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Qual è il meme che fa sempre ridere Elettra Lamborghini? Eccolo 😂 Elettra Lamborghini VOIhotels Alpitour World #VOIhotels Qui la videointervista Atupertu realizzata al VOI Tanka Village 👉

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Mi fa ridere una cosa: ogni volta che qualcuno alza il ditino contro l’#UE, la reazione in certi ambienti è sempre la stessa: «Eccolo, il complottista!». In effetti, complottista è quello che abbraccia in modo fideistico una teoria, anche strampalata, e la porta avanti con ostinazione. A voler essere davvero onesti e scevri da pregiudizi, a me non viene in mente complottista più invasato dell’europeista, di colui che crede, peraltro, che l’Unione Europea sia una garanzia di prosperità, coesione, equità, #pace. Ma quando mai?! 'ndo l'avete vista? Tutto ciò che vediamo, e da sempre!, che sperimentiamo, che tocchiamo, dimostra esattamente il contrario. L’Unione Europea è del tutto inconsistente, e tale si è dimostrata per tutta la durata della #guerra. E quando è intervenuta (mi riferisco a Von der Leyen, Kallas, Kubilius, per esempio), lo ha fatto solo per gettare ettolitri di benzina sul fuoco. Quando invece ha inciso, lo ha fatto per falcidiare i diritti sociali dei più fragili, in tutti i paesi membri, soprattutto in quelli più deboli. Per carità, potete anche crederci al "sogno europeo", io di certo non ve lo impedirei mai, ma è come credere a Babbo Natale o alla Befana. Ieri sera, abbiamo assistito a un Travaglio scatenato contro il racconto scialbo e fasullo di un’Unione Europea della quale avremmo disperatamente bisogno e che sarebbe viva, vigile, operosa nel difendere noi e la pace. Mi è piaciuto molto. C’è però un punto del suo ragionamento che non condivido. Secondo Marco Travaglio, infatti, l’UE si sarebbe in qualche modo smarrita: avrebbe sbandato, deragliato dai binari sui quali era stata posta alla sua nascita. Io penso invece che l’UE rappresenti un sistema di perfetta ingegneria istituzionale: ha funzionato alla grande, e continua a farlo. È esattamente ciò che doveva essere, ciò che oggi vediamo.

Savino Balzano

14,189 次观看 • 1 年前

Torno sul #2giugno perché l’omaggio alla #Decima MAS è un gesto pericoloso. Mi fido di voi che date valore al tempo speso per capire e approfondire. Mi fido poco o niente di chi oggi ci vuole rasserenare dicendo che non esiste alcun pericolo per la democrazia in Italia… Esiste, e non vederlo significa essere complici. Michela Murgia e io non abbiamo fatto altro che il nostro lavoro: dare un'interpretazione semantica ben precisa di ciò che è accaduto il 2 giugno scorso: la celebrazione della Decima Mas e il segno di vittoria di #LaRussa. Quel segno disambigua e ci fa accorgere ora, solo ora, di quanto pericoloso sia quell’omaggio e ancor più pericolosa la giustificazione: “Mannò, è la Decima MAS fino al ‘43, sono quelli buoni”. Quelli buoni che parteciparono alla guerra fascista, all’attacco di Creta e di Alessandria d’Egitto. “Vedono fascismo ovunque”, dicono. No, lo vediamo solo dove c’è, e lo denunciamo. Che vi piaccia o meno, lo denunciamo perché edulcorare il passato, come l’estrema destra di Governo sta facendo - con il sostegno delle tante piccole e grandi stampelle che hanno il loro tornaconto elettorale o personale, di questo si tratta - ha il solo scopo di non renderlo più monito e impedisce di misurarci con l’effetto di scelte autoritarie. Edulcorare il passato per giustificare il presente è atteggiamento pericolosissimo. Spiego tutto in questo video: prendiamoci sempre del tempo per approfondire, sempre. Fanpage.it

