
Dario D'Angelo
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Notizie in tempo reale, retroscena, un punto nave al giorno per approfondire. Il Blog di politica e geopolitica per leggere il presente e anticipare gli scenari
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🚨🪖🇷🇸🇷🇺 Il presidente serbo Aleksandar Vucic alla giornalista russa Ksenia Sobchak: "Penso di non essere né stupido né cieco. Se non vedete, se non vedete come si sta armando l’Europa, allora state semplicemente facendo finta di non vederlo. E perché si sta armando? A quale scopo? È come nei drammi di Čechov: se nel primo atto c’è un fucile appeso alla parete, nel terzo atto quel fucile sparerà. Conosco una persona della Rheinmetall. I tedeschi hanno compiuto progressi straordinari in questo settore industriale. È una persona molto intelligente. Hanno aumentato i loro profitti di diciassette volte. Non del 17%, ma di diciassette volte. La gente lavora, costruiscono una fabbrica dopo l’altra. È positivo per l’economia, soprattutto quando si hanno problemi nell’industria automobilistica. Ma queste non sono le ragioni principali. L’Europa, dicendo “dobbiamo difenderci dalla Russia” e pensando al futuro, si sta riarmando in maniera impressionante. Chi è che non lo vede? Non lo so. È talmente evidente. Se ne vantano persino. Anche noi, come piccolo Paese, ci vantiamo dei nostri progressi e li sottolineiamo, ma non ci paragoniamo alle grandi potenze. Ci limitiamo a osservare quello che stanno facendo. Diventano sempre più forti, sempre più potenti. Investono somme enormi. Guardate quanto stanno investendo i Paesi scandinavi, la Svezia e tutti gli altri". Sobchak: "Quindi, secondo lei, scoppierà una guerra mondiale?". Vucic: "Sarà un miracolo se non scoppierà. Sarei l’uomo più felice del mondo se mi sbagliassi. Ma temo di non sbagliarmi".
Dario D'Angelo865,187 次观看 • 3 天前

🚨🎙️🪖🇮🇱🇹🇷 Bibi Netanyahu: "Quando è necessario, colpiamo preventivamente. È esattamente quello che abbiamo fatto".. Giornalista: "Può approfondire il ruolo degli attacchi preventivi in questa nuova dottrina?". Netanyahu: "Beh, guardate quello che abbiamo fatto". Giornalista: «Ma guardando al futuro, quali tipi di attacchi preventivi potremmo vedere? Lei ha recentemente parlato della possibilità di una guerra con la Turchia. Che cosa dovrebbe accadere perché Israele decidesse di colpire preventivamente un Paese come la Turchia?". Netanyahu: "Beh, innanzitutto guardate quello che abbiamo fatto. Abbiamo colpito preventivamente Hezbollah e lo abbiamo eliminato. Abbiamo colpito preventivamente in Iran. E ovviamente è importante. Ma non voglio specificare le singole azioni che potremmo intraprendere". Giornalista: "Mi scusi, primo ministro, ma Israele potrebbe colpire preventivamente i propri nemici sulla base di questa nuova dottrina di sicurezza?". Netanyahu: "Beh, lo abbiamo già fatto". Giornalista: "Ma in futuro?". Netanyahu: "Sì, ma non intendo elencare nel dettaglio le possibili applicazioni di questi principi, né illustrarli uno per uno. E naturalmente non credo che sarebbe particolarmente responsabile farlo. Non voglio uno scontro con la Turchia. È la Turchia a volere uno scontro con noi". Giornalista: "Lei ha detto di non volere uno scontro con la Turchia". Netanyahu: "Sì. Erdogan dice che Israele dovrebbe essere distrutto, che Gerusalemme è la loro città e che saranno loro a governarla. Credo che pensi di poter riportare in vita l'Impero ottomano. Dimentica che qui esiste un Paese, la nostra nazione, la nostra terra, alla quale siamo legati da oltre 3.000 anni. E sapete, non siamo nel XVI secolo, quando gli ottomani conquistarono questa terra e la governarono per 400 anni. Qui esiste una potenza. Si chiama Stato ebraico, nella patria del popolo ebraico. Possiede sia la forza sia la fede. Abbiamo gli F-35, abbiamo gli F-16 e abbiamo questi soldati straordinariamente coraggiosi. E abbiamo la nostra indipendenza. Perciò non abbiamo alcuna intenzione di capitolare. Ora che siamo sul punto di distruggere l'asse sciita, l'asse sciita estremista, non abbiamo alcuna intenzione di capitolare davanti a un asse sunnita estremista, guidato dalla Turchia. La cosa migliore sarebbe che se ne rendessero conto ed evitassero uno scontro".
Dario D'Angelo267,037 次观看 • 2 天前

