sui bianchi non saranno più tollerati. Queste immagini hanno fatto rapidamente il giro del mondo. Tanto che quel gesto è diventato il simbolo di una reazione contro una cultura che ha legittimato la violenza se proviene dai neri ed è diretta contro i bianchi. Sophie, originaria del Missouri, è nota per il suo carattere combattivo. Nel corso della carriera non ha mai nascosto il proprio temperamento, è stata sanzionata in alcune occasioni per proteste nei confronti degli arbitri ed è finita anche al centro di vicende extracestistiche, che lei ha contestato anche nelle sedi legali. Per molti commentatori conservatori è diventata un simbolo culturale, tanto da essere soprannominata “Barbie Maga”, mentre lei ha preferito definirsi una persona “di centro”. Che la si ami o la si critichi, una cosa appare evidente: Sophie Cunningham non si fa mettere i piedi in testa. Brava! 🙏🏻♥️

Azzurra Barbuto

50,000 görüntüleme • 16 gün önce

La svolta del green per combattere il climate change si fa sempre più avanti. Non manca però di farlo tramite restrizioni, divieti ed obblighi, e tramite un associazione finanziata da Google, Fondazione Clinton e George Soros. A sganciare la bomba è il vicedirettore de La Verità, Francesco Borgonovo. “Il piano dei sindaci del Pd per levarci cibo, auto e vestiti“, titola in prima pagina il quotidiano. L’associazione di cui si parla è il C40 Cities, un insieme di progetti finalizzati a “salvare il pianeta”, solita vittima del riscaldamento globale. 100 le città che sarebbero coinvolte. E con loro i relativi sindaci. “Ci sono anche i sindaci di Roma e Milano, Gualtieri e Sala“, rivela Borgonovo. Cosa prevede il piano? Il progetto, racconta il giornalista, vorrebbe mettere nella lista delle riforme delle maggiori città del mondo alcune strategie, riforme da adottare con l’obiettivo di dimezzare le emissioni di gas serra entro il fantomatico anno 2030. Indi per cui una delle riforme sarebbe quella di abolire il trasporto privato, in sostanza le autovetture, nelle città. Riforma che fa subito pensare alle tanto discusse Ztl già attive. Riforma che troverebbe riscontro in un report prodotto proprio dal C40. “Si riuniscono spesso, Sala fa parte anche del comitato esecutivo – racconta Borgonovo – e ipotizzano uno scenario che prevedrebbe: niente auto, niente latte, niente carne e poi riduzione drastica anche dell’acquisto di nuovi vestiti, la cui produzione causa emissioni. Nello scenario diciamo più estremo prodotto visto da questo rapporto, si permettono al massimo 3 vestiti all’anno“. Perché i sindaci ne fanno parte? E perché ne vorrebbero attuare i progetti? “Perché stanno dentro una bella associazione, una bella lobby, di città che spingono su questo genere di politiche. Chi glielo fa fare? Chi c’è dietro? Tra i finanziatori ci sono appunto Google, Open Society, Soros, Fondazione Clinton, Ikea e altre multinazionali di vario genere“. 👇👇👇

Sabrina F.

12,451 görüntüleme • 1 yıl önce

Mattarella ha lanciato un imperativo: «consegnate gli aiuti in sicurezza», invitando la Flotilla ad accettare la mediazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme per far arrivare il materiale a Gaza. In altri termini, consegnare a Cipro e rinunciare al mare aperto. Ma qui sta il punto: non è questione di modalità o di sicurezza, è questione di cosa stiamo parlando. Si parla ossessivamente delle barche, come se fossero il nocciolo del problema; mai si nomina il massacro sistematico, lo sterminio di una popolazione assediata. L’ossessione diventa quella dell’attraversamento “da non rischiare”, mai quella dell’ecatombe quotidiana. Eppure il diritto internazionale è chiarissimo: la navigazione in acque internazionali non può essere ostacolata, men che meno da attacchi armati. Pretendere che la Flotilla cambi rotta equivale ad ammettere che Israele possa violare la legge senza conseguenze, mentre chi la rispetta deve cedere. Il centro del discorso si sposta così dal genocidio all’“incertezza” del viaggio. È il solito cortocircuito: si discute delle barche per non discutere delle bombe. Intanto a Gaza la morte non concede tregua. Nelle ultime 24 ore ottantacinque persone sono state uccise dai bombardamenti israeliani, tra cui numerosi bambini. A Gaza City un raid ha colpito una casa che ospitava sfollati: almeno diciannove vittime. Decine sono rimaste intrappolate sotto le macerie nei quartieri assediati. Così, mentre i palazzi del potere parlano delle imbarcazioni, sotto quei cieli di fuoco si consuma un massacro silenzioso, una pulizia pianificata. Nessuna esitazione: a vele spiegate, verso il genocidio, è lì che si punta. #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

