
Ermes Antonucci
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Giornalista di giudiziaria del Foglio. Ho scritto “I dannati della gogna”, “La repubblica giudiziaria”, “Massacro giudiziario”. [email protected]
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“Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Le incredibili parole di Nicola Gratteri, procuratore di Napoli
Ermes Antonucci859,885 views • 4 months ago

IL CORAGGIO DI UN MAGISTRATO La giudice Ceccarelli si dimette dal direttivo dell’Anm non prima però di sbattere in faccia ai colleghi alcune pesanti responsabilità: “Nessun cittadino si sentirà più garantito nelle aule di giustizia dopo aver assistito alle scene di giubilo di cui si sono resi protagonisti i magistrati, con balli e cori da stadio intonati contro il massimo esponente di un altro potere dello Stato, e contro una giovane collega”. Dall’Anm “martellante campagna di disinformazione”, “manipolazione storico-giuridica”, “vero e proprio furto di verità”. L’intervento integrale di Natalia Ceccarelli ⬇️ (notare il fuggi fuggi sdegnato dei colleghi mentre parla)
Ermes Antonucci241,169 views • 2 months ago

GROSSO IMBARAZZO PER IL NO. Il presidente del Comitato del No dell’Anm, Enrico Grosso, è stato beccato in un fuorionda di un incontro sul referendum mentre discute con il presidente del Tribunale di Aosta, Giuseppe Marra, di una causa ancora da decidere e in cui è coinvolto. Si tratta di un caso molto delicato che tra poco più di un mese, il 22 aprile, arriverà sulla scrivania del Tribunale e che potrebbe portare addirittura alla decadenza dell’attuale presidente della regione, Renzo Testolin, e di tutta la sua giunta. Peccato che Grosso abbia scritto un parere pro-vertiate proprio sulla candidabilità del governatore (e del suo vice). Marra accenna alla vicenda giudiziaria: c’è “un contenzioso”, dice, spiegando di aver letto l’atto introduttivo del ricorso. Poi aggiunge una frase che scatena immediatamente la polemica: “Si è rivolto a te quindi, sono contento, cioè sono fiducioso perché obiettivamente è una causa molto…”. Grosso replica: “Secondo me ci sono dubbi sulla giurisdizione”. Il presidente del tribunale prosegue raccontando che la questione è stata già esaminata con la giudice relatrice, facendo riferimento alla differenza tra decadenza e diritto soggettivo. Il costituzionalista torinese osserva che proprio la decadenza è il cuore della domanda giudiziaria e aggiunge che la Regione sarà difesa da un collega “abbastanza noto, bravo”, che avrebbe intenzione di sollevare proprio quella questione. “Ce la studiamo, certo”, conclude Marra. Il dialogo dura pochi minuti, ma basta per accendere la miccia. Il video, inizialmente disponibile sul canale YouTube dell’università, già in serata non è più visibile. A sollevare pubblicamente il caso è Chiara Minelli, capogruppo di Avs nel Consiglio regionale valdostano e tra i promotori del ricorso contro l’elezione di Testolin. “Sono rimasta letteralmente basita nel sentire il dialogo che c’è stato al tavolo della conferenza”, attacca. “Si parlava di una materia che non c’entrava nulla con il referendum sulla magistratura. È inaccettabile e molto grave che ci sia stato un confronto su una questione così delicata in cui il presidente del tribunale dovrebbe avere un atteggiamento di totale imparzialità”. E poi la stoccata sulla sparizione del filmato: “Oggi sul sito dell’università il video della conferenza – casualmente? – non è più disponibile”. Sia per Marra che per Grosso si pone un evidente problema di opportunità.
Ermes Antonucci231,595 views • 3 months ago

