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Reinhold Messner è tornato sulla roccia da cui vide per la prima volta il Nanga Parbat, in Pakistan, insieme al fratello Günther. Cinquantasei anni fa - il 29 giugno 1970 -, i due fratelli dopo aver scalato gli 8.125 metri del Nanga Parbat, compirono la discesa dal versante opposto...

34,647 views • 13 days ago •via X (Twitter)

1 Comments

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icto oculi13 days ago

56 anni fa c’era più ghiaccio

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#ClimateChange VIDEO | Prof. Carlo Rubbia è un fisico e accademico italiano, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984: “Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita” “Sono una persona che ha lavorato almeno un quarto di secolo sulla questione dell’energia nei vari aspetti e, quindi, conosco le cose con grande chiarezza. Il clima della Terra é sempre cambiato. Oggi noi pensiamo in maniera falsa, che teniamo la CO2 (Anidride Carbonica) sotto controllo, il clima della Terra resterà invariato. Questo non è assolutamente vero. Vorrei ricordare che durante il periodo dell’ultimo milione di anni la Terra è stata dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura media era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi, in cui c’è stata la temperatura che è quella di oggi. Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati allora. C’è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione. Poi, intorno all’anno 1000 c’è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani. Ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era più alta di quella di oggi. Poi c’è stata una mini-glaciazione, durante il periodo del 1500-1600. Ad esempio, i Vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione. Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici notevoli, che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, dell’effetto serra e così via. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione della temperatura: la temperatura è aumentata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi". Unisciti al Canale Telegram

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33,967 views • 1 year ago

Onore a Jannik #sinner per la sua splendida finale. Ma a te, Nole #djokovic, non possiamo che dire ancora una volta: GRAZIE. #wimbledon “Avrò avuto 14 o 15 anni quando l'ho visto allenarsi per la prima volta a Montecarlo. Fu lì che ci scattammo quella foto. Io indossavo una felpa blu, me lo ricordo, e avevo i capelli lunghi. La prima volta che incontri qualcuno così è incredibile, perché in quel momento lo senti completamente irraggiungibile. Poi giocammo l’uno contro l’altro per la prima volta e pensai che mi sarebbe piaciuto vincere anche solo un game. La prima volta che l'ho battuto è stata qualcosa di completamente surreale per me. So che posso vincere se gioco bene, ma so anche che posso perdere.” Queste parole non vengono da un tifoso qualunque. Vengono da Jannik Sinner. E racchiudono, in un brivido solo, tutto quello che abbiamo vissuto oggi sull'erba di Wimbledon. Perché oggi è andato in scena il Match con la M maiuscola: la semifinale che vedeva il Maestro assoluto contro l’Allievo predestinato. Il più grande Tennista di tutti i tempi contro colui che in molti, ormai, definiscono apertamente il "Djokovic 2.0" (con buona pace di chi sostiene Jannik solo per il gusto effimero di fare il detrattore di Nole). Oggi, sotto la bella luce pomeridiana del Campo centrale, sono partiti entrambi determinati. Novak ha provato da subito a spingere più del solito ma anche Jannik esprimeva un tennis superiore agli ultimi suoi incontri, perché con Djokovic non puoi che fare così. E non c’è moto da dire sull’andamento dei set. Il punteggio di oggi è semplice ed essenziale: 6-4, 6-4, 6-4 per Sinner grazie a un break strappato per ogni set. Tre set specchio, tre set di una violenza, una velocità e una precisione chirurgica mostruose. Nulla da dire, Jannik è stato semplicemente perfetto: una roccia mentale, aggressivo quando serviva, coraggioso nel prendersi il destino tra le mani. Giusto, doveroso e sportivo fargli i complimenti più sinceri. È lui il meritatissimo finalista contro Alexander Zverev, che battendo oggi il britannico Fery è salito al numero 2 del mondo. Onore quindi al vincitore. Ma anche oggi noi non possiamo che guardare oltre il punteggio finale. Perché anche oggi abbiamo assistito ad un altro pezzetto di storia che leggeremo in futuro. Per anni (quanti anni, ragazzi!) ci siamo sentiti ripetere lo stesso, identico, logorante mantra: “Novak non sarà mai amato come Roger e Rafa. Novak non avrà mai il cuore della gente”. E invece oggi, a Wimbledon, quel pubblico che per una vita intera gli aveva voltato le spalle, che lo aveva fischiato, che aveva cercato in ogni modo di spezzare i suoi nervi d'acciaio, oggi era lì solo per lui. Era lì ad applaudire ogni sua difesa impossibile, a esplodere in un boato a ogni punto, a sostenerlo con un affetto viscerale, caldo, finalmente degno della sua immensa grandezza. All'inizio del terzo set qualcuno ha pure urlato: “Puoi ancora farcela, Novak!”. È stato il momento in cui i brividi hanno preso il sopravvento. Perché Novak era lì a sorridere, a godersi il momento e l’affetto che in passato sono mancati. Ci sono voluti 39 anni. Ci sono voluti record frantumati che nessuno potrà mai più anche solo avvicinare. C'è voluta la ricerca ossessiva e carnale della perfezione assoluta nel suo tennis. C'è voluto il momento in cui non ha più nulla, assolutamente NULLA, da dimostrare al mondo, per costringere il pianeta intero a inginocchiarsi e a dargli quel rispetto e quell'amore che meritava da sempre. Oggi, purtroppo, sul piano fisico non è bastato. Venire fuori da una maratona logorante di 5 ore e 15 minuti nei quarti di finale con Felix Auger-Aliassime, e dover scendere in campo oggi contro Sinner, avendo sulle spalle 15 anni in più di lui, ha pesato notevolmente. Nole in fondo lo aveva detto che era piuttosto stanco. Continua sotto nel primo commento ⤵️

