
Dario D'Angelo
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Notizie in tempo reale, retroscena, un punto nave al giorno per approfondire. Il Blog di politica e geopolitica per leggere il presente e anticipare gli scenari
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🚨🪖🇺🇸 Si può discutere sul fatto che le sue idee e i suoi modi servissero sempre al meglio le cause che più aveva a cuore. O se invece non si rivelassero alle volte controproducenti. Ma nessuno può dubitare del fatto che Lindsey Graham sia stato uno dei più grandi sostenitori dell’idea di Occidente in America. Per capire basta poco: basta osservare le reazioni che arrivano in questi minuti, alla notizia della sua morte improvvisa, da Ucraina e Israele. Paesi alle prese con situazioni e pericoli diversi, ma accomunati da minacce di natura esistenziale e da un diffuso desiderio di vivere in pace, senza doversi preoccupare di chi vorrebbe cancellarli dalle mappe, oggi come ieri. Si può dire in questo senso che il senatore repubblicano sia morto da vivo. Era appena tornato dalla sua decima visita in Ucraina. E col suo modo di fare scenico, affinato in anni e anni di interazioni coi media, aveva annunciato che “circa 30 minuti fa, abbiamo raggiunto un accordo con la Casa Bianca su una versione del disegno di legge sulle sanzioni contro la Russia”, che una volta approvato avrebbe a suo dire fornito al presidente Trump “gli strumenti necessari per contribuire a porre fine a questa guerra”. Vibrazioni simili si avvertono in questi minuti anche fra Tel Aviv e Gerusalemme, dov’è chiara la percezione di aver perso il più grande amico di Israele al Congresso. È il segno dei tempi, ma anche un colpo improvviso che affliggerà ulteriormente lo stato di una “special relationship” già ai minimi termini come quella fra Stati Uniti e Israele. No, Graham non era un santo, era un personaggio controverso. Al di là delle posizioni politiche, su cui ognuno di voi avrà le proprie idee, i suoi modi potevano diventare alle volte bruschi, tradendo a tratti anche una certa arroganza. Chiedere per capire a Mette Frederiksen. Pochi mesi fa, in una stanza della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco - forum di cui Graham era ormai un veterano, ricevendo ogni anno un’accoglienza da star - venne apostrofata dal senatore repubblicano con l’espressione “piccola signora”, durante uno sfogo sul futuro della Groenlandia che non poteva certo trovare d’accordo il primo ministro danese. Graham era anche questo: capace di grandi sfuriate, ma un attimo dopo di sfoggiare il caldo sorriso tipico della gente del South Carolina. Non ha visto esaudito il desiderio di sopravvivere al regime iraniano ma se n’è andato nelle ore in cui gli Stati Uniti sono tornati a indebolirlo con nuovi raid aerei. È impossibile sopravvalutare l’influenza che ha esercitato dietro le quinte su Donald Trump, lo stesso leader che prima aveva osteggiato, poi definito “il più grande di tutti i presidenti”, una sorta di “Reagan Plus”, Reagan all’ennesima potenza. Se un po’ ho imparato a conoscere il modo di vivere l’amicizia di Trump, non sarei sorpreso se nelle prossime ore il presidente USA decidesse di “onorare” la memoria di Graham con un’azione spettacolare in Iran. Un assalto a Kharg Island, l’uccisione di un alto esponente del regime, un intenso bombardamento dalle parti Hormuz: non so dire cosa esattamente, ma per quanto irrazionale possa sembrare, mi aspetto una Casa Bianca più aggressiva - almeno nel breve termine - proprio “in memoria” di Graham. Chiudo con una piccola nota storica: se ne va l’ultimo dei “tre amigos”. Erano Graham, John McCain e il democratico (poi indipendente) Joe Lieberman: un terzetto famoso per collaborare su leggi destinate ad avere un forte impatto sulla politica estera statunitense. Una volta fu proprio McCain a raccontare come tutto ebbe inizio. Durante la spinta per l’impeachment dell’allora presidente Clinton, Graham - allora membro della Camera - stava presentando il caso ai senatori e secondo il racconto di McCain, “in un’occasione tra le più solenni, disse: ‘Sa, dalle mie parti, qualunque uomo che chiami una donna alle 2 del mattino non ha buone intenzioni’. Capii subito che Lindsey Graham era una persona con cui volevo passare del tempo”. Nemmeno la politica riuscì nell’impresa di dividerli: quando McCain espresse il voto decisivo contro una proposta di legge presentata proprio da Graham per riformare l’Affordable Care Act, affossando le possibilità repubblicane di abolire l’Obamacare, molti si chiesero se la loro amicizia avrebbe retto alla tempesta. A rispondere fu proprio Graham: “È uno dei miei amici più cari al mondo, e John McCain può fare quello che diavolo vuole: si è guadagnato questo diritto. A qualunque americano abbia un problema con il voto di John McCain, posso solo dire questo: John McCain era disposto a morire per questo Paese, e può votare come vuole. Per me non cambia nulla”. Anche in questo senso la sua morte rappresenta la fine di un’era. Il Congresso è da tempo un posto molto diverso da quello che è stato per decenni. La sua assenza, nei corridoi di Capitol Hill, si avvertirà nitidamente. Se hai apprezzato questo pezzo, ti chiedo di premiare il mio impegno. Iscriviti al Blog. Puoi farlo con un semplice clic: Ps: se leggi da iPhone non dimenticare di scaricare l’app del Blog cliccando qui: Il Blog di Dario D'Angelo Ti ringrazio.
Dario D'Angelo88,235 次观看 • 10 天前

🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺 È la notizia del giorno. È una grande notizia. Volodymyr Zelensky ce l'ha fatta: Donald Trump annuncia che gli Stati Uniti concederanno all'Ucraina la licenza per produrre Patriot. "Me l’ha detto un uccellino, a proposito del fatto che daremo loro il diritto di produrre i Patriot. Gli mostreremo come si fa. In realtà è una cosa molto complessa. Ma la complessità la capirete rapidamente. Ne stiamo parlando, e la società che li produce - che ora sta costruendo quattro stabilimenti, sapete, tutte le nostre aziende - sarà in grado di farlo in due o tre mesi, se ordinate un Patriot. Ora invece bisogna aspettare molto tempo per averli. Lo stesso vale per i Tomahawk. Abbiamo molte attrezzature di un certo tipo, ma loro le chiamano “equipaggiamenti d’élite”. E non serve necessariamente avere equipaggiamenti d’élite per combattere una guerra. Quindi una delle cose di cui parleremo è questa: vi daremo una licenza per produrre i Patriot. È una cosa piuttosto forte, no? Così non potrai lamentarti che non ve ne stiamo dando abbastanza. Insomma: produceteveli da soli! Non abbiamo ancora informato l’azienda di questa cosa, ma andrà tutto bene, sapete. Sono sicuro che saranno entusiasti".
Dario D'Angelo52,864 次观看 • 13 天前

🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺 E SE NON FOSSE FINITA QUI? NUOVA INTELLIGENCE UCRAINA SUI PIANI DEL CREMLINO. "DECISIONE FONDAMENTALE" DI MOSCA. L'ORGOGLIO DI ZELENSKY. LA "BUGIA BIANCA" DI KYIV E se non fosse finita qui? E se fosse questa la nuova normalità di Kyiv? Volodymyr Zelensky non lo dice apertamente. Ma i rapporti di intelligence che nel pomeriggio arrivano a via Bankova non sono quelli che il presidente di una nazione ferita avrebbe voluto trovare oggi sulla sua scrivania. Certo, l’orgoglio del leader è sempre lì. E si intuisce in particolare quando, snocciolando i numeri dell’ultimo assalto russo, Zelensky denuncia la complicità di cui può beneficiare il Cremlino: “Ancora una volta Putin, con la sua follia, ha “sconfitto” le vite di normali bambini, edifici residenziali, un policlinico a Kyiv. Gli “Shahed” sono stati usati contro condomini a Dnipro e, chissà perché, anche contro un autosalone con auto cinesi a Kyiv. Ognuno di questi droni, tutti i tipi di missili russi, non possono essere prodotti senza componenti importati da altri Paesi. (…) Cinque missili “Kalibr” significano 145 componenti di questo tipo. Trentatré “Iskander” significano 1.122 componenti. Seicentocinquanta droni d’attacco di diversi tipi significano più di 17.000 componenti senza i quali è impossibile produrli. Schemi su larga scala per aggirare le sanzioni. Questa è una complicità assolutamente reale nelle uccisioni”. Zelensky vorrebbe dire molto di più, ma deve mordersi la lingua. Non è il momento delle polemiche e delle recriminazioni. È il tempo della compattezza interna, del lavoro diplomatico che porti risultati tangibili. Sì, perché l’Ucraina ha un disperato bisogno d’aiuto. E perché se lungo la linea del fronte accarezza la possibilità di riprendere stabilmente l’iniziativa, in casa, fra le mura amiche, si ritrova a gestire senza abbastanza risorse la furia del Cremlino. Nella notte appena trascorsa, per dire, non serviva essere un esperto militare per comprendere che le difese aeree della capitale fossero sottoposte a un ritmo d’attacco nettamente superiore ai propri limiti di risposta, per usare un eufemismo. Ma un conto è chiedere aiuto, rimarcare l’urgenza del momento. Un altro è diffondere il panico in una popolazione che già tante in questi anni ne ha sopportate e viste. Si spiega probabilmente così la “bugia bianca” che Kyiv veicola ai suoi cittadini. I retroscena continuano sul Blog. Sono a disposizione degli iscritti. Buona lettura:
Dario D'Angelo76,856 次观看 • 1 个月前

🚨🚨🚨🪖🇺🇸 Buonanotte a tutti. Quando il Blog tutte le sere vi saluta dandovi appuntamento all’indomani, “mondo permettendo”, è perché i tempi in cui viviamo sono folli, è perché i fusi orari sono una brutta bestia, è perché può purtroppo accadere di fare i conti con momenti come quello andato in scena all’Hotel Hilton di Washington. Pochi minuti fa, il Blog ha raccontato pressoché in diretta un potenziale attentato al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Non sappiamo ancora come verrà trattato il caso - scrivo questo punto nave mentre le forze di sicurezza si muovono con le armi spianate per tutta la struttura - ma è probabile che fosse proprio il Presidente l’obiettivo di un attentatore colpito e neutralizzato dagli agenti del Secret Service. La scena è caotica. Per molti versi spaventosa. Spari vengono uditi in lontananza mentre il Presidente ha già preso posto nella sala. Nel giro di pochi istanti gli angeli custodi dell’uomo più potente della Terra si fiondano su di lui. La First Lady è lesta a trovare riparo sotto il tavolo. La mole di Donald Trump è diversa. Oltre a essere quella di un uomo di quasi 80 anni. Il Presidente lascia il suo posto, si alza, mentre un paio di agenti gli fanno da scudo, poi lo spingono a terra. Qualche tavolo più in là il panico si diffonde anche tra i corrispondenti. Una giornalista è poco distante dal capo del Pentagono, gli chiede cosa stia accadendo. Pete Hegseth replica che non è ancora chiaro mentre la sicurezza circonda pure lui. Tempo pochi istanti e viene evacuato a sua volta, come il Vicepresidente e altri membri del gabinetto. Lo Speaker della Camera, Mike Johnson, viene trascinato via in fretta e furia e messo a sua volta in sicurezza. La tensione è alle stelle. Gli agenti puntano i fucili sui tavoli, li illuminano. Non è chiaro da dove arrivi la minaccia. C’è anche Erika Kirk, in lacrime, sta rivivendo il trauma dell’uccisione del marito. Silenzio carico di terrore nella sala, interrotto soltanto dalle voci degli agenti e dai bicchieri che vanno in mille pezzi, mentre i presenti cercano riparo sotto i tavoli. Si diffondono voci contrastanti. Le prime dicono che l’attentatore sia stato ucciso. Quelle successive affermano che l’uomo abbia tentato di superare i controlli elettromagnetici, forse che abbia aperto per per primo il fuoco e che il Secret Service abbia risposto, prendendolo poi in custodia. Come sta il Presidente? Bene. Insieme alla First Lady non lascia mai l’Hilton. Chiede di potere rientrare in scena, perché “The show must go on”, ma poi conviene che non è una sua scelta. “Serata movimentata”, posta subito su Truth. La scelta di ripresentarsi sarà del Secret Service, che ancora una volta ringrazia per averlo protetto. Di certo, dice, “la serata sarà molto diversa da quanto previsto, e semplicemente dovremo rifarla”. In questo momento il Secret Service spinge per riportarlo alla Casa Bianca. Occorre capire cos’è successo. E soprattutto chi, potenzialmente, abbia attentato di nuovo alla vita del Presidente. Un lupo solitario o un attore statale? L’Iran, per dire, ha già tentato di uccidere Donald Trump. E ora con questa guerra… È ancora presto. Toccherà attendere. Continuare a tenere il radar acceso. Sempre. Spero abbiate apprezzato questo resoconto. Vi assicuro che è il più completo che potessi fornirvi in questo momento. Chi apprezza il mio impegno, se ci tiene, sostenga questo spazio di informazione indipendente: Vi ringrazio.
Dario D'Angelo120,366 次观看 • 2 个月前