Sapete cosa accade quando una giudice coraggiosa, come Natalia Ceccarelli (Corte d'appello di Napoli), spiega perché sorteggio e Alta Corte disciplinare servono a liberare la magistratura dal sistema correntizio? Che si viene aggrediti verbalmente da propri colleghi, in questo caso Antonio Ardituro, procuratore alla Direzione nazionale antimafia e in passato proprio membro del Csm per la corrente di sinistra Area. Tutto ciò è avvenuto venerdì a un dibattito sul referendum a Casal di Principe. Onore alla giudice Ceccarelli, che non si è fatta intimorire e che vi invito ad ascoltare:
Ermes Antonucci189,037 views • 3 months ago

MULE' DEMOLISCE IL PM WOODCOCK. Visione non adatta a un pubblico impressionabile! Ieri a Piazza pulita è andato in scena il massacro del magistrato napoletano Henry John Woodcock, fresco volto del No al referendum, da parte del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, su riforma Nordio, rapporto pm/gip, conseguenze devastanti delle indagini dei magistrati (Woodcock in primis), irresponsabilità delle toghe, degenerazioni correntizie. Questo accade quando (stranamente!) La7 accetta il principio del contraddittorio sui temi relativi alla giustizia. La sensazione è che non riaccadrà più e certi noti magistrati continueranno con i loro monologhi. Video un po' lungo ma tutto da godere ⬇️
Ermes Antonucci119,938 views • 3 months ago

I festeggiamenti in tribunale dopo la vittoria del No con “Bella ciao” e cori contro Meloni? “E VABBÈ, È SUCCESSO, ADESSO METTIAMO IN DISCUSSIONE IL REFERENDUM PER 2-3 RAGAZZI CHE SALTAVANO?”, dice Gratteri. Peccato che a festeggiare e intonare cori contro la premier e i magistrati per il Si ci fossero 50 (cinquanta) tra pm e giudici, tra cui il procuratore generale di Napoli Policastro, il pm alla Direzione nazionale antimafia Ardituro, la giudice Rossetti (presidente Anm Napoli), il presidente del tribunale di Napoli da poco in pensione. Due ragazzetti, insomma… “E VABBÈ…”
Ermes Antonucci82,840 views • 2 months ago

“Umanamente come ha vissuto i suicidi degli indagati di Mani pulite?”. Da rabbrividire il modo con cui Davigo, dopo 30 anni, risponde a Fedez: 1) “Le conseguenze dei delitti ricadono su quelli che li commettono” 2) “Certo che dispiace. Perdi una fonte di informazione” (mica una vita…)
Ermes Antonucci775,347 views • 2 years ago

L’ex pm Davigo, condannato in via definitiva per rivelazione di segreto, ha presentato il terzo (TERZO!) ricorso in Cassazione contro la sua condanna a 1 anno e 3 mesi per rivelazione di segreto d’ufficio. Dopo essere stato condannato in primo grado e in appello per aver divulgato i verbali di Amara, Davigo ha fatto ricorso in Cassazione, che però ha confermato la sentenza per la rivelazione del segreto per un capo d’imputazione, rendendo la condanna definitiva, e l’ha invece annullata per un’altra parte con rinvio per un ulteriore giudizio della Corte di appello di Brescia. A quel punto, in attesa del nuovo appello, Davigo ha presentato un ricorso straordinario in Cassazione contro la parte che è diventata una condanna definitiva. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. E due. Poi è arrivata anche la sentenza dell’appello-bis: la Corte d’appello di Brescia, in una nuova composizione, ha confermato la condanna a 1 anno e 3 mesi. “Davigo ha intenzionalmente divulgato a molteplici soggetti, più o meno intranei al Consiglio superiore della magistratura, i contenuti di quei verbali e talora consegnando materialmente copia dei verbali così violando innanzitutto quei doveri di riserbo e di silenzio che, oltre al codice di procedura penale, gli erano specificamente imposti dal suo alto ruolo” di membro del Csm. E’ la quinta sentenza che condanna Davigo. Ma l’ex presidente dell’Anm non demorde e così ha appena presentato un nuovo ricorso in Cassazione, il tris. Nel video potete ascoltare Davigo quando se la prendeva con gli avvocati e l’alto numero di “impugnazioni pretestuose”: “In Italia 90mila ricorsi in Cassazione all’anno, in Francia mille!”. Ops…
Ermes Antonucci75,036 views • 2 months ago