21,497 görüntüleme • 9 ay önce

Il nostro punto di …SVISTA Grande Fratello: Tra Ego, Sovrastima e il Naufragio della Professionalità La casa del Grande Fratello, teatro di intrighi, alleanze e tradimenti, sembra aver raggiunto un nuovo picco di grottesco. Sul web sta girando in modo virale il video dei sette “auto-proclamati protagonisti” – Ilaria, Tommaso, Lorenzo, Shaila, Jessica, Chiara e Maria Vittoria – intenti a discutere della loro strategia contro Helena. Un siparietto che lascia perplessi non tanto per il contenuto – un ricatto aperto nei confronti del pubblico e della produzione – quanto per il tono con cui si pongono, come se fossero i pilastri del programma. Un’autoinvestitura che stride con la realtà, dove il loro peso è tutt’altro che significativo. La frase emblematica arriva da Shaila: “Mi vergogno di stare qua, noi siamo professionisti, non carne da macello.” Ma su quale base si definiscono tali?.Il loro atteggiamento è l’ennesima dimostrazione di come il palcoscenico del Grande Fratello, che dovrebbe mettere alla prova caratteri e relazioni, sia diventato terreno fertile per coltivare ego smisurati e percezioni distorte della realtà. E allora viene da chiedersi: cosa ha dato loro la forza di ergersi a giudici supremi del programma, come se fossero i detentori morali delle sue sorti? La risposta sembra essere un gioco lasciato alla deriva, dove gli autori non solo hanno perso il controllo, ma sembrano complici di un circo che sconfina nel ridicolo. Il cuore del video è una minaccia esplicita: se Helena non viene eliminata, loro se ne andranno. Un teatrino che non è altro che un ricatto nei confronti di chi vota e di chi produce il programma. Ma ciò che rende tutto ancor più grave è la consapevolezza con cui queste dichiarazioni vengono fatte davanti alle telecamere, segno che non si tratta di uno sfogo spontaneo, ma di una mossa calcolata per attirare attenzione. Helena, bersaglio designato di questo branco, non è certo immune da errori, ma a differenza di chi la accusa non ha mai cercato di manipolare il gioco con ricatti o alleanze forzate. L’idea di chiedere in blocco la sua squalifica è la prova di quanto poco il gruppo abbia da offrire se non la distruzione di chi percepiscono come una minaccia. Gli autori sono complici di questo caos, sperando che alimenti l’audience, o hanno perso completamente il controllo? In entrambi i casi, il risultato è disastroso. Consentire che si crei un clima del genere nella casa non è solo un errore gestionale, ma un tradimento dello spirito del programma. Il Grande Fratello vive di interazione tra concorrenti e pubblico, non deliri di onnipotenza tra i partecipanti è un insulto al pubblico stesso. Questi nuovi “mostri” di egocentrismo si comportano come se il loro passaggio nel programma fosse una concessione al pubblico, e non il contrario. Ma la realtà è ben diversa: non hanno dato nulla alla televisione, né in termini di contenuti né di spessore umano. Il loro atteggiamento non è solo privo di professionalità – concetto che si arrogano senza alcun fondamento – ma rappresenta il punto più basso di una narrazione televisiva che dovrebbe essere fondata su autenticità e dinamiche credibili. Un programma che si rispetti dovrebbe essere in grado di contenere le derive narcisistiche dei suoi partecipanti. Il Grande Fratello, con il suo lungo passato televisivo, ha il dovere di mantenere la sua integrità, non di piegarsi ai capricci di chi crede di essere il centro dell’universo. Il pubblico premia autenticità, coerenza e un senso del gioco onesto. Helena merita di restare, non perché sia priva di colpe, ma perché non ha mai tentato di manipolare il sistema con ricatti o teatrini mal costruiti. Il quartetto (anzi, settetto) farebbe bene a rivedere il proprio copione. Grande Fratello Endemol Shine Italy #GrandeFratello #Heleners #zelena Alessandra_Ebbasta Alessandra Berta Striscia la notizia Il Messaggero Vanity Fair Italia Repubblica Corriere della Sera @MediasetTgcom2 Codacons #fuorigliautori #fuoriilpresentatore #fuorileopinioniste