🚨✊🇮🇹 Perfetto esempio di differenza fra teoria e realtà immortalato da Local Team nei pressi di Piazza Duomo a Milano. La signora chiede - legittimamente - metodi civili. Tempo qualche secondo e i poliziotti si ritrovano a dover gestire inciviltà e una minaccia concreta all'ordine pubblico. Conclusione: c'è un motivo se le forze dell'ordine seguono determinate regole d'ingaggio e chi si frappone in questo modo è soltanto d'intralcio alle operazioni degli agenti. Di più: le regole d'ingaggio in molti casi non sono neanche sufficienti a garantire la sicurezza delle città (e si è visto). Andrebbero aggiornate rapidamente.
Dario D'Angelo109,708 次观看 • 4 天前

🚨🚨🚨🪖🇮🇱 Importante. Potete spegnere il primo indicatore. Yair Lapid, leader dell'opposizione israeliana: "Ho concluso poco fa un incontro di aggiornamento sulla sicurezza con Netanyahu. Non ne violerò la riservatezza, ma una cosa va detta: le minacce alla sicurezza devono essere affrontate in modo professionale e responsabile. La sicurezza di Israele e le basi dell’IDF non sono una scenografia per video elettorali. Gli aggiornamenti sulle minacce devono arrivare dagli organismi professionali, dall’IDF e dallo Shin Bet, non dall’account di un politico che si trova nel pieno di una campagna elettorale. Prima del 7 ottobre Netanyahu non ha prestato attenzione ad alcun avvertimento. A 28 giorni dalle elezioni, improvvisamente si mette a fare allarmismo. Senza entrare nei dettagli, l’IDF, lo Shin Bet e la polizia sono preparati in vista delle elezioni e non c’è alcun motivo per gettare il pubblico nel panico. Sei mesi fa il capo di Stato maggiore ha detto di aver "sollevato 10 bandiere rosse" sulla carenza di combattenti e sul logoramento dell’IDF. Se Netanyahu è così preoccupato per la situazione della sicurezza, arruoli i 15mila ultraortodossi che mancano all’IDF. In ogni caso, le elezioni si terranno nella data prevista e nessuno ha alcun pretesto per comprometterne lo svolgimento. Ho chiesto al primo ministro un incontro a quattro con il capo dello Shin Bet, che secondo la legge è responsabile della protezione della democrazia, e con il presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice Noam Sohlberg, per assicurarci che tutti siano aggiornati e coordinati in vista delle elezioni".
Dario D'Angelo369,536 次观看 • 23 天前

🚨🚨🚨🇻🇦 Il Papa lascia il Policlinico Gemelli. Lo fa in piedi, sulle proprie gambe, benché travolto dall’affetto dei fedeli, e restituendo almeno l’impressione di un buon recupero. Papa Leone rientra ora in Vaticano, là dove solo pochi giorni di assenza hanno già lasciato intendere che la missione del suo pontificato è lungi dall’essere completata. Lì proseguirà la riabilitazione post-intervento, tentando di bruciare le tappe. Ai medici l’ultima parola sul viaggio in Sudamerica. Per ora è già un sollievo rivederlo.
Dario D'Angelo78,641 次观看 • 6 天前

🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺 Giornalista: "L'Ucraina può vincere questa guerra senza gli Stati Uniti, presidente Zelensky?" Zelensky: "Molto difficile. Sapete, voglio dire, è tutta una questione di perdite. È vero. Non si tratta di prevalere o non prevalere. Si tratta del nostro popolo. Senza il sostegno degli Stati Uniti è molto difficile. Ma se gli Stati Uniti dovessero sostenere Putin, voglio dire, sarebbe incredibile. Sarebbe una tragedia. Un errore storico e una grande tragedia. Ecco perché penso che...Non voglio vivere di illusioni, ma credo che dobbiamo essere pragmatici. Se gli Stati Uniti si schierassero, si schierassero ufficialmente dalla parte della Russia, naturalmente, se questi due Paesi fossero insieme, naturalmente non riusciremmo a prevalere e non saremmo in grado di resistere. È comprensibile. Ecco perché speriamo che il presidente e la sua squadra siano dalla nostra parte o, quantomeno, mantengano una posizione intermedia".
Dario D'Angelo52,706 次观看 • 5 天前

🚨🚨🚨🪖🇸🇦🇺🇸🇾🇪 Attenzione. Importante. Secondo quanto rivelato da uno scoop di Axios, nella giornata di ieri Mohammed bin Salman avrebbe avuto due conversazioni telefoniche con Donald Trump, chiedendo al presidente degli Stati Uniti di lanciare attacchi contro gli Houthi dello Yemen, sempre più vicini a controllare lo stretto di Bab el-Mandeb. Trump per il momento avrebbe rifiutato, nonostante l'insistenza del principe ereditario saudita, limitandosi a offrire condivisione dell'intelligence e dati per l'acquisizione dei bersagli, nella convinzione che gli USA non debbano aprire un secondo fronte dopo quello di Hormuz e che spetti ai partner regionali americani gestire la minaccia Houthi. La mia valutazione è che si tratti di un (altro) grave errore. Riyad non ha la forza per tenere a bada da sola gli Houthi. E senza gli Stati Uniti sarà difficile vedere una coalizione in grado di arginare il problema, prima che sia troppo tardi. Qui per un quadro della situazione più completo:
Dario D'Angelo450,505 次观看 • 1 个月前

🚨🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺 Volodymyr Zelensky: "La domanda è: potete darmi dei missili per i Patriot? Perché se io non li attacco, dato che mi chiedete di non attaccarli, loro attaccheranno me. È giusto che mi diate qualcosa con cui difendermi. È il minimo che chiedo. E quando vi faccio questa richiesta, la vostra risposta è bloccare Starlink. Quindi, come affrontare questa situazione? Continuando a parlare, a spiegare di più e a mantenere la posizione. La nostra posizione. La posizione dell’Ucraina, del nostro popolo. È quello che faccio".
Dario D'Angelo39,796 次观看 • 8 天前

