
Marco Setaccioli
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Dipendente pubblico, giornalista, attivista pro-Ucraina e dal 2023 scrittore. Complottisti, no-vax, putiniani, negazionisti del cambiamento climatico, anche no!
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Una telecamera di sorveglianza ha ripreso come dei soldati delle forze armate russe cercassero di creare un varco in un tubo dell'acqua, che era già utilizzato dalle forze armate ucraine. Notando questa azione, un soldato ucraino ha aperto il fuoco all'interno del tubo contro gli intrusi.
Marco Setaccioli14,701 görüntüleme • 4 gün önce

Ho aderito anche io, come altri iscritti e dirigenti di europa.radicale, allo sciopero della fame proposto da Pina Picierno, che ringrazio per l’iniziativa. Grazie a Spazio Pubblico per tenere alta l’attenzione sulla tragedia di Oleshky. Ora e sempre #SlavaUkraïni
Marco Setaccioli11,155 görüntüleme • 4 gün önce

Su molti dossier ritengo le posizioni di Giorgia Meloni inascoltabili, ma sull’Ucraina riconosco il coraggio e lungimiranza di parlare di “pace giusta”, un concetto che, chissà per quale motivo, in un paese come il nostro, reso egoista dall’essere stato esonerato dall’obbligo di fare i conti con la propria storia, appare impopolare. Ascoltando questo discorso, mi sono chiesto se Elly Schlein, qualora fosse eletta alla guida del paese, riuscirebbe a pronunciarne uno simile. Cosa direbbe Giuseppe Conte lo sappiamo già.
Marco Setaccioli16,738 görüntüleme • 11 gün önce

Today, a group of Italian pro-Ukrainian activists staged a protest during a conference of pro-Russian propagandists taking place in Naples. They waited for two hours and then peacefully displayed their Ukrainian T-shirts and flags, even attempting to ask the professor chairing the conference some questions. Among the questions the professor refused to answer was why he was a guest at the RT festival in both Minsk and Moscow last October and November. Another of the conference's guests, when he was a member of parliament, met with the leaders of Putin's United Russia party and introduced several pro-Russian bills, such as one to withdraw Italy from NATO. Thanks to Matteo Hallissey, to all the activists, and Slava Ukraini 🇺🇦
Marco Setaccioli237,329 görüntüleme • 10 ay önce

Il numero di vittime a Pryluky, dove i russi hanno colpito un grande condominio, è salito a 18, e tra queste ci sono quattro bambini: Oleksandr, Kyrylo e Serhiy, che avevano solo un anno, e Maksym, di otto anni. Decine di persone sono rimaste ferite, tra cui sette bambini. Quindici persone sono state salvate, tra cui un bambino. Ci sono ancora dei dispersi.
Marco Setaccioli19,296 görüntüleme • 19 gün önce

Video sulla "democrazia" russa a dir poco strepitoso. Queste due sveglissime dipendenti in missione elettorale speciale in Russia si nascondono alla prima telecamera ma non notano la seconda. La scena in cui la tipa abbraccia l'urna dopo aver imbucato decine di schede e la fa cadere su di se non ha eguali 🤣
Marco Setaccioli32,445 görüntüleme • 1 ay önce
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Moglie e marito vengono estratti vivi dalle macerie della loro casa a Zaporizhzhia dopo un attacco russo. La loro figlia invece non ce l'ha fatta. Il suo corpo senza vita viene ritrovato subito dopo. Ma "Putin ha le sue ragioni", vero Alessandro Di Battista?
Marco Setaccioli14,852 görüntüleme • 16 gün önce