Fuxia Magazine

180,620 görüntüleme • 1 yıl önce

In un’intervista di Gianni Minoli trasmessa nella puntata di Mixer del 27 aprile 1986, tra le altre cose Amintore Fanfani parla delle conseguenze della terza rivoluzione industriale. Impressionante la lucidità, la lungimiranza e l’attualità delle sue considerazioni. Anche per quanto riguarda i rischi legati alla digitalizzazione e all’informatizzazione di vari aspetti della vita umana. - Nelle democrazie per esempio nostre, parlamentari occidentali, crescerà la libertà del singolo o il potere sarà sempre più concentrato in poche mani? «Il problema che si pose anche Orwell, nel romanzo 1984. C’è il rischio che la libertà del singolo venga a essere mortificata. Benché le strutture delle innovazioni, specie informatiche, accrescendo l’informazione del singolo, migliorando la sua consapevolezza, lo mettono in condizione di essere un aspirante sincero alla libertà. E un lottatore per ottenerla». - Quindi più democrazia diretta? «Maggiore partecipazione. Donde però una necessità. Che i politici - convinti che la strada della libertà è la strada principale della vita, dell’uomo e della politica - prendano tutte le opportune cautele per prevenire l'arrivo del tiranno. Che, smentendo Nenni, non avrebbe bisogno di una stanza dei bottoni. Basterebbe un bottone». Spingere ossessivamente per la digitalizzazione di molti processi (comunicazione, lavoro, pagamenti, voto, socialità, intrattenimento) ha uno scopo ben preciso: poter spegnere con un click chiunque non si uniformi al modello di società che ci vuole imporre, di volta in volta, il Governo di turno. [Qui l’intervista completa

Gilberto Trombetta

40,666 görüntüleme • 2 yıl önce

Debunking Travaglio Dice Travaglio che leggi internazionali abbiamo rispettato quando abbiamo riconosciuto la secessione del Kosovo quando una risoluzione dell'ONU diceva che doveva restare serbo? La risoluzione ONU a cui fa riferimento è la 1244 del 1999 che decideva da una parte il dispiegamento di forze ONU per garantire il cessate il fuoco e il processo di pace, dall'altra riaffermava l'integrità territoriale della Jugoslavia: Autorizza il Segretario Generale, con l’assistenza delle competenti organizzazioni internazionali, ad impiantare in Kosovo una presenza civile internazionale per organizzare un’amministrazione ad interim per il Kosovo, sotto la quale la popolazione del Kosovo eserciti una sostanziale autonomia all’interno della Repubblica Federale di Jugoslavia Travaglio fa coincidere la Serbia con la Jugoslavia, un caso (?), che come sappiamo non esiste più dal 2006. Il Kosovo proclamò la sua indipendenza nel 2008 e la Serbia, ovviamente, si oppose sollevando la questione presso le Nazioni Unite. L'ONU portò la questione all'attenzione della Corte Internazionale di Giustizia che il 28 luglio 2010 stabilì che la dichiarazione d'indipendenza non violava i principi del diritto internazionale né la risoluzione 1244 A riconoscere il Kosovo furono 103 Paesi ONU, 31 dei quali (comprendendo anche Israele) riconducibili a Paesi occidentali. O per Travaglio sono occidentali anche Tanzania Pakistan e Gibuti? Incidentalmente fra i Paesi che non riconoscono il Kosovo c'è la Russia; ma è sicuramente una coincidenza

