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Avete voluto la barca? Ora navigate! Capisco che il #PartitoDemocratico debba moltissimo al #Quirinale: il Colle ha garantito innumerevoli volte che il #PD governasse pur avendo straperso le elezioni. Umanamente comprendo l'attaccamento al #Presidente, ma c’è un limite a tutto. Adesso il PD spinge perché la #Flottilla torni a...

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Sentite un po’ questi due e ditemi che ne pensate, perché davvero io comincio a non farcela più. Da un lato l’augusto #Augias: quello del #fascismo goniometrico (vi ricordate quando da Floris giudicava le braccia tese in base all’inclinazione?), quello per cui le Scritture ci inviterebbero al #riarmo. Dall’altro, #Zagrebelsky, quello che ne capisce di #Costituzione. Corrado ci dice che le democrazie sono a rischio. E uno pensa: “Vedrai che si riferisce al fatto che hanno fatto fuori #Georgescu in #Romania e che ora ci stiano provando con #Simion; sicuro si riferirà all’assurdità per cui un giudice di primo grado impedisce a #LePen di candidarsi all’Eliseo; certamente non gli saranno andati giù gli attentati a #Fico, a #Trump, la morte della guardia del corpo di #Orban; non dormirà per le recenti dichiarazioni di Thierry #Breton e per i rischi di messa al bando di #AfD; gli saranno tornate in mente le parole di #Oettinger, quando disse che i mercati ci avrebbero insegnato a votare". Che volete che vi dica? Forse pensa che impedire ai popoli di scegliere chi vogliono sia davvero un rischio grave per la tenuta democratica e costituzionale dei paesi coinvolti. Che ci sia un pericolo reale di implosione sistemica delle impalcature istituzionali. Che il contratto sociale stia andando a farsi benedire: cose così, di mero buonsenso. E invece no, bellezze mie. Vuole dire esattamente il contrario: che non è abbastanza, che non bastano gli interventi “tecnici” contro singole forze politiche, che le tecnocrazie non siano ancora sufficientemente attrezzate contro il pericolo che partiti votati dalla gente rappresenterebbero. Siamo a questo punto. Poi interviene quell’altro, il costituzionalista, il Presidente emerito della Corte Costituzionale. E che ti dice il Gustavo? Bene la #Germania… ma gli altri? Noi? Che si fa? Gente, io sono preoccupato. Ma preoccupato per davvero.

Savino Balzano

54,727 Aufrufe • vor 1 Jahr

La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. Non è un imprevisto, era previsto: da mesi si sono esercitati anche per questo. Perché non sono esagitati, non sono avventurieri in gita: sono donne e uomini che rappresentano la parte migliore di questo mondo, quella che crede nel valore delle missioni civili e della non violenza. La Global Sumud Flotilla aveva due obiettivi dichiarati. Il primo: aprire gli occhi del mondo su Gaza, sottolineando la complicità dei governi che da anni tollerano e sostengono il blocco mentre si consuma un genocidio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Oggi nessuno può più dire di non sapere, nessuno può più nascondersi dietro il silenzio. Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo. Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano. È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita. La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque. #LaSveglia per La Notizia

Giulio Cavalli

16,946 Aufrufe • vor 11 Monaten

Lezioni di Dignità (e di Italiano) al Governo Meloni ​Avete visto quel ragazzo nel video? Sì, quello con la felpa bordeaux che, con la calma di un monaco tibetano e la precisione di un chirurgo, ha smontato pezzo per pezzo l'Onorevole Bignami in diretta nazionale. ​Mentre il Governo è impegnato nel suo sport preferito — lo "Scarica Barile Olimpico" — è arrivato un giovane a ricordarci una cosa che a Palazzo Chigi sembra fantascienza: la responsabilità. ​📷 La Classifica dell'Incapacità (secondo gli slogan) ​In questo governo abbiamo dei veri campioni: ​Salvini: Il re del "Prima gli Italiani", che però non ha ancora capito che gli italiani vorrebbero prima di tutto qualcuno che non faccia tweet ogni volta che scuoce la pasta. ​Meloni: Quella che "contro di noi ci sono le toghe politicizzate". Praticamente, se piove il sabato pomeriggio, è colpa di un giudice di sinistra che ha emesso un'ordinanza contro il sole. ​Bignami: Che nell'immagine lo vediamo difendere l'indifendibile per poi trovarsi a fare la figura del "viggile" che ha sbagliato incrocio quando la realtà dei fatti (quelli veri, non quelli da social) bussa alla porta. ​📷 Un ragazzo contro un esercito di "Sloganisti" ​Vedere questo ragazzo parlare di risultati, di sicurezza e di accoglienza con dati e logica, mentre Bignami cercava disperatamente di interromperlo con la solita domanda a trabocchetto (il classico "E allora il Piddí?"), è stato illuminante. ​È la prova che un grammo di dignità giovanile vale più di un quintale di propaganda di destra. ​📷 Perché dire NO (alla loro incompetenza) ​Questi politici ci chiedono di fidarci, di votare referendum per cambiare la giustizia a loro immagine e somiglianza, ma non sanno gestire nemmeno un confronto in TV senza dare la colpa a qualcuno che c'era dieci anni fa. ​Il messaggio è chiaro: Se un ragazzo in felpa riesce a mettere all'angolo un sottosegretario usando solo la verità, immaginate cosa potrebbe fare un intero Paese se smettesse di credere alle favole di questi maghi dello slogan. ​Meno urla, più fatti. Meno propaganda, più ragazzi così! #24febbraio

