
Gianluca Martino
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Non è tanto il senso del ridicolo che mi preoccupa quanto il consenso del ridicolo. Scrivo su Twitter da luglio 2021.
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Portano i figli ad attaccare famiglie indifese, a scacciarle dalle loro terre, a depredarle, a picchiare le donne. Alla scuola di pulizia etnica non basta la teoria, è necessaria la pratica. E la vittima deve subire in silenzio, questa è la regola. Se osa resistere l'ammazzano sul posto, incendiano il villaggio, abbattono le case dei suoi familiari. Occupare, depredare, affamare, sterminare, questi sono i nostri valori, i valori della nostra "civiltà" occidentale. Sono i valori degli italiani in Etiopia, dei francesi in Algeria, dei belgi in Congo, degli americani in Vietnam, in Corea, in Iraq e in mezzo mondo. I palestinesi, gli algerini, i vietnamiti, i coreani hanno guardato l'arrivo di noi occidentali come noi abbiamo guardato l'arrivo dei nazisti nelle nostre città. E come ci guarda il resto del mondo non ce ne frega nulla, siamo troppo razzisti e troppo suprematisti per interessarci alle vite degli altri. Abbiamo commesso genocidi un ogni angolo della terra, gli inglesi causarono la morte di 100 milioni di indiani, gli europei giunti in America sterminarono 80 milioni di indigeni, in Congo, i belgi uccidevano per sport, però pretendiamo che il termine "genocidio" venga usato in un solo caso: quello in cui le vittime furono europee. Negli Stati Uniti ci sono (giustamente) 45 musei dell'Olocausto e un solo museo dedicato al genocidio dei nativi indiani finanziato dagli eredi dei sopravvissuti. Nel mio terzo viaggio in Palestina regalai una radio cuffia al figlio dodicenne di un mio amico fraterno, qualche settimana dopo il mio rientro in Italia, chiesi al mio amico se il figlio avesse gradito il regalo, mi raccontò che mentre camminava per strada con il figlio, una jeep militare israeliana li affiancò, un militare strappò la cuffia dalla testa del bambino e la mise in macchina. Il mio amico gli disse: "Non puoi fare questo". Il militare rispose: "Sì che posso, io sono il tuo re". Quel soldato siamo noi, è una nostra creazione, è la nostra storia.
Gianluca Martino16,052 просмотров • 5 дней назад

Conservo un archivio di notizie e video dalla Palestina da oltre vent'anni ma, giuro, questo video appena ricevuto è il più assurdo di tutti. Le due colone nel video sono attiviste di "Hashomer Yosh". (Per chi non conoscesse gli attivisti fascio-messianici di Hashomer Yosh basterebbe dire che sono stati sanzionati persino dal governo complice USA). Ogni giorno, ogni fottuto giorno, le due donne si svegliano all'alba, invadono un terreno di proprietà di un pastore palestinese nel villaggio di Tiran a sud di Hebron poi, muniti di altoparlante, si avvicinano alle pecore e diffondono a tutto volume musica trance tedesca per spaventarle e costringere il pastore ad abbandonare il terreno. Ogni mattina. Mi verrebbe quasi da ridere, se non fosse tutto così tragico immaginare le povere pecore vedersi arrivare ogni mattina queste due psicolabili con la loro musica tedesca. Mi viene in mente quel gran genio del mio barbiere Giuseppe, detto Pino. Pino conosce bene i suoi clienti, conosce le loro passioni, le loro fissazioni. E tra uno shampoo e una sforbiciata, tra una pennellata e un contropelo, fa sempre una domanda ad ognuno di noi su argomenti che lui ritiene siano i nostri preferiti. Non si intromette mai nel monologo, ci lascia parlare fino alle fine e poi ci regala una sua battuta disinteressata. Per aver accennato una sola volta a Gaza, Pino ha deciso che il mio argomento preferito fosse la Palestina e perciò, da due anni, mi tocca rispondere ogni volta a una domanda su Gaza: "Com'è la situazione lì?". E ogni volta Pino rimane deluso dalle mie frasi brevi e svogliate, si aspetta sempre un bel discorso come quello fatto dal cliente appassionato di moto antiche ma non può esimersi dal concedere anche a me una delle sue rinomate battute. A nessun assiduo cliente ha mai osato negare una battuta dopo un discorso. Una volta gli parlai della Cisgiordania e dei continui furti di case e di terre. Pino ci pensò su un attimo, poi disse: "Noi italiani, ci lamentiamo dei nostri immigrati, e cosa dovrebbero dire i palestinesi con i loro immigrati?" "Pino, questa battuta è stupenda" gli dissi. "È vero, è vero" rispose entusiasta William, il suo aiutante originario del Ghana. "Non l'ho capita", disse un pizzaiolo che aveva fatto un bellissimo discorso sul lievito madre. Pino spiegò più volte la battuta fino a quando il pizzaiolo riuscì finalmente a capirla. Pino è felice nel vedere i suoi clienti andare via felici.
Gianluca Martino67,081 просмотров • 25 дней назад

