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“Se state vedendo questo video, siamo stati intercettati illegalmente dalla Marina Militare israeliana. Adesso tocca a voi: bloccate tutto!” Sei un grande, Tony Lapiccirella ❤️ #BlocchiamoTutto #FreeGlobalSumudFlotilla #FreePalestine #Palestinalibera #freeflottilla

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Se sei ricco è una bravata, se sei povero sei un criminale. Due pesi e due misure. Penso che molti di voi abbiano visto questo video. Immaginate se fosse successo al Quarticciolo, a Scampia o a Ballarò: i titoli avrebbero parlato subito di delinquenti. Ma siamo a Forte dei Marmi, il luogo dei figli delle famiglie benestanti, dei cognomi che contano. E allora tutto diventa una semplice “bravata”. Provate a immaginare se i protagonisti fossero stati ragazzi di famiglie povere o, peggio ancora, stranieri. Il racconto sarebbe stato completamente diverso. Questo dimostra che a certa politica e a una parte dell’informazione non interessa davvero la sicurezza dei cittadini, ma solo alimentare una narrazione utile alla propaganda. Non mi piace giudicare dei ragazzi per gli errori che commettono. Quello che contesto è l’enorme differenza di trattamento tra chi nasce in una famiglia ricca e chi cresce in una famiglia povera, italiano o straniero che sia. Sono passati due giorni e nessuno ha sollevato il problema. Eppure lanciare biciclette avrebbe potuto uccidere qualcuno o provocare lesioni gravissime. Tutto è stato archiviato come una semplice ragazzata. La sera, inoltre, come raccontano alcuni residenti, i festeggiamenti sono andati avanti fino alle 5:30. Alla partenza, un SUV ha investito un uomo che stava andando al lavoro in bicicletta, mandandolo in ospedale. Se fosse successo con una vecchia Fiat 500 guidata da un ragazzo di periferia, quale sarebbe stata la reazione? Questa è l’ipocrisia che vedo ogni giorno: quando sbagliano i poveri diventano subito criminali o “maranza”; quando sbagliano i ricchi, con i cognomi giusti e i conti in banca pieni, tutto si riduce a una semplice bravata.

𝐒𝐨𝐮𝐦𝐚𝐢𝐥𝐚 𝐃𝐢𝐚𝐰𝐚𝐫𝐚

28,047 views • 2 months ago

Lo struggente discorso di Christine Anderson al Parlamento Europeo a difesa dei popoli e contro le élite globaliste sovranazionali che vogliono schiacciarli (13/09/2023): Dobbiamo solo trovare un modo per svegliare la gente. Perché il punto è semplicemente questo: bisogna fare una scelta. O la libertà, la democrazia e lo stato di diritto, o la schiavitù. Non esiste una via di mezzo. Non esiste "un po' di libertà", "un po' di democrazia", "un po' di stato di diritto", così come non esiste "un po' di schiavitù". Perciò la scelta è questa. La scelta è tra i globalisti misantropi e la gente. La scelta è: o noi o loro. Ed è questo, a mio avviso, il vero nocciolo della questione. Quando io e i miei colleghi siamo stati eletti al Parlamento, non avevamo alcun dubbio al riguardo. Eravamo dalla parte della gente perché la gente di fatto ci paga per agire nel suo interesse. È questo il nostro compito. E ancora una volta: voglio dire a ogni singolo rappresentante eletto del mondo, a ogni singolo membro di ciascun governo eletto del mondo: se non state inequivocabilmente dalla parte della gente e non fate i loro interessi, e non agite nel loro interesse, allora non c'è posto per voi in alcun parlamento nè in alcun governo. Il vostro posto è dietro le sbarre. Per quanto mi riguarda, potreste anche marcire all'inferno, perché è esattamente ciò che vi meritate nel caso in cui svendete la vostra gente. Ora, vorrei fare una promessa alle persone, e sono abbastanza sicura di poter parlare anche a nome dei miei colleghi. Continueremo a stare al vostro fianco, a fianco della gente. Continueremo a lottare per la libertà, la democrazia e lo stato di diritto. Non ce ne staremo zitti e non smetteremo di dare la caccia a questi spregevoli globalisti misantropi. Ma vorremmo anche che voi ci faceste una promessa. Potreste aver sentito che tutto sta ricominciando daccapo. Il primo paese sta già iniziando a parlare di obblighi di mascherina, in Israele le stanno già imponendo. Ho sentito parlare di diverse università negli Stati Uniti. Stanno già riproponendo il tutto punto e daccapo. E vorrei davvero che voi, le persone, non lo accettaste. Dite semplicemente no! Vogliono che indossiate una mascherina? Dite di no. Vogliono che vi facciate un'altra iniezione di mRNA? Dite di no. Vogliono imporvi un coprifuoco? Dite di no! È questo tutto ciò che dovete fare. E potrebbe non essere... potrebbe sembrare un po' difficile, ma in realtà non lo è poi così tanto. Perché una volta che gli avrete fatto capire chiaramente che non sarete più disposti ad andargli dietro, una volta che glielo avrete fatto sapere non potranno più mettervi paura. Perché finché avrete paura di quello che potrebbero farvi nel caso in cui non vi adeguaste, loro avranno potere su di voi. Togliete loro questo potere, dite semplicemente di no. Una volta fatto questo, non avranno più alcun potere su di voi. Vi sentirete così liberi. Basta dire di no. E considerando quello di cui abbiamo sentito parlare oggi, e considerando quello che abbiamo visto negli ultimi tre anni, considerando quello che sappiamo che loro intendono fare, diamine, forse avreste anche il diritto di dirgli di andare a farsi fottere e di andare all'inferno! È quello il loro posto. Cosa ne ricavereste? Ve lo dico io. Una volta che lo avrete fatto, una volta che li avrete mandati al diavolo, non avranno più alcun potere su di voi. Proverete una sensazione incredibile, una specie di sensazione di libertà che attraverserà il vostro corpo. Ve lo prometto: vi sentirete così sollevati... E questo è lo stato mentale che chiedo a tutti voi di acquisire. Semplicemente, non lasciate che vi schiaccino nuovamente. Voi ne siete degni, voi siete in grado di difendervi da soli e di mandarli tutti al diavolo. Grazie mille. Video con traduzione di Kasper Reloaded Ω 🇷🇺🇵🇸🇮🇷🇸🇾 #26settembre #UE #Bruxelles #parlamentoeuropeo

Davide Scifo

35,191 views • 3 years ago

Ciao Milano Cortina 2026, come ogni Olimpiade sei stata un gigantesco e meraviglioso pandemonio. Il lavoro dietro le quinte, quello che all’esterno non si vede, tra corse, studi Live, collegamenti, interviste, chat, notifiche, riunioni, scalette preparate e mandate in malora, poco sonno e occhiaie a go-go, cibo quando capita. Grata di averla vissuta Milano con Eurosport IT, discovery+ Italia, HBO Max Italia UNA squadra Unita e UNICA. A dispetto della lontananza, tra Cortina, Livigno, Bormio, Milano…Ovunque. Ognuno di voi sa quanto ha contribuito (tantissimo) ❤️ Grazie Matteo Pacor. Dalla tua telefonata dello scorso aprile (Lia, ti va di darci una mano?) fino alla fine di questo viaggio. Ho scoperto un grande capitano, a cui nulla sfugge H24. Inestimabile, tu. Grazie Antonio Raimondi che anni fa mi hai insegnato l'importanza del racconto attraverso le immagini in tv. Instancabile e indispensabile nel coordinare tutti. Grazie Silvia Stobbione e Alfredo Mordino. Professionisti pazzeschi (non credo esista nessuno che lavori più di Silvia!) dal valore umano enorme. Perché alcuni gesti di cura valgono più di tutto. Tu, Tina Maze. Regina delle nevi, con la personalità per commentare ogni cosa e con una sensibilità speciale. Grazie di esserti fidata di me. Grazie Kristian Ghedina. Ti definisci uno fuori di testa. E lo sei. Ma hai anche un cuore enorme. Sempre collaborativo, con una voglia matta di imparare cose nuove. Ehi Massimiliano Ambesi, tu che sei lo storyteller numero 1 degli sport invernali. Grazie del tempo che mi hai dedicato, nel chiarire i miei dubbi o nell’indicare un chicca nel racconto a cinque cerchi. Grazie Carlotta Manzi e Caterina Carpanè preziose compagne di viaggio (con Yassen Genadiev in regia!). Andare a braccio è il mio lavoro ma ho potuto farlo sapendo che c’eravate voi a guardarmi le spalle. (“Lia, contrattiamo?”) GRAZIE Davvero A tutti ❤️

Lia Capizzi

16,452 views • 7 months ago

🚨🪖🇮🇱🇺🇸🇮🇷 Bibi Netanyahu: "Questa è la nostra terra e resterà nostra. Naturalmente intorno a noi è in corso una grandissima lotta per sradicarci non soltanto dal cuore della nostra terra, ma per sradicarci completamente dallo Stato d’Israele. Uno sforzo che ha ricevuto enorme risonanza e slancio durante i tre anni della guerra di rinascita. E in quest’ultimo anno, durante il quale abbiamo operato sia in “Am KeLavi” [“Come un leone”] sia in “Shaagat HaAri” [“Il ruggito del leone”], loro non sono venuti semplicemente per sradicarci. Voglio dirvi che cosa sono venuti a fare: sono venuti per distruggerci. Con le nostre forze unite li abbiamo respinti e, in questo momento, sono stati duramente colpiti. Questo Asse, che abbiamo spezzato, non è ancora scomparso. Ma stiamo compiendo un grande sforzo e siamo determinati a garantire che non vi sia più alcuna minaccia. Non dalla Striscia di Gaza - e abbiamo fatto molto a questo riguardo. Non dal Libano - e abbiamo fatto molto anche lì. Non dalla Siria - oggi abbiamo zone di sicurezza all’interno di questi Paesi. Siamo determinati a garantire - e io sono determinato a garantire - che non vi sia una minaccia neppure dall’Iran. Voglio dirvi qualcosa di più. Ho parlato con il presidente Trump alcune settimane fa alla Casa Bianca, nello Studio Ovale, e abbiamo discusso di tre possibilità. Gli ho detto: la prima possibilità è quella vecchia. Naturalmente, fare un accordo. Un buon accordo. Non abbiamo nulla in contrario. Dubito però che con quella banda laggiù, con quei selvaggi, sia possibile raggiungere un accordo. Io ti dico: non si può fare un accordo. La seconda possibilità è quella indicata con queste parole edulcorate: “opzione cinetica”. In breve: un’azione militare. Gli ho detto: noi ci siamo. Noi ci difenderemo. Non permetteremo all’Iran di attaccarci. E se, Dio non voglia, dovessero attaccarci, subiranno un colpo che non hanno mai neppure immaginato, molto più potente di quello che hanno subito fino a oggi. Molto più potente. E gli ho detto: c’è anche una terza possibilità. E la terza possibilità è stringere l’assedio. Decidi. Ha confermato questa decisione attraverso un’azione molto, molto, molto forte. Quello che il presidente Trump ha fatto è stato stringere l’assedio intorno all’Iran. Non stringendo direttamente l’assedio contro l’Iran, ma stringendolo contro coloro che aiutano quel regime, quella terribile dittatura. È una cosa molto importante. Abbiamo ancora altre sfide davanti a noi. La sfida dell’Iran non è ancora terminata. Dobbiamo portarla a termine. Anche a Gaza. Anche in Libano. Anche negli altri teatri. E siamo determinati a farlo".

