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Quel nullafacente ornamentale, buono a nulla del Monkfish ancora una volta si dimostra un uomo sessista e denigratorio verso la donna che dice di amare. Ha chiamato Helena ANCORA “CAVALLA”, mentre le sue fan la chiamano “TIGRE” per la forza, l’energia e la grinta che mette in tutto quello...

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L’Italia è più di una nazione, è un’idea forgiata nel fuoco della storia, un baluardo di onore che si erge tra le rovine di un passato glorioso e le sfide di un presente inquieto. L’onore italiano non è solo una parola, ma un codice vissuto, un giuramento silenzioso che si tramanda di generazione in generazione. È l’onore del contadino che piega la schiena sotto il sole per strappare il frutto alla terra, del soldato che offre la vita per difendere un ideale, dell’artigiano che scolpisce la bellezza con mani callose. È la dignità di chi non si arrende, di chi tiene alta la testa anche quando il destino colpisce duro. Questo onore è il sangue che scorre nelle vene di un popolo che ha sempre saputo rialzarsi, dalle invasioni barbariche al Risorgimento, fino ai giorni nostri. La Patria, poi, non è solo un confine tracciato su una mappa, è un tempio sacro, un abbraccio che unisce il mare di Sicilia alle cime delle Alpi. È la madre che ha generato Dante, Michelangelo, Leonardo, giganti che hanno insegnato al mondo cosa significhi creare, sognare, lottare. La Patria italiana è un canto epico che risuona nelle piazze di pietra, nei borghi aggrappati alle colline, nelle città che portano i segni di mille battaglie. Amarla significa onorare i suoi martiri, uomini e donne che hanno dato tutto per un’Italia libera, giusta, sovrana. È un legame viscerale, un fuoco che non si spegne, perché la Patria non chiede: essa chiama, e il vero italiano risponde. I Valori italiani sono radicati in una tradizione che affonda le sue radici nell’antica Roma e si è nutrita del cristianesimo, della famiglia, della comunità. La famiglia è il primo altare, il rispetto per gli anziani, l’amore per i figli, il calore di una tavola imbandita dove nessuno è straniero. C’è la generosità, quel gesto spontaneo di condividere il poco che si ha; c’è la capacità di trasformare il dolore in arte, la miseria in speranza. E c’è la Bellezza, non solo quella dei paesaggi o dei monumenti, ma quella dell’anima...un italiano non si accontenta del mediocre, cerca l’eccellenza, che sia in un piatto di pasta o in un verso poetico. Gli Ideali italiani, infine, sono la bussola di una nazione che ha sempre guardato oltre l’orizzonte. La libertà, conquistata a caro prezzo, è un ideale che non si negozia, l’italiano ha sempre combattuto contro le catene, fisiche o morali. La giustizia, eredità di un popolo che ha dato al mondo il diritto romano, è un faro che illumina anche le ombre più oscure. E poi c’è l’unità, non come uniformità, ma come armonia delle diversità, il Nord laborioso, il Centro cuore pulsante, il Sud terra di passione, un mosaico che solo insieme diventa eterno. Essere italiano non è solo nascere in questa terra: è portare nel cuore l’onore di chi ci ha preceduto, la patria come missione, i valori come scudo e gli ideali come spada. È un giuramento non scritto, un orgoglio che non si piega, una fiamma che arde nel tempo. Oggi, 17 marzo, ricordiamo tutto questo, non solo un’unità politica, ma un’unità di spirito, un destino che ci rende ciò che siamo.