🧵Un micidiale virus ha colpito la Mostra del Cinema di Venezia. È un virus subdolo, che colpisce all'improvviso provocando gravi attacchi di panico. Il virus è stato portato a Venezia da alcuni giornalisti e si manifesta sotto forma di domanda: "Cosa ne pensi di quanto sta accadendo a Gaza?" Ecco. Il virus ha colpito. Il povero attore/attrice/regista smette improvvisamente di pavoneggiarsi, inizia a balbettare, il sudore scorre copioso, la voce diventa flebile, gli occhi implorano aiuto, vorrebbe sparire dalla faccia della terra e riapparire su Plutone ma il virus è lì e attende una risposta. Allora l'attore/attrice/regista muove faticosamente le labbra dalle quali fuoriescono parole in libertà, scollegate dal mondo reale. Il nulla cosmico. Il giornalista fa un'altra domanda sul film, l'attore/attrice/regista riprende colore in volto, la voce è sicura, un sorriso radioso ci avvisa che il virus è alle spalle. La paura è passata, può tornare a pavoneggiarsi. Purtroppo, su alcuni, gli effetti del virus sono stati devastanti. Un anziano regista e attore della borghesia romana, da alcuni giorni è sotto sedativi e non smette di urlare: "Io nun volevo firmaaa! Mi ci hanno messo in mezzo, 'sti quattro infami". Discorso serio. Si discute se le celebrità abbiano "l'obbligo di parlare di Gaza". La mia opinione è questa: nessuno è obbligato, ma se sei una celebrità e hai tanta influenza sul pubblico e puoi usarla anche attraverso il tuo lavoro e scegli di non usarla di fronte a un genocidio la tua non è neutralità. È una scelta politica deliberata. Sei già schierato con gli sterminatori e in tempi di genocidio dovrebbe essere la tua coscienza a obbligarti a parlare e stare senza indugi con gli sterminati. In tempi di genocidio, ci si schiera, ci si conta, uno a uno, e gli ignavi, quelli che dicono "non me ne intendo" "non sono del mestiere" vengono conteggiati con i carnefici. In tempi di genocidio non bisogna intendersene o essere del mestiere, basta vedere. Le scelte che facciamo sono il mezzo più efficace per capire la coscienza delle persone. "Cosa ne pensi di quanto sta accadendo a Gaza?" Fate questa domanda al vostro partner, a un amico, al collega di lavoro, a quelli che vi circondano e otterrete in pochi minuti informazioni essenziali che normalmente otterreste in mesi o addirittura in anni di conversazioni. Gaza è un eccellente metro di misura per valutare la povertà morale.
Gianluca Martino109,608 просмотров • 11 месяцев назад
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Molti credono che la "questione israelo-palestinese" sia complessa, perché così viene descritta da persone apparentemente informate quali giornalisti tuttologi da salotto tv, politici della sinistra illuminata della corrente "per un genocidio democratico" e altri idioti simili. Non è così. Il sionismo ha un UNICO OBIETTIVO: la pulizia etnica. Tutto ciò che accade nella Palestina occupata, ogni atto, ogni fatto, ogni parola, ogni bomba, ogni massacro è finalizzato alla cacciata dei nativi, con ogni mezzo. In questo video è racchiusa tutta la tragedia di un popolo. "Devi andare via da qui" dicono due coloni invasati a un pastore palestinese. "Questa terra è mia, i miei nonni vivevano qui. Dovreste essere voi ad andare via" risponde il pastore. "Davvero? Chiamiamo la polizia e vediamo. Lo sai che i soldati e la polizia sono dalla nostra parte?" dicono tra risatine isteriche i coloni. Arrivano i militari "Devi andare via entro cinque minuti, questa è zona militare". "È sempre così, ogni volta. Noi dobbiamo lasciare la nostra terra mentre i coloni possono restare" dice il pastore. La tecnica di dichiarare un territorio "zona militare", oltre ad essere illegittima in quanto applicata su territorio occupato illegalmente che l'ONU ha imposto il rilascio, è uno dei sistemi più usati dagli israeliani per espellere i nativi e insediare i coloni abusivi. Ciò che invece non potrai mai capire fino in fondo, a meno che tu non sia palestinese, è il senso di rabbia e il desiderio di riscatto che corre nel sangue di ogni singolo palestinese, perché da quando i sionisti hanno messo piede in Palestina non esiste un solo palestinese sulla faccia della terra che non abbia in famiglia persone vittime dei crimini impuniti dei sionisti: detenzioni senza processi, uccisioni senza colpevoli, occupazioni di terre e di case, deportazioni, esili. Non uno. Prima di giudicare quelli che passano alla Resistenza armata sarebbe il caso di porsi una domanda senza ipocrisie: quanto tempo riuscirei a resistere senza reagire se subissi lo stesso trattamento? Ogni giorno, da 75 anni.
Gianluca Martino127,600 просмотров • 2 лет назад

