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Paolo Mossetti

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Writer and journalist. @wireditalia @insideoverita

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Several Italian cities are granting honorary citizenships and public awards to human rights lawyer Francesca Albanese, in defiance of the sanctions imposed by Trump and of Meloni's government, led by a postfascist, Trump-aligned party. These are Bologna and Modena.

Several Italian cities are granting honorary citizenships and public awards to human rights lawyer Francesca Albanese, in defiance of the sanctions imposed by Trump and of Meloni's government, led by a postfascist, Trump-aligned party. These are Bologna and Modena.

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Palestinian flags in full display on Christmas Day in St. Peter's Square, Rome, as Pope Francis declared that murdered children in Gaza are the Baby Jesuses of today. (Video not mine)

Palestinian flags in full display on Christmas Day in St. Peter's Square, Rome, as Pope Francis declared that murdered children in Gaza are the Baby Jesuses of today. (Video not mine)

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On Christmas week in Milan, Italy's most marketing-oriebted city, people queued for up to two hours outside a historic food charity, to receive basic groceries and small gifts for their children. The scene unfolded in the shadow of a new private university campus, built on the former site of the publicly owned Centrale del Latte. (Via LaPresse).

On Christmas week in Milan, Italy's most marketing-oriebted city, people queued for up to two hours outside a historic food charity, to receive basic groceries and small gifts for their children. The scene unfolded in the shadow of a new private university campus, built on the former site of the publicly owned Centrale del Latte. (Via LaPresse).

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Paolo Mieli, uno dei più influenti commentatori italiani, perimetro del dicibile in TV, definisce due volte Ernesto Galli Della Loggia (firma del Corriere, come Mieli) il «più grande storico italiano». Fa niente che Galli Della Loggia, storico dei luoghi comuni male informati, abbia esaltato la guerra come sola igiene dell'Occidente, che si è mantenuto libero «sterminando i suoi nemici». La campagna d’odio orchestrata da Ernesto Galli Della Loggia contro il popolo palestinese resterà una delle pagine più vergognose della storia d’Italia recente: con una enfasi antigiuridica degna della destra più radicale, Galli Della Loggia ha assimilato i civili inermi della Striscia alle belve nazifasciste e indicato in Israele un modello per l'Occidente che voglia ritrovare se stesso. Ci sono delle definizioni per tutto questo: pappagorgismo corporativo, pappagorgismo arroccato, pappagorgismo a difesa dello status quo.

Paolo Mieli, uno dei più influenti commentatori italiani, perimetro del dicibile in TV, definisce due volte Ernesto Galli Della Loggia (firma del Corriere, come Mieli) il «più grande storico italiano». Fa niente che Galli Della Loggia, storico dei luoghi comuni male informati, abbia esaltato la guerra come sola igiene dell'Occidente, che si è mantenuto libero «sterminando i suoi nemici». La campagna d’odio orchestrata da Ernesto Galli Della Loggia contro il popolo palestinese resterà una delle pagine più vergognose della storia d’Italia recente: con una enfasi antigiuridica degna della destra più radicale, Galli Della Loggia ha assimilato i civili inermi della Striscia alle belve nazifasciste e indicato in Israele un modello per l'Occidente che voglia ritrovare se stesso. Ci sono delle definizioni per tutto questo: pappagorgismo corporativo, pappagorgismo arroccato, pappagorgismo a difesa dello status quo.

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Gianrico Carofiglio sulla «Sinistra per il Sì»: «non vedo molta gente di sinistra lì».

Gianrico Carofiglio sulla «Sinistra per il Sì»: «non vedo molta gente di sinistra lì».

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Lo dicevamo giusto stamattina che si avvertiva in questi giorni in Mieli un grande nervosismo, dovuto forse alla consapevolezza di una narrazione mitologica ormai collassata, che non sarebbe stata mai più quella di prima. «La palestinese napulitana... una signora in leggerissimo sovrappeso. Siccome lì la campagna è sulla fame, la carestia... Io lo dico non per un giudizio estetico» (Pensate che sollevazione ci sarebbe stata se lo avesse detto un giornalista de Il Fatto, o comunque fuori dal circoletto degli integrati, su una candidata filoucraina o su una sopravvissuta al 7 ottobre)

