
Marco Setaccioli
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Dipendente pubblico, giornalista, attivista pro-Ucraina e dal 2023 scrittore. Complottisti, no-vax, putiniani, negazionisti del cambiamento climatico, anche no!
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Un palazzinaro ed un finanziere spediti da un truffatore e bancarottiere per convincere un assassino e criminale internazionale a far cessare la più grande guerra del secolo. Il palazzinaro ed il finanziere - nove volte a Mosca il primo e tre il secondo - ringraziano il criminale per aver reso sicuro il loro viaggio, mentre lui bombarda gli aeroporti del paese aggredito per impedire loro di andarci per la prima volta dopo quasi due anni. Mi pare una fotografia straordinaria della politica estera della più grande potenza del pianeta.
Marco Setaccioli23,496 görüntüleme • 4 gün önce

È per ora un mistero quanto successo a Kolpino, San Pietroburgo, dove una vasta area di 82.000 mq ha preso fuoco distruggendo un grande polo logistico. Il magazzino incendiato si trova peraltro a 350 metri da un hub Ozon. Il punto è che nella notte, le autorità non hanno dichiarato alcun livello di allerta per droni o missili a San Pietroburgo. Il Ministero delle Situazioni di Emergenza ha confermato che l'incendio è stato classificato di quarto grado di complessità e che la sua area interessata è di 82.000 metri quadrati. “All'interno si trovano merci e prodotti di vario genere”, ha riferito.
Marco Setaccioli42,190 görüntüleme • 18 gün önce

Mentre eravamo in viaggio verso Kharkiv stasera il nostro treno è stato fermato all’improvviso in mezzo alla campagna nei pressi di Poltava ed è stato rapidamente evacuato per pericolo di droni. Abbiamo dovuto anche aiutare anziani e disabili ad allontanarsi dai vagoni, scavalcando le rotaie ed oltrepassando la vegetazione fino ad una distanza sicura. Dopo circa un quarto d’ora abbiamo sentito avvicinarsi alcuni droni e subito dopo quattro esplosioni. Poi ancora droni in direzione est-ovest. Dopo un’ora di sosta sotto una pioggia sottile, tra bambini che giocavano per distrarsi e studentesse che leggevano alla luce dei cellulari, siamo ripartiti
Marco Setaccioli24,312 görüntüleme • 14 gün önce
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Immagini terrificanti. “Come è potuto succedere questo, mamma?! Non ce la faccio...”. Un figlio piange sul corpo martoriato di sua madre. Una coppia anziana stava cercando di fuggire da Druzhkivka portando con sé solo l'essenziale. Un drone FPV russo li ha inseguiti lungo la strada. L'esplosione è avvenuta proprio sotto i loro piedi. L'uomo ha subito multiple ferite alle gambe. La donna ha perso parti di entrambe le gambe e dita di una mano. Il loro figlio è corso da loro dopo aver sentito le loro grida di aiuto. I medici della Brigata Khizhak hanno fornito assistenza d'emergenza ed evacuato la coppia utilizzando un sistema robotico da terra. I droni russi danno la caccia ai civili ucraini a piedi, in bicicletta, in auto o in bus, senza distinguere tra uomini e donne, giovani o anziani. Questa è la nazione con la quale qualcuno pensa che sia possibile trattare.
Marco Setaccioli19,390 görüntüleme • 13 gün önce

