
Luciano Capone
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Giornalista @ilfoglio_it. In libreria con “Superbonus - Come fallisce una nazione”, scritto con @CarloStagnaro: https://t.co/LzMZZWnb5A
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Pure oggi Ranucci ha raccontato la storia di Peter Thiel che vuole la sua tessera sanitaria, la democrazia della sorveglianza, Bin Laden, il genocidio a Gaza, Welcome to favelas, Pietro Dettori, Capezzone, Rheinmetall e il nuovo nazismo. È tutto chiaro, basta unire i puntini. 🤡
Luciano Capone180,763 görüntüleme • 1 ay önce

Nicola Gratteri, procuratore di Napoli e frontman del No al referendum, legge una falsa intervista di Giovanni Falcone contro la separazione delle carriere: uno di quei meme che girano su Facebook e Whatsapp, talvolta sul Fatto. Se pure da pm verifica così le prove siamo fottuti.
Luciano Capone575,814 görüntüleme • 11 ay önce

“Mi inquieta lo spessore criminale della banda, volevano fare la storia”, dice Sigfrido Ranucci il 30 giugno dopo l’arresto degli autori materiali dell’attentato sotto casa sua. Quattro giorni dopo, la notte del 4 luglio, Ranucci parla al telefono con il suo amico Valter Lavitola appena perquisito in quanto mandante dell’attentato e definisce gli attentatori “quegli scalzacani”. Lavitola e Ranucci, il mandante e la vittima, parlavano attraverso una app non intercettabile dal telefono ma la loro conversazione viene registrata per caso da una microspia ambientale nell’auto di Lavitola. Il registro privato di Ranucci (“quegli scalzacani”) è l’opposto di quello pubblico (“mi inquieta lo spessore criminale”). In questa messinscena ognuno, più o meno consapevole di tutta la sceneggiatura, recitava la sua parte.
Luciano Capone65,647 görüntüleme • 2 ay önce

Qui è quando Little Bears incontra una persona preparata come Cecilia Sala che ricorda alcune delle sue tante previsioni sballate e imbarazzanti bugie (“le madri di Mariupol!”) ed è costretto a ricorrere all’interruzione continua e all’offesa ripetuta per impedirle di parlare.
Luciano Capone1,005,668 görüntüleme • 3 yıl önce

Già a marzo Ranucci raccontava il “complotto della tessera sanitaria”. Ecco ciò che gli ha fatto intuire che dietro ci fosse lo zampino di Peter Thiel: “Ma io sono un dipendente Rai, ho la busta paga da dirigente Rai…”. Così Sigfrido, scaltro come una faina, ha sgamato Palantir.
Luciano Capone35,806 görüntüleme • 1 ay önce

Pochi giorni fa avevo ricordato la mobilitazione dei vip complottisti su Xylella. Ho ritrovato un pezzo del surreale dialogo tra Nandu Popu e Sabina Guzzanti che parlano di Monsanto, ulivi ogm e antibiotici. Purtroppo la versione integrale è stata rimossa dai social di Guzzanti.
Luciano Capone94,234 görüntüleme • 3 ay önce

Le parole di Domenico De Masi nell’intervista a Bruno Vespa sono un concentrato di idiozia, malafede e ignoranza che servirà quando avremo bisogno di ricordare, in maniera sintetica, quanto siano stati miserabili gli argomenti di certi “pacifisti” sulla guerra in Ucraina. 1/2
Luciano Capone744,985 görüntüleme • 3 yıl önce

Da questi pochi secondi di confronto si vede che dietro all’immagine pop c’è molta preparazione, capacità di analizzare i problemi in un’ottica complessa, zero voglia di offrire agli elettori soluzioni demagogiche e semplicistiche. Bravo Alessandro Masala!
Luciano Capone704,944 görüntüleme • 3 yıl önce

Orsini, il Nostradamus delle relazioni internazionali, colpisce ancora. Il 27 febbraio fa un insensato paragone tra Zelensky e Khamenei. “Almeno sotto un aspetto, Khamenei è più avvantaggiato di Zelensky…”. Il giorno dopo Khamenei, al potere da 37 anni, muore sotto le bombe.
Luciano Capone150,200 görüntüleme • 7 ay önce

Il “complotto della tessera sanitaria” di Ranucci arriverà presto nei cinema. Capolavoro di Mirko Basciu.
Luciano Capone26,509 görüntüleme • 1 ay önce

Mario Turco, viceconte del M5s e professore di economia, spiega a Eurostat che se lo Stato contabilizza la spesa del Superbonus in un solo anno è una “spesa secca” mentre se la contabilizza su 5 anni diventa un “investimento con effetto moltiplicatore” che produce un “ritorno”.🤯
Luciano Capone559,123 görüntüleme • 3 yıl önce