Lo dicevamo giusto stamattina che si avvertiva in questi giorni in Mieli un grande nervosismo, dovuto forse alla consapevolezza di una narrazione mitologica ormai collassata, che non sarebbe stata mai più quella di prima. «La palestinese napulitana... una signora in leggerissimo sovrappeso. Siccome lì la campagna è sulla fame, la carestia... Io lo dico non per un giudizio estetico» (Pensate che sollevazione ci sarebbe stata se lo avesse detto un giornalista de Il Fatto, o comunque fuori dal circoletto degli integrati, su una candidata filoucraina o su una sopravvissuta al 7 ottobre)

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Che Flavia Fratello sia rassegnista di Radio Radicale non è ovviamente un caso, ma sintomo della radicalizzazione ideologica in senso "occidentalista" di una galassia politica che negli ultimi anni è sempre più over the top. Ne dobbiamo scrivere seriamente.

Che Flavia Fratello sia rassegnista di Radio Radicale non è ovviamente un caso, ma sintomo della radicalizzazione ideologica in senso "occidentalista" di una galassia politica che negli ultimi anni è sempre più over the top. Ne dobbiamo scrivere seriamente.

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💥 Healthcare workers in the Italian city of Naples are staging a protest right now against the war in Palestine and in support of the Flotilla mission. This is Naples' largest hospital:

💥 Healthcare workers in the Italian city of Naples are staging a protest right now against the war in Palestine and in support of the Flotilla mission. This is Naples' largest hospital:

34,137 views

L'immagine di M5s & PD che mandano una pattuglia pro forma a una manifestazione della destra romana che si conclude con canti e balli dell'upper class sul palco, mentre ci sono oltre 15.000 morti civili sarebbe intollerabile per il loro elettorato, se solo se ne fosse accorto.

L'immagine di M5s & PD che mandano una pattuglia pro forma a una manifestazione della destra romana che si conclude con canti e balli dell'upper class sul palco, mentre ci sono oltre 15.000 morti civili sarebbe intollerabile per il loro elettorato, se solo se ne fosse accorto.

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Un esponente del servizio d'ordine della "Brigata Ebraica" grida al megafono: «Devono stup**arti». Intorno: solo maschi, energumeni e torvi. Un gruppo che ormai, da molti anni, sembra voler fungere solo da dispositivo di provocazione verso tutti gli altri. (Video di Fanpage.it)

Un esponente del servizio d'ordine della "Brigata Ebraica" grida al megafono: «Devono stup**arti». Intorno: solo maschi, energumeni e torvi. Un gruppo che ormai, da molti anni, sembra voler fungere solo da dispositivo di provocazione verso tutti gli altri. (Video di Fanpage.it)

32,267 views

A me lascia perplesso questa linea argomentativa: «Se è genocidio nessuno di noi può saperlo... la carta dell'ONU è genocidio quando c'è l'intento di eliminare delle persone di un gruppo perché appartengono a quel gruppo... Nel caso della Russia ci sono le intercettazioni quando si danno gli ordini di uccidere le famiglie per portare via i bambini». Se si hanno dubbi sulla parola da usare per Gaza - ed è lecito averli - mi sembra lunare non averli nel caso russo, o pensare di dissiparli con *quelle* motivazioni: come se non fossero presenti anche nel primo caso, o come se il consenso di studiosi e storici non fosse già incredibilmente più compatto nel primo caso.

A me lascia perplesso questa linea argomentativa: «Se è genocidio nessuno di noi può saperlo... la carta dell'ONU è genocidio quando c'è l'intento di eliminare delle persone di un gruppo perché appartengono a quel gruppo... Nel caso della Russia ci sono le intercettazioni quando si danno gli ordini di uccidere le famiglie per portare via i bambini». Se si hanno dubbi sulla parola da usare per Gaza - ed è lecito averli - mi sembra lunare non averli nel caso russo, o pensare di dissiparli con *quelle* motivazioni: come se non fossero presenti anche nel primo caso, o come se il consenso di studiosi e storici non fosse già incredibilmente più compatto nel primo caso.