🚨🚨🚨🪖⚡🇺🇦🇷🇺🇺🇸🇮🇱🇮🇷 KYIV ENTRA IN "MODALITÀ SOPRAVVIVENZA". BLACKOUT DIFFUSO IN TUTTA LA CAPITALE. LO STRANO CONSIGLIO DI KLITSCHKO. IL RISCHIO DELLO "STALLO STRATEGICO". ISRAELE ALZA L'ALLERTA: "VALUTAZIONE DRAMMATICA" Buonasera a tutti. Che succede? Succede che quello di stasera non è un punto nave come gli altri. Non può esserlo, visto quanto sta accadendo in Ucraina. Le immagini che vedete sono quelle che i primi soccorritori si sono trovati di fronte al loro arrivo sulla scena dell’ultimo attacco russo a Kramatorsk. Il fumo si levava ancora da alcuni dei cadaveri carbonizzati. Parti del corpo erano sparse su tutta la sede stradale, lontane decine di metri dai corpi a cui appartenevano. Era la scena di un horror, di un massacro. Anche chi è intervenuto in questi anni innumerevoli volte - per aiutare, per salvare, per fare il conto dei danni e delle vittime - assicura che quanto visto oggi ha messo a dura prova la propria tenuta emotiva. Cos’abbiamo qui? Una tattica di guerra criminale e spietata: è quella che prevede raid sistematici e sempre più letali contro obiettivi civili, nel tentativo di chiarire che l’unica via d’uscita da questo incubo quotidiano è la resa; e nella convinzione che colpo dopo colpo, uccisione dopo uccisione, gli ucraini capiranno che è meglio levare le tende, abbandonare le proprie case e le proprie terre all’invasore che preme. Centinaia di km più a occidente, mentre scrivo, squadre di tecnici ucraini sono impegnati in una drammatica corsa contro il tempo. Perché? Perché Kyiv è al buio. Il sindaco della città, Vitali Klitschko, ha dichiarato che la capitale è entrata “in modalità sopravvivenza”. Qual è la brutta notizia? È che non è finita, è che abbiamo ancora molte, troppe cose da dirci questa sera. Andiamo, facciamo un punto nave. Buona lettura agli iscritti al Blog:
Dario D'Angelo61,240 次观看 • 14 天前

🚨🚨🚨🦠🕵️🇷🇺🇺🇸 Attenzione. Importante. Donald Trump: "Se sono preoccupato? Lo sono. Non ne ho parlato (...) della peste polmonare...Beh, mi dispiace vedere che ce l’hanno. È una malattia dura, è una malattia dura. Sapete, è una malattia che un tempo riuscivamo a tenere sotto controllo. Ma in qualche modo questi microbi sono diventati più forti e più intelligenti. Sono come un esercito. E noi non disponiamo più degli stessi strumenti medici...Anche con tutti i grandi progressi compiuti, i germi sono diventati, in termini relativi, davvero più forti di quanto non fossero prima. E cose che un tempo funzionavano contro la polmonite oggi non funzionano più altrettanto bene. Quindi aiuteremo. Chiunque abbia un problema di questo tipo, noi siamo sempre disponibili ad aiutare. Aiuteremo".
Dario D'Angelo55,360 次观看 • 17 天前

🚨🪖🇺🇸🇷🇺 Le parole del generale statunitense Alexus Grynkewich, Comandante supremo alleato della NATO in Europa, in risposta alla possibilità che la Russia attacchi gli Stati baltici: "Siamo pronti a rispondere molto rapidamente. E quello che spero di poter fare è vedere arrivare la minaccia e impedire che si concretizzi fin dall’inizio. La nostra vittoria passa attraverso la deterrenza, attraverso la dimostrazione della nostra forza e attraverso la dimostrazione della nostra unità nel sostenerla. Mi auguro quindi che non arrivi mai il giorno in cui saremo costretti a reagire, perché li terremo alle corde prima ancora che possano pensare di compiere una mossa contro la nostra Alleanza". Il sorriso di chi ne ha viste molte, la granitica sicurezza americana di cui si avvertirebbe proprio ora il bisogno, la solidità di un alleato che non mette in dubbio che in caso di attacco arriverà il soccorso e con esso la doverosa risposta. Il generale Grynkewich come promemoria vivente di ciò che per decenni, senza discussioni, hanno rappresentato gli Stati Uniti per l'Europa.
Dario D'Angelo29,818 次观看 • 11 天前