Roberto Saviano

422,201 次观看 • 3 年前

Io ho una posizione chiara, che non so se è diversa o meno da quella di Benedetto Della Vedova, ma sicuramente è chiara ai miei occhi, e penso sia condivisa con Luigi Marattin. Noi facciamo politica per portare avanti quelle che sentiamo come responsabilità urgenti, di fronte alle quali non abbiamo intenzione di abdicare. La difesa dell’Ucraina, che è la difesa dell’Europa, per noi non è un tema ‘microidentitario’ e non è un valore astratto: è il discrimine su come si fa o non si fa politica. Lo dico chiaramente: qui, a Linkiesta, si è parlato tanto di coraggio. E siccome penso di essere una donna che ha dimostrato il coraggio di dire “non con me” a cose in cui non credo, e l’ho fatto da donna libera, continuo a farlo da donna libera. Voi dovreste chiedere a noi politici, di fronte ai temi che stiamo dibattendo in questo palco, di far prevalere quelli che sono i vostri interessi, i nostri interessi collettivi, sull’autopreservazione della nostra poltrona. È chiaro che oggi andare contro il bipopulismo, che è il bipolarismo di oggi, è un rischio per la classe politica, ma è l’unica via di sopravvivenza del Paese. Io sono all’opposizione del governo Meloni e lavoro ogni giorno per creare un’alternativa al governo Meloni. Ma sono altrettanto chiara: con i filo-putiniani che ci sono anche nel campo largo, con un Giuseppe Conte ministro degli Esteri o un Fratoianni che detta la linea sull’Occidente nel campo largo, io non ci sto. Perché, paradossalmente, preferisco una Meloni che almeno ha zittito Salvini, il filo-putiniano di destra, e gli ha detto “tu te ne stai al tuo posto”, mantenendo almeno la linea sull’Ucraina, almeno quello. Dall’altra parte sarebbe stato peggio. Allora, vogliamo noi ‘volenterosi’ metterci insieme? Sì, ma il patto di base è chiaro: con i filo-russi da una parte a destra nemmeno la mettiamo sul tavolo, perché con loro non ci alleiamo. Ma con i filo-russi a sinistra noi non ci stiamo. Se su questo vogliamo costruire insieme, noi siamo i primi a dire: certo, mettiamoci a farlo.