Qualcuno aiuti Gratteri e chi gli va dietro (come Formigli): “Il Si ha vinto in ALCUNI comuni sciolti per mafia, avevo detto il vero o il falso?”, attacca il procuratore. Ma che ragionamento è? Pesca comuni a caso per continuare a difendere una dichiarazione imbarazzante oltre che infondata. Il record di voti per il No si è registrato in Campania (65%), con Napoli al 75% e boom a Scampia (83%!). In Sicilia il 61% degli elettori ha votato No (a Palermo il 69%, a Corleone il 52%). In Calabria il No ha vinto col 57%, nel crotonese col 60%, nel vibonese col 55%. Gratteri va in tv, cita solo i dati che gli fanno comodo, e guardate come si scalda! Ricordo a tutti che stiamo parlando del capo della più grande procura d’Italia (e d’Europa). Auguri
Ermes Antonucci66,147 views • 2 months ago

6 febbraio 2018. Gratteri lancia in pompa magna l’inchiesta su elisoccorso in Calabria con 4 arresti: “Siamo riusciti a dimostrare passo passo come si trucca una gara. Li abbiamo seguiti per un anno con pedinamenti, rilievi fotografici esattamente come facciamo con i trafficanti di cocaina. La spregiudicatezza non ha limiti, in nome del denaro si è disposti a qualsiasi cosa”. Lo scorso dicembre, al termine di un processo durato cinque anni, gli imputati sono stati tutti assolti da ogni accusa. Chi restituirà loro la dignità e la reputazione demolite, oltre che da accuse infondate e ingiuste detenzioni, da questo modo scandaloso di diffondere le notizie sulle indagini? Gratteri oggi si eleva a difensore della Costituzione ma dimentica sempre l’articolo 27 che stabilisce il principio di presunzione di innocenza. Amnesie
Ermes Antonucci74,565 views • 4 months ago

“AVETE OCCUPATO IL CSM, CON IL SÌ GIUDICI TERZI”. Non ho mai visto una persona sbattere in faccia ai magistrati la verità con così tanta forza e coraggio, e chiarire la vera posta in palio al referendum. Vi invito ad ascoltare e a condividere questo intervento dell’avv. Roberto La Pera, presidente dell'Unione Camere Penali di Cosenza
Ermes Antonucci54,170 views • 3 months ago

Altro spezzone della mia intervista al ministro Nordio. Caso Garlasco: “Poiché nel nostro ordinamento si può essere condannati soltanto quando le prove contro la persona sono oltre ogni ragionevole dubbio, come fai a condannare la stessa persona quando per due volte è stata assolta e quindi per ben due volte le corti hanno dubitato al punto da assolvere?”. Festa del Foglio a Venezia, sabato 6 giugno
Ermes Antonucci11,045 views • 16 days ago

Spezzone della mia intervista al ministro Nordio. Caso Minetti: “Indecoroso attacco al Capo dello Stato. È stupefacente come un partito serio come il Pd sia caduto nel tranello di queste sconsiderate accuse del tutto infondate e che li stanno coprendo di ridicolo”. Festa del Foglio a Venezia, sabato 6 giugno
Ermes Antonucci11,103 views • 16 days ago

Mio botta e risposta a Porta a porta con Peter Gomez sul referendum. Ma alla fine ha chiarito perché voterà No: è un preveggente (il governo ridurrà l’autonomia dei magistrati DOPO la riforma, non è chiaro con quali misure). La prossima volta gli chiederò i numeri del lotto
Ermes Antonucci47,084 views • 3 months ago

