
Cecilia Sala
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Giornalista @Chora_Media con il podcast Stories. A volte su @ilfoglio_it. In libreria con “I figli dell’odio”, scritto tra Israele, Palestina e Iran:
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Cosa incontri camminando per le strade di Teheran, per chi in televisione ce la racconta come il “medioevo” rimanendo serio
Cecilia Sala1,414,502 Aufrufe • vor 11 Monaten

Se viaggi in macchina per le strade di Beirut, ti accorgi subito quando entri nel territorio di Hezbollah. Una signora in chador ha la faccia di Hassan Nasrallah appiccicata sulla cover dello smartphone. Un gruppo di ragazzi nei vicoli, quando vede la telecamera, alza un manifesto col ritratto di Nabih Berri, il presidente del Parlamento alleato di Hezbollah. L’entusiasmo però dura poco. Si guarda su Spotify e YouTube, Chora Media
Cecilia Sala86,049 Aufrufe • vor 1 Monat

La strategia di difesa della Repubblica islamica è mandare nel panico le monarchie del Golfo. Far alzare il prezzo dell’energia. Versare sangue israeliano e americano. Per rendere il prezzo politico di questa guerra insostenibile per Donald Trump. Fare in modo che sia lui, che l’ha cominciata, a volerla fermare. La rappresaglia iraniana ha già colpito dieci paesi: Arabia Saudita, Israele, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Iraq, Cipro, Giordania, Oman, Kuwait e Qatar. La Repubblica islamica però non ha a disposizione un numero infinito di bombe. L’escalation iraniana si spiega anche così, con la fretta. La scommessa è che la determinazione di Trump si esaurisca più velocemente delle proprie scorte di missili.
Cecilia Sala151,934 Aufrufe • vor 3 Monaten

Meloni, tra Trump e Zelensky, dice: "Se oggi si può parlare con Putin è anche grazie allo stallo che c’è sul campo di battaglia, che è merito del coraggio degli ucraini e del supporto dell’Europa e degli Stati Uniti insieme. Se vogliamo avere pace e giustizia dobbiamo restare dalla stessa parte, per questo oggi è un bel giorno. Potete contare sull’Italia: (Zelensky) perché siamo dalla parte dell’Ucraina dal principio, (Trump) perché supportiamo lo sforzo verso la pace. Parleremo di tante questioni importanti e la prima sono le garanzie di sicurezza per Kyiv: come essere certi che non succeda di nuovo (l’invasione), che è la precondizione per ogni ipotesi di accordo di pace. Sono contenta che affronteremo l'argomento (è la prima volta che questa Amministrazione americana accetta di farlo). E sono contenta che partiremo dall'ipotesi di fornire a Kyiv una garanzia di sicurezza sul modello dell’articolo 5 della Nato, che sin dall'inizio era la proposta italiana".
Cecilia Sala290,945 Aufrufe • vor 9 Monaten

L’ultima volta che ero stata a Beirut, le auto erano parcheggiate lungo un solo lato della strada. Ora sono su entrambi e una delle due file è doppia: il primo segnale visibile dell’arrivo improvviso di centinaia di migliaia di persone fuggite dalle bombe. Se hai un parente disperso, puoi presentarti all’ospedale Hariri per farti prelevare il DNA. I medici lo analizzano e poi ti dicono se c’è una corrispondenza con il contenuto dei sacchi neri che riempiono una cella frigo. Nei sacchi ci sono piedi, avambracci, corpi incompleti e senza volto delle vittime non ancora identificate. Si sono messe in fila 80 famiglie. Il 14% delle vittime di queste guerra sono bambini. Il 15% del territorio libanese è invaso dalle truppe israeliane. E un libanese su 5 è sfollato: un milione e 200 mila persone su 5 milioni di cittadini. Sono gli abitanti del sud svuotato dall’invasione, sono musulmani sciiti che professano la stessa religione dei miliziani di Hezbollah, il gruppo che la notte del 2 marzo ha lanciato sei razzi contro Israele per vendicare l’uccisione di Ali Khamenei. E si è tirato addosso una reazione spropositata, preparata per mesi. Gli sciiti che sono scappati hanno due problemi. Il primo è che nei rifugi allestiti dal governo un po’ ovunque – nelle scuole, nei ministeri e negli stadi – c’è posto per 150mila persone. Circa un decimo di quelle che ne avrebbero bisogno. Il secondo è la sensazione di Nakba. Nella sua tenda di plastica blu, Hoda mi dice che non vuole andare a vivere da straniera in un altro paese, come i palestinesi che ottant’anni fa erano scappati nei grandi campi profughi allestiti in Libano e poi ci erano rimasti per sempre. Però sa che questa guerra è diversa dalle precedenti: Israele vorrebbe rivedere la mappa demografica del Libano ed espellere dal sud gli sciiti come lei Si ascolta su Stories, Chora Media
Cecilia Sala38,732 Aufrufe • vor 1 Monat