Elena Bonetti

13,424 次观看 • 8 个月前

🚨🇺🇸 Provato nel fisico, ma non nello spirito, Joe Biden in Maryland è tornato a fare Joe Biden. Forse nemmeno il più ottimista dei suoi sostenitori, qualche mese fa, avrebbe pensato che un ex presidente uscito dalla Casa Bianca con un alto tasso di impopolarità sarebbe potuto tornare così in fretta a chiudere un evento di partito pensato per mobilitare la base democratica in vista delle elezioni di metà mandato. No, non significa che Biden sarebbe spendibile - al netto dei suoi molti acciacchi - per una nuova corsa alla Casa Bianca. E neanche vuol dire che, come ha sempre sostenuto il diretto interessato, avrebbe avuto, lui sì, più di una chance di sconfiggere nuovamente Donald Trump. Ma l'accoglienza riservatagli dal governatore Wes Moore, l'abbraccio affettuoso della folla e la risposta partecipata al suo intervento - almeno un paio di cose sembrano suggerirle. La prima: una fetta importante di America (e non soltanto) dopo solo un anno e mezzo di Donald Trump alla Casa Bianca rimpiange già un certo tipo di politica e di leadership: prevedibile, affidabile. Resta da capire se questa porzione sia maggioritaria. La seconda: se un grande ex della politica americana, un signore classe 1942, un uomo costretto a convivere con la malattia, mostra ancora di essere il più combattivo nella stanza, vuol dire che il Partito Democratico ha probabilmente un problema di leadership che non è ancora stato in grado di risolvere. Il 2028 non è poi così lontano. Anyway, "folks", ho tradotto il suo intervento per voi. Buona lettura. "Democratici del Maryland. Sentite qui. Sentite questo piccolo rombo dall’alto. Sapete, è mio padre. È figlio di Baltimora. La famiglia Biden, la famiglia Robinette, è nel Maryland dall’inizio dell’Ottocento. Vi dico una cosa: mio padre era sempre orgoglioso di dire da dove veniva, ovunque vivessimo. Lui era di Baltimora. Signore e signori, miei cari democratici, scusatemi. Immagino che molti di voi siano venuti qui stasera in cerca di qualche parola di speranza, di qualche buona notizia, in un momento incredibilmente buio per il nostro Paese. Amici, io conosco il Partito Democratico. Ho combattuto per lui per tutta la vita. E sto ancora combattendo per lui adesso. È per questo che sono qui stasera: per sostenere i democratici del Maryland. Ed è per questo che viaggio in South Dakota, South Carolina, Nebraska, Pennsylvania, per battermi per i democratici in ogni competizione elettorale, a ogni livello, in tutto il Paese. Proprio come ho fatto per tutta la vita. Conosco la storia del Partito Democratico. L’ho visto nei momenti di trionfo e nei momenti difficili. Perché l’ho vissuto. E conosco anche la storia dell’America, come molti di voi. È una spinta continua, un tiro alla fune costante tra pericolo e possibilità. È una battaglia che non finisce mai davvero. Ora, sentite: non voglio indorare la pillola. Questi sono davvero giorni bui. Ma ricordiamoci una cosa: siamo uno dei pochi Paesi al mondo che, ogni volta che si è trovato faccia a faccia con una crisi, ne è uscito più forte di come ci era entrato. Ogni singola volta ne siamo usciti più forti. Più e più volte, nella nostra storia, noi americani abbiamo saputo richiamare gli angeli migliori della nostra natura e riportare il Paese indietro dall’orlo del precipizio. Io credo, con ogni fibra del mio essere, che con il vostro aiuto lo faremo di nuovo questo novembre. Guardate, ecco la buona notizia: sta già accadendo. Guardate il Paese e lo vedrete. Da quando Trump è stato eletto, i democratici hanno vinto o hanno fatto meglio del previsto in quasi il 90% delle 300 competizioni chiave in tutto il Paese. I democratici sono diventati governatori della Virginia e del New Jersey. I democratici si sono fatti vedere e hanno ottenuto risultati in posti dove meno ce lo si aspettava, come il Texas e la North Carolina. Abbiamo ribaltato 30 seggi legislativi in molti Stati, come Texas, Louisiana, Florida e Arkansas. Sapete quanti seggi hanno ribaltato i repubblicani? Zero. Neanche uno. Nessuno. Uno dei miei esempi preferiti è la Florida, dove un democratico ha conquistato un seggio alla Camera statale che prima era occupato da un repubblicano, il quale aveva vinto l’ultima elezione con 19 punti di vantaggio. E quel seggio, guarda caso, rappresenta un posticino pittoresco di cui tutti voi avete sentito parlare: Mar-a-Lago. La ragione per cui i democratici stanno andando bene non è solo l’inflazione più alta e la creazione di posti di lavoro anemica. A proposito, avete notato che oggi gli americani stanno dicendo che l’economia sotto l’amministrazione Biden era dannatamente migliore di quella sotto Trump? Non chiedo scusa per essere stato il presidente più favorevole al lavoro nella storia americana. La classe media ha costruito questo Paese, e il lavoro ha costruito la classe media. Guardate, non è soltanto la sua deliberata distorsione e distruzione della NATO, il suo scegliere Putin al posto degli alleati dell'America, o il fatto che abbia ridotto la nostra reputazione agli occhi del mondo più di qualsiasi altro presidente nella storia. Non sono solamente i suoi progetti di vanità: abbattere l’Ala Est della Casa Bianca per fare spazio alla sua sala da ballo, mettere il suo nome sul Kennedy Center, costruire un arco in suo onore, perfino assumere il suo addetto alla piscina per sistemare la Reflecting Pool. Wow, che perdente! Guardate, amici: non è solo questo. La Reflecting Pool riflette qualcosa di ancora peggiore del narcisismo e dell’incompetenza al cuore di questa amministrazione. Riflette la corruzione. La corruzione. Una corruzione sfacciata, palese. Una corruzione su una scala mai vista prima nella storia americana, in nessuna amministrazione. Trump ha guadagnato miliardi di dollari da quando è tornato alla Casa Bianca. Per me è semplicemente sbalorditivo. Non ha vergogna. E francamente è imbarazzante per il Paese. Ma a Trump non importa nulla. Fare soldi con la presidenza è una delle ragioni per cui vuole essere presidente. Però sapete una cosa? Non sono nemmeno la corruzione e i soldi a farmi arrabbiare di più. Quello che mi fa arrabbiare è che Trump vuole dare i soldi dei contribuenti, i vostri soldi, agli insurrezionisti del 6 gennaio. Sapete cosa vuole fare? Vuole risarcire persone che hanno preso d’assalto Capitol Hill, attaccato la polizia e cercato di impiccare il suo stesso vicepresidente. Mio Dio. Queste persone non meritano di essere risarcite. Meritano di essere messe in prigione per molto, molto, molto tempo! Alle persone in questa sala: so che state cercando di dare un senso a tutto quello che ribolle e si dispiega intorno a voi. Lo capisco. Davvero. Abbiamo già affrontato tempi bui e difficili. E se c’è una cosa che so del popolo americano, è che non si arrende mai. E noi non possiamo arrenderci adesso. Non c’è resa in questo Paese. Non c’è resa in voi. Amici, il vostro governatore qui in Maryland è uno vero. Oh sì. Dovremmo vivere secondo le lezioni che gli hanno insegnato i suoi nonni. Dicevano: abbiate fede, non paura. Abbiate fede, non paura! Amici, è solo un altro modo di dire quello che mio padre mi diceva da bambino quando succedeva qualcosa di brutto. Mi diceva: “Joey, guardami. Guardami, Joey. Alzati, ragazzo! Alzati, Joey. Alzati!”. Quindi, a tutti voi che amate il nostro Paese, il mio messaggio è molto chiaro e molto semplice: è ora di alzarsi, accidenti! Alzarsi! Alzarsi adesso! E continuare questa battaglia! Miei cari democratici, in questo 250º anno dalla nostra fondazione, rialziamoci. Torniamo a essere il Paese che sappiamo di poter essere: giusto, equo, onesto, perbene. Un Paese in cui non diamo all’odio alcun porto sicuro. Una terra in cui trattiamo tutti con dignità e rispetto. Una nazione che sia un faro, il faro splendente per il resto del mondo che siamo sempre stati. Amici, vi garantisco che possiamo farlo. E lo faremo. Dobbiamo solo ricordarci chi diavolo siamo! Siamo gli Stati Uniti d’America! Non c’è nulla, letteralmente nulla, nulla che sia al di là delle nostre capacità se agiamo insieme! Quindi rialziamoci e combattiamo, per Dio! Grazie a tutti. Che Dio vi benedica. Che Dio benedica gli Stati Uniti d’America. E che Dio protegga le nostre truppe. Possiamo farlo! Possiamo farlo! Dobbiamo farlo!". Se hai apprezzato questo articolo, se pensi che difficilmente avresti potuto trovare questo intervento e questa traduzione altrove, ti chiedo di sostenere il mio impegno. Puoi farlo in due modi. E per me sarebbe molto importante. 1) Iscrivendoti al Blog: 2) Se leggi da iPhone, scaricando l'app: Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