E poi c'è Gaza. Mentre il mondo esplode, gli studenti palestinesi sostengono gli esami sulla spiaggia. Non smetterò per un solo istante della mia vita di amare questo popolo coltissimo e fiero, aggrappato alla sua terra come nessuno al mondo. Non smetterò per un solo istante della mia vita di ringraziare questo popolo meraviglioso che mi ha dato tanto. Ho avuto la straordinaria fortuna di incontrarlo per la prima volta a diciannove anni. Ha cambiato il mio modo di stare al mondo, quel mondo visto da un ragazzo occidentale e benestante imbottito di falsa propaganda. Nessuno mi ha convinto, ho visto. E poi rivisto, e poi ancora. Ho visto il terrore puro negli occhi di un padre professore universitario perché il figlio era rientrato a casa qualche minuto di ritardo dall'Università. A ventuno anni ho visto bambini di sette, otto anni passare davanti ai militari dell'esercito di occupazione armati fino ai denti che mostravano meccanicamente le loro piccole mani nude. Chiesi al mio amico fraterno palestinese cosa significasse quel gesto: "I genitori insegnano al bambino come comportarsi alla vista di un soldato, gli insegnano a mostrare le mani per far capire di non avere nulla, di non essere una minaccia, perché a quelli basta poco per aprire il fuoco". Nonostante tutto, nonostante le bombe, gli stermini, l'apartheid, gli sfollamenti, le vite infernali, nonostante le scuole distrutte, guardano al futuro scrivendo su un foglio di carta tra le gambe, seduti su una spiaggia devastata di Gaza mentre il mondo esplode. La Palestina mi ha reso un amico migliore, un padre migliore, una persona migliore.
Gianluca Martino25,273 просмотров • 3 месяцев назад