La strategia ucraina di strangolamento delle filiere logistiche russe sta drasticamente accelerando. Tra i colpi messi a segno questa notte, alcuni sono di straordinaria rilevanza strategica e meritano di essere raccontati. Nel giro di poche ore, sono stati distrutti ben cinque impianti radar in Crimea (Capo Tarkhankut, Severne, Snezhnoye, Portove e Steregushche, località quest’ultima dove è stato distrutto anche l’impianto missilistico OSA, che doveva difenderla), i quali formano una catena continua che sorveglia l'angolo nord-occidentale della penisola, proprio lo specchio di mare che guarda verso l'estuario del Dnipro e Odessa, e che rappresentavano gli occhi della Flotta del Mar Nero e dell'aviazione russa per la caccia ai droni aerei e marini. Al di là del colossale danno economico ed operativo (per la costruzione e la taratura di strumenti di questo tipo possono essere necessari persino anni, tanto più per un paese sotto sanzioni, che ha oggettive difficoltà a reperire la componentistica occidentale necessaria) ora si rischiano conseguenze pesanti per l’intera penisola. Innanzitutto, senza questi 5 radar, la Russia ha perso la capacità di avvistare a lungo raggio i droni di superficie ucraini (Magura V5, Sea Baby), esponendo di fatto tutto il fianco occidentale della Crimea ad attacchi (e potenziali sbarchi) che a questo punto non possono più essere scoperti per tempo. In secondo luogo, con il colpo a Capo Tarkhankut si sono resi inutilizzabili i sistemi missilistici costieri Bastion, che tengono anche sotto tiro città come Odessa, lanciando i pericolosi missili supersonici Oniks. Ma soprattutto il danneggiamento dei radar di Portove e Steregushche, che monitoravano le rotte aeree a bassa quota, comporta la creazione di un "corridoio cieco" nel nord della Crimea. Attraverso questa falla, i droni kamikaze a lungo raggio e i missili ucraini possono volare indisturbati e a bassissima quota per colpire i ponti d'emergenza o i treni merci diretti al mega-hub di Dzhankoi, senza che le batterie contraeree interne ricevano il preavviso radar. Vista la sequenza serrata di questi giorni, non è escluso che quest’ultimo colpo sia finalizzato a neutralizzare le ultime difese rimaste a protezione dell’unico collegamento ancora pienamente funzionante tra la penisola e la parte occupata di Kherson, la linea ferroviaria, senza la quale il traffico pesante sarebbe del tutto interrotto. Tuttavia le cattive notizie per la Russia arrivano anche da Donetsk. Le forze ucraine hanno preso di mira e pesantemente danneggiato il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk a Novoazovsk, la "porta d'ingresso" dell'intero corridoio terrestre russo, a pochissimi chilometri dal confine sovrano della Federazione Russa. Novoazovsk si trova infatti sulla direttrice dell'autostrada M14, l'arteria vitale che i russi utilizzano per far entrare i convogli pesanti su gomma da Rostov sul Don verso Mariupol, Berdiansk e, infine, Melitopol e Kherson. Il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk era stato ristrutturato e potenziato dai russi nel 2024 proprio per aumentare la portata dei carichi logistici pesanti e sostenere lo sforzo bellico nel sud. I rapporti sul campo e le immagini satellitari confermano che l'attacco della notte scorsa ha centrato in pieno i camion militari russi che lo stavano attraversando. Il ponte è ora ridotto a una sola corsia agibile, forzando le autorità di occupazione a vietare il transito ai TIR pesanti e a deviare il traffico su strade secondarie e sterrate, allungando drasticamente i tempi di percorrenza. Il fatto che queste azioni di questa portata vengano compiute in pochi giorni o addirittura in poche ore, senza dare alla Russia il tempo di adottare contromisure e seguendo un’unica strategia, rivela la straordinaria capacità di adattamento e di coordinamento delle forze armate ucraine, tanto più rispetto a quelle di Mosca, storicamente afflitte da rigidità e burocrazia e costrette dall’approccio repressivo ad edulcorare i rapporti, impedendo ai vertici militari di conoscere la reale situazione sul campo. Ma soprattutto le capacità raggiunte dai droni ucraini stanno vanificando del tutto i vantaggi che la Russia contava di capitalizzare sul campo: la superiorità demografica, non più sufficiente - vista l’impietosa sproporzione di vittime tra le due parti - e la vastità delle aree conquistate, spacciate spesso anche dai propagandisti nostrani come il metro con cui misurare il trionfo di Putin, ma che, ora che nulla lì è più al sicuro, rischiano invece di diventare un insostenibile Vietnam che, per chi ha scommesso tutto sulla vittoria totale, equivale alla peggiore delle sconfitte.
Marco Setaccioli93,661 görüntüleme • 2 ay önce

Tre storie diverse per capire cosa sia la Russia e quanto poco di questo mostro il nostro sonnolento Occidente abbia capito. Nel primo video si vedono persone penzolare dalle finestre di un business center attaccato dalla Russia in pieno giorno a Lozova nel distretto di Kharkiv. Un luogo di nessun valore militare ed anzi a quell’ora pieno di civili. Nel secondo le conseguenze di uno dei tanti attacchi condotti a Kherson (oblast’ in parte occupato) da droni FPV russi contro semplici contadini intenti ad arare i campi. Nel terzo una donna ucraina di 70 anni condannata a 15 anni di carcere per aver effettuato bonifici alla forze armate ucraine per un totale di circa 33.000 grivne, pari a circa 633 euro. La donna vive nella parte occupata di Zaporizhzhia, e supporta le forze armate del paese del quale è cittadina per diritto internazionale. Per gli occupanti abusivi questo è reato. La Russia è un cancro che va estirpato alla radice.
Marco Setaccioli18,128 görüntüleme • 14 gün önce

