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Secondo Giuseppe Conte, il «fact-checking» certifica che nella scorsa legislatura il Movimento 5 Stelle ha realizzato l’80% del suo programma. Noi il fact-checking di questa dichiarazione l’abbiamo già fatto due anni fa e quello che dice Conte è falso:

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La dottoressa Bruzzone, cinque mesi fa, ha sostenuto che il movente dell'omicidio potesse essere questo: Chiara avrebbe visionato la cartella con il materiale pornografico "estremo" sul computer di Alberto e avrebbe minacciato di raccontarlo ai genitori. Secondo questa ipotesi, per paura di perdere la reputazione, Alberto l'avrebbe uccisa. Ieri, però, a Ore 14, Milo Infante ha ricordato ciò che è pacifico nella storia processuale: esiste una perizia informatica che certifica che Chiara quella cartella non l'ha mai aperta. Quel movente, infatti, era stato escluso molti anni fa. Non è presente in sentenza perché, ricordo sommessamente, che il movente è rimasto sconosciuto. A quel punto la stessa Bruzzone ha ammesso che si trattava di un movente "pensato all'inizio". E allora il punto è semplice ed è questo che voglio sottolineare: Ogni volta che si parla di Alberto Stasi, la narrazione televisiva ripropone ipotesi smentite, superate, processualmente inesistenti, come se fossero ancora attuali. Non per informare, ma per alimentare una storia: una storia che ha bisogno di un colpevole "coerente" con l'immaginario creato in questi anni. Questa operazione, ripescare moventi già esclusi dalla perizia e dalla logica, per poi farli scivolare sullo sfondo quando vengono smentiti è esattamente il modo con cui, da diciotto anni, si manipolano i fatti per piegarli a una narrazione prefabbricata su Stasi. Non è più accettabile. #Garlasco #Stasi

l'Agitatrice culturale Specialista della comunicaz

23,073 Aufrufe • vor 8 Monaten

Quel farabutto di GIUSEPPE CONTE, nell’intervista alla Verità, ha sconfessato GREEN PASS e OBBLIGO VACCINALE. Eppure li votò... di Maddalena Loy Fermi tutti: abbiamo letto bene? «Io ero contrario all’obbligo vaccinale per il Covid», ha dichiarato ieri Giuseppe Conte, intervistato sulla Verità dal direttore Maurizio Belpietro, raccontando una storia che però non trova riscontro nelle dichiarazioni ufficiali del M5s e del suo leader ed ex presidente del Consiglio. Anzi, a volerla raccontare fuori dai denti, «è totalmente falso» che Conte e i suoi fossero contrari al provvedimento che a gennaio 2022, dopo il grande contagio dei vaccinati e la diffusione della variante Omicron, impose l’obbligo vaccinale agli over 50, privando dello stipendio centinaia di migliaia di lavoratori per non aver rispettato la legge, come ricorda l’ex deputato grillino Marco Bella, uno dei pochi parlamentari che si è battuto contro la chiusura delle scuole, il green pass e l’obbligo. Non ci fu infatti, da parte del leader pentaMerdato, alcuna presa di distanza. Al contrario, l’adesione del Movimento al provvedimento fu convinta, forse per ignoranza (nel senso di non conoscenza), forse per opportunismo politico. Fatto sta che lo stesso Conte alla fine del 2021, sposò con convinzione la linea dell’obbligo vaccinale dichiarando: «Dobbiamo spingere per l’obbligatorietà in tutte quelle situazioni in cui ci sono assembramenti, in prospettiva anche nei luoghi di lavoro». Ma l’avvocatuzzo di Volturara Appula oggi ha dimenticato quelle dichiarazioni. Trovate l'articolo completo su La Verità di oggi 28-06-2025 - Simònetta Novantasette

Sabrina F.

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Grande spazio nei commenti oggi al flop della manifestazione di Napoli, di cui onestamente mi interessa poco. Mi interessa molto di più la mancanza di indignazione rispetto alle parole-gravissime e molto pericolose- che Giuseppe Conte ha scandito dal palco: la minaccia russa sarebbe una costruzione politica per giustificare il riarmo. Non è una sorpresa il putinismo di Conte, ma è una assoluta novità il fatto che queste affermazioni vengano fatte da un palco ufficiale del Campo Largo senza che questo generi una presa di distanza degli altri leader presenti. In tutta Europa affermazioni del genere causerebbero la reazione immediata dei leader democratici che ricorderebbero, immediatamente che per l’intelligence di mezzo mondo la Russia rappresenta una minaccia strategica concreta e di lungo periodo. A Napoli invece, ancora una volta, Schlein ha fatto finta di niente, e come sempre si finge morta. Riproporre fedelmente la narrazione del Cremlino è dunque una posizione tollerata dal Campo largo? Dovevano mostrarci l’alternativa e ci hanno mostrato ancora una volta che sono capaci di ingoiare tutto pur di tenere insieme i brandelli di una coalizione che non esiste e che è distante anni luce da posizioni europeiste e riformiste. Nessun imbarazzo del Pd, ma anche di tutti quelli che ci raccontano di voler fare la “gamba” riformista lì dentro? Io sono allibita e molto preoccupata: il silenzio di fronte ad affermazioni così gravi è complicità, cari amici. E allora io vi chiedo di indignarvi, di reagire, di prendere le distanze. La storia dei democratici italiani non merita questo epilogo. Di certo non chiamatelo mai più centrosinistra, il campo largo è strutturalmente e definitivamente altro.

Pina Picierno

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