🚨🪖🇲🇨🇫🇷🇺🇦🇷🇺 Secondo una fonte vicina all’inchiesta citata da BFMTV, le persone colpite a Montecarlo - una coppia tra i 50 e i 60 anni e un adolescente di 13 anni - sono di origini ucraine. In particolare, tra le vittime vi sarebbero Vadim Ermolaev e la sua compagna. Di chi parliamo? Di un oligarca inserito dal servizio di sicurezza ucraino, l’SBU, in una lista di 84 cittadini potenzialmente fuggiti dal Paese dopo lo scoppio della guerra. Nel 2019, Ermolaev aveva rinunciato alla cittadinanza ucraina diventando un cittadino di Cipro. Nel 2023, era finito sotto sanzioni da parte di Kyiv e parte dei suoi fondi erano stati congelati. Il sospetto attentatore, immortalato dalle telecamere di videosorveglianza mentre depositava uno zaino - un pacco bomba - ai piedi di un edificio residenziale tra boulevard d’Italie e rue du Révérend-Père-Louis-Frolla, lungo il confine con la Francia, è ancora in fuga nonostante le ricerche siano andate avanti per tutta la notte. Confermata l'attivazione del "Piano Rosso", una strategia d’azione prestabilita dal Principato di Monaco in vista di un evento improvviso che provochi o possa provocare numerose vittime.
Dario D'Angelo31,971 次观看 • 22 天前