Today, a group of Italian pro-Ukrainian activists staged a protest during a conference of pro-Russian propagandists taking place in Naples. They waited for two hours and then peacefully displayed their Ukrainian T-shirts and flags, even attempting to ask the professor chairing the conference some questions. Among the questions the professor refused to answer was why he was a guest at the RT festival in both Minsk and Moscow last October and November. Another of the conference's guests, when he was a member of parliament, met with the leaders of Putin's United Russia party and introduced several pro-Russian bills, such as one to withdraw Italy from NATO. Thanks to Matteo Hallissey, to all the activists, and Slava Ukraini 🇺🇦
Marco Setaccioli237,290 görüntüleme • 8 ay önce

Questa donna chiede ai soccorritori se abbiano visto suo nipote, che al momento del bombardamento era al settimo piano, uno di quelli andati a fuoco a seguito dell'attacco. Poco dopo quegli stessi soccorritori escono con il corpo senza vita del ragazzo. La disperazione di questa donna, che stanotte ha perso tutto il suo mondo, dice fin troppo della spietatezza di questa guerra. Se l'Ucraina avesse avuto più armi e difesa aerea, anziché chiacchiere di politici che hanno fretta di ricominciare a comprare gas russo, forse pra avremmo detriti a terra anziché cadaveri. La Russia è uno stato terrorista. Putin pagherà per ogni vita spezzata
Marco Setaccioli24,811 görüntüleme • 20 gün önce

In Russia si prepara un nuovo ammutinamento, in stile Prigozhin? Il noto vlogger e combattente Alexander Lunin, originario di Votonezh, ha pubblicato due video per chiedere a Putin un incontro pubblico e trasmesso in diretta per riferire la terribile realtà sul campo. In caso contrario le truppe rivolgeranno direttamente le armi contro il Cremlino. Lunin spiega di essere stato scelto da alcuni ufficiali come portavoce perché non ricattabile, per rendere pubblica la situazione al fronte. Tra le denunce più forti il vlogger parla delle atroci torture inflitte a chi si rifiuta di eseguire ordini suicidi o anche semplicemente di chi si rifiuta di consegnare il proprio denaro ai superiori. Molti di loro vengono chiusi in celle sotterranee, picchiati e poi “azzzerati” per essere poi menzionati come dispersi in battaglia. Dice Lunin: "Se non verrò ammesso al Cremlino a parlare in diretta al tuo fianco, l'esercito volgerà le sue armi contro il Cremlino stesso. Io sto solo riferendo il messaggio". Ha poi aggiunto che in caso di mancato accordo si prospetta un "tritacarne all'interno del Paese". In un filmato successivo, Lunin ha ribadito che l'azione è coordinata e seria, sottolineando che se dovesse succedere qualcosa a lui o alla sua famiglia, quello diventerà l'immediato "segnale per dare inizio all'azione" da parte dei reparti ribelli.
Marco Setaccioli67,659 görüntüleme • 2 ay önce

La situazione dei carburanti in Russia sta compromettendo anche il commercio con la Cina. A causa delle lunghissime code giornaliere presso le stazioni di servizio, anche i camion sono costretti a infinite attese prima di poter fare rifornimento, rallentando la consegna di merci e facendo lievitare i costi. Solo nell'ultima settimana e mezza, il prezzo del trasporto su camion dalla Cina è aumentato in media di 700 dollari, pari all’8-9% del costo complessivo, e il chilometraggio giornaliero dei veicoli è sceso da 700 a 500 km (-30% circa). Gli operatori logistici sono costretti a organizzare transiti che aggirano la Federazione Russa via Kazakistan. Non essendoci alternative ferroviarie a causa della carenza di container per treni in Cina, le merci importate diventeranno inevitabilmente più costose. I vettori hanno già annunciato aumenti delle tariffe intorno al 10%, che si abbatteranno inevitabilmente su un’inflazione che, nonostante la politica monetaria restrittiva della Banca Centrale, il Cremlino fatica a contenere. Un altro effetto collaterale delle “sanzioni” ucraine.
Marco Setaccioli63,586 görüntüleme • 2 ay önce