Dario D'Angelo

14,904 views • 1 month ago

🚨🇺🇸 Provato nel fisico, ma non nello spirito, Joe Biden in Maryland è tornato a fare Joe Biden. Forse nemmeno il più ottimista dei suoi sostenitori, qualche mese fa, avrebbe pensato che un ex presidente uscito dalla Casa Bianca con un alto tasso di impopolarità sarebbe potuto tornare così in fretta a chiudere un evento di partito pensato per mobilitare la base democratica in vista delle elezioni di metà mandato. No, non significa che Biden sarebbe spendibile - al netto dei suoi molti acciacchi - per una nuova corsa alla Casa Bianca. E neanche vuol dire che, come ha sempre sostenuto il diretto interessato, avrebbe avuto, lui sì, più di una chance di sconfiggere nuovamente Donald Trump. Ma l'accoglienza riservatagli dal governatore Wes Moore, l'abbraccio affettuoso della folla e la risposta partecipata al suo intervento - almeno un paio di cose sembrano suggerirle. La prima: una fetta importante di America (e non soltanto) dopo solo un anno e mezzo di Donald Trump alla Casa Bianca rimpiange già un certo tipo di politica e di leadership: prevedibile, affidabile. Resta da capire se questa porzione sia maggioritaria. La seconda: se un grande ex della politica americana, un signore classe 1942, un uomo costretto a convivere con la malattia, mostra ancora di essere il più combattivo nella stanza, vuol dire che il Partito Democratico ha probabilmente un problema di leadership che non è ancora stato in grado di risolvere. Il 2028 non è poi così lontano. Anyway, "folks", ho tradotto il suo intervento per voi. Buona lettura. "Democratici del Maryland. Sentite qui. Sentite questo piccolo rombo dall’alto. Sapete, è mio padre. È figlio di Baltimora. La famiglia Biden, la famiglia Robinette, è nel Maryland dall’inizio dell’Ottocento. Vi dico una cosa: mio padre era sempre orgoglioso di dire da dove veniva, ovunque vivessimo. Lui era di Baltimora. Signore e signori, miei cari democratici, scusatemi. Immagino che molti di voi siano venuti qui stasera in cerca di qualche parola di speranza, di qualche buona notizia, in un momento incredibilmente buio per il nostro Paese. Amici, io conosco il Partito Democratico. Ho combattuto per lui per tutta la vita. E sto ancora combattendo per lui adesso. È per questo che sono qui stasera: per sostenere i democratici del Maryland. Ed è per questo che viaggio in South Dakota, South Carolina, Nebraska, Pennsylvania, per battermi per i democratici in ogni competizione elettorale, a ogni livello, in tutto il Paese. Proprio come ho fatto per tutta la vita. Conosco la storia del Partito Democratico. L’ho visto nei momenti di trionfo e nei momenti difficili. Perché l’ho vissuto. E conosco anche la storia dell’America, come molti di voi. È una spinta continua, un tiro alla fune costante tra pericolo e possibilità. È una battaglia che non finisce mai davvero. Ora, sentite: non voglio indorare la pillola. Questi sono davvero giorni bui. Ma ricordiamoci una cosa: siamo uno dei pochi Paesi al mondo che, ogni volta che si è trovato faccia a faccia con una crisi, ne è uscito più forte di come ci era entrato. Ogni singola volta ne siamo usciti più forti. Più e più volte, nella nostra storia, noi americani abbiamo saputo richiamare gli angeli migliori della nostra natura e riportare il Paese indietro dall’orlo del precipizio. Io credo, con ogni fibra del mio essere, che con il vostro aiuto lo faremo di nuovo questo novembre. Guardate, ecco la buona notizia: sta già accadendo. Guardate il Paese e lo vedrete. Da quando Trump è stato eletto, i democratici hanno vinto o hanno fatto meglio del previsto in quasi il 90% delle 300 competizioni chiave in tutto il Paese. I democratici sono diventati governatori della Virginia e del New Jersey. I democratici si sono fatti vedere e hanno ottenuto risultati in posti dove meno ce lo si aspettava, come il Texas e la North Carolina. Abbiamo ribaltato 30 seggi legislativi in molti Stati, come Texas, Louisiana, Florida e Arkansas. Sapete quanti seggi hanno ribaltato i repubblicani? Zero. Neanche uno. Nessuno. Uno dei miei esempi preferiti è la Florida, dove un democratico ha conquistato un seggio alla Camera statale che prima era occupato da un repubblicano, il quale aveva vinto l’ultima elezione con 19 punti di vantaggio. E quel seggio, guarda caso, rappresenta un posticino pittoresco di cui tutti voi avete sentito parlare: Mar-a-Lago. La ragione per cui i democratici stanno andando bene non è solo l’inflazione più alta e la creazione di posti di lavoro anemica. A proposito, avete notato che oggi gli americani stanno dicendo che l’economia sotto l’amministrazione Biden era dannatamente migliore di quella sotto Trump? Non chiedo scusa per essere stato il presidente più favorevole al lavoro nella storia americana. La classe media ha costruito questo Paese, e il lavoro ha costruito la classe media. Guardate, non è soltanto la sua deliberata distorsione e distruzione della NATO, il suo scegliere Putin al posto degli alleati dell'America, o il fatto che abbia ridotto la nostra reputazione agli occhi del mondo più di qualsiasi altro presidente nella storia. Non sono solamente i suoi progetti di vanità: abbattere l’Ala Est della Casa Bianca per fare spazio alla sua sala da ballo, mettere il suo nome sul Kennedy Center, costruire un arco in suo onore, perfino assumere il suo addetto alla piscina per sistemare la Reflecting Pool. Wow, che perdente! Guardate, amici: non è solo questo. La Reflecting Pool riflette qualcosa di ancora peggiore del narcisismo e dell’incompetenza al cuore di questa amministrazione. Riflette la corruzione. La corruzione. Una corruzione sfacciata, palese. Una corruzione su una scala mai vista prima nella storia americana, in nessuna amministrazione. Trump ha guadagnato miliardi di dollari da quando è tornato alla Casa Bianca. Per me è semplicemente sbalorditivo. Non ha vergogna. E francamente è imbarazzante per il Paese. Ma a Trump non importa nulla. Fare soldi con la presidenza è una delle ragioni per cui vuole essere presidente. Però sapete una cosa? Non sono nemmeno la corruzione e i soldi a farmi arrabbiare di più. Quello che mi fa arrabbiare è che Trump vuole dare i soldi dei contribuenti, i vostri soldi, agli insurrezionisti del 6 gennaio. Sapete cosa vuole fare? Vuole risarcire persone che hanno preso d’assalto Capitol Hill, attaccato la polizia e cercato di impiccare il suo stesso vicepresidente. Mio Dio. Queste persone non meritano di essere risarcite. Meritano di essere messe in prigione per molto, molto, molto tempo! Alle persone in questa sala: so che state cercando di dare un senso a tutto quello che ribolle e si dispiega intorno a voi. Lo capisco. Davvero. Abbiamo già affrontato tempi bui e difficili. E se c’è una cosa che so del popolo americano, è che non si arrende mai. E noi non possiamo arrenderci adesso. Non c’è resa in questo Paese. Non c’è resa in voi. Amici, il vostro governatore qui in Maryland è uno vero. Oh sì. Dovremmo vivere secondo le lezioni che gli hanno insegnato i suoi nonni. Dicevano: abbiate fede, non paura. Abbiate fede, non paura! Amici, è solo un altro modo di dire quello che mio padre mi diceva da bambino quando succedeva qualcosa di brutto. Mi diceva: “Joey, guardami. Guardami, Joey. Alzati, ragazzo! Alzati, Joey. Alzati!”. Quindi, a tutti voi che amate il nostro Paese, il mio messaggio è molto chiaro e molto semplice: è ora di alzarsi, accidenti! Alzarsi! Alzarsi adesso! E continuare questa battaglia! Miei cari democratici, in questo 250º anno dalla nostra fondazione, rialziamoci. Torniamo a essere il Paese che sappiamo di poter essere: giusto, equo, onesto, perbene. Un Paese in cui non diamo all’odio alcun porto sicuro. Una terra in cui trattiamo tutti con dignità e rispetto. Una nazione che sia un faro, il faro splendente per il resto del mondo che siamo sempre stati. Amici, vi garantisco che possiamo farlo. E lo faremo. Dobbiamo solo ricordarci chi diavolo siamo! Siamo gli Stati Uniti d’America! Non c’è nulla, letteralmente nulla, nulla che sia al di là delle nostre capacità se agiamo insieme! Quindi rialziamoci e combattiamo, per Dio! Grazie a tutti. Che Dio vi benedica. Che Dio benedica gli Stati Uniti d’America. E che Dio protegga le nostre truppe. Possiamo farlo! Possiamo farlo! Dobbiamo farlo!". Se hai apprezzato questo articolo, se pensi che difficilmente avresti potuto trovare questo intervento e questa traduzione altrove, ti chiedo di sostenere il mio impegno. Puoi farlo in due modi. E per me sarebbe molto importante. 1) Iscrivendoti al Blog: 2) Se leggi da iPhone, scaricando l'app: Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