Operation Clown🤡 “Salve a tutti, vorrei dare una notizia straordinaria che finora nessuno ha dato. La notizia non è che Israele sta bombardando l’Iran, la vera notizia è che l’Iran sta letteralmente devastando Israele a piacimento”. Alessandro Orsini, 15 giugno 2025
Luciano Capone230,024 görüntüleme • 1 yıl önce

Qui Ranucci racconta di nuovo che il movente del suo ultimo libro è stato svelare il famoso “complotto della tessera sanitaria” ordito da Peter Thiel. In tutto questo delirio, ciò che non si riesce a capire è perché dica sempre: “Perché la tessera sanitaria? Sono un dipendente!”
Luciano Capone24,058 görüntüleme • 1 ay önce

Quando Carlo Calenda ha detto in faccia a Jeffrey Sachs che è un bugiardo ha detto la semplice verità. Basta guardare questo video, che è del 7 aprile 2014, nel mezzo della rivoluzione di Euromaidan, poche settimane dopo la fuga del presidente filorusso Janukovich e l’inizio delle operazioni russe in Crimea e Donbas. Sachs era andato a Kyiv per fare il consulente economico del nuovo primo ministro Arseniy Yatsenyuk, insediatosi sull’onda delle proteste e della rivoluzione. Ebbene, all’epoca Sachs diceva chiaramente che la Russia stava destabilizzando l’Ucraina: Putin aveva “provocato” la grave crisi politica in Ucraina. Una decina di anni dopo, nel confronto con Calenda, Sachs dice che la Rivoluzione di Euromaidan in realtà è stata un colpo di stato organizzato dalla Cia che pagava mazzette da decine di migliaia di dollari: e lui l’ha visto con i suoi occhi perché era lì! E questa ostilità dell’Occidente ha provocato la reazione della Russia. La perfetta narrazione di un “propagandista putiniano”. Eppure all’epoca, quando era a Kyiv, prestava la sua opera per un governo che ora afferma essere golpista, non denunciava il ruolo degli Stati Uniti né le mazzette della CIA: diceva che la crisi era provocata dalla Russia. Non c’è pertanto dubbio. Sachs, come gli detto in faccia Calenda, è un bugiardo: o mentiva allora oppure mente adesso.
Luciano Capone173,120 görüntüleme • 11 ay önce

Il vero problema del Campo largo non è la politica estera, ma l’economia. Per ora ha solo un elenco della spesa senza coperture e senza coerenza con la politica di bilancio. Qui un caso esemplare. Elly Schlein propone di finanziare l’assunzione di medici e infermieri per 3 miliardi eliminando il bonus per le caldaie a gas. Piccolo problema: il bonus caldaie, che era stato introdotto dal Pd, è stato già eliminato dal governo Meloni da oltre un anno. Non esiste più dal 1 gennaio 2025. Al referendum gli elettori hanno detto No al governo, ma questo non lo fa diventare automaticamente un Sì a un’alternativa che al momento non ha una leadership né un programma.
Luciano Capone93,736 görüntüleme • 6 ay önce

Siccome Anna Falcone ha negato ripetutamente, in tv e sui social, che il Comitato referendario Giusto dire NO sia finanziato dall’ANM Associazione Nazionale Magistrati e in tanti (anche qui su X) le credono, ecco la prova video. Questo è il Comitato direttivo centrale (Cdc) dell’ANM del 13 settembre 2025 in cui sono stati deliberati la fondazione del Comitato “Giusto dire No” e il suo finanziamento con 500mila € (poi aumentato a 800mila €). Non è accettabile condurre una campagna referendaria a colpi di menzogne e disinformazione. Non so se l’avvocato Anna Falcone sia ignorante sul finanziamento del Comitato che rappresenta o se menta deliberatamente. In ogni caso, dovrebbe rettificare e scusarsi.
Luciano Capone95,447 görüntüleme • 8 ay önce

