Loading video...

Video Failed to Load

Go Home

78,426 views • 2 years ago •via X (Twitter)

10 Comments

RobertodalBelgio's profile picture
RobertodalBelgio2 years ago

Un genio

woody's profile picture
woody2 years ago

😁

Axel's profile picture
Axel2 years ago

Ahahahaahahahahahahahahahahahaahahahaahahahahaahahahahahahahahahahhhhhgiaaaaa’ahahahahahahahahahah Waaaaaaaahahahahahahahahaahahahahahahahahaahhaahahahahaahahah Rido un po’ meno se penso che ci sono anche i miei soldi ….

Rebus 🤍🖤's profile picture
Rebus 🤍🖤2 years ago

Questa è geniale 🤣🤣🤣👏👏👏

woody's profile picture
woody2 years ago

😁

Stefano Montaccini's profile picture
Stefano Montaccini2 years ago

John Travolta=Pulp fiction; Amedeus =SanRemo. Ho detto tutto.

Angelo Rosanio's profile picture
Angelo Rosanio2 years ago

Un popolo di coglioni autolesionisti per canzoni scialbe che non dureranno neanche un paio d'anni... Lo stesso modo in cui poi lo stesso popolo vota!!!

daniela cerri's profile picture
daniela cerri2 years ago

Bellissima!

Il sadico masochista x interposa persona.🧐's profile picture
Il sadico masochista x interposa persona.🧐2 years ago

AI 😂👍🏻

PaoloCarta's profile picture
PaoloCarta2 years ago

😂😂😂

Related Videos

È il 1971. Lucio Battisti è già una stella della musica italiana, ma ancora lontano dall’aura mitica che avrebbe assunto negli anni successivi. Quell’anno, invitato alla Rai per esibirsi, prese una decisione che oggi sarebbe impensabile: salì sul palco con una chitarra appena comprata alla stazione di Roma Termini. Ne uscì, secondo molti, la versione più intensa di Eppur mi son scordato di te. Il brano, scritto insieme a Mogol, era stato inciso originariamente dai Formula 3, band di cui Battisti era produttore. La canzone racconta una storia d’amore consumata dalla passione e dall’inevitabile distacco, con una tensione emotiva che si presta a interpretazioni cariche di sentimento. Si racconta che Battisti fosse arrivato a Roma senza il suo strumento. Poco prima dell’esibizione, fece tappa alla stazione Termini e acquistò una chitarra folk economica in un negozio vicino ai binari. Non c’era tempo per rodaggi: salì sul palco e la suonò così com’era, senza amplificazione sofisticata né preparazioni particolari. La performance, trasmessa in bianco e nero, è rimasta nella memoria collettiva per la sua essenzialità: voce e chitarra, senza fronzoli. Il timbro un po’ ruvido dello strumento nuovo, unito alla voce intensa di Battisti, diedero alla canzone una dimensione quasi confessionale. Molti fan considerano quella la versione definitiva, più viva e sincera di quella in studio. In un’epoca in cui la musica italiana cominciava a inseguire la perfezione tecnica, Battisti dimostrò che un’emozione autentica può nascere anche da un imprevisto. O forse soprattutto da un imprevisto.

Frenkie_Woody

107,232 views • 10 months ago