La strategia ucraina di strangolamento delle filiere logistiche russe sta drasticamente accelerando. Tra i colpi messi a segno questa notte, alcuni sono di straordinaria rilevanza strategica e meritano di essere raccontati. Nel giro di poche ore, sono stati distrutti ben cinque impianti radar in Crimea (Capo Tarkhankut, Severne, Snezhnoye, Portove e Steregushche, località quest’ultima dove è stato distrutto anche l’impianto missilistico OSA, che doveva difenderla), i quali formano una catena continua che sorveglia l'angolo nord-occidentale della penisola, proprio lo specchio di mare che guarda verso l'estuario del Dnipro e Odessa, e che rappresentavano gli occhi della Flotta del Mar Nero e dell'aviazione russa per la caccia ai droni aerei e marini. Al di là del colossale danno economico ed operativo (per la costruzione e la taratura di strumenti di questo tipo possono essere necessari persino anni, tanto più per un paese sotto sanzioni, che ha oggettive difficoltà a reperire la componentistica occidentale necessaria) ora si rischiano conseguenze pesanti per l’intera penisola. Innanzitutto, senza questi 5 radar, la Russia ha perso la capacità di avvistare a lungo raggio i droni di superficie ucraini (Magura V5, Sea Baby), esponendo di fatto tutto il fianco occidentale della Crimea ad attacchi (e potenziali sbarchi) che a questo punto non possono più essere scoperti per tempo. In secondo luogo, con il colpo a Capo Tarkhankut si sono resi inutilizzabili i sistemi missilistici costieri Bastion, che tengono anche sotto tiro città come Odessa, lanciando i pericolosi missili supersonici Oniks. Ma soprattutto il danneggiamento dei radar di Portove e Steregushche, che monitoravano le rotte aeree a bassa quota, comporta la creazione di un "corridoio cieco" nel nord della Crimea. Attraverso questa falla, i droni kamikaze a lungo raggio e i missili ucraini possono volare indisturbati e a bassissima quota per colpire i ponti d'emergenza o i treni merci diretti al mega-hub di Dzhankoi, senza che le batterie contraeree interne ricevano il preavviso radar. Vista la sequenza serrata di questi giorni, non è escluso che quest’ultimo colpo sia finalizzato a neutralizzare le ultime difese rimaste a protezione dell’unico collegamento ancora pienamente funzionante tra la penisola e la parte occupata di Kherson, la linea ferroviaria, senza la quale il traffico pesante sarebbe del tutto interrotto. Tuttavia le cattive notizie per la Russia arrivano anche da Donetsk. Le forze ucraine hanno preso di mira e pesantemente danneggiato il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk a Novoazovsk, la "porta d'ingresso" dell'intero corridoio terrestre russo, a pochissimi chilometri dal confine sovrano della Federazione Russa. Novoazovsk si trova infatti sulla direttrice dell'autostrada M14, l'arteria vitale che i russi utilizzano per far entrare i convogli pesanti su gomma da Rostov sul Don verso Mariupol, Berdiansk e, infine, Melitopol e Kherson. Il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk era stato ristrutturato e potenziato dai russi nel 2024 proprio per aumentare la portata dei carichi logistici pesanti e sostenere lo sforzo bellico nel sud. I rapporti sul campo e le immagini satellitari confermano che l'attacco della notte scorsa ha centrato in pieno i camion militari russi che lo stavano attraversando. Il ponte è ora ridotto a una sola corsia agibile, forzando le autorità di occupazione a vietare il transito ai TIR pesanti e a deviare il traffico su strade secondarie e sterrate, allungando drasticamente i tempi di percorrenza. Il fatto che queste azioni di questa portata vengano compiute in pochi giorni o addirittura in poche ore, senza dare alla Russia il tempo di adottare contromisure e seguendo un’unica strategia, rivela la straordinaria capacità di adattamento e di coordinamento delle forze armate ucraine, tanto più rispetto a quelle di Mosca, storicamente afflitte da rigidità e burocrazia e costrette dall’approccio repressivo ad edulcorare i rapporti, impedendo ai vertici militari di conoscere la reale situazione sul campo. Ma soprattutto le capacità raggiunte dai droni ucraini stanno vanificando del tutto i vantaggi che la Russia contava di capitalizzare sul campo: la superiorità demografica, non più sufficiente - vista l’impietosa sproporzione di vittime tra le due parti - e la vastità delle aree conquistate, spacciate spesso anche dai propagandisti nostrani come il metro con cui misurare il trionfo di Putin, ma che, ora che nulla lì è più al sicuro, rischiano invece di diventare un insostenibile Vietnam che, per chi ha scommesso tutto sulla vittoria totale, equivale alla peggiore delle sconfitte.
Marco Setaccioli93,700 görüntüleme • 4 ay önce