Questo video è stato postato da Vauro su Facebook e ovviamente ce l'hanno con Pina Picierno. Siamo a livello pernacchia, quello che più si addice alla compagnia. Poi qualcuno ci piegherà come si possa organizzare in un paese europeo un festival di un canale sanzionato dall'UE.
Marco Setaccioli116,885 görüntüleme • 5 ay önce
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Grazie a Luca Bizzarri e Paolo. Soprattutto la faccia di Di Battista quando viene nominato vale l’attesa
Marco Setaccioli66,552 görüntüleme • 3 ay önce

Mentre da noi un nugolo di aspiranti miss favoleggiano di “escalation diplomatica”, “basta armi” (solo all’Ucraina, ovviamente) e maledicono UE, USA e NATO come origine di ogni guerra, ieri a San Pietroburgo Putin ha tranquillamente ribadito che l’Ucraina per lui non esiste. In un colloquio con esponenti della Marina il dittatore russo ha ribadito il “diritti storici” della Russia sulle terre ucraine, le quali non sarebbero russofile ma russe, perché donate alla neonata Ucraina da Lenin. Si è detto anche convinto che la parte occidentale, quella rimanente del paese dopo che Mosca avrà preso ciò che è suo, se lo riprenderanno prima o poi Polonia, Romania e Ungheria. Quei territori, secondo lo zar, erano stati invece un regalo di Stalin, in un momento in cui c’era l’URSS e quindi in qualche modo, si immaginava che tutto sarebbe rimasto in famiglia. Dei deliri e delle ossessioni storiche di un assassino seriale mi interessa il giusto. Quello che mi importa assai di più è capire cosa non sia chiaro a certi politici e commentatori de’ noantri, dei piani di Putin, che nulla c’entrano con le balle sulla denazificazione e le inesistenti stragi del Donbas, ma che rispecchiano un puro ed esplicito approccio imperialista. E non da oggi, visto che queste stesse cose Putin le urlò in faccia a Bush nel 2008, ben 18 anni fa. Cari pacifisti a senso unico, disarmisti di convenienza e adoratori del diritto internazionale a intermittenza, ci dite voi come si tratta con una nazione che rivendica il diritto di cancellarne un’altra? Ci spiegate quale paese sarebbe al sicuro in un mondo in cui questo dovesse avvenire?
Marco Setaccioli24,964 görüntüleme • 1 ay önce
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Quanto successo a Starobilsk in queste ore è veramente interessante per capire come opera la propaganda russa. L’Ucraina ha infatti attaccato nelle scorse ore questa località, nella regione occupata di Luhansk, dove ha colpito un dormitorio universitario nel quale, stando alle informazioni in possesso delle forze armate di Kyiv, era installata una base dell’unità di dronisti Rubicon. Alcuni ragazzi sono morti e molti altri sono rimasti feriti, circostanza che ha fatto immediatamente attivare i fumogeni della disinformazione di Mosca. I messaggi di canali Telegram di alcuni Z-blogger che avevano diffuso in precedenza una lettera con la quale si ordinava l’utilizzo della struttura per scopi militari sono stati misteriosamente (neanche troppo misteriosamente) cancellati dopo l’attacco e dichiarati un falso. Intanto l’ineffabile Andrea Lucidi, per evitare che qualcuno si chieda cosa ci facesse una base di dronisti in un dormitorio (o se i minori che lì risiedono fossero in addestramento, come da ormai consolidata abitudine di Mordor), ci delizia con una straziante scenetta di una sopravvissuta che a favore di telecamera chiama la mamma per rassicurarla. Peccato che lo faccia con un telefono spento. Quello di mentire, per i filorussi, è ormai un bisogno più che un istinto.
Marco Setaccioli52,106 görüntüleme • 3 ay önce