Costantino De Blasi

53,625 görüntüleme • 1 yıl önce

Siamo in via di San Gregorio, dove abbiamo concluso la prima parte – una delle più suggestive e affascinanti – del cosiddetto #GRAB, ovvero il Grande Raccordo Anulare delle #Biciclette. Si tratta di un bellissimo progetto per dotare finalmente #Roma di una ciclovia moderna e funzionale. Il GRAB prevede un alto numero di nodi di scambio intermodali con le reti del #trasportopubblico locale su ferro, attraverso l’interconnessione con le piste #ciclabili esistenti e previste. Il tracciato è stato disegnato per affiancare il maggior numero possibile di luoghi e servizi culturali e sociali, per renderlo il più utile e bello possibile: un’opera che avrà un impatto tangibile sulla qualità della vita in città. Questo di via di San Gregorio è uno dei sei lotti in cui è stato diviso il tracciato del GRAB. È un intervento che permette di connettere l’Area Archeologica Centrale con quella del Parco dell’Appia Antica, attraverso – appunto – via di San Gregorio, Caracalla, via di Porta San Sebastiano, via Appia Antica e via di Cecilia Metella. Abbiamo realizzato non solo la #pistaciclabile, ma abbiamo anche notevolmente ampliato l’area dedicata a pedoni e ciclisti, grazie a una riduzione di oltre il 50% della parte carrabile. In questo modo garantiamo la continuità della #PasseggiataArcheologica, che dai #ForiImperiali e dal #Colosseo – attraverso via delle Terme di Caracalla – raggiunge le Mura Aureliane e l’ingresso dell’Appia Antica nel recinto murario, per poi proseguire sull’Appia Antica costeggiando il Parco della Caffarella. È stato creato anche un #giardino lineare di quasi 2000 m² lungo la quasi totalità del marciapiede lato Palatino, con 150 arbusti e 1000 specie erbacee perenni, con fioriture alternate scelte per la loro importanza ecologica – soprattutto ai fini della tutela e diffusione degli impollinatori. Oltre a questo, abbiamo già avviato i cantieri per altri lotti, che stanno procedendo secondo la tabella di marcia, con l’obiettivo di chiudere l’anello entro il 2026. Non vediamo l’ora di concludere quest’opera strategica per la #mobilitàdolce, che esalterà ancora di più la bellezza della nostra città. Buona passeggiata a tutte e a tutti!

Roberto Gualtieri

20,425 görüntüleme • 1 yıl önce

LA SCUOLA DEL DRIN DRIN E’ UNA FIGATA PAZZESCA 🔥 Finisce oggi, 9 agosto, la prima edizione della scuola di formazione civica. 🤩 Il successo è stato impressionante: oltre 500 partecipanti tra delegati per il Congresso di ottobre e altri iscritti al partito, distribuiti in 4 settimane di lezioni tenute da esperti di primo piano. Il tutto nella splendida cornice di Urbino, che per qualche giorno è diventata una seconda casa. 🗣️ Gli argomenti trattati nelle lezioni sono alla base delle conoscenze di una nuova classe politica: 🏫 funzionamento dei Comuni, delle Regioni e degli Enti locali; 🏦 Parlamento, Governo e iter legislativo; 🏥 welfare e sistema pensionistico; 💰 sistema fiscale e debito pubblico; 📚 università e ricerca in Italia. Ma la scuola è stata molto più di questo. Alcuni di noi si erano conosciuti solo a livello locale, nei tanti di eventi organizzati in questi mesi in tutta Italia. Altri si erano incontrati online per un anno per analizzare i problemi italiani e proporre le soluzioni concrete che formeranno la nostra linea politica dopo il Congresso. 🔔 Ma è alla scuola che i Drinner si sono conosciuti davvero: le lezioni, i lavori di gruppo, le chiacchierate e i momenti più goliardici hanno contribuito a creare un autentico spirito di amicizia tra persone di tutte le età provenienti da tutta l’Italia. Perché un progetto politico non si regge solo su dati e proposte, ma anche sul senso di appartenenza ad una comunità di persone simili che condividono lo stesso sogno: cambiare il proprio Paese. 💪 💡 La scuola civica del Drin Drin è solo l’inizio della strada che porterà ad una classe politica di persone competenti, capaci e unite da un ambizioso progetto comune. 🔍 Il prossimo grande appuntamento è ora il Congresso, che completerà la fondazione ufficiale del partito. #wehaveadrin #drindrin

ORA!

10,999 görüntüleme • 11 ay önce