Mentre Putin e Trump fanno affari col petrolio e Spagna e Grecia si rifiutano di dare all’Ucraina patriot prossimi alla scadenza, a Zaporizhzhia i morti sono saliti a 15, di cui 3 bambini. Non smettiamo di indignarci e continuiamo a chiamare gli assassini, i codardi e i corrotti col loro nome
Marco Setaccioli14,112 görüntüleme • 16 gün önce

I responsabili della carestia di Oleshky hanno un nome e un cognome. "Slidstvo. Info" ha identificato le truppe russe della 126ª Brigata di Difesa Costiera della Flotta del Mar Nero, formate da traditori provenienti dalla Crimea, e del 331° Reggimento Paracadutisti della Guardia, che hanno sparato a soldati ucraini durante la loro ritirata da Ilovaisk nel 2014. Sarebbero loro i responsabili del blocco della città. Secondo i dati ufficiali più recenti, la 126ª Brigata è comandata da Oleg Alexandrov. Stando ai dati OSINT, l'attuale comandante è Konstantin Kochetkov. Il 331° Reggimento è guidato da Oleg Morozov, con il nome in codice "Cold". Oleshky, che si trova nella parte occupata dell'oblast' di Kherson intanto resta inaccessibile ed i russi continuano ad accumulare crimini. La popolazione rimasta, circa 2000 persone, è completamente isolata, da mesi non riceve aiuti alimentari e in città non ci sono più energia ed acqua potabile. Le persone sono costrette a mangiare zuppe d'erba o a nutrirsi di animali di strada. Le immagini di questi giorni mostrano dei cadaveri nelle periferie circostanti, dal momento che i superstiti, spinti dalla fame estrema, cercano di fuggire, ma vengono colpiti da droni o saltano su mine disposte dai russi. Lo scorso 27 settembre alcuni droni ucraini sono riusciti a calare in città diversi pacchi di aiuti alimentari, ma le truppe russe si sono precipitate a sequestrarli, affermando che il fatto che si trattasse di prodotti ucraini dimostrava che la popolazione stava collaborando col nemico. Si stanno anche moltiplicando i casi di rapimento. La responsabile dell'amministrazione militare distrettuale di Oleshky, Tetyana Hasanenko ha detto di non avere più notizie della sua famiglia. Il Ministro degli Esteri Ucraino Andrij Sybiha ha detto proprio oggi di avere informazioni secondo le quali la Russia starebbe preparando decine di video girati a Oleshky, costringendo i residenti locali a dichiarare davanti alle telecamere di essere felici, ben nutriti e grati agli occupanti russi. L'ennesimo atto di cinismo di chi occupa, distrugge, violenta, rapisce, affama e poi costringe i residenti locali a recitare in video di propaganda manipolati. Continuo a chiedermi come si possa anche solo ipotizzare di lasciare alla Russia anche un solo centimetro di terra ucraina, col rischio che ogni centimetro diventi l'ennesima Bucha, Mariupol, Bakhmut, Avdiivka o Oleshky.
Marco Setaccioli20,318 görüntüleme • 26 gün önce

Questo video è stato postato da Vauro su Facebook e ovviamente ce l'hanno con Pina Picierno. Siamo a livello pernacchia, quello che più si addice alla compagnia. Poi qualcuno ci piegherà come si possa organizzare in un paese europeo un festival di un canale sanzionato dall'UE.
Marco Setaccioli116,885 görüntüleme • 6 ay önce

È per ora un mistero quanto successo a Kolpino, San Pietroburgo, dove una vasta area di 82.000 mq ha preso fuoco distruggendo un grande polo logistico. Il magazzino incendiato si trova peraltro a 350 metri da un hub Ozon. Il punto è che nella notte, le autorità non hanno dichiarato alcun livello di allerta per droni o missili a San Pietroburgo. Il Ministero delle Situazioni di Emergenza ha confermato che l'incendio è stato classificato di quarto grado di complessità e che la sua area interessata è di 82.000 metri quadrati. “All'interno si trovano merci e prodotti di vario genere”, ha riferito.
Marco Setaccioli42,190 görüntüleme • 2 ay önce

