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"popolo mi capisce" e come ti capisce amore mio ma posso solo capire e immaginare cosa significa avere una vista del genere tutte le mattine, tutti i giorni, sia benedetta madre terra argentina!! #helevier

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Avete visto Johannes Klæbo? 6 ori in 14 giorni! Il tipo ha fatto pulizia totale a #MilanoCortina2026, primo nella storia dei Giochi invernali a vincere TUTTE le sue gare di fondo. Roba da matti. Ma sapete qual è la cosa che mi ha colpito di più? Non è solo quanto corre veloce... è come vive. Questo qui ha scelto di fare vita da monaco per anni: niente uscite, niente cene con gli amici, niente abbracci a nessuno durante la stagione. Zero rischi. Un raffreddore qualsiasi e addio sogni. Pasti contati al grammo, stanze da solo, silenzio totale. Mentre noi stavamo a bere birre e scrollare, lui era lì a soffrire in silenzio, con il freddo che ti spacca i polmoni e il rumore della neve di notte come unica compagnia. E al centro di tutto c'è il nonno Kåre, 83 anni e ancora il suo coach numero uno. Non un preparatore fighetto con droni e app, no: il nonno che gli ha messo gli sci ai piedi da piccolo, che lo andava a prendere agli allenamenti, che gli comprava le scarpette a Natale. Insieme hanno costruito questa "arma segreta" fatta di sguardi, pochi discorsi e una passione pazzesca per lo sci. Senza fronzoli hi-tech, solo cuore e sacrificio. Poi la Klæbo Run... quella salita dove sembra che voli? È frutto di allenamenti al limite del vomito, controllo ossessivo del lattato, recupero da monaco zen. Dolore puro, ma voluto. Oggi tutti lo applaudono sul podio, ma la vera figata è dietro: le notti da solo, i "no" detti a tutto, il coraggio di rinunciare alla vita normale per inseguire l'impossibile. Il talento ce l'hai o non ce l'hai. Ma il sacrificio... quello lo scegli tu. E lui l'ha scelto fino in fondo. Grande Johannes, ci hai fatto capire che le cose grandi nascono dal silenzio e dalla testa dura. Grazie per lo spettacolo, Re della neve. #JohannesKlaebo #MilanoCortina2026 #SciDiFondo #Olimpiadi2026 #Norvegia #Sacrificio #LeggendaViva

CAESO QUIINCTIUS

397,716 次观看 • 4 个月前

L’Italia è più di una nazione, è un’idea forgiata nel fuoco della storia, un baluardo di onore che si erge tra le rovine di un passato glorioso e le sfide di un presente inquieto. L’onore italiano non è solo una parola, ma un codice vissuto, un giuramento silenzioso che si tramanda di generazione in generazione. È l’onore del contadino che piega la schiena sotto il sole per strappare il frutto alla terra, del soldato che offre la vita per difendere un ideale, dell’artigiano che scolpisce la bellezza con mani callose. È la dignità di chi non si arrende, di chi tiene alta la testa anche quando il destino colpisce duro. Questo onore è il sangue che scorre nelle vene di un popolo che ha sempre saputo rialzarsi, dalle invasioni barbariche al Risorgimento, fino ai giorni nostri. La Patria, poi, non è solo un confine tracciato su una mappa, è un tempio sacro, un abbraccio che unisce il mare di Sicilia alle cime delle Alpi. È la madre che ha generato Dante, Michelangelo, Leonardo, giganti che hanno insegnato al mondo cosa significhi creare, sognare, lottare. La Patria italiana è un canto epico che risuona nelle piazze di pietra, nei borghi aggrappati alle colline, nelle città che portano i segni di mille battaglie. Amarla significa onorare i suoi martiri, uomini e donne che hanno dato tutto per un’Italia libera, giusta, sovrana. È un legame viscerale, un fuoco che non si spegne, perché la Patria non chiede: essa chiama, e il vero italiano risponde. I Valori italiani sono radicati in una tradizione che affonda le sue radici nell’antica Roma e si è nutrita del cristianesimo, della famiglia, della comunità. La famiglia è il primo altare, il rispetto per gli anziani, l’amore per i figli, il calore di una tavola imbandita dove nessuno è straniero. C’è la generosità, quel gesto spontaneo di condividere il poco che si ha; c’è la capacità di trasformare il dolore in arte, la miseria in speranza. E c’è la Bellezza, non solo quella dei paesaggi o dei monumenti, ma quella dell’anima...un italiano non si accontenta del mediocre, cerca l’eccellenza, che sia in un piatto di pasta o in un verso poetico. Gli Ideali italiani, infine, sono la bussola di una nazione che ha sempre guardato oltre l’orizzonte. La libertà, conquistata a caro prezzo, è un ideale che non si negozia, l’italiano ha sempre combattuto contro le catene, fisiche o morali. La giustizia, eredità di un popolo che ha dato al mondo il diritto romano, è un faro che illumina anche le ombre più oscure. E poi c’è l’unità, non come uniformità, ma come armonia delle diversità, il Nord laborioso, il Centro cuore pulsante, il Sud terra di passione, un mosaico che solo insieme diventa eterno. Essere italiano non è solo nascere in questa terra: è portare nel cuore l’onore di chi ci ha preceduto, la patria come missione, i valori come scudo e gli ideali come spada. È un giuramento non scritto, un orgoglio che non si piega, una fiamma che arde nel tempo. Oggi, 17 marzo, ricordiamo tutto questo, non solo un’unità politica, ma un’unità di spirito, un destino che ci rende ciò che siamo.