Sui canali ucraini scrivono che Novorossijsk stanotte ha vissuto quello che centinaia di volte i russi hanno fatto ad Odessa. Il grande porto sul Mar Nero è stato fatto oggetto di un massiccio attacco di droni e missili, che secondo alcune fonti russe sarebbe durato ben 5 ore, durante il quale sono state prese di mira infrastrutture portuali, petrolifere e legate all’esportazione del grano. Per conoscere gli esiti dell’attacco bisognerà attendere. Di sicuro è stata colpita la società per azioni pubblica NKHP («Новороссийский комбинат хлебопродуктов», Novorossijskij kombinat chleboproduktov), un grande terminal portuale cerealicolo che riceve grano, legumi e semi oleosi via ferrovia e camion, li controlla in laboratorio, stocca e infine carica le navi destinate soprattutto all’export. NKHP dispone di due elevatori, banchine portuali profonde e infrastrutture ferroviarie e stradali interne. Le fonti pubbliche lo qualificano come uno dei maggiori complessi russi orientati all’export; la capacità riportata nelle fonti più aggiornate è nell’ordine di 300 mila tonnellate, e le banchine possono gestire navi fino a circa 72 mila tonnellate di portata lorda. In termini strategici, un attacco a questa struttura non equivale tanto a colpire la produzione agricola russa quanto a colpire un nodo della catena di esportazione: la capacità di accumulare, movimentare e spedire via Mar Nero cereali russi. Novorossijsk è infatti uno dei porti cardine dell’export agroalimentare della Federazione. L’attacco va peraltro inquadrato in un contesto di blocco di fatto dei porti del Mar D’Azov, attraverso il quale transita storicamente un quarto dell’export russo di cereali, e di conseguente sovraccarico degli scali di Novossijsk e Taman sul Mar Nero (che a luglio hanno dovuto già limitare l’accesso di camion in entrata), con effetti misurabili in termini di riduzione netta dell’export cerealicolo russo, stando ai dati del mese scorso. Gli attacchi ai porti del Mar Nero in combinazione col blocco di quelli dell’Azov puntano a mettere sotto pressione le rotte attraverso le quali transita oltre il 90% dell’intero export cerealicolo russo, che già risente anche degli attacchi alle navi e dell’aumento dei costi assicurativi. Un avvertimento molto chiaro al Cremlino a far cessare la guerra del grano nuovamente scatenata dalla Russia con gli attacchi sferrati contro il porto di Odessa.
Marco Setaccioli16,949 görüntüleme • 29 gün önce
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Stanotte a Kyiv un attacco con missili balistici ha causato (al momento) 9 morti e 17 feriti, dei quali 4 bambini. Sono state colpite almeno 5 zone della città. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di edifici civili, parcheggi e zone commerciali. A Poznyaky l’arrivo di un missile ha aperto un cratere in strada. I soccorritori, che sono tuttora al lavoro, hanno purtroppo dovuto rimuovere dalle strade cadaveri dilaniati di persone che stavano correndo nei rifugi senza riuscire a raggiungerli. Una delle scene più crude mostra un corpo in un cortile e accanto a lui un cellulare che squilla al quale ovviamente nessuno risponderà mai più. Cosa aspettiamo a chiudere i cieli sull’Ucraina? Per quanto ancora lasceremo che un assassino seriale continui ad uccidere impunemente nel cuore dell’Europa ed a considerarci troppo deboli per reagire?
Marco Setaccioli20,937 görüntüleme • 1 ay önce

Sono piuttosto incuriosito dal modo in cui la Russia interverrà per Wildberries. Secondo più fonti l’azienda aveva già una importante esposizione debitoria, che a questo punto potrebbe diventare assai meno sostenibile e persino problematica per il sistema bancario russo. La distruzione totale di oltre una decina di mega hub equivale ad un danno di parecchi miliardi di dollari sia per le strutture sia per gli articoli andati in fumo, che in molti casi rappresentavano il 100% dell’inventario di aziende terze che sfruttavano le catene logistiche Wildberries per la distribuzione. La mole di denaro che sarà necessaria per ricostruire gli hub e rimborsare i seller potrebbe impattare come una bomba (è proprio il caso di dirlo) su una situazione già molto problematica per gli istituti di credito russi, i quali stanno affrontando una straordinaria crisi di liquidità, ammessa persino dai vertici di Sberbank e che si è già tradotta in un niet delle banche rispetto alla richiesta di acquistare di titoli di Stato, cioè di finanziare il deficit ormai fuori controllo (tanto che anche le aste di luglio sono andate deserte nonostante tassi del 16%). Sebbene ci sia la sostanziale disponibilità mostrata da VTB Bank, è improbabile che l’istituto possa farsi carico di finanziare tutti i costi di ripristino con un credito che peraltro dovrebbe essere molto agevolato per essere sostenibile (i tassi ufficiali in Russia sono attualmente al 14%, cui va aggiunto lo spread applicato dalle banche), inoltre una sottrazione di liquidità di questa portata in favore di un’azienda che potrebbe subire ulteriori attacchi (e diventare dunque insolvente) rischia di esporre enormemente VTB. Da più parti si ipotizza un intervento di Stato e in questo caso l’Ucraina avrebbe raggiunto un ulteriore scopo: distrarre fondi di bilancio per aiutare imprese troppo grandi per lasciarle fallire significa averne meno a disposizione per prolungare la guerra.
Marco Setaccioli18,515 görüntüleme • 1 ay önce