🚨🚨🚨🪖🇺🇦🇷🇺🇺🇸🇪🇺 Attenzione. Messaggio alla nazione di Volodymyr Zelensky. Un intervento drammatico del presidente ucraino. Ennesima prova di orgoglio e di straordinario coraggio del leader di Kyiv. E, cosa più importante, richiesta di compattezza alla società ucraina dinanzi a uno dei momenti più difficili della storia della nazione. Ho tradotto il suo discorso integralmente per voi. Merita davvero. Buona lettura a tutti. "Ucraini! Ucraine! Nella vita di ogni nazione arriva un momento in cui tutti devono parlare. Onestamente. Tranquillamente. Senza invenzioni, dicerie, pettegolezzi, senza nulla di superfluo. Così come è. Così come cerco sempre di parlare con voi. Adesso è uno dei momenti più difficili della nostra storia. Ora la pressione sull’Ucraina è una delle più pesanti. Ora l’Ucraina può trovarsi davanti a una scelta molto difficile. O la perdita della dignità, o il rischio di perdere un partner chiave. O 28 punti difficili, oppure un inverno estremamente duro - il più duro - e ulteriori rischi. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. E perché dovremmo credere a chi ci ha già attaccato due volte. Ci si aspetterà da noi una risposta. Anche se in realtà io l’ho già data. Il 20 maggio 2019, quando, giurando fedeltà all’Ucraina, in particolare ho detto: “Io, Volodymyr Zelensky, eletto dalla volontà del popolo Presidente dell’Ucraina, mi impegno con tutte le mie azioni a difendere la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, a sostenere i diritti e le libertà dei cittadini, ad attenermi alla Costituzione e alle leggi dell’Ucraina, a svolgere i miei doveri nell’interesse di tutti i concittadini, ad accrescere l’autorità dell’Ucraina nel mondo”. Per me non è una formalità protocollare per forma - è un giuramento. E ogni giorno rimango fedele a ciascuna delle sue parole. E non lo tradirò mai. L’interesse nazionale ucraino deve essere preso in considerazione. Non faremo dichiarazioni roboanti, lavoreremo tranquillamente con l’America e con tutti i partner. Ci sarà una ricerca costruttiva di soluzioni con il nostro principale partner. Presenterò argomenti, convincerò, proporrò alternative, ma di certo non daremo al nemico motivi per dire che è l’Ucraina a non volere la pace, che è lei a sabotare il processo e che è l’Ucraina a non essere pronta alla diplomazia. Questo non accadrà. L’Ucraina lavorerà rapidamente. Oggi, sabato e domenica, per tutta la settimana prossima e per tutto il tempo che sarà necessario. Per 24 ore al giorno, sette giorni su sette, mi batterò affinché tra tutti i punti del piano non vengano tralasciati almeno due - la dignità e la libertà degli ucraini. Perché proprio su questo si basa tutto il resto - la nostra sovranità, la nostra indipendenza, la nostra terra, la nostra gente. E il futuro ucraino. Faremo e dobbiamo fare tutto affinché il risultato sia la fine della guerra e non la fine dell’Ucraina, non la fine dell’Europa e del mondo globale. Poco fa ho parlato con gli europei. Contiamo sugli amici europei, che certamente capiscono che la Russia non è lontana, che è proprio accanto ai confini dell’UE, che l’Ucraina ora è l’unico scudo che separa la vita europea confortevole dai piani di Putin. Ricordiamo: l’Europa è stata con noi. Crediamo: l’Europa sarà con noi. L’Ucraina non deve rivivere il déjà-vu del 24 febbraio, quando si aveva la sensazione di essere soli. Quando nessuno poteva fermare la Russia, tranne la nostra gente eroica, che come un muro si oppose all’esercito di Putin. E ovviamente ci faceva molto piacere quando il mondo diceva: gli ucraini sono incredibili; Dio, come sono gli ucraini, come combattono, come lottano; che titani che sono! Ed è vero. Assolutamente. Ma l'Europa e il mondo intero devono capire anche un’altra verità: che gli ucraini sono prima di tutto persone, e da quasi quattro anni dall’invasione su larga scala resistiamo a uno dei più grandi eserciti del mondo, e teniamo una linea del fronte di migliaia di chilometri, e il nostro popolo ogni notte subisce bombardamenti, attacchi missilistici, colpi balistici e attacchi degli Shahed. E la nostra gente ogni giorno perde qualcuno dei propri cari, e il nostro popolo vuole moltissimo che la guerra finisca. Noi, ovviamente, siamo di acciaio. Ma qualsiasi metallo, anche il più resistente, può non reggere. Non dimenticatelo, siate con l’Ucraina, siate con la nostra gente, e quindi siate con la dignità e la libertà! Cari ucraini, ricordate quel primo giorno della guerra. La maggior parte di noi fece una scelta. Una scelta a favore dell’Ucraina. Ricordate i nostri sentimenti allora. Com’era? Buio, rumoroso, difficile, doloroso, per molti - spaventoso, ma il nemico non vide le nostre schiene che fuggivano. Vide i nostri occhi, pieni della volontà di combattere per ciò che è nostro. Questa è la dignità. Questa è la libertà. Ed è davvero la cosa più spaventosa che possa esistere per la Russia - vedere l’unità degli ucraini. Allora la nostra unità era diretta a proteggere la nostra casa dal nemico. E ora l’unità ci serve come mai prima, affinché nella nostra casa ci sia una pace dignitosa. Mi rivolgo ora a tutti gli ucraini. La nostra gente, i cittadini, i politici - tutti. Bisogna raccogliersi. Riprendere lucidità. Smettere il litigio. Smettere i giochi politici. Lo Stato deve lavorare. Il Parlamento di un Paese in guerra deve lavorare unito. Il governo di un Paese in guerra deve lavorare efficacemente. E tutti noi insieme dobbiamo non dimenticare e non confondere chi oggi è il nemico dell’Ucraina. Ricordo come nel primo giorno della guerra vari emissari mi portavano diversi piani, punti, c’erano ultimatum riguardo alla fine della guerra. Dicevano: o così, o niente. O firmate questo, oppure vi elimineranno semplicemente e al vostro posto lo firmerà “il facente funzione di Presidente dell’Ucraina”. Com’è finita è noto. Molti di questi emissari sono diventati parte del fondo scambi e sono stati mandati insieme alle loro proposte e ai loro punti “a casa, nel porto natio”. Io non ho tradito l’Ucraina allora, sentivo chiaramente alle mie spalle il sostegno di ognuno. Di ognuno di voi. Di ogni ucraino, ucraina, di ogni soldato, ogni volontario, ogni medico, diplomatico, giornalista, di tutto il nostro popolo. Non abbiamo tradito l’Ucraina allora, non lo faremo ora. E so con certezza che in questo momento, davvero uno dei più difficili della nostra storia, non sono solo. Che gli ucraini credono nel loro Stato, che siamo uniti. E in tutti i formati dei futuri incontri, discussioni, negoziati con i partner mi sarà molto, molto più facile ottenere una pace dignitosa per noi e convincerli, sapendo al cento per cento questo: che dietro di me c’è il popolo dell’Ucraina. Milioni dei nostri cittadini che hanno dignità, che lottano per la libertà e che hanno meritato la pace. Tutti i nostri eroi caduti, che hanno dato la loro vita per l’Ucraina, che ora sono in cielo e che hanno meritato di vedere da lassù che i loro figli e nipoti vivranno in una pace dignitosa. E questa pace ci sarà. Dignitosa, efficiente, duratura. Cari ucraini, la prossima settimana sarà molto difficile, ricca di eventi. Voi siete un popolo adulto, intelligente, consapevole, che lo ha dimostrato più volte. E che capisce che in questo periodo ci sarà molta pressione - pressione politica, informativa, di ogni tipo. Per indebolirci. Per dividerci. Il nemico non dorme e farà tutto affinché noi non ce la facciamo. Glielo permetteremo? Non ne abbiamo il diritto. E ce la faremo. Perché chi vuole distruggerci ci conosce male. Non capisce chi siamo davvero, cosa siamo, per cosa lottiamo, che persone siamo. Non a caso celebriamo a livello di festa nazionale il Giorno della Dignità e della Libertà. Questo dice chi siamo. Quali sono i nostri valori. Lavoreremo sul campo diplomatico per la nostra pace. Dobbiamo lavorare uniti dentro il Paese per la nostra pace. Per la nostra dignità. Per la nostra libertà. E credo, e so, di non essere solo. Con me ci sono il nostro popolo, la società, i soldati, i partner, gli alleati, tutti i nostri cittadini. Degni. Liberi. Uniti. Buon Giorno della Dignità e della Libertà! Gloria all’Ucraina!" Se hai apprezzato questa traduzione, se pensi che difficilmente avresti potuto trovarla altrove, ti chiedo di premiare il mio impegno: Iscriviti al Blog: E se sei già a bordo, valuta una piccola donazione. Può fare davvero la differenza. Ti ringrazio.
Dario D'Angelo266,725 次观看 • 8 个月前

