#famiglianelbosco
1:46
Sensitive content
This media may contain sensitive content.

Li stanno Rapendo ORA! I figli della Famiglia nel Bosco vengono portati VIA SENZA LA MADRE, senza sapere DOVE. DIFFONDETEEEEE🙏🏻 #famiglianelbosco #famigliadelbosco #Giorgiameloni Julianne Cowley LI STANNO PORTANDO VIA ADESSO SENZA DIRE DOVE LI PORTERANNO. SONO DEI LURIDI PEDOFILI VIOLENTATORI DI BAMBINI, LI STANNO MASSACRANDO, LORO ED I GENITORI. LI STANNO RAPENDO ADESSO PER LA SECONDA VOLTA. #assistentisociali #servizisociali #magistratura - Antonio Bilo Canella 👇👇👇
Sabrina F.29,231 Aufrufe • vor 5 Monaten

Leggete tutto fino in fondo, ma soprattutto seguite questo video. Ho messo prima lo sfogo di mamma Catherine e poi il testo scritto da un avvocato. #famiglianelbosco #famigliadelbosco #Giorgiameloni Julianne Cowley GIUSTIZIA STA ARRIVANDO PAGHERANNO PER TUTTI GLI ABUSI CHE HANNO COMMESSO AI DANNI DEI BAMBINI E DELLE LORO FAMIGLIE INNOCENTI. STANNO INDAGANDO SUI CRIMINI COMMESSI DALLE BESTIE DI SATANA. STA VENENDO FUORI TUTTO. Qui la lettera della mamma dei tre bambini strappati a lei ed al padre da un potere di stato deviato e pedofilo che brutalizza i bambini e agisce come una setta satanica. Catherine Birmingham: “Ci stanno spezzando dentro. C’è una convinzione ignorante e crudele che continua a circolare: che quello che abbiamo fatto per i nostri figli sia stato sbagliato. Ma la verità è un’altra. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per proteggerli. Ho anche fatto vaccinare i miei figli, perché la loro salute viene prima di qualsiasi cosa. Non abbiamo mai agito per ideologia, ma solo per amore. Noi stiamo mettendo i nostri figli al primo posto. Sempre. E non faremo mai nulla che possa danneggiarli. Ma quello che stiamo vivendo è devastante. Sentire i miei figli urlare contro il muro perché stanno impazzendo dalla pressione, svegliarsi di notte per gli incubi gridando “Mamma aiutami, ho paura”… è qualcosa che nessun genitore dovrebbe vedere o sopportare. Fa male vedere i propri figli manipolati, bullizzati, indottrinati. Fa male sentirsi impotenti mentre loro soffrono. E per un po’ ho provato a minimizzare, a ripetermi che “va tutto bene”. Il primo mese è stato così. Poi ho capito una cosa: così non li stavo proteggendo. E allora mi sono guardata dentro e ho iniziato a chiedermi se voglio davvero continuare a vivere in un posto dove i miei figli devono subire tutto questo. Forse no. Forse la nostra strada sarà andare altrove, ricominciare da capo, magari in un altro Paese d’Europa. E quando qualcuno mi chiede perché abbiamo scelto proprio l’Italia per realizzare il nostro progetto, oggi l’unica domanda che riesco a farmi è un’altra: perché ho scelto di venire proprio qui?” - Catherine Birmingham. ---------------------------- In Italia si parla spesso di “tutela dei minori”, ma molto meno di quanto costa davvero il sistema delle comunità per minori (le cosiddette case famiglia). Alcuni numeri meritano attenzione. • Una comunità riceve mediamente tra 100 e 150 euro al giorno per ogni minore. • Significa 36.000 – 55.000 euro l’anno per ciascun ragazzo. • Una struttura con 8 minori ospitati può arrivare a incassare tra 300.000 e oltre 430.000 euro all’anno. In Italia si stimano circa 30.000 minori collocati fuori dalla famiglia, tra comunità e affidi residenziali. Il risultato è una spesa pubblica complessiva vicina a 1,6 – 1,7 miliardi di euro l’anno a cui aggiungere tutti i costi esterni. La domanda che dovrebbe interessare tutti non è ideologica, ma molto concreta: tutti questi allontanamenti sono davvero inevitabili? Perché se per ogni minore collocato fuori casa lo Stato paga oltre 3.000 – 4.500 euro al mese, diventa legittimo chiedersi: – quanto si investe invece nel sostenere la famiglia prima dell’allontanamento – quante verifiche reali vengono fatte sulla necessità e sulla durata del collocamento – se esiste un sistema di controllo effettivo sui fondi pubblici La tutela dei minori è sacrosanta. Ma proprio per questo trasparenza, controlli e responsabilità non dovrebbero mai mancare, soprattutto quando in gioco ci sono famiglie, bambini e quasi due miliardi di euro pubblici ogni anno. - AVV. Andrea Perillo 👇👇👇
Sabrina F.20,278 Aufrufe • vor 5 Monaten

