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Avevo appena compiuto cinquant’anni quando mio marito mi annunciò, con l’aria solenne di chi ha trovato l’illuminazione, che doveva “ritrovare se stesso”. Non con me. Con un’altra. Più giovane. Parlava come se stesse spiegando un pellegrinaggio dell’anima. Diceva di aver bisogno di libertà. Di un senso. Di vivere “per...

45,758 просмотров • 7 месяцев назад •via X (Twitter)

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Per leggermi ci metterete più di ventuno secondi, ma ne varrà la pena (spero). Almeno non vi sporcherà la coscienza. Li riconosco anche quando non dicono una parola. Li vedo camminare per strada, con quell’aria tranquilla, come se niente potesse toccarli. Sorridono, chiacchierano, fingono di essere ciò che vorrebbero, ma basta osservarli con la giusta attenzione per capire che quella calma è finta, tenuta insieme da un filo sottile, pronto a spezzarsi da un momento all’altro. Quel filo è il male. C’è sempre, in ognuno di loro. Non sempre fa rumore, non sempre si mostra. A volte è solo una scelta non fatta, una verità taciuta, una bugia detta per convenienza. Chi ci ha avuto a che fare, in qualunque modo, non se n’è più liberato. Il male resta, si deposita come polvere, e a poco a poco diventa parte di te. Ti tiene fermo, ti congela in un presente che non passa mai. Così provano a scappare. C’è chi si nasconde dietro una toga, chi dietro un abito talare, chi dietro un sorriso pulito. Tutti cercano di cancellare l’odore del sangue, di coprire la colpa con un filtro emotivo. Ma il tempo non pulisce niente, e quel giorno - quello in cui tutto è cominciato - non è mai davvero finito. Continua a tornare, come un rumore di passi alle tue spalle che non smette di seguirti. Oggi quei ragazzi hanno quarant’anni, ma sembrano ancora ragazzini spaventati, rannicchiati dietro le madri. Forse perché anche le madri sanno. Forse perché anche loro hanno scelto di tacere. #Garlasco non è solo un paese. È un ritratto del male, un quadro dipinto col sangue e la vanità umana. C’è l’artista che confonde la bellezza femminile con la depravazione, e il carabiniere che ha venduto l’anima e l'onore in una stanza d’albergo. E in fondo non importa come andrà a finire: la condanna è già scritta. Si sono giudicati da soli, molto prima che qualcuno potesse farlo per loro. E allora capisci che la libertà è un’illusione. Perché non servono sbarre per essere prigionieri. Le celle più strette sono quelle costruite nella propria coscienza. E l’ergastolo più lungo è vivere sapendo di aver guardato il male - e di non aver fatto nulla per fermarlo. Ci sono persone che hanno un talento naturale per il male. Non lo imparano, non lo cercano: lo hanno nel sangue. Per loro il male non è un errore, ma una forma di coerenza. Non sempre si divertono a far soffrire, non è quello il punto. È più come un impulso, qualcosa che scatta quando la luce diventa troppo forte, e loro devono spegnerla. È allora che mostrano chi sono davvero. E non c’è pentimento che tenga, perché il male, per loro, è un linguaggio. Lo parlano con disinvoltura, come se fosse l’unico modo che conoscono per comunicare col mondo. Possono nasconderlo dietro una facciata rispettabile, una famiglia, una carriera. Ma alla fine riaffiora sempre. E non serve nemmeno agire per farlo. A volte basta stare fermi. Lasciare che un’ingiustizia accada, che un innocente paghi, che una verità resti sepolta. È una forma di male più silenziosa, più accettabile - ma non meno letale. Il male di cui parlo non grida. Sussurra. Si infila nei gesti quotidiani, nelle omissioni, nelle mezze verità. È quel male che ti fa credere di aver scelto bene, quando in realtà hai scelto solo te stesso.

