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Pudding, un cane dal cuore d'oro, ha commosso il web con un gesto di pura empatia. 🐾♥️ Invece di mangiare il suo panino al maiale caldo e fumante, lo ha portato fuori dalla cuccia per offrirlo a un gattino randagio affamato. 🥐🐱 ​La proprietaria ha iniziato a filmare temendo...

17,223 views • 3 months ago •via X (Twitter)

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“Secondo Zelensky l'Occidente ha permesso la guerra, è in atto uno scontro tra Russia e Occidente, quindi deve essere l’Occidente a dover pagare” L’attacco russo sferrato ieri verso la periferia di Kiev che ha colpito un deposito di munizioni stoccate nei pressi di un quartiere abitato, innescando una catena incontrollata di detonazioni secondarie che ha costretto centinaia di persone a lasciare le loro case, ha fatto esplodere anche accese polemiche. Il presidente ucraino, che non ha parlato apertamente di attacco al sito militare, ha ordinato ai servizi di sicurezza di indagare sull’accaduto e sulle “esplosioni secondarie” che hanno distrutto un intero quartiere. Secondo il primo ministro ucraino Sviridenko a Vyshnevoe sono stati danneggiati edifici residenziali in un’area di circa 13 ettari, un’estensione record per il conflitto. Alexey Arestovych, ex consigliere di Zelensky, ha confermato indirettamente che la Russia a Vishneve ha colpito depositi militari. Secondo lui ciò è potuto accadere per via di una fuga di informazioni dovuta al fatto che "in Ucraina tutti parlano troppo", e quindi l'intelligence russa "non ha particolari problemi a ottenere e valutare accuratamente le informazioni e preparare gli attacchi". Secondo Arestovych il governo ucraino non è esente da colpe per via degli scarsi investimenti nella costruzione di infrastrutture militari sicure, consentendo lo stoccaggio di munizioni in luoghi che rappresentano una minaccia per i civili. Secondo lui Zelensky persegue una politica chiara, ossia spendere il meno denaro ucraino possibile per la guerra perché egli crede che "l'Occidente ha permesso la guerra e che sia in atto uno scontro tra Russia e Occidente, e per tanto deve essere l'Occidente a sostenere i costi". Di conseguenza la maggior parte dei lavori che dovrebbero essere realizzati durante la guerra non vengono effettuati. Arestovich ha affermato che "il posizionamento di installazioni militari, rifornimenti e altro materiale tra i civili può generalmente costituire un crimine di guerra ed è vietato dalle Convenzioni di Ginevra” e che a Kiev questo problema potrebbe essere risolto facilmente allestendo depositi di munizioni e armi nei profondi tunnel della metropolitana. Vittorio Rangeloni

giorgio bianchi

13,383 views • 13 days ago

🧵L'uomo che arranca disperato alla ricerca di acqua è il professor Ghanem Al-Attar, uno dei più illustri costituzionalisti del Medio Oriente. L'ho visto comparire in molti video dove si distingue per il suo modo accurato nel vestire, spesso in giacca, alle volte in camicia, mai malvestito. In un campo di sterminio, sotto le bombe, senz'acqua, senza cibo, senza un tetto, senza diritti, il professor Al-Attar trova la forza e l'orgoglio di vestirsi in modo "civile". Non è un vezzo, è una sfida rivolta al carnefice. Il professor Al-Attar è il signor Steinlauf raccontato dal grande Primo Levi. Una storia già vissuta. In "Se questo è un uomo" racconta Levi che dopo poche settimane dalla sua reclusione ad Auschwitz prese l'abitudine di non lavarsi. Frequentava i bagni solo per le funzioni fisiologiche. Un giorno fu avvicinato dal sig. Steinlauf: "Perché non ti lavi?" chiese al giovane Levi. "Perché dovrei? Forse vivrò più a lungo? Anzi, è uno spreco di energie" rispose Levi. Scrive Levi: "Il cinquantenne Steinlauf termina di lavarsi, si asciuga con la giacca di tela che poi infilerà e mi somministra una lezione non dimenticata allora né poi" "Sai a cosa serve il campo di concentramento? dice Steinlauf. A disumanizzarci, a ridurci come bestie, questo vogliono. E noi, bestie non dobbiamo diventare" "Siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti a ogni offesa, votati a morte quasi certa ma una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l'ultima: la facoltà di negare il nostro consenso" "Dobbiamo lavarci la faccia senza sapone, nell'acqua sporca, e asciugarci nella giacca, dobbiamo farlo per dignità e per proprietà, dobbiamo camminare dritti, senza strascicare gli zoccoli, non perché così prescrive il regolamento, ma per restare vivi, per non cominciare a morire". "Negare il nostro consenso" ammonisce il signor Steinlauf. "Non ci inchineremo mai davanti a nessuno, tranne davanti a Dio" dice il professor Al-Attar nel video a dx.

Gianluca Martino

58,904 views • 11 months ago