In Russia si prepara un nuovo ammutinamento, in stile Prigozhin? Il noto vlogger e combattente Alexander Lunin, originario di Votonezh, ha pubblicato due video per chiedere a Putin un incontro pubblico e trasmesso in diretta per riferire la terribile realtà sul campo. In caso contrario le truppe rivolgeranno direttamente le armi contro il Cremlino. Lunin spiega di essere stato scelto da alcuni ufficiali come portavoce perché non ricattabile, per rendere pubblica la situazione al fronte. Tra le denunce più forti il vlogger parla delle atroci torture inflitte a chi si rifiuta di eseguire ordini suicidi o anche semplicemente di chi si rifiuta di consegnare il proprio denaro ai superiori. Molti di loro vengono chiusi in celle sotterranee, picchiati e poi “azzzerati” per essere poi menzionati come dispersi in battaglia. Dice Lunin: "Se non verrò ammesso al Cremlino a parlare in diretta al tuo fianco, l'esercito volgerà le sue armi contro il Cremlino stesso. Io sto solo riferendo il messaggio". Ha poi aggiunto che in caso di mancato accordo si prospetta un "tritacarne all'interno del Paese". In un filmato successivo, Lunin ha ribadito che l'azione è coordinata e seria, sottolineando che se dovesse succedere qualcosa a lui o alla sua famiglia, quello diventerà l'immediato "segnale per dare inizio all'azione" da parte dei reparti ribelli.
Marco Setaccioli67,659 görüntüleme • 4 ay önce

Caro Vauro, non so se tu abbia sentito mai parlare della Banda Boccato o della Banda della Madonnina. I membri della prima l’8 ottobre 1944 si presentarono nella casa di Antonio Gaffarelli ad Ariano nel Polesine chiedendo inizialmente aiuto per sottrarsi ai nazifascisti, ma poi lo rapinarono. Quelli della seconda conducevano invece regolarmente ruberie ed estorsioni contro agricoltori e commercianti nel modenese, per poi vendere al mercato nero ciò che aveva ottenuto. Tutti loro - anche loro - erano partigiani, pur essendo criminali ed anzi in più occasione hanno addirittura speso il nome del movimento partigiano per compiere le loro malefatte. Sono io quindi che faccio a te qualche domandina. Tu credi che tutti i partigiani fossero ladri ed estorsori o forse per loro quanto per gli ucraini conta il valore della difesa della libertà per la quale lottano, anche se qualcuno tra le loro file ha commesso o commette reati? Secondo. Tra i partigiani c'erano monarchici, conservatori, cattolici, liberali e militari badogliani - dunque anche persone di orientamento nettamente di destra - e alcuni avevano persino avuto adesioni, simpatie o carriere nel regime prima dell’8 settembre. La lotta partigiana era forse per questo meno antifascista o antinazista? E perché, invece, nel riferirti a battaglioni ormai integrati nell'esercito ucraino e i cui elementi estremisti sono stati allontanati ormai da anni, ritieni che la Resistenza ucraina debba essere meno legittima o non essere considerata tale solo perché una frazione minuscola delle sue forze armate era nata da frange di destra radicale? E ancora: sai spiegarmi perché parli continuamente del cesso d'oro, riferendoti a quello dell'oligarca Tymur Mindich - che precede di molto la guerra e non riguarda quindi gli aiuti ricevuti - mentre non menzioni mai un intero bagno con oro e pietre preziose che si fece costruire il presidente filorusso Yanukovich - che è poi fuggito in Russia con i soldi rubati e lì continua ad accumulare ricchezze protetto da Putin - o i miliardi delle NOSTRE bollette del gas che in decenni sono serviti ad alimentare il sistema corruttivo in Russia? Ecco, forse dovresti essere più onesto, almeno per una volta, e dire che della Reistenza a te in fondo non frega nulla, che sia quella italiana ieri o quella ucraina oggi. Sei solo uno dei tanti tristi residuati sovietici che non hanno ancora elaborato il lutto della caduta dell'impero e che vedono in Putin una speranza di ritorno dei bei tempi andati in cui si potevano mandare indisturbati i carri armati a Praga o Budapest, rinchiudere milioni di persone nei gulag ed i popoli che sognavano la libertà potevano essere legittimamente schiacciati senza questa grande seccatura che è il diritto internazionale. Se ci pensi bene, alla fine, invece di smentire Diego Bianchi, secondo il quale "in Italia ha vinto Putin", hai direttamente fornito te stesso come prova vivente del fatto che ha ragione. Da uno che dal festival della putiniana e sanzionata RT di Bologna, ad aprile, ha salutato Pina Picierno con una pernacchia, in fondo, non potevamo aspettarci altro.
Marco Setaccioli23,395 görüntüleme • 1 ay önce