CRIMINALI AUTORIZZATI. #famiglianelbosco #famigliadelbosco GIUDICE RUBA BAMBINO/A E SE LO TIENE 10 ANNI 😯 - Una casta di criminali intoccabili - - Giudice sottrae (rapisce) bambino/a alla madre e se lo porta a casa sua tenendoselo/a 10 anni, per il #CSM tutto regolare. 👇👇👇
Sabrina F.22,037 Aufrufe • vor 6 Monaten

#famiglianelbosco. La madre ringrazia gli italiani, “Persone incredibili”, dice. (segue lettera della sorella di Catherine mamma dei bambini rapiti) #Famigliadelbosco #Magistratura #GiorgiaMeloni STANNO UCCIDENDO QUESTA FAMIGLIA, GIUDICI, ASSISTENTI SOCIALI INCAPACI E CORROTTI, POTERI FORTI DEVIATI, STANNO UCCIDENDO QUESTA FAMIGLIA. NON ABBASSIAMO LA GUARDIA, VANNO FERMATI! Lettera di Rachael Birmingham, sorella di Catherine. “Un bambino di sette anni che smette di mangiare per riavere la sua mamma. Sembra una frase impossibile da pronunciare. Eppure è ciò che sta accadendo davvero. Un bambino così piccolo rifiuta il cibo e ripete sempre la stessa cosa: non mangerà finché la mamma non tornerà. Non perché qualcuno gli abbia messo queste parole in bocca, ma perché nella sua testa di bambino quella è l’unica soluzione che riesce a immaginare. Se smette di mangiare, forse la mamma tornerà. A sette anni non si dovrebbe conoscere un dolore del genere. A sette anni si dovrebbe pensare ai giochi, alla scuola, agli amici. Non a strategie disperate per riabbracciare la propria madre. Ogni telefonata diventa una ferita che si riapre. Ogni videochiamata la sera è come rivivere la separazione da capo. Bambini che guardano lo schermo e continuano a ripetere per minuti interminabili: “Mamma ti prego vieni qui… abbiamo bisogno di te.” Sono parole che spezzano il cuore. Perché quando un bambino dice “abbiamo bisogno di te”, non sta facendo un capriccio. Sta esprimendo il bisogno più primario che esista: la presenza della propria madre. Eppure quella presenza viene negata. E così, ogni volta, sono costretti a dire di nuovo addio. Ancora. Ancora una volta. Lo psichiatra che segue Catherine ha spiegato chiaramente che non si trova davanti a una donna aggressiva o pericolosa. Ha parlato di una madre protettiva, di una donna spinta dalla forza e dalla passione che solo una madre può avere quando sente il bisogno di difendere i propri figli. Determinata, sì. Ma perché vuole proteggerli. Intanto i bambini continuano a chiedere la stessa cosa: riavere la loro mamma. E quando dei bambini arrivano a supplicare così, quando un bambino di sette anni smette di mangiare perché crede che sia l’unico modo per riabbracciarla, allora qualcosa in questa situazione si è rotto davvero. Perché l’infanzia non dovrebbe essere fatta di suppliche, di addii ripetuti, di videochiamate piene di lacrime. Questa non è una normalità. E quando il dolore dei bambini diventa così evidente, così disperato, qualcuno dovrebbe fermarsi e chiedersi se tutto questo abbia davvero senso. Perché vedere dei figli implorare la propria madre e non poter fare nulla per riunirli… per molti, semplicemente, è qualcosa che assomiglia alla follia.”
Sabrina F.17,230 Aufrufe • vor 5 Monaten