🚨🇮🇹 Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, telefona in diretta a “È sempre Cartabianca", su Rete4, per smentire con forza le affermazioni di Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report che aveva raccontato di aver parlato con "una fonte che ci ha detto che avrebbe visto il ministro Nordio nel ranch di Cipriani, dove viveva anche Nicole Minetti. È una pista che stiamo verificando". Categorica la smentita del Guardasigilli: “Escludo in via assoluta di aver mai incontrato questi signori o di essere mai entrato nei loro ranch o abitazioni. Non so da dove escano queste follie inventate di sana pianta. Posso capire tutto, in politica ormai siamo abituati a una situazione infernale, però c'è un limite a tutto. Useremo tutte le vie legali contro questo degrado morale e mediatico. Il fatto che una persona dica che sta verificando dice che ha un sospetto. Sappiamo benissimo come funziona (…) Sappiamo benissimo che quando si cominciano queste polemiche e insinuazioni che si stanno verificando, l'ipotesi entra nell'immaginario collettivo. E poi la smentita è una seconda notizia”. Quando Ranucci insiste, chiedendo se il ministro sia stato a marzo in Uruguay, Nordio ribatte: “I primi di marzo di quest'anno ero qui impegnato in campagna elettorale per il referendum. Sono stato in Uruguay e in Argentina per una breve missione ufficiale per gli accordi governativi, non mi ricordo se l'anno scorso o due anni fa, ma escludo in via assoluta di aver mai incontrato questi signori o di essere mai entrato nei loro, non so se siano ranch, case o abitazioni”. Quanto ad Arrigo Cipriani, titolare dell'Harry's Bar a Venezia, e padre del compagno di Minetti, il ministro Nordio prende ancora una volta le distanze: “È una persona famosissima, sarò andato a cena nel suo ristorante. in 40 anni che ho lavorato a Venezia, una quindicina di volte al massimo, quasi sempre ospite, anche visti i prezzi che ha per un magistrato. Suo figlio non l'ho mai visto in vita mia, forse l'avrò visto 40 anni fa a margine di un evento che dovrei ricostruire. Ma non ho mai visto in vita mia la signora Minetti. Ho già fatto tutte le dichiarazioni che dovevo fare. Oggi la presidente Meloni ha detto quello che doveva dire, che ha piena fiducia nel suo ministro della Giustizia. Abbiamo tutti i documenti che dimostrano che abbiamo ottemperato tutte le procedure al 100% e non ho nessuna intenzione di entrare in questa polemica. Però poiché mi è stata segnalata addirittura questa bizzarria...la cosa non mi ha neanche più indignato, però posso dire: avete veramente toccato il fondo”. Qui per gli ultimi retroscena 👇
Dario D'Angelo96,239 次观看 • 2 个月前

🚨🪖🇮🇹 Un volo dell'Aeronautica italiana sta trasportando le teste di cuoio del Gis di Livorno a Napoli per una possibile irruzione in una filiale della banca Credit Agricolè, in Piazzale Medaglie D’oro, da questa mattina poco dopo mezzogiorno teatro di una rapina con presa di ostaggi. Secondo quanto appreso, la banda di rapinatori avrebbe sfondato la vetrina dell'istituto bancario con un'auto utilizzata come ariete. Alla vista delle forze dell'ordine, il commando si sarebbe asserragliato all'interno della banca, bloccando clienti e dipendenti all'interno della filiale. Decine di ostaggi sono stati estratti pochi minuti prima delle 14:00: alcuni hanno accusato dei lievi malori, ma tutti risultano in buone condizioni. Il procuratore capo della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, è arrivato sul posto per supervisionare personalmente le operazioni. Alcuni degli ostaggi hanno raccontato ai carabinieri che i malviventi avevano il volto travisato con alcune maschere raffiguranti volti di attori cinematografici. L'ipotesi di un'irruzione dei reparti speciali italiani prende corpo nonostante non venga tralasciata la possibilità che il commando armato abbia tentato la fuga attraverso la rete fognaria. Tutte le verifiche del caso sono attualmente in corso.
Dario D'Angelo108,470 次观看 • 3 个月前

