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"Un'altra notte di pogrom" scrive l'ottimo Nico Piro Perché è accaduto? Qual è stato il fattore scatenante? Chi ha acceso la miccia? Seguite il thread🧵 Un incidente stradale coinvolge due auto, entrambi i conducenti riportano ferite. Uno è israeliano,l'altro palestinese 👇

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L'ex direttore del principale quotidiano di centrosinistra in Italia sul perché Rubio, il governo Netanyahu e Meloni fanno bene a non riconoscere lo Stato di Palestina: «La reazione di Rubio, il segretario di Stato, è che è stato un grande show politico. Perché Rubio dice questo? Perché la convivenza fra israeliani e palestinesi oggi si basa sugli accordi di Oslo... firmati nel 1993 da Arafat, Rabin e Peres con Bill Clinton, prevedevano la divisione del territorio della Cisgiordania area A dei palestinesi, B di entrambi e C degli israeliani, fino alla nascita dello Stato palestinese al termine dei negoziati con Israele. Se la comunità internazionale riconosce lo Stato di Palestina, annulla gli accordi di Oslo. Quindi consente da un punto di vista legale a Israele di fare le annessioni. L'unico argine contro le annessioni israeliane in Cisjordania sono gli accordi di Oslo. Questa è la tesi dell'amministrazione americana, questa è la tesi di Israele, questa è la tesi dei tedeschi e credo che questo sia il motivo della posizione italiana. Il punto è se uno rinuncia a Oslo ci sono le annessioni. L'unico Stato che ai palestinesi serve da un punto di vista di riconoscimento è quello di Israele in base a Oslo. Se uno leva Oslo c'è la guerra. Il motivo per cui non c'è la guerra in Cisgiordania sono le rintese del 1993... La strada può essere quella e potrebbe essere un punto di incontro fra Trump e Macron e i paesi arabi di assumere il controllo della Cisgiordania finita la guerra, creare un'amministrazione araba e poi passarla. all'amministrazione palestinese, ma questo è un processo progressivo. L'accelerazione invece sullo Stato palestinese è pericolosissima perché legittima la possibilità di annessione da parte di Israele».

Paolo Mossetti

76,658 просмотров • 10 месяцев назад

"Credo che questo video metta la parola fine alle balorde teorie di una sx sempre più disgustosa, depravata e allo sbando". #Spain #europa #remigrazione #SanchezDimisión #deportation #remigracion #remigration #spagna #SanchezAPrisión A #Ceuta è successa una cosa gravissima. Decine di migliaia di persone hanno forzato il confine tra Marocco e territorio spagnolo. E la prima reazione di una certa sinistra qual è stata? Non la preoccupazione per i cittadini. Non la difesa dei confini. Non la domanda più ovvia: “come è stato possibile?” No. La prima reazione è stata attaccare chi osava parlare di invasione. Poi è arrivata la solita lezioncina geografica: “Ceuta non è Europa, è in Africa.” Come se questo cambiasse qualcosa. Ceuta è Spagna. Ceuta è territorio europeo. Ceuta è una frontiera esterna dell’Europa. Quindi se migliaia di persone entrano illegalmente a Ceuta, stanno entrando illegalmente in territorio europeo. Punto. Il resto è mistificazione. E qui nasce la domanda vera: perché una parte della sinistra sente sempre il bisogno di difendere chi forza un confine e mai chi quel confine lo subisce? Perché il clandestino diventa sempre vittima, anche quando viola una frontiera? Perché il cittadino che ha paura diventa sempre razzista? Perché chi chiede ordine viene trattato come un estremista, mentre chi giustifica il caos viene presentato come umano? Questa è l’ideologia immigrazionista nella sua forma più pericolosa. Non vede cittadini. Non vede sicurezza. Non vede sovranità. Vede solo simboli da usare. Il migrante come bandiera. Il confine come colpa. La nazione come nemico. Il cittadino onesto come ostacolo morale da zittire. Ma Ceuta ci dice una cosa semplice: l’immigrazione illegale di massa non è accoglienza. È perdita di controllo. E uno Stato che perde il controllo dei propri confini, prima o poi perde anche la fiducia dei propri cittadini. - Cittadino Zero

Sabrina F.

17,193 просмотров • 3 дней назад

Si discute della possibilità di vietare vendita e acquisto online di coltelli. Vi spiego perché, secondo me, il provvedimento sarebbe inefficace. Fatemi sapere cosa ne pensate. Il coltello non è un’arma speciale. Vietare l’acquisto online NON riduce la disponibilità. Zero. Riduce solo la comodità per chi lo usa legittimamente (cuochi, famiglie, ristoratori, collezionisti). Chi accoltella NON compra su Amazon. Il pusher, il maranza, rapinatore, l’immigrato irregolare entrano in un negozio, rubano, comprano in contanti, si procurano l’oggetto sul territorio. Questo provvedimento nasce da un’idea malata: siccome non riusciamo a colpire chi usa il coltello, colpiamo l’oggetto. È politica simbolica, non politica efficace. Ma il problema resta, poiché il problema NON è il coltello. Il problema è chi lo impugna. Il problema è l’impunità. Il problema è la mancata espulsione. Il problema è l’assenza di certezza della pena. Il problema è il lassismo giudiziario. Il problema è l’ideologia dell’accoglienza cieca. Il problema è la tolleranza verso la violenza. Se non tocchi queste cose, puoi vietare anche le forchette. Non cambia nulla. Vietare l’acquisto online di coltelli è una misura da Stato debole, non da Stato forte. Lo Stato forte: espelle, arresta, processa, condanna, isola. Lo Stato debole: vieta online, mette filtri. Se passa questa logica, oggi mettiamo al bando i coltelli, domani il cacciavite, dopodomani le bottiglie di vetro, poi i martelli, poi le chiavi inglesi. Perché qualsiasi oggetto può diventare arma.

Azzurra Barbuto

11,393 просмотров • 6 месяцев назад