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“Che film ragazzi, io sono a posto così” #GialappaShow
Gialappa's Band48,060 görüntüleme • 28 gün önce

Teo, livido in volto, si gira verso noi tre e con tono di sfida esclama: «Per me questo sketch non può andare in onda». Passano cinque secondi di interminabile silenzio. Poi rispondo, con tono altrettanto di sfida: «Per noi invece sì!». Il programma lo firmiamo noi e a noi spettano le decisioni finali, nel bene e nel male. Teo farfuglia qualcosa del tipo: «Povera Italia!», ed esce dallo studio scuro in volto come Ibrahimovic dopo la sconfitta in un derby. Chiedendoci come faremo a registrare il resto della puntata con un Teo in queste condizioni di umore, torniamo alle nostre postazioni. Il tempo di sederci e arriva il produttore, che con il volto terreo ci annuncia: «Teo se n’è andato!». Sono le 17.45, tra quattro ore e mezzo saremo in onda, dobbiamo ancora registrare mezza puntata e non abbiamo più il conduttore. Ci guardiamo e all’unisono esclamiamo: «E adesso che cazzo facciamo?». La prima opzione sarebbe quella di affidare la conduzione a Simona Ventura, ma Simona ai tempi non aveva mai condotto un programma, aveva solo affiancato Teo e soprattutto non era una comica, al contrario di Peo Pericoli. Noi invece avevamo bisogno di una conduzione all’insegna della comicità, per cui scartammo subito l’idea. La seconda ipotesi sarebbe quella di non andare in onda. L’azienda a quel punto sa che la colpa non è nostra bensì di Teo, che ha abbandonato la trasmissione venendo meno ai suoi obblighi contrattuali, per cui ci sentiamo col culo parato dal punto di vista legale. Proprio in quel momento entra in studio Leonardo Pasquinelli, allora alto dirigente Mediaset, un tipo molto simpatico con cui avevamo fatto amicizia ai tempi di «Un fantastico tragico venerdì» quando era semplicemente un oscuro assistente del produttore. Leonardo sta accompagnando un presentatore che ultimamente è finito fuori dai radar, dopo aver lavorato per tanti anni per l’azienda. Si tratta di Claudio Lippi, venuto a Milano 2 per cercare di risolvere una vertenza legale che ha, a quei tempi, con Mediaset; già che c’era, ha chiesto di scendere in studio per conoscerci e ringraziarci perché, qualche anno prima, avevamo mandato in onda all’interno di «Mai dire Tv» uno spezzone dello «Sprolippio», un suo vecchio programma durante il quale, alle prese con problemi tecnici, era riuscito a districarsi brillantemente rivelando un notevole senso dell’umorismo. Carlo, Marco e io ci guardiamo, pensiamo tutti la stessa cosa e gli diciamo: «Registriamo questo pezzo, resta qui». E lui: «No, dai, non fate i cretini». Quindici minuti dopo è in scena con lo stesso vestito grigio con cui si è presentato in azienda quel giorno e iniziamo la prova. Il risultato è esilarante: nel suo personaggio Claudio riesce a mescolare la paludosità del presentatore tradizionale con la goffaggine di un anziano leggermente rimbambito, che cerca di fare il brillante accanto a una bella donna con la metà dei suoi anni. Funziona! «Bravissimo, esperimento riuscito, la puntata la conduci tu», gli diciamo, tirando un sospiro di sollievo: la puntata è salva! Mezz’ora dopo, con indosso uno smoking smesso da Massimo Boldi recuperato alla bell’e meglio in costumeria, Claudio Lippi presenta la sua prima puntata di «Mai dire Gol» sancendo la rinascita della sua carriera televisiva. Dal nostro libro "Mai dire Noi"
Gialappa's Band218,991 görüntüleme • 11 ay önce

Marco: Il colpo perfetto lo realizzammo a Sierra Nevada, in Spagna, per i Mondiali di sci del 1996, quando Alfio Muschio sfilò nella cerimonia inaugurale come portabandiera degli atleti del Senegal, dipinto di nero in faccia. Sinceramente non pensavamo che lo scherzo riuscisse, e quando vedemmo in diretta mondiale la cerimonia impazzimmo letteralmente di gioia. Impazzì anche la Guardia Civil, ma non di gioia: credo che lo stiano ancora cercando. Dal libro “Mai Dire Noi. Tutto quello che non avreste voluto sapere” #MilanoCortina2026
Gialappa's Band82,220 görüntüleme • 3 ay önce