🚨🇺🇸 Provato nel fisico, ma non nello spirito, Joe Biden in Maryland è tornato a fare Joe Biden. Forse nemmeno il più ottimista dei suoi sostenitori, qualche mese fa, avrebbe pensato che un ex presidente uscito dalla Casa Bianca con un alto tasso di impopolarità sarebbe potuto tornare così in fretta a chiudere un evento di partito pensato per mobilitare la base democratica in vista delle elezioni di metà mandato. No, non significa che Biden sarebbe spendibile - al netto dei suoi molti acciacchi - per una nuova corsa alla Casa Bianca. E neanche vuol dire che, come ha sempre sostenuto il diretto interessato, avrebbe avuto, lui sì, più di una chance di sconfiggere nuovamente Donald Trump. Ma l'accoglienza riservatagli dal governatore Wes Moore, l'abbraccio affettuoso della folla e la risposta partecipata al suo intervento - almeno un paio di cose sembrano suggerirle. La prima: una fetta importante di America (e non soltanto) dopo solo un anno e mezzo di Donald Trump alla Casa Bianca rimpiange già un certo tipo di politica e di leadership: prevedibile, affidabile. Resta da capire se questa porzione sia maggioritaria. La seconda: se un grande ex della politica americana, un signore classe 1942, un uomo costretto a convivere con la malattia, mostra ancora di essere il più combattivo nella stanza, vuol dire che il Partito Democratico ha probabilmente un problema di leadership che non è ancora stato in grado di risolvere. Il 2028 non è poi così lontano. Anyway, "folks", ho tradotto il suo intervento per voi. Buona lettura. "Democratici del Maryland. Sentite qui. Sentite questo piccolo rombo dall’alto. Sapete, è mio padre. È figlio di Baltimora. La famiglia Biden, la famiglia Robinette, è nel Maryland dall’inizio dell’Ottocento. Vi dico una cosa: mio padre era sempre orgoglioso di dire da dove veniva, ovunque vivessimo. Lui era di Baltimora. Signore e signori, miei cari democratici, scusatemi. Immagino che molti di voi siano venuti qui stasera in cerca di qualche parola di speranza, di qualche buona notizia, in un momento incredibilmente buio per il nostro Paese. Amici, io conosco il Partito Democratico. Ho combattuto per lui per tutta la vita. E sto ancora combattendo per lui adesso. È per questo che sono qui stasera: per sostenere i democratici del Maryland. Ed è per questo che viaggio in South Dakota, South Carolina, Nebraska, Pennsylvania, per battermi per i democratici in ogni competizione elettorale, a ogni livello, in tutto il Paese. Proprio come ho fatto per tutta la vita. Conosco la storia del Partito Democratico. L’ho visto nei momenti di trionfo e nei momenti difficili. Perché l’ho vissuto. E conosco anche la storia dell’America, come molti di voi. È una spinta continua, un tiro alla fune costante tra pericolo e possibilità. È una battaglia che non finisce mai davvero. Ora, sentite: non voglio indorare la pillola. Questi sono davvero giorni bui. Ma ricordiamoci una cosa: siamo uno dei pochi Paesi al mondo che, ogni volta che si è trovato faccia a faccia con una crisi, ne è uscito più forte di come ci era entrato. Ogni singola volta ne siamo usciti più forti. Più e più volte, nella nostra storia, noi americani abbiamo saputo richiamare gli angeli migliori della nostra natura e riportare il Paese indietro dall’orlo del precipizio. Io credo, con ogni fibra del mio essere, che con il vostro aiuto lo faremo di nuovo questo novembre. Guardate, ecco la buona notizia: sta già accadendo. Guardate il Paese e lo vedrete. Da quando Trump è stato eletto, i democratici hanno vinto o hanno fatto meglio del previsto in quasi il 90% delle 300 competizioni chiave in tutto il Paese. I democratici sono diventati governatori della Virginia e del New Jersey. I democratici si sono fatti vedere e hanno ottenuto risultati in posti dove meno ce lo si aspettava, come il Texas e la North Carolina. Abbiamo ribaltato 30 seggi legislativi in molti Stati, come Texas, Louisiana, Florida e Arkansas. Sapete quanti seggi hanno ribaltato i repubblicani? Zero. Neanche uno. Nessuno. Uno dei miei esempi preferiti è la Florida, dove un democratico ha conquistato un seggio alla Camera statale che prima era occupato da un repubblicano, il quale aveva vinto l’ultima elezione con 19 punti di vantaggio. E quel seggio, guarda caso, rappresenta un posticino pittoresco di cui tutti voi avete sentito parlare: Mar-a-Lago. La ragione per cui i democratici stanno andando bene non è solo l’inflazione più alta e la creazione di posti di lavoro anemica. A proposito, avete notato che oggi gli americani stanno dicendo che l’economia sotto l’amministrazione Biden era dannatamente migliore di quella sotto Trump? Non chiedo scusa per essere stato il presidente più favorevole al lavoro nella storia americana. La classe media ha costruito questo Paese, e il lavoro ha costruito la classe media. Guardate, non è soltanto la sua deliberata distorsione e distruzione della NATO, il suo scegliere Putin al posto degli alleati dell'America, o il fatto che abbia ridotto la nostra reputazione agli occhi del mondo più di qualsiasi altro presidente nella storia. Non sono solamente i suoi progetti di vanità: abbattere l’Ala Est della Casa Bianca per fare spazio alla sua sala da ballo, mettere il suo nome sul Kennedy Center, costruire un arco in suo onore, perfino assumere il suo addetto alla piscina per sistemare la Reflecting Pool. Wow, che perdente! Guardate, amici: non è solo questo. La Reflecting Pool riflette qualcosa di ancora peggiore del narcisismo e dell’incompetenza al cuore di questa amministrazione. Riflette la corruzione. La corruzione. Una corruzione sfacciata, palese. Una corruzione su una scala mai vista prima nella storia americana, in nessuna amministrazione. Trump ha guadagnato miliardi di dollari da quando è tornato alla Casa Bianca. Per me è semplicemente sbalorditivo. Non ha vergogna. E francamente è imbarazzante per il Paese. Ma a Trump non importa nulla. Fare soldi con la presidenza è una delle ragioni per cui vuole essere presidente. Però sapete una cosa? Non sono nemmeno la corruzione e i soldi a farmi arrabbiare di più. Quello che mi fa arrabbiare è che Trump vuole dare i soldi dei contribuenti, i vostri soldi, agli insurrezionisti del 6 gennaio. Sapete cosa vuole fare? Vuole risarcire persone che hanno preso d’assalto Capitol Hill, attaccato la polizia e cercato di impiccare il suo stesso vicepresidente. Mio Dio. Queste persone non meritano di essere risarcite. Meritano di essere messe in prigione per molto, molto, molto tempo! Alle persone in questa sala: so che state cercando di dare un senso a tutto quello che ribolle e si dispiega intorno a voi. Lo capisco. Davvero. Abbiamo già affrontato tempi bui e difficili. E se c’è una cosa che so del popolo americano, è che non si arrende mai. E noi non possiamo arrenderci adesso. Non c’è resa in questo Paese. Non c’è resa in voi. Amici, il vostro governatore qui in Maryland è uno vero. Oh sì. Dovremmo vivere secondo le lezioni che gli hanno insegnato i suoi nonni. Dicevano: abbiate fede, non paura. Abbiate fede, non paura! Amici, è solo un altro modo di dire quello che mio padre mi diceva da bambino quando succedeva qualcosa di brutto. Mi diceva: “Joey, guardami. Guardami, Joey. Alzati, ragazzo! Alzati, Joey. Alzati!”. Quindi, a tutti voi che amate il nostro Paese, il mio messaggio è molto chiaro e molto semplice: è ora di alzarsi, accidenti! Alzarsi! Alzarsi adesso! E continuare questa battaglia! Miei cari democratici, in questo 250º anno dalla nostra fondazione, rialziamoci. Torniamo a essere il Paese che sappiamo di poter essere: giusto, equo, onesto, perbene. Un Paese in cui non diamo all’odio alcun porto sicuro. Una terra in cui trattiamo tutti con dignità e rispetto. Una nazione che sia un faro, il faro splendente per il resto del mondo che siamo sempre stati. Amici, vi garantisco che possiamo farlo. E lo faremo. Dobbiamo solo ricordarci chi diavolo siamo! Siamo gli Stati Uniti d’America! Non c’è nulla, letteralmente nulla, nulla che sia al di là delle nostre capacità se agiamo insieme! Quindi rialziamoci e combattiamo, per Dio! Grazie a tutti. Che Dio vi benedica. Che Dio benedica gli Stati Uniti d’America. E che Dio protegga le nostre truppe. Possiamo farlo! Possiamo farlo! Dobbiamo farlo!". Se hai apprezzato questo articolo, se pensi che difficilmente avresti potuto trovare questo intervento e questa traduzione altrove, ti chiedo di sostenere il mio impegno. Puoi farlo in due modi. E per me sarebbe molto importante. 1) Iscrivendoti al Blog: 2) Se leggi da iPhone, scaricando l'app: Ti ringrazio.
Dario D'Angelo27,873 次观看 • 24 天前