28,269 views • 3 months ago

🇺🇸 Guardate, Joe #Biden resterà in carica per altri 6 mesi, giorno più, giorno meno. Ma stanotte ha salutato l’America. Ho visto tanti discorsi di presidenti americani. E sarà forse l’aria rarefatta delle di notte, la nostalgia del futuro che sempre accompagna un addio. Ma davvero fatico a ricordarne uno simile. Sapete che c'é? Biden alla fine non ha neanche spiegato in dettaglio perché se ne va. Non ha citato i sondaggi negativi. Non ha parlato dei dubbi sulla sua salute. Non ha neanche mai fatto il nome di Donald Trump. Perché? Perché questo discorso non era pensato soltanto per noi, stanotte davanti ad uno schermo. È stato scritto pensando a chi dovrà rileggerlo fra trenta, quaranta, cinquant’anni. A chi dovrà rispondere alla domanda: chi è stato Joe Biden nella storia americana? Ecco, è stato un testamento. O in maniera più romantica: l’ultimo ballo da Presidente. Si è mosso bene, il "ragazzino balbuziente venuto da Scranton". È stato un lungo viaggio. Ne è valsa la pena, Joe, ne è valsa la pena. ------------------------------------------------------ "Cari concittadini, stasera vi parlo da dietro la Resolute Desk nello Studio Ovale. In questo spazio sacro, sono circondato dai ritratti di straordinari presidenti americani. Thomas Jefferson scrisse le parole immortali che guidano questa nazione. George Washington ci ha mostrato che i presidenti non sono re. Abraham Lincoln ci implorò di rifiutare l'animosità. Franklin Roosevelt ci ha ispirato a rifiutare la paura. Ho venerazione per questa carica, ma di più amo il mio Paese. È stato l'onore della mia vita servire come vostro Presidente. Ma la difesa della democrazia, che è in gioco, credo sia più importante di qualsiasi titolo. Traggo forza e trovo gioia nel lavorare per il popolo americano. Ma questo sacro compito di perfezionare la nostra unione non riguarda me, riguarda voi. Le vostre famiglie, il vostro futuro. Riguarda "We, the people". E non possiamo mai dimenticarlo. E io non l'ho mai fatto. Ho detto chiaramente che credo che l'America sia a un punto di svolta. In quei rari momenti della storia in cui le decisioni che prendiamo ora determinano il destino della nostra nazione e del mondo per i decenni a venire, l'America dovrà scegliere tra andare avanti o tornare indietro, tra speranza e odio, tra unità e divisione. Dobbiamo decidere: crediamo ancora nell'onestà, nella decenza, nel rispetto, nella libertà, nella giustizia e nella democrazia? In questo momento, possiamo vedere coloro con cui non siamo d'accordo non come nemici ma come, voglio dire, concittadini: possiamo farlo? Il comportamento nella vita pubblica è ancora importante? Credo che sappiate la risposta a queste domande perché conosco voi, il popolo americano, e so questo: siamo una grande nazione perché siamo un buon popolo. Quando mi avete eletto a questa carica, ho promesso di essere sempre onesto con voi, di dirvi la verità. E la verità, la sacra causa di questo Paese, è più grande di ognuno di noi. Quelli di noi che hanno a cuore questa causa la amano molto. La causa della stessa democrazia americana. Dobbiamo unirci per proteggerla. Nelle ultime settimane mi è apparso chiaro che devo unire il mio partito in questo impegno critico. Credo che i miei risultati come Presidente, la mia leadership nel mondo, la mia visione del futuro dell'America meritassero un secondo mandato. Ma niente, niente, può ostacolare la salvezza della nostra democrazia. Inclusa la personale ambizione. Ho quindi deciso che il modo migliore per andare avanti è passare il testimone a una nuova generazione. È il modo migliore per unire la nostra nazione. So che c'è stato un tempo e un luogo per i lunghi anni di esperienza nella vita pubblica. Ma c'è anche un tempo e un luogo per nuove voci, voci fresche, sì, voci giovani. E quel tempo e quel luogo sono adesso. Nei prossimi sei mesi mi concentrerò sul mio lavoro di presidente. Ciò significa che continuerò a ridurre i costi per le famiglie che lavorano duramente e a far crescere la nostra economia. Continuerò a difendere le nostre libertà personali e i nostri diritti civili, dal diritto di voto al diritto di scelta. Continuerò a denunciare l'odio e l'estremismo, chiarendo che in America non c'è posto, non c'è posto, per la violenza politica o per qualsiasi altra violenza. Punto. Continuerò a parlare per proteggere i nostri figli dalla violenza delle armi, il nostro pianeta dalla crisi climatica come minaccia esistenziale. Continuerò a lottare per il mio Cancer Moonshot, per porre fine al cancro come lo conosciamo, perché possiamo farlo. Chiederò la riforma della Corte Suprema perché è fondamentale per la nostra democrazia, la riforma della Corte Suprema. Continuerò a lavorare per garantire che l'America rimanga forte, sicura e leader del mondo libero. Sono il primo Presidente di questo secolo a dichiarare al popolo americano che gli Stati Uniti non sono in guerra in nessuna parte del mondo. Continueremo a radunare una coalizione di nazioni orgogliose per impedire a Putin di conquistare l'Ucraina e fare altri danni. Continueremo a rafforzare la NATO e la renderò più potente e più unita che mai nella nostra storia. Continuerò a fare lo stesso per i nostri alleati nel Pacifico. Sapete, quando ho assunto l'incarico, la saggezza convenzionale era che la Cina avrebbe inevitabilmente superato gli Stati Uniti. Non è più questo il caso. E continuerò a lavorare per porre fine alla guerra a Gaza, riportare a casa tutti gli ostaggi e portare pace e sicurezza in Medio Oriente e porre fine a questa guerra. Stiamo anche lavorando 24 ore su 24 per riportare a casa gli americani ingiustamente detenuti in tutto il mondo. Abbiamo fatto tanta strada dal mio insediamento. Quel giorno, mentre ero in piedi in quell'inverno, vi ho detto che siamo in un inverno di pericoli e in un inverno di possibilità. Pericolo e possibilità. Eravamo nel mezzo della peggiore pandemia del secolo. La peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione. Il peggior attacco alla nostra democrazia dai tempi della Guerra Civile. Ci siamo uniti come americani. L′abbiamo superata. Ne siamo usciti più forti, più prosperi e più sicuri. Oggi abbiamo l'economia più forte del mondo, che ha creato quasi 16 milioni di nuovi posti di lavoro - un record. I salari sono aumentati, l'inflazione continua a scendere, il divario di ricchezza razziale è il più basso degli ultimi 20 anni. Stiamo letteralmente ricostruendo l'intera nazione, le comunità urbane, suburbane, rurali e tribali. L'industria manifatturiera è tornata in America. Stiamo di nuovo guidando il mondo in termini di chip, scienza e innovazione. Abbiamo finalmente battuto Big Pharma dopo tutti questi anni per abbassare il costo dei farmaci da banco per gli anziani. E continuerò a lottare per far sì che i costi si abbassino per tutti, non solo per gli anziani. Oggi in America ci sono più persone che hanno l'assistenza sanitaria che mai. Ho firmato una delle leggi più significative per aiutare milioni di veterani e le loro famiglie che sono stati esposti a sostanze tossiche. La legge sul clima più significativa di sempre nella storia del mondo. La prima importante legge sulla sicurezza delle armi in 30 anni. E oggi, il tasso di criminalità violenta è ai minimi degli ultimi 50 anni. Stiamo anche mettendo in sicurezza il nostro confine. Gli attraversamenti della frontiera sono più bassi oggi rispetto a quando la precedente amministrazione ha lasciato l'incarico. Ho mantenuto l'impegno di nominare la prima donna di colore alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America. Ho anche mantenuto l'impegno di avere un'amministrazione che assomigli all'America e di essere un presidente per tutti gli americani. Questo è ciò che ho fatto. Mi sono candidato alla presidenza quattro anni fa perché credevo e credo tuttora che fosse in gioco l'anima dell'America. Era in gioco la natura stessa di ciò che siamo. È ancora così. L'America è un'idea. Un'idea più forte di qualsiasi esercito, più grande di qualsiasi oceano, più potente di qualsiasi dittatore o tiranno. È l'idea più potente della storia del mondo. L'idea è che queste verità sono per noi inconfutabili. Siamo tutti creati uguali, dotati dal nostro creatore di alcuni diritti inalienabili: vita, libertà, ricerca della felicità. Non siamo mai stati pienamente all'altezza di questa idea sacra, ma nemmeno l'abbiamo abbandonata. E non credo che il popolo americano se ne allontanerà ora. Tra pochi mesi, il popolo americano sceglierà il corso del futuro dell'America. Io ho fatto la mia scelta. Ho reso note le mie opinioni. Vorrei ringraziare la nostra grande vicepresidente, Kamala Harris. Ha esperienza, è tenace, è capace. È stata un'incredibile partner per me e una leader per il nostro Paese. Ora la scelta spetta a voi, popolo americano. Quando farete questa scelta, ricordate le parole di Benjamin Franklin appese alla mia parete qui nello Studio Ovale, accanto ai busti del Dr. King, di Rosa Parks e di Cesar Chavez. Quando a Ben Franklin fu chiesto, uscendo dalla convention in corso, se i fondatori avessero dato all'America una monarchia o una repubblica, la risposta di Franklin fu: “Una repubblica, se riuscite a mantenerla”. Una repubblica, se riuscite a mantenerla. Se riusciremo a mantenere la nostra repubblica è ora nelle vostre mani. Cari concittadini, è stato il privilegio della mia vita servire questa nazione per oltre 50 anni. In nessun altro luogo al mondo un ragazzino balbuziente di umili origini proveniente da Scranton, Pennsylvania, e Claymont, Delaware, avrebbe potuto sedere un giorno dietro la Resolute Desk nello Studio Ovale come Presidente degli Stati Uniti. Ma eccomi qui. Ecco cosa c'è di così speciale nell'America. Siamo una nazione di promesse e di possibilità. Di sognatori e di persone che fanno. Di americani comuni che compiono cose straordinarie. Ho dato il mio cuore e la mia anima alla nostra nazione, come molti altri. E in cambio sono stato benedetto un milione di volte dall'amore e dal sostegno del popolo americano. Spero che abbiate un'idea di quanto io sia grato a tutti voi. Il bello dell'America è: qui non governano re e dittatori, il popolo lo fa. La storia è nelle vostre mani. Il potere è nelle vostre mani. L'idea dell'America è nelle vostre mani. Dovete solo mantenere la fede - mantenere la fede - e ricordare chi siamo. Siamo gli Stati Uniti d'America e non c'è niente, niente, che superi le nostre capacità quando lo facciamo insieme. Quindi agiamo insieme, preserviamo la nostra democrazia. Dio vi benedica tutti e possa Dio proteggere le nostre truppe. Grazie". ---------------------------------------------------- Se hai apprezzato il mio lavoro, ti chiedo di sostenerlo tramite iscrizione al Blog: Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

221,553 views • 2 years ago

Uno dei racconti più belli che mi potessero capitare. Tra le soffiate più meravigliose che potessi ricevere. Cinque persone coinvolte: due avvocati, due calciatori e un allenatore. Un intrigo su tre professionisti seguiti da due avvocati, i quali ringrazierò a vita per il sogno che mi hanno fatto vivere. Per me che l’ho raccontato, è stato davvero clamoroso. Tre trattative in un’unica soffiata. Tra le cose più belle che mi potessero capitare. Ecco il motivo per il quale non ho mai parlato di altro, di altri calciatori o di altre fantomatiche invenzioni. Abbiamo smentito dove si doveva. Abbiamo legato intorno ad un solo nome : Antonio Conte , TUTTO IL MERCATO E LA STRATEGIA NAPOLI. Molti saranno attratti del capolavoro Lukaku. Ma noi qua certifichiamo che per conoscere TUTTA la strategia Napoli, Dovevi avere fonte diretta proprio nel mondo Antonio Conte. Ecco perché non ci siamo mai attaccati a nomi o trattative fantomatiche. Mai messi nel calderone di una cosa come 3500 nomi fatti. Arrivi 0. Prevedere Antonio Conte al Napoli è stata una roba mostruosa. E non per Antonio in se. Ma per tutti questi intrecci qua. Conte , Buongiorno e Lukaku al Napoli al 11-10-23 è ASSOLUTISMO. Questo è fare informazione. Ringrazio ancora una volta pubblicamente le fonti principali e un ragazzo speciale: KITARO, custode di un racconto spettacolare e autore di questa pellicola. Mi ero promesso che questo fosse l’ultimo anno che mi addentravo nel calciomercato. E così sarà. Grazie davvero a tutti i ragazzi del mio canale privato che mi hanno letto in questo anno di trattative. Questa è una vera e propria pellicola. Tre atti. (GUARDATELI TUTTI) (Anche dopo quando vi sembrerà finito) Oltre sei minuti di visione.🪐🕷️📽️ A voi la mia ultima pellicola d’amore. Spud Il calcio non è un gioco. ❤️🪐🕷️⚽️🙏🏻