NON LO DIMENTICATE MAI. La vera pandemia è la pedofila. PAZZESCO: 35.000 BAMBINI TOLTI ALLE FAMIGLIE. #Famiglianelbosco #famigliadelbosco #Italia #EpsteinFiles Oltre 35.000 bambini in Italia sono stati allontanati dalle loro famiglie: è il dato ufficiale del Rapporto sui minori in carico ai servizi sociali presentato in Parlamento. Non si tratta di minori stranieri non accompagnati, ma di bambini italiani separati dai genitori e spesso inseriti in case protette o affidi residenziali, con costi altissimi per lo Stato e conseguenze profonde sulle famiglie coinvolte. A cura di Francesco Borgonovo 👇👇👇
Sabrina F.14,056 Aufrufe • vor 5 Monaten

#famiglianelbosco #famigliadelbosco #Giorgiameloni Julianne Cowley LIBERATE QUESTA FAMIGLIA DA QUESTA ORDA DI CRIMINALI. #assistentisociali #servizisociali #magistratura Mario Adinolfi: Avevo scritto: non osino. Hanno osato. Strappano i tre bambini della famiglia nel bosco a mamma Catherine con un provvedimento criminale che ora richiede l’immediato del governo, di Carlo Nordio e della donnamadrecristiana, ma anche della Chiesa visto che la casa famiglia da cui Catherine verrà allontana è dell’arcidiocesi di Chieti Vasto. Arcivescovo Bruno Forte, scenda dalla curia e vada a frapporsi tra la violenza delle istituzioni e le infinite lacrime di una mamma cattolica australiana colpevole solo di non volersi conformare alla cricca ideologica che sta torturando la famiglia nel bosco e con metodi analoghi altre migliaia di famiglie. Eccellenza, so benissimo che i soldi dati dallo Stato alle case famiglia rette dalle diocesi rappresentano un business multimilionario succulento, ma ora occorre schierarsi dalla parte di Cristo in croce e da bene che oggi a essere inchiodati sono una donna cattolica, suo marito, i loro tre bambini che grazie alla magistratura ideologizzata italiana resteranno traumatizzati per sempre. 👇👇👇
Sabrina F.13,073 Aufrufe • vor 5 Monaten