12,144 views

Sono passato dal sit-in sotto il Municipio a Napoli, in protesta contro il silenzio del Comune a guida di centrosinistra per il suo essersi schierato tutto dalla parte dei turisti israeliani del video, e per il silenzio di fronte al trattamento subito dalla ristoratrice Nives Monda. Ad occhio un migliaio di persone, arrivate nel tardo pomeriggio: studenti di liceo e universitari, attivisti pro-Gaza, sindacati di base, tanti insegnanti, qualche firma di Repubblica a titolo personale, tanta classe media ma anche tanti turisti di passaggio. C'è in molti stupore per il soccorso robotico, improvvido di istituzioni tradizionalmente vicine al dramma palestinese verso i due turisti («Come se fossero stati rapinati», commenta un tipografo) nonostante quel filmato percepito dal popolo di sinistra e non solo come vigliacco, scomposto e inaccettabile. La tesi che si sta diffondendo, visti anche alcuni episodi precedenti e successivi al fattaccio che emergono in Rete, riguardanti i suoi protagonisti, non è più solo quella della reazione spropositata, del vittimismo ideologico che trova sponde in una politica balbettante, ma della premeditazione. Della trappola mediatica. Nives non c'è, non vuole su di sé i riflettori, già scossa per le minacce legali, le indagini, le innumerevoli telefonate di intimidazione da tutto il mondo: «Non è una storia che riguarda più me», fa sapere. Domani dovrebbe incontrare l'assessora al Turismo, una moderata ex democristiana di sinistra, e forse il sindaco Manfredi, che ha accettato una cerimonia in onore di Assange e l'ovazione della Federico II per Francesca Albanese, ma non è strutturalmente fatto per gestire queste beghe. E in effetti il Comune sembra già ieri essere corso ai ripari per evitare una pentola bollente al centrosinistra: in due note, nel sottolineare la propria equidistanza tra Israele e Palestina, ha ammesso nei fatti di non aver sentito la versione della ristoratrice accusata di antisemitismo, né di avere visto quell'incredibile video. C'è in piazza più indignazione e sconcerto che rabbia antisraeliana, e certamente nessuno sfogo antiebraico. C'è la paura di vedere perduto per la città lo status privilegiato di spazio in cui si può solidarizzare con la causa palestinese e criticare radicalmente l'andazzo israeliano, l'incapacità autocritica delle leadership ebraiche italiane senza gli arzigogoli e le citazioni "hipster" a cui sono costrette a Roma e a Milano redazioni e salotti, annullano ogni efficacia e disturbo. C'è la frustrazione per un brand Napoli che vuole la ristorazione turistica progressivamente depoliticizzata, ridotta ai camerieri-clown di Nennella, impossibilitata a una interazione polemica con la clientela sfacciata. Un'opera conformizzante che molti in piazza oggi temono possa avviluppare una città che per molti anni, specie durante la Prima Repubblica, è stata un territorio in cui si potevano superare le rigidità dei due blocchi, dove si coltivava una linea originale di contatto con i Paesi del Sud Mediterraneo, che di solito si definisce riduttivamente filoaraba, ma che in realtà era soltanto mirata a riequilibrare, con un contributo mediatorio originale, il legame preponderante Usa-Israele determinatosi dopo il 1967. Ci sono tanti napoletani di sinistra che hanno visto la Democrazia Cristiana, che governava la città negli anni Ottanta, incarnare un filone di politica estera italiana capace di questa articolazione, anche rispetto al conflitto israelo-palestinese. La paura, insomma, è che il pappagorgismo mentale che ha spinto il Comune a offrire caffè, pizze e sfogliatelle a una parte sola conduca la città nel filone centro-liberale europeo che ha messo fuori gioco la tradizione precedente - Giuliano Ferrara la chiama dei «serpenti» - contrapponendola alla recente ripresa di un atlantismo tutto d’un pezzo di Letta, o di Mattarella. La piazza di Palazzo San Giacomo vuole capire dove sta andando la città. A Praga o Berlino? Questo sit-in non sarebbe stato tollerato.

