
Marco Setaccioli
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Dipendente pubblico, giornalista, attivista pro-Ucraina e dal 2023 scrittore. Complottisti, no-vax, putiniani, negazionisti del cambiamento climatico, anche no!
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Grazie a Luca Bizzarri e Paolo. Soprattutto la faccia di Di Battista quando viene nominato vale l’attesa
Marco Setaccioli65,015 görüntüleme • 14 gün önce
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Quanto successo a Starobilsk in queste ore è veramente interessante per capire come opera la propaganda russa. L’Ucraina ha infatti attaccato nelle scorse ore questa località, nella regione occupata di Luhansk, dove ha colpito un dormitorio universitario nel quale, stando alle informazioni in possesso delle forze armate di Kyiv, era installata una base dell’unità di dronisti Rubicon. Alcuni ragazzi sono morti e molti altri sono rimasti feriti, circostanza che ha fatto immediatamente attivare i fumogeni della disinformazione di Mosca. I messaggi di canali Telegram di alcuni Z-blogger che avevano diffuso in precedenza una lettera con la quale si ordinava l’utilizzo della struttura per scopi militari sono stati misteriosamente (neanche troppo misteriosamente) cancellati dopo l’attacco e dichiarati un falso. Intanto l’ineffabile Andrea Lucidi, per evitare che qualcuno si chieda cosa ci facesse una base di dronisti in un dormitorio (o se i minori che lì risiedono fossero in addestramento, come da ormai consolidata abitudine di Mordor), ci delizia con una straziante scenetta di una sopravvissuta che a favore di telecamera chiama la mamma per rassicurarla. Peccato che lo faccia con un telefono spento. Quello di mentire, per i filorussi, è ormai un bisogno più che un istinto.
Marco Setaccioli51,872 görüntüleme • 18 gün önce

Questo video è stato postato da Vauro su Facebook e ovviamente ce l'hanno con Pina Picierno. Siamo a livello pernacchia, quello che più si addice alla compagnia. Poi qualcuno ci piegherà come si possa organizzare in un paese europeo un festival di un canale sanzionato dall'UE.
Marco Setaccioli116,536 görüntüleme • 2 ay önce

Today, a group of Italian pro-Ukrainian activists staged a protest during a conference of pro-Russian propagandists taking place in Naples. They waited for two hours and then peacefully displayed their Ukrainian T-shirts and flags, even attempting to ask the professor chairing the conference some questions. Among the questions the professor refused to answer was why he was a guest at the RT festival in both Minsk and Moscow last October and November. Another of the conference's guests, when he was a member of parliament, met with the leaders of Putin's United Russia party and introduced several pro-Russian bills, such as one to withdraw Italy from NATO. Thanks to Matteo Hallissey, to all the activists, and Slava Ukraini 🇺🇦
Marco Setaccioli237,167 görüntüleme • 5 ay önce