A seguito dei colpi ucraini ai Wildberries, diverse banche russe hanno segnalato il peggioramento della qualità creditizia relativa a centinaia di imprese e questo conferma la portata dell’operazione che sta tentando Kyiv, la quale abbraccia un’infinità di settori. Innanzitutto va chiarito che, per quanto alcuni continuino a ribadire la natura civile dei magazzini, fino a poco tempo fa era addirittura presente sul catalogo online una sezione denominata “Tutto per l’operazione speciale” con oltre 200.000 prodotti legati alla SVO: caschi balistici, giubbotti antiproiettile, kit medici da combattimento, componenti per droni, sistemi di sgancio munizioni, ecc.. Dopo l’inizio degli attacchi, la categoria è stata eliminata, ma New Voice of Ukraine ha documentato che gli stessi prodotti sono rimasti in vendita, seppure inseriti in altre aree del sito, e restano accessibili con ricerche tipo “SVO kit”, “SVO goods”. CNN ha invece censito 78.000 articoli dopo aver inserito come chiave di ricerca “military supplies”. Questo però è solo uno degli elementi per i quali è forse riduttivo definire Wildberries “la Amazon russa”. Il market online, insieme agli altri principali concorrenti (soprattutto Ozon e Yandex Market) rivestono infatti un ruolo ormai determinante nell’economia del paese. Le sole “bacche selvatiche” nel 2021 hanno fatturato 844 miliardi di rubli, una cifra raddoppiata l’anno successivo e cresciuta esponenzialmente fino ad oggi. La guerra, a guardare i conti della società, è stata in effetti un toccasana, visto che gli introiti, il numero di ordini e gli spazi di magazzino sono aumentati a tassi sempre compresi tra il 50 ed il 100% all’anno, arrivando a far superare al gruppo i 6 trilioni di rubli di fatturato nel 2025, per un valore che sfiora il 3% del PIL russo. La crescita verticale ha in realtà interessato anche Ozon. Nel 2024 i ricavi sono saliti del 45% anno su anno, arrivando a circa 616 miliardi di rubli, con un GMV (cioè quanto è stato materialmente pagato dagli utenti per gli ordini) in aumento del 64% a 2,875 trilioni di rubli. Nel 2025 la crescita è ulteriormente accelerata: ricavi +63% a circa 998 miliardi di rubli e GMV +45% a 4,16 trilioni di rubli. Nel primo trimestre 2026, i ricavi sono aumentati di un ulteriore 49% anno su anno. Wildberries riporta di ben 112 milioni di clienti attivi nel 2025 a fronte dei 150 registrati (dato che include anche Bielorussia e Kazakistan) e Ozon altri 58 milioni. In pratica è difficile trovare un cittadino russo che non abbia effettuato almeno un ordine attraverso questi marketplace. Il grande successo degli acquisti online si spiega innanzitutto con il ritiro improvviso di molte catene occidentali, che hanno permesso alle piattaforme più organizzate di rimpiazzare i marchi usciti dal mercato con surrogati di importazione, soprattutto cinesi. Questo ha fatto sì che i gruppi con maggiore capacità logistica siano stati i maggiori beneficiari dell’effetto combinato delle sanzioni e dell'aumento della spesa pubblica legata alla guerra, la quale ha gonfiato temporaneamente i consumi interni. La crescita smisurata del settore fa sì che i soli tre principali attori del settore fatturino attualmente circa 11 trilioni di rubli e rappresentino il 5-6% del prodotto interno lordo russo. Una cifra che sale all’8,5% se si estende l’analisi all’intero valore del mercato digitale (incluse ad esempio le app per le prenotazioni dei taxi o altri servizi), a fronte di una media europea più contenuta. Il Cremlino stesso incoraggia o comunque non ostacola la crescita delle piattaforme, le quali assolvono al compito di sopperire alla sparizione di imprese occidentali, stimolare i consumi, assorbire occupazione e concentrare in pochi soggetti - normalmente vicini al potere politico - il controllo di vasti settori dell’economia. Quest’ultimo aspetto si sta rivelando la principale vulnerabilità del sistema verticale applicato alla logistica, dal momento che di fatto centinaia di migliaia di piccole e medie imprese russe dipendono dai