Sono passato dal sit-in sotto il Municipio a Napoli, in protesta contro il silenzio del Comune a guida di centrosinistra per il suo essersi schierato tutto dalla parte dei turisti israeliani del video, e per il silenzio di fronte al trattamento subito dalla ristoratrice Nives Monda. Ad occhio un migliaio di persone, arrivate nel tardo pomeriggio: studenti di liceo e universitari, attivisti pro-Gaza, sindacati di base, tanti insegnanti, qualche firma di Repubblica a titolo personale, tanta classe media ma anche tanti turisti di passaggio. C'è in molti stupore per il soccorso robotico, improvvido di istituzioni tradizionalmente vicine al dramma palestinese verso i due turisti («Come se fossero stati rapinati», commenta un tipografo) nonostante quel filmato percepito dal popolo di sinistra e non solo come vigliacco, scomposto e inaccettabile. La tesi che si sta diffondendo, visti anche alcuni episodi precedenti e successivi al fattaccio che emergono in Rete, riguardanti i suoi protagonisti, non è più solo quella della reazione spropositata, del vittimismo ideologico che trova sponde in una politica balbettante, ma della premeditazione. Della trappola mediatica. Nives non c'è, non vuole su di sé i riflettori, già scossa per le minacce legali, le indagini, le innumerevoli telefonate di intimidazione da tutto il mondo: «Non è una storia che riguarda più me», fa sapere. Domani dovrebbe incontrare l'assessora al Turismo, una moderata ex democristiana di sinistra, e forse il sindaco Manfredi, che ha accettato una cerimonia in onore di Assange e l'ovazione della Federico II per Francesca Albanese, ma non è strutturalmente fatto per gestire queste beghe. E in effetti il Comune sembra già ieri essere corso ai ripari per evitare una pentola bollente al centrosinistra: in due note, nel sottolineare la propria equidistanza tra Israele e Palestina, ha ammesso nei fatti di non aver sentito la versione della ristoratrice accusata di antisemitismo, né di avere visto quell'incredibile video. C'è in piazza più indignazione e sconcerto che rabbia antisraeliana, e certamente nessuno sfogo antiebraico. C'è la paura di vedere perduto per la città lo status privilegiato di spazio in cui si può solidarizzare con la causa palestinese e criticare radicalmente l'andazzo israeliano, l'incapacità autocritica delle leadership ebraiche italiane senza gli arzigogoli e le citazioni "hipster" a cui sono costrette a Roma e a Milano redazioni e salotti, annullano ogni efficacia e disturbo. C'è la frustrazione per un brand Napoli che vuole la ristorazione turistica progressivamente depoliticizzata, ridotta ai camerieri-clown di Nennella, impossibilitata a una interazione polemica con la clientela sfacciata. Un'opera conformizzante che molti in piazza oggi temono possa avviluppare una città che per molti anni, specie durante la Prima Repubblica, è stata un territorio in cui si potevano superare le rigidità dei due blocchi, dove si coltivava una linea originale di contatto con i Paesi del Sud Mediterraneo, che di solito si definisce riduttivamente filoaraba, ma che in realtà era soltanto mirata a riequilibrare, con un contributo mediatorio originale, il legame preponderante Usa-Israele determinatosi dopo il 1967. Ci sono tanti napoletani di sinistra che hanno visto la Democrazia Cristiana, che governava la città negli anni Ottanta, incarnare un filone di politica estera italiana capace di questa articolazione, anche rispetto al conflitto israelo-palestinese. La paura, insomma, è che il pappagorgismo mentale che ha spinto il Comune a offrire caffè, pizze e sfogliatelle a una parte sola conduca la città nel filone centro-liberale europeo che ha messo fuori gioco la tradizione precedente - Giuliano Ferrara la chiama dei «serpenti» - contrapponendola alla recente ripresa di un atlantismo tutto d’un pezzo di Letta, o di Mattarella. La piazza di Palazzo San Giacomo vuole capire dove sta andando la città. A Praga o Berlino? Questo sit-in non sarebbe stato tollerato.

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Despite being governed by a post-fascist party aligned with Trump, Italy’s Giro d’Italia route was lined with Palestinian flags like never before - something unthinkable in Scholz's Germany or Visegrad countries.

Despite being governed by a post-fascist party aligned with Trump, Italy’s Giro d’Italia route was lined with Palestinian flags like never before - something unthinkable in Scholz's Germany or Visegrad countries.

10,443 views

In Turin, Meloni's Italy, despite all things, you can still see a firefighter waved the Palestinian flag he had been ordered by the police to remove from a monument. The crowd applauded. Just imagine this in Germany, in Poland or the US.

In Turin, Meloni's Italy, despite all things, you can still see a firefighter waved the Palestinian flag he had been ordered by the police to remove from a monument. The crowd applauded. Just imagine this in Germany, in Poland or the US.