IL RISOLUTORE ®️🇮🇹

171,535 Aufrufe • vor 1 Jahr

Nel trasferirmi per un po’ solo su Instagram lascio alcune riflessioni. La prima è che ancora nessuno ha il coraggio di fare una riflessione sul ruolo della stampa in questa vicenda e domandarsi perché una notizia irrilevante e pure falsa era in home ovunque. Si preferisce scaricare le colpe più genericamente sui social brutti e cattivi, social che alla fine sono il perfetto capro espiatorio del giornalismo. Seconda riflessione. Da giorni i giornali soprattutto di destra parlano di METODO ricorrente, di cattiveria costante bla bla. Si dimenticano che il debunking è stato opera di una persona che si occupa di cibo e ristorazione, che non ha mai criticato nessuno, che non manganella, è sensibile e pacifica e non “brinda con me chiedendosi chi sarà il prossimo da sputtanare” (cit. Repubblica). Quello che non si può dire, è che ha avuto due sfortune: che la povera signora si sia suicidata (spero si capisca il senso) e che è il mio fidanzato. Se ogni volta che una persona finisce sulle cronache criticata per qualche motivo si suicidasse, i giornali dovrebbero chiudere. Però può succedere sempre, lo sappiamo, e succede più spesso di quanto le cronache raccontino. E non succede perché la shitstorm è troppo grossa. Questa è una semplificazione da bar. La bidella pendolare o la professoressa che aveva la relazione con lo studente si sarebbero dovute uccidere, allora. Il suicidio si inserisce in un quadro più complesso, purtroppo- salvo casi evidenti o eclatanti- non sempre immaginabile. Le critiche possono essere una concausa, il che non vuol dire che si può offendere o denigrare. Perfino la povera Cantone aveva pregressi dolorosi. In questo caso specifico, poi, si continua a parlare di gogna e valanghe di commenti, ma è semplicemente falso. C’erano pochi commenti, oggi forse sul mio fb (in cui avevo solo condiviso il post di Lorenzo) ne vedete di più perché sono quasi tutti insulti. A noi. Ed è falso che la signora sia stata aggredita o manganellata, basta leggere la manciata di post. Per inciso, se stabiliamo che i social sono cattivi per i commenti che innescano, mi chiedo: voi li avete mai letti i commenti sotto repubblica o corriere o qualsiasi sito? Ogni volta che qualche sito dedica un articolo a me, spesso stravolgendo parole per farmi sembrare Belzebù, sotto ci sono talmente tanti insulti che se fossi fragile sarei da tempo in una clinica psichiatrica. Ad essere ottimisti. Nessuno filtra o cancella. Io, per dire, nei limiti del possibile lo faccio. Si è poi detto che il debunking non lo deve fare chi non è giornalista. Qui però il non giornalista è forse l’unico ad aver scritto una cosa vera, con parole misurate e chiamando la signora per verificare . E poi, se i social sono roba diversa dal giornalismo, come mai il giornalismo attinge tutti i giorni dai social e a mani basse? Infine. Di questa signora morta non importa nulla a nessuno. Ognuno la sta usando per banchettare alla sua tavola. La politica (che mi usa per dire “la sinistraaaaa”. Ma sinistra a chi? Quale sinistra?). I colleghi a cui stavo poco simpatica (si sono presentati tutti all’appello, nessuno che abbia almeno finto di non godere per la morte della signora). I giornali stessi, che possono continuare con la narrazione rassicurante “non siamo mica noi! È la solita cattivona di Selvaggia!”. Da cui ovviamente si prendono notizie o distanza a seconda della comodità del momento. E le tv, ci mancherebbe. Chiudo dicendo che essere associati a suicidi con questa facilità SUI GIORNALI e questa goduria generale potrebbe uccidere molto più che una critica per aver raccontato una bugia, ma alla fine se mai si ammazzasse qualcuno si potrebbe sempre dare la colpa ai social. Gli unici, in questo caso, che avevano raccontato la verità. E se l’avevano raccontata con ferocia (invito a leggere il post di Lorenzo) la domanda con cui vi lascio è: come mai, prima del tragico gesto, nessuno se ne era lamentato?

Selvaggia Lucarelli

532,937 Aufrufe • vor 2 Jahren

Grande spazio nei commenti oggi al flop della manifestazione di Napoli, di cui onestamente mi interessa poco. Mi interessa molto di più la mancanza di indignazione rispetto alle parole-gravissime e molto pericolose- che Giuseppe Conte ha scandito dal palco: la minaccia russa sarebbe una costruzione politica per giustificare il riarmo. Non è una sorpresa il putinismo di Conte, ma è una assoluta novità il fatto che queste affermazioni vengano fatte da un palco ufficiale del Campo Largo senza che questo generi una presa di distanza degli altri leader presenti. In tutta Europa affermazioni del genere causerebbero la reazione immediata dei leader democratici che ricorderebbero, immediatamente che per l’intelligence di mezzo mondo la Russia rappresenta una minaccia strategica concreta e di lungo periodo. A Napoli invece, ancora una volta, Schlein ha fatto finta di niente, e come sempre si finge morta. Riproporre fedelmente la narrazione del Cremlino è dunque una posizione tollerata dal Campo largo? Dovevano mostrarci l’alternativa e ci hanno mostrato ancora una volta che sono capaci di ingoiare tutto pur di tenere insieme i brandelli di una coalizione che non esiste e che è distante anni luce da posizioni europeiste e riformiste. Nessun imbarazzo del Pd, ma anche di tutti quelli che ci raccontano di voler fare la “gamba” riformista lì dentro? Io sono allibita e molto preoccupata: il silenzio di fronte ad affermazioni così gravi è complicità, cari amici. E allora io vi chiedo di indignarvi, di reagire, di prendere le distanze. La storia dei democratici italiani non merita questo epilogo. Di certo non chiamatelo mai più centrosinistra, il campo largo è strutturalmente e definitivamente altro.