🚨🪖🇮🇷🇺🇸🇮🇱 Parata di stelle per l'ultimo saluto ad Ali Khamenei. Terroristi dell'intero arco dell'Asse della Resistenza arrivati a Teheran. Abbiamo delegazioni di Hezbollah, delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene e degli Houthi dello Yemen. Lacrime a dirotto dinanzi alla bara dell'ex Guida Suprema. Da notare il coraggio dei presenti: un evento del genere è per l'intelligence israeliana come vedere l’intero branco di gazzelle entrare nella stessa pozza d’acqua mentre i leoni sono già appostati nell’erba alta.
Dario D'Angelo22,379 次观看 • 18 天前

🚨🇨🇳🇺🇸 Donald Trump chiede all’interprete di domandare a Xi Jinping se sia solito portare altri capi di Stato e ministri in visita nei giardini di Zhongnanhai. Xi fa cenno di no con la testa. La successiva traduzione dell’interprete non è udibile. Per la cronaca, soltanto due anni fa Xi Jinping ospitò nei giardini anche Vladimir Putin.
Dario D'Angelo68,318 次观看 • 2 个月前
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🚨🚨🚨🇮🇹🇺🇸 Altro che caso chiuso. Adesso è crisi aperta - e mai così profonda - fra Giorgia Meloni e Donald Trump. Il presidente del Consiglio replica a stretto giro alle parole del presidente USA, che in una telefonata aveva dichiarato di essere stato "implorato" da Meloni per scattare una fotografia insieme al G7 di Évian. Ecco la replica di Giorgia Meloni: "Dunque certe cose meritano una risposta immediata. Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita, non so perché il Presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati. Non è del resto la prima volta che accade, posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l'Italia non imploriamo mai".
Dario D'Angelo34,412 次观看 • 1 个月前

🚨🇷🇺 #Prigozhin dichiara "guerra" al ministero della Difesa Russo. Fonti del Gruppo #Wagner dichiarano che un raid missilistico condotto dall'aeronautica di Mosca ha preso di mira un campo occupato dai mercenari in #Ucraina causando ingenti perdite. Il Blog apre la diretta.
Dario D'Angelo593,901 次观看 • 3 年前

🚨🇷🇺 VIDEO. Rara apparizione fra i cittadini di Vladimir Putin. Il presidente russo cerca qualcosa di simile al bagno di folla in quel di Kazan. Promemoria: il 20 settembre si vota per il rinnovo della Duma di Stato. L'imponente presenza di personale di sicurezza (per non parlare dei loro sguardi) suggerisce che il leader del Cremlino non sia del tutto a proprio agio in questa situazione.
Dario D'Angelo22,843 次观看 • 1 个月前