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Scintille al Senato, dove l'élite moderata celebra Oriana Fallaci a 20 anni dalla morte. In un convegno quasi agiografico, dopo il ricordo commosso di Vittorio Feltri, al giornalista Enrico Mentana chiedono cosa avrebbe pensato oggi Fallaci della vicenda della Flotilla, con i manifestanti malmenati da Israele e dileggiati da Ben-Gvir. Sapendo di trovarsi su un terreno minato - tra i convenuti ci sono Fiamma Nirenstein, Giuseppe Benedetto (Fondazione Einaudi) e Andrea Cangini («Accidenti, il genocidio è già finito») il direttorissimo tra mille cautele si limita a citare la condanna del capo dello Stato (ma «non divinizziamo nessuno» dice metttendo la mani avanti) e a sottolineare che parlare della Global Sumud Flotilla «come di qualsiasi manifestazione a difesa dei palestinesi di Gaza o di istanze che ci possono sembrare vicine o lontane, vuol dire parlare di un diritto che è delle democrazie». Poi si rivolge a Nirenstein, che è già sbigottita: «Adesso il parafulmine è diventato Ben-Gvir, ma Ben-Gvir che cosa ha fatto ieri? Ha filmato, con un video, quello che stava comunque succedendo, non sono le sue risate che fanno indignare in quel video, è il trattamento delle persone, che è nei protocolli di azione delle forze israeliane». Parole che vedono sussultare la collega e il pubblico. L'ex ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, ex Radicale, sbotta: «Ora basta, me ne vado». Pochi video sono capaci di documentare altrettanto bene l'irrigidimento ideologico, l'intolleranza e il distacco dalla realtà di una parte importante delle élite liberali italiane. (video Adnkronos)

Paolo Mossetti

39,149 views • 13 days ago

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Neppure Banca Etica può aprire un conto a Francesca Albanese. Lo spiega, in un conciso e desolante intervento alla Camera, proprio Nazzareno Gabrielli, direttore generale dell'istituto di credito. Gabrielli illustra come la finanza europea sia al guinzaglio di quella statunitense - e quindi di Trump - che ha la forza e le leggi per minacciare una libera cittadina italiana - colpevole di usare solo le armi dell'intelletto - quando intende aprire un conto corrente nel suo stesso Paese. Ad Albanese sono stati congelati i beni posseduti negli Stati Uniti e sono contemplate durissime misure nei confronti di chiunque abbia relazioni economiche con lei, compresi i familiari. La fotografia di una deriva antidemocratica grave che, sebbene abbia solo accresciuto la popolarità della giurista nel mondo - è di ieri la presenza a Wembley di fronte a 12mila persone - non trova sufficiente eco nell'opinionismo "integrato" (che spesso non vuole rogne, o accollarsi storie troppo divisive) né la minima solidarietà da parte di un Quirinale che, evidentemente, non vuole dare troppi grattacapi al governo Meloni. «Banca Etica ha ricevuto nei mesi scorsi la richiesta della dottoressa Francesca Albanese di aprire un conto corrente. Abbiamo accolto questa domanda con la volontà e il desiderio di poter offrire i nostri servizi a una persona che stimiamo e che svolge un incarico delicato e prezioso sul mandato delle Nazioni Unite a difesa dei diritti umani. Nel corso delle verifiche necessarie previste dalla normativa italiana ed europea in materia di antireciclaggio e contrasto al finanziamento al terrorismo è emerso che la dottoressa Albanese risulta inserita nelle liste sanzionatorie statunitensi, in particolare la Specially Designated Nationals and Blocked Persons List ("SDN") del Treasury's Office of Foreign Assets Control ("OFAC"). La normativa nazionale, in particolare il decreto legislativo 109 del 2007 che recepisce i regolamenti comunitari, impone alle banche di controllare che i dati identificativi dei clienti non coincidano con quelli presenti nelle liste di soggetti sanzionati. In caso di corrispondenza, come nel caso in questione, scatta un alert bloccante per il rischio che la banca riceva gravi sanzioni in caso di apertura del conto corrente. Le liste OFAC, pur essendo emanate da un organismo statunitense, condizionano l'intero sistema finanziario globale. Le banche europee che non le rispettano possono essere colpite da sanzioni secondarie che comportano l'impossibilità di operare in dollari, l'esclusione dai circuiti internazionali di pagamento e persino sanzioni pecuniarie importi sostenibili, insostenibili anzi. Di fronte a questo quadro non abbiamo avuto margini di scelta. Aprire un conto corrente intestato alla dottoressa Albanese finché sarà inserita nella lista delle persone segnalate esporrebbe Banca Etica al rischio di vedere compromessa la propria operatività internazionale con conseguenze drammatiche per tutti i nostri soci e clienti. Quindi il non aprire un conto corrente è stata una decisione sofferta ma in qualche modo obbligata, presa eccezionalmente anche col coinvolgimento diretto del consiglio di amministrazione della banca. Una scelta che non rappresenta in alcun modo un giudizio sulla persona o sul suo operato, ma è l'effetto di vincoli normativi e procedurali che si impongono a tutte le banche. Siamo consapevoli della gravità di questa situazione. Quando strumenti pensati per colpire attività criminali o terroristiche finiscono per impedire a una rappresentante delle Nazioni Unite di esercitare diritti elementari, come aprire un conto corrente, si crea una distorsione che mette in discussione i principi stessi di giustizia e di libertà. Banca Etica continuerà nel proprio ruolo a richiamare l'attenzione delle istituzioni su questi limiti perché crediamo che il sistema finanziario non possa trasformarsi in un meccanismo di esclusione finanziaria ingiustificata. Concludo rinnovando alla dottoressa Albanese la nostra solidarietà e la nostra stima per il suo lavoro a favore della pace per il popolo palestinese, e auspicando che le istituzioni possano contribuire a rimuovere quanto prima un'ingiustizia che la riguarda direttamente ma che riguarda anche il corretto funzionamento della democrazia e del diritto internazionale».