La storica telecronaca “Frosinone culone” compie 30 anni!
Gialappa's Band57,538 görüntüleme • 2 ay önce

30 anni fa andava in onda questa pagina storica della televisione italiana
Gialappa's Band245,625 görüntüleme • 1 yıl önce

Inutile chiedervi se ve la ricordate. Impossibile dimenticarsela #maidiregol
Gialappa's Band83,728 görüntüleme • 4 ay önce

Carlo: “ho risentito adesso, vent’anni dopo, il nostro commento. Eravamo solo io e Giorgio. L’unico, essendo quello che ne sa di sport, che avrebbe potuto intuire che non era come raccontavamo, era Marco. Ma Marco quel giorno non c’era. Io e Giorgio ci preparavamo tantissimo quando dovevamo commentare un filmato... non ne sapevamo nulla. I nostri redattori, tanto meno. Sbagliammo completamente il commento. Steven Bradbury era un fenomeno, a 18 anni aveva già vinto un oro. Purtroppo poi a 24 anni ha avuto l’incidente di cui ha parlato Linus, che non è l’unico della carriera. Ha rischiato di morire dissanguato in pista perché gli passa sopra l’arteria femorale un canadese, gliela recide, perde litri di sangue, e lo salvano con un centinaio di punti di sutura. Si riprende, chiunque di noi avrebbe smesso, ma ha un altro brutto incidente, si rompe le vertebre cervicali, rischia la paralisi, ma lui si riprende nuovamente e riesce miracolosamente a qualificarsi per quell’Olimpiade. E noi invece non capendo nulla, diciamo il brutto anatroccolo, un incapace, uno scandalo.” #MilanoCortina2026
Gialappa's Band58,907 görüntüleme • 4 ay önce

Immagini esclusive dallo Stretto di Messina: l'Ingegner Cane ha effettuato un sopralluogo tecnico per il ponte
Gialappa's Band119,502 görüntüleme • 10 ay önce

Carlo: La nostra regola ferrea era di non far cantare i brani in promozione, a meno di sottoporsi a un giochino in stile «LOL: chi ride è fuori», per dare un riferimento moderno. Ovvero dicevamo ai cantanti: «Fate il vostro pezzo in promozione, noi cerchiamo di farvi ridere e, appena ridete, dovete smettere di cantare». Era «LOL», con qualche anno d’anticipo… Giorgio: Mentre il cantante si esibiva, i personaggi di «Mai dire Gol» sfilavano e facevano delle gag. Non sempre i cantanti ridevano e, alla fine, l’arma segreta era Claudio Bisio che faceva Stanley Matthews, ex calciatore inglese: ovvero un vecchietto con una scatola all’altezza del basso ventre, che apriva e dentro c’era…il suo pisello. A quel punto anche i più concentrati crollavano: non si è mai salvato nessuno. Marco: Lo sveliamo ora per la prima volta perché negli anni non sapete quanti mi hanno chiesto: «Ma cosa c’è dentro la scatola, che tutti ridono?». Giorgio: La risposta è semplice: la minchia di Bisio. Dal libro “Mai Dire Noi. Tutto quello che non avreste voluto sapere”Carlo: La nostra regola ferrea era di non far cantare i brani in promozione, a meno di sottoporsi a un giochino in stile «LOL: chi ride è fuori», per dare un riferimento moderno. Ovvero dicevamo ai cantanti: «Fate il vostro pezzo in promozione, noi cerchiamo di farvi ridere e, appena ridete, dovete smettere di cantare». Era «LOL», con qualche anno d’anticipo… Giorgio: Mentre il cantante si esibiva, i personaggi di «Mai dire Gol» sfilavano e facevano delle gag. Non sempre i cantanti ridevano e, alla fine, l’arma segreta era Claudio Bisio che faceva Stanley Matthews, ex calciatore inglese: ovvero un vecchietto con una scatola all’altezza del basso ventre, che apriva e dentro c’era…il suo pisello. A quel punto anche i più concentrati crollavano: non si è mai salvato nessuno. Marco: Lo sveliamo ora per la prima volta perché negli anni non sapete quanti mi hanno chiesto: «Ma cosa c’è dentro la scatola, che tutti ridono?». Giorgio: La risposta è semplice: la minchia di Bisio. Dal libro “Mai Dire Noi. Tutto quello che non avreste voluto sapere”
Gialappa's Band54,638 görüntüleme • 4 ay önce

Meglio perdere in compagnia che vincere da solo #italia
Gialappa's Band29,351 görüntüleme • 2 ay önce