John Doe

37,587 просмотров • 9 месяцев назад

“Il giorno in cui seppellirai tuo padre" Capirai di aver perso l’unico uomo che voleva davvero vederti migliore di lui. Ci sono verità che arrivano tardi… troppo tardi. E una delle più dolorose è capire, quando non c’è più, quanto fosse importante tuo padre. Perché mentre era vivo forse non sei sempre riuscito a vederlo davvero. Forse lo hai giudicato per il suo carattere, per il suo modo duro di amare, per i suoi silenzi, per ciò che non sapeva dire. Ma poi il tempo, che mette sempre ogni cosa al suo posto, ti fa capire qualcosa di enorme: pochi uomini nella vita desidereranno il tuo successo quanto tuo padre. Un vero padre non compete con te. Non ti invidia. Non vuole vederti sotto di lui. Al contrario… anche se non lo dice, anche se non lo dimostra nel modo giusto, dentro di sé spera che tu vada più lontano, che soffra meno, che realizzi ciò che lui non ha potuto e che diventi un uomo migliore di lui. E questo amore… è tra i più puri che esistono. Perché spesso non si vede. Si nasconde nei sacrifici silenziosi, nella stanchezza, nelle preoccupazioni che non racconta, nei giorni interi passati a lavorare per non farti mancare nulla. Non era perfetto. Non sempre sapeva abbracciarti, ascoltarti, dirti “ti voglio bene”. Ma nel modo in cui ha lottato per te… lo stava dicendo ogni giorno. E quando lo perdi… non perdi solo un padre. Perdi consigli che non sentirai più, una presenza che credevi eterna, una parte di te che non sarà mai più la stessa. E allora capisci… che se n’è andato uno dei pochi che voleva vederti vincere davvero, senza condizioni, senza ego, senza paura di essere superato. Per questo, se lo hai ancora… ascoltalo di più. abbraccialo di più. perdonalo di più. parlagli di più. Perché quando non ci sarà più… ci saranno silenzi che peseranno per sempre. A volte, l’uomo che ha detto meno “ti amo”… è stato quello che ha pregato di più, in silenzio, per vederti stare meglio di lui. 🙏

CLAUDIO DDX 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 🇮🇹

15,481 просмотров • 3 месяцев назад

BELLISSIMA DA LEGGERE ❤️ Se un giorno mi vedrai vecchio, se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi, abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere, ascoltami: quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi. Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare: ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno. Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico: ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l'abc. Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso, dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti lì che mi ascolti. Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l'ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi. Quando dico che vorrei essere morto non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive. Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po' del tuo tempo, dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te. ❤️ Lettera di un padre a un figlio.

Sabrina F.

120,919 просмотров • 2 лет назад

Mr. Roberto Burioni, non ho voglia di scherzare e non accetto più di essere bullizzata. Nascondere il bullismo dietro all'ironia e al sarcasmo, non lo rende meno pericoloso e nemmeno meno violento. Questo suo comportamento intenzionale e ripetuto in continuazione in contesti e argomenti che non la coinvolgono, con il solo scopo di umiliarmi, ridicolizzarmi e danneggiarmi, sfruttando un evidente disequilibrio di potere, è già odioso quando proviene da persone con scarsa educazione e rispetto per il prossimo. Diventa inaccettabile e vergognoso quando proviene da una persona che, occupando la ribalta pubblica, moltiplica in maniera esponenziale i rischi che ne derivano. Perché il bullismo, quando viene alimentato da una figura pubblica, ha conseguenze reali. Io so cosa significa essere presa di mira. So cosa vuol dire aprire il telefono e trovare decine di mail d’odio, insulti, persino minacce. E so anche che non sono solo io. Ci sono persone comuni, madri, padri, giovani, che vengono sommersi dall’aggressività di chi si crede legittimato dal suo comportamento a "odiare" solo perché le persone osano fare domande o perché non accettano passivamente quello che lei dice. E farlo in nome della scienza, non costituisce un alibi, ma una aggravante. La scienza non è mai stata “io ho ragione e tu devi stare zitto”. La scienza è dialogo, è ascolto. Se invece di spiegare, umili, se invece di convincere, attacchi, allora non stai diffondendo conoscenza. Stai solo creando un branco. E il branco è pericoloso. Perché quando si dà il permesso al branco di trattare gli altri come nemici, come idioti, come “da cancellare”, allora succede quello che è successo a me e a tanti altri: insulti, intimidazioni, minacce. E non è più solo una discussione, diventa violenza. Perché le parole non restano confinate su X. Hanno conseguenze. E quando una persona viene aggredita, umiliata, minacciata solo perché la pensa diversamente, la colpa non è solo di chi aggredisce, umilia e minaccia, ma anche di chi ha creato quel clima. Quali sono le ragioni di questo suo cinico e chirurgico killeraggio nei miei confronti, Mr. Burioni? Mi teme a tal punto da rinunciare al rispetto di ogni principio etico e morale pur di mettermi a tacere per sempre? Lo fa di sua iniziativa o risponde a qualcuno? E la categoria alla quale appartiene intende identificarsi anche essa in questo comportamento di violenza e aggressività nei confronti di una donna? Io non ho paura di lei, né ho paura di quegli idioti fanatici che la seguono. Ho paura di quello che questo odio sta facendo alla nostra società. Perché quando si normalizza la violenza verbale, quando si giustifica il linciaggio digitale, si perde qualcosa di fondamentale: il rispetto per l’altro. E una società senza rispetto è una società che si sgretola. Mr. Burioni, stop bullying!