FCAST7 🇵🇸

75,567 views • 2 years ago

🚨🪖🇺🇦🇪🇺🇷🇺 Nella NATO non lo vogliono: hanno paura del suo coraggio. In Europa aspettano a farlo entrare: non riescono a stare al passo con la Storia. E in Occidente non capiscono: che questo signore è un gigante, che il suo coraggio, quello del popolo ucraino, è proprio ciò che ci è mancato di più in questi ultimi 10-15 anni. Io non lo so - tra qualche mese, tra qualche anno - che tipo di sensazione proverò, proveremo, rileggendo questo discorso. E non significa essere d'accordo su tutto ciò che dice. Io ad esempio non lo sono. Non credo che la soluzione ai problemi sia la creazione delle Forze Armate Europee. Non la vedo come una soluzione percorribile nel breve-medio termine, che è l'orizzonte su cui siamo costretti a ragionare. Ma nessuno lo ricorda mai abbastanza: esiste il rischio che un giorno - nessuno può dire quanto vicino, quanto lontano - questa parte di pianeta si svegli di soprassalto, nel cuore della notte, scoprendo che il mondo è cambiato non solo per gli altri. Quel giorno, se arriverà, nessuno potrà accusare Volodymyr Zelensky di non averci messo in guardia. Quel giorno, Dio non voglia che arrivi mai, qualcuno chiederà scusa: probabilmente, quando le scuse non serviranno più a nulla. Il presidente ucraino ha parlato molto, ha toccato diversi argomenti, ha dato delle notizie. Insomma, questo intervento meritava di essere tradotto. L'ho fatto per voi. Buona lettura. 👇 "All'inizio della Conferenza, ogni Paese di solito condivide la propria posizione e le proprie priorità, ufficialmente, apertamente o attraverso colloqui informali con i giornalisti e i partner. E quest'anno, un Paese che non era nemmeno stato invitato ha comunque fatto sentire la propria presenza. Un Paese di cui tutti parlano qui, ma non in senso positivo. La notte prima di Monaco quest'anno, un drone d'attacco russo ha colpito il sarcofago che copriva il quarto reattore in rovina della centrale nucleare di Chernobyl. Era un drone “Shahed” modificato, un drone russo, una tecnologia che l'Iran ha passato alla Russia. La sua testata trasportava almeno 50 chilogrammi di esplosivo. E vediamo questo come una mossa profondamente simbolica da parte della Russia, da parte di Putin. (...) Recentemente abbiamo parlato con il presidente Trump e il suo team di energia nucleare della più grande centrale nucleare d'Europa, la nostra centrale di Zaporizhzhia, attualmente occupata dalla Russia. E la Russia ha risposto inviando un drone per colpire il sarcofago di Chernobyl, che contiene polveri e scorie radioattive. E questa non è solo follia. Questa è la posizione della Russia. Un Paese che lancia attacchi del genere non vuole la pace. Non la vuole. Non si sta preparando al dialogo. Quasi ogni giorno, la Russia ci lancia contro fino a un centinaio, o anche più, di droni Shahed. Ogni giorno. E ci sono regolari attacchi con missili balistici. E un costante aumento di bombardamenti aerei. Ma non è tutto. Quest'anno Mosca ha in programma di creare 15 nuove divisioni, per un totale di 150.000 soldati. Più degli eserciti nazionali della maggior parte dei paesi europei. La Russia continua ad aprire nuovi centri di reclutamento militare ogni settimana. E Putin può permetterselo: i prezzi del petrolio sono ancora abbastanza alti da permettergli di ignorare il mondo. E abbiamo intelligence certa che quest'estate la Russia ha in programma di inviare truppe in Bielorussia con il pretesto di “esercitazioni”. Ma è esattamente così che hanno schierato le forze prima dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina tre anni fa. Questa forza russa in Bielorussia è destinata ad attaccare l'Ucraina? Forse. O forse no. O forse è destinata a voi. Lasciate che vi ricordi che la Bielorussia confina con tre Paesi della NATO. È diventata di fatto un punto d'appoggio per le operazioni militari russe. Secondo Putin e Lukashenko, la Bielorussia ospita ora armi proibite: missili a medio raggio e persino armi nucleari. Putin vede chiaramente la Bielorussia come un'altra provincia russa.E dobbiamo essere realistici: se qualcuno sta allestendo una piattaforma di lancio militare, dobbiamo chiederci: cosa dovremmo fare al riguardo? E, cosa più importante: cosa possiamo fare prima del prossimo attacco, della prossima invasione? Ricordate, ci sono già state provocazioni ai confini polacchi e lituani con la Bielorussia, crisi migratorie, organizzate dall'intelligence russa per fomentare il caos in Europa. Ma se la prossima volta non si trattasse di migranti? E se si trattasse di truppe russe? O di truppe nordcoreane? Non sbagliatevi: i nordcoreani non sono deboli. Stanno imparando a combattere, a combattere la guerra moderna. E i vostri eserciti? Sono pronti? E se la Russia lanciasse un'operazione sotto falsa bandiera o semplicemente senza alcuna insegna dalla Bielorussia, come è avvenuto con la Crimea nel 2014, quanto velocemente risponderebbero gli alleati? E risponderebbero? Ieri, qui a Monaco, il vicepresidente degli Stati Uniti ha chiarito: decenni, ha detto, decenni della vecchia relazione tra Europa e America stanno finendo. D'ora in poi, le cose saranno diverse e l'Europa deve adattarsi a questo. Signore e signori, io credo nell'Europa. E sono sicuro che anche voi ci credete. E vi esorto ad agire, per il vostro bene e per il bene dell'Europa, gente d'Europa, delle vostre nazioni, delle vostre case, dei vostri figli e del nostro futuro comune. Perché questa Europa deve diventare autosufficiente, unita dalla forza comune, ucraina ed europea. In questo momento, l'esercito ucraino, sostenuto dagli aiuti internazionali (grazie mille), sta tenendo a bada la Russia. Ma se non lo facciamo noi, chi lo farà? Davvero, siamo onesti: ora non possiamo escludere la possibilità che l'America dica “no” all'Europa su questioni che la minacciano. Molti leader hanno parlato di un'Europa che ha bisogno di un proprio esercito, di una propria forza militare, un esercito europeo. E credo davvero che sia giunto il momento. Le forze armate europee devono essere create. Non è più difficile che resistere agli attacchi russi, come abbiamo già fatto. Ma non si tratta solo di aumentare la spesa per la difesa in rapporto al PIL. Il denaro è necessario, certo, ma da solo non fermerà un assalto nemico. Le persone e le armi non sono gratis, ma ancora una volta non si tratta solo di budget. Si tratta di far capire alle persone che devono difendere la propria casa. Senza l'esercito ucraino, gli eserciti europei non saranno sufficienti a fermare la Russia. È la realtà di oggi. Solo il nostro esercito in Europa ha una reale e moderna esperienza sul campo di battaglia. Ma anche il nostro esercito da solo non basta. E abbiamo bisogno di ciò che voi potete fornire. Armi. Addestramento. Sanzioni. Finanziamenti. Pressione politica. E unità. Tre anni di guerra su larga scala hanno dimostrato che abbiamo già le basi per una forza militare europea unita. E ora, mentre combattiamo questa guerra e gettiamo le basi per la pace e la sicurezza, dobbiamo costruire le Forze Armate dell'Europa. In modo che il futuro dell'Europa dipenda solo dagli europei e le decisioni sull'Europa siano prese in Europa. Ecco perché stiamo parlando con i leader europei e con gli Stati Uniti di contingenti militari che possano garantire la pace, non solo in Ucraina, ma in tutta Europa. Ed è per questo che stiamo sviluppando una produzione congiunta di armi, in particolare droni. In particolare. Il modello danese, ad esempio, di investimenti comuni per la produzione di armi nel nostro Paese sta già funzionando bene, con grande successo. Solo l'anno scorso, grazie agli sforzi dell'Ucraina e dei suoi partner, abbiamo prodotto oltre 1,5 milioni di droni di vario tipo. L'Ucraina è ora il leader mondiale nella guerra dei droni. Questo è il nostro successo. Ma è anche il vostro successo, naturalmente. E tutto ciò che costruiamo per la nostra difesa in Ucraina rafforza anche la vostra sicurezza. E lo stesso dovrebbe valere per l'artiglieria, la difesa aerea, le tecnologie e i veicoli corazzati. Tutto ciò che serve per proteggere le vite umane nella guerra moderna dovrebbe essere prodotto in Europa, completamente. L'Europa ha tutto ciò che serve. L'Europa deve solo unirsi e iniziare ad agire in modo che nessuno possa dire “No” all'Europa, comandarla a bacchetta o trattarla come un peso morto. Non si tratta solo di accumulare armi. Si tratta di posti di lavoro, leadership tecnologica e forza economica per l'Europa. Lo scorso autunno, nel mio Piano della Vittoria, ho proposto di sostituire parte della presenza militare statunitense in Europa con forze ucraine, se l'Ucraina entrerà nella NATO, ovviamente. Se gli stessi americani decidono di andare in questa direzione, diminuendo la loro presenza, non è una buona cosa, ovviamente, è molto pericoloso, ma noi tutti in Europa dobbiamo essere pronti. E ho iniziato a discuterne anche prima delle elezioni americane perché potevo vedere dove stava andando la politica americana. Ma l'America deve capire dove sta andando l'Europa. E questa direzione della politica europea non dovrebbe essere solo promettente, dovrebbe far sì che l'America voglia stare al fianco di un'Europa forte. Questo è assolutamente possibile. Ne sono sicuro. E dobbiamo tracciare questa rotta; l'Europa deve decidere il proprio futuro. Dobbiamo avere fiducia nella nostra forza, in modo che gli altri non abbiano altra scelta che rispettare il potere dell'Europa. E senza un esercito europeo, questo è impossibile. Ancora una volta: l'Europa ha bisogno delle proprie forze armate. E so, so che Mark Rutte, il mio buon amico, mi sta ascoltando in questo momento. Mark, amico mio, non si tratta di sostituire l'Alleanza. Si tratta di rendere il contributo dell'Europa al nostro partenariato pari a quello dell'America. E abbiamo bisogno dello stesso approccio quando si tratta di diplomazia: lavorare insieme per la pace. L'Ucraina non accetterà mai accordi fatti alle nostre spalle senza il nostro coinvolgimento. E la stessa regola dovrebbe valere per tutta l'Europa. Nessuna decisione sull'Ucraina senza l'Ucraina. Nessuna decisione sull'Europa senza l'Europa. L'Europa deve avere un posto al tavolo quando si prendono decisioni che la riguardano. Tutto il resto non conta. Se veniamo esclusi dai negoziati sul nostro futuro, allora perdiamo tutti. Guardate cosa sta cercando di fare Putin adesso. Questo è il suo gioco. Putin vuole colloqui individuali con l'America, proprio come prima della guerra, quando si incontrarono in Svizzera e sembravano voler spartirsi il mondo. Poi, Putin cercherà di far sì che il presidente degli Stati Uniti si presenti sulla Piazza Rossa il 9 maggio di quest'anno non come leader rispettato, ma come un oggetto di scena nella sua stessa esibizione. Non abbiamo bisogno di questo. Abbiamo bisogno di un vero successo. Abbiamo bisogno di una vera pace. Alcuni in Europa potrebbero non comprendere appieno ciò che sta accadendo a Washington in questo momento. Ma concentriamoci sulla comprensione di noi stessi, proprio qui, in Europa. Dobbiamo dare forza all'Europa prima di tutto. L'America ha bisogno dell'Europa? Come mercato, sì. Ma come alleato? Non lo so. Perché la risposta sia “sì”, l'Europa ha bisogno di una voce unica, non di una dozzina di voci diverse. Anche coloro che vanno regolarmente a Mar-a-Lago devono far parte di un'Europa forte, perché al presidente Trump non piacciono gli amici deboli. Lui rispetta la forza. (...) Alcuni in Europa potrebbero essere frustrati da Bruxelles. Ma siamo chiari: se non Bruxelles, allora Mosca. La decisione spetta a voi. Questa è geopolitica. Questa è storia. Mosca farà a pezzi l'Europa se noi, come europei, non ci fidiamo gli uni degli altri. Qualche giorno fa, il presidente Trump mi ha parlato della sua conversazione con Putin. Non ha mai menzionato che l'America ha bisogno dell'Europa a quel tavolo. Questo la dice lunga. I vecchi tempi sono finiti, quando l'America sosteneva l'Europa solo perché lo aveva sempre fatto. Ma il presidente Trump una volta ha detto: “Ciò che conta non è la famiglia in cui sei nato, ma quella che costruisci”. Dobbiamo costruire il rapporto più stretto possibile con l'America e, sì, un nuovo rapporto, ma come europei, non solo come nazioni separate. Ecco perché abbiamo bisogno di una politica estera unificata, una diplomazia coordinata, la politica estera dell'Europa comune. E che la fine di questa guerra sia il nostro primo successo condiviso in questa nuova realtà. E stiamo già lavorando per assicurarci che il 24 febbraio, terzo anniversario dell'invasione su vasta scala della Russia, possiamo riunirci a Kyiv e online. Tutti i leader europei. Tutti i partner chiave che difendono la nostra sicurezza. Dalla Spagna alla Finlandia. Dalla Gran Bretagna alla Polonia. Da Washington a Tokyo. Questo incontro deve fornire una visione chiara per i nostri prossimi passi: pace, garanzie di sicurezza e futuro della nostra politica collettiva. E non credo nelle garanzie di sicurezza senza l'America, perché sarebbero solo deboli. Ma l'America non offrirà garanzie a meno che quelle dell'Europa non siano forti. Inoltre, non escluderò l'adesione all'Alleanza Atlantica per l'Ucraina. Ma in questo momento, il membro più influente della NATO sembra essere Putin, perché i suoi capricci hanno il potere di bloccare le decisioni della NATO. E questo nonostante sia stato l'esercito ucraino a fermare la Russia, non un paese della NATO, non le truppe della NATO, ma solo il nostro popolo e il nostro esercito. Non ci sono eserciti stranieri che combattono dalla parte dell'Ucraina in questa guerra. Ma Putin ha perso quasi 250.000 soldati in questa guerra. Più di 610.000 sono stati feriti. Solo nella battaglia di Kursk, le nostre truppe hanno eliminato quasi 20.000 soldati russi. Abbiamo completamente distrutto le unità nordcoreane che Putin ha dovuto portare perché le sue forze non erano sufficienti a contenere la nostra controffensiva. Da oltre sei mesi, gli ucraini mantengono una posizione di forza all'interno del territorio russo, anche se è stata la Russia a voler creare una “zona cuscinetto” all'interno del nostro paese, in Ucraina. Sono orgoglioso dell'Ucraina. Sono orgoglioso del nostro popolo. Ma ora chiedo a voi, a ciascuno di voi, di rispondere onestamente a questa domanda: se la Russia venisse per voi, il vostro esercito potrebbe combattere allo stesso modo? Non voglio che nessuno debba mai scoprirlo, Dio non voglia. Ecco perché stiamo parlando di garanzie di sicurezza. Ed ecco perché crediamo che il nucleo di qualsiasi garanzia di sicurezza per l'Ucraina debba essere l'adesione alla NATO. O, se non quello, allora condizioni che ci permettano di costruire un'altra NATO, proprio qui in Ucraina. Perché a un certo punto ci sarà un confine tra guerra e pace. Dove tracciare quel confine e quanto deve essere forte dipende da noi. La mia proposta: il confine orientale dell'Ucraina, il confine orientale della Bielorussia, i confini orientali degli Stati baltici, il confine orientale della Finlandia. Questa è la linea di sicurezza più forte per tutti noi in Europa perché è la linea del diritto internazionale. E ricordiamo ancora cos'è il diritto internazionale? Siamo onesti, il diritto internazionale, queste due parole, suonano già un po' obsolete. Ma credo che la missione dell'Europa sia quella di assicurarsi che il diritto internazionale continui a contare. E infine, un ultimo punto. Quali garanzie di sicurezza può offrire Putin? Prima della guerra, molti dubitavano che le istituzioni ucraine potessero resistere alla pressione russa e di Putin. Ma alla fine è stato Putin a dover affrontare una ribellione armata dall'interno. È stato lui a dover difendere la propria capitale dai suoi stessi signori della guerra. Questo da solo dimostra la sua debolezza. Quindi cosa succederà al milione di soldati russi che attualmente combattono in Ucraina? Dove combatteranno se non in Ucraina? Questo è il motivo per cui non possiamo semplicemente accettare un cessate il fuoco senza reali garanzie di sicurezza, senza pressioni sulla Russia, senza un sistema per tenerla sotto controllo. Per combatterci, Putin ha ritirato truppe dalla Siria, dall'Africa, dal Caucaso, persino da alcune parti della Moldova. E in questo momento, deve affrontare una carenza di forze combattenti. E se questa guerra finisse nel modo sbagliato, avrà un surplus di soldati esperti di battaglia che non sanno fare altro che uccidere e saccheggiare. E questo è un altro motivo per cui questa guerra non può essere decisa solo da pochi leader: non da Trump e Putin, non da me e Putin, non da nessuno qui a Monaco che si sieda da solo con Putin. Dobbiamo fare pressione insieme per ottenere una vera pace. Putin non può offrire vere garanzie di sicurezza. Non solo perché è un bugiardo, ma perché la Russia, allo stato attuale, ha bisogno della guerra per mantenere il potere. E il mondo deve essere protetto da questo. Quindi, primo: le forze armate europee come aggiornamento della NATO. Secondo: una politica estera comune europea. Terzo: il livello di cooperazione europea che Washington deve prendere sul serio. Quarto: il diritto internazionale. E quinto: mantenere tutta la pressione sulla Russia perché è quella pressione che garantisce la pace, non le parole di Putin, non solo qualche documento. Putin mente. È prevedibile. Ed è debole. Dobbiamo approfittarne ora, non più tardi. E dobbiamo agire come Europa e non come un gruppo di persone separate. Alcuni dicono che il nuovo anno non inizia il 1° gennaio, ma con la Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Questo nuovo anno inizia ora e che sia l'anno dell'Europa, unita, forte, sicura e in pace. Pace per l'Ucraina. Pace per l'Europa. Pace per tutto il mondo. Per tutte le vostre famiglie. Grazie mille". C'è un duro lavoro dietro questo articolo. Se pensi che questo spazio di informazione sia importante, ti chiedo di sostenerlo in due modi molto semplice: 1) Iscriviti al Blog: 2) Scarica l'app per iPhone del Blog: Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