🧵L'uomo che arranca disperato alla ricerca di acqua è il professor Ghanem Al-Attar, uno dei più illustri costituzionalisti del Medio Oriente. L'ho visto comparire in molti video dove si distingue per il suo modo accurato nel vestire, spesso in giacca, alle volte in camicia, mai malvestito. In un campo di sterminio, sotto le bombe, senz'acqua, senza cibo, senza un tetto, senza diritti, il professor Al-Attar trova la forza e l'orgoglio di vestirsi in modo "civile". Non è un vezzo, è una sfida rivolta al carnefice. Il professor Al-Attar è il signor Steinlauf raccontato dal grande Primo Levi. Una storia già vissuta. In "Se questo è un uomo" racconta Levi che dopo poche settimane dalla sua reclusione ad Auschwitz prese l'abitudine di non lavarsi. Frequentava i bagni solo per le funzioni fisiologiche. Un giorno fu avvicinato dal sig. Steinlauf: "Perché non ti lavi?" chiese al giovane Levi. "Perché dovrei? Forse vivrò più a lungo? Anzi, è uno spreco di energie" rispose Levi. Scrive Levi: "Il cinquantenne Steinlauf termina di lavarsi, si asciuga con la giacca di tela che poi infilerà e mi somministra una lezione non dimenticata allora né poi" "Sai a cosa serve il campo di concentramento? dice Steinlauf. A disumanizzarci, a ridurci come bestie, questo vogliono. E noi, bestie non dobbiamo diventare" "Siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti a ogni offesa, votati a morte quasi certa ma una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perché è l'ultima: la facoltà di negare il nostro consenso" "Dobbiamo lavarci la faccia senza sapone, nell'acqua sporca, e asciugarci nella giacca, dobbiamo farlo per dignità e per proprietà, dobbiamo camminare dritti, senza strascicare gli zoccoli, non perché così prescrive il regolamento, ma per restare vivi, per non cominciare a morire". "Negare il nostro consenso" ammonisce il signor Steinlauf. "Non ci inchineremo mai davanti a nessuno, tranne davanti a Dio" dice il professor Al-Attar nel video a dx.
Gianluca Martino58,904 просмотров • 1 год назад
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Canta che ti passa. 🧵 Cronaca tragicomica di quella grande montagna di ipocrisia chiamata Eurovision. Tutto è partito dall'Islanda e dalla Finlandia dove 1500 cantanti e artisti vari, hanno firmato una petizione per chiedere l'esclusione di Israele dalla manifestazione 👇
Gianluca Martino119,468 просмотров • 2 лет назад

Cronaca del degrado politico-mediatico. Il min. della difesa (non quello parody) parla di un dirottamento, i media amplificano senza verificare. I media internazionali diffondono questo video per percularci: "questi sarebbero i dirottatori". I media italiani censurano il video.
Gianluca Martino135,882 просмотров • 3 лет назад

"Cosa fai?" "Chiedo denaro alla gente" "Dov'è tuo padre?" "Mio padre e mia madre sono stati uccisi" "Vorrei comprare pomodori e formaggio per i miei fratelli". "Prendi questo denaro" "Che Dio ti protegga e ti benedica" dice il bambino. Un bambino diventato padre dei suoi fratelli. Il sacrificio del popolo palestinese ha messo a nudo il fallimento morale della sinistra occidentale e italiana in particolare. Come potranno parlare ancora di diritti umani, di libertà, di autodeterminazione dei popoli quando si sono nascosti o addirittura hanno avallato un olocausto trasmesso in diretta? Le loro ipocrisie dovranno dirle tra loro perché in pubblico troveranno sempre qualcuno che dirà "tu cosa hai fatto, cosa hai detto per fermare il genocidio?". Gente cresciuta con la politica del "ma anche" che ha devastato la sinistra e ha creato legioni di cagasotto rintanati nella loro comfort zone con la paura di schierarsi dove non conviene. Pesano le parole con le loro supercazzole persino davanti a un genocidio, "attenzione a parlare di genocidio" "attenzione a parlare di fascismo" qualche fascista genocida potrebbe anche offendersi. Si trovano a loro agio con i fascisti e definiscono "estremisti" tutti quelli che tentano di dire qualcosa di sinistra. Scrisse ironicamente Giovanni Pesce, il leggendario comandante partigiano Visone nel suo libro "Senza tregua" che quando fu incaricato dal Partito Comunista clandestino di organizzare la resistenza urbana nel torinese "nei primi mesi eravamo talmente tanti da poterci riunire tranquillamente in una sola stanza del mio appartamento". Erano in pochi e disposti a morire per combattere i fascisti e l'esercito nazista, il più potente e spietato al mondo. Ora, immaginate il comandante Visone o Pertini fare la partita del cuore con gente che dà il bacetto della buonanotte al busto del duce. Poi, pensate all'odierna sinistra che ha paura persino di scrivere un misero tweet in solidarietà con la Palestina.
Gianluca Martino92,461 просмотров • 2 лет назад