Io mi chiedo sinceramente se la ex quasi ambasciatrice Elena Basile abbia qualcuno che si prende cura di lei. Non so, un amico, un conoscente, chiunque le permetta di avere un contatto con la realtà. Persino del cane non abbiamo più notizie. Perché non si possono fare video pubblici come questo, nei quali si dicono un’infinità di cose tra il falso e l’osceno senza vergognarsi neanche un po’. Gli attacchi che partono dai Baltici verso San Pietroburgo sono ovviamente una delle tante balle clamorose inventate dalla propaganda russa, manipolando i casi di caduta di droni ucraini dirottati dai jammer russi. A questa idiozia non credono nemmeno i russi, altrimenti saremmo già tutti in guerra, visto che si tratterebbe di un attacco diretto di un paese NATO contro la Russia. Il Ministro della Germania Pistorius non ha mai detto di voler attaccare Kaliningrad (exclave russa della quale la Basile non conosce neanche il nome, avendola chiamata “Kalingrad”), ma ha stanziato stabilmente una brigata tedesca in Lituania per scoraggiare un eventuale attacco russo sul corridoio Suwalki, che separa la Bielorussia proprio da Kaliningrad. Quelle ripetute dalla ex diplomatica (fortunatamente) a riposo sono le menzogne che il ministro degli Esteri di Mosca Lavrov ha costruito per manipolare quelle parole. Tra le affermazioni più incredibili c’è poi quella secondo cui la Russia avrebbe esercitato finora la cosiddetta “pazienza strategica”, cioè ci è andata volutamente piano con l’Ucraina, che è poi la scusa più ridicola tra quelle sentite finora per giustificare i clamorosi e sempre più evidenti fallimenti militari sul campo di battaglia, dove no, la Russia non sta più avanzando e sta anzi in alcune zone persino retrocedendo. Un dato su tutti: la Russia spende il 40% del proprio bilancio per questa guerra, ha devastato la propria economia, ha perso un milione e mezzo di uomini e ha commesso crimini indicibili. Questa, secondo la cheerleader fuori corso del Cremlino, si chiama “pazienza strategica”. Trovo poi aberrante che una persona che ha rappresentato il nostro paese possa dire cose come “l’Ucraina sta alla Russia, come Taiwan sta alla Cina”, aggiungendo che “è un territorio fondamentale per loro”. Ciò, non solo confondendo due storie e due status giuridici diversissimi tra loro (per dire, Taiwan non è nemmeno un membro ONU e gli stessi alleati di Taipei riconoscono quasi tutti la dottrina dell’unica Cina), ma negando di fatto la sovranità e il diritto all’autodeterminazione di intere nazioni perché i loro potenti vicini hanno bisogno di loro. Con l’aggravante, nel caso dell’Ucraina, che non viene riconosciuta al popolo aggredito neanche la volontà di esistere, con la solita agghiacciante formula imperialista della “guerra per procura”, cioè gli ucraini combattono e muoiono solo perché qualcuno dice loro di farlo, non perché desiderano vivere in un paese libero e sovrano. E poi il capolavoro: “veramente gli europei desiderano essere inceneriti” da Putin? Come se non sapessero tutti che gente come Karaganov ed altri utilizzano la minaccia dell’apocalisse nucleare proprio perché i suoi servi anche in Italia possano poi gridare che ce la stiamo andando a cercare, proponendo come unica via di uscita la genuflessione davanti a chi minaccia. Cioè dire addio al diritto internazionale e stabilire ufficialmente che tutte le relazioni debbano basarsi sulla legge del più forte. C’è da rabbrividire al pensiero che gente come questa possa dire tranquillamente le cose più raccapriccianti, ignobili e false, utilizzando il proprio curriculum diplomatico per pretendere di avere una qualche credibilità. Anche perché mi pare chiaro che una “opinionista” che ha persino raccontato tempo fa in un articolo sul Fatto dei tanti incontri che avvennero tra Churchill e Hitler, i quali invece, è storicamente risaputo, non si videro mai, ha problemi che non possono essere affrontati e risolti sui social.
Marco Setaccioli15,573 görüntüleme • 19 gün önce