27,873 次观看 • 1 个月前

#Formigli: “Qual è il problema della riforma?” #Woodcock: “Allora il problema della riforma è il sorteggio.” #Mulè: “Ah, mò è il sorteggio” #Woodcock: “Ora è... mò è il sorteggio. Ma io ho sempre detto, no... è il sorteggio” #Mulè: “Ma scusi, ma noi accettiamo che ci siano sei giudici popolari nelle corte di Assisi estratti a sorte. Noi accettiamo che ci sono sedici giudici stati a sorte per giudicare il Presidente della Repubblica. Noi accettiamo che i magistrati vengano estratti a sorte per giudicare i Ministri e non accettiamo che non lattai, fruttivendoli, panettieri con tutto il rispetto siano al CSM, ma tra 7.000 magistrati quelli che hanno già superato il concorso e giudicano per l'ergastolo della vita della persona. E lei "questo è un sorteggio non democratico". Perché?” #Woodcock: “No, ma il sorte... ma il sorteggio...” #Mulè: “Non è uno vale uno. Non c'entra niente.” #Formigli: “Le ha chiesto perché. Adesso le faccia rispondere.” #Woodcock: “Ma il sorteggio non è un sistema di scelta democratico. Ma la... lo sai che l'ha detto il suo presidente del Consiglio?” #Mulè: “Lasci perdere...” #Woodcock: “No, no, non lascio perdere...” #Mulè: “Perché non è democratico?” #Woodcock: “Perché non è democratico. Perché in qualsiasi sistema democratico ci si... uno si elegge i propri rappresentanti anche... attenzione! Ma...” #Mulè: “Bravo, è quello il punto.” #Woodcock: “Ma lei lo sa, voglio dire che anche...” #Mulè: “Non siete un partito politico, non dovete eleggere nessuno.” #Woodcock: “Ma cosa c'entra?” #Mulè: “Non si va lì per rappresentare una parte politica, una parte politica della magistratura.” #Formigli: “Concluda” #Woodcock: “E cosa c'entra?” #Mulè: “Si va a fare nomine, trasferimenti e promozioni.” #Woodcock: “E che cosa c'entra...” #Mulè: “Lei è in grado, come quello che ha 28 anni, può essere sorteggiato e andare...” #Woodcock: “Ma lei lo sa, voglio dire, che anche i Boy Scout eleggono... perché i Boy Scout, sono, hanno rappresentanza politica? I massoni hanno rappresentanza politica, eleggono il gran maestro.” #Mulè: “Che c'entrano le pere con le mele? Parliamo di una cosa molto più importante che è la magistratura. Ma come fa a mischiare i massoni?” #Formigli: “Che però è stata fatta dai costituzionalisti, è stata fatta dai costituenti.” #Mulè: “Ma anche i capi mafia, che vuol dire? I capi mafia non si vanno per sorteggio, ma si uccidono tra di loro. Che quello va bene?” #Woodcock: “No, ma io... sto” #Mulè: “E allora di che sta parlando, dottore, a proposito del sorteggio?” #PiazzaPulita #referendum #referendumgiustizia #IoVotoNo #IoVotoSi

𝚁𝚒𝚌𝚌𝚊𝚛𝚍𝚘 𝙳𝚎𝚒𝚊𝚜

39,316 次观看 • 5 个月前