Quando la "tragedia diventa farsa" (come diceva un grande ebreo). In ogni società razzista e suprematista emerge inevitabilmente il lato grottesco della tragedia. Quando si imbatte in qualcosa di vagamente umano, diventa ridicola. Per capire tutto, ma proprio tutto, del sionismo, basta guardare le TV israeliane. Basta e avanza. Sono una fonte preziosa. La storia è questa: un contadino israeliano aiuta una famiglia palestinese a raccogliere le olive. Per alcuni coloni, notoriamente illuminati e di larghe vedute, (almeno così dicono a la7) ciò è inammissibile e, a modo loro, fanno notare al contadino israeliano il loro disappunto: con un bastone gli spaccano la testa. Il contadino filma l'aggressione e la pubblica sui social dove la risposta più gentile che riceve è "hanno fatto bene a spaccarti la testa". Viene allora invitato in TV a raccontare la sua storia. Il malcapitato contadino immagina di ricevere la solidarietà dei giornalisti, gente di cultura, mica come come quei buzzurri dei coloni, avrà pensato. Non sa che lo attende un trappolone per darlo in pasto al pubblico ludibrio: tutti i conduttori lo aggrediscono verbalmente con domande inquisitorie che sono un compendio sul significato di "società malata". Queste le domande: "Cosa facevi lì?" "Fai parte di qualche organizzazione?" "Perché aiuti gli arabi e non gli ebrei?" (Questa è allucinante) Nelle società disumane, essere umano diventa un atto riprovevole, una colpa grave che merita una bastonata in testa e la pubblica gogna. Pura follia.
Gianluca Martino40,262 просмотров • 8 месяцев назад

E poi c'è L'ALTRO giornalismo. Quello di Chris Hedges, Premio Pulitzer, ex corrispondente di guerra del New York Times con la sua struggente "Lettera a un bambino di Gaza". Consiglio la lettura e la diffusione. (Nei tweet seguenti, la lettera integrale tradotta in italiano).
Gianluca Martino97,538 просмотров • 2 лет назад

Zeina Al-Halawani, giornalista palestinese di Gerusalemme viene arrestata dai militari israeliani, al momento dell'arresto sorride fiera e spavalda davanti alle telecamere. Resta in carcere solo due giorni, ne esce devastata. Racconta di aver visto in una cella accanto alla sua, due bambini di circa 11-12 anni legati ai letti. Durante la notte Zeina viene svegliata di soprassalto dalle urla strazianti dei due bambini che chiamano le loro madri. "Mamma, mamma" gridano terrorizzati. Cosa è accaduto in quella cella? Zeina non lo sa, non ha visto, però ha sentito e piange inorridita. Questa testimonianza risale a circa tre anni fa. Le carceri israeliane sono da sempre i luoghi più infernali che l'essere umano abbia concepito. Attualmente, nessun luogo al mondo è peggiore di un carcere israeliano. È lo sfogatoio dei peggiori razzisti aguzzini arrivati dall'Occidente. I tribunali militari israeliani, tutti illegali in quanto non hanno giurisdizione su un territorio occupato che l'ONU ha imposto il rilascio, hanno un tasso di condanne pari al 99% e i giudici sono tutti soldati in uniforme che giudicano illegalmente civili quali bambini, anziani, malati. Applicano la detenzione amministrativa, una mostruosità giuridica che autorizza a gettare chiunque in una cella per anni senza accuse e senza processo. Solo per questo, dovrebbero essere banditi da ogni consesso civile. Guardate il video nel tweet successivo: un anziano di nome Abdulhakeem Masami è affetto da una grave forma di Alzheimer, è appena uscito da una prigione israeliana. Alle domande del giornalista risponde dicendo il suo nome. Egli ricorda solo il suo nome. Questo è Israele. E, personalmente, non ho valori comuni da condividere con questa gente.
Gianluca Martino72,585 просмотров • 2 лет назад