A Quarta Repubblica intervista al magistrato Andrea Padalino dopo il mio articolo pubblicato sul Foglio in cui ho riportato un'inquietante telefonata del 2016 tra due esponenti del movimento No Tav: "Sto cazzo di Padalino… adesso mi sa che cercano tramite Magistratura democratica di dargli una tamponata”. Uno dei due era il figlio di Livio Pepino, cofondatore di Md. Il pm Padalino, che perseguiva le violenze dei No Tav, venne poi indagato da magistrati delle correnti di sinistra e assolto dopo 4 anni. Ora chiede chiarezza. Qui l’articolo sul Foglio:
Ermes Antonucci57,996 views • 4 months ago

100 assolti su 169: il flop di Gratteri rischia di costare 5 milioni per ingiuste detenzioni. Intervenendo a diMartedì su La7, nella solita totale assenza di contraddittorio, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri ha accusato Il Foglio di aver “riportato dati totalmente falsi” sul record di indennizzi per ingiusta detenzione versati in Calabria dal 2018 al 2024 (78 milioni di euro su 220 milioni, il 35% del totale), aggiungendo che “a Catanzaro le ingiuste detenzioni sono al di sotto della media nazionale” e che “non c’è una sola ingiusta detenzione attribuibile a Nicola Gratteri”. Tre bufale in una per il pm che dal 2016 al 2023 ha guidato la procura di Catanzaro: i dati sono stati estratti da una relazione pubblica predisposta dal ministero della Giustizia, che consegna alla Calabria il triste record di indennizzi per ingiusta detenzione negli ultimi sette anni; la spesa nel distretto di Catanzaro è di gran lunga al di sopra della media nazionale (addirittura il quadruplo: 4.274.784 euro nel 2024, contro la media di 927 mila euro); tra i risarciti ci sono anche le vittime dei frequenti maxi arresti compiuti da Gratteri nel corso degli anni. È emblematica la storia di Francesco Zito, imprenditore vinicolo calabrese, coinvolto nella maxi operazione “Stige” condotta nel 2018 da Gratteri, all’epoca capo della procura di Catanzaro. “L’8 gennaio 2018, alle 3 di notte - racconta Zito al Foglio - i carabinieri del Ros si presentarono a casa mia con il passamontagna addosso per arrestarmi. Venni trasferito nel carcere di Paola, dove trascorsi 26 giorni. Poi altri 152 giorni ai domiciliari, con le accuse infamanti di essere colluso con la ‘ndrangheta. Accuse dalle quali sono stato assolto, ma per una persona onesta è devastante ritrovarsi in una situazione del genere”. Lo scorso ottobre Zito è stato indennizzato per l’ingiusta detenzione con 47 mila euro, a conferma di quanto scritto dal Foglio sul fatto che le somme spese dallo Stato per indennizzare le ingiuste detenzioni nel distretto di Catanzaro riguardano anche le maxi operazioni portate avanti da Gratteri. Zito venne arrestato nell’ambito della maxi operazione “Stige”, che portò a un totale di 169 arresti. Gratteri definì l’indagine “la più grande operazione fatta negli ultimi 23 anni”. A distanza di 7 anni, circa 100 imputati su 169 sono stati assolti. “Visto che a Zito sono stati riconosciuti 47 mila euro, c’è il rischio che lo stato paghi agli assolti quasi 5 milioni di euro”, nota l’avvocato Verri. Più della cifra pagata dalla Corte d’appello di Catanzaro nel solo 2024. Tutti i dettagli sul Foglio di oggi
Ermes Antonucci120,878 views • 1 year ago

Questa dovete proprio sentirla. L’ex pm Davigo (ricordiamo condannato in via definitiva per rivelazione di segreto) sostiene che con la separazione delle carriere “il pm potrebbe usare i suoi poteri contro il giudice”: il giudice quindi “temerà la potenza della procura, come ai tempi della Russia di Stalin”. Che bella considerazione della categoria dei magistrati! E che… fantasia!
Ermes Antonucci39,563 views • 4 months ago