CLAMOROSO ATTACCO ALLA FAMIGLIA NEL BOSCO. "Orso Bruno" #Famiglianelbosco #famigliadelbosco BASTA CON QUESTO ORRORE, RESTITUITE I BAMBINI AI GENITORI. SIETE BESTIE! "I bambini del bosco meritano di tornare a casa, non di essere cavie di test discutibili e perizie viziate da pregiudizi". Fermate questa macchina infernale di controllo statale sulla famiglia. Il governo e il Parlamento dove sono"?😡 ----------------------------- 🔴 L’ennesima puntata di questa vicenda vergognosa puzza di accanimento ideologico: punire chi rifiuta il modello unico imposto dal sistema, etichettandolo come “pericoloso” o “pazzo”. E ora, con una psicologa che li insultava sui social e poi si scopre che è la stessa che li valuta, si tocca il fondo. Nuovo colpo di scena nel caso della famiglia nel bosco: la collaboratrice incaricata di svolgere i test psicologici decisivi per la perizia sui genitori avrebbe pubblicato sui social, mesi prima, post critici e ironici proprio contro i Trevallion. Ora si aprono interrogativi su imparzialità, selezione dei consulenti e validità dell’intera perizia. - Francesco Borgonovo ------------------------------ Si è scoperto che la collaboratrice che deve sottoporre a test per valutare le capacità genitoriali di Nathan Trevallion e Cate Birmingham su disposizione del Tribunale per i Minorenni aveva in passato sui social condiviso giudizi pesanti e sprezzanti proprio contro di loro. Una circostanza non irrilevante che è motivo di un nuovo scontro tra periti nominati dal Tribunale da una parte, difesa e consulenti della cosiddetta famiglia nel bosco. Al centro della nuova disputa la giovane psicologa che sta conducendo i test sulla coppia in qualità di assistente della collega Simona Ceccoli, nominata dal Tribunale per valutare le capacità genitoriali di Nathan Trevallion e Cate Birmingham. Secondo il professor Tonino Cantelmi, lo psichiatra consulente dello studio legale che sta seguendo la coppia, la psicologa in passato si era lasciata andare sui social a commenti proprio contro i due genitori che ora è chiamata a valutare. “La Consulente tecnica ha affidato la scelta dei test a una giovane psicologa, iscritta all’albo solo da poco più di tre anni e le cui competenze reali saranno tutte da valutare, in passato ha condiviso su Facebook dichiarazioni pubbliche gravissime contro la famiglia del bosco e poi ha accettato di essere colei che deve valutarla attraverso i test" ha spiegato Cantelmi sostenendo si tratti di un grave errore deontologico. "Abbiamo lealmente offerto collaborazione su questo tema, ma la giovane non sembra voler accettare il nostro aiuto e propone test obsoleti e troppo discrezionali" ha lo psichiatra, ipotizzando addirittura la ricusazione della dottoressa Ceccoli, titolare della perizia ordinata dei Giudici. La giovane psicologa ha replicato: "Quanto detto qualifica il signor Cantelmi e non me. Per me parla il curriculum. E se le mie competenze sono da valutare, le sue sono già valutabili da un punto di vista deontologico”. "La giovane ha dichiarato che, per lei, parla il curriculum. Gliene diamo atto, è iscritta all'Albo degli Psicologi da poco più di 3 anni. Per operare con i minori sarebbero richiesti almeno cinque anni di esperienza professionale documentata o docenza universitaria. A questo punto, vorrei verificare se anche il curriculum della Ctu soddisfa questi requisiti" ha replicato Cantelmi che annuncia opposizione nel caso anche i piccoli vengano sottoposti ai test. Su caso è intervenuta anche la Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della Regione Abruzzo dando ragione a Cantelmi "Una psicologa che abbia già manifestato posizioni pregiudiziali non può essere considerata imparziale. Sarebbe un fatto di estrema gravità", afferma De Febis, aggiungendo: "Non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità di chi è chiamato a svolgere funzioni tecniche". - Favorite 👇👇👇
Sabrina F.12,387 Aufrufe • vor 5 Monaten

Assistenti sociali VERGOGNOSI. FAMIGLIA NEL BOSCO: SALTA IL CONFRONTO, L’ASSISTENTE SOCIALE VIGLIACCA PERCHÉ IN MALAFEDE, NON SI PRESENTA ALLA GARANTE PER I MINORI. #famiglianelbosco #famigliadelbosco Famiglia nel bosco, servizi sociali in fuga. Grandi notizie (si fa per dire) sulla famiglia nel bosco: nella casa protetta i bambini possono finalmente guardare cartoni animati e usare lo smartphone, un grande passo verso la “normalità”. E l’altra notizia è che, durante la visita nella casa protetta della Garante per l’infanzia, Marina Terragni, l’assistente sociale Verusca D’Angelo non solo non si è presentata, ma non ha neanche voluto parlarle al telefono. Nuove tensioni e interrogativi nel caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”, la vicenda dei tre minori allontanati dai genitori e trasferiti in una struttura protetta dopo il ritrovamento della famiglia che viveva isolata nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti. Durante la visita istituzionale effettuata dalla Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, presso la struttura che ospita i minori, non si è tenuto il confronto previsto con l’assistente sociale incaricata del caso. Secondo quanto riferito dalla stessa garante, era stato programmato un contatto telefonico, ma l’assistente sociale avrebbe successivamente comunicato l’impossibilità a partecipare al colloquio, impedendo di fatto il confronto diretto su una vicenda che continua a sollevare forti polemiche e interrogativi sulla gestione istituzionale. La visita della garante aveva l’obiettivo di verificare le condizioni dei minori e raccogliere elementi utili per comprendere le ragioni dell’allontanamento dalla famiglia, una decisione presa dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila e che nelle ultime settimane è diventata oggetto di dibattito pubblico. Il mancato confronto con una delle figure chiave del caso rischia ora di alimentare ulteriori dubbi sulla trasparenza e sulle modalità con cui la vicenda è stata gestita. Resta aperta una domanda centrale: perché non è stato possibile il confronto diretto tra la garante nazionale e l’assistente sociale responsabile del caso? - Stefano Becciolini BECCIOLINI NETWORK FONTI: stampa nazionale e dichiarazioni riportate da testate italiane tra cui AbruzzoWeb e NewsPrima.
Sabrina F.10,989 Aufrufe • vor 5 Monaten