Heather Parisi 🤐

492,068 просмотров • 1 год назад

Dicono che assomiglia😳👇🏾 - No, no, no, è una bugia! Non è un dibattito, ti sta solo mentendo! - Calmati, per favore. - Non ti piace la libertà di parola? - Perché no? Se vuoi fare la figura dello stupido, continua così. Solo che qui ci sono dei bambini, comportati bene. - Non me ne frega niente. - Certo, non te ne frega niente. Un tipico di sinistra a cui non importa nulla tranne che di se stesso. - Chi ti ha detto che sono di sinistra? - E degli altri non te ne importa un fico secco... - CHI TI HA DETTO CHE SONO DI SINISTRA??? - Si vede da te. - Hai almeno un'istruzione superiore? - No, non sono andato al college. Ho avuto successo senza passare quattro anni a poltrire... - Non hai nemmeno un'istruzione, e vai in giro per le università come se fossi più intelligente di tutti noi. - Siamo venuti qui per confrontare i nostri curriculum o le idee? - Le idee. - L'istruzione superiore spesso non ha senso. La maggior parte di voi sta solo sprecando il proprio tempo qui. - No. - Fammi finire. - Quindi l'istruzione è spazzatura? - Non è sempre vera istruzione. E tu sei un esempio lampante. Non vedo molta istruzione in te, ma vedo che sei estremamente ostile, super presuntuoso, non capisci come funziona il mondo e sei venuto qui con una voglia selvaggia di farti notare da tutti, tanto da portarti dietro un megafono. Per saltare la fila, davanti a chi aspetta pazientemente per fare una domanda. E quanto hai imparato da questa università? A parte la sensazione di essere il centro del mondo e che tutti devono ascoltarti? - Vai in giro per i campus a istigare. Hai sempre lo stesso copione. - Io sto seduto tranquillo qui e faccio domande. Sei tu l'istigatore, non io. - Hai detto tu stesso: dimostra che ho torto! - Giusto. Incarnate i peggiori tratti di questa generazione. - Ti sei guardato allo specchio? - Sì. E vedo una persona che non è senza peccato, ma che non si comporterà mai come te. - Ragazzi, vi sta solo mentendo!

Silvio Bertoldi

11,720 просмотров • 10 месяцев назад

“MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANA. MI SENTO MOLTO PIÙ AL SICURO CON GLI IMMIGRATI CHE CON I MIEI CONCITTADINI”. Studentessa pugliese: “Mi vergogno di fare parte di questo Paese, perché ha un governo di fascisti che ci insegnano che loro (gli immigrati) ci devono fare paura perché sono neri. Io mi sento molto più al sicuro oggi, in mezzo a tutti voi, che con i miei concittadini, quando cammino da sola per strada e non so chi ho davanti. Mi dicono che perché sono donna, una studentessa, mi devo coprire, che devo fare attenzione quando esco di casa perché c’è qualcuno ha delle strane idee perché viene da un Paese diverso che ha una cultura diversa dalla mia. Ma stiamo scherzandoooo?”. Sono sconvolta dalla stupidità di questo discorso. La signorina sostiene di vergognarsi di essere italiana perché l’Italia avrebbe un governo di fascisti che esorterebbe ad odiare gli immigrati perché neri. Un pensiero completamente distorto, frutto di banalizzazione ideologica. Nessuno se la prende con gli immigrati, tantomeno perché colorati. Ad essere contestate sono politiche immigrazioniste disumane che, fondate sul principio dell’accoglienza di massa, hanno prodotto ripercussioni gravissime in materia di sicurezza. E questo non è frutto della fantasia dei cosiddetti “fascisti”. Parlano i dati. Poi, se la signorina si sente così al sicuro tra gli immigrati, che vada nei parchi o nelle stazioni e negli altri luoghi dove migliaia di donne sono state stuprare, aggredite, picchiate. E continuano ad esserlo. E non dai suoi concittadini, per usare le sue stesse parole, coloro che lei teme. Ma poi, chi ti dice, cara signorina, di coprirti perché sei donna? Stai confondendo le cose. È l’Islam ad imporre alla donna di coprirsi perché donna. Noi diciamo l’esatto opposto. E mai nessuno a destra invita le donne a coprirsi per non essere stuprate dagli immigrati. Diciamo che pretendiamo di non essere più invasi, di decidere, come fa qualsiasi Stato sovrano, chi possa entrare in Italia e chi no, pretendiamo di rimpatriare chi delinque, di tornare padroni in casa nostra, di girare sicuri nelle nostre città senza il costante pericolo di subire aggressioni e violenze di ogni tipo. L’unica cosa che tu dovresti coprire, cara signorina, è quella bocca da cui sono uscite solo supercazzole.

Azzurra Barbuto

36,567 просмотров • 2 месяцев назад