62,971 views • 1 year ago

“Ciao ragazzi, siamo Matteo e Marco, figlio e papà, super appassionati di basket, e per il nostro 60esimo compleanno (10 di Matteo e 50 di Marco) tutta la famiglia si è regalata un viaggio a San Francisco per le feste natalizie. Un viaggio, anzi un sogno, pianificato da tempo per assistere a Golden State-Oklahoma il 2 Gennaio. Biglietti presi mesi fa con un grande obiettivo di Matteo: ammirare dal vivo il suo mito Steph Curry contro i campioni NBA. Arriva il 2 Gennaio. Il più grande incubo purtroppo diventa realtà: Green, Butler e... Steph NON giocheranno. Una delusione incredibile, soprattutto per il piccolo Matteo che attendeva da mesi questa serata. Arriviamo al Chase Center comunque carichi, il luogo e l'atmosfera sono incredibili. E qui succede qualcosa di pazzesco: a un photo booth lo staff dei Warriors ci chiede chi fossimo... spieghiamo la nostra storia e la super delusione per l'assenza di Steph. Ebbene, ci rispondono "we understand..." e a Matteo viene proposto di scendere in campo (ha sempre voluto papà accanto a sé) a 20 minuti dall’inizio per essere il "Bell Boy" di serata: gli hanno chiesto di suonare la campana in mezzo al campo all’ingresso dei Warriors! Non ci potevamo credere... Siamo stati presentati dallo speaker, Matteo ha suonato la campana a due passi dai suoi miti, e ha salutato Shai Gilgeous-Alexander a centrocampo. Qualcosa di incredibile, e se ciò non bastasse, per ringraziarci ci hanno regalato una gift card da spendere allo shop dei GSW: sì, hanno ringraziato Matteo per aver suonato la campana! Warriors...ma davvero??!! Siamo noi a ringraziare voi... sembra uno scherzo ma è tutto vero! Una serata che pareva in qualche modo "rovinata" si è trasformata in qualcosa di incredibile con le persone che riconoscevano e salutavano il piccolo Matteo sugli spalti. Nel frattempo, senza dire niente a nessuno, ho deciso di rovinarmi e ho acquistato i biglietti per il giorno dopo: Golden State-Utah... E PER FORTUNA IL GIORNO DOPO STEPH HA GIOCATO... 31 punti per lui e Matteo felice come non mai, sia per aver visto il suo idolo dal vivo, sia per aver scattato una foto assieme a lui: a 30 metri di distanza, vero, ma non facciamo troppo i pignoli... È proprio il caso di dire: "When a dream comes true"... a volte i sogni si avverano e vanno oltre le nostre aspettative. Ormai è già tempo di tornare a scuola e al lavoro, ma questa vacanza non la dimenticheremo mai. Un saluto da Matteo e Marco: un bimbo ed un papà particolarmente felici” (skysportbasket | NOW)

La Giornata Tipo

33,321 views • 8 months ago

In questo video ho selezionato alcuni spezzoni del documentario francese "Un Président, l'Europe et la guerre" di Guy Lagache, con i sottotitoli in Italiano. Il video riassume gli eventi avvenuti nei primi mesi dell'invasione Russa dell'Ucraina, mostrando il dietro le quinte di quello che avveniva all'Eliseo incluse le telefonate di Macron con Putin, Scholz e Zelenski. Riguardare tutti questi eventi uno dopo l'altro, fa molto riflettere. Fa innanzitutto capire quanto siano false le parole dei pacifinti stile Conte, sull'esgalescion militare, sulla NATO bellicista, sulla mancanza di trattative diplomatiche e tutte le altre scemenze raccontare solo per chiedere una resa degli Ucraini e la vittoria di Putin. L'Europa ha sempre cercato di trovare soluzioni diplomatiche, di negoziare di trovare accordi, di avere un dialogo con Putin. La realtà è che tutto questo è stato inutile. Putin è l'unico che sta portando avanti l'escalation militare, che sta aggredendo non solo l'Ucraina militarmente, ma con i suoi messaggi e azioni sta aggredendo l'Europa. Gli interventi dell'Europa e della Nato sono sempre stati misurati e fin troppo lenti. Putin entrava con 100'000 soldati in Ucraina e la risposta Occidentale è stata sanzioni e munizioni. Ha detto bene la Meloni, con Putin non si possono fare accordi. Ogni promessa, impegno scritto o verbale verrà rinnegato il giorno dopo. A Putin basta creare una nuova menzogna utilizzando la sua macchina di disinformazione per dichiarare qualsiasi accordo non valido. Basta guardare il video quando il 20 Febbraio 2022 Putin prometteva di essere d'accordo con la proposta di un incontro diplomatico per ridurre la tensione, per poi rimangiarsi tutto 4 giorni dopo invadendo l'Ucraina. La Russia di Putin oggi ha come obiettivo la distruzione della democrazia Europea. La guerra all'occidente è diventato uno dei pilastri su cui si regge oggi il regime russo. La militarizzazione, la repressione , la mobilitazione, le migliaia di morti e crimini, oggi sono giustificati in Russia con una presunta guerra di difesa nei confronti del malvagio Occidente. La Russia di Putin è diventata a tutti gli effetti una nuova Corea del Nord. Per capire cosa significa gestire il rischio di avere come vicino uno stato canaglia imprevedibile e aggressivo come la Corea del Nord, basta guardare i numeri della Corea del Sud: Esercito di 3.6 M di soldati tra attivi e riserve; servizio di leva obbligatorio di 18 mesi; 50 Miliardi annui di spesa e con un budget militare che negli anni 80 aveva raggiunto il 6% del PIL. Questa è la verità che i pacifinti nascondono e non vogliono far vedere. Chiedere la resa dell'Ucraina farà divenire la Russia di Putin una minaccia ancora più grande per l'Europa. Questo porterà solo più conflitti, più morti e spese militari ancora più elevate. Miliardi che purtroppo finiranno in missili, aerei e soldati invece di infrastructure, sanita e pensioni. Questo sta gia avvenendo: La Germania nel 2022 ha cambiato la sua politica di difesa in vigore dalla 2° Guerra mondiale approvando un budget aggiuntivo di spese militari di 100 miliardi di €. Una vittoria della Russia in Ucraina accelera tutto questo in maniera esponenziale. Hanno ragione i leader europei quando dicono che la vera pace in Ucraina e per l'Europa non può essere raggiunta con la resa dell'Ucraina. Se l'Ucraina perde perdiamo tutti noi. Ascoltiamo quello che dicono Macron, Scholz, Tusk, Meloni e tutti gli altri leader europei. E lasciamo ai propagandisti filoRussi divertirsi con le scemenze raccontate dai populisti tipo Orban, Conte e Fico. #StandWithUkraine

Francesco

67,642 views • 2 years ago

#ClimateChange VIDEO | Prof. Carlo Rubbia è un fisico e accademico italiano, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984: “Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita” “Sono una persona che ha lavorato almeno un quarto di secolo sulla questione dell’energia nei vari aspetti e, quindi, conosco le cose con grande chiarezza. Il clima della Terra é sempre cambiato. Oggi noi pensiamo in maniera falsa, che teniamo la CO2 (Anidride Carbonica) sotto controllo, il clima della Terra resterà invariato. Questo non è assolutamente vero. Vorrei ricordare che durante il periodo dell’ultimo milione di anni la Terra è stata dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura media era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi, in cui c’è stata la temperatura che è quella di oggi. Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati allora. C’è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione. Poi, intorno all’anno 1000 c’è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani. Ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era più alta di quella di oggi. Poi c’è stata una mini-glaciazione, durante il periodo del 1500-1600. Ad esempio, i Vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione. Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici notevoli, che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, dell’effetto serra e così via. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione della temperatura: la temperatura è aumentata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi". Unisciti al Canale Telegram

𝕊𝕚𝕧𝕧𝕪 ❤️ Ⓥ 𝑻𝒓𝒖𝒆 𝑭𝒊𝒈𝒉𝒕𝒆𝒓 🌏🌎🌍🌕🌖

33,967 views • 1 year ago

In un paese normale Marco Travaglio non riuscirebbe a parlare in pubblico senza essere subissato di fischi e deriso. Ma in Italia ci sono persino platee di beoti che si bevono le sue idiozie senza fiatare. In questa clip Travaglio parla della Crimea manipolando come sempre molte informazioni. Innanzitutto parla degli accordi di Minsk raccontando che servivano a concedere indipendenza al Donbas “perseguitato” (persecuzione certificata dalla sola propaganda russa) ed omettendo di dire che quell’autonomia era parte di un processo molto più ampio che prevedeva obblighi da parte delle repubbliche fantoccio controllate dalla Russia che non furono mai rispettati. Evita anche accuratamente di dire che la richiesta di autonomia era solo in parte voluta dalle popolazioni locali, le quali avevano iniziato a manifestare pacificamente, e che secondo tutti i sondaggi dell’epoca, i residenti dell’est erano in larghissima parte contrari ad una annessione o ad un intervento militare russo. Gli scontri armati furono semmai organizzati dalla Russia che, come dimostrano le telefonate intercettate e le email hackerate dei consiglieri di Putin Glazyev e Surkov, ma anche dalle interviste rilasciate dai protagonisti di quegli scontri come a Igor Girkin e Pavel Gubarev, voleva che fosse invocato l’aiuto di Mosca per legittimare l’intervento militare diretto e destabilizzare così il paese. Non a caso in Donbas a combattere furono soprattutto gruppi neonazisti e neofascisti pagati dalla Russia e addestrati in Russia e subito dopo l’esercito russo senza le insegne militari, ad ulteriore dimostrazione del fatto che fu un’invasione e non una richiesta di autonomia. Durante l’occupazione di Slavyansk, peraltro, lo stesso Girkin, ex colonnello FSB e all’epoca capo della sicurezza dell’oligarca ultra ortodosso Konstantin Malofeev, finanziatore di alcune delle prime campagne militari in Ucraina e tuttora sostenitore di organizzazioni e raduni neofascisti, fece un appello pubblico proprio per lamentare la scarsa partecipazione delle popolazioni locali e l’indisponibilità degli uomini ad arruolarsi. Ma la parte più interessante di questa clip è quella in cui spiega che la Crimea, dopo il “ribaltone” di Maidan, “ha chiesto di tornare russa, cioè dove è sempre stata dai tempi degli zar”. E ancora ribadisce il concetto spiegando che gli abitanti della penisola, dopo aver visto come l’Ucraina di comportava a seguito della caduta di Yanukovich “hanno chiesto di tornare alla Russia”. Perché anche questa è una balla clamorosa, dato che il referendum per l’indipendenza del 16 marzo 2014 fu la più grande truffa elettorale di quegli anni, essendo stato organizzato in violazione della legge ucraina, sotto occupazione militare, con “osservatori internazionali” tutti scelti dalla Russia e con risultati palesemente falsi. Basti pensare che, nonostante il referendum fosse stato boicottato dai tatari (13% della popolazione) e dagli ucraini (25%), l’affluenza dichiarata fu comunque dell’83% e il “sì” vinse con il 97% delle preferenze. Lo stesso Consiglio per i diritti umani del Presidente della Federazione Russa, in un comunicato subito rimosso, valutò l’affluenza reale tra il 30 ed il 50% ed il sì in un 50-60%, quantificando il sostegno reale all’annessione in un quarto della popolazione o anche meno. Quindi no, la Crimea non ha mai “chiesto di tornare russa”, ma sono stati i russi a prendersela con una operazione militare iniziata due giorni prima della fuga del presidente filorusso Yanukovich, mascherando l’invasione con una scelta del popolo. Non a caso tutto il mondo considera la Crimea parte dell’Ucraina, tranne Russia, Bielorussia, Siria, Corea del Nord, Nicaragua e Venezuela e… Marco Travaglio, cosa della quale, se fossi in lui non andrei fiero. Non c’è probabilmente nessun altro paese europeo nel quale è possibile vedere scene di questo tipo. E di questo forse dovremmo essere noi tutti a non andare fieri.