La situazione dei carburanti in Russia sta compromettendo anche il commercio con la Cina. A causa delle lunghissime code giornaliere presso le stazioni di servizio, anche i camion sono costretti a infinite attese prima di poter fare rifornimento, rallentando la consegna di merci e facendo lievitare i costi. Solo nell'ultima settimana e mezza, il prezzo del trasporto su camion dalla Cina è aumentato in media di 700 dollari, pari all’8-9% del costo complessivo, e il chilometraggio giornaliero dei veicoli è sceso da 700 a 500 km (-30% circa). Gli operatori logistici sono costretti a organizzare transiti che aggirano la Federazione Russa via Kazakistan. Non essendoci alternative ferroviarie a causa della carenza di container per treni in Cina, le merci importate diventeranno inevitabilmente più costose. I vettori hanno già annunciato aumenti delle tariffe intorno al 10%, che si abbatteranno inevitabilmente su un’inflazione che, nonostante la politica monetaria restrittiva della Banca Centrale, il Cremlino fatica a contenere. Un altro effetto collaterale delle “sanzioni” ucraine.
Marco Setaccioli63,586 görüntüleme • 3 ay önce
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A me non inquieta tanto il fatto che questo incredibile personaggio sostenga che Donbas e Crimea, annesse illegalmente, sono come Sardegna e Sicilia e che non sappia che ad esempio la Lega in Italia ha costruito la propria fortuna politica sul separatismo del nord. Mi sconvolge l’idea che abbia insegnato in una università e che qualcuno lo ritenga capace di guidare un’associazione anziché aiutarlo ad affrontare la totale perdita di contatto con la realtà in modo più dignitoso di così.
Marco Setaccioli23,017 görüntüleme • 1 ay önce

Stanotte le forze ucraine hanno ribadito ai russi che la guerra continuerà a tornare a casa di chi l’ha scatenata. Sono stati colpiti, tra gli altri: ▫️l'impresa scientifico-produttiva "Zavod Iskra" a Uljanovsk, che ha un ruolo rilevante nella filiera elettronica militare russa, soprattutto come produttore di componenti elettronici e a radiofrequenza destinati a sistemi d’arma, comunicazioni e apparati “speciali”; fa parte del gruppo statale russo Almaz‑Antey, il principale polo nazionale per difesa aerea e antimissile; ▫️la raffineria di petrolio "Permnefteorgsintez" (PNOS) a Perm, di proprietà di Lukoil, la settima per dimensioni in Russia, con oltre 13 milioni di tonnellate l’anno ed una profondità di raffinazione del 98%; l’attacco del 26 luglio aveva già messo fuori uso l’unità centrale cui faceva capo circa un terzo della capacità, ma al parziale stop si era parzialmente ovviato aumentando la portata degli altri; ▫️lo stabilimento "Voronezhsynthekachuk" a Voronež, un grande impianto petrolchimico del gruppo SIBUR specializzato in caucciù sintetici e polimeri SBS, la cui produzione è strategica per pneumatici, articoli tecnico‑industriali e filiere che possono servire anche mobilità e manutenzione militare; ▫️la raffineria di Novoshakhtinsk nell’oblast’ di Rostov, particolarmente strategica per la fornitura di combustili navali e per le forze armate con 5,6 milioni di tonnellate l’anno di capacità; l’impianto è peraltro dotato di un proprio terminale direttamente a Rostov sul Don da 3,5 Mt/anno e un terminale ferroviario da 1,7 Mt/anno; era già stato colpito il 3 giugno ed il 25 agosto; ▫️uno dei due centri di distribuzione OZON a Voronež (danni ancora da quantificare), i quali compongono insieme un polo da 1,1 milioni di ordini al giorno; ▫️il centro commerciale "Stroytsentr" nella Luhansk occupata.
Marco Setaccioli18,345 görüntüleme • 1 ay önce