“Lukashenko ha detto che era ora che i presidenti di Ucraina e Bielorussia si incontrassero... ed è arrivata Sviatlana Tsikhanouskaya”. Ho preso spunto da questo interessante episodio, perché l’invito ufficiale a Kiev per la leader dell’opposizione bielorussa in esilio, considerata dalla comunità internazionale la legittima vincitrice delle elezioni del 2020, non è solo un assist alla Bielorussia democratica. È un capolavoro di "trolling" geopolitico. Una mossa di judo comunicativo che trasforma la minaccia del regime di Minsk, che proprio in questi mesi si presta a esercitazioni nucleari congiunte con Mosca, in una barzelletta da social network. Dietro la risata c’è infatti una strategia precisa, che per la prima volta nella storia della Russia di Putin sta mettendo a nudo i limiti strutturali della macchina d'informazione di Mosca. Per decenni, la Russia ha dominato lo spazio post-sovietico (e non solo) attraverso una dottrina di guerra d'informazione basata sulla saturazione, sul cinismo e sul terrore psicologico. La propaganda del Cremlino è rigida, verticale, solenne. Si nutre dei lunghi e cupi monologhi storici di Vladimir Putin, delle minacce nucleari apocalittiche di Dmitry Medvedev e dei talk-show televisivi urlati da megafoni di regime. È una comunicazione che esige rispetto o, in alternativa, paura. L'Ucraina ha capito che rispondere a questa narrazione con lo stesso tono accorato e burocratico sarebbe stato un suicidio comunicativo. Kiev ha così introdotto nel conflitto il linguaggio del XXI secolo: la decentralizzazione, l'ironia "memetica" e l'immediatezza. Quando Lukashenko si è offerto come mediatore, l'Ucraina non ha risposto con un freddo comunicato del Ministero degli Esteri. Ha usato il paradosso. Invitare Tsikhanouskaya significa dire al mondo, in modo chiaro e comprensibile a chiunque, che Lukashenko è un usurpatore senza legittimità. Il potere autoritario sa come gestire la rabbia o la sottomissione, ma si ritrova del tutto disarmato di fronte a chi decide di prenderlo in giro. L'episodio Tsikhanouskaya è solo l'ultimo capitolo di una strategia che ha radicalmente ribaltato i rapporti di forza comunicativi. Dai selfie in strada di Zelensky fatti nelle prime ore di invasione per smentire le notizie sulla sua fuga, fino alla documentazione meticolosa dell’impatto sui civili della guerra di terrore russa o ai successi delle azioni di guerra, ottenuti attraverso l’impiego di nuove tecnologie, ad evidenziare le differenze tra una macchina bellica offensiva russa costruita sulla retorica di grandi missili e bombardamenti a tappeto sulle città, e quella difensiva, agile, basata su invenzioni domestiche, capaci di bucare le difese della presunta superpotenza. La stessa nascita della NAFO (North Atlantic Fella Organization), un esercito decentralizzato di utenti web che, a colpi di ironia e immagini di cani Shiba, neutralizza quotidianamente i bot e i troll russi sui social è in questo senso un fenomeno emblematico. Questa agilità comunicativa serve a un duplice scopo. All'interno, mantiene alto il morale di una popolazione sotto le bombe, trasformando la resilienza in orgoglio. All'esterno, garantisce il supporto di parti delle opinioni pubbliche occidentali altrimenti esposte alla disinformazione di Mosca, traducendo una complessa e tragica guerra di logoramento in una narrazione universale di Davide contro Golia, dove Davide ha il volto di trenta-quarantenni spigliati e determinati, mentre il gigante non è solo cattivo, ma ha anche tutta la goffaggine di una spietata ed autoreferenziale gerontocrazia. C’è quindi, di conseguenza, anche un problema di velocità. La macchina della propaganda russa è una burocrazia pesante: per reagire a un imprevisto ha bisogno di direttive che scendano dall'alto. La comunicazione ucraina, invece, agisce in tempo reale, con l'elasticità di una start-up. A qualcuno questa guerra nella guerra potrà sembrare un dettaglio, ma in realtà non lo è. Perché soprattutto su questo terreno si gioca il sostegno del quale l’Ucraina ancora gode a livello internazionale. E dall’esito di questa battaglia dipende almeno in parte la possibilità di trasformare la vittoria di Kyiv in un trionfo del mondo libero. Vale a dire l’opportunità di bloccare ogni possibile via di fuga al regime morente di Vladimir Putin, cui non sarà possibile spacciare per pareggio una sconfitta che appare sempre più catastrofica e quindi sfuggire al destino che attende (quasi) tutti i più sanguinari dittatori della storia.
Marco Setaccioli11,657 görüntüleme • 14 gün önce

Dopo un’intensa giornata di attacchi con droni, nella notte sono piovuti anche missili sulle città ucraine. A Kyiv un’intera porzione di un palazzo è crollata, seppellendo 11 persone, che sono state fortunatamente estratte vive dalle macerie. Il bilancio della notte è per ora di 1 morto e 34 feriti, che si sommano ai 14 morti e almeno 80 feriti degli attacchi diurni. Questa è la Russia che Buttafuoco teme meno dell’Occidente e la stessa che secondo Chiara Appendino muore dalla voglia di aprire un dialogo che noi sabotiamo. Da Marte è tutto.
Marco Setaccioli17,011 görüntüleme • 27 gün önce