🚨🚨🚨🚁🪖🇱🇹🇮🇹🇧🇾🇩🇰🇷🇺 "UNA NOTTE DIVERSA". JET DA COMBATTIMENTO ITALIANI IN AZIONE IN LITUANIA. ATTIVA L'OPERAZIONE "SCUDO". PERICOLOSA PROVOCAZIONE RUSSA IN UN ALTRO PAESE ALLEATO. PERCHÉ (E COME) LO SCENARIO STA CAMBIANDO Buongiorno a tutti. Sono stati i nostri ragazzi, i piloti italiani della Task Force Air “Baltic Thunder III”, ad attraversare questa notte i cieli lituani, a proteggerli, a reagire nello spazio di pochi minuti all’allerta aerea che ha buttato giù dal letto centinaia di migliaia di lituani, tutti quelli svegliati dalle notifiche arrivate poco dopo la mezzanotte sugli smartphone. Ora è chiaro: il rischio di passare come quello che fa catastrofismo, come il blogger che punta sul sensazionalismo per portare a casa nuovi abbonati - me ne rendo conto - è alto. Ma vi invito a riflettere su questa sequenza, a dirmi cosa ne pensate. Un drone proveniente dal territorio bielorusso attraversa i confini della NATO. I residenti nel distretto di una capitale Alleata, Vilnius, vengono esortati a mettersi rapidamente in stato di prontezza preventiva: perché un’allerta gialla può diventare anche rossa, il colore dell’attacco. Jet da combattimento italiani decollano dalla base aerea di Šiauliai, inseguono l’obiettivo nemico e lo abbattono, con tutta la carica esplosiva che probabilmente trasportava. In questi pochi minuti, in questa attesa interminabile, un intero Paese rimane in attesa di comprendere se sia arrivato il momento che le agenzie di intelligence occidentali stanno da tempo preannunciando: quello in cui Vladimir Putin dà inizio a una provocazione armata verso un Paese della NATO. A interrompere questo flusso di pensieri è soltanto il rombo dei caccia italiani che sfrecciano nei cieli della Lituania, seguito dal fragore di una fortissima esplosione. Obiettivo abbattuto, allerta rientrata. Cos’abbiamo qui? No, non un blogger a caccia di abbonati - quelli è la cronaca a portarli - semplicemente il mondo che sta cambiando. Anzi, forse è già cambiato. Venite sottocoperta, c'è bisogno di un punto nave:
Dario D'Angelo92,825 次观看 • 1 个月前

🚨🪖🇾🇪🇸🇦🇺🇸 Così eccoci qui, venticinque anni dopo. Con la forte tentazione di tracciare un confronto fra l’America di ieri e quella di oggi, tanto irresistibile quanto scivoloso. Con la cronaca di questi giorni, impietosa, a divertirsi con le sue provocazioni, a ricordare che la storia sa essere ciclica, che certi problemi restano, nonostante tutto, senza apparente soluzione. Cosa rimane, allora? Una battuta feroce. Quella diventata popolare nell'Ala Ovest nelle ore della caduta del regime di Saddam Hussein: “Anyone can go to Baghdad. Real men go to Tehran”: chiunque può andare a Baghdad. Gli uomini veri vanno a Teheran. Era lo spirito del tempo. Nascondeva la convinzione che dalla “guerra al terrore” davvero potesse - e dovesse - nascere un altro mondo. Così ecco a voi il primo paradosso: proprio al presidente più critico sull’idea di un’America “poliziotto del mondo” è spettato l’onore e l’onere di gestire la guerra contro il regime degli ayatollah, per anni sogno proibito di buona parte dei falchi GOP. Eppure cosa dice il mondo di oggi? Dice che le guerre non possono essere combattute senza la necessaria convinzione. Prendete Trump: ha indebolito militarmente l’Iran, ha osato là dove avevano tremato i suoi predecessori, ma ha avuto paura di farsi coinvolgere troppo. Risultato: graziato dagli Stati Uniti, il regime di Teheran ha ritrovato coraggio, compreso di poter alzare la posta. Se ne ha riprova proprio in queste ore: gli Houthi, una delle formazioni militari più capaci fra quelle alleate dell’Iran, avanzano a ritmo spedito lungo la costa yemenita che affaccia sul Mar Rosso, minacciando seriamente il controllo del secondo stretto della regione: Bab el-Mandeb, dopo Hormuz. Attenzione: non parliamo di una potenza invincibile, anzi, ma a fare la differenza in una guerra sono spesso le motivazioni. Cos’abbiamo qui? Un movimento fortemente ideologico che nella sua marcia sta trovandosi di fronte spesso e volentieri migliaia di truppe abbandonate alla propria sorte, prive persino della copertura aerea che sarebbe stata ovvia. E allora? E allora il mondo è cambiato, è finito sottosopra, ma c’è un’immagine che dovrebbe essere valida a maggior ragione oggi. È datata 14 settembre 2001, tre giorni dopo l’attacco alle Torri. George W. Bush sta parlando a Ground Zero, in mezzo ai soccorritori che hanno fornito la prima eroica risposta americana alla crisi. Nonostante il megafono, la voce non raggiunge tutti i presenti. Così a un certo punto si leva un urlo dalla folla: “Non riusciamo a sentirti!”. E Bush, pronto: “Ma io posso sentire voi!”. È una frase semplice, ma l’esultanza che ne segue spiega che il Presidente sta toccando le giuste corde. Poi Bush prosegue: “Io posso sentirvi. Il resto del mondo può sentirvi. E le persone che hanno buttato giù questi edifici sentiranno presto tutti noi!”. Nel boato che arriva subito dopo, nel coro “U-S-A, U-S-A”, c’è almeno una buona parte di ciò che servirebbe oggi. Un Presidente capace di spiegare - in patria e fuori - perché la guerra non è mai piacevole, ma a volte necessaria. Una coalizione internazionale che accetti di imbarcarsi in un’operazione lunga e rischiosa. Una causa comune, un asse del Male da riconoscere e da contrastare, prima che detti le regole del gioco. Domanda: qual è la situazione aggiornata sul campo di battaglia? Risposta: è una realtà fluida, in totale divenire, ma con un puzzle che si sta complicando. Necessita di un punto nave, è lo strumento necessario per capire che succede, perché conta. E cosa verrà dopo. Buona lettura agli iscritti al Blog:
Dario D'Angelo100,631 次观看 • 1 个月前