Marco Setaccioli

39,898 views • 11 months ago

È stato commesso un abuso gravissimo che non può passare inosservato. Fate girare questo messaggio: ciò che sta avvenendo in #Sardegna deve arrivare anche a Dio. Allevatore Escalaplano: dovevano abbattere i 15 bovini danneggiati su 55, ma c'è stato un intervento con una ventina di mercenari dell'esercito per rapinare la mandria intera che hanno impestato con i vaccini 15 giorni fa. L'intervento doveva essere per i 15 bovini ammalati, con uno molto grave. Hanno fatto scomparire così le prove dei danni delle vaccinazioni. Tutto anche contro i regolamenti europei che prevedono una sanzione di euro 150 (PIZZO) a capo non abbattuto. Siamo sotto attacco e dobbiamo fermare questi assassini che prendono ordini dai sionisti di Bruxelles. All’allevatore di Escalaplano sono state inviate le forze dell’ordine e persino l’esercito. Mi sono stati riferiti una ventina di persone tra militari, Carabinieri, Barracelli, veterinari e guardie forestali. Un capo è risultato infetto dopo venti giorni dall’inoculazione e l’intero gregge è stato sottratto, non abbattuto in loco, ma portato via. All’allevatore non è stata data la possibilità di scegliere se versare la cifra prevista per legge di 150 euro per capo (si chiama PIZZO), per salvare il proprio gregge oppure optare per l’abbattimento. Chi era presente per dare sostegno all’allevatore e cercare una mediazione, si è visto intimare di andarsene e di uscire dalla proprietà. Inizialmente gli è stato contestato il semplice fatto di trovarsi lì, per poi essere costretti ad allontanarsi. La forza intimidatoria di cui gli organi citati si sono avvalsi ricorda, per molti aspetti, quella di un regime totalitario. 👇🏻👇🏻👇🏻

Sabrina F.

14,551 views • 3 months ago

🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Importante intervista di Volodymyr Zelensky a France Tv. Ancora una volta il Presidente ucraino dimostra di essere l'attore più lucido di questa fase storica. È un intervento che tutti i leader europei e occidentali dovrebbero ascoltare con attenzione, mandandolo possibilmente a memoria. Chi pensa che la guerra sia un problema ucraino non solo dimostra di non aver letto un solo libro di storia, ma anche di ignorare i segnali allarmanti in arrivo dall'intelligence e non solo. Mi fermo: di questo aspetto in particolare parleremo in maniera più approfondita nel punto nave di oggi. Per il momento mi sono limitato a tradurre per voi l'intervista integrale. Fate attenzione alle risposte del leader di Kyiv. È la persona che più di ogni altro ha compreso il modo di pensare di Vladimir Putin. È un leader che alle parole ha affiancato i fatti: una rarità in questo mondo. Non mi dilungo oltre. Parola a Zelensky. Buona lettura a voi. Giornalista: "Buongiorno, Volodymyr Zelensky. Grazie per averci ricevuto qui alla presidenza ucraina, in via Bankova, come la chiamate voi. È qui che lavorate. Lavorate precisamente due piani più sotto. È lì che si trovano i vostri uffici. Tra pochi giorni saranno passati quattro anni da quando la Russia conduce una guerra contro il vostro Paese, una guerra lanciata da Vladimir Putin. Parleremo ovviamente dei negoziati, ma prima di tutto ciò che ci ha colpito di più arrivando qui questa mattina di mercoledì è il freddo. Ci sono -20 gradi fuori e, nonostante questo freddo glaciale, è l’inverno più duro, il più gelido dall’inizio della guerra. Ebbene, i russi hanno colpito le infrastrutture energetiche, privando centinaia di migliaia di ucraini del riscaldamento. Lo abbiamo visto: la popolazione trema dal freddo. La Russia sta usando l’arma del freddo per farvi cedere?". Zelensky: "Buongiorno. Grazie mille per essere qui. Certo che la Russia sfrutta il freddo. Certo che la Russia vuole infliggere più sofferenza possibile agli ucraini affinché accettino ciò che i nostri amici americani chiamano un compromesso. Ma in realtà si tratta di un ultimatum da parte della Russia. I russi capiscono perfettamente che più attaccano la popolazione civile, più uccidono, più violano le regole della guerra, più allontanano la prospettiva di un compromesso tra Ucraina e Russia". Giornalista: "Parallelamente, Volodymyr Zelensky, i negoziati proseguono in questo momento stesso ad Abu Dhabi tra i vostri emissari ucraini, i russi e gli americani. Eppure il Cremlino stamattina ha dichiarato che continuerà la sua offensiva in Ucraina finché non accetterete le sue condizioni. Cosa risponde a Vladimir Putin? Questo tipo di dichiarazioni fa parte dei negoziati? È ricatto?". Zelensky: "Certo che è ricatto. La mia squadra è attualmente in negoziato. La nostra priorità è porre fine a questa guerra e siamo riconoscenti agli americani che oggi sono anch’essi ad Abu Dhabi". Giornalista: "Il punto cruciale dei negoziati, lo avete detto più volte, è il territorio, in particolare il Donbass. I russi vogliono che vi ritiriate da territori che non hanno ancora conquistato, come Donetsk per esempio. Avete detto che è una linea rossa, che è no. Lo dite ancora questa sera: non vi ritirerete, non uscirete da Donetsk. Perché?". Zelensky: "La Russia vuole che lasciamo tutto. Perché? Perché da quando hanno iniziato questa guerra non hanno ottenuto alcuna vittoria. Noi ucraini ci rendiamo perfettamente conto del prezzo che ogni metro e ogni chilometro di questa terra costa all’esercito russo. Loro non contano i morti. Noi siamo obbligati a farlo. Per conquistare l’est dell’Ucraina, questo costerebbe loro altri 800.000 cadaveri, i cadaveri dei loro soldati. Servirebbero almeno due anni con un’avanzata molto lenta. A mio avviso, non resisteranno così a lungo". Giornalista: "Ma voi a quali concessioni siete pronti? Ci dite no per Donetsk, ma a quali concessioni siete disposti? Siete pronti a cedere territori nel Donbass?". Zelensky: "Siamo onesti. Se parliamo di un conflitto congelato, cosa che non ho mai voluto, ma se congeliamo la linea del fronte e manteniamo le nostre posizioni rispettive, è già una concessione enorme da parte nostra. Alcuni oggi propongono di trattare la questione come se si scegliesse un piatto al ristorante: “Ecco cosa vi proponiamo”. Ma questo è totalmente falso. Si tratta di concessioni per entrambe le parti. I russi hanno bisogno di una pausa. Hanno i problemi di cui vi ho parlato. Se parliamo, per esempio, di una zona economica, i nostri militari dovrebbero arretrare. Anche i russi dovrebbero farlo. Se parliamo di una zona smilitarizzata, noi dobbiamo avere il controllo della nostra parte. Loro devono controllare la loro, ma tra di noi deve esserci una forza internazionale di interposizione". Giornalista: "Donald Trump ha detto stamattina, rivolgendosi a Vladimir Putin, che bisogna fermare ora la guerra. Manifestamente Putin non vuole fermarla, visto che continua a bombardare. Cosa dovrebbe dire Donald Trump per far cedere Vladimir Putin?". Zelensky: "Putin ha paura solo di Trump. Ciò che Trump deve dire a Putin non spetta a me dirlo. Se il presidente Trump sa che Putin ha paura di lui, allora non può accettare tutte le condizioni del presidente russo. Il presidente Trump sa di avere strumenti di pressione: l’economia, le sanzioni, le armi. Armi che potrebbe trasferirci se non vuole impegnare direttamente l’esercito americano. Attraverso il nostro esercito, può mantenere questa pressione su Putin. Tutto questo è possibile. Il presidente americano vuole fermare questa guerra con dei compromessi. Noi abbiamo sostenuto queste proposte, ma non può esserci compromesso sulla questione della nostra sovranità". Giornalista: "Dite che Vladimir Putin ha paura di una sola persona: Donald Trump. Questo significa che non ha affatto paura degli europei?". Zelensky: "Degli europei? Sapete quanto siamo riconoscenti agli europei. Sono nostri partner. Ci hanno aiutato enormemente. Ma purtroppo Putin non ha paura di loro. Giornalista: "Perché? Perché?". Zelensky: "Perché? Perché l’Europa vive in un mondo meraviglioso e sicuro che ha costruito in modo giusto, grazie alla sua economia e al suo lavoro. Economia solida, Paesi che vivono in pace da molto tempo. L’Europa non è violenta, è molto democratica. L’Europa vuole dare voce a ogni Paese, ed è giusto. È anche per questo che l’Ucraina sceglie la strada verso l’Europa. Anche l’Ucraina vuole vivere in una democrazia. Ma una democrazia pura oggi non può fermare Putin, perché lui non rispetta le regole della guerra". Giornalista: "Eppure, pochi giorni fa a Davos avete usato parole molto dure contro gli europei. Avete criticato la loro debolezza, la loro divisione, avete detto che erano frammentati, che sembravano persi di fronte a Donald Trump. Le parole sono dure. Eppure l’Europa continua ad aiutarvi: decine di miliardi all’Ucraina da quattro anni, aiuti militari e civili. E nonostante ciò, avete l’impressione che l’Europa resti molle di fronte a Putin, che non capisca davvero la posta in gioco?". Zelensky: "L’Europa aiuta l’Ucraina. L’Europa è consapevole delle sfide. Ma è come se gli europei non riuscissero a credere che questo possa accadere nei loro stessi Paesi. In Europa la vita è confortevole, è piacevole. Per questo dico che oggi stiamo tutti combattendo per difendere questo stile di vita. Ma oggi è molto chiaro che se l’Ucraina non ferma Putin, i Paesi vicini all’Ucraina capiscono che saranno le prime vittime di Putin. La Russia avanzerà. I loro droni possono colpire in profondità. La portata dei loro missili è praticamente illimitata. Possono colpire ovunque. Non voglio spaventare nessuno. Coloro in Europa che lo hanno capito aiutano l’Ucraina in modo molto efficace. Ma i Paesi che non si rendono conto che questa tragedia è in corso dicono che le loro priorità restano le questioni interne. Dicono: “Volete che spendiamo di più per le armi? No, è una sfida per la nostra società”. “Volete che sosteniamo l’Ucraina? I nostri elettori dicono che questo fa aumentare le tasse”. “Bisogna aiutare l’Ucraina quando fa così freddo, mentre da noi aumenta il prezzo dell’elettricità”. Non vogliono semplicemente rendersi conto di tutti i rischi che esistono oggi". Giornalista: "A Davos avete anche detto che con Donald Trump il dialogo è talvolta difficile. Viene spontaneo immaginare come si svolgano questi incontri. Come va quando vi trovate faccia a faccia con Donald Trump? Che qualità bisogna avere per convincerlo, per fargli cambiare idea?". Zelensky: "Non vi svelerò tutti i segreti, altrimenti non avrei più… come dire… più "carte" in mano. È un’espressione di Donald Trump. Non posso svelarveli. È un dialogo tra due persone. Ci sono diversi fattori, in particolare la situazione dei nostri due Paesi. Gli americani come gli ucraini sono persone comuni e sono certo che i nostri popoli condividano gli stessi valori, anche se a livello politico ci sono differenze. A mio avviso, gli Stati Uniti hanno altre priorità sul piano geopolitico. Ma gli Stati Uniti devono capire che l’Ucraina è importante. Ed è un punto cruciale dei miei scambi quando parlo con il presidente Trump. Trump deve rendersi conto che l’Ucraina è importante per la sicurezza del mondo". Giornalista: "Emmanuel Macron ha dichiarato ieri che una ripresa del dialogo con Vladimir Putin si sta preparando. Che gli europei devono parlare con Putin, riceverlo di nuovo. Pensate che sia la cosa giusta da fare?". Zelensky: "Siamo buoni amici, Emmanuel e io. Certo, mi ha chiamato per dirmi che stava riflettendo a una ripresa del dialogo con i russi. L’interesse di Putin è umiliare l’Europa. È molto importante che Emmanuel cerchi di aiutare. È importante che i leader lavorino per cercare di riportare la pace tra i nostri Paesi. Sarebbe benefico per il mondo intero se non ci fosse più guerra in Ucraina. Ma Putin cerca solo di umiliare gli europei. Quando si parla di riprendere il dialogo con Putin, la domanda è: in quale momento? Non quale giorno preciso. Avrebbe potuto essere ieri, se la pressione sulla Russia fosse stata sufficiente. Ma non lo era. Quindi, a mio avviso, bisogna dialogare, ma ponendo delle condizioni". Giornalista: "Che messaggio volete inviare ai francesi che vi guardano questa sera? Qualche giorno fa la Francia ha fermato una nave della cosiddetta flotta ombra russa. I francesi devono fare di più per gli ucraini?". Zelensky: È una decisione che spetta ai francesi. Per quanto ci riguarda, siamo riconoscenti per l’aiuto che ci fornite. Più la Francia sarà forte, meno possibilità ci saranno che questa guerra arrivi da voi. Questo è il mio messaggio alla Francia. Siamo riconoscenti a chi crede in noi. Grazie per il vostro aiuto e contiamo su un sostegno ancora più forte. E per coloro che non credono in noi, è una loro scelta". Giornalista: "Volodymyr Zelensky, tra poco si arriverà ai quattro anni di guerra, il 24 febbraio. Qual è il sentimento che domina in voi? Stanchezza, rabbia, dolore, orgoglio?". Zelensky: "L’orgoglio. Prima di tutto l’orgoglio per gli ucraini. Siamo quaranta volte meno numerosi dei russi. Ma guardate quanto il nostro popolo è più grande della Russia. Siamo più liberi e comprendiamo molto bene il prezzo della vita". Giornalista: "Da quattro anni, quanti ucraini sono morti? Avete dei numeri?"" Zelensky: Ufficialmente, sul campo di battaglia, il numero dei militari uccisi, che siano soldati di carriera o persone mobilitate è 55mila. E c’è anche un gran numero di persone che l’Ucraina considera disperse". Giornalista: "Questa guerra, dopo quattro anni, avete paura di perderla?". Zelensky: "Certo. Se perdiamo questa guerra, perdiamo semplicemente l’indipendenza del nostro Paese. Finora siamo riusciti a preservarla. Se perdiamo l’indipendenza, se diventiamo parte della Russia, sarebbe una perdita assolutamente mostruosa. E sono certo che questo non accadrà". Giornalista: "Tra un anno, se torniamo qui per intervistarvi, ci sarà la pace in Ucraina?". Zelensky: "Faremo tutto il possibile. È la nostra priorità. La mia e quella della mia squadra". Giornalista: "Per arrivare qui abbiamo attraversato diversi posti di blocco, ci hanno preso i telefoni, siamo stati perquisiti più volte. Ogni giorno avete paura per la vostra vita?". Zelensky: Quando si parla di paura…Sapete, la Russia ha già cercato di eliminarmi diverse volte. In un certo senso non provo più la stessa paura dell’inizio della guerra. Mi ci sono abituato. Fa parte della mia vita". Giornalista: "Grazie". Zelensky: "Grazie a voi". Se hai apprezzato questo intervento, se pensi che difficilmente avresti potuto trovarlo altrove, ti chiedo di sostenere il mio impegno. Puoi farlo iscrivendoti al Blog: Scaricando l'app per iPhone: O attraverso una donazione: Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