Una parte enorme di un edificio a Krasnogorsk, a due passi da Mosca, si è staccata finendo su un parcheggio e ferendo due persone. Chi glielo dice alla Zakharova che a forza di spendere soldi per sterminare ucraini in Russia crollano torri ben più recenti della nostra?
Marco Setaccioli83,760 görüntüleme • 7 ay önce
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Sull’attacco ucraino a Starobilsk, il circo della propaganda russa sta dando il meglio di sé. Dopo aver diffuso la bufala della vittima con le ciglia finte che chiamava sua madre col telefono spento, i nostri amatissimi Ernesto ed Evaristo (alias Lucidi e Lorusso) parlano di “bambini” e “minori”, ma poi lo stesso Lorusso pubblica l’elenco delle vittime diffuso dalle autorità della Repubblica immaginaria di Luhansk, tra le quali non ci sono né bambini né minori, visto che sono tutti dai 19 anni in su. Visto poi che per qualcuno l’idea che la Russia addestri bambini-soldato sembra troppo abominevole per essere vera, consiglio a chiunque nutra dubbi su cosa il regime fasciomafioso di Mosca faccia ai ragazzi russi e ucraini delle zone occupate, di dare un’occhiata al sito di VOIN, "Centro per lo sviluppo della preparazione militare-sportiva e dell'educazione patriottica della gioventù" (link al primo commento👇), del quale né Lucidi né Lorusso ovviamente vi parleranno mai. VOIN è una scuola fondata direttamente da Putin, presente in 21 regioni (incluse quelle occupate dell’Ucraina) alla quale si può accedere già a 14 anni (quattordici!!!) per ottenere preparazione militare e sportiva, educazione patriottica e morale della gioventù e per il consolidamento e coordinamento delle varie associazioni patriottiche e militari del paese. I corsi di formazione comprendono diverse discipline collegate alla sicurezza nazionale, alla preparazione atletica, all'addestramento militare di base, alla medicina tattica e all'uso di tecnologie moderne applicate alla difesa (come il pilotaggio di droni). Per essere più precisi, in questi centri, i ragazzi studiano la struttura, il montaggio, lo smontaggio e la manutenzione di armi da fuoco da combattimento automatiche (come i fucili d'assalto Kalashnikov). Il programma prevede esercitazioni pratiche di tiro e simulazioni di scenari di scontro a fuoco in contesti urbani o boschivi. Ma ci sono anche medicina tattica, ingegneria tattica (dallo scavo delle trincee fino alla conoscenza degli esplosivi), comunicazione radio ed indottrinamento politico. Questo per dire che non è l’Ucraina ad uccidere bambini russi. È semmai Putin che ruba loro l’adolescenza e li prepara a diventare piccole vittime sacrificali da usare come carne da cannone per permettere a lui di restare al potere in eterno.
Marco Setaccioli10,187 görüntüleme • 17 gün önce

Per la ex quasi ambasciatrice Elena Basile la repressione delle proteste in atto in Iran “può essere considerata legittima”. Perché? I cortei sono infiltrati dalla CIA e dal Mossad e quindi “se uno studente partecipa ad una manifestazione insieme ad agenti stranieri per rovesciare il proprio governo, quello studente è un terrorista”.
Marco Setaccioli58,125 görüntüleme • 4 ay önce

Ma poi non riesco proprio a capire perché Marco Travaglio continui a bullizzare l’Ucraina per aver perso il 20% del territorio e perché ora sopravvive con gli aiuti dell’Europa. Anche Travaglio ha perso il 20% delle pagine del suo giornale e si appresta a campare coi finanziamenti pubblici e non mi pare che qualcuno gliene abbia fatto una colpa 🤷🏻♂️
Marco Setaccioli24,228 görüntüleme • 1 ay önce

No, Luca Telese. Zelensky non ha cambiato la costituzione per impedire le trtattative con la Russia. Ha firmato un decreto, che non è una legge, ma un atto politico (che si abroga quindi semplicemente con un nuovo decreto), in risposta all'annessione di 4 regioni con altrettanti referendum farsa. Chi ha cambiato la costituzione è stata semmai la Russia, inserendoci dentro territori che non le appartengono. Il mito della legge che vieta i negoziati serve solo a chi come te fa propaganda, lamentandosi del tono inopportuno del presidente ucraino, che dovrebbe magari essere più educato verso chi ammazza civili, rade al suolo intere città, rapisce bambini e tortura gente comune. Poco importa poi che da mesi sia proprio il leader del paese invaso a chiedere tregue, cessate il fuoco, incontri diretti, negoziati, scambi di prigionieri e ritorno dei minori deportati e che sia la Russia invece a rispondere con secchi no e missili lanciati di notte per terrorizzare la popolazione e ammazzare intere famiglie nel sonno. Alla fine hai ragione tu, Zelensky ha sbagliato tutto, chiunque di noi avrebbe saputo fare di meglio ed è pure un cafone, per cui si merita le bombe. Sempre grazie a Andrea Salerno per mantenere la qualità dei conduttori di La7 a livelli (fortunatamente) inarrivabili.
Marco Setaccioli57,454 görüntüleme • 5 ay önce