🚨🎙️🇺🇸🇮🇹 Donald Trump: "Penso di aver ottenuto probabilmente quasi il 100% dei voti degli italiani. Ve lo immaginate? E quelli di cui non ho ottenuto il voto si stanno nascondendo. Avete visto che cosa è successo a Jersey City quando hanno cercato di abbattere la statua di Cristoforo Colombo che si trovava lì da tantissimo tempo? Diciamo che alcuni degli esponenti più rudi della vostra comunità si sono piazzati intorno alla statua, dicendo: «Avanti, forza, fatevi sotto! Avanti, provateci...». L'avete visto? È stata una cosa fantastica. E, tra l'altro, la statua è ancora in piedi".
Dario D'Angelo31,739 次观看 • 14 天前

🚨🇮🇹 Roberto Vannacci: "Renzi fa lo smargiasso e mi sfida. Però lui pensa di avere a che fare con Calenda, con Fratoianni, con Bonelli, con Bonaccini...Ma io rilancio, quindi ci metto anche del mio: prima ci facciamo due miglia nautiche a nuoto e poi la mezza maratona. Data stabilita: 4 ottobre, in Sardegna. Io ci sarò. Così vedremo se Renzi è solo chiacchiere e distintivo".
Dario D'Angelo164,660 次观看 • 3 个月前

🚨🪖🇺🇸🇮🇷🇮🇹 Donald Trump: "Credo che abbiamo delle notizie importanti sulla questione del diesel. Interverremo con estrema durezza. E ricordate, che cosa abbiamo fatto? Abbiamo impedito all'Iran di avere un'arma nucleare. E i prezzi...i prezzi crolleranno. E tutto finirà presto, in un modo o nell'altro. Possiamo farlo in entrambi i modi. È molto semplice. Ma, in un modo o nell'altro, finirà molto presto. Non hanno più un esercito. Non hanno più una Marina. Non hanno più un'Aeronautica. Non hanno più sistemi antiaerei. (...) Abbiamo imposto un blocco navale. Non passa nessuno. È quasi come se affidassi il blocco navale agli italiani. Gli italiani potrebbero persino farlo meglio, ma voi lo fareste in modo molto violento! E questo non lo vogliamo".
Dario D'Angelo27,482 次观看 • 14 天前

