Загрузка видео...

Не удалось загрузить видео

На главную

𝑼𝒍𝒕𝒊𝒎𝒐 𝒈𝒊𝒓𝒐

260,492 просмотров • 3 лет назад •via X (Twitter)

Комментарии: 5

Фото профиля Bob Pinson
Bob Pinson3 лет назад

No rules no limits - la passionne

Фото профиля Lesly Boitrelle
Lesly Boitrelle3 лет назад

On sera là! #LesRP

Фото профиля urbanspike
urbanspike3 лет назад

Les dieux du vélo doivent offrir à cet homme 3 semaines de beaux vélos sans problème, qu'il kiffe une dernière fois. Après on ira lui dire au revoir au tour. Mais là c'est son mois, pour sa gueule sans galère. un gros merde @ThibautPinot

Фото профиля Aubin
Aubin3 лет назад

VAMOS TIBOOOO

Фото профиля Max ✨
Max ✨3 лет назад

Fais toi plaisir @ThibautPinot c'est le plus important

Похожие видео

LA COSA PIÙ TRISTE NON È CAMBIARE SCUOLA. È SENTIRSI COSTRETTI A FARLO PER IL COLORE DELLA PELLE. «Preparati, dovremo cambiare scuola visto che siamo neri». Questa frase dovrebbe farci fermare tutti. Non perché l’abbia pronunciata un politico, un opinionista o un adulto arrabbiato sui social. L’ha pronunciata un bambino. Un bambino che dovrebbe preoccuparsi dei compiti, degli amici, del gioco, delle interrogazioni e del futuro. Non dovrebbe mai arrivare a pensare che il colore della propria pelle possa decidere se ha il diritto di stare nella sua scuola. E c’è qualcosa di ancora più doloroso. Il fratello gli risponde: «Ma io ho la cittadinanza italiana». Come se fosse necessario dimostrare di appartenere a questo Paese. Come se essere italiano dovesse essere spiegato, certificato, difeso. Come se davanti agli occhi degli altri la pelle nera potesse ancora diventare una prova di estraneità. Questa non è una semplice discussione sulla scuola. È una ferita che entra direttamente nella testa dei bambini. E sono arrabbiato. Perché quando una norma politica arriva a produrre paura e insicurezza persino tra i banchi di scuola, dovremmo avere il coraggio di interrogarci sulle conseguenze delle parole e delle scelte che facciamo. Ma sono anche profondamente triste. Perché una scuola dovrebbe insegnare a un bambino che può diventare ciò che vuole, non convincerlo che prima o poi potrebbe essere costretto ad andarsene perché è nero. La scuola dovrebbe essere il luogo in cui nessun bambino deve chiedersi se è abbastanza italiano. E soprattutto, nessun bambino dovrebbe imparare così presto che agli occhi di qualcuno il colore della sua pelle può pesare più della sua cittadinanza, della sua storia, dei suoi sogni. Questa è la parte che dovrebbe farci paura. Non la presenza di bambini stranieri. Ma l’idea che alcuni bambini possano crescere sentendosi stranieri nel Paese in cui sono nati, cresciuti, studiato e costruito la propria vita. Su questo non possiamo fare finta di niente.

𝐒𝐨𝐮𝐦𝐚𝐢𝐥𝐚 𝐃𝐢𝐚𝐰𝐚𝐫𝐚

21,509 просмотров • 1 месяц назад