IL RISOLUTORE ®️🇮🇹

171,535 次观看 • 1 年前

“Ciao ragazzi, sabato scorso io e mio papà abbiamo coronato il sogno di vedere una partita di una squadra NBA non gettonata come le altre, ma che tifiamo da sempre: i Sacramento Kings. Non avremmo però mai potuto immaginare cosa ci sarebbe capitato... Dopo aver preparato un cartellone dall’Italia per De’Aaron Fox (uno dei miei giocatori preferiti) ed esserci presentati davanti ai cancelli ore prima dell’inizio del match, una volta entrati ci siamo fiondati dentro per assistere al riscaldamento dei giocatori. Dopo qualche minuto una persona dello staff di Sacramento si è avvicinata a noi e ci ha invitato a scendere a bordo campo.... Nel giro di pochi minuti ci hanno fatto incontrare Riccardo Fois, l’unico assistente allenatore italiano in NBA. Tutto qui? Macché… Sono venuti a salutarci Demar DeRozan, Jae Crowder e... De’Aaron Fox. Sono stati tutti super disponibili a scambiare due chiacchiere e fare qualche foto con “the italian fans”. È stata un’emozione indescrivibile... io e mio papà eravamo sotto shock e completamente senza parole: due disperati, con un misero cartello, con dei biglietti a 100 metri dal campo, trattati come degli ospiti d’onore... E non finisce qua: alla fine della partita ci hanno richiamato per portarci in campo, ci hanno fatto fare due tiri e ci hanno pure intervistato... Doveva essere una semplice partite NBA dal vivo, è diventato qualcosa che non dimenticherò mai.” (Tommaso Concardi)

La Giornata Tipo

15,944 次观看 • 1 年前

Forse non avete ascoltato bene questo servizio, Forse non avete capito chi sono le persone che hanno indagato su #Sempio, sono degli Analisti investigatori di altissimo livello che non possono essere paragonati né a Palmegiani, Garofano né a Sapone 😒 con tutto il rispetto 🙏 Per chi deride questa indagine dovrebbe tapparsi e sciacquarsi la bocca! Hanno fatto una ricostruzione impeccabile. Basta vedere anche solo un particolare e cioè quello dove #Sempio scrive praticamente tutto e tutti i santi giorni parlando anche del suo amico suicida ma non c’è niente su Chiara, ma come? La sorella del tuo migliore amico e non scrivi niente? Neanche un pensiero?😒 Di quel periodo non scrive niente ma trovano delle pagine strappate solo di quel periodo e poi scrive “bruciato tutto” Perciò potrebbe aver scritto su Chiara ma lui ha cancellato tutto bruciato e strappato tutto. È come quando si è sicuri di chi è il colpevole ma lo devi provare. Ma qui oltre a questa indagine investigative abbiamo anche del dna e la 33 è un movente. Così è per la procura. Perciò il loro compito è di analizzare DNA, impronte, sangue, capelli, fibre studiare la scena del crimine ricostruire la timeline degli eventi individuare incongruenze e salti temporali esaminare chat, telefoni, computer, telecamere verificare alibi e spostamenti confrontare tracce e reperti fare ricostruzioni dinamiche di un delitto o incidente. Merita rispetto questa nuova indagine! #Garlasco