Paolo Mossetti

324,434 views • 8 months ago

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Vincenzo De Luca, the powerful and highly popular center-left governor of the southern Italian region of Campania (Naples), known for his abrasive style, and tough-on-crime rhetoric, is amplifying into the political mainstream a language once belonging solely to far leftists: “We continue to see the same images over and over again: Israeli settlers attacking Palestinian farmers in the West Bank, [are] carrying out acts that amount to outright Nazism... During Easter we saw shocking scenes: Cardinal Pizzaballa was prevented from celebrating Mass in Jerusalem. I also saw another image that frankly horrified me, a Catholic nun in Jerusalem assaulted by what can only be described as an animal. An Israeli citizen threw her to the ground and kicked her repeatedly. Pure brutality. Pure brutality. At this very moment, two activists who were part of the flotilla heading to Gaza have been seized by the Israeli army, imprisoned, brutally beaten... an act of piracy and lawlessness... Nobody believes the flotilla alone can solve Gaza’s humanitarian catastrophe. Its purpose is to force the world to pay attention to a humanitarian tragedy that continues amid general indifference... For years we have heard that Israeli democracy is ‘the only democracy in the Middle East.’ But this is... a government carrying out genocidal policies. Europe should impose sanctions, just as it did against Russia. Europe must become more determined and willing to oppose both the United States and Israel, because Europe, and Italy in particular, is paying the price for this foolish and criminal war unleashed by Trump and Netanyahu.”

Paolo Mossetti

23,260 views • 25 days ago

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Rosy Bindi, a left-leaning Italian Christian Democrat, part of the Catholic left, and a former minister of Health under the Prodi government in the 1990s, on the Flotilla: "That is an example of how the State of Israel views human dignity at this moment. This government is harming the whole world: the Palestinians, and even the Jewish people themselves. The reaction we should have toward Israel must be an extremely firm one. We must have the courage to sever relations with this country. It cannot be enough merely to ask that Italians be treated well. A clear and unequivocal stance must be taken against a state that, at this moment, has become a danger to the world and tramples on fundamental human rights. Now, I understand that for this [Meloni] government it is difficult to reach these conclusions. Do we really have to wait for a video like this before reacting? The words being used against the Flotilla are deeply insulting. The symbolic power of people who sacrifice part of their lives, their own money, and even put themselves at risk in order to remind everyone that there are peoples whose fundamental dignity is being crushed... this is something that a democratic country should praise, that we should be grateful for, not mock, not dismiss as “caravans.” The reason why we are not reacting strongly enough becomes obvious: the fundamental culture of rights and respect for human beings is being lost. Europe cannot afford this. The State of Israel has many means of pressure and blackmail. We know that. But there come moments when states themselves must be willing to take risks if they want to save the principles upon which they were founded. Principles we know very well came at a tremendous cost.” (Via Gisella Ruccia 🇵🇸)

Paolo Mossetti

10,476 views • 14 days ago