🚨🛢️🇧🇬🇪🇺🇺🇸🇷🇺 Non serviva un genio per capire che la decisione di Trump avrebbe avuto conseguenze politiche anche nell'Unione Europea. Così poco fa il primo ministro bulgaro, Rumen Radev, sulla decisione americana di allentare le sanzioni sul diesel russo: "Sapete qual è il nostro problema, oggi, in Europa? I prezzi elevati dei carburanti. Apprezziamo qualsiasi misura che contribuisca a ridurre i prezzi dei carburanti e a garantire la nostra competitività".
Dario D'Angelo16,593 次观看 • 8 天前

🚨🪖🇮🇱🇵🇸 Attenzione. Israele ha tentato nella notte di eliminare Ali al-Amoudi, l’uomo che oggi guida di fatto Hamas nella Striscia di Gaza e che punta a diventare formalmente l’erede di Yahya Sinwar alla guida dell’organizzazione nell’enclave. Fonte israeliana: "Era nell’appartamento" preso di mira nel raid, "attendiamo di chiarire l’esito dell’attacco".
Dario D'Angelo36,394 次观看 • 20 天前

🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Ammiraglio Cavo Dragone: "Buongiorno. Cari amici, dopo otto anni il Comitato militare della NATO torna a Kyiv per una visita ufficiale. Ma anche se non siamo stati fisicamente presenti qui, l’Ucraina è stata ogni singolo giorno nei nostri pensieri, nelle nostre discussioni, nelle nostre decisioni e nelle azioni che ne sono conseguite. Questa visita mantiene la promessa che avevo fatto al Comandante in capo delle Forze armate ucraine, Mykhailo Drapatyi, mio buon amico, durante la nostra ultima conversazione nell’agosto di quest’anno. La visita del Comitato militare della NATO fa inoltre seguito alla visita del Consiglio Nord Atlantico a Kyiv nel mese di giugno. Siamo qui per ribadire, con un messaggio chiaro, che il legame tra la NATO e l’Ucraina è sempre più forte. Di fronte alla continua aggressione della Russia contro l’Ucraina e alle sue sconsiderate attività ibride nei Paesi della NATO, restiamo incrollabilmente al fianco dell’Ucraina nella sua eroica difesa della propria sovranità, della propria integrità territoriale e del futuro del suo popolo. Con me ci sono i 32 rappresentanti militari della NATO, uno per ciascuna nazione alleata, per ascoltare direttamente dal generale Drapatyi e dal suo staff l’ultima valutazione della situazione sul terreno e per capire che cosa possiamo fare ancora di più per sostenere l’Ucraina. La nostra presenza qui risponde anche al dovere di rendere omaggio ai coraggiosi soldati della vostra nazione. E penso in particolare a coloro che hanno compiuto il sacrificio estremo o che sono rimasti feriti nell’adempimento del proprio dovere sulla linea del fronte. Lo spirito coraggioso e resiliente dell’Ucraina rimane indomabile e rappresenta un esempio per le altre nazioni. Un esempio che si unisce a tutte le lezioni che possiamo apprendere dai vostri comandanti e dalla loro esperienza e che, in ultima analisi, aiuteranno anche la nostra Alleanza ad affrontare meglio le minacce di oggi e di domani. A coloro che pensano che, perpetrando atti di sabotaggio, attacchi informatici e violazioni dello spazio aereo sul territorio della NATO, riusciranno a indebolire il sostegno e la nostra determinazione, rispondo: state fallendo. Il sostegno della NATO all’Ucraina continua a crescere e la nostra unità è più forte che mai. La Russia porta la piena responsabilità di questo comportamento pericoloso e inaccettabile, e gli Alleati continueranno ad affinare i propri strumenti, rafforzando tutti gli elementi della nostra deterrenza e difesa. Grazie mille.
Dario D'Angelo28,317 次观看 • 16 天前