DeaNera 🦂🍓

14,908 次观看 • 2 个月前

Dedico il reel di oggi alla dottoressa del PS dell'ospedale #Gemelli che lo scorso anno, mentre ero ancora ricoverata al Pronto soccorso in cui fui costretta a restare per TRE LUNGHISSIMI GIORNI su una lettiga, senza una coperta, senza un cuscino (si, eravamo tutti trattati così, in una situazione di promiscuità assurda e con poche e disattente cure), con una gamba distrutta da una frattura grave (decretato dal primario di ortopedia che mi ha poi operata per sei ore e mezza per ricostruire il danno e che poi intervistai per il settimanale Visto) ed ero in attesa di essere trasportata in reparto per subire un intervento che appunto, duró 6,5 ore, mi disse: "Sa, lei resterà SICURAMENTE con un difetto fisico, di deambulazione"... Con quella frase commise parecchi errori gravissimi: - mise in dubbio la mia capacità mentale e fisica di ripresa (la poveretta non mi conosce...) - mise in dubbio, più che altro, le GRANDI capacità tecniche e chirurgiche del primario di ortopedia, dottor Giulio Maccauro, (che tempo dopo intervistai per il settimanale Visto) che fece un lavoro evidentemente incredibile sul mio femore distrutto da una frattura spiroide periprotesica disassata - tentó di spaventare una persona che aveva appena subito un gravissimo incidente e che si trovava ancora in uno dei peggiori PS d'Italia (lo diciamo tutti noi che ci siamo finiti ricoverati) Lo fece con uno scopo, ci stavamo lamentando TUTTI, MA CON EDUCAZIONE, delle terribili condizioni del Pronto Soccorso, tra sporcizia, mancanza di umanità e cure (lasciare i pazienti pure senza mangiare, ma è solo una delle "cosette" che si vivono in quel PS...) e tutto il resto... Io le stavo parlando pacatamente della Carta dei Diritti del malato, lei con un sorrisetto mi disse: "Si...si...lei è una di quelle che SVENTOLANO LA CARTA DEI DIRITTI DEL MALATO"... Le feci osservare che non doveva sorridere in maniera sfottente, come fece, ma evidentemente è una di quelle persone avvezze a ridere con e dei pazienti ricoverati Io quindisventolo, secondo la gentile dottoressa... La poveretta, però, non sapeva a chi stesse dicendo questa cattiveria: se l'avesse detta a una persona fragile l'avrebbe uccisa, avrebbe creato un problema psicologico, avrebbe spaventato a morte una persona Invece...eccomi qua. Con alcuni amici delle FF.OO. e delle associazioni militari di cui faccio parte, abbiamo deciso tempo fa di andare a trovarla per farle vedere che si sbagliava e che certe frasi NON DEVE A DIRLE, A NESSUNO. Non si fa, semplicemente. Non si devono dire certe cattiverie alle persone che sono ricoverate in PS, con fratture gravi, in attesa di poter finalmente salire in reparto e subire, come nel mio caso, un delicatissimo intervento del primario, durato SEI ORE E MEZZO. Provate a pensare se avesse detto una cosa simile a una persona FRAGILE: non si sarebbe più alzata da una sedia a roelle...

Emilia Urso Anfuso - Giornalista investigativa

40,380 次观看 • 1 年前