Sabrina F.

25,391 views • 2 months ago

GROSSO IMBARAZZO PER IL NO. Il presidente del Comitato del No dell’Anm, Enrico Grosso, è stato beccato in un fuorionda di un incontro sul referendum mentre discute con il presidente del Tribunale di Aosta, Giuseppe Marra, di una causa ancora da decidere e in cui è coinvolto. Si tratta di un caso molto delicato che tra poco più di un mese, il 22 aprile, arriverà sulla scrivania del Tribunale e che potrebbe portare addirittura alla decadenza dell’attuale presidente della regione, Renzo Testolin, e di tutta la sua giunta. Peccato che Grosso abbia scritto un parere pro-vertiate proprio sulla candidabilità del governatore (e del suo vice). Marra accenna alla vicenda giudiziaria: c’è “un contenzioso”, dice, spiegando di aver letto l’atto introduttivo del ricorso. Poi aggiunge una frase che scatena immediatamente la polemica: “Si è rivolto a te quindi, sono contento, cioè sono fiducioso perché obiettivamente è una causa molto…”. Grosso replica: “Secondo me ci sono dubbi sulla giurisdizione”. Il presidente del tribunale prosegue raccontando che la questione è stata già esaminata con la giudice relatrice, facendo riferimento alla differenza tra decadenza e diritto soggettivo. Il costituzionalista torinese osserva che proprio la decadenza è il cuore della domanda giudiziaria e aggiunge che la Regione sarà difesa da un collega “abbastanza noto, bravo”, che avrebbe intenzione di sollevare proprio quella questione. “Ce la studiamo, certo”, conclude Marra. Il dialogo dura pochi minuti, ma basta per accendere la miccia. Il video, inizialmente disponibile sul canale YouTube dell’università, già in serata non è più visibile. A sollevare pubblicamente il caso è Chiara Minelli, capogruppo di Avs nel Consiglio regionale valdostano e tra i promotori del ricorso contro l’elezione di Testolin. “Sono rimasta letteralmente basita nel sentire il dialogo che c’è stato al tavolo della conferenza”, attacca. “Si parlava di una materia che non c’entrava nulla con il referendum sulla magistratura. È inaccettabile e molto grave che ci sia stato un confronto su una questione così delicata in cui il presidente del tribunale dovrebbe avere un atteggiamento di totale imparzialità”. E poi la stoccata sulla sparizione del filmato: “Oggi sul sito dell’università il video della conferenza – casualmente? – non è più disponibile”. Sia per Marra che per Grosso si pone un evidente problema di opportunità.

Ermes Antonucci

232,546 views • 6 months ago

Disavventura a lieto fine per una coppia di coniugi americani in visita a Capri. Durante un'escursione alla Grotta Azzurra, uno dei luoghi più celebri dell'isola, accessibile solo a bordo di piccole barche a remi e con mare calmo, l'imbarcazione su cui viaggiavano ha urtato una roccia e ha iniziato a riempirsi di acqua. L'episodio, avvenuto alcuni giorni fa, è documentato in un video pubblicato su TikTok dalla travel creator americana Sherina Welch, 49 anni, in vacanza a Capri con il marito per celebrare il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio. Durante l'ingresso nella grotta, la barca ha urtato una roccia e nel giro di pochi secondi si è riempita d'acqua, scatenando il panico tra i due turisti. La situazione è stata aggravata dalle difficoltà di comunicazione con il barcarolo, dovute alla barriera linguistica, e dalla concitazione delle guide delle altre imbarcazioni presenti all'interno della grotta. Si è reso quindi necessario l'intervento di una seconda barca, che ha tratto in salvo i due turisti mentre la prima imbarcazione continuava a riempirsi d'acqua. "Quella che doveva essere una meravigliosa esperienza si è trasformata in un momento terrificante", ha raccontato la travel creator. Sull'incidente è intervenuto il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli. "Sono anni che denunciamo la gestione fuori controllo e pericolosa dei cosiddetti barcaroli. Proprio qualche giorno fa c'era stato l'ennesimo litigio in pubblico davanti ai turisti e in passato sono arrivati alle mani. Si fa finta di niente in attesa della tragedia per poi intervenire". Video sherinafreespirit, repostato da Borrelli, (via ANSA)

Repubblica

110,829 views • 2 months ago