Un'anziana palestinese paralizzata piange davanti a un soccorritore che le offre del cibo. Mi rivolgo a te lettore che non ti schieri, che non vuoi essere coinvolto, che "su certe cose meglio non intromettersi". Sono trascorsi circa 11 mesi dall'inizio del genocidio, hai visto bambini con la testa dilaniata dalle bombe; hai visto madri supplicare la morte per essere sopravvissute ai loro figli; hai visto bombardare ospedali (bombardare ospedali, santo cielo!); hai visto bombardare anime disperate ammassate nelle tendopoli; hai visto bombardare scuole moschee, chiese cristiane, strutture ONU; hai visto uccidere intenzionalmente 160 giornalisti; hai visto civili incarcerati stuprati e seviziati; hai visto in diretta streaming la pulizia etica; hai visto questo e tanto altro. Hai sicuramente visto, è tutto documentato sul tuo smartphone, non puoi appellarti all'ignoranza o alla censura dei media mainstream. Se accetti tutto questo, se tutto questo ti è addirittura indifferente, se pensi che sia più utile il silenzio non dovrai rendere conto a nessuno, continuerai a vivere la tua vita come meglio credi, l'unico effetto negativo sarà, forse, la voce della tua coscienza che ogni tanto ti dirà che sei umanamente un fallito.
Gianluca Martino62,979 просмотров • 1 год назад

Ogni anno, Defense for Children International, l'israeliana B'Tselem e altre organizzazioni umanitarie, pubblicano rapporti sui bambini palestinesi imprigionati nelle carceri israeliane. Sulla base dei dati forniti da Israele (Israel Prison Service) nell'anno 2025 risultano detenuti 360 bambini. Secondo Defense for Children International il numero di bambini incarcerati è di gran lunga superiore ai 360 poiché Israele fornisce i dati relativi solo a poche prigioni e "non includono i minori rinchiusi nei centri di detenzione e nelle basi militari come Sde Teiman". Il 41% dei bambini reclusi sono in "detenzione amministrativa". (Termine tecnico per non dire rapimento e sequestro di persona. Una mostruosità giuridica che autorizza a gettare chiunque in una cella per anni senza accuse, né processo. Solo per questo, Israele dovrebbe essere bandita da ogni consesso civile). Israele è l'unico paese al mondo dove i tribunali militari processano sistematicamente i bambini. Il bambino viene portato dai carcerieri in un'aula e processato da soldati vestiti in uniforme. Patetiche sceneggiate che terminano con sentenze di condanna nel 99% dei casi. Sulle condizioni dei bambini, Defense for Children International scrive nel rapporto: "Questi bambini languiscono nelle carceri sovraffollate, nutriti con cibo avariato e picchiati quotidianamente dalle guardie, il tutto mentre sono isolati dal mondo esterno". Nel video, Zeina Halawani, giornalista palestinese di Gerusalemme, arrestata dai militari israeliani. Al momento del fermo, Zeina sorride fiera e spavalda davanti alle telecamere. Resta in carcere solo due giorni, ne esce devastata. Racconta di aver visto in una cella accanto alla sua, due bambini di circa 11-12 anni legati ai letti. Durante la notte Zeina viene svegliata di soprassalto dalle urla strazianti dei due bambini che chiamano le loro madri. "Mamma, mamma" gridano terrorizzati. Cosa è accaduto in quella cella? Zeina non lo sa, non ha visto, però ha sentito. E piange inorridita. Questa testimonianza risale a circa quattro anni fa. *(Il rapporto di Defense for Children International nel tweet successivo).
Gianluca Martino31,042 просмотров • 9 месяцев назад

Ciò che ancora non hanno capito, i diretti discendenti dei Vandali, è la potenza di queste immagini. Milioni e milioni di persone trascorreranno tutta la loro esistenza a contribuire con ogni mezzo lecito a estirpare il male assoluto del secolo e a bandire dalla società civile i suoi complici. A partire da quei politici e da quei giornalisti notoriamente foraggiati. E non basterà la propaganda per idioti, non basterà piazzare in pianta stabile nei loro tuguri televisivi la fogna della politica e del giornalismo. Godetevi il momento, usate quel denaro sporco di sangue per una gita in barca, per un viaggio su un'isola esotica, acquistate un appartamento in centro per il pargolo, a breve impegnerete tutte le vostre energie per trovare una buona scusa.
Gianluca Martino29,064 просмотров • 11 месяцев назад

Per capire la deriva immorale dell'Occidente e il suo indecoroso asservimento nei confronti di Israele basterebbe osservare questi due video. Nel primo, Netanyahu dichiara che il numero di civili uccisi a Gaza è "praticamente nessuno". Lo ha affermato davanti al Congresso USA perfettamente consapevole di dire una menzogna e ha ricevuto un fragoroso applauso da gente perfettamente consapevole di ascoltare una menzogna e che avrebbe applaudito anche se Netanyahu avesse elencato la formazione della Fiorentina. Nel secondo, il presidente Isaac Herzog dice: "Se sollevi un materasso in qualsiasi casa di Gaza trovi un razzo". (Breve disgressione: ho dormito anch'io nelle case dei palestinesi, in una di queste mi fecero trovare un materasso nuovo, appena comprato. Quando me ne accorsi mi venne quasi da piangere al pensiero di aver fatto spendere involontariamente dei soldi per me, per non sfigurare con l'ospite). Dicevo: queste e tante altre indecenti fesserie non sono dette a caso, hanno lo scopo di disumanizzare le vittime, di far credere che ogni palestinese, anche un bambino, sia un terrorista e creare una sorta di giustificazione e di auto giustificazione per i crimini commessi e per quelli che si apprestano a commettere. Tutto ciò non sarebbe possibile se non ci fosse il decisivo supporto dei media mainstream i quali sono a tutti gli effetti complici nella produzione del consenso per il genocidio del popolo palestinese. Se la gente comune vedesse ogni giorno nei titoli dei giornali o dei tg che Israele bombarda le tendopoli, che fa saltare in aria le condutture dell'acqua, che bombarda gli ospedali oncologici, che uccide i giornalisti, inizierebbe a porsi delle domande, chiederebbe "stiamo fornendo armi a Israele?" "con i soldi delle mie tasse sto finanziando un genocidio?", costringerebbe il presidente della Repubblica alle dimissioni il giorno dopo aver abbracciato il suo omologo israeliano. E invece, come in un'opera del teatro dell'assurdo, si assiste alla spavalderia di questi due compagni di merende che si prendono gioco dell'Occidente, dei principi sui quali ha basato le sue democrazie, e l'Occidente, cosciente di essere preso in giro, acconsente umiliandosi al cospetto del diritto e del mondo civile. Quando Herzog dice quella boiata pazzesca, il giornalista al suo fianco e quelli in sala sicuramente avranno pensato "ma che ca..o dice" e invece annuiscono inferendo l'ennesima pugnalata alla credibilità del giornalismo e ai giornalisti onesti. E intanto l'Occidente lentamente affonda nel mare dell'ignavia mentre i media mainstream legati mani e piedi con i finanziatori sionisti ci fanno guardare da un'altra parte. Però, mi raccomando eh, tutti gli occhi puntati su chi tira più lontano una lancia. Panem et circenses, scrisse Giovenale quasi 2000 anni fa ed è evidente che questo ci meritiamo.
Gianluca Martino49,288 просмотров • 2 лет назад

Il sorriso radioso del bambino palestinese estratto vivo dai soccorritori. Il bimbo è vivo e il sionismo muore, lo ha deciso il mondo civile. Lascerà morte, distruzione e idiotismo di massa che ha creduto alla sua propaganda vittimista mentre uccideva e deportava civili inermi.
Gianluca Martino61,357 просмотров • 2 лет назад

"Un'altra notte di pogrom" scrive l'ottimo Nico Piro Perché è accaduto? Qual è stato il fattore scatenante? Chi ha acceso la miccia? Seguite il thread🧵 Un incidente stradale coinvolge due auto, entrambi i conducenti riportano ferite. Uno è israeliano,l'altro palestinese 👇
Gianluca Martino13,252 просмотров • 4 месяцев назад