Pina Picierno

206,573 Aufrufe • vor 6 Tagen

A chi strilla che il Governo italiano non ha mosso un dito per la Palestina, ricordo che: • l'Italia e' stato il primo paese per aiuti umanitari nella striscia di Gaza • abbiamo curato piu' di 200 bambini e accolto oltre 1.200 persone • spedito 300 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari • inviato una nave militare-ospedale per curare i feriti in loco e inviato altre navi per scortare gli Italiani imbarcati nella flotilla. Chiedo quale altra nazione abbia fatto altrettanto. A chi ci dice che non abbiamo preso una posizione politica chiara e che saremmo "complici del genocidio" e che avremmo "le mani sporche di sangue", aizzando così in maniera irresponsabile matti e delinquenti, ricordo che la proposta del governo italiano di risoluzione del conflitto tra Israele ed Hamas (alla base della proposta di pace di Trump) consiste in: • liberazione della striscia di Gaza dalla presenza di Hamas • riconsegna delle armi • un piano per la ricostruzione della Palestina • l'impegno di Israele a ritirarsi da Gaza • rilascio immediato degli ostaggi • amnistia per i membri di Hamas che desisteranno e collaboreranno in questo percorso • governo tecnico palestinese, con una riforma dell'Autorita' nazionale palestinese che permetta davvero di riprendere il governo della striscia e costruire un percorso di autodeterminazione di quel popolo • l'impegno di Israele a non annettere ne' Gaza ne' la Cisgiordania. Questo è quello che abbiamo fatto e che proponiamo noi. Questa proposta non piace guarda caso ad Hamas e all'ala più dura del governo israeliano. Purtroppo non piace neppure a pd, m5s e avs che oggi in Aula non ce l'hanno votata, chissà perchè. L'opposizione, la cgil e i centri sociali che cosa vogliono? Che le nostre navi sfondino il blocco navale israeliano e che ci facciano entrare in guerra? E dal momento in cui non dovessimo obbedire a tali diktat, minacciano di spaccare e bloccare tutto. Vi è chiaro adesso il ricatto al popolo e al governo italiano? D'altra parte, che fosse una iniziativa politica violenta e non umanitaria noi lo avevamo capito già da tempo, ma oggi un parlamentare dei 5 stelle ce lo ha detto in faccia. Rispetto per chi, in buona fede e per empatia nei confronti dei palestinesi ha manifestato pacificamente negli ultimi giorni, ma la realtà è questa. Mi auguro che la sinistra adesso la smetta, perchè quando si appicca un incendio non si sa mai come andrà a finire e se si riuscirà a spegnerlo.

Rossano Sasso

19,939 Aufrufe • vor 9 Monaten

La dottoressa Bruzzone, cinque mesi fa, ha sostenuto che il movente dell'omicidio potesse essere questo: Chiara avrebbe visionato la cartella con il materiale pornografico "estremo" sul computer di Alberto e avrebbe minacciato di raccontarlo ai genitori. Secondo questa ipotesi, per paura di perdere la reputazione, Alberto l'avrebbe uccisa. Ieri, però, a Ore 14, Milo Infante ha ricordato ciò che è pacifico nella storia processuale: esiste una perizia informatica che certifica che Chiara quella cartella non l'ha mai aperta. Quel movente, infatti, era stato escluso molti anni fa. Non è presente in sentenza perché, ricordo sommessamente, che il movente è rimasto sconosciuto. A quel punto la stessa Bruzzone ha ammesso che si trattava di un movente "pensato all'inizio". E allora il punto è semplice ed è questo che voglio sottolineare: Ogni volta che si parla di Alberto Stasi, la narrazione televisiva ripropone ipotesi smentite, superate, processualmente inesistenti, come se fossero ancora attuali. Non per informare, ma per alimentare una storia: una storia che ha bisogno di un colpevole "coerente" con l'immaginario creato in questi anni. Questa operazione, ripescare moventi già esclusi dalla perizia e dalla logica, per poi farli scivolare sullo sfondo quando vengono smentiti è esattamente il modo con cui, da diciotto anni, si manipolano i fatti per piegarli a una narrazione prefabbricata su Stasi. Non è più accettabile. #Garlasco #Stasi

l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz

23,073 Aufrufe • vor 8 Monaten