Cacciata la MADRE! Guai a voi! #FamigliaNelBosco #FamigliaDelBosco 𝐅𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐁𝐨𝐬𝐜𝐨: 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐢, 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐭𝐫𝐚, 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐚 𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨? 𝐄 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐝𝐝𝐢𝐬𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢? #TribunaleMinori #Giustizia #Abruzzo #Vasto #ServiziSociali #magistratura C’è una domanda che da ieri sera pesa come un macigno su tutta la vicenda della cosiddetta famiglia del bosco. Una domanda che non riguarda soltanto un’ordinanza, ma le coscienze di chi l’ha firmata, sostenuta e resa possibile. Il presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, e il giudice relatore Roberto Ferrari hanno disposto con un provvedimento durissimo l’interruzione totale della convivenza tra Catherine Birmingham e i suoi tre figli, decretando di fatto la separazione definitiva. Nelle motivazioni compaiono parole pesantissime: «La condotta tenuta dalla madre dalla fine di gennaio è fonte di grave pregiudizio, non solo per l’istruzione dei figli, ma anche per il loro equilibrio psichico, per la loro educazione e persino per la loro incolumità». Parole che lasciano poco spazio alle sfumature. Ma allora viene spontaneo chiedersi: davvero tutta la realtà è stata raccontata? Tutti i documenti sono stati letti nella loro interezza? Perché proprio qui nasce la prima, enorme contraddizione. Come riportato dal quotidiano Il Centro, nella relazione della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti depositata il 30 gennaio esiste anche un’altra fotografia della famiglia. Una fotografia che sembra scomparsa nell’ordinanza. Gli specialisti, infatti, scrivevano chiaramente: «È indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari». E ancora: «L’interazione con i genitori risulta valida e questi rappresentano per loro un valido riferimento emotivo». Perché queste frasi non compaiono nel provvedimento? Perché le parti favorevoli al ricongiungimento familiare sembrano sparite? Perché, sempre secondo quanto evidenziato dal quotidiano, sarebbero stati presi in considerazione quasi esclusivamente i passaggi clinici negativi? E allora le domande diventano inevitabili. Gli assistenti sociali coinvolti nella vicenda sono davvero convinti di aver fatto tutto il possibile per proteggere questi bambini? Sono davvero certi che separarli dalla madre e spostarli in un’altra struttura sia la soluzione migliore? Altri interrogativi arrivano dal mondo della psichiatria. Lo psichiatra Tonino Cantelmi ha sollevato dubbi molto pesanti sul lavoro dei consulenti tecnici, indicando direttamente la psichiatra Simona Ceccoli e la psicologa Valentina Garrapeta. «Questa è una perizia che stanno portando avanti un Ctu che di giorno non fa lo psichiatra, lavora in una struttura per anziani e sta facendo valutazioni sui minori», sottolinea Cantelmi. Non solo. Lo specialista critica anche il ruolo dell’ausiliaria coinvolta nella consulenza: «Ha tre anni e mezzo di iscrizione all’albo e dichiara di avere tante competenze, ma non quella sui minori». Parole che pesano. Perché quando si decide il destino di tre bambini, ogni competenza dovrebbe essere inattaccabile. E poi c’è un’altra questione che non può essere ignorata. I giudici parlano di “segregazione”. Un termine gravissimo, che evoca prigionia e isolamento. Ma negli atti dell’inchiesta esistono anche fotografie e testimonianze dei vicini che raccontano altro: bambini che passeggiano al supermercato, che giocano sulle macchinine di un centro commerciale, che mangiano un gelato al bar, che interagiscono con altri coetanei. Continua sotto nel primo commento ⤵️
Sabrina F.11,187 Aufrufe • vor 5 Monaten