35,545 views • 8 months ago

🔴 I DUBBI DI CHARLIE KIRK SUL #7ottobre E LE SUE RIVELAZIONI… 🔥 “Sono stato in Israele molte volte, l’intero paese è una fortezza… Trovo che sia molto difficile da credere. Sono stato al confine con Gaza, non si possono fare 10 metri senza imbattersi in un soldato dell’IDF con una mitragliatrice automatica. Tutto il paese è sorvegliato!” “Non tutti sanno che Israele era sull’orlo di una guerra civile. C’erano centinaia di migliaia di israeliani che scendevano in piazza perché Bibi Netanyahu stava cambiando la Costituzione israeliana. Diceva che il ramo giudiziario era troppo potente… Erano previste proteste proprio quella settimana contro Netanyahu e si prevedeva che decine di migliaia di persone sarebbero scese in piazza. Adesso è tutto finito! Ora Netanyahu ha un governo di emergenza e un mandato a governare.” “Credo che alcune domande debbano essere poste: c’era un ordine militare di sospendere le operazioni? Sei ore? Non ci credo! Israele è grande quanto il New Jersey. Quando ho fatto un giro in elicottero da Gerusalemme al confine con Gaza ci ho impiegato 45 minuti. Stavano trasmettendo in diretta l’uccisione di ebrei… È stato qualcuno del governo a dire di non intervenire? Questa è una domanda legittima, non è teoria della cospirazione. Tutto il paese è l’IDF! E tu stai cercando di dirmi…?” “È possibile che il governo di Netanyahu sia stato tradito da agenti infedeli. Netanyahu potrebbe avere traditori interni nel suo governo, infiltrati. Forse persone dell’agenzia di intelligence. O forse potrebbero aver ricevuto notizie sull’attacco, ma nessuno pensava che ci sarebbero stati 1.200 morti ebrei…” “Il fatto è che ora Bibi e il governo di estrema destra hanno il mandato… devo stare attento a come lo dico… CERCHERANNO DI FARE UNA PULIZIA ETNICA A GAZA. Stiamo parlando di rimuovere 2,5 milioni di persone. E hanno il mandato di cercare giustizia e vendetta. L’idea di avere una tregua o un trattato di pace è una stronzata morale dopo aver visto donne e bambini bruciati vivi e trascinati per strada.” “Ma qui ci sono delle domande serie da porsi. Perché la mia consapevolezza degli ultimi 5 anni è diventata molto acuta. Dopo il Covid, gli incendi in Maui, Epstein… Quando vedo una storia che non mi convince, di solito il mio istinto ha ragione.” Questa intervista di Charlie Kirk con Patrick Bet-David è stata registrata il 12 ottobre 2023, 5 giorni dopo il massacro del 7 ottobre. Mentre tutto il mondo era ancora attonito e si stava facendo le stesse domande di Charlie, lui sapeva già quali fossero le reali intenzioni di Israele: distruzione di Gaza, pulizia etnica, deportazione dei gazawi e conquista della striscia di Gaza, con la motivazione di “vendetta”. E così è stato… Charlie Kirk era amico di Israele per ragioni bibliche, lui era un cristiano evangelico, ma in quanto cristiano aborriva di fronte alla morte della povera gente. Ma non era sionista e criticava il governo di estrema destra di Netanyahu. I sionisti vogliono realizzare la Grande Israele a tutti i costi, con la guerra, conquistando terre che non gli appartengono e per questo sono disposti ad uccidere gli abitanti di quei luoghi. Charlie Kirk credeva nella convivenza di Israele con i paesi arabi, nel rispetto reciproco, e per queste ragioni era contrario anche alla guerra contro l’Iran… E queste sue posizioni sono state la sua condanna a morte. Hanno ucciso Charlie, ma il suo pensiero è immortale, è vivo nelle persone che lo hanno condiviso e la sua parola verrà ritrasmessa da una moltitudine di altre persone. È un’onda di consapevolezza infinita. 🙏 #JusticeForCharlie Questa è l’intervista integrale:

Sabrina®️🇮🇹

86,051 views • 1 year ago

Buongiorno a tutti! ☕️🎅 Visto il dibattito e le polemiche in corso sul tema del nuovo #codicedellastrada, credo sia il caso di approfondire la questione, dato che si tratta dell'ennesimo, grave e pericoloso tentativo da parte di questo governo, di instaurare uno stato di polizia nel nostro Paese. Purtroppo questo governo non ha fra i suoi obiettivi il benessere degli Italiani, né tantomeno #Salvini (finto Ministro delle infrastrutture e dei trasporti) ha interesse a proteggere la sicurezza dei cittadini per le strade. Infatti, nell'ultima manovra finanziaria (fra le varie porcate) sono stati tagliati i finanziamenti destinati alla manutenzione delle strade. È stato riportato un taglio di 1,5 miliardi di euro ai fondi per la sicurezza delle strade provinciali e comunali, che erano stati assegnati in precedenti leggi di bilancio. Ma questi sono dati REALI (basta andare sui siti istituzionali e controllare) che la RAI e il resto dei media mainstream non raccontano ai cittadini, preferendo gettare fango su chiunque faccia opposizione a questo branco di buffoni. Le recenti modifiche (anticostituzionali, oltre che anti-logiche) al codice della strada, sono solo l'ultimo dei tanti tentativi di Salvini di raschiare il barile del suo ormai debolissimo consenso (Salvini è un uomo ormai politicamente morto e putrefatto) tramite becera propaganda, unica cosa in cui ha mostrato competenze dalla sua nascita. Tutte le questure italiane hanno ricevuto ordini ben precisi, inclusivi di quantitativi specifici del numero di patenti da ritirare entro il prossimo 31 Dicembre. Tutto questo servirà a Matteo Salvini, uno dei politici più pericolosi e incompetenti della storia della nostra Democrazia, di potersi presentare alla riapertura dei vari Talk Show dopo la pausa natalizia, con in mano un bel foglio A4 con stampati a caratteri cubitali i numeri delle patenti ritirate a livello nazionale, e poter dire ai cittadini "Grazie alle nostre modifiche al codice della strada, nel solo Dicembre abbiamo evitato che (ad esempio) 10mila tossici abbiano ucciso i nostri figli, parenti e amici per le strade italiane." Tutto questo, con il plauso di quella massa di analfabeti funzionali che purtroppo ancora oggi credono alle parole di questo rimbambito, che se non fosse mantenuto coi nostri soldi e tenuto politicamente in vita dai voti di qualche imbecille, non solo non troverebbe mai un lavoro nel mondo reale, ma non saprebbe neanche distinguere la mano destra dalla sinistra. E soprattutto, senza riflettere sul fatto che migliaia di famiglie sono state inutilmente ROVINATE (arresti e ritiri della patente per anni equivalgono a far perdere il lavoro a persone oneste ed innocenti), solo per permettere ad un finto ministro incompetente e analfabeta di continuare a raccontare menzogne in TV. Per non parlare dei tribunali, che si intaseranno di ricorsi, e del calo delle vendite degli esercenti, specialmente quelli del mondo della ristorazione e dell'intrattenimento, che già lamentano cali vendite, visto che molti cittadini preferiscono non rischiare di guidare e che quindi decidono di fare cene e feste in casa. Inoltre, dobbiamo considerare il fatto gravissimo che avere tutte le forze dell'ordine impegnate in massa in questa inutile operazione da stato di polizia, distoglie le loro già poche risorse dall'occuparsi invece dei problemi reali di sicurezza dei cittadini. Sarebbe interessante conoscere l'opinione in merito di qualche esponente di #Lega, #FratellidItalia, o di #ForzaItalia, dai quali attendo speranzoso spiegazioni argomentate. [Nel video esclusivo qui allegato, che non vedrete mai in nessuna TV, potete ammirare l'amatissimo Ministro Matteo Salvini che si cimenta nello sport in cui storicamente i fascisti sono da sempre leader indiscussi: la fuga a gambe levate.]