Se Witkoff vi sembra sbilanciato verso Mosca per le intercettazioni che sono trapelate, non vi ricordate cosa ha detto in pubblico: che la causa del conflitto sono le “cosiddette 4 regioni ucraine” che sarebbero in realtà russe. (Le 4 regioni equivalgono a circa un terzo del Paese secondo i confini riconosciuti dalla comunità internazionale e dalla Federazione russa.) Witkoff prosegue: tanti hanno paura a dire questa cosa a voce alta mai io no, finché non si risolve la questione delle 4 regioni non si risolve nulla. Poi Witkoff prova a elencare queste regioni ma non ci riesce. Witkoff è un inviato “per la pace in Ucraina” che è andato spesso a Mosca e mai in Ucraina (e si vede, perché non sa che la Russia non controlla le 4 regioni. E si fida di un referendum farsa che si è svolto nelle porzioni occupate di queste regioni con i soldati che andavano a prendere la gente a casa per portarla alle urne)
Cecilia Sala55,680 Aufrufe • vor 6 Monaten

Trenta agenti della Repubblica islamica - nel mezzo della guerra - hanno trovato il tempo di andare a fare visita a un nemico interno, Toomaj Salehi. Un operaio metalmeccanico con milioni di follower, che ha ottenuto grazie al suo secondo lavoro: il rap. Nelle canzoni parla di povertà e di regime, usa un linguaggio sfacciato e violento. Per le sua storia e per il suo stile, è molto più popolare di tanti dissidenti intellettuali. Tra le voci degli arrabbiati più in vista ci sono alcuni nomi che il regime teme, soprattutto nei momenti di crisi. Toomaj è il primo della lista. Nel filmato si vede Toomaj in piazza dopo gli scontri. La protesta è quella per Mahsa Jina Amini e per il cambiamento, tra il 2022 e il 2023. Toomaj è quello col cappellino arancione.
Cecilia Sala75,363 Aufrufe • vor 11 Monaten

La seconda parte di Stories Video dal Libano. Si guarda su Spotify e YouTube, Chora Media
Cecilia Sala13,154 Aufrufe • vor 1 Monat

Se parli con i soldati israeliani, ti dicono che l’estremista più alto in grado delle Forze armate è il generale Yehuda Vach, che comanda la 252esima Divisione. Dai racconti dei suoi uomini emerge il ritratto di un generale che incrocia i crimini più famosi degli ultimi due anni. Le nuove puntate di Stories Video sono su di lui
Cecilia Sala34,473 Aufrufe • vor 6 Monaten

C'è il video che smentisce la versione dell'esercito israeliano sulla strage di 15 paramedici e pompieri palestinesi, trovati in una fossa comune alla fine di marzo. Si vede un convoglio di ambulanze con i lampeggianti accesi e un camion dei pompieri. I soldati israeliani sparano contro il convoglio per cinque minuti. Il paramedico che filma la scena mentre cerca riparo, capisce che sta per morire e per questo recita la shahada ("non c'è altro Dio che Dio, Maometto è il suo messaggero..."). E dice: "Perdonami mamma, questa è la strada che ho scelto: aiutare le persone". Il video, che è una prova, lo ha trovato Farnaz Fassihi, del New York Times; ha verificato il luogo e l'ora @christophkoett, del New York Times. Ed è stato mostrato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Cecilia Sala64,943 Aufrufe • vor 1 Jahr

Quel video ovviamente è girato in Iran, come quello che le allego di seguito. Poi quando volete potete far finire questa gara a chi ne sa meno di Teheran. La fonte è Ramita Navai, che ha scritto il più bel libro in lingua inglese su Teheran e i suoi abitanti, andate a spiegare l'Iran anche a lei, oppure comprate "City of Lies: Love, Sex, Death and the Search for Truth in Tehran"
Cecilia Sala46,693 Aufrufe • vor 11 Monaten
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