E non ci sono sono solo le accuse di corruzione senza prove contro Von Der Leyen, ma una vasta gamma di altri deliri. Vi propongo questa clip della durata di meno di 3 minuti, nei quali il nostro Goebbels (che non ce l’ha fatta) è riuscito a concentrare una tale quantità di puttanate da bruciare tutti i precedenti record. Perché, che a Travaglio piaccia o meno ammetterlo, quella in corso è una guerra tra democrazie e autocrazie. Soprattutto se hai da una parte Russia, Cina, Iran e Corea del Nord e dall’altra Europa, USA (di Biden), Canada, Gran Bretagna, Giappone ed altri paesi con sistemi sociali evoluti. È inoltre FALSO affermare che l’Ucraina non sia una democrazia. Si svolgono elezioni regolari (certificate dagli organismi sovranazionali), ci sono libertà di stampa, di opinione, separazione dei poteri, diritti civili e una società consapevole e partecipe della vita del paese. Durante le proteste sulla proposta di modifica della legge anticorruzione, lo scorso anno, il popolo è sceso in piazza e non solo ha potuto manifestare senza alcuna repressione, ma ha anche costretto il governo a modificare la legge contestata, come raramente avviene persino nelle democrazie più avanzate e compiute. È FALSO dire che i partiti di opposizione sono tutti fuori legge. Nel 2022 i partiti in Ucraina erano 349. Ne sono stati sciolti 11 (non 12), per aver collaborato con l’invasore ed aver quindi messo a rischio la stessa sopravvivenza del paese. Di questi solo 2 avevano rappresentanti in parlamento. Quei deputati, peraltro, sono ancora in parlamento e sono per lo più sempre all’opposizione, cosa che Travaglio si guarda bene dal dire. È MANIPOLATORIO dire che questi partiti erano votati “da russi e similrussi”. Travaglio fa volutamente confusione tra i concetti di russofono e russofilo. Prova ne è il fatto che le regioni russofile sono diventate russe solo dopo essere state ridotte in macerie e a seguito di un referendum farsa. Se i russofoni fossero stati anche russofili le città si sarebbero consegnate spontaneamente e non sarebbe stato necessario andare ad estorcere voti casa per casa con i kalashnikov in mano. È platealmente FALSO dire che c’è “un solo canale che dice solo quello che vuole Zelensky”. Oltre ai 7 più grandi canali nazionali, ce ne sono circa altri 50 tra regionali e locali, i quali godono di un tasso di indipendenza rilevabile dal costante miglioramento dell’Ucraina nel “Press Freedom Index”, persino durante la guerra e nonostante la legge marziale, al punto che oggi Kyiv ha superato in termini di libertà di stampa anche diversi paesi europei. È FALSO dire che finché l’Ucraina era neutrale la Russia ci andava “d’amore e d’accordo”. L’Ucraina aveva dichiarato la propria neutralità nel 2010 e proprio mentre era neutrale la Russia ha annesso illegalmente la Crimea, oltre ad aver finanziato ed armato le milizie separatiste in Donbas. Questo rende FALSA anche l’affermazione secondo cui l’invasione sarebbe iniziata nel 2022. In realtà i russi avevano invaso già nel 2014. È FALSO dire che mandiamo armi all’ucraina che servono solo a farle perdere sempre più territori. In realtà le armi hanno permesso all’Ucraina di mantenere l’80% del proprio suolo nazionale e hanno di fatto imposto alla Russia un impantanamento (in alcune aree persino una retrocessione) che le sta costando perdite incalcolabili di uomini e mezzi. Le armi sono anche quelle che proteggono le città ucraine dai quotidiani attacchi criminali contro i civili sui quali Travaglio non spende una sola parola. È FALSO dire che compriamo il gas americano ad un prezzo quintuplo rispetto a quello russo (che nei giorni scorsi era secondo lui il doppio, il triplo e qualche volta il quadruplo a conferma del fatto che spara cifre ormai a caso). Il GNL USA, essendo quotato al TTF di Amsterdam come tutto quello che arriva anche via tubo, costa esattamente quanto quello russo, azero, libico o qatarino. Tutte queste menzogne evidenti, conclamate e schifosamente propagandistiche sono sul canale YouTube del Fatto, per cui finiranno in un dettagliato esposto, che a questo punto spero sia valutato anche come possibile collusione con uno stato “sponsor del terrorismo”. E mi scuserete se non uso la formula “intelligenza” col nemico.
Marco Setaccioli27,252 görüntüleme • 2 ay önce