🚨🇬🇧 Come sempre, ognuno può avere le proprie idee politiche: rallegrarsi per il trionfo del #Labour, dispiacersi per il fatto che i #Tory abbiano passato la mano. Ma a Rishi #Sunak quel che è di Rishi Sunak. Non c'è cosa più difficile che uscire di scena, possibilmente con stile. Sunak lo ha fatto, alla grande, con un discorso che resterà. Merita di essere visto, letto, ascoltato. Perché spiega cosa sono le grandi democrazie. E perché abbiamo bisogno di leader che sappiano nuotare nel mare della vittoria, ma soprattutto domare i cavalloni della sconfitta. L'ho tradotto per voi: "Buongiorno. A breve mi recherò da Sua Maestà il Re per presentare le mie dimissioni da Primo Ministro. Al Paese vorrei dire innanzitutto: mi dispiace. Ho messo in questo lavoro tutto me stesso, ma avete mandato un chiaro segnale: il governo del Regno Unito deve cambiare e il vostro è l'unico giudizio che conta. Ho sentito la vostra rabbia, la vostra delusione e mi assumo la responsabilità di questa sconfitta. A tutti i candidati e gli attivisti Conservatori che hanno lavorato instancabilmente ma senza successo: mi dispiace che non abbiamo potuto ottenere ciò che i vostri sforzi meritavano. Mi addolora pensare a quanti bravi colleghi che hanno contribuito così tanto alle loro comunità e al nostro Paese non siederanno più alla Camera dei Comuni. Li ringrazio per il loro duro lavoro e per il loro servizio. A seguito di questo risultato mi dimetterò dalla carica di leader del partito, non immediatamente, ma una volta che saranno stati definiti gli accordi formali per la selezione del mio successore. È importante che dopo 14 anni di governo il Partito Conservatore si ricostruisca, ma anche che assuma il suo ruolo cruciale di opposizione in modo professionale ed efficace. Quando mi sono presentato come Primo Ministro, vi ho detto che il compito più importante che avevo era quello di restituire stabilità alla nostra economia. L'inflazione è tornata all'obiettivo, i tassi dei mutui sono in calo e la crescita è tornata. Abbiamo migliorato la nostra posizione nel mondo, ricostruendo le relazioni con gli Alleati, guidando gli sforzi globali per sostenere l'Ucraina e diventando la patria di una nuova generazione di tecnologie trasformative. Anche il Regno Unito è più forte, con il Windsor Framework, il ripristino della devolution in Irlanda del Nord e il rafforzamento della nostra unione. Sono orgoglioso dei risultati raggiunti. Credo che questo Paese sia più sicuro, più forte e più protetto rispetto a 20 mesi fa e che sia più prospero, più equo e più resistente rispetto al 2010. Pur essendo stato il mio avversario politico, Sir Keir #Starmer diventerà a breve il nostro primo ministro. In questo lavoro i suoi successi saranno tutti i nostri successi e auguro a lui e alla sua famiglia ogni bene. A prescindere dalle nostre divergenze in questa campagna, è un uomo onesto e animato da uno spirito di servizio che rispetto. Lui e la sua famiglia meritano la nostra migliore comprensione mentre compiono l'enorme transizione verso la loro nuova vita dietro questa porta e mentre lui è alle prese con il più impegnativo dei lavori in un mondo sempre più instabile. Vorrei ringraziare i miei colleghi, il mio Gabinetto, il Servizio Civile, specialmente qui a Downing Street, il team di Chequers, il mio staff, il CCHQ, ma soprattutto vorrei esprimere la mia gratitudine a nostra moglie Akshata e alle nostre bellissime figlie. Non le ringrazierò mai abbastanza per i sacrifici che hanno fatto affinché io potessi servire il nostro Paese. Una delle cose più straordinarie della Gran Bretagna è che due generazioni dopo che i miei nonni erano venuti qui con poco, io sono diventato Primo Ministro e ho potuto guardare le mie due giovani figlie accendere le candele di Diwali sui gradini di Downing Street. Dobbiamo rimanere fedeli a quell'idea di chi siamo, a quell'idea di gentilezza, decenza e tolleranza che è sempre stata la via britannica. Questo è un giorno difficile alla fine di una serie di giorni difficili, ma lascio questo lavoro onorato di essere stato il vostro Primo Ministro. Questo è il miglior Paese del mondo ed è interamente merito vostro, del popolo britannico, la vera fonte di tutti i nostri successi, della nostra forza e della nostra grandezza. Grazie". --------------------------------------------------- Hai apprezzato questo discorso? Pensi che difficilmente lo avresti letto altrove? In questo caso, ti chiedo una mano: sostieni il mio lavoro, contribuisci all'indipendenza del Blog, iscriviti. Ti ringrazio.👇
Dario D'Angelo293,530 次观看 • 2 年前

🚨🪖🇺🇸🇮🇱🇮🇷 Mentre in Occidente ci si strappa già le vesti per l'eliminazione di Ali Larijani, struggendosi all'idea che ora sarà più difficile negoziare col regime, a Teheran si urla di gioia alla notizia della sua uccisione (sù il volume). Ps: grazie di cuore ai tanti che stanno iscrivendosi al Blog per aver accesso ai retroscena (e forse alle anticipazioni) relativi alla sua uscita di scena.
Dario D'Angelo64,647 次观看 • 4 个月前

🚨🪖🇺🇦🇷🇺 È quando vedo immagini del genere che anche il pessimismo di una notte infinita per l’Ucraina viene spazzato via, almeno per qualche momento. Mentre Kyiv finisce nel mirino di un Oreshnik, mentre missili e droni scuotono la capitale nelle sue fondamenta, gli ucraini riuniti nei rifugi non rinunciano a seguire le gesta di Oleksandr Usyk, l’ucraino campione del mondo dei pesi massimi di boxe, orgoglio nazionale. Il pugile è alle corde in un match che vale la cintura, prende colpi a ripetizione e sembra destinato a perdere ai punti, visto l’andamento. Ma pochi istanti prima della fine dell‘undicesima ripresa, ecco il colpo di scena: una raffica di pugni costringe l’avversario al ko tecnico. È sport, certo. Mentre la guerra non è un film dal lieto fine assicurato. Ma guardateli, gli ucraini: semplicemente indomabili. Continueranno a combattere a testa alta, con tantissimo cuore. Fino alla campanella dell’ultima ripresa.
Dario D'Angelo32,188 次观看 • 1 个月前
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