IL CATTIVO®

10,766 views • 1 year ago

🇺🇸 A lungo invocata, evocata, attesa, Michelle #Obama è infine tornata a parlare di politica americana. Quella stessa politica americana che anche in questo ciclo presidenziale l'ha corteggiata, lusingata, adulata, senza mai riuscire a sedurla, senza mai farle cambiare idea (nonostante in Italia leggessimo ogni giorno il contrario, ma questa è un'altra storia). Michelle Obama non correrà mai per la Presidenza degli Stati Uniti. Ma potrebbe aver dato il suo contributo per vincerla. Il suo appello a mobilitarsi contro Donald #Trump è uno dei più incisivi registrati in questa campagna per la Casa Bianca. Ho tradotto il suo intervento per voi. Buona lettura. --------------------------------------------------- "Ciao Chicago! C'è qualcosa di meravigliosamente magico nell'aria, non è vero? Non solo qui in quest'arena, ma in tutto il Paese che amiamo; una sensazione familiare che è stata sepolta troppo a lungo. Sapete di cosa sto parlando. È il potere contagioso della speranza! L'attesa, l'energia e l'euforia di essere ancora una volta sulla soglia di un giorno più luminoso. La possibilità di sconfiggere i demoni della paura, della divisione e dell'odio che ci hanno consumato e di continuare a perseguire la promessa incompiuta di questa grande nazione - il sogno per cui i nostri genitori e i nostri nonni hanno combattuto, sono morti e si sono sacrificati. America, la speranza sta tornando! Ad essere sincero, mi sto rendendo conto che fino a poco tempo fa piangevo l'affievolirsi di questa speranza. Forse anche voi avete provato le stesse sensazioni: un profondo vuoto nel mio stomaco, un senso palpabile di terrore per il futuro. E per me questo dolore si è mescolato con il mio personale lutto. L'ultima volta che sono stata a Chicago è stato per commemorare mia madre, la donna che mi ha mostrato il significato del duro lavoro, dell'umiltà e della decenza - che ha tenuto alta la mia bussola morale e mi ha mostrato il potere della mia voce. Sento ancora profondamente la sua perdita. Non ero nemmeno sicura di essere abbastanza stabile per stare davanti a voi stasera. Ma il mio cuore mi ha spinto a essere qui per il senso di dovere che sento nel rendere onore alla sua memoria e per ricordare a tutti noi di non sprecare i sacrifici che i nostri vecchi hanno fatto per darci un futuro migliore. Vedete, mia madre, nel suo modo costante e tranquillo, ha vissuto quel senso di speranza ogni giorno della sua vita. Credeva che tutti i bambini, tutte le persone, avessero un valore e che chiunque potesse avere successo se gliene fosse data l'opportunità. Lei e mio padre non aspiravano ad essere ricchi. Anzi, erano sospettosi nei confronti di chi prendeva più del necessario. Capivano che non era sufficiente per i loro figli prosperare se tutti gli altri intorno a noi stavano sprofondando. Così mia madre faceva volontariato nella scuola locale. Si è sempre presa cura degli altri bambini del nostro quartiere. Era contenta di fare quel lavoro ingrato e poco glamour che per generazioni ha rafforzato il tessuto di questa nazione. La convinzione che se fai del bene agli altri, che se ami il tuo prossimo, se lavori e ti sbatti e ti sacrifichi, questo ti ripagherà - se non per te, forse per i tuoi figli o per i tuoi nipoti - questi valori sono stati trasmessi attraverso le fattorie a conduzione familiare e le città industriali, attraverso sobborghi alberati e caseggiati affollati, attraverso i gruppi di preghiera, le unità della Guardia Nazionale e le classi di studi sociali. Questi sono stati i valori che mia madre mi ha trasmesso fino al suo ultimo respiro. Io e Kamala Harris abbiamo costruito le nostre vite su quegli stessi valori fondamentali. Anche se le nostre madri sono cresciute a un oceano di distanza, hanno condiviso la stessa fede nella promessa di questo Paese. È per questo che sua madre si è trasferita qui dall'India a 19 anni. È per questo che ha insegnato a Kamala la giustizia, il nostro obbligo di sollevare gli altri e la nostra responsabilità di dare più di quanto prendiamo. Spesso diceva a sua figlia: “Non stare seduta a lamentarti, fai qualcosa!”. Così, con questa voce in testa, Kamala è andata a scuola e ha lavorato sodo, laureandosi in una Historically Black College or University, conseguendo la laurea in legge in una scuola statale e poi ha iniziato a lavorare per le persone. Ha lottato per far sì che i violatori della legge fossero ritenuti responsabili e per rafforzare lo Stato di diritto, ha lottato per ottenere per i cittadini salari migliori, farmaci da prescrizione meno costosi, una buona istruzione, un'assistenza sanitaria dignitosa, l'assistenza all'infanzia e agli anziani. Da una famiglia della classe media, si è fatta strada fino a diventare vicepresidente degli Stati Uniti d'America. Kamala Harris è più che pronta per questo momento. È una delle persone più qualificate che abbiano mai cercato di ottenere la presidenza. Ed è una delle persone più dignitose - un omaggio a sua madre, a mia madre e probabilmente anche a vostra madre, l'incarnazione delle storie che ci raccontiamo su questo Paese. La sua storia è la vostra storia. È la mia storia. È la storia della stragrande maggioranza degli americani che cercano di costruirsi una vita migliore. Kamala sa, come noi, che a prescindere dalla provenienza, dall'aspetto, dalla persona amata, dal culto o dal conto in banca, tutti noi meritiamo l'opportunità di costruire una vita dignitosa. Tutti i nostri contributi meritano di essere accettati e valorizzati. Perché nessuno ha il monopolio di ciò che significa essere americano. Nessuno! Kamala ha dimostrato la sua fedeltà a questa nazione non sputando rabbia e amarezza, ma vivendo una vita di servizio e spingendo sempre le porte dell'opportunità per gli altri. Capisce che alla maggior parte di noi non sarà mai concessa la fortuna di fallire. Non potremo mai beneficiare dell'azione positiva della ricchezza generazionale. Se facciamo fallire un'azienda o soffochiamo in una crisi, non avremo una seconda, terza o quarta possibilità. Se le cose non vanno come vorremmo, non possiamo permetterci il lusso di lamentarci o di imbrogliare gli altri per andare avanti, non possiamo cambiare le regole per vincere sempre. Se vediamo una montagna davanti a noi, non ci aspettiamo che ci sia una scala mobile che ci porti in cima. No, abbassiamo la testa. Ci mettiamo al lavoro. In America, facciamo qualcosa. E per tutta la sua vita, questo è esattamente ciò che abbiamo visto da Kamala Harris: l'acciaio della sua spina dorsale, la solidità della sua educazione, l'onestà del suo esempio e sì, la gioia della sua risata e della sua luce. Non potrebbe essere più ovvio. Dei due principali candidati in lizza, solo Kamala Harris comprende veramente il lavoro invisibile e l'impegno incrollabile che ha sempre reso grande l'America. Purtroppo, sappiamo cosa succederà. Sappiamo che la gente farà di tutto per distorcere la sua verità. Mio marito e io, purtroppo, ne sappiamo qualcosa. Per anni, Donald Trump ha fatto di tutto per cercare di far sì che la gente avesse paura di noi. La sua visione limitata e ristretta del mondo lo ha fatto sentire minacciato dall'esistenza di due persone che lavorano sodo, hanno un'istruzione elevata e hanno avuto successo, ma che sono anche nere. Chi gli dirà che il lavoro che sta cercando potrebbe essere uno di quei “lavori neri”? È la solita truffa: raddoppiare le bugie brutte, misogine e razziste come alternativa ad idee e soluzioni reali che miglioreranno effettivamente la vita delle persone. Vedete, eliminare la nostra assistenza sanitaria, toglierci la libertà di controllare il nostro corpo, la libertà di diventare madre attraverso la fecondazione in vitro, come ho fatto io, queste cose non miglioreranno i risultati in termini di salute delle nostre mogli, madri e figlie. Chiudere il Dipartimento dell'Istruzione, bandire i nostri libri - niente di tutto ciò preparerà i nostri figli per il futuro. Demonizzare i nostri figli perché sono quello che sono e amano quello che amano non migliora la vita di nessuno. Al contrario, ci rende solo piccoli. E lasciatemi dire che diventare piccoli non è mai la risposta. Diventare piccoli è l'opposto di ciò che insegniamo ai nostri figli. Diventare piccoli è meschino. È malsano. E, francamente, non è presidenziale. Perché dovremmo accettare una cosa del genere da parte di chi ambisce alla nostra massima carica? Perché dovremmo normalizzare questo tipo di leadership arretrata? Fare questo non fa altro che sminuire e sminuire la nostra politica. Serve solo a scoraggiare ulteriormente le persone buone e di buon cuore dal volersi impegnare. America, i nostri genitori ci hanno insegnato a fare meglio di così e noi meritiamo molto di più. Ecco perché dobbiamo fare tutto il possibile per eleggere due di quelle persone buone e di gran cuore. Non c'è altra scelta che Kamala Harris e Tim Walz! Ma mentre abbracciamo questo rinnovato senso di speranza, non dimentichiamo la disperazione che abbiamo provato. Non dimentichiamo a cosa stiamo andando incontro. Sì, Kamala e Tim stanno andando alla grande in questo momento. Stanno riempiendo le arene di tutto il Paese e la gente è piena di energia. Ci sentiamo bene. Ma ci sono ancora tante persone che desiderano disperatamente un risultato diverso, che sono pronte a mettere in discussione e a criticare ogni mossa di Kamala, che non vedono l'ora di diffondere quelle bugie, che non vogliono votare per una donna, che continueranno a dare priorità alla costruzione della loro ricchezza piuttosto che garantire che tutti abbiano abbastanza. Non importa quanto ci sentiamo bene stasera, domani o dopodomani, questa sarà comunque una battaglia in salita. Quindi non possiamo essere i nostri peggiori nemici. No, nel momento in cui qualcosa va storto, nel momento in cui una menzogna prende piede, non possiamo iniziare a torcerci le mani. Non possiamo farci venire il complesso di Riccioli d'oro per sapere se tutto va bene. Non possiamo abbandonarci all'ansia di sapere se questo Paese eleggerà una persona come Kamala, invece di fare tutto il possibile per far eleggere una persona come Kamala. Kamala e Tim hanno vissuto vite straordinarie. Sono sicura che guideranno con compassione, inclusione e grazia. Ma sono ancora solo esseri umani. Non sono perfetti. E come tutti noi, faranno degli errori. Ma per fortuna, questo non dipende solo da loro. No, spetta a noi - a tutti noi - essere la soluzione che cerchiamo. Spetta a tutti noi essere l'antidoto a tutte le tenebre e alle divisioni. Non mi interessa come vi identificate politicamente, se siete democratici, repubblicani, indipendenti o nessuno di questi. Questo è il momento di difendere ciò che sappiamo essere giusto nei nostri cuori. Per difendere non solo le nostre libertà fondamentali, ma anche la decenza e l'umanità, il rispetto, la dignità e l'empatia, i valori che sono alla base di questa democrazia. Sta a noi ricordare ciò che le disse la madre di Kamala: Non stare seduta a lamentarti, fa' qualcosa! Quindi, se mentono su di lei, e lo faranno, dobbiamo fare qualcosa! Se vediamo un brutto sondaggio, e lo vedremo, dobbiamo mettere giù il telefono e fare qualcosa! Se cominciamo a sentirci stanchi, se cominciamo a sentire il terrore che si insinua di nuovo, dobbiamo rialzarci, gettarci dell'acqua in faccia e fare qualcosa! Abbiamo solo due mesi e mezzo per farlo; solo 11 settimane per assicurarci che ogni persona che conosciamo sia registrata e abbia un programma di voto. Non possiamo quindi permetterci che qualcuno se ne stia con le mani in mano e aspetti di essere chiamato in causa. Non lamentatevi se nessuno della campagna vi ha specificamente raggiunti per chiedere il vostro sostegno. Non c'è tempo per queste sciocchezze. Sapete cosa dobbiamo fare. Quindi considerate questo come un invito ufficiale: Michelle Obama vi chiede di fare qualcosa! Perché la partita sarà molto serrata. In alcuni Stati, solo una manciata di voti in ogni distretto potrebbe decidere il vincitore. Quindi dobbiamo votare in numero tale da cancellare ogni dubbio. Dobbiamo sopraffare qualsiasi tentativo di soppressione. Il nostro destino è nelle nostre mani. In 77 giorni, abbiamo il potere di allontanare il nostro Paese dalla paura, dalla divisione e dalla piccolezza del passato. Abbiamo il potere di coniugare la nostra speranza con l'azione. Abbiamo il potere di ripagare l'amore, il sudore e il sacrificio delle nostre madri e dei nostri padri e di tutti coloro che ci hanno preceduto. Lo abbiamo fatto prima e possiamo farlo di nuovo. Lavoriamo come se le nostre vite dipendessero da questo. Continuiamo a far progredire il nostro Paese e andiamo più in alto - sì, più in alto - di quanto abbiamo mai fatto prima, mentre eleggiamo la prossima presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris e Tim Walz!". ------------------------------------------------- Se hai apprezzato questo articolo, se ritieni che il mio lavoro sia importante, non darlo per scontato: iscriviti al Blog, sostieni questo spazio indipendente. Ti ringrazio.

Dario D'Angelo

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