"Fabio C". (R.I.A)

110,515 Aufrufe • vor 6 Monaten

Per leggermi ci metterete più di ventuno secondi, ma ne varrà la pena (spero). Almeno non vi sporcherà la coscienza. Li riconosco anche quando non dicono una parola. Li vedo camminare per strada, con quell’aria tranquilla, come se niente potesse toccarli. Sorridono, chiacchierano, fingono di essere ciò che vorrebbero, ma basta osservarli con la giusta attenzione per capire che quella calma è finta, tenuta insieme da un filo sottile, pronto a spezzarsi da un momento all’altro. Quel filo è il male. C’è sempre, in ognuno di loro. Non sempre fa rumore, non sempre si mostra. A volte è solo una scelta non fatta, una verità taciuta, una bugia detta per convenienza. Chi ci ha avuto a che fare, in qualunque modo, non se n’è più liberato. Il male resta, si deposita come polvere, e a poco a poco diventa parte di te. Ti tiene fermo, ti congela in un presente che non passa mai. Così provano a scappare. C’è chi si nasconde dietro una toga, chi dietro un abito talare, chi dietro un sorriso pulito. Tutti cercano di cancellare l’odore del sangue, di coprire la colpa con un filtro emotivo. Ma il tempo non pulisce niente, e quel giorno - quello in cui tutto è cominciato - non è mai davvero finito. Continua a tornare, come un rumore di passi alle tue spalle che non smette di seguirti. Oggi quei ragazzi hanno quarant’anni, ma sembrano ancora ragazzini spaventati, rannicchiati dietro le madri. Forse perché anche le madri sanno. Forse perché anche loro hanno scelto di tacere. #Garlasco non è solo un paese. È un ritratto del male, un quadro dipinto col sangue e la vanità umana. C’è l’artista che confonde la bellezza femminile con la depravazione, e il carabiniere che ha venduto l’anima e l'onore in una stanza d’albergo. E in fondo non importa come andrà a finire: la condanna è già scritta. Si sono giudicati da soli, molto prima che qualcuno potesse farlo per loro. E allora capisci che la libertà è un’illusione. Perché non servono sbarre per essere prigionieri. Le celle più strette sono quelle costruite nella propria coscienza. E l’ergastolo più lungo è vivere sapendo di aver guardato il male - e di non aver fatto nulla per fermarlo. Ci sono persone che hanno un talento naturale per il male. Non lo imparano, non lo cercano: lo hanno nel sangue. Per loro il male non è un errore, ma una forma di coerenza. Non sempre si divertono a far soffrire, non è quello il punto. È più come un impulso, qualcosa che scatta quando la luce diventa troppo forte, e loro devono spegnerla. È allora che mostrano chi sono davvero. E non c’è pentimento che tenga, perché il male, per loro, è un linguaggio. Lo parlano con disinvoltura, come se fosse l’unico modo che conoscono per comunicare col mondo. Possono nasconderlo dietro una facciata rispettabile, una famiglia, una carriera. Ma alla fine riaffiora sempre. E non serve nemmeno agire per farlo. A volte basta stare fermi. Lasciare che un’ingiustizia accada, che un innocente paghi, che una verità resti sepolta. È una forma di male più silenziosa, più accettabile - ma non meno letale. Il male di cui parlo non grida. Sussurra. Si infila nei gesti quotidiani, nelle omissioni, nelle mezze verità. È quel male che ti fa credere di aver scelto bene, quando in realtà hai scelto solo te stesso.

John Doe

37,587 Aufrufe • vor 10 Monaten

Ieri, al telefono con il direttore del Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, abbiamo parlato di Matteo #Renzi. Ha ragione #Travaglio quando dice che gran parte del mondo televisivo stia cercando di trovargli una collocazione parlamentare nella prossima legislatura. È innegabile che vi sia una sovraesposizione rispetto al peso politico del personaggio, che oggi può contare su consensi quantitativamente risibili. Letteralmente ridicoli rispetto all'attenzione che i media continuano a riservargli. Perché? E come mai il PD continui a volerlo trascinare dentro resta un mistero. Renzi ha letteralmente demolito la maschera della sinistra riformista e pseudoprogressista, mostrandone il vero volto: quello della destra neoliberale. Parlano il Jobs Act e la Buona Scuola, per fare solo due esempi. Doveva essere l'uomo della rottamazione dei vecchi per fare spazio ai giovani, ma ha finito per silurare il partito e poi scappare via. La stessa #Schlein lasciò il PD in polemica con il blairismo di Renzi. Oggi, invece, sembra volerlo a tutti i costi. Perché? Personalmente, e non credo di sbagliare, penso che Renzi rappresenti una polpetta avvelenata. Prima di tutto perché è assolutamente inaffidabile (e lo ha capito persino Calenda); in secondo luogo perché, assai comprensibilmente, finirebbe per accrescere l'astensione proprio in quell'elettorato di centrosinistra che non lo può vedere. E non mi pare una grande mossa, visto che dall'altra parte, a destra, c'è chi pesca voti proprio tra gli astenuti per aumentare i propri consensi. #BattitoriLiberi, Radio Cusano.