canali di distribuzione offerti da Wildberries ed Ozon, non solo perché nei mega-hub concentrano gran parte dei loro inventari, ma anche perché spesso non hanno reali alternative per la vendita dei loro prodotti sull’immenso territorio della Federazione Russa. Tutti questi elementi confermano la natura strategica degli attacchi scatenati contro Wildberries, formalmente ideati per interrompere le catene logistiche che consentono la consegna in aree vicine al fronte di materiali militari o dual use. Ma in realtà mirano a generare un effetto domino di portata difficilmente prevedibile. La cancellazione di almeno 1,5 milioni di metri quadrati e di centinaia di milioni di articoli spesso molto costosi ha già causato danni miliardari al gruppo, ma anche a decine di migliaia di piccoli imprenditori, ai quali non spetta alcun rimborso per le merci perse. Questo per effetto delle policy modificate poco prima dell’inizio degli attacchi e ora aggiornate anche da Ozon. Le dimensioni di questi gruppi sono tali che vengono di norma definiti “too big to fail”. L’esposizione debitoria di Wildberries rappresenta un problema potenzialmente enorme per le banche russe, in crisi di liquidità per via dell’isolamento internazionale, e le numerose aziende ridotte sul lastrico dalla distruzione degli inventari non fa che aumentare il volume di crediti deteriorati in pancia agli istituti bancari, i quali faticano a rientrare dei prestiti erogati, alla luce dei tassi folli imposti per combattere l’inflazione (e banche a corto di disponibilità sono anche impossibilitate a finanziare il debito pubblico, acquistando titoli di Stato). Il loro salvataggio rischia quindi di diventare onerosissimo alla luce di un bilancio dissanguato dalla guerra e di un deficit che sta superando abbondantemente anche le peggiori previsioni. Oltre ai danni materiali che vanno compensati e che sono destinati ad aumentare, vista l’incapacità della Russia di impedire gli attacchi, ci sono anche altre questioni non secondarie che vanno considerate nell’ottica della sopravvivenza di queste aziende. Wildberries sta infatti realizzando hub per 260.000 mq in Kazakistan, ma allungare così tanto le linee logistiche comporta tempi di consegna superiori e maggiori costi, erodendo e la competitività. Inoltre necessita di un impiego di volumi di carburante impensabili in un paese che ha metà della propria capacità di raffinazione offline. La mia opinione è che le forze armate ucraine si stiano concentrando su Wildberries per rendere più efficace il contraccolpo economico e non diluire il danno. Ma il passaggio ad Ozon è solo questione di tempo, sebbene i giornali russi si siano lanciati in teorie fantasiose sulla presenza nel suo azionariato di soggetti occidentali, che ne garantirebbero l’immunità. L’attacco ucraino è ad un intero sistema che vale un pezzo enorme dell’economia russa, centinaia di migliaia di posti di lavoro, la sopravvivenza di una miriade di piccole e medie imprese e stabilità delle banche. È una promessa mantenuta: quella di riportare la guerra in casa di chi l’ha iniziata.
Marco Setaccioli14,904 görüntüleme • 1 ay önce

Piccola storia un po’ triste un po’ patetica. Giuseppe Conte pubblica su X il proprio intervento alla Camera, inserendo in più punti le immagini di Giorgia Meloni, la quale però in quel momento non era presente in aula. Al post risponde lei, domandando il perché di quell’inutile manipolazione. Ri-risposta di Conte con una supercazzola di 40 righe nella quale rivendica, tra le altre cose, di aver ottenuto i 209 miliardi del PNRR. E così alla manipolazione e alla fuffa ha aggiunto pure la menzogna, perché la cifra fu determinata da un algoritmo scritto da due funzionari olandesi e non fu il risultato di alcuna negoziazione. Vorrei ricordare che questo venditore di pentole fasulle, tappeti tarocchi e ricambi per aspirapolvere di seconda mano viene dato al 12 e mezzo per cento nei sondaggi. Permettetemi di essere preoccupato per il futuro dell’Italia.
Marco Setaccioli35,164 görüntüleme • 2 ay önce