TE LA DO IO LA COLOMBIA! Nicola Gratteri ha due caratteristiche. La prima è che è sempre sicuro di quello che dice. La seconda è che, molto spesso, non sa nulla di quello che dice. Il procuratore di Napoli è tornato sul luogo del delitto, “Dimartedì” su La7, dove un mesetto fa diffuse una falsa intervista a Giovanni Falcone per arruolare il magistrato ucciso dalla mafia nella campagna referendaria contro la separazione delle carriere. Stavolta Gratteri, intervistato da Giovanni Floris, ha parlato di qualcosa che dovrebbe conoscere: il traffico di droga. D’altronde era lì per pubblicizzare il suo libro sul tema: “Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano” (Mondadori). Il problema è che Gratteri, con la solita sicumera, si è messo di nuovo a inventare la realtà. Il magistrato calabrese si è lanciato nella geopolitica. Anche perché, in questa fase, come dimostrano le iniziative di Donald Trump il traffico di droga ha assunto un’enorme rilevanza nella politica internazionale. Gratteri ha una teoria tutta sua. “Trump ha circondato il Venezuela con la marina militare, deve bombardare il Venezuela perché è un narcostato. Ma non è assolutamente vero”. La realtà è un’altra: “La cocaina si produce in Colombia. Trump dovrebbe bombardare le raffinerie di cocaina nella foresta amazzonica, ma in Colombia non in Venezuela”. E perché non lo fa? “Perché la Colombia è l’unico stato del Sud America rimasto fedele agli Stati Uniti”, dice Gratteri dispiegando la sua teoria del complotto. “Perché non va lì? Perché il presidente della Colombia dice che la cocaina fa male come il whisky? Sa cosa vuol dire questo messaggio? Formare l’opinione pubblica alla legalizzazione della cocaina per far diventare la Colombia ricca come l’Arabia con il petrolio. È da un anno e mezzo che questo discorso strisciante comincia a girare”. Applausi del pubblico, ringraziamenti dell’intervistatore. Ma la surreale teoria di Gratteri è totalmente falsa. Innanzitutto è esagerato escludere il regime chavista dal narcotraffico, non fosse altro perché due nipoti del dittatore Nicolás Maduro sono stati arrestati nel 2015 dalla Dea ad Haiti dove erano andati per spedire 800 chili di cocaina negli Stati Uniti: i narcosobrinos (narco nipoti), condannati a 18 anni, sono poi ritornati nel 2022 in Venezuela in uno scambio con cittadini americani imprigionati dal regime dello zio dittatore. Ma non è neppure questo l’aspetto più grottesco. Definire la Colombia come “l’unico stato del Sud America fedele agli Usa” dimostra una spaventosa ignoranza della realtà, non solo per un pm ritenuto esperto di narcotraffico ma per un qualsiasi cittadino che abbia sfogliato un giornale nell’ultimo anno. Il presidente della Colombia è Gustavo Petro, un ex guerrigliero marxista, politicamente allineato a Chávez e Maduro, con cui Trump si sta scontrando ferocemente. Altro che “alleato fedele”. All’inizio del suo mandato Trump ha imposto dazi abnormi sulla Colombia per il blocco del rimpatrio dei migranti illegali e in risposta Petro lo ha paragonato a Hitler. Petro ha poi chiesto all’Onu di avviare un procedimento penale contro Washington per l’affondamento delle barche di presunti trafficanti in Venezuela. Mentre Trump ha prima tagliato gli aiuti economici alla Colombia e, il 24 ottobre, ha imposto sanzioni personali a Petro per il mancato contrasto al narcotraffico. Pochi giorni fa, Trump ha minacciato Bogotà: “La Colombia produce molta droga, hanno fabbriche di cocaina che vendono negli Stati Uniti. È meglio che si dia una svegliata – ha detto riferendosi a Petro – perché sarà il prossimo”. Non si capisce su quali basi Gratteri costruisca le sue fantasiose teorie. Ormai è diventato, su vari temi, un diffusore di false verità. Forse è esagerato pretendere che, quando il procuratore è ospite in tv, ci sia un contraddittorio o un fact checking. Ma quantomeno un intervistatore che abbia sfogliato i giornali per sapere, anche vagamente, cosa succede nel mondo.
Luciano Capone103,467 görüntüleme • 10 ay önce

Qui Meloni è un po’ confusa: “Lo spread è sotto i 100 punti: significa che i titoli di stato italiani🇮🇹 vengono considerati più sicuri dei titoli di stato tedeschi🇩🇪” (da notare il ministro Giorgetti che scuote la testa). Una foto della realtà meno trionfalistica ma più vera è che la Grecia🇬🇷 ha uno spread di 75 punti: significa che i titoli di stato italiani vengono considerati meno sicuri dei titoli di stato greci.
Luciano Capone159,991 görüntüleme • 1 yıl önce

Questo minuto di Gianrico Carofiglio è davvero sconcertante. L’ex magistrato pensa che i direttori dei giornali facciano vedere la prima pagina al Presidente del Consiglio il giorno prima e sostiene che il capo del governo dovrebbe intervenire sui direttori per cambiare i titoli.
Luciano Capone98,927 görüntüleme • 10 ay önce