Savino Balzano

11,240 Aufrufe • vor 2 Monaten

Miami 🇺🇸 ✍️ Appunti di viaggio È questa la grandezza di Sinner. Piove, il campo è bagnato, non è possibile giocare. È pericoloso. Rischi di farti male. Una domenica bestiale. Per gli umani, non per Jannik. Perché lui decide che vuole allenarsi per 40' sul centrale prima della finale del doppio femminile. Non importa se piove. Perché vuole toccare la palla verso la sua finale di oggi. Si infila allora tra gli spazzoloni e decide lui che vale la pena provare a giocare. Lehecka invece non prova il campo, non divide lo slot, resta negli spogliatoi. Cahill e Vagnozzi si mettono d'impegno al volo nel ruolo di sparring partner di lusso riempiendo in due il campo. "Vagno" è leggero e non sbaglia una palla come al solito. Cahill pensa dentro di sè durante il palleggio sotto la pioggia a quanto sia matto a 60 anni a fare tutto quello che gli chiede Jannik, compreso il no al suo prepensionamento che pensava di meritare dopo aver girato il mondo più di Marco Polo dopo 4 numeri uno al mondo allenati. Ma il mondo oggi lo comanda Jannik. Il campo è bagnato per gli altri, non per lui. "Pay attention, the court is slippery" gli ricordano gli addetti. Ma non sanno con chi hanno a che fare, of course. Non sanno che se Jannik vuole una cosa ci riesce sempre a farla. Anche a camminare sull'acqua, come accaduto in passato a qualcuno prima di lui. 40' divini, da San Candido a Miami. Perché è dalla rifinitura che parte tutto. È da questi dettagli che si vede il giocatore. È da questi particolari che nascono i record di Jannik. È da questa volontà mostruosa che si diventa Sinner. Partito dalle montagne per scalare l'Everest. A un passo ora dal Paradiso. ✍️ Angelo

Angelo Mangiante

119,613 Aufrufe • vor 5 Monaten

“Il giorno in cui seppellirai tuo padre" Capirai di aver perso l’unico uomo che voleva davvero vederti migliore di lui. Ci sono verità che arrivano tardi… troppo tardi. E una delle più dolorose è capire, quando non c’è più, quanto fosse importante tuo padre. Perché mentre era vivo forse non sei sempre riuscito a vederlo davvero. Forse lo hai giudicato per il suo carattere, per il suo modo duro di amare, per i suoi silenzi, per ciò che non sapeva dire. Ma poi il tempo, che mette sempre ogni cosa al suo posto, ti fa capire qualcosa di enorme: pochi uomini nella vita desidereranno il tuo successo quanto tuo padre. Un vero padre non compete con te. Non ti invidia. Non vuole vederti sotto di lui. Al contrario… anche se non lo dice, anche se non lo dimostra nel modo giusto, dentro di sé spera che tu vada più lontano, che soffra meno, che realizzi ciò che lui non ha potuto e che diventi un uomo migliore di lui. E questo amore… è tra i più puri che esistono. Perché spesso non si vede. Si nasconde nei sacrifici silenziosi, nella stanchezza, nelle preoccupazioni che non racconta, nei giorni interi passati a lavorare per non farti mancare nulla. Non era perfetto. Non sempre sapeva abbracciarti, ascoltarti, dirti “ti voglio bene”. Ma nel modo in cui ha lottato per te… lo stava dicendo ogni giorno. E quando lo perdi… non perdi solo un padre. Perdi consigli che non sentirai più, una presenza che credevi eterna, una parte di te che non sarà mai più la stessa. E allora capisci… che se n’è andato uno dei pochi che voleva vederti vincere davvero, senza condizioni, senza ego, senza paura di essere superato. Per questo, se lo hai ancora… ascoltalo di più. abbraccialo di più. perdonalo di più. parlagli di più. Perché quando non ci sarà più… ci saranno silenzi che peseranno per sempre. A volte, l’uomo che ha detto meno “ti amo”… è stato quello che ha pregato di più, in silenzio, per vederti stare meglio di lui. 🙏

CLAUDIO DDX 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 🇮🇹